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Che cos'è la farmacognosia?

In farmacognosia, si riconoscono tre regni: regno minerale, vegetale e animale. La farmacognosia è quella branca della farmacologia che ha il compito di studiare e utilizzare i rimedi animali/vegetali o minerali per sviluppare rimedi per l’uomo.

  • Esempi animali: il miele, la propoli, oppure l’acido ialuronico che viene estratto/prelevato dalla cresta del gallo.
  • Esempi minerali: i sali di litio, o più semplicemente la vaselina (che è un derivato del petrolio).

All’interno della farmacognosia, troveremo di uso molto frequente le parole “farmaco” e “droga” (che può essere vegetale o animale); andremo a comprendere quali sono i veri fattori che influenzano i principi attivi di sostanze specifiche e, infine, tratteremo anche la chimica dei prodotti naturali. La droga, in questo ambito, viene divisa in: carboidrati, acidi grassi e polichetidi, terpeni, saponine e steroidi. Si tratterà anche la fitoterapia di certe droghe, oltre al dove e come è meglio che venga utilizzata.

I farmaci

Un farmaco è una sostanza capace di determinare variazioni funzionali in un organismo vivente. Secondo l’OMS, invece, si definisce farmaco quella sostanza che viene utilizzata per modificare o esplorare sistemi fisiologici o patologici con beneficio di chi lo riceve. Per l’OMS, i farmaci si dividono in: farmaci per uso diagnostico o per uso terapeutico. Noi andremo a studiare i fitocomplessi.

  • Le piante vengono ancora studiate, per il semplice fatto che esistono ancora zone in cui non tutto è stato sviluppato come nei paesi occidentali. Quindi, visto che in alcuni paesi la prima fonte di risoluzione dei problemi è quella naturale, si studiano ancora le piante; un’altra opzione è perché possono esistere persone che entrando in farmacia possano richiedere dei “rimedi naturali”; e quindi è opportuno conoscere queste cose.

Quindi, siamo arrivati alla conclusione che la farmacognosia è un mix tra chimica, botanica, farmacologia e biochimica.

Primi esempi di farmacognosia

Bisogna pensare che la farmacognosia sia stata una delle prime scoperte in ambito medico e che andavano, quindi, a creare giovamento nelle persone. Trattandosi anche di scoperte molto antiche, si è pensato che magari certi prodotti avessero “poteri magici” e molte volte è ancora così. Uno dei primi esempi fu l’aglio, il quale venne definito un prodotto con dei “poteri magici”; ora si conoscono molto meglio i vari utilizzi ed è molto diverso il pensiero rispetto all’aglio, ma andando a prendere altri tipi di prodotti il pensiero non è molto lontano da quello di un tempo.

Successivamente, venne sviluppata un’idea differente di tutti i prodotti e questo è dovuto alla scoperta della reazione di Maillard.

Reazione di Maillard

In questa reazione, viene spiegato come tutto ciò che ha un grande odore derivi da questa reazione. Ogni sostanza è in grado di formare una serie di composti eterociclici, che vanno a sviluppare una dipendenza o comunque favorire l’utilizzo di quei cibi perché, avendo un odore/sapore caratteristico, richiamano un ricordo e si associa alla voglia di quel prodotto specifico. Eterocicli sono formati da alcaloidi.

L'etnobotanica o etnofarmacologia

Tutto parte dalla pianta che vediamo e dipende dall'utilizzo che ne vorrebbe fare la gente comune. Successivamente, compreso ciò, si va a fare un estratto acquoso, il quale poi verrà caratterizzato e, infine, valutato con strumenti specifici come ad esempio l'HPLC o lo spettrometro di massa. Solo dopo questi passaggi si può aver verificato un metodo tradizionale.

Indagine etnobotanica

È quel tipo d’indagine che viene svolta sulle piante usate ancora oggi in determinate regioni italiane, o comunque in paesi specifici. Per svolgere un’indagine etnobotanica bisogna:

  • Conoscere:
    • Composizione del composto che dovremo studiare (cosa c’è al suo interno).
    • Legislazione (cosa rischio se dovessi dare un prodotto sbagliato a qualcuno).
    • Formulari (come viene prodotta, dal quale riesco a comprendere che valori ha un prodotto).
  • Acquistare:
    • In base alle stagioni (grandi quantità di prodotti per tosse in estate, magari anche no).
    • Indicazioni in base all’età della persona o se gravidanza/allattamento.
    • Prezzo (posso capire velocemente se è un prodotto con scarso principio o meno).
  • Consiglio:
    • Età senile o pediatrica (paziente senile, è il più critico per un trattamento fitoterapico).
    • Gravidanza/allattamento (periodo molto critico, valutabile in base ai casi).
    • Interazioni.

Farmaco vs droga

Come abbiamo già detto, il farmaco è quella sostanza che è in grado di determinare una variazione funzionale in una persona vivente in modo specifico, e un esempio può essere il Diclofenac. La droga, invece, è un prodotto più complesso che può avere un’origine vegetale o animale. Può essere usata come tale o sotto forma di estratti grezzi. La droga contiene, quindi, più sostanze e può generare diversi e molteplici effetti.

Di conseguenza, è facile comprendere che dando a un paziente, come soluzione, un prodotto derivante da una pianta essa può generare n-principi attivi rispetto a quella persona e questa opzione, se non valutata attentamente, può generare dei problemi secondari (anche mortali) al nostro paziente; mentre dandogli un farmaco, questo può avere una sola e specifica azione nei suoi confronti.

Addentrandosi un po’ più nello specifico, esistono diversi tipi di calmanti:

  • Calmante specifico, come ad esempio il Valium; questo prodotto contiene al suo interno il diazepam, il quale possiede molti composti nella sua composizione chimica, che vanno attentamente tenuti presenti nel caso si sottoponga un paziente all’utilizzo di questo prodotto. Importante sapere se il soggetto utilizza anche prodotti naturali.
  • Calmante comune, il rabarbaro. Che in base ai dosaggi diversi può generare differenti rimedi.

I farmaci o le droghe possono avere diversi rimedi e i più comuni sono:

  • Rimedio stomatico, se a basse dosi va ad influenzare e porre rimedio ad un problema a livello dello stomaco.
  • Rimedio aperitivo, pre-pasti; vado a usare queste sostanze prima di mangiare.
  • Rimedio lassativo, se a dosi molto elevate genera effetti lassativi.
  • Rimedio bechico.

Gli antrachinoni, in elevate dosi è lassativo; gli antraceni, a dosi elevate è astringente.

Funghi e batteri

  • Funghi eduli, sono quei tipi di funghi che possiamo mangiare (non verranno trattati).
  • Funghi terapeutici, ad esempio funghi cinesi (visto che la globalizzazione ci importa un sacco di prodotti da qualsiasi parte del mondo bisogna studiare anche fitocomplessi stranieri).
  • Funghi allucinogeni, sono quei funghi che contengono molte sostanze e vengono usate a fini di abuso.
  • Funghi tossici, perché possono arrivare pazienti con intossicazione da funghi.
  • Probiotici, sono la categoria contenente i fermenti lattici e i lieviti (possiedono un enorme commercio). Per via degli studi attuali dell’attività terapeutica dei fermenti lattici è diventata un’arma terapeutica molto importante, perché grazie ai probiotici siamo riusciti a trovare una cura a una serie di patologie e possono essere fondamentali per trovare una soluzione in situazioni complicate.

Esistono però anche una serie di branche della farmacia che sono fasulle o comunque non danno una vera e propria risoluzione delle problematiche. Fanno parte di queste categorie: l’omeopatia, le analisi fasulle e i fiori di Bach.

Come per le piante, sia per i funghi eduli che tossici o quelli allucinogeni, dobbiamo essere sicuri di ciò che stiamo trattando, se li raccogliamo, perché potrebbero creare delle gravi problematiche. Sicuramente una prima distinzione viene fatta in modo macroscopico dalla forma; unica certezza, però, di ciò che abbiamo raccolto, viene data dall’esame microscopico delle spore.

Intossicazione da funghi

Problema: Si presenta in farmacia un paziente con intossicazione da funghi, che può essere:

  • Intossicazione da funghi vera: dove i metaboliti secondari esplicano problemi reali, generando complicanze e andando a creare danni a livello degli epatociti.
  • Sindrome tossica falsa, dovuta dal fatto che i funghi, come i crostacei, contengono la chitina. La chitina è un polisaccaride azotato, in grado di generare la sindrome falsa.
  • I funghi eduli, se vengono consumati dopo un periodo di durata elevata all’aria, o tenuti non in condizioni opportune, possono creare delle tossine; che possono creare delle problematiche reali alla persona che li mangia. Un’opzione per far sì che la maggior parte dei funghi perdano le tossine, è opportuno cibarsene dopo una cottura cottura, porta alla perdita delle tossine.

Come capisco se un paziente ha una intossicazione reale o falsa?

  • Innanzitutto, bisogna valutare il corredo somatologico; che non è nient’altro che l’insieme dei sintomi che il paziente ci elencherà.

Primi sintomi

  1. Sono sicuramente gastrointestinali e di conseguenza sarà difficile capire se il paziente ha avuto un’ingestione, e ha quindi ingerito della chitina, oppure se è un’intossicazione che può essere letale.
  2. Prima cosa da valutare è il tempo di latenza: Se i sintomi si sono verificati dopo 4-6 ore, allora sarà un’indigestione (di solito). Se il tempo di latenza, va da 6-12 ore, diventa tutto più complicato: allora, si può sospettare un interessamento dell’organo per via della possibilità di contaminazione della tossina dei funghi. In questo caso, sarebbe ottimale avvisare il centro antiveleni.
  3. Per una certezza sarebbe capire quale fungo è stato ingerito o se si ha la possibilità di vederlo, ancora meglio.

Funghi medicinali

I funghi medicinali possono avere attività di:

  • Adattogeni: ossia, sono sostanza che aiutano l’organismo per reagire allo stress; es. ginseng.
  • Prebiotico: che è un termine molto connesso al termine “probiotico” (organismo che se ingerito in giuste dosi crea un effetto positivo alla persona). Questi, invece, sono zuccheri indigeribili dall’essere umano che vengono ingeriti dai batteri buoni, andando a formare degli acidi grassi a corta catena, che sono in grado di mantenere il pH dell’intestino a valori fisiologici. L’ingerimento di questi fa funzionare bene l’intestino e il sistema immunitario.
  • Antiossidanti: il 99% dei funghi medicinali ha queste attività.
  • Epatoprotettore: è la funzione più importante. Le sostanze che agiscono sugli epatociti sono pochissime, questi funghi sono un’eccezione ed è proprio per questo motivo che devono essere conosciuti. Sono importanti e vanno conosciuti per poterli consigliare vista l’enorme disponibilità che ce n’è in giro.

Vanno ricordati, in modo particolare: gli Ascomycetes Saccaromyces Boulardee, che viene usato in modo esteso come probiotico. L’Ascomycetes Candida, che è una delle peggiori malattie ed è molto diffusa. L’Amanita muscaria, che è molto nociva.

Nei funghi medicinali, sono presenti gli enzimi polisaccaridici prebiotici, le fibre solubili e insolubili, che vanno ad agire a livello dell’intestino, e quindi riescono a trattare il sistema immunitario andando a ripararlo; mentre i polisaccaridi non vengono usati in modo molto esteso per via della presenza dei molti fitocomplessi; stimolano il sistema immunitario e vanno anche ad abbassare il colesterolo.

  • Agaricus blazei Murril, ha attività antitumorali e immunomodulante; ha azione sul sistema immunitario, riduce il peso corporeo e, inoltre, riesce ad abbassare la glicemia e il colesterolo. È inoltre molto importante la capacità di riassorbimento dell’insulina.

Esempio: un paziente che ha glicemia e colesterolo modulabili e, quindi, grazie ad una dieta equilibrata e attività sportiva, riesco a regolare questi valori; suggerendogli l’utilizzo dell'Agaricus, è possibile controllare i valori di glicemia e colesterolo dell’individuo e, inoltre, posso anche aiutare il suo intestino e il sistema immunitario, con un estratto unico; viceversa per un paziente con valori non regolabili di glicemia e colesterolo, come un diabetico, suggerendogli l’utilizzo di questo fungo potrebbe essergli fatale.

  • Coprinus comatus, è molto importante per la sua attività antidiabetica.
  • Cordyceps sinensis, esiste un derivato che protegge gli epatociti da: alcool, farmaci e intossicazioni fungine. Hanno come bersaglio il fegato, cioè, stiamo parlando di prodotti analoghi degli acidi nucleici. È importante perché è in grado di fornirci dei dati per il danneggiamento di qualcosa all’interno del corpo da parte di funghi della sua stessa specie. Questa categoria è molto distante dai funghi tossici, i quali, vanno a ledere il fegato.
  • Flammulina, ha un’azione troppo elevata, e insieme al Cordyceps sinensis, non sono presenti in Italia. Questo tipo, è importante perché ha attività antitumorale e antivirale contro l’HIV.
  • Ganoderma lucidum, è quel fungo in grado di curare tutti i mali, questo è dovuto al fatto che viene ritenuto un fungo con grandi benefici a livello dell’uomo. Alcuni esempi: è in grado di controllare la glicemia, antiaging, aiuto del sistema immunitario e dell’intestino, aiuta l’uomo grazie al contenuto di acido ganodermico, combattendo l’andropausa, e cercando di rimuovere la citotossicità sulle cellule tumorali della prostata.

La fluttuazione del testosterone porta alla perdita dei capelli e all’ipertrofia prostatica benigna; se andassimo a combattere il testosterone, formando il di-idro-testosterone, riusciamo a combattere l’ipertrofia prostatica; non solo il Ganoderma lucidum ha questa attività, esistono anche altri prodotti come i semi di zucca, che possono combattere questa problematica. Importante conoscere il Ganoderma, perché riesco a trattare il paziente con glicemia e ipertrofia prostatica.

  • Lentinula edodes, è ritenuto un farmaco registrato in Giappone, ma non in America; è simile agli altri, ed è inoltre un ematoprotettore.

Droghe terapeutiche e ludiche

Droghe terapeutiche e ludiche sono sullo stesso piano. C’è stato un caso in Francia, che ha portato alla morte di moltissime persone che utilizzavano le bacche di Stramonio, le quali hanno la capacità di formare delle tossine nocive; di conseguenza è molto importante conoscere gli effetti che hanno le droghe.

Dal punto di vista chimico, esistono piccole molecole che riescono a distorcere la realtà.

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesco.vergnaghi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di farmacognosia e farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Robustelli Saverio.
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