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Analisi finanziaria

Prof.ssa Barbara Sveva Magnanelli

Lezione 13-02-2018

Tipologie di principi contabili

I principali principi contabili sono:

  • GAAP (General Accepted Accounting Principles)
  • IAS/IFRS (US GAAP, International Accounting Standards/International Financial Reporting Standards)

Questi principi contabili sono adottati negli Stati Uniti. I principi nati prima del 2002 sono gli IAS, utilizzati da società quotate USA e successivamente, a seguito di una riforma, anche da paesi del Commonwealth; vengono denominati IFRS. Entrambi sono comparabili e sono utilizzati dalle società europee, asiatiche e, nonostante le differenze, da parte dell'America Meridionale. Sono nati per comparare i bilanci e, dal 2005, sono obbligatori per tutte le società quotate, oltre che per gli istituti finanziari, di credito e le banche. Esistono anche diversi principi contabili nazionali, come nella nostra nazione con gli ITA GAAP (principi contabili italiani).

Le società non quotate possono decidere con quale tipologia di principi contabili redigere il bilancio. All'interno di un gruppo, la capogruppo dovrà presentare il bilancio del gruppo e, laddove vi siano differenti bilanci all'interno del gruppo, “conciliare” i bilanci (processo di riconciliazione) e dovrà presentare il bilancio secondo gli IAS se il gruppo è quotato.

Bilancio codice civile

Dietro al bilancio, secondo i principi contabili italiani, vi sono delle norme da rispettare con quattro livelli:

  • Clausola: "Il bilancio di esercizio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo generale veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico." (Art. 2423 c.c.)
  • Veridicità e chiarezza: situazione reale economica, finanziaria e patrimoniale.
  • Situazione patrimoniale: riferimento a tutte le risorse disponibili che genereranno benefici in futuro. (Il beneficio ultimo è la generazione di liquidità.)
  • Situazione finanziaria: riferimento alle fonti che implicano obblighi futuri per l'impresa (ad esempio, debiti).
  • Situazione economica (Risultato economico): la generazione di risultati durante la gestione annuale.

Principi di redazione

  • Prudenza: Bisogna scrivere solo i ricavi realizzati, mentre per i costi anche i presunti (ad esempio, crediti svalutati). (Art. 2423 bis)
  • Prospettiva della continuazione (Going concern): Ottica della continuazione aziendale. Nel momento in cui si voglia chiudere un'azienda, si redige il bilancio di liquidità.
  • Prevalenza della sostanza sulla forma: Con l'utilizzo degli IAS nell'ambito italiano ci si avvicina al principio, poiché finora è stato più forma sulla sostanza. Da un punto di vista economico, chi utilizza il bene, al di là della forma (aspetto giuridico), ad esempio in un leasing, è l'azienda utilizzatrice.
  • Competenza economica: Riferimento ai costi e ricavi; a fine anno si effettuano le rettifiche, perché i costi e i ricavi scritti devono essere quelli generati nell'anno.
  • Valutazione separata (per posizione di credito e di debito): Se ci sono crediti e debiti verso lo stesso soggetto, bisogna valutarli separatamente.
  • Continuità di applicazione dei criteri di valutazione: Nell'applicazione di criteri di valutazione ad una posta di bilancio, ad esempio ammortamento, LIFO, FIFO, non posso cambiarlo.

I criteri di valutazione non si possono cambiare, a meno che vadano contro la clausola generale; in quel caso vanno cambiati. Per farlo, viene scritto in nota integrativa: di aver cambiato il criterio, la motivazione e come sarebbe stata la situazione se fosse rimasto il criterio precedente.

Criteri di valutazione

Dettano:

  • I valori da assegnare agli elementi patrimoniali.
  • Come scrivere i valori all'interno del bilancio (ad esempio, le immobilizzazioni devono essere ammortizzate a meno che non abbiano utilità utile e indefinita).
  • Le condizioni da rispettare in relazione alle iscrizioni di valore, modifiche da fare: quando, come e perché va fatta.

La maggior parte delle poste nel bilancio italiano sono valutate al costo storico. "Definisco i valori da assegnare agli elementi patrimoniali, il loro trattamento ed eventuali condizioni da rispettare in relazione all'iscrizione dei valori".

Principi contabili nazionali (OIC)

La riforma derivante dalla direttiva europea 2013/34, è stata recepita dall'Italia e sono state introdotte delle modifiche nella struttura del bilancio italiano, obbligatoria dal gennaio 2016. L'obiettivo della direttiva è allineare sempre più i principi contabili dei singoli stati agli IAS, poiché vi è un forte allineamento degli IAS agli US GAAP (quindi per il principio della comparabilità), per arrivare alla comparazione dei bilanci di tutte le società.

Elementi da ricordare della direttiva:

  • La direttiva ha effettuato una segmentazione delle imprese, già presente in precedenza ma non formalizzata, ed è utile per l'applicazione di un principio o dell'altro. La segmentazione prevede quattro tipologie di imprese: Micro (prima non presenti), Piccole, Medie, Grandi.
  • I parametri utilizzati per la segmentazione sono:
    • Totale Stato Patrimoniale
    • Ricavi netti delle vendite
    • Numero medio (media annuale) dei dipendenti

È utile ai fini contabili perché le piccole e le micro imprese sono esonerate talvolta dall'applicazione di alcuni principi e criteri, per cui hanno delle semplificazioni nella redazione del bilancio. Tra le più rilevanti: le medie e grandi imprese redigono il bilancio con gli ITA GAAP e devono necessariamente redigere anche il rendiconto finanziario (cash-flow statement), obbligo che prima della direttiva non sussisteva.

Struttura S.P. delle imprese che adottano i principi contabili italiani (ITA GAAP)

Lo S.P. ha due sezioni: ATTIVO e PASSIVO, nei bilanci reali sono a sezioni contrapposte, ma per un problema di spazio e visibilità vengono messi in maniera scalare (uno sotto l’altro), con precedenza dell’attivo e a seguire il passivo, ma la concezione è la stessa ATTIVO=PASSIVO. Le aree sono indicate con le lettere maiuscole.

Struttura S.P.

  • ATTIVO
    • A) PATRIMONIO NETTO
    • B) IMMOBILIZZAZIONI
      • Materiali
      • Immateriali
      • Finanziarie
    • C) ATTIVO CIRCOLANTE
    • D) RATEI E RISCONTI
  • PASSIVO
    • A) CREDITI V/SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI
    • B) FONDI RISCHI E ONERI
    • C) TFR (Trattamento Fine Rapporto)
    • D) DEBITI
    • E) RATEI E RISCONTI

Si parla di immobilizzazioni ogni volta che viene effettuato un investimento. Le immobilizzazioni materiali ed immateriali vengono definite OPERATIVE (o anche tecniche), e sono gli investimenti per porre in essere l’attività. Le immobilizzazioni finanziarie (che sono sempre investimenti) non sono operative e quindi non necessarie all’attività principale; dovrebbero essere utilizzate quando vi è un eccesso di liquidità, anziché lasciarlo inutilizzato in banca si fanno investimenti finanziari.

L’attivo circolante rappresenta la liquidità generata entro l’esercizio (tutte le poste che genereranno liquidità entro l’esercizio).

Ratei e Risconti: Nascono da rettifiche di operazioni su servizi a cavallo d’esercizio → Servizio RISCONTI attivi già pagato da utilizzare, devo incassare un servizio. Gli IAS non hanno questa area e mettono i risconti attivi nel magazzino, perché sono rimanenze di servizio. RATEI attivi → assimilabili ai Crediti commerciali, soldi che l’impresa sta aspettando; vende un servizio e il cliente pagherà tutto alla fine, perché così stabilito dalle parti, ma il servizio è ancora in essere, per questo non viene trascritto nei crediti.

Ci sono state delle modifiche: le AZIONI PROPRIE in precedenza erano in IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE ora sono state spostate.

Passivo

Patrimonio Netto: è l’area attinente ai soci e al loro capitale (Cap. sociale, utili, riserve).

Fondi rischi e oneri: I fondi sono degli accantonamenti di liquidità contabili, ma praticamente NO, non vi è un salvadanaio di liquidità, ma sono appunto dei meccanismi contabili fatti nelle rettifiche a fine anno. I fondi oneri hanno la certezza dell’esistenza ma non del quando e dell’ammontare; la differenza fra fondi rischi e oneri consta proprio in ciò, essendo invece i fondi rischi incerti anche sull’esistenza oltre che, come i fondi oneri, o sul quando o sull’ammontare.

Il TFR è messo in una posta unica, per distinguerlo, per dare tutela e rilevanza alla figura del lavoratore (si tratta di un fondo onere).

Debiti che si distinguono in debiti commerciali e debiti finanziari.

Risconti passivi: nascono sempre da rettifiche di servizi a cavallo d’esercizio, da incassi anticipati di servizi appunto a cavallo di esercizio. Ad esempio, viene dato in affitto un capannone che viene ad essere pagato in anticipo per cui deve essere portato a S.P. nel passivo. È possibile definirli debiti di prestazione, non devo erogare denaro ma prestazioni, servizi.

RATEI

  • RATEI ATTIVI: Incasso posticipato relativo a un servizio a cavallo d’esercizio di servizi a cavallo d’esercizio, genereranno un’uscita monetaria.

Conto economico

Anche il C.E. contabile è a sezioni contrapposte ma quello che viene presentato è ad unica sezione.

Conto economico

  • A) VALORE DELLA PRODUZIONE
  • B) COSTI DELLA PRODUZIONE

A-B = RISULTATO OPERATIVO = REDDITO OPERATIVO

  • C) ONERI E PROVENTI FINANZIARI
  • D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE

-/+C +/-D = RISULTATO ANTE IMPOSTE

- IMPOSTE

UTILE/PERDITA D’ESERCIZIO

Valore della produzione: Qui vi sono tutti i ricavi e le rettifiche, sono ricavi operativi generati dunque dall’attività principale. Ci sono tre tipi di ricavi operativi che un’impresa può generare:

  • Ricavi di vendita
  • Ricavi di servizio
  • Altri ricavi

I ricavi di vendita sono i ricavi generati dalla vendita del mio prodotto/servizio principale (ad esempio, un’azienda di vino dalla vendita dello stesso).

I ricavi di servizio sono i ricavi generati dalla vendita di prodotti/servizi legati all’attività principale (nello stesso esempio, il merchandising).

Altri ricavi sono quelli generati dalla vendita di prodotti/servizi non legati all’attività principale (ad esempio, la stessa azienda dà in fitto un immobile).

Costi della produzione: sono chiamati anche costi operativi, cioè tutti quei costi che l’impresa sostiene per porre in essere le attività che generano ricavi operativi. La DIFFERENZA FRA VALORE DELLA PRODUZIONE E COSTI DELLA PRODUZIONE (A-B) è detta RISULTATO OPERATIVO o anche REDDITO OPERATIVO, che consta di tutto ciò che è posto in essere dall’attività.

Proventi e oneri finanziari

Oneri → interessi che si pagano su passività finanziarie alla banca e agli altri istituti finanziari. Proventi → ciò che viene ricavato dall’esistenza di attività finanziarie.

Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie

Possono esserci o meno rettifiche a dei valori scritti nell’attivo e nel passivo riguardanti voci finanziarie.

Con il recepimento della direttiva 2013/34 UE scompare l’area E (l’area straordinaria), ora vengono messi gli oneri e proventi straordinari o nella parte operativa oppure nella finanziaria (è il punto fondamentale della riforma che impatta maggiormente sulla struttura). Quest’area è sparita per il già nominato obiettivo: avvicinare il bilancio italiano agli IAS, dove non era già presente; il motivo è che questa area era spesso oggetto di giochi contabili, che spesso venivano collocati in qui.

Procedendo con il C.E. abbiamo Risultato ante imposte, successivamente le varie Imposte suddivise nelle diverse righe e infine Utile/perdita d’esercizio. Da ricordare riguardo quest’ultima voce, i valori negativi sono espressi tra parentesi ().

Modifiche della riforma del recepimento direttiva 2013/34 UE

  • Le Immobilizzazioni Immateriali precedentemente alla riforma contenevano i costi di ricerca e sviluppo e i costi di pubblicità. Post-riforma rimangono solo i costi di sviluppo, quelli di pubblicità e ricerca non si possono più inserire nelle immobilizzazioni (si dice che non si possono più capitalizzare) e vengono inserite dunque nel C.E. insieme agli altri costi operativi.
  • Vengono eliminate dall’attivo dello S.P. le Azioni proprie, ora queste sono spostate nel passivo, nella voce del Patrimonio Netto però con il segno meno, poiché hanno subito uno spostamento dall’attivo al passivo per questo necessitano del segno negativo. Questi hanno come contropartita una Riserva per bilanciare questa operazione → Riserva per operazioni di copertura di flussi finanziari attesi.
  • Nelle Immobilizzazioni finanziarie è stata inserita la voce riguardante i derivati, prima inseriti nella voce più generica Altri titoli.
  • Nei ratei e risconti attivi, sparisce il disaggio su prestiti, nell’emissione di obbligazioni se vi era a fine anno un disaggio veniva inserita in quest’area e ora viene inserita direttamente nel valore delle obbligazioni con il processo del costo ammortizzato.
  • Per il C.E., la modifica rilevante è l’estinzione della macro area E (area straordinaria), in più nel C.E. viene data rilevanza nell’area finanziaria agli strumenti Derivati che prima non erano così diffusi.

Lezione 14-02-2018

Il documento che accompagna quelli strettamente contabili (S.P. e C.E.) è la Nota Integrativa, questo accompagna e spiega i valori che sono inseriti in questi due documenti, va a dare delucidazioni alle voci, soprattutto delle voci generiche. Grazie alla direttiva 2013/34, per le micro imprese non è obbligatorio redigere la Nota Integrativa, inoltre la direttiva obbliga la stesura del RENDICONTO FINANZIARIO per le medie e grandi imprese.

Schema di bilancio dettato dallo IAS 1

  • 1. Stato Patrimoniale | Statement of financial position
  • 2. Conto Economico | Profit and Loss statement (or Income statement)
  • 3. Rendiconto Finanziario | Statement of Cash Flow
  • 4. Conto del Patrimonio Netto | Shareholders equity statement
  • 5. Nota esplicativa (equivalente della Integrativa) | Notes

Il Conto del patrimonio netto, dà informazioni più dettagliate rispetto allo Stato Patrimoniale, sui movimenti che si sono verificati durante l’anno all’interno del Patrimonio Netto (Equity). Sono fornite informazioni più dettagliate che non è possibile estrapolare dallo Stato Patrimoniale, poiché quest’ultimo mostra l’istantanea a fine anno e non le movimentazioni durante l’esercizio.

Bilancio e principi contabili

Ci sono ragioni diverse alla base del bilancio in ragione dei principi contabili scelti per la redazione. Il bilancio italiano aveva come stakeholders i creditori (le banche) e i lavoratori ai quali dare una tutela. In maniera particolare focus sui creditori, che sono le banche e sul come soddisfarli, perché il tessuto imprenditoriale italiano e soprattutto quello di 60-70 anni fa, era basato su debiti verso le banche (per cui in termini di finanziamento), dove vi era quindi un rapporto molto stretto tra Banca e impresa.

Il bilancio IAS invece, aveva un’altra prospettiva, non si focalizza sui creditori banche, ma si pone come obiettivo di dare una visuale a 360° a tutti gli stakeholders (che sono i portatori di interesse come: clienti, fornitori, competitor… cioè tutti coloro che hanno una relazione, per cui potrebbero essere anche investitori che hanno intenzione di investire nell’impresa).

La differenza di presentazione delle informazioni è dovuta fondamentalmente ai differenti destinatari. Alcune differenze tra IAS e ITA GAAP sono state appianate dalla direttiva 2013/34 UE:

Gli ITA GAAP, prima avevano come documenti contabili obbligatori solo la stesura dello S.P. e del C.E. Grazie alla direttiva è stata introdotta l’obbligatorietà per le medie e le grandi imprese anche del rendiconto finanziario. Oggi si parla dunque di tre pilastri, con pilastri si intendono documenti contabili: S.P., C.E. e rendiconto finanziario.

Principi generali

Vi sono differenze anche nei principi generali:

  • I principi contabili italiani danno precedenza alla prudenza rispetto alla competenza, ciò significa che scrivo solo i ricavi realizzati, mentre i costi anche quelli presunti, proprio perché sono prudente. Gli IAS danno rilevanza maggiormente alla competenza che alla prudenza, ovviamente anche in questi entrambi i principi sono presenti, ma in una situazione di conflitto verrà data precedenza alla competenza.
  • Prima del recepimento della direttiva 2013/34 UE e di altre direttive, il c.c. presentava S.P. e C.E. nei quali la forma prevaleva sulla sostanza, per gli IAS è sempre stato il contrario, con prevalenza della sostanza sulla forma. Ad esempio, per gli IAS, non importa chi sia proprietario del bene, ma chi lo utilizza lo inserisce nello S.P., come nel contratto di leasing.
  • Nel nostro S.P. per poter iscrivere i beni si utilizza il metodo del costo storico, invece negli IAS si utilizza il fair value (che non è proprio il valore di mercato, ma si avvicina molto). Vi è quindi un’ottica rivolta al mercato, a quello che è il bene oggi sul mercato, indipendentemente dal prezzo al quale è stato pagato. Il fair value, porta a rivalutazioni e svalutazioni (a seconda del caso) molto frequenti, che per il bilancio italiano non erano comuni.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ToroSeduto14 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Magnanelli Barbara Sveva.
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