Finanziamenti d’impresa
Unipg – Loris Nadotti 2020
Una volta acquisito il capitale va gestito:
- Gestione diretta: delle fonti esterne e interne (anche le interne provengono
dall'esterno, es. aumento di capitale)
- Contratto finanziario: beni, scorte, invest. immateriali
- Misti: crediti e debiti commerciali
- Liquidità: flussi di pagamento, è una dinamica monetaria che non coincide con quella
economica (es. fatture). L'equilibrio va tenuto da parte dell'impresa generalmente. Ci
sono ovviamente carenze ed eccedenze di liquidità. Anche l'eccesso di liquidità non è
sempre positivo, nel senso che non genera rendimenti. Qual è il livello giusto di
liquidità?
E' quello che permette all'azienda di far fronte a debiti/pagamenti a breve termine in
caso di eventi imprevisti (es. mancato pagamento di una fattura). La tesoreria si
occupa di questa gestione.
La gestione del CCN (Capitale circolante netto) (liquidità, banca e magazzino)
Obiettivi della funzione finanziaria con due impostazioni:
1. Funzione finanziaria come strumento per la realizzazione degli obiettivi del capitale
di rischio
2. Permette di massimizzare il valore del capitale di rischio per i finanziatori
dell'impresa (logica se si intende l'impresa senza fini sociali)
3. Aumentare il valore del capitale, ma anche di aumentare il benessere sociale (es.
cooperative sociali)
DRIVER DELL'EVOLUZIONE DELLA FUNZ. FINANZIARIA
Crescente complessità ambientale reale e finanziaria --> Evoluzione delle metodologie
di analisi finanziarie --> Grado di criticità del capitale nelle performance delle imprese;
gestire correttamente ed efficacemente il capitale proprio --> CICLO EVOLUTIVO DELLA
FUNZ. FINANZIARIA
Il paradigma teorico classico della finanza
La TEORIA FINANZIARIA si occupa dei criteri per orientare l'allocazione efficiente del
capitale
L'assunto fondamentale del paradigma teorico è che, in assenza di barriere
informative e in presenza di comportamenti razionali, OGNI OPPORTUNITà DI
EFFICIENTE INVESTIMENTO di capitale nei processi aziendali è:
- individuabile
- nota a tutti gli attori interessati
- oggettivamente conveniente
- contiene e implicitamente anche i presupposti del suo finanziamento
non solo pratica, ma anche teoria
l'obiettivo è la creazione di un portafoglio efficiente di investimenti, minimizzando il
rischio e la possibilità che il cap venga intaccato ed eroso da perdite e massimizzando
i possibili ritorni e rendimenti
ma i rendimenti sono solo in termini monetari? o anche altri criteri, tipo la
sostenibilità? il concetto di oggettivamente conveniente diventa + controverso
1. L'impresa orienta le proprie decisioni e misura i risultati attesi nello stesso modo in
cui li misura il mercato finanziario.
2. La performance dell'impresa è valutata in ragione della creazione di valore per gli
azionisti.
3. Le decisioni finanziarie si basano sul binomio rischio-rendimento. LA FINANZA DETTA
LE REGOLE DI COMPORTAMENTO DELL'IMPRESA, stabilisce il codice che orienta le
decisioni nella ricerca degli investimenti, che assicurando vantaggi competitivi
durevoli, generano rendimenti di capitale maggiori, a parità di rischio, rispetto ad altre
alternative. La soglia minima da superare è il costo del capitale.
il punto 1 ci mostra una visione molto classica, che riduce il valore di azienda e
mercato ai termini finanziari, assume un mercato efficiente e razionale, insomma, da
molto per scontato
il 2 necessità di riflessione sul senso di "creazione di valore", valore economico? valore
azionario? o c'è anche dell'altro, come utili non distribuiti o valore creato dall'azienda
ma non ripartito? Inoltre a quale valore faccio riferimento? valore di libro, valore di
mercato, valore scontato?
i mercati non sono sempre credibili, soprattutto nel breve termine, a causa di
situazioni contingenti che possono influenzare i mercati, nel lungo periodo già lo sono
di più, mostrandoti dei trend durevoli, il problema dello "short-termismo" è legato a
questo
il rischio in economia non è da intendersi solo come danno, ma anche come possibile
guadagno, un'opportunità d'investimento e di ritorno
Secondo quest'impostazione classica della teoria della finanza, la razionalità delle
decisioni sta nella qualità delle RISPOSTE A TRE PROBLEMI INDIPENDENTI
- Quale dimensione e quale crescita dovrebbe avere il capitale investito?
- Quali singoli investimenti dovrebbero essere selezionati?
- Quali fonti dovrebbero essere selezionate?
La funzione finanziaria è chiamata a fornire RISPOSTE EFFICIENTI a queste domande.
es. punto 2, per aziende diverse potrebbero essere da selezionare investimenti diversi,
una avversa al rischio tende a diversificare gli investimenti per ridurlo al minimo, una
disposta a rischiare in nome di rendimenti potenziali + alti potrebbe andare all in su
un singolo parametro
Ma, nella prassi finanziaria, vi sono problemi di opacità informativa, razionalità
limitata, vincoli che rendono complessse le scelte finanziarie.
TEORIA DELLA FINANZA
- regole di comportamento volte a razionalizzare le decisioni
- quali decisioni? praticamente ogni scelta gestionale comporta uso di capitale
- con quale obiettivo? creare valore per gli azionisti
PRASSI OPERATIVA DELLA FINANZA
- ciclo di sviluppo verso condizioni di crescente razionalità
- sotto la spinta di mutamenti ambientali che hanno accentuato la criticità del fattore
capitale
- sulla base dell'evoluzione delle metodologie di analisi
- le imprese si posizionano in modo diverso lungo il percorso di apprendimento
Secondo Feman, l'efficienza può avere vari livelli, debole se i mercati incorporano solo
dati storici, semi-forte se si considerano anche le informazioni attuali, forti se oltre alle
info passate e presenti non ci sono insider che alterino l'equilibrio del mercato
non a caso l'insider trading è un reato secondo molti ordinamenti
razionalizzare le decisioni che comportano l'uso di capitale, risorse
sviluppo verso una sempre crescente razionalità (ciclo) via via che si acquistano
informazioni
i mutamenti ambientali degli ultimi anni hanno accentuato la criticità dell'uso del
capitale, molte imprese, soprattutto le + piccole, si sono rese insolventi, le banche
hanno dovuto assorbire prestiti in nome di questi mancati rimborsi, si sono de
capitalizzate e hanno dovuto adottare comportamenti + prudenti nel fare nuovi
prestiti, cosi facendo l'ambiente in pochi anni è mutato notevolmente, limitando per
esempio l'accesso al credito
il sistema dell'imprese, come le persone, impara dall'esperienza e si adatta, il suo
approccio è cambiato, è cambiata la velocità di adattamento
La razionalità delle risposte è legata al grado di approfondimento dell'analisi lungo 3
direzioni.
- La complessità (poche <---> molte variabili)
- La dimensione temporale (approccio statico <---> dinamico)
- Il grado d'incertezza (approccio deterministico <---> probabilistico)
(un parallelepipedo con un fattore su ogni dimensione)
Fattori qualificanti il ciclo evolutivo della funzione finanziaria
- Dinamiche ambientali
- Grado di profondità delle analisi finanziarie
- Criteri e metodologie di analisi
- Algoritmi che legano rendimento del capitale, costo del capitale, quantità/fonti di
capitale
FASI del ciclo evolutivo della funzione finanziaria
Periodi Stadi Profili Qualificazione Tipici criteri e Algoritmi che legano
storici di evolutivi gestionali del grado di metodologie
riferimento della rilevanti profondità di analisi - Rendimento del
funzione alla luce delle analisi capitale
finanziaria delle finanziarie - Costo del capitale
dinamiche - Quantità/fonti di
ambientali capitale
In relazione ai profili
gestionali rilevanti
Dagli anni La finanza Redditività Semplici; Quotazioni di ROE = [ROA + (ROA
sessanti ai subordinata statiche; bilancio; leva – i) x MT/CN] x
primi anni deterministich finanziaria; RN/UC
settanta e; Fino a quando
conviene investire?
Fino a che il
rendimento
dell’indebitamento
(parte 2 cap è superiore al suo
(parte 1 (parte 1 (parte 1 cap 2-3) costo, effetto leva
cap 1.3.1) cap 1.3.1 1.2) finanziaria
(parte 2 cap.3)
Dai primi La finanza Reddività; Complesse; Modelli dello g = [ROA + (ROA-i)
anni integrata sviluppo dinamiche; sviluppo x D/MP] x (1-t) x (1-
settanta ai sostenibile; deterministich finanziaria.nte d) + NMP/MP
primi anni rischio e; sostenibile; t è la pressione
ottanta operat. e modelli per fiscale
finanz.; l’analisi dei
rischi d è lo share di
operativi e dividendi distribuiti
finanzari;
(parte 2 cap
(parte 1 (parte 1 (parte 2 cap 5)
3-4-5-6)
cap 1.3.2) cap 1.3.2) (parte 1 cap
1.2)
Dai primi La finanza Redditività; Complesse; Modelli per la EVA = (NOPAT/CI –
anni strategica sviluppo dinamiche; quantificazion WACC) * CI
ottanta agli sostenibile; probabilistiche; e del costo Eva = valore
anni rischio del capitale; economico aggiunto
novanta operat. e modelli della
finanz.; creazione del Rendimento lordo
rischio valore; analisi del capitale –
sistematico degli capitale investito
; valore investimenti;
(parte 1 (parte 2 cap
(parte 1 (parte 1 cap (parte 2 cap 7)
cap 1.3.3) 7-8-9)
cap 1.3.3) 1.2)
ROA-i x MT/CN mi indica il ritorno – l’investimento moltiplicato per la cosiddetta leva
finanziaria, ossia il rapporto tra il capitale di terzi e quello proprio utilizzato
Se l’indebitamento rende + di quanto pago per indebitarmi è conveniente
Perché negli anni 60 il rendimento del capitale investito era alto perché il costo dei
fattori di produzione era basso, le materie prime ancora economiche prima della prima
crisi petrolifera e i lavoratori emigranti del sud che venivano pagati na cazzata
Lo shock petrolifero de 1973, con la guerra tra i paesi arabi e israeliani, porta
all’aumento del prezzo del petrolio, effetti inflazionistici, aumento del prezzo delle
materie prime e del lavoro a causa dell’inflazione.
Il rischio sistematico non si può gestire con la diversificazione di portafoglio, ma solo
col capitale proprio. Il rischio non si può azzerare, ma semmai controbilanciare o
trasferire. L’obiettivo negli anni 90 non è solo il conseguimento di un utile, ma un
valore in senso lato.
La principale differenza tra le 3 frasi è da individuarsi nel grado di: incertezza,
complessità e importanza data al tempo.
La finanza subordinata è semplice, statica e deterministica. Non tiene in
considerazione un elevato numero di fattori e variabili, non considera l'impatto della
probabilità di determinati eventi sulla gestione dell'impresa. La principale attenzione
del management è alla redditività e dunque al ROE, ritenuto una sintesi accettabile dei
risultati dell'impresa.
Nella seconda fase si ha maggior considerazione per il fattore tempo e le analisi
assumono maggior complessità, diventano dunque complesse e dinamiche. I modelli
di sviluppo sostenibile, che si sviluppano in questa fase sono una misura sintentica che
cerca di riassumere le caratteristiche dell'azienda e la sua efficienza. I due modelli
principali finanziari e operativi, si distinguono perchè il primo determina il fabbisogno
finanziario dell'impresa. Si da attenzione a + fattori che possono condizionare
l'operato dell'impresa, si considera redditività, leva finanziaria, gestione fiscale e
politica dei dividendi.
La fase della finanza strategica è quella nella quale la finanza diventa una funzione
principe tra quelle aziendali nell'obiettivo di creare valore. Tutti e 3 i fattori sono di
livello elevato, abbiamo analisi dinamiche, complesse e probabilistiche. Un buon
indicatore è l'EVA (economic value added) che tiene conto del risultato netto della
gestione dell'impresa (ciò che si legge dal conto economico, a grandi linee), del costo
del capitale dell'impresa (l'onere che l'impresa sostiene a fronte della propria struttura
finanziaria, ossia la somma delle fonti di finanziamento che essa utilizza).
LA FASE DELLA FINANZA SUBORDINATA
Anni '60-'73: complessità / criticità della funzione: modesta
Profili macro:
- elevata crescita del PIL
- fattore capitale: abbondante
- tassi: bassi e stabili
- cambi: fissi
- fonti di finanziamento: alternative limitate
- mercati di sbocco: stabili e protetti
Impatto sulla funzione finanziaria:
- chi si occupa di finanza in azienda ha un ruolo marginale
- finanza inglobata all'amministrazione
- finanza "subordinata" e posizionata "a valle"
- l'attenzione è prevalentemente sul lato destro dello SP
- algoritmo chiave: formula del ROE
Poca attenzione verso il lato attivo dello SP, l'impresa sfrutta una condizione macro
economica favorevole, ma non cerca di aggiungere qualcosa in + grazie ad una
visione strategica che potrebbe assicurarle un vantaggio competitivo + a lungo
termine.
LA FASE DELLA FINANZA INTEGRATA
Anni '73 - '85: complessità / criticità: accentuata e crescente
Profili macro:
- crisi innescate dal costo di materie prime e lavoro / inflazione
- caduta dei tassi di sviluppo delle economie
- politiche monetarie: restrittive (credito e tassi)
- mercati finanziari instabili
- cambi e tassi: volatili
- aumenta la complessità dei sistemi finanziari
Profili aziendali:
- aumentano i costi delle materie prime e del lavoro
- si riducono e diventano molto validi i RO
- l'inflazione fa aumentare i fabbisogni finanziari
- aumentano i debiti e oneri finanziari (effett quant. e prezzo)
- si riducono i profitti e l'autofinanziamento
Impatto sulla funzione finanziaria:
- attenzione crescente agli usi di capitale e al loro costo
- finanza integrata e anticipata
- la finanza come fattore di disciplina "a monte"
- verifica ".ex ante" delle compatibilità finanziarie e programmazione dei flussi
finanziari
- attenzione alle relazioni finanza/redditività/sviluppo/rischio
- algoritmo chiave: lo sviluppo finanziariamente sostenibile
LA FASE DELLA FINANZA STRATEGICA
Anni '95 -> dignità di vertice - integrazione con la strategia
- deregolamentazione e globalizzazione dei mercati
- innovazione tecnologica e rapida obsolescenza
- caducità dei vantaggi competitivi e intensificazione della concorrenza
- riconversioni tecnologiche e riposizionamenti nei mercati
- logica dello sviluppo per linee esterne
Impatto sulla funzione finanziaria:
- dal modello dello sviluppo finanziariamente sostenibile al modello dello sviluppo
centrato sulla finanza
- la finanza straordinaria è imperniata sul valore
- la finanza si coniuga con la strategia ed elabora strumenti per misurarne la capacità
di creare valore
- algoritmo chiave: Economic Value Added (E.V.A.)
Ai fini di una valutazione della qualità della funzione:
- è rilevante il percorso che intercorre tra condizioni ex ante e compatibilità conseguite
ex post
- a "consuntivo", in condizioni fisiologiche, il pareggio contabile tra fonti e usi di risorse
finanziarie è sempre raggiunto
- si tratta di capire se l'aggiustamento viene conseguito attraverso percorsi virtuosi, in
presenza di un adeguato presidio della funzione (comportamenti finanziari proattivi)
- oppure se si perviene al pareggio contabile attraverso scelte sub-ottimali
(comportamenti finanziari adattivi), che generano perdite di valore potenziale
(es. il manager finanziario deve raccogliere capitali, non porta una valutazione precisa
o un progetto, ma una richiesta generica e vaga che quindi può portare la banca a
formulare una proposta non in linea con le necessità dell'azienda).
Da un approccio storicizzato ad un approccio contestualizzato
Esigenze finanziarie poste dal contesto competitivo <- Quadro ambientale dell'impresa
-> Condizionamenti dei finanziatori: vincoli ed effetti di disciplina
Quadro ambientale mi da anche -> Grado criticità del fattore capitale ->
Comportamento finanziario (adattivo o proattivo)
Compete alla funzione finanziaria la conduzione di politiche gestionali
Relazioni tra capacità di supporto finanziaria del posizionamento competitivo e
condizioni di equilibrio finanziario
Supporto al posizionamento competitivo - Inadeguato o Adeguato
Equilibrio finanziario - Soddisfacente - Insoddisfacente
Ad-Sod Piena mobilità finanziaria e strategica
In-Sod Autosufficienza finanziaria conseguita a discapito della mobilità strategica
AD-Ins Sviluppo in condizioni di squilibrio finanziario
In-Ins Compresenza di rinunce strategiche e di squilibri finanziari
confrontare le disp finanziarie con le esigenze del posizionamento competitivo
dell'impresa
Le imprese minori italiane
Il bilanciamento ex post può essere conseguito in condizioni di
-> miopia strategica: rinunce al mantenimento e nel rinnovo de vantaggi competitivi a
fronte di un condizionamento finanziario che viene subito e non adeguatamente
gestito;
-> miopia finanziaria: forzatura degli squilibri finanziari
(tensioni di liquidità, esposizione al rischio e a fragilità dell'impresa in rapporto a
condizioni congiunturali avverse) a fronte di scelte non adeguatamente vagliate, ex
ante, in termini di sostenibilità finanziaria)
Caratteristiche dell’imprese minori italiane
• Mediamente sottocapitalizzate (capitale proprio basso 30%, elevato grado
d’indebitamento 70%)
• Più le imprese sono piccole più è alto il finanziamento, esposizione elevata a
breve termine verso le
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