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Filosofia morale B - appunti

Prima lezione del 21/04

Per Hobbes la felicità, lo star bene, la libertà consistono nel non interferire con la libertà altrui, con lo spazio altrui. Condizione che permette una vita pacifica e politica attiva -> non bastano le tecniche, servono dike e aidos —> quando parla Protagora, Platone usa dikaiosyne (sinonimo di dike) e sophrosyne (non è sinonimo di aidos).

Culture della vergogna e culture della colpa —> distinzione usata dall’antropologia moderna introdotta da Ruth Benedict, che durante la prima guerra mondiale viene mandata dal governo USA a studiare la cultura giapponese basandosi su documenti, interviste e scrive Il cristianesimo e la spada -> distinzione ripresa anche da studiosi del mondo greco -> I Greci e l’irrazionale di Eric Dodds -> cita Benedict e dice che la cultura omerica è espressione di una cultura della vergogna, mentre la cultura ne arcaica è una cultura della colpa (con “cultura della vergogna” si intende una società in cui il rispetto delle regole si ottiene attraverso determinati modelli di comportamento e chi non si adatta a questi modelli riceve il biasimo della comunità, e prova quindi vergogna; per la “cultura della colpa”, invece, i cittadini rispettano le regole perché l’autorità ha imposto dei divieti e chi trasgredisce prova un senso di colpa e rimorso).

Secondo Bernard Williams, Dodds sbaglia nel considerare il percorso evolutivo. La cultura omerica basata sulla vergogna infatti non è inferiore alla cultura della colpa —> vergogna e colpa sono entrambi sentimenti morali. Abbiamo bisogno del concetto di eticità per capire la specificità dell’eticità moderna.

William Frankena scrive un’introduzione dell’etica chiamata Etica in cui si chiede quale sia un buon punto di partenza per parlare di etica —> la risposta che si dà è che bisogna iniziare da Platone -> rimanda al Critone, introduce un ragionamento etico partendo da quello di Socrate quando viene condannato ingiustamente —> secondo Socrate dobbiamo attenerci a ciò che è giusto, che si spera sia espresso dalle leggi -> oppone verità e opinione -> dobbiamo attenerci alla verità, non all’opinione su come ci si deve comportare, sul giusto —> non trattiamo le opinioni su cosa sia giusto, ma trattiamo il giusto —> Socrate dice che non bisogna preoccuparsi dell’opinione di tanti ma di quella dei saggi delle opinioni corrette, degli esperti del giusto —> 3 passaggi -> si passa dall’opinione (P è giusto) alla verità (P è giusto?) agli esperti (che tipo di sapere rende esperto l’esperto?).

Interrogativo: è giusto o non è giusto evadere? Compiere un’ingiustizia è la cosa più brutta, la peggiore. Si delibera per decidere cosa fare -> fare diverse considerazioni.

Seconda lezione (Appunti Alessandra)

Bisogno del concetto di eticità per comprendere la specificità della morale moderna. Frankena -> 1973: seconda edizione di Etica -> nato da richiesta di introduzione della filosofia -> rileva il problema di quale sia un buon punto di partenza -> siamo per esempio immersi nell’etica (Aristotele non può che iniziare dalle posizioni, contesto).

Cosa vuol dire parlare di etica filosoficamente? Da dove iniziare? Da Platone. Inizia con una richiesta di immedesimazione -> descrive la posizione di Socrate -> propone di partire dal ragionamento di Socrate quando Critone gli dà la possibilità di fuggire -> ragioni della scelta:

  • Nietzsche definisce spirito di serietà: i discorsi fatti non sono giochi, quando si tratta della vita non si possono abbandonare, prendere seriamente il discorso filosofico.
  • Chi figura farei io, Critone, a non avere usato i miei meriti per riuscire a salvarti? Socrate: che importa? L’opinione oscilla come una bandiera, perché ci deve importare. Cosa importa? La verità raggiunta con il pensiero (unico modo), in questo caso la verità etica: la giustizia (dunque non le leggi se non nella misura nella quale cercano di rappresentare la giustizia).

Tipica contrapposizione socratica opinione-verità rispetto in questo caso al giusto —> occuparsi del giusto non delle opinioni sul giusto —> ciò che è importante è ciò che è giusto, ciò che è degno di lode —> delle opinioni corrette. Coscienza -> il punto di riferimento è quello che speriamo essere il giusto. Per Socrate diventa una ricerca, non un ascolto dell’opinione —> sempre essere simile ad ogni altro tipo di asserzione “la lavagna è nera” (pone il contenuto della proposizione come vera= asserzione) —> chiedersi “piove?” È uguale a “è vero che piove?” -> per trasparenza si può togliere “è vero”, rimane l’asserzione (descrizione di predicati, non si tratta di realismo morale).

“X è giusto?” -> asserzione= giudizio morale -> chiede “è giusto che x è giusto? È giusto? È valida?”.

Preoccuparsi del giusto= delle opinioni corrette = delle opinioni del giusto -> chi è il giusto? Esperto di giustizia. Analogia con altre professioni, ma chi è l’esperto? -> posso considerare esperto chi dice ciò che io credo giusto? Come so che è giusto davvero? —> per Aristotele è il phronios (saper ben valutare), per Platone il filosofo (dialettica).

Non dice di non preoccuparsi di nessuno, “pensa con la propria testa”, c’è di mezzo la verità, pensare da sé= ricercare il verso senza preoccuparsi delle opinioni di chiunque, ma di quelli che “più vanno stimati”, coloro che ricercano la verità e ne sono esperti (non in senso elitario/classista, ma di valore della conoscenza), alla fine poi ci si basa sulla coscienza che pretende di essere luogo della verità.

Ma come? Come analizzare le opinioni, le situazioni? “Non tutte le opinioni sono apprezzabili, chi fa ginnastica non segue “l’elogio, il biasimo o l’opinione” di chiunque —> quando si parla di opinione di entra in ambito emotivo “temere il biasimo, gradire gli elogi” non più perfettamente razionale logico.

Riguardo giusto/ingiusto, bello/brutto, buono/cattivo, nobile/non nobile bisogna fare lo stesso, ascoltare solo coloro che sono temibili e rispettabili e la loro attitudine. Non è puro intellettualismo, entrano in gioco elementi che non parlano solo alla ragione.

Bisogna ascoltare chi è esperto “lui solo e la verità stessa”, lui perché pretende di avvicinarcisi.

La folla solitaria di Riesmann -> società americana, oltre vergogna e colpa (genitori assecondano sentimenti di vergogna, li insegnano). Kant è cognitivista, non realista -> concetti etici erano validità, questo non dipende né comporta delle realtà del concetto di etica —> valido perché intersoggettivo non perché corrispondente ad una realtà, non perché vero.

In base a questo discorso metodologico, Socrate dice che dobbiamo decidere se evadere è o non è giusto —> se risulta che è giusto si procede se no non si può fare -> bisogna attenersi al ragionamento (mettendo da parte l’emotività) in modo imparziale rispetto all’emotività —> commettere ingiustizia è il peggio, meglio morire che compiere ingiustizia. Deliberazione pratica porta alla decisione/scelta -> si delibera per decidere cosa fare —> es. considero il clima per sapere come vestirmi -> deliberazione (considerare informazioni; calcolare, valutare, riflettere, non confrontare con opinioni) -> decidere (fare una scelta).

Domanda: bisogna sempre seguire la propria coscienza? Anche quando il saggio ha una posizione diversa? Nella nostra tradizione sì (tradizione socratica, cristiana, moderna).

Problema di Frankena nell’introduzione:

  • Problema di metodo: come raggiungo l’oggetto?
  • Problema dell’oggetto: la filosofia morale è un oggetto? Può essere trattata come tale? L’impostazione di metodo definisce la morale?

Es. morale come ciò che è vicino -> perché distanziarcene allora per guardarlo dall’esterno come un oggetto da raggiungere? (Vedere la terra oggettivamente= come da un altro pianeta -> non è detto che sia il modo migliore per conoscere la terra).

Quando si vagliano considerazioni morali?

  • Nel contesto di una deliberazione pratica (tra le cose da valutare).
  • Nel contesto del giudizio, valutazioni del comportamento di altri.

(Vedi distinzione di Frankena dei giudizi morali).

Disobbedienza civile: tema che emerge dal Critone, utile per riflettere sulla disobbedienza civile -> a cosa mi serve? Cosa me ne faccio?

Altre considerazioni sul capitolo I di Frankena:

  • Formalizza le argomentazioni di Socrate —> forma del sillogismo aristotelico: premessa maggiore: non dobbiamo danneggiare; premessa minore: questo è danneggiare; conclusione: non dobbiamo fare questo —> questa è la struttura dell’argomentazione giuridica, del diritto canonico, attraverso cui interpretare i casi particolari —> non tutti procedono così: etica deontologica dà dei giudizi particolari, quelli generali sono semmai ricavati da casi particolari —> nello stesso Critone ci sono elementi a sostegno di questo tipo di metodo di discorso morale: invece che ascendere dal caso particolare a quello generale, Socrate sembra spostarsi di lato e considerare un altro caso particolare per trovare il caso particolare che più si avvicina a quello che deve essere valutato. Particolarismo: tesi per cui l’intelligenza/sensibilità etica risponde a casi particolari (non a casi particolare ricondotti a casi particolari -> casi generali sono costruzioni utili in alcuni casi non nella quotidianità) —> Frankena fa esempio di dibattito che si potrebbe creare ribattendo agli argomenti di Socrate, obiezioni con una buona ragione di criticare, ascendendo e rendendo le premesse maggiori conclusioni di sillogismo precedenti —> procedendo si può arrivare a un discorso di metaetica -> cosa vuol dire giustificare una posizione? Cosa significa principio morale?
  • Concetto di moralità o eticità non usato nel senso di moralità contro immoralità (giusto vs sbagliato) ma nel senso di moralità vs non morale (attinente alla moralità vs questione esterna alla moralità).

Della moralità fanno parte (nel senso che possono essere oggetto di giudizio che può essere morale o immorale):

  • Pratiche, comportamenti.
  • Istituzioni.
  • Giudizi, valutazioni.
  • Ideali.
  • Sentimenti (es. colpa, vergogna).

La moralità pretende di volere tutto considerato le considerazioni morali che si pongono come soverchianti —> non è un ambito come un altro, pretende di venire applicato a tutti gli ambiti, soprattutto gli ambiti ad esempio le considerazioni estetiche —> nella rappresentazione moderna della moralità le considerazioni morali sono soverchianti. La moralità aspira e riesce a ordinare la società -> pretende di dire come agire (fare scelte morali) e sentire (provare indignazioni, colpa, vergogna ecc) —> anche se sono ideali comunque direzionano, hanno un effetto —> la moralità soccorre, sostiene le deliberazioni pratiche e i giudizi -> questi sono diretti dalla moralità che si esprime in un contesto/ambiente morale, soggetto è all’interno di un ambiente morale.

Cosa è e dove si pone la filosofia morale?

  • Riflette sulla metamorale (cosa è la moralità), metaetica (cosa è giusto, bene?), su cosa significa la struttura non i valori interni.
  • Studia moralità specifiche (sociologia + filosofia).
  • Oltre argomenti specifici su temi generali che aiutino le deliberazioni pratiche -> etica applicata a varie tematiche specifiche.

Cicerone traduce filosofia moralis -> quello che letteralmente dal greco sarebbe de moribus, dei costumi. Filosofie seconde, oltre a filosofia prima (Aristotele nella Metafisica), hanno due oggetti -> filosofia politica ha come oggetto anche la politica oltre la filosofia -> dunque quale è l’oggetto e che tipo di sapere è?

Morale come oggetto -> riguarda un individuo con uno specifico problema pratico; per Kant il problema è formulato come “che cosa devo fare?” ma non per Bernard Williams, per il quale la domanda etica è più estesa -> per farlo l’individuo delibera, vaglia ecc una data risposta; “è la cosa che devo fare?” Non delibera in uno spazio vuoto perché inserito in un contesto di eticità (istituzioni, valori che si impongono in un ambiente che è dimora).

Dunque la filosofia si interroga soprattutto sullo spazio entro cui gli individui compiono deliberazioni morali, si interroga sulla moralità (nel senso di Frankena, non di Kant): complesso di norme, valori in istituzioni, educazione ecc. che si propongono e efficacemente riescono a guidare un gruppo sociale —> che tipo di sapere sulla morale -> sociologia: diversi approcci alla morale (prescrittivi o descrittivi), la filosofia oscilla tra i due mentre la sociologia descrive i costumi di una società —> es. sociologia di Emil Durkheim: alla base strano i fatti morali, i fatti ordinati e informati da norme e valori ≠ approccio marxista alla base del quale stanno i modi di produzione, come ci si appropria della natura, tutto il resto è sovrastruttura, la morale è strumento di controllo della classe lavoratrice —> Marx: fatto sociale sono modi di produzione; Durkheim: fatto sociale sono comportamenti in base a norme e valori.

Obiezioni a Marx: non tiene conto della vera natura della religione, della morale ecc; il lavoro è esso stesso strutturato da una moralità, non si può isolare dalla morale l’ambito del lavoro. Frankena usa moralità nel senso dell’eticità di Hegel che è opposta alla moralità di Kant.

Ogni volta che come fatti sociali di base vengono portate altre cose (rapporto tra sessi ad esempio) risponde che anche queste sono in realtà strutturate grazie a valori morali preesistenti. Caso dei bambini selvaggi —> socialità come stato originario dell’uomo, cosa succede se manca? Casi nel 1700 ripresi da psicologi con teorie sulla soggettivizzazione (passaggio da senso di discomfort a comprensione del bisogno grazie al rapporto materno e sociale (cosa c’è? Hai fame? Hai sete? Hai freddo?) all’inizio il bambino piange, poi impara) ≠ animali istintivamente sanno interpretare, hanno istinto= sapere inscritto nei geni, che non necessita trasmissione.

Le scienze cognitive e la biologia dicono qualcosa sulla morale? Secondo Hauser sì, ci sono norme morali inscritte nella storia evolutiva dell’animale umano, alcune inclinazioni eticamente connotate che entrano in dialettica col processo di socializzazione —> la posizione di Hauser si pone tra strutturazione istintuale che rende inutile formazione sociale e pura indeterminazione in cui solo la società plasma come le pare -> la formula in analogia con la teoria del linguaggio di Noam Chomsky (le lingue solo molto simili dal punto di vista sintattico e i bambini le apprendono in fretta -> ci sarebbe una sorta di predisposizione a una grammatica elementare simile) -> per Hauser c’è una sorta di grammatica morale elementare implementata a livello biologico che pone un limite all’arbitrio sociale (deve rispettare limiti posti) e spiega la tendenza alla socializzazione, aiuta a spiegare similitudini tra strutture sociali diverse, aiuta a spiegare l’apprendimento delle strutture sociali dei bambini —> come Hauser esclude che questa grammatica sia un portato sociale?

  • Quelli che lavorano con le scienze naturali ignorano la sociologia, concezione della società come totalmente arbitraria (es. tradizione durkheimiana dice che ogni società condivide dei tratti fondamentali); ciò non significa che la struttura di una società è insita nella biologia, per esempio però ci può essere una spinta sull’altro.
  • Per esempio nella recensione di Filippo Rossi di Moral Minds di Hauser mette in discussione la possibilità di distinguere tra i richiami morali e i richiami convenzionali (di etichetta per esempio) dati dai genitori ai bambini, almeno da un punto di vista empirico.

Lezione seconda (appunti Nicholas)

Abbiamo preso le mosse da Frankena: “come introdursi alla problematica etica?” Domanda interessante in sé stessa -> che metodo usiamo? Se si abbraccia l’idea che l’oggetto della filosofia morale sia un qualcosa da concepire in termini di oggetto ha quindi senso chiedersi come raggiungere l’oggetto, come far sì che il soggetto sia verso l’oggetto. Tuttavia il concetto di oggetto è carico di presupposti, è separato dal soggetto e quindi non possiamo dare per scontata la familiarità con l’oggetto. Ma questa impostazione non deforma la filosofia morale? La moralità è ciò che è massimamente familiare, perché mai porla a distanza e chiederci come raggiungerla?

Voltaire: dovremmo immaginare di guardare la terra come da un altro pianeta.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danielaperico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Fanciullacci Riccardo.
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