Esame filosofia della mente
Prof. Simone Gozzano
Testo: “Filosofia della scienza”
Università degli Studi dell'Aquila Cristiana
Introduzione
Secondo Ladyman, autore del testo, il dato secondo il quale la scienza costituisce un tipo di sapere privilegiato solleva principalmente due interrogativi. In primo luogo, constatando il rispetto intellettuale di cui gode la scienza, appare legittimo chiedersi da cosa questo derivi, e la risposta sembra risiedere nel metodo scientifico di cui si serve la scienza. In secondo luogo, è legittimo chiedersi come debba essere interpretata la scienza.
I prodotti della scienza e della tecnologia hanno un grandissimo impatto sul modo in cui conduciamo le nostre vite e sul modo in cui diamo forma all'ambiente in cui viviamo. La più importante domanda a cui la filosofia della scienza deve fornire una risposta è "Cos'è la scienza". Il problema di stabilire cosa è scientifico e cosa non lo è, è detto il problema della demarcazione. Lo studio del metodo scientifico occupa una posizione centrale all'interno della filosofia della scienza.
La disciplina filosofica che si occupa della conoscenza e della giustificazione è detta filosofia della conoscenza. Le principali questioni che affronta sono:
- Come si distingue la conoscenza dalla semplice opinione.
- Se siamo sicuri di conoscere qualcosa.
- Cosa di fatto conosciamo.
In filosofia della conoscenza, la concezione tradizionale è che si possa sostenere di conoscere solo quando le nostre credenze sono adeguatamente giustificate, ovvero la conoscenza è una credenza vera giustificata. La nozione di legge scientifica è di estrema importanza per la comprensione della scienza.
I realisti scientifici sostengono che dovremmo credere nell'esistenza di cose come gli elettroni, mentre gli antirealisti scientifici sostengono che dovremmo astenerci dal credere nella verità delle teorie scientifiche, e che piuttosto dovremmo accontentarci di credere in quello che dicono rispetto a quanto possiamo osservare.
Capitolo I - Induzione e induttivismo
Tra il XVI e il XVII secolo nel mondo occidentale hanno avuto luogo sviluppi decisivi per la nascita della scienza moderna. Questo periodo della storia delle idee è detto rivoluzione scientifica e comprende la rivoluzione copernicana, periodo durante il quale la teoria secondo la quale la Terra ruota intorno al Sole (eliocentrismo) rimpiazzò la teoria secondo la quale la Terra era al centro di tutto il sistema solare e dell'universo (geocentrismo).
Alcuni pensatori, quando furono proposte queste nuove idee, avviarono la ricerca di un metodo che potesse garantire l'acquisizione della conoscenza. Una credenza, per essere conoscenza, deve essere giustificata, quindi se lo scopo è quello di conoscere qualcosa è necessario formare le credenze seguendo una procedura che, allo stesso tempo, fornisca a queste credenze una giustificazione.
Nel Medioevo, la combinazione della filosofia aristotelica con la dottrina cristiana aveva dato luogo ad una filosofia detta Scolastica, prima della rivoluzione scientifica questa era di gran lunga la concezione filosofica dominante. La rottura con l'aristotelismo si avviò lentamente, probabilmente l'evento più significativo di questo processo fu la pubblicazione della teoria del moto planetario di Niccolò Copernico.
La teoria aristotelica sosteneva che la Terra stesse al centro dell'universo e che tutti i corpi celesti si muovessero intorno ad essa, descrivendo orbite circolari. Copernico conservò le orbite circolari, ma pose il Sole al centro del sistema; era la Terra, secondo la sua teoria, a ruotare intorno al suo asse e intorno al Sole.
Johannes Kepler successivamente migliorò la teoria di Copernico, secondo Kepler i pianeti avevano orbite ellittiche e non circolari. A questa teoria del moto planetario, Newton applicò la sua teoria della forza gravitazionale, ancora oggi utilizzata per la maggior parte delle applicazioni pratiche.
Quando il libro di Copernico venne pubblicato, includeva una prefazione di Andreas Osiander, dove si diceva che il moto della Terra fosse una conveniente assunzione di Copernico. Si trattava di uno dei primi esempi della posizione filosofica nota come strumentalismo, secondo la quale non si deve pensare che le teorie scientifiche siano vere, ma piuttosto che siano convenienti e utili finzioni.
I realisti, a differenza degli strumentalisti, pensano che le tesi scientifiche possano rispondere a domande metafisiche. Il più grande propagatore delle nuove scienze è stato Francesco Bacone, al quale si deve la proposta di un metodo scientifico in sostituzione a quello aristotelico. Questo metodo viene presentato in modo dettagliato nel "Novum Organum", e ancora oggi sono molti a sostenere che costituisca il nocciolo del metodo scientifico.
Il metodo di Bacone è egualitario e collettivistico. Novum Organum significa Nuovo Strumento. Bacone propose il proprio metodo per sostituire l'Organum di Aristotele, nome con cui all'epoca circolava il testo che conteneva la logica aristotelica.
La logica è lo studio del ragionamento, in astrazione del contenuto specifico su cui il ragionamento verte. La validità della forma argomentativa non ha a che fare con il fatto che le premesse o le conclusioni siano vere o false, il problema è come le premesse e le conclusioni sono collegate in forma o struttura. Si dice corretto un argomento valido che ha premesse vere.
La logica deduttiva è lo studio degli argomenti validi e la logica aristotelica è un tipo di logica deduttiva. Il paradigma della logica deduttiva applicato alla scienza è costituito dalla geometria euclidea, da un ridotto numero di premesse (gli assiomi) è possibile dedurre un gran numero di conclusioni riguardo alle proprietà delle figure geometriche (i teoremi).
Il vantaggio della logica deduttiva è che preserva la verità, lo svantaggio è che la conclusione di un argomento deduttivamente valido non può dire niente che non sia implicito nelle premesse. Da un certo punto di vista, argomenti di questo tipo non estendono le nostre conoscenze, perché si limitano ad esplicitare ciò che le premesse già dicono. La concezione della conoscenza aristotelica restringe il campo dello scibile a ciò che è necessario, la scienza aristotelica si occupa di teleologia, lo studio del comportamento rivolto a fini.
L'obiezione a questo modello dell'acquisizione della conoscenza sul funzionamento delle cose è quella che non attribuisce nessun ruolo all'esperienza sensoriale. La concezione moderna associa la scienza agli esperimenti e al reperimento dei dati relativi a quello che succede nelle varie circostanze, scuola di pensiero in filosofia della conoscenza nota con il nome di empirismo.
Gli empiristi sostengono che si possa conoscere solo se si utilizzano i sensi per indagare il mondo, e non attraverso il pensiero e la ragione. L'unico modo per formare credenze giustificate è quello di reperire evidenze attraverso l'osservazione e la raccolta dei dati. Bacone propose la sua logica induttiva per rimpiazzare la logica aristotelica, attribuendo all'osservazione e agli esperimenti un ruolo molto più centrale.
Gran parte delle tesi sostenute da Bacone ha carattere negativo, riguarda ciò come non cadere in errore quando giudichiamo alcune cose, piuttosto che il modo di arrivare a nuovi giudizi. Bacone chiamò:
- Idoli della mente, le cose che possono impedire un corretto ragionamento induttivo, analoghe alla fallacia nel metodo deduttivo.
- Idoli della tribù, facendo riferimento alla tendenza umana a vedere nella natura più ordine e regolarità di quanto di fatto non ce ne sia, e a guardare le cose sotto l'influenza dei pregiudizi personali, ignorando quello che non si adegua a questi.
- Idoli della spelonca, le debolezze individuali del ragionamento, dovute ai gusti e alla personalità.
- Idoli del foro, i fattori di disturbo che derivano dal linguaggio e dalla terminologia che ci è stata insegnata, che può essere inadeguata e influenzare il modo in cui pensiamo.
- Idoli del teatro, i sistemi filosofici, come quello di Aristotele, che incorporano metodi scorretti per l'acquisizione della conoscenza.
Il primo passo del metodo consiste nel fare osservazioni non condizionate dai primi tre Idoli. L'idea è quella di raggiungere la verità accumulando una grande quantità di dati su stati di cose particolari, per poi procedere, gradualmente, a conclusioni di carattere generale. Gli esperimenti sono importanti perché se osserviamo solamente cosa avviene intorno a noi abbiamo accesso a dati limitati. Conducendo un esperimento, controlliamo per quanto possibile le condizioni osservative e le manipoliamo per vedere cosa accade in circostanze che altrimenti non si sarebbero verificate.
Si pensa che gli esperimenti, se possibile, debbano essere ripetibili, in modo che altre persone possano controllarne i risultati. Gli scienziati, analogamente, preferiscono che i risultati sperimentali siano registrati da strumenti che misurano le quantità secondo scale standard e definizioni, in modo che la percezione di chi conduce un esperimento non condizioni il modo in cui i risultati sono riportati.
Bacone ha sottolineato la funzione che gli strumenti svolgono nell'estromettere, nei limiti del possibile, l'inattendibilità dei sensi dalle procedure scientifiche di acquisizione dei dati. I dati relativi ad un particolare fenomeno dopo essere stati raccolti devono essere ripartiti in tabelle di vario tipo. Il modo migliore per spiegare questo procedimento è ricorrere all'esempio proposto da Bacone sul fenomeno del calore:
- La prima tavola da compilare è quella della Presenza e dell'Essenza, che consiste nella lista di cose di cui il calore costituisce una caratteristica.
- Segue la tavola della Deviazione e dell'Assenza in prossimità, dove figurano le cose il più possibile simili ai fenomeni riportati sulla prima tavola, ma che non sono caratterizzanti del calore.
- Poi la tavola dei Gradi o Comparativa, dove i fenomeni caratterizzati dalla presenza del calore sono quantificati e ordinati in base alla quantità del calore che coinvolgono.
L'ultima fase del metodo di Bacone, successiva alla compilazione delle tavole, consiste nell'induzione vera e propria. Si tratta di studiare le informazioni riportate nelle tavole, alla ricerca di qualcosa che è presente in tutte le istanze del fenomeno in questione, e assente quando il fenomeno non è presente e che, oltre a questo, aumenti o diminuisca la sua quantità all'aumentare e al diminuire del fenomeno. La procedura per identificare cosa soddisfa queste condizioni è l'eliminazione, non la mera congettura.
Nel caso del calore, Bacone giunge alla conclusione che il calore sia un tipo particolare di moto, il moto espansivo delle parti di un oggetto, concezione che si accorda con quella moderna del calore, nota come teoria cinetica del calore, secondo la quale il calore è costituito dal moto molecolare. Quanto maggiore è la velocità media delle molecole di una sostanza, tanto maggiore è il calore che questa svilupperà.
Bacone sostiene che la forma del moto espansivo delle parti è ciò che soggiace al fenomeno del calore per come è osservato. Bacone era convinto che, seguendo il suo metodo, sarebbe stato possibile scoprire le forme che, nonostante siano inosservabili, producono i fenomeni che percepiamo con i nostri sensi. Quando Bacone afferma che la scienza ha lo scopo di scoprire la forma delle cose sta parlando delle loro cause fisiche, concrete e immediate, una delle principali conseguenze della Rivoluzione scientifica fu l'abbandono della ricerca delle cause finali.
Quando si tratta di cose che non hanno alcuna controparte osservabile, Bacone offre la nozione di "istanza cruciale". Quando abbiamo due teorie rivali che propongono resoconti diversi della forma di una cosa, dovremmo ideare un esperimento che abbia due soli possibili risultati: il primo dei quali sia predetto dalla prima teoria, e il secondo, dalla seconda teoria, in modo da poter operare la scelta, una volta condotto l'esperimento, osservando il risultato che di fatto si verifica. Robert Hooke ha chiamato gli esperimenti di questo tipo "esperimenti cruciali".
Il suggerimento di Bacone è molto importante perché implica che la realizzazione di un esperimento scientifico non consista solo nel raccogliere dati, ma anche nel progettarlo avendo a mente che si intende verificare. Generalizzando il metodo di Bacone, è possibile proporre un semplice resoconto del metodo scientifico. L'osservazione dovrebbe essere condotta senza pregiudizi e preconcetti, si devono registrare i dati dell'esperienza sensoriale, i risultati dell'osservazione devono essere espressi dai cosiddetti asserti sperimentali. Una volta portate a termine le osservazioni, queste devono fungere da base per l'elaborazione di leggi e teorie scientifiche.
Molte leggi scientifiche hanno la forma detta di generalizzazioni universali, cioè di asserti che generalizzano sulle proprietà di tutti gli oggetti di un certo tipo. Con induzione si intende una qualsiasi forma di ragionamento non deduttivo, la forma di ragionamento attraverso la quale, a partire da un insieme di casi particolari, si generalizza ad una conclusione generale. La forma di induzione più semplice è la forma di induzione enumerativa, che consiste nell'osservare che un gran numero di istanze di un dato fenomeno possiede una certa caratteristica, e nell'inferire che il fenomeno possiede sempre quella proprietà.
Si parla di induttivismo ingenuo quando si è condotto un gran numero di osservazioni degli X, sotto un gran numero di condizioni, e si è trovato che tutti gli X sono Y, e non si è trovato nessun caso che contraddicesse la generalizzazione universale che tutti gli X sono Y. Se in seguito ad un gran numero di osservazioni, tutte le sostengono e nessuna le contraddice, siamo giustificati nell'inferire la generalizzazione.
Il principio di induzione è un principio inferenziale che sanziona come corretta l'inferenza dall'osservazione di casi particolari alla generalizzazione che comprende tutti i casi osservati e altri ancora. Dobbiamo sforzarci di osservare il mondo in modo accurato e privo di preconcetti e di soddisfare le condizioni espresse dal principio. Facendo questo, secondo l'induttivista ingenuo, staremmo seguendo il metodo scientifico e le credenze risultanti sarebbero giustificate.
Una volta inferite induttivamente le generalizzazioni seguendo il metodo scientifico, queste assumono lo stato di leggi o teorie, e le conseguenze che traiamo deduttivamente da queste leggi costituiscono previsioni o spiegazioni.
Capitolo II - Il problema dell'induzione
Secondo l'induttivismo ingenuo, la conoscenza scientifica trae la sua giustificazione dal fatto di essere basata su generalizzazioni a partire dall'esperienza. Supponendo che le osservazioni siano state registrate in modo imparziale e condotte in diverse circostanze, l'induzione può essere utilizzata per giungere a leggi di carattere generale.
La "ricerca sull'intelletto umano" di David Hume è il testo classico per la discussione del problema dell'induzione. Per comprendere i suoi argomenti sulla conoscenza scientifica è necessario comprendere le linee generali della teoria della conoscenza e della sua teoria delle idee. Hume distingue due tipi di proposizioni, quelle che riguardano relazioni tra idee e quelle che riguardano questioni di fatto.
Le relazioni tra idee sono quelle proposizioni il cui contenuto è limitato alle relazioni tra i nostri concetti e idee (lo scapolo non è sposato). Le proposizioni che riguardano questioni di fatto sono quelle che vanno oltre la natura dei nostri concetti e ci danno qualche informazione su come è fatto il mondo (la neve è bianca).
Secondo Hume, ogni proposizione vera relativa a relazioni tra idee può essere provata deduttivamente, perché la sua negazione implica una contraddizione. L'idea è che alcune proposizioni possano essere provate mostrando che la loro negazione è incompatibile con le altre cose già note.
Dall'altro lato, Hume sosteneva che le questioni di fatto potessero essere conosciute solo attraverso i sensi, dal momento che le idee coinvolte sono ingannevoli dal punto di vista logico e quindi non possono essere provate per via deduttiva. Non è quindi possibile stabilire con il solo ragionamento se la proposizione sia vera, si può determinare il suo status solo attraverso i sensi.
Hume, Locke e Berkeley appartengono tutti alla corrente filosofica dell'Empirismo inglese. Comune a questi pensatori era la convinzione che non esistessero concetti innati e che tutta la nostra conoscenza del mondo derivasse e fosse giustificata dalle nostre percezioni sensoriali, quindi negavano tutti che le questioni di fatto potessero essere conosciute a priori.
La distinzione di Hume tra questioni di fatto e relazioni tra idee corrisponde grosso modo alla distinzione elaborata da Kant tra verità sintetiche e verità analitiche. Kant prese ispirazione da Hume e pose questa distinzione al centro della sua filosofia critica.
Hume nel "trattato sulla natura umana" formula quella che viene definita la "forchetta di Hume", detta anche legge dell'essere e del dover essere, legge con la quale bisogna operare in ogni momento la distinzione e la separazione tra "ciò che è" e "ciò che deve essere", quindi in un discorso vanno separate le proposizioni descrittive, che dichiarano quello che una cosa è, da quelle prescrittive, che di
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