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Appunti financial reporting, prof Maria Serena Chiucchi Appunti scolastici Premium

Appunti di financial reporting basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Chiucchi dell’università degli Studi del Politecnico delle Marche - Univpm, facoltà di Economia, Corso di laurea magistrale in scienze economiche e finanziarie. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Financial reporting docente Prof. M. Chiucchi

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Per quanto riguarda il locatore, egli iscriverà un credito pari all’investimento netto nell’operazione di

leasing considerando anche eventuali costi diretti iniziali sostenuti. Successivamente rileverà le rate incassate

dei canoni suddividendole in quota capitale (a riduzione del credito) e quota interessi (proventi finanziari a CE).

Per quanto riguarda il leasing operativo, esso è caratterizzato dal fatto che rischi e benefici derivanti dalla

proprietà del bene locato non sono trasferiti in capo al locatario. Dunque il bene non figura nello SP del

locatario il quale rileva i canoni a conto economico.

5. Le operazioni di sale and lease back

Tali operazioni comportano la vendita e retrolocazione a uno steso soggetto il quale in definitiva non ne

perde la disponibilità economica ma solo la titolarità giuridica. Se la retrolocazione corrisponde ad un leasing

finanziario il bene oggetto rimane in SP del venditore e viene valutato al fair value (o al valore attuale…). Tale

valore deve essere ammortizzato in funzione della vita utile come un bene di proprietà. Dopo l’operazione

quindi l’ammortamento andrà calcolato sul nuovo valore.

6. Le attività non correnti destinate alla vendita oggetto dell’IFRS 5

L’IFRS 5 tratta tutte le attività non correnti il cui valore contabile è destinato ad essere recuperato, per scelta

degli amministratori, tramite un’operazione di vendita e non tramite l’impiego nel processo produttivo.

Tali attività vanno valutate al minore tra il valore contabile ed il fair value al netto dei costi di vendita e

non devono essere soggette ad ammortamento.

Oggetto dell’IFRS 5 possono essere:

 Una singola attività non corrente

 Un gruppo di attività (disposal group)

 Un business operativo cessato (gruppo di attività)

Le attività possono essere classificate in questa voce e soggette a questo IFRS quando:

 L’attività è disponibile per la vendita immediatamente e nelle sue condizioni;

 La vendita è altamente probabile.

A tal fine è necessario che:

1. Il management sia impegnato in un programma di vendita e siano avviate le iniziative per

l’individuazione del compratore;

2. La vendita sia completata entro un anno dalla riclassificazione in tale voce salvo eventuali ritardi causati

da circostanze o eventi fuori dal controllo dell’impresa;

3. L’attività sia scambiata sul mercato e l’offerta sia fatta a prezzi ragionevoli rispetto al fair value;

4. Sia improbabile un cambiamento o annullamento del piano di vendita.

Nel caso in cui tali criteri venissero meno occorre valutare la attività al minore tra

 Valore contabile pre-riclassifica IFRS 5, rettificato di tutti gli ammortamenti, svalutazioni…

 Valore recuperabile con l’uso.

Le eventuali rettifiche emerse andranno imputate a CE.

Infine, per quanto riguarda le attività operative cessate, si richiede una specifica modalità di esposizione in

bilancio

Capitolo 7 – Immobilizzazioni immateriali (IAS 38).

1. Premessa

Lo IAS 38 definisce un asset immateriale come un’attività non monetaria, identificabile priva di consistenza

fisica. Viene inoltre richiamata la definizione di attività data in ambito generale: risorsa controllata dall’entità in

conseguenza di eventi passati e dalla quale la medesima entità attende benefici economici futuri.

La lista di possibili asset immateriali fornita dallo IAS 38 è la seguente:

 

Marchi; Software;

 

Testate e diritti editoriali; Diritti di licenza e franchising; 15

 

Diritti d’autore, brevetti e altri tipi di Formule, modelli. Progettazioni e prototipi.

proprietà industriale;

Le caratteristiche comuni di tali asset sono la consistenza materiale assente/marginale e la vita utile pluriennale.

2. Criteri per il riconoscimento delle immobilizzazioni immateriali

Lo IAS 38 fissa dei criteri chiave per individuare le attività immateriali:

 Identificabilità l’elemento immateriale deve essere separabile, vendibile autonomamente;

 Controllo l’impresa dovrebbe essere in grado di controllare l’uso

dell’asset immateriale e, inoltre, di impedire ad altri lo sfruttamento Principi nazionali e codice civile

dei benefici previsti. I principi contabili nazionali per

Esclusa la possibilità di capitalizzare i costi di formazione

o l’iscrizione di un asset immateriale

del personale in quanto viene a mancare il controllo: i richiedono solo l’utilità futura, non

dipendenti potrebbero infatti cambiare azienda. è necessaria la correlazione con

 benefici economici futuri.

Benefici economici futuri rappresentati sia da ricavi di vendita

ma anche da risparmi di costo o altri tipi di benefici.

L’applicazione di tali criteri non basta per l’iscrizione, sono necessari i requisiti stabiliti dal framework, in

particolare: probabilità che i benefici economici futuri affluiranno all’entità e costo attendibilmente misurabile.

È opportuno precisare che lo IAS 38 ha disposto che i costi sostenuti per elementi immateriali siano

considerati costi di esercizio a meno che non si realizzino le due seguenti condizioni:

 Siano relativi a un elemento che rispetta le condizioni dello IAS 38;

 Siano sostenuti nell’ambito dell’acquisto di un’altra impresa e non attribuibili ad un’altra specifica

risorsa (goodwill).

In base a tali condizioni non si figurano come immobilizzazioni immateriali(quindi non sono capitalizzabili e

vengono totalmente spesati nell’esercizio) le seguenti voci:

 

Costi di ricerca Costi per la formazione del personale

 

Costi di impianto (ad esempio costituzione Costi di pubblicità ed attività promozionali

entità legale, di lancio nuovi prodotti…) Goodwill autogenerato.

3. Rilevazione iniziale (ho saltato lo sviluppo interno del software)

Le soluzioni disponibili dipendono essenzialmente dalle modalità di acquisizione dell’elemento immateriale:

particolarmente rilevante risulta la distinzione tra acquisto e sviluppo interno (autoproduzione).

In caso di acquisto da terzi, l’iscrizione avviene al costo (che dovrebbe coincidere con il fair value) che si

determina in maniera analoga al caso degli asset materiali: esso comprende sia il costo puro d’acquisto, sia

oneri fiscali, diritti di importazione al netto di eventuali sconti e abbuoni. Esattamente come nel caso degli asset

materiali la possibilità di capitalizzare i costi termina nel momento in cui l’asset è pronto per essere utilizzato.

Nel caso l’asset immateriale sia acquisito attraverso l’acquisizione di una business combination va misurato

il fair value alla data dell’operazione e va valutata la possibilità di iscrivere asset immateriali non presenti nel

bilancio del cedente. Lo IASB propende per l’individuazione del maggior numero possibile intangibili al

momento di acquisizione di un’impresa in modo da rendere il valore del goodwill il più piccolo possibile.

Oltre l’acquisto dall’esterno un’altra via tipica di formazione delle risorse immateriali è l’autoproduzione.

Lo IAS 38 esclude categoricamente da questa ipotesi il goodwill generato internamente.

La valutazione delle risorse autogenerato è più difficoltosa anche per il fatto che molti costi sostenuti sono già

stati spesati in esercizi. In ogni caso lo standard esclude la possibilità di capitalizzare i costi di ricerca mentre

concede la possibilità di capitalizzare i costi di sviluppo. Per dimostrare che si è in fase di sviluppo occorre

dimostrare la presenza di:

 Fattibilità tecnica del completamento dello sviluppo per ottenere Principi nazionali e codice civile

qualcosa che sia associato a benefici economici futuri; Spesso per identificare i costi di

 sviluppo è necessario il PROTOTIPO

Effettiva intenzione e capacità di completare il processo di

sviluppo e di usare l’output 16

 Capacità di misurare in modo attendibile i costi ancora da sostenere

Per lo IAS 38 si applica, quindi, la distinzione tra costi di ricerca e costi di sviluppo: alla ricerca si

dovrebbero imputare i costi dello studio originale e pianificato mentre allo sviluppo i costi di realizzazione dei

prototipi antecedenti alla commercializzazione o all’utilizzazione produttiva.

Lo IAS 38 non consente inoltre la capitalizzazione di marchi, elenchi clienti, testate… generati

internamente. Consente invece la capitalizzazione di brevetti, diritti d’autore, contratti di franchising…

4. Assestamento

Lo IAS 38 concede la scelta tra metodo del costo o metodo della rideterminazione del valore (fair value).

Il metodo del costo prevede appunto che il valore iniziale sia progressivamente ammortizzato e svalutato a

seguito di perdite (impairment test). In questo caso il valore è iscritto al netto del fondo ammortamento.

Il revaluation model prevede che l’attività sia rivalutata ogni esercizio. I minusvalori derivanti dal processo

di rideterminazione del valore vanno imputati a conto economico (fatta salva la diminuzione della eventuale

riserva precedentemente iscritta per rivalutazioni) mentre i plusvalori vanno portati ad aumento del capitale

netto (a riserva) e compresi nell’OCI, a meno che non ci siano state prima delle svalutazioni nel qual caso la

rivalutazione va portata a conto economico fino a concorrenza della precedente svalutazione (come IAS 16).

Per quanto riguarda il periodo di ammortamento lo IAS 38 consente di collocare con una scelta non definitiva

una risorsa intangibile tra quelle a vita utile definita (e quindi da ammortizzare) o tra quelle a vita utile

indefinita (da assoggettare ad impairment test e eventuale svalutazione).

Il documento precisa che va classificato come a vita utile indefinita nel caso in cui non sia possibile assegnare

un limite al periodo nel corso del quale ci si attende che l’intangibile possa generare flussi di casa.

Le attività con vita utile indefinita non vanno ammortizzate ma, annualmente va verificato se l’intangibles ha

subito una riduzione di valore durevole procedendo all’impairment test con frequenza almeno annuale, secondo

lo stesso procedimento utilizzato per gli asset materiali. Le attività che hanno vita utile limitata vanno invece

ammortizzate secondo i metodi precedentemente illustrati.

5. Assestamento

Le regole di disclosure dello IAS 38 prevedono una informativa dettagliata ed estesa.

Per ogni classe di intangibles vanno evidenziate le seguenti informazioni:

 Natura della vita utile, definita o indefinita compresi piani di ammortamento.

 Valore iniziale contabile e quote di ammortamento accumulate.

 Riconciliazione tra valore iniziale e finale di periodo.

Capitolo 8 – Strumenti finanziari. (salto le passività, 5. Gli strumenti deriv… e 6. Il trattamento contabile e..)

2. Gli strumenti finanziari: definizione e classificazione

Lo IAS 32 prevede una definizione di strumento finanziario piuttosto ampia, ritenendo per tale qualsiasi

contratto che dia origine a un’attività finanziaria per un’entità e a una passività finanziaria o ad uno

strumento rappresentativo di capitale per un’altra. Tale definizione presuppone quindi l’esistenza di un

rapporto bilaterale ed esclude quelle operazioni che non abbiano origine da un chiaro legame contrattuale non

facendole ricadere sotto questo standard.

Per attività finanziaria si intende una qualsiasi attività che:

 Consista in disponibilità liquide;

 Rappresenti uno strumento rappresentativo del capitale di un’altra entità;

 Preveda un diritto contrattuale a ricevere disponibilità liquide o scambiare strumenti finanziari a

condizioni potenzialmente favorevoli.

In prima approssimazione possiamo trovare i crediti commerciali, le partecipazioni societarie, i titoli

obbligazionari sottoscritti, i finanziamenti concessi…

Per passività finanziaria si intende:

 Preveda una obbligazione contrattuale a consegnare liquidità o altri strumenti finanziari 17

 Identifichi un contratto estinguibile mediante la consegna di strumenti rappresentativi del capitale

dell’impresa stessa.

In prima approssimazione troviamo i debiti commerciali, i finanziamenti ottenuti, gli strumenti derivati…

Per quanto riguarda la classificazione il riferimento è allo IAS 39 che FVtPoL è la categoria preferita

individua, in base alla destinazione funzionale degli strumenti stessi, dallo IASB poiché gli strumenti qu

categorie di attività e due di passività. inseriti sono valutati al fair value.

Le attività sono distinte in: Al termine di esercizio eventuali

 Fair value trough profit or loss FVtPoL strumenti finanziari al variazioni di valore vanno imputate

fair value rilevati a conto economico. a CE: valori non realizzati aventi

HtMi

forza reddituale. n questa

Gli strumenti finanziari contenuti nella categoria FVTPoL sono categoria possono rientrare

rappresentati dagli investimenti detenuti a scopo di negoziazione. Tuttavia solamente le obbligazioni (no

possono rientrare in questa categoria anche gli strumenti per cui si decide azioni). Contabilizzazione al costo

spontaneamente di esercitare la fair value option la quale prevede che in ammortizzato.

sede di prima iscrizione ogni attività o passività finanziaria possa essere L&R non derivati e contabilizzati

allocata nella prima categoria. Sono possedute per fini di negoziazione le al costo ammortizzato.

attività destinate ad un rapido smobilizzo per cui vi è evidenza di una AfS categoria residuale. Non

strategia transattiva di breve periodo (limiti BP non specificati da IAS 39). smobilizzati nel breve periodo.

 Held to maturity HtM investimenti posseduti fino alla scadenza.

 Contabilizzti al fair value ma con

impatto delle variazioni in OIC.

Nella categoria HtM rientrano le attività finanziarie con pagamenti Soggetti a recycling.

determinati o determinabili nell’ammontare e nella data di realizzo

(tipicamente obbligazioni). La cessione di una attività finanziaria inclusa in

questa categoria, se di importo rilevante è considerata un segnale sostanziale della mancanza della capacità, o

dell’intenzione, di mantenere anche tutti gli altri investimenti della stessa categoria fino alla loro scadenza

naturale. Lo IAS 39 prevede infatti che al decorrere di tale evento sia applicata la c.d. tainting rule la quale

impone l’obbligo di riclassificare tutti i titoli che rientrano in HtM nella categoria FVtPoL, ai fini della loro

valutazione al fair value, e il divieto di utilizzare la categoria HtM per i due esercizi successivi.

 Loans and receivebles L&R finanziamenti e crediti

La categoria dei L&R comprende quelle attività finanziarie caratterizzate da pagamenti fissi o determinabili,

non quotate in mercati regolamentati e che non siano classificate in altre voci all’iscrizione.

 Available for sale AfS attività finanziarie disponibili per la vendita.

Infine le AfS si caratterizzano per essere una categoria residuale ove vengono classificate tutte quelle attività

che non possono essere incluse nelle altre categorie.

Tavola 1 – Prospettive di cambiamento dei criteri di classificazione delle attività finanziarie alla luce

dell’IFRS 9 (in sostituzione dello IAS 39).

L’emanazione dell’IFRS 9 prevede una profonda modifica dei criteri di valutazione degli strumenti finanziari.

Tale documento è destinato a rimpiazzare lo IAS 39.

Il nuovo standard prevede che la classificazione sia articolata su 2 categorie denominate:

 

Costo ammortizzato Fair value

A guidare la classificazione in una categoria piuttosto che nell’altra saranno il modello di gestione dei flussi

associati allo strumento e le caratteristiche di tali flussi. In particolare una attività finanziaria sarà contabilizzata

al costo ammortizzato solo se si verificheranno congiuntamente 2 condizioni:

1. Il modello di gestione deve manifestare chiaramente la finalità di incassare i flussi finanziari generati

dallo strumento in esame.

2. I flussi devono essere contrattualmente generati a date predeterminate e rappresentativi

esclusivamente del rendimento dell’attività stessa.

3. Rilevazione iniziale e derecognition

La rilevazione deve avvenire quando l’impresa diviene parte nelle condizioni contrattuali che regolano lo

strumento finanziario da cui hanno origine. 18

In prima iscrizione indipendentemente dalla categoria di classificazione, gli strumenti finanziari vengono

rilevati al fair value, il quale normalmente è pari al prezzo di acquisto.

La cancellazione di uno strumento finanziario deve avvenire quando ricorre una delle seguenti ipotesi:

 Sono scaduti o vengono trasferiti i diritti contrattuali a ricevere (o pagare) i flussi ad esso relativi.

 Viene trasferito lo strumento.

4. Rilevazione di fine periodo

Successivamente alla rilevazione iniziale le attività finanziari subiscono una valutazione diversa in base alla

categoria di destinazione; le possibilità sono il fair value o il costo ammortizzato.

Sono soggetti a valutazione al fair value gli strumenti finanziari che l’impresa ha classificato in:

 FVtPoL FVtPoL gain and lossprofit loss a CE

 AfS. AfS Gain and loss OCI (recycling)

A ciascuna data di riferimento del bilancio e fino alla loro eliminazione

occorre, dunque, rideterminare il fair value delle attività delle due classi menzionate. L’eventuale variazione di

valore ha però diversa contropartita a seconda dell’inclusione nella prima o nella seconda categoria.

Nel caso degli strumenti FVtPoL le differenze valutative devono essere rilevate a CE, influenzando dunque la

dinamica reddituale del periodo (caso in cui il reddito di esercizio accoglie elementi maturati ma non realizzati).

Nel caso degli strumenti AfS le differenze emergenti devono trovare come contropartita il patrimonio netto

ed essere incluse nell’OCI. Tali variazioni di valore non influenzano quindi la dinamica reddituale ma solo il

reddito potenziale. 19

ESEMPIO FVTPoL: ESEMPIO AfS:

30/07/n acquisto azioni per 3000 30/07/n acquisto azioni per 3000

Azioni FVtPoL 3000 Azioni (AfS) 3000

Cash 3000 Cash 3000

31/12/n fair value 3200 31/12/n fair value 3200

Azioni 200 Azioni 200

Gain on FVTPoL (CE) 200 Gain on Afs (OCI) 200

25/04/n+1 azioni vendute a 3100 30/04/n+1 distribuzione OCI

Azioni 3200 OCI 200

Loss on FVTPoL sell (CE) 100 Riserva da OCI 200

Cash 3100 03/07/n+1 vendita a 3100

Azioni 3200

Loss on AfS sell (CE) 100

Cash 3100

Procedo al recycling per evidenziare il guadagno di 100.

Reclassification adjustment 200

Gain on AfS sell (CE) 200

Earning surplus 200

OCI 200

Lo IAS 39 definisce costo ammortizzato di uno strumento finanziario il valore a cui il medesimo è stato

misurato al momento della rilevazione iniziale (al netto di eventuali rimborsi di capitale, aumentato di

eventuali ammortamenti…). Il criterio da seguire per l’ammortamento è quello dell’interesse effettivo che

viene individuato eguagliando il valore dei flussi di cassa attualizzati al valore iscritto.

Tale valutazione ha l’obbiettivo di distribuire tra i periodi in cui lo strumento finanziario è detenuto

dall’impresa, secondo il criterio di competenza economica, tutti gli oneri e i proventi relativi allo stesso.

Il criterio del costo ammortizzato è utilizzato per:

 

HtM L&R 20

ESEMPIO valutazione del costo ammortizzato:

1/01/n acquisto obbligazioni con valore nominale di 2500, durata residua di 5 anni, valore (prezzo pagato) di 2000.

Pagamento di interessi annuali al tasso di 4.72% (interessi pari a 118 all’anno. Titolo classificato come HtM.

1/01/n acquisto obbligazioni al prezzo di 2000

Obbligazioni HtM 2000

Cash 2000

Il tasso (tres) è determinato facendo: 118 118 118 118 118 2500

2000 = + + + + +

(1 +


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27

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1.23 MB

AUTORE

mpianosi

PUBBLICATO

9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e finanziarie
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mpianosi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Financial reporting e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Chiucchi Maria Serena.

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