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Farmacognosia animale

Lumaca, o Helix

Le chiocciole borgognone, comunemente chiamate lumache, sono molto presenti in Italia sia per la loro resistenza che per la loro utilità. Le lumache sono utilizzate sin dall’antichità, perché si credeva che se mangiate vive, erano in grado di curare problematiche particolari.

  • L’utilizzo storico prevede che venga prelevata la bava della lumaca per essere usata per la produzione dello sciroppo a base di bava di lumaca; questo è l’utilizzo farmaceutico della lumaca.
  • Helix ha delle caratteristiche particolari che fanno sì che differisca dalle altre lumache e che vengano preferite per l’utilizzo: possiedono una conchiglia che funge da guscio protettivo, sono in grado di svolgere delle torsioni dei visceri e, inoltre, hanno un’organizzazione asimmetrica del corpo.
  • Helix: REGNO: animale | PHYLUM: Molluschi | CLASSE: Gasteropoda | ORDINE: Pulmonata | FAMIGLIA: Helicidae | GENERE: Helix | SPECIE: Helix pomatia o Helix aspersa.

Le specie più usate a livello terapeutico sono: Helix pomatia e Helix aspersa. Le due specie si differenziano per la facilità di allevamento e per le uova deposte. Le lumache vengono allevate per creare questi tipi di sciroppi con la loro bava.

Esistono 3 tecniche di allevamento: l’allevamento outdoor, cioè all’esterno, oppure l’allevamento indoor, cioè all’interno oppure c’è la tecnica mista. La lumaca è un essere vivente particolare, che necessita di cibo giusto e distanza dal terreno giusta, oltre che un’ombreggiatura particolare per far sì che cresca in modo ottimale. C’è sempre da valutare il rischio che si incorre se attaccati da predatori e/o dai parassiti e, quindi, c’è sempre da valutare anche l’uso di pesticidi perché il loro utilizzo può lasciare dei residui che poi diventano problematici per l’uomo.

Le lumache, quindi, vengono allevate, raccolte e processate. Esistono diversi tipi di allevamenti per le lumache: gli allevamenti alimentari, gli allevamenti misti, oppure gli allevamenti a solo scopo farmaceutico, dove viene raccolta la bava delle lumache che poi verrà utilizzata a scopi farmaceutici.

Estrazione della bava

Essendo l’estrazione della bava una tecnica complicata e che deve rispettare certe regole di rispetto nei confronti degli animali, ci sono stati diversi tipi di studi su quale sia la tecnica migliore che sia conforme alle regole.

  • La prima tecnica utilizzata per la raccolta della bava fu quella dell’utilizzo delle sostanze irritanti. Questa tecnica si basava sul fatto che la bava della lumaca è un’escrezione piena di metaboliti secondari difensivi, allora se la lumaca veniva messa a contatto con sale, aceto oppure sapone, lei rilasciava una certa quantità di bava come risposta difensiva. Questa tecnica venne abbandonata perché non garantiva il rispetto della vita della lumaca.
  • Dall’utilizzo di sostanze irritanti si passò alla Centrifugazione, in questo caso si mettevano le lumache in una centrifuga che le faceva girare con una velocità abbastanza ampia, che garantiva l’escrezione della bava. Tecnica usata per moltissimi anni, finché non si è arrivati alla conclusione che la velocità di centrifuga poteva portare a scontri tra gusci che potevano rompersi e causare un danno, in primis, alla lumaca stessa e poi anche alle altre, se veniva infettata.
  • Dopo la centrifugazione, si è passati al Ricircolo dell’acqua, è una tecnica molto utilizzata, che permette l’estrazione delle bave mediante l’utilizzo di una serie di secchi pieni d’acqua. Molto utilizzata nell’ambito cosmetico, che però non dichiara di utilizzare questo derivato, anche se funziona molto bene.
  • L’estrazione più efficace e quella ancora oggi molto usata è l’estrazione mediante ozono: in questo caso si sfrutta il cambio del pH sulla pelle della lumaca, che fa sì che venga rilasciata la bava e, successivamente, viene raccolta, filtrata, poi stabilizzata e, infine, conservata e formulata. Questo metodo è considerato pulito e uniforme alle regole di salute dell’animale. È importante sottolineare che prima del processo le lumache vanno, ovviamente, disinfettate.

Cosa contiene la bava di lumaca?

La bava della lumaca è formata da acido glicolico, da acido lattico, da collagene e da allantoina; tutte queste componenti, mixate insieme generano la bava che viene utilizzata a scopo terapeutico per formare degli sciroppi specifici.

  • È importante però specificare che la lumaca produce 2 tipi di bava: una sigillante e una indotta come sistema di difesa. Nell’industria farmaceutica, viene utilizzata proprio la bava indotta come sistema difensivo.
  • La bava, siamo in grado di dire, che a livello della lumaca ha degli effetti adesivi, di locomozione e usati come sistema difensivo. Nell’uomo, invece, viene utilizzata per le sue capacità riepitelizzanti, antiossidanti, tonicizzanti oltre che funziona da antibatterico e ripristina l’elasticità.

Un esempio è la capacità dell’acido glicolico che viene usato come preventivante della cute, oltre al fatto che l’acido lattico è in grado di ridare luce alla pelle; questa era una tecnica molto nota anche in antichità, infatti, l’acido lattico era usato da Cleopatra per i suoi bagni rilassanti.

Seppur, ad oggi non esistono studi sul perché la bava di lumaca abbia tutte queste capacità, essa viene considerata con capacità mucolitiche, mucogenetiche e antispasmodiche; oltre che fluidificante del catarro. Viene molto utilizzato proprio per via del fatto che possiede tutte queste proprietà che quindi consentono l’utilizzo di un solo sciroppo piuttosto che molti più farmaci. C’è da sapere che questo tipo di sciroppo non presenta un dosatore al suo interno, perciò va spiegato al paziente che nell’adulto vanno 2 cucchiai al giorno, per 2/3 volte al giorno; mentre nei bambini è sufficiente un 1 cucchiaino di sciroppo per 2/3 volte al giorno.

Come sempre, nel caso si presentasse una donna incinta, è a discrezione propria; il consiglio è che se la donna è già entrata nel 4-5° mese ne può fare uso; se, invece, si trova nei primi 3 mesi non c’è un’evidenza scientifica, quindi è forse meglio non somministrarlo. Per quanto riguarda i bambini, si anche fin dai primi mesi di vita.

Perché è importante in malattie broncopolmonari?

La bava di lumaca, si è visto che è molto importante nell’utilizzo contro malattie broncopolmonari, perché è in grado di stimolare le prostaglandine miorilassanti (PGE) e ha, inoltre, le stesse attività che ha il cortisone senza, però, dare effetti collaterali.

  • È importante sapere che se i mucolitici tradizionali non funzionano nei primi 5-6 giorni di utilizzo, allora è meglio interrompere la cura, perché il catarro potrebbe aumentare e non risolvere la problematica. A questo punto si lascia passare una fase di plateau, cioè un paio di giorni senza assumere nessuno farmaco, e poi è consigliato provare ad utilizzare lo sciroppo di Helix.
  • C’è stato uno studio sulle prostaglandine; al contrario di ciò che si pensava, il rilascio delle prostaglandine non avviene a livello delle vie aeree, ma vengono liberati i prostanoidi miorilassanti per il rilascio epitelio-mediato. Anche se non è ancora stato scoperto il sito d’azione di questo estratto, è però chiaro che vadano ad agire a livello della muscolatura bronchiale con attività miorilassanti.

Si è, inoltre, scoperto che la bava di lumaca viene usata per trattamenti topici: infatti ha altri usi interessanti, per via della scoperta che si è fatta vedendo che degli operai di un allevamento cileno che produceva lumache, avevano tutti delle mani in condizioni fantastiche e, inoltre, in caso di tagli avevano una capacità riepitilizzante molto più veloce del normale. Questo era dovuto al fatto che le loro mani erano sempre in contatto con la bava delle lumache, e l’effetto risanante delle ferite e l’effetto lenitivo, erano dovuti proprio grazie alla bava di lumaca.

Come abbiamo visto, per la capacità risanante delle ferite e rivitalizzante della pelle, la bava di lumaca viene molto utilizzata anche in ambito cosmetico. Da questo, si è arrivati allo studio dell’utilizzo di Helix su pazienti che erano stati colpiti da ustioni. Usata molto in diversi casi di ustioni, in questo caso si è capito che l’utilizzo della bava di lumaca ha dei grandissimi benefici. In genere, l’Helix viene molto usata negli ospedali sui pazienti che hanno subito un’operazione, oltre al fatto che è in grado di sistemare la parte di cute che ha subito l’ustione; è importante, però, che l’Helix venga usata in modo protratto nel tempo per mesi o anche, se necessario, per anni. È in grado di diminuire la formazione dei radicali liberi o di sequestrarli direttamente; quindi, è possibile generare un estratto bioattivo per l’uso della bava come agente terapeutico.

Studi clinici

Abbiamo visto che c’è stato uno studio su bambini dai 12 mesi ai 20 anni, che presentavano una parte di cute ustionata in modo molto elevato, utilizzando su quella superficie l’Elicina per 3 mesi, c’è stata una riduzione delle dimensioni della cicatrice, oltre che un miglioramento della pigmentazione e di conseguenza un miglioramento dell’aspetto globale. C’è stato un ulteriore studio su 27 pazienti con ustioni facciali trattati con una crema a base di Helix vs 16 trattati con una crema base e si è visto che funziona molto bene anche in questo caso la crema a base di Helix. Purtroppo, non esistono studi su anziani.

Non solo le lumache, anche le larve delle mosche si è visto che possono essere utilizzate per lo stesso motivo. L’idea è stata presa dalla 2° guerra mondiale, dove si viveva in condizioni igieniche affatto sane e si è notato che un ferito possedeva una ferita con delle larve era in grado di guarire prima, rispetto ad uno che non ne aveva.

L’utilizzo di creme con acido glicolico e acido lattico, come quelli presenti nell’Helix aspersa, sono consigliati anche alle donne in gravidanza perché possono prevenire le smagliature, come la cellulite o l’acne. Nei cosmetici, il secreto di Helix viene consigliato un utilizzo variabile in concentrazione tra 1 e 5 %.

È stato anche studiato il veleno dell’ape, che ha un effetto lifting come quello della lumaca e, anche lui, funziona molto bene sull’acne. Quindi, l’utilizzo di queste sostanze viene consigliata anche per correggere una discronia della senza prodotti troppo aggressivi.

La bava di lumaca, quindi, è un ingrediente multiterapeutico con formulazione orale. Con la preparazione classica si crea uno sciroppo che viene preso per via orale che agisce sull’apparato respiratorio. Si può inoltre usare per fare una crema che viene usata per via cutanea che stimola la riepitalizzazione dei tessuti oppure si può usare per formare il siero che viene usato anche su macchie per schiarire.

Le sanguisughe, o Hirudo medicinalis

Le sanguisughe vengono molto usate ancora oggi, soprattutto negli ospedali sui pazienti sottoposti a operazioni di rinoplastica o pazienti che necessitavano il riattaccamento di un arto. Le sanguisughe hanno la capacità di produrre un peptide anticoagulante che fa sì che l’animale che se ne ciba non esploda. Anticamente venivano molto usate per la pratica del Salasso, ma venivano inoltre messe in commercio come vive o come essiccate, e poi trasformate in polvere da ingerire per bocca per eliminare i dolori da frattura.

  • Le Sanguisughe vengono allevate su un vetrino che presenta estroflessioni dentro le quali vengono contenute le sanguisughe, che poi si attorcigliano e vengono prelevate per essere usate.

UTILIZZI: l’irudina può essere usato essendo un derivato dei polipeptidi di anticoagulo. Si è in grado di formare sia estratti sintetizzati che purificati, i quali se presi hanno un effetto diretto sulla trombina e, quindi, vengono usate sulle profilassi per prevenire l’insorgenza di trombosi venosa profonda. Il processo della sanguisuga inizia dopo che è stata messa su una ferita, quando essa è sazia si stacca da sola e poi deve essere buttata perché diventa nociva. Questa è una tecnica che funziona bene, per eliminare le sostanze nocive e, inoltre, impedisce e previene i problemi nell’arto che è stato operato.

La cantaride

La cantaridina, che è un il principio attivo derivante dalla cantaride, veniva usata in antichità per risolvere le problematiche di erezione; questa viene prelevata dalla polvere di cantaride, che è ancora oggi venduta online, e veniva usata come rimedio della disfunzione erettile. Il problema sta nel fatto che la cantaridina agisce generando un’irritazione; e venendo espulsa per via urinaria genera un’irritazione a livello del pene. Non esiste un antidoto per guarire dall’avvelenamento da cantaride. Viene ancora usata oggi in parti infinitesimali nell’omeopatia, ma comunque ha un utilizzo molto limitato e piccole applicazioni.

Se viene usato come unguento vescicatorio, essendo una sostanza irritante se posta sulla cute è in grado di aumentare il flusso sanguigno, così facendo richiama calore e genera dolore.

È una sostanza da conoscere, perché esistono ancora morti per uso della cantaridina. Un esempio ci arriva dall’USA dove c’è stata qualche anno fa una persona morta per uso in dose molto elevata; questo ha portato al soggetto una morte per via della cottura dei suoi visceri.

Questo insetto, non è un insetto stupefacente, anzi, per essere utilizzato va polverizzato. Può essere facilmente comprato, ancora tutt’ora, e va sconsigliato perché è caustico per contatto e inalazione.

Bufo marinus o rospo delle canne

Il Bufo marinus è uno dei tipi di rospi in grado di produrre tossine che hanno un’analogia con una delle piante più famose della farmacologia. Il Rospo delle canne ha un potere infestante altissimo. Anadenathera, Bufo Marinus e Funghi sono in grado di produrre le triptamine psichedeliche, che hanno effetti molto intensi sull’organismo che ne fa uso. La differenza tra il Rospo delle canne e gli altri è che il bufo non presenta la chitina e quindi se si fa uso non genera un problema gastro-enterico. La bufotenina è un alcaloide triptominico e psichedelico ed è contenuta sulla pelle del rospo.

Il bufo vulgaris

È anche lui un rospo che se viene leccato, presenta la saponina steroidica cardioattiva, visibile dalla struttura che presenta una saldatura in CIS del legame e, inoltre, presenza sul C17 un lattone insaturo, il quale conferisce alla Bufotossina la cardioattività. Questo principio viene usato in alternativa alla digitale per le cardiopatie.

  • Glicosidi cardioattivi vegetali: presenta un lattone penta-atomico e prende il nome di Cardenolide.
  • Glicosidi cardioattivi animali: presenta un lattone a 6 atomi e prende il nome di Bufadienolide.

Le dendrobatidae

La famiglia delle dendrobatidae sono in grado di utilizzare il meccanismo di difesa aposemantico. Contengono alcaloidi tossici letali, che generalmente non vengono usati se non come sistema di difesa. Visto che gli animali hanno una memoria definita “memoria genetica” di quanto queste rane siano letali, allora, non le attaccano.

I metaboliti che produce sono differenti, ma in genere sono degli alcaloidi lipofili difensivi che vengono prodotti solo in condizioni di stress. La quantità e diversità degli alcaloidi dipende dalla specie di rane. Sono in grado di formare inoltre dall’ingestione di una formica, metaboliti difensivi propri della formica che riescono a riprodurre e generare con effetti più grossi.

Sono stati, inoltre, studiati e usati a scopo sperimentale le tossine generate dalle dendrobatidae e sono: le Batracotossine, che sono state studiate per lo studio della trasmissione, dei canali del Na+, a livello nervoso. Le Istrionicotossine, che sono una specie di alcaloide, così chiamato nonostante il nucleo del ciclo non sia aromatico, però è in grado di sintetizzarlo dalle formiche; sono in grado di causare il blocco dei recettori nicotinici. Le Pumiliotossine, che vengono usate a scopo sperimentale e sono il primo esempio di sostanza che la rana metabolizza a partire da sostanze assunte dalla dieta.

I veleni dei serpenti

Si definisce “METABOLITA PRIMARIO” quella sostanza chimica che viene generata dalla pianta per il suo sostentamento, ad esempio, gli zuccheri. Per quanto riguarda, invece, i METABOLITI SECONDARI sono quelli che ci interessano di più e derivano dai metaboliti primari. Nei veleni dei serpenti sono presenti i metaboliti secondari misti; per via delle numerose tossine che presentano.

  • Ai serpenti il veleno è necessario per immobilizzare, paralizzare e uccidere la preda di cui poi il serpente si nutre.
  • Da sempre, l’uomo ha avuto un grande interesse dello studio dei veleni nei serpenti; per riuscire a trovare degli antidoti per riuscire a salvarsi la vita nel caso di morsi e, nella produzione del “Captopril”, una sostanza estratta dal botox Jararaca, ed entrato in terapia. Da questo, sono nati degli analoghi farmaci usati ancora oggi come anti ipertensivi.

L’Italia è un paese che non ha serpenti mortali, viceversa, nei paesi orientali e in Australia ci sono stato molti morti per morsi di serpenti.

Provenienza e metodica di ottenimento

Esistono in Brasile vere e proprie fattorie di serpenti, dove vengono allevati.

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesco.vergnaghi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di farmacognosia e farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Robustelli Saverio.
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