TUTELA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI
1. Origini della tutela dei diritti umani
La tutela dei diritti umani in ambito internazionale ha iniziato a evolversi dopo la Seconda
guerra mondiale. Prima in ambito internazionale non vi era alcun tipo di tutela per l’essere
umano, l’individuo non era preso in considerazione dal diritto internazionale.
Il punto di partenza lo troviamo in una serie di grandi testi (nazionali) del passato:
- Magna Charta Libertatum (1215), adottata dal Re Giovanni senza terra. Il re
riconosceva a favore dei sudditi (ovviamente nobili) alcuni diritti come il diritto di
proprietà, il diritto di uguaglianza davanti alla legge, una forma embrionale del diritto
alla libertà di religione. Non era una sua iniziativa, era stata elaborata da alcuni baroni
in contrasto con la corona che si erano rifugiati in Francia. Volano tornare in patria e
così riescono a convincere il re a far proprio la Magna Charta.
- Dichiarazione dei diritti del buon popolo — Virginia (1776), proclamò questa
dichiarazione nella quale vengono riconosciuti a favore degli individui alcuni diritti
come il diritto alla proprietà, diritto alla libertà personale, diritto alla ribellione. Virginia fu
la prima e poi seguita da altre colonie.
- Dichiarazione d’indipendenza americana (1776), fa propri i diritti enunciati nella
Dichiarazione dei diritti del buon popolo. La dichiarazione d’indipendenza americane
poi è confluita nei Bill of Rights, ovvero i primi 10 emendamenti della Costituzione
americana.
- Dichiarazione dei diritti dell’uomo del cittadino - Francia (1789), solo il 3° stato pagava
le tasse, nobili e clero no, ma il 3° stato non aveva rappresentanza politica. Si
riuniscono e danno vita a questa dichiarazione (molto simile a quella americana. Fu
redatta dal generale Lafayette
- Dopo la Magna Charta i diritti non sono rivolti più ai nobili ovviamente, ma si parla solo
di diritto dell’uomo ovvero di sesso maschile.
L’individuo nel diritto internazionale prima della Seconda guerra mondiale
Prima della Seconda guerra mondiale l’individuo non era considerato. Vi erano però degli
strumenti internazionale che tutelavano alcuni individui speciali:
- Diritto degli stranieri - gli Stati avevano l’obbligo di prevenire aggressioni e quindi di
proteggere gli stranieri sul territorio e i beni degli stranieri.
- Protezione degli agenti diplomatici - i diplomatici godono di certe immunità e privilegi,
così come i familiari dei diplomatici.
- Diritto internazionale umanitario - il diritto di guerra, quel diritto che stabilisce come
devono essere condotti i conflitti armati. La convenzione di Ginevra del 1864 aveva
stabilito tutta una serie di garanzie per i prigionieri di guerra, per feriti e i malati delle
forze dell’ordine. Successivamente vi sono state altre convenzioni di diritto
internazionale umanitario per limitare la libertà degli stati nei conflitti.
- Divieto di schiavitù - si era creato un diritto internazionale consuetudinario per abolire
la schiavitù. Congresso di Vienna 1815, gli stati affermarono che la schiavitù era
qualcosa di aberrante. Successivamente alcuni stati intrapreso alcuni accordi bilaterali
(per esempio tra Francia e Gran Bretagna) in cui si impegnarono a rintracciare e
fermare le imbarcazioni con gli schiavi.
- Diritti delle minoranze - in particolare, dopo la Prima guerra mondiale, le potenze
vincitrici avevano imposto delle norme a tutela delle minoranze.
- Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) - organizzazione che esiste ancora oggi
a tutela dei lavoratori. Organizzazione interessante, poiché gli organi
dell’organizzazione non sono organi di Stati, ma organi di individui (rappresentanti degli
stati, rappresentanti dei datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori). L’ILO
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predispone delle convenzione internazionale in materia di tutela del diritto dei lavoratori
e poi gli sottopone all’attenzione degli Stati (che poi possono decidere se adottare o
meno).
- Intervento umanitario - era prevista una norma consuetudinaria che permetteva agli
stati di intervenire militarmente nei confronti dello stato che non rispettava individui
presenti sul territorio (secondo il libro di Pisillo Mazzeschi). Ancora oggi viene discusso
se intervento umanitario sia previsto da diritto internazionale.
Con la Seconda guerra mondiale vi è l’olocausto. Cosa ha fatto scattare la nascita del
diritto dell’uomo dopo la Seconda guerra mondiale?
- Un uomo ebreo presso la Società delle Nazioni si era lamentato di come la Germania
nazista stava trattando gli ebrei. Josef Goebbels, Ministro della propaganda nazista
della Germania, 1933, rispose così presso il Consiglio della Società delle Nazioni:
“Gentiluomini, noi siamo signori e padroni della nostra casa. Siamo uno Stato sovrano;
ciò che ha detto questo individuo non vi riguarda. Trattiamo i nostri socialisti, pacifisti
ed ebrei in qualsiasi modo vogliamo. Non rispondiamo né all’umanità né alla Società
Geobbels
delle Nazioni”. aveva ragione, perché non vi erano vincoli internazionali, i
diritti dell’uomo non esistevano ancora. Non vi erano obblighi internazionale e ogni
stato poteva trattare gli individui com voleva. Ciò ovviamente cambierà nel futuro, ad
esempio con la creazione del Tribunale di Norimberga usato per i crimini contro
l’umanità e di aggressione, non previsti da nessun trattato ma dal diritto internazionale
consuetudinario formatosi nel corso della Seconda guerra mondiale.
Bibliografia: R. Pisillo Mazzeschi, Diritto Internazionale dei diritti Umani (pag 1-7)
Domanda: “Stamattina abbiamo trattato il diritto di schiavitù, per il quale si era creato un
diritto consuetudinario ad hoc già prima della Seconda guerra mondiale e risalente al
Congresso di Vienna del 1815. Com’è possibile che in un momento come il Congresso di
Vienna in cui le nazioni hanno tentato in tutti i modi di ripristinare i vecchi regimi, si possa
affermare che la schiavitù è qualcosa di aberrante se gli stessi Stati partecipanti hanno
dell’ancien regime?
voluto ripristinare un ordine politico costituzionale alla stregue
Sicuramente il Congresso di Vienna è stato un passo indietro volendo cancellare tutto ciò
dell’ancien
che è stato introdotto con le guerre napoleoniche tornando alla struttura
regime, compresa la schiavitù (intesa come compravendita di esseri umani) che
tecnicamente non era giuridicamente ammessa nei paesi Europei. Adottarono
dichiarazione ad hoc per l’abolizione della schiavitù e per il commercio degli schiavi
perché contro questo era contro l’umanità e la moralità. Non si spiega perché vi è questa
contraddizione durante il Congresso di Vienna, potrebbe essere inerente alla possibilità di
fare accordi bilaterali tra Stati.
2. Dalla Carta ONU ai grandi testi internazionali universali
Franklind D. Roosevelt, Presidente degli Stati Uniti d’America, 6 gennaio 1941,
Congresso
“I the future days, which we seek to make secure, we look forward to world founded upon
four essential human freedoms. The first is freedom of speech and expression, everywhere
in the world. The second is freedom of every person to worship God in his own way,
everywhere in the world. The third is freedom from want, which translate into world terms,
means economica understandings which will secure to very nation a healthy peacetime
life for its inhabitant, everywhere in the world. The fourth is freedom from fear, which
translated into world terms mean a world-wide reduction of armaments to such a point
and in such a through fashion that no nation will be in a position to commit an act got
physical aggression against any neighbor, anywhere in the world.”
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Simbolicamente, si fa risalire al discorso di F.D.R. il momento storico a partire dalla quale
si è sviluppata la dottrina delle tutela dei diritti umani. Nel discorso, si afferma come sia
necessario riconoscere alcuni diritti fondamentali degli individui. Il presidente individua 4
libertà fondamentali che devono essere alla base della politica estera degli Stati Uniti:
1. Libertà di parola e di espressione ovunque nel mondo.
2. Libertà di religione, di ogni individuo di pregare il proprio Dio a modo suo.
3. Libertà dal bisogno, condizioni di vita sani e pacifiche.
4. Libertà dalla paura, riducendo armamenti per evitare che le nazioni creino atti di
aggressione.
Da qui parte il percorso che ha portato al sistema internazionale dei diritti umani che
conosciamo oggi. Forse non è stato Roosevelt il primo ma comunque è stato tra i primi a
fare pressioni politiche per creare organizzazioni internazionali che si occupassero dei
diritti umani.
Carta delle Nazioni Unite
La prima occasione per mettere in pratica queste affermazioni è avvenuta con la
Conferenza di San Francisco nel 1945, con il compito di promuovere il mantenimento
della pace e della sicurezza internazionale. Allo stesso tempo, anche altri capi di stato
affermarono quanto era importante promuovere la tutela dei diritti fondamentali
dell’individuo per garantire la pace nel mondo (25 aprile-26 giugno 1945).
Si discusse se dare a questa organizzazione una qualche competenza per la tutela dei
diritti umani. Vi furono 3 diversi schieramenti:
1. Stati latino-americani + alcuni occidentali come Australia, Nuova Zelanda, Norvegia,
ma anche India —> ritenevano che nell’Atto Istitutivo dovesse esserci una norma che
obbligasse gli Stati a rispettare i diritti umani. Questa posizione non venne accolta.
2. Maggiori potenze occidentali (Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia) —> non volevano il
riconoscimento di un obbligo a carico degli Stati ma volevano riconoscere una
qualche competenza alle Nazioni Unite affinché si occupassero dei diritti umani.
3. Blocco sovietico (URSS, Ucraina, Bielorussia, Cecoslovacchia) —> non volevano che
fosse scritto nero su bianco che gli Stati hanno l’obbligo di tutelare i diritti umani, ma
allo stesso tempo non volevano nemmeno riconoscere alcune competenze a favore
delle Nazioni Unite, ma volevano che venisse riconosciuto il diritto
all’autodeterminazione dei popoli, il diritto all’istruzione e il diritto al lavoro.
Si giunge ad una posizione di compromesso, ovvero le Nazioni Unite devono occuparsi di
fini delle Nazioni Unite sono promuovere
promuovere i diritti umani. Nell’art 1.3 si dice “I
ed incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza
distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione”.
Si parla di promozione ed incoraggiamento nel rispetto dei diritti dell’uomo e della libertà.
Si fa riferimento al fatto che diritti devono valere per TUTTI, principio universalità dei diritti
umani (ancora da stabilire).
Altri due articoli importanti sono:
Art. 55, legato al Consiglio economico sociale composto da 54 stati che cambiano ogni 3
fine di
anni. Anche qui viene citato il messaggio dei diritti per tutti senza distinzioni. “Al
creare le condizioni di stabilità e di benessere che sono necessarie per avere rapporti
pacifici ed amichevoli tra le nazioni, basati sul rispetto del principio dell’eguaglianza dei
diritti o dell’autodeterminazione dei popoli, le Nazioni Unite promuoveranno: (…) il rispetto
e l’osservanza universale dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti, senza
distinzione di razza, sesso, lingua o religione”.
Membri si impegnano ad agire, collettivamente o singolarmente, in cooperazione
Art. 56 “I
con l’organizzazione per raggiungere i fini indicati all’articolo 55”.
Art. 2, par 7: inizialmente vi era un forte freno sulla competenza delle Nazioni Unite legato
jurisdiction). disposizione della presente Carta
al dominio riservato (domestic “Nessuna
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autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in questioni che appartengono essenzialmente alla
competenza interna di uno Stato, né obbliga i membri a sottoporre tali questioni ad una
procedura di regolamento in applicazione della presente Carta…”—> inizialmente il
dominio riservato era reputato una questione interna. Questa interpretazione è cambiata
nel tempo: infatti è una norma ancora presente ma il modo in cui lo Stato tratta i cittadini
presenti sul suo territorio non è più ritenuto una questione interna allo Stato. Tutto ciò è
stato un fenomeno graduale creato dagli organi delle Nazioni Unite. Hanno iniziato a
criticare criticare l’operato di alcuni Stati in tema di tutela dei diritti umani in quanto
l’argomento era legato alla tutela della pace. Quindi, la violazione dei diritti degli individui
rappresentava una minaccia per la pace. Infatti, il Consiglio di Sicurezza è autorizzato a
gross violations
intervenire in caso di nei confronti dei diritti umani.
Le Nazioni Unite hanno iniziato ad interessarsi a questo tipo di tutela dei diritti umani
attraverso discussioni pubbliche, appelli e risoluzioni, e tramite l’adozione di atti
sanzionatori per Stati che li violano. La Carta delle Nazioni Unite è il primo esempio,
ovvero la prima occasione che porta al riconoscimento della tutela dei diritti umani a
livello internazionale anche se non è utilizzata a pieno.
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, Parigi, 10 Dicembre 1948
All’indomani della creazione delle Nazioni Unite, la prima cosa che il Consiglio Economico
e Sociale fece al fine di raggiungere l’obbiettivo di promuovere il rispetto dei diritti umani,
fu quello di creare un apposita commissione. Nel 1946 quindi venne creata la
Commissione per i diritti umani, un organo sussidiario dell’ECOSOC, con il compito di
elaborare un elenco dei diritti fondamentali degli individui che ancora non esisteva a livello
internazionale. Inizialmente lo si immaginava come un organo di individui, me ben presto
venne trasformato in un organo di stati secondo una ripartizione geografica, 5 occidentali,
4 paesi del blocco sovietico, 5 paesi asiatici, 3 dall’America Latina. Successivamente
diventerà composta da rappresentanti dei governi di 53 Stati, scelti a rotazione fra tutti i
membri ONU. La prima riunione avvenne nel gennaio del 1947, come prima cosa si
discusse se realizzare un documento vincolante o solamente raccomandatorio. Si decise
di procedere in entrambe le direzioni. Dichiarazione universale
Si è iniziato da un atto non vincolante, emanando nel 1948 la
dei diritti dell’uomo, dopo circa un anno e mezzo di lavori, che fu il primo catalogo dei
diritti dell’individuo. Fu un grande successo perché mise d’accordo paesi molto diversi tra
loro dal punto di vista sociale, culturale ed economico. L’approvazione del testo appare
come un atto miracoloso perché ha riunito i punti di vista dei tanto diversi paesi. La
Dichiarazione è stata elaborata dalla Commissione dei Diritti Umani, inizialmente
composto da 18 stati e poi ampliato. La dichiarazione è stata poi messa all’attenzione
dell’Assemblea Generale che poi l’ha proclamata a Parigi il 10 Dicembre 1948. Il testo si
divide in due parti, inizialmente abbiamo i diritti di prima generazione ovvio i diritti pollici,
civili e di natura giudiziaria e poi i diritti di seconda generazione ovvero i diritti economici,
sociali e culturali.
René Cassin, uno dei redattori della Dichiarazione, l’ha paragonata ad un portico di un
tempio affermando che dovesse essere un ingresso verso un mondo migliore. Alla base
del tempio vi sono 4 principi: il principio di dignità, il principio di libertà, il principio di
eguaglianza e il principio di fraternità; sono principi che troviamo enunciati in particolare
modo agli articoli 1 e 2 della Dichiarazione.
Articolo 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati
di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente
Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua,
di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di
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ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla
base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una
persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non
autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
preambolo
Nel vengono enunciati tutta una serie di principi:
Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia
umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il
(sentimento di fratellanza)
fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; (non si può avere la pace
senza il riconoscimento dei diritti degli individui).
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di
barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di
(orrori della guerra)
un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal
timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;
Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se
si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione
contro la tirannia e l’oppressione; (richiama il principio della Rule of Law, Stato di diritto, è
un monito a quei paesi che non rispettano i diritti umani. Se non rispetti i diritti umani vi
sarà una ribellione).
Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di ra
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