Storia economica globale
Capitolo 1: La grande divergenza
La storia economica ha per oggetto la natura e le cause della ricchezza delle nazioni; si chiede perché alcuni paesi sono ricchi e altri poveri. La divisione ebbe origine all'epoca delle scoperte dell'India e dell'America. Dal 1500 al 1800: era mercantilistica → da viaggi di esplorazione fino a rivoluzione industriale. XIX secolo: catch up → supremazia dell'industria inglese e 4 politiche economiche standard degli altri stati:
- Creazione di un mercato nazionale con rete di trasporti e eliminazione dazi interni
- Protezionismo: barriere doganali per proteggersi dalle industrie inglesi
- Promuovere ruolo banche e finanziamenti industriali
- Incrementare qualità della forza lavoro con istruzione di massa
XX secolo: le politiche funzionarono nell'Europa occidentale e America, ma non nei paesi meno sviluppati. Big push: paesi che hanno colmato il divario con pianificazione e coordinamento da parte dello stato. Nel 1820 l'Europa era già il continente più ricco: primo paese Olanda, poi Inghilterra. Africa più povero. Equazione della divergenza (fig1.1). Cambiamento della produzione manifatturiera: prima la maggior parte era in Cina e India, dal 1913 sono Europa, Inghilterra e Stati Uniti ad avere la maggioranza e estromettono i prodotti asiatici.
I salari reali
Il PIL non tiene conto della salute, speranza di vita e livello d'istruzione. Si risolve il problema con i salari reali → tenore di vita che può essere raggiunto con i guadagni individuali. L'indice prevede il costo del mantenimento di un uomo alla mera sussistenza. Nel 1990 Banca mondiale ha fissato la soglia della povertà a 1$ al giorno: oltre 1 miliardo di persone oggi vive al di sotto di tale soglia. Vivere al livello di sussistenza ha conseguenze per il benessere sociale e il progresso economico: bassa statura dovuta ad una cattiva alimentazione, riduzione della speranza di vita e deterioramento della salute, no incentivi per il paese a svilupparsi economicamente, perché manodopera costa poco e imprese non hanno incentivi a migliorarsi tecnologicamente: trappola della povertà.
Capitolo 2: L'ascesa dell'occidente
Il mondo è diseguale per una serie di casi contingenti della storia. Geografia: fattore influente, ma il suo peso, se sfavorevole, può essere ridotto dalla tecnologia e dalle opportunità economiche. Cultura: indicata come fattore determinante, ma non sempre; Weber sosteneva che il protestantesimo ha permesso alle regioni nordiche di essere più inclini a lavorare e razionali; gli agricoltori del Terzo Mondo sperimentano nuovi metodi e raccolti, ma rimangono poveri perché non aumentano i loro prezzi e perché non hanno tecnologie adatte.
Istituzioni politiche e giuridiche: sulle opinioni dei liberisti guidati da Adam Smith molti sostengono che un eccessivo intervento pubblico in economia sia dannoso e che porti tasse elevate, regolamentazioni e corruzione; affermano che il successo economico sia dovuto a diritti di proprietà, bassa tassazione e no interventi dello stato.
La prima globalizzazione
La grande divergenza è causata dal cambiamento tecnologico, la globalizzazione e la politica economica ed inizia con la prima globalizzazione. Iniziata con le scoperte di Colombo e da Gama, avvenute grazie a nuove tecnologie nella costruzione di navi più robuste ed efficienti. Gli stati europei iniziarono una lotta per spartirsi i nuovi territori di cui i vincitori inizialmente furono spagnoli e portoghesi. Gli spagnoli si arricchirono con il saccheggio del popolo azteco. Nel XVII secolo i paesi dell'Europa settentrionale si organizzarono per diventare potenze imperiali e lo fecero con le compagnie delle Indie orientali, delle società per azioni ad elevata capitalizzazione che commerciavano in India e America e avevano forze militari, terrestri e navali e creavano centri commerciali fortificati all'estero. Gli Inglesi iniziarono a diffondere il proprio impero espropriando gli Olandesi delle loro conquiste, tra cui New York. Il commercio di inglesi e olandesi con le loro colonie diede un forte impulso di crescita per la loro economia, città e industrie manifatturiere. La struttura occupazionale si modificò di conseguenza con dei cambiamenti della popolazione urbana, rurale non agricola e agricola. Il successo dell'economia globale ebbe conseguenze sullo sviluppo economico:
- Crescono la domanda di manodopera e i salari dovute a crescita dell'urbanizzazione e delle industrie manifatturiere
- Rivoluzioni agricole in Inghilterra e Paesi Bassi dovute a forte domanda di generi alimentari
- Cambiamenti nell'utilizzo di fonti energetiche → carbon fossile, torba
- Gli alti salari generano alto livello di alfabetizzazione, capacità di far di conto e professionali in generale, l'espansione del commercio e dell'industria manifatturiera accrescono la domanda di istruzione perché ne aumentano il valore economico
Capitolo 3: La rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale, tra 1760 e 1850, fu il risultato delle trasformazioni dell'economia risalenti agli inizi dell'epoca moderna ed ebbe come risultato la crescita continua che permise al reddito di aumentare. Il suo motore fu il cambiamento tecnologico: macchina a vapore, macchine per filare e tessere il cotone, alimentazione delle fornaci col carbone per raffinare il ferro e produrre l'acciaio.
Contesto culturale e politico: Inghilterra
L'Inghilterra aveva un contesto politico e culturale favorevole all'innovazione. La costituzione non era democratica e la corona conservava molto potere, quando il parlamento ebbe la supremazia si disfò la monarchia. Lo stato inglese incassava il doppio delle tasse della Francia; gli operai traevano vantaggi dall'imperialismo alla base dell'economia e degli alti salari, ciò favorì la crescita stimolando tecnologie per risparmiare lavoro. La rivoluzione fu sostenuta dalla cultura scientifica emergente, infatti molti inventori del XVIII applicarono le scoperte della rivoluzione scientifica.
Come spiegare la rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale avvenne in Inghilterra anche grazie alla sua economia, che con gli alti salari e l'energia a buon mercato (grandi giacimenti carboniferi) rese conveniente per le imprese locali inventare e usare le tecnologie d'avanguardia. Con l'energia a buon mercato il rapporto fra il costo dell'energia e del lavoro era più basso rispetto agli altri paesi. Con la differenza tra salari e prezzi per le imprese era redditizio usare le tecnologie per risparmiare lavoro intensificando l'uso dei fattori a buon mercato: energia e capitale.
L'industria del cotone
L'industria del cotone divenne nel 1830 la più grande industria inglese: fu la prima industria a essere trasformata dal sistema di produzione di fabbrica. Nel XVII l'India e la Cina avevano le industrie cotoniere più grandi al mondo, la concorrenza internazionale spinse l'Inghilterra alla meccanizzazione della filatura del cotone. Gli imprenditori inglesi dedicarono molto alla ricerca e sviluppo perché le macchine intensificavano l'uso del capitale per risparmiare manodopera ed era conveniente utilizzarle la dove il lavoro era costoso e il capitale a buon mercato → motivo per cui è l'Inghilterra la culla della rivoluzione industriale. La filatura del cotone avveniva per tre fasi: pulizia dai detriti, cardatura, filatura per trasformarlo in tessuto. Richard Arkwright progetta una fabbrica in cui le macchine erano disposte in una sequenza logica: primo modello dei cotonifici inglesi, americani e europei. La spinning jenny e la waterframe resero il cotone inglese più competitivo di quello indiano, mentre il mule consentì di produrlo a costi più bassi. La riduzione di costo della filatura meccanica era maggiore dove la manodopera era più costosa. Le macchine che furono inventate successivamente permettevano risparmiare capitale oltre al lavoro.
La macchina a vapore
La macchina a vapore consentì di utilizzare l'energia meccanica in un'ampia serie di industrie, oltre alle ferrovie e nella navigazione transatlantica. Tale invenzione evidenzia l'importanza degli incentivi economici nell'indurre le innovazioni: la teoria del vapore venne sviluppata principalmente in Inghilterra poiché li conveniva usare la macchina a vapore, siccome le prime macchine consumavano grandi quantità di carbone e l'Inghilterra lo aveva a buon mercato. Gli ingegneri modificarono la macchina a vapore per ridurne il fabbisogno energetico così da poterla utilizzare in modo conveniente in tutto il mondo → grazie a questo la rivoluzione industriale si propagò all'estero.
Invenzione ininterrotta
Le invenzioni non erano più eventi estemporanei: produssero un flusso continuo di innovazioni. Uno dei più importanti fu il telaio meccanico che accrebbe fortemente i costi del capitale, riducendo allo stesso tempo quelli del lavoro, così che la sua adozione dipendeva dai prezzi dei fattori ed all'efficienza relativa ai due metodi. Applicazioni del vapore:
- Industria cotoniera lo adottò come fonte energetica
- Rivoluzione dei trasporti: locomotiva a vapore, nella navigazione sostituì la vela nel trasporto transoceanico
La forza vapore è una general-purpose technology → tecnologia multi-scopo che può servire a una molteplicità di applicazioni. Verso la metà del XIX si giunse a sfruttarne pienamente la potenzialità, applicandola diffusamente ai trasporti e all'industria.
Capitolo 4: L'ascesa dei ricchi
Fra il 1815 e il 1870 la rivoluzione industriale si propagò nel resto del continente; gli stati formarono un gruppo di innovatori che da allora ha ampliato la tecnologia mondiale (compresa USA). Secondo gli istituzionalisti l'ondata francese porta delle novità che rendono l'Europa più conforme alla industrializzazione: abolizione servaggio, uguaglianza giuridica, codice napoleonico, mercati nazionali, sistema doganale comune (protezionismo), istruzione elementare, promozione della cultura e della società. Altri sottolineano gli incentivi ad adottare una nuova tecnologia industriale: l'industrializzazione nella fase di avvio richiede infatti delle nuove tecnologie in grado di far fronte alla concorrenza inglese. La strategia comune di sviluppo aveva 4 punti:
- Creazione di grande mercato nazionale e abolizione dazi interni
- Barriera doganale nazionale per proteggere le piccole industrie crescenti
- Creare banche per fornire capitale alle imprese
- Istruzione di massa per accelerare invenzioni tecnologiche
La Germania crea un sistema d'istruzione elementare universale, rafforza l'integrazione dei mercati con le ferrovie. Tra il 1815 e il 1870 vennero create le principali industrie originate dalla rivoluzione industriale: moderna industria siderurgica, nuove ferrovie e locomotive, produzione dell'acciaio. L'Inghilterra nella metà del 1800 era l'”officina del mondo” perché produceva la maggior parte dei prodotti esportati; a fronte della sua prosperità derivata dai possedimenti imperiali si scatenò la lotta per la conquista di colonie. Tra il 1870 e il 1913 l'Europa continentale e il Nordamerica raggiunsero l'Inghilterra sul piano della competenza tecnologica: gli USA superarono e sostituirono UK come leader mondiali della tecnologia. Si svilupparono industrie interamente nuove: automobile, chimica, energia elettrica. Grazie anche agli articolati programmi universitari.
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