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Lo schema è ordinario, la fotografia riprende e amplifica il concetto di raffinatezza estetica

attraverso la luce

La foto è rialzata dal livello del terreno.

serve a descrivere la mole dell’edificio, c’è attenzione per le

Prospettiva accidentale:

superfici e per la massa dell’edificio e la sua dimensione spaziale.

l’ombra interna del portone è più

Le ombre sono portate (panni stesi, persone per strada) ma

profonda e scura, per cui non vedo cosa c’è all’interno.

I bordi: nel bordo inferiore ci sono i panni, il bordo superiore è preciso con la fine della punta

della torre.

Il fotografo decide attraverso i bordi di creare un mondo a parte.

Tagliare o meno il soggetto nominale: includerelo significa accettarne il significato

antropologico. Il soggetto nominale è il palazzo, la fotografia celebra l’imponenza e la massa

dell’edificio e lo ambienta in un contesto più ampio, dando una interpretazione anche storica

alla fotografia.

Sopra e sotto i bordi si sforzano di contenere sia il palazzo sia il volgo contrapponendo

temporaneo (volto e panni stesi) con l’eterno (edificio).

La strada divide a metà la fotografia e ha una carrozza al centro, la foto è più statica.

Confronto tra fotografie:

L’ombra più è contrastata e più diviene drammatica.

L’occhio è portato a guardare e a riconoscere soggetti e studiare la relazioni tra di loro.

4 soggetti eterogenei, il soggetto principale viene mostrato di fianco e non di facciata

gesto di negazione dell’ufficialitá dell’edificio o più

(edificio la zisa di palermo) 8

semplicemente è un fatto di mercato, sono state fatte tante facciate frontali dello stesso

edificio e allora il fotografo fa vedere un aspetto diverso.

Albero e edificio sono messe fianco a fianco.

La ruota del carretto sotto l’ombra è al centro dell’inquadratura, tavolino e sedia a sinistra, la

L’uomo

silhouette di un uomo a destra e altri elementi, che rendono lo spazio meno spoglio.

e gli altri elementi sono messi anche per un fattore di scala in confronto all’edificio.

Fotografia ambiziosa di relazione tra le cose. L’ombra è un veicolo importante per guidare

l’occhio all’interno della fotografia. L’ombra arriva da un elemento esterno alla fotografia, si

arrampica sul muro e mi porta sull’albero e mi mostra il sentiero che prosegue nella parte

destra della fotografia. La foto è in movimento per queste ragioni.

La linea dell’orizzonte viene messa in continuità con la linea del duomo di milano formano

-

una linea continua all'interno dell’inquadratura, la foto descrive un soggetto come se fossero

due rettangoli bidimensionali (cielo cattedrale e paesaggio cattedrale).

- Teatro di Genova 1: punta di vista sopraelevato, ombre che formano una forma geometrica

simmetrica, elemento centrato. Carrozze sulla strada (movimento del volgo) e colonne del

teatro (statuarietà). 9

- Teatro di Genova 2: non più centrato e simmetrico. Sacrifica un lato per far vedere gli

elementi più a sinistra (strada, negozi,tende) ed elementi di topografia.

Statua in cima la facciata e carrozza con cavallo in basso alla foto che coincide col bordo

(ruote leggermente tagliare dal bordo).

Rappresenta uno spazio pubblico insieme al teatro.

Data di nascita della fotografia: 1839

Immagine fotografica ottenuta con il processo della dagherrotipia,

Dagherrotipo:

inventato nel 1837 da L.-J.-M. Daguerre. Esso forniva un'unica copia positiva, non

riproducibile, su supporto in argento o rame argentato sensibilizzato, in camera

oscura, mediante esposizione a vapori di sodio.

La calotipia o talbotipia è un procedimento fotografico per lo sviluppo di

Calotipo: 10

immagini riproducibili con la tecnica del negativo / positivo. Messo a punto da

William H. Fox Talbot. La calotipia permette di produrre copie di un'immagine utilizzando il

negativo, la qualità della stampa risulta però inferiore rispetto al dagherrotipo, specialmente nei

dettagli. Inoltre, la possibilità di ottenere immagini riproducibili, non rendeva il prodotto calotopico

prezioso come l'opera unica del dagherrotipo.

Laccatura in nero della lastra, che trasformava il negativo in ambrotipo;

Ambrotipo:

in alternativa si sistemava la lastra su un panno nero.

Il ferrotipo venne descritto e introdotto nel 1853 in Francia da

Ferrotipo (tintype):

Adolphe-Alexandre Martin, che voleva velocizzare il lavoro degli sviluppatori delle

lastre fotografiche. Basando il suo processo sull'ambrotipo, Martin sostituì la lastra di

vetro con una lastra di ferro nera coperta di collodio.

Nel campo della fotografia c’è il problema dell’origine.

con l’invenzione tecnica.

Coincide

La fotografia nasce nel 1839.

Negli Anni venti e trenta dell’800 conducono sperimentazioni attorno a questa invenzione:

l’ottica, possibilità di fissare le immagini proiettate da una lente su materia, studio delle

chimiche a base di argento e l’ossidazione di questo. L’elemento chimico che

sostanze

viene lavorato e applicato a supporto fisico è l’argento. L’argento è sensibile alla luce, con il

tempo tende ad annerire ossidandosi.

Questo principio è alla base della fotografia: la luce proiettata dalla lente viene posta su una

superficie sensibilizzata che può annerirsi.

In natura esistono materie e elementi chimici che si modificano più di altri e più rapidamente

alla luce. Si ha un supporto rigido e bisogna realizzare un sale a base di argento in modo da

essere diluito e steso sulla superficie, una volta asciugato non perde la sua sensibilità alla

luce. Il supporto sensibilizzato nelle aree più chiare tende ad annerirsi, nelle aree più scure a

schiarirsi: nasce così il negativo.

Ci sono alcune osservazioni tecniche diventano quella cosa che noi oggi chiamiamo

fotografia, elementi fondamentali sono l’ottica e la chimica: una lente, l’argento sensibile alla

luce, sali utilizzabili per sensibilizzare una superficie e tanti altri elementi vengono messi

insieme in una serie di esperimenti che producono un oggetto. Negli anni venti e trenta ci

sono maggiori studi che portano a un perfezionamento delle tecniche.

La fotografia produce immagini analoghe al reale, il cammino della fotografia è un

avvicinamento all'immagine perfetta. Il rapporto tra tecniche, invenzioni e ricerca e quello

che ciascuno pensa.

La tecnica non è l’unica cosa, sicuramente riconosciamo un problema particolare: le origini.

c’è prima e dopo?

Quando nasce? Chi la fa nascere? Cosa

Non esisteva nell’800 un metodo che permettesse immagini così precise. L’immagine

diventa un oggetto.

Dürer (la grande zolla erbosa) dipinge cose pratiche, cose ordinarie e comuni, dando la

dignità di un quadro. Investe su cose umili, come fa anche la fotografia. 11

Saenredam (de grote kerk) : dipinto. Decentramento della prospettiva, non è dritta per dritta,

la profondità di campo è massima, se la profondità di campo è ampia tutto è descritto dando

a ogni cosa lo stesso peso.

La prospettiva è mondana (come in Atget), la prospettiva accidentale è un segnale di un

atteggiamento mondano, per riprodurre le forme che esistono con il loro valore.

Il punto di vista inusitato nel linguaggio fotografico è un problema di tempo, se questa

prospettiva accidentale è una tensione di una persona che entra in chiesa e ancora non ha

deciso cosa fare, la chiesa è uno spazio, dove è presente un elemento di accidentalità, è lo

sguardo di una persona che sta entrando nell’edificio e si sta muovendo, non di un fedele

che va a pregare. L’occhio dello spettatore si muove in continuazione, non ha un punto

preciso in cui si ferma, i punti di attenzione sono molteplici.

Non ci sono ombre portate. La luce entra da fuori, luce mondana, quello che viene

rappresentato è un pezzo di mondo. Nel dipinto la geometria è molto forte. 12

Peter Galassi disse che la storia della fotografia sta nella storia della cultura occidentale e

la sua produzione di immagini, il bisogno di fotografia si rintraccia già prima dell’800.

negli anni venti e trenta dell’ottocento?

Problema origini fotografia. Perché

Prima della fotografia: Galassi sostiene che non dobbiamo fermarci agli aspetti tecnici della

fotografia per definirla. Non fermiamoci alla lastra di metallo, alla lente e ai sali. In termini

culturali la fotografia porta una volontà di descrizione molto accurata e la possibilità di tirare

immagini non più uniche, ma fotografie che possono circolare ampiamente.

Tutti questi elementi esistono da tanto tempo, la fotografia è il risultato di una esigenza

in un’unica soluzione.

occidentale

Foto di Louis de Clerq, portale d’ingresso, denderah: la fotografia descrive in un modo nuovo

le cose che prima erano espresse diversamente, ades con il disegno o con i geroglifici. I

un errore nel

geroglifici andavano studiati attraverso una riproduzione su carta, se c’era

disegno tutto poteva cambiare significato. Con la fotografia questo problema non c’è più.

Fotografia frontale, tecnica e descrittiva, funzionale a un bisogno. Peter Galassi usa questa

foto come frontespizio per il suo saggio “prima della fotografia”. La visione frontale è

simmetrica e crea geometrie, è la spersonalizzazione massima dell’inquadratura. Manca la

parte inferiore, non si vede il terreno. È una rappresentazione spaziale. Non ci sono punti di

riferimento, c’è distorsione ottica, la macchina è puntata dal basso verso l’alto. Il fotografo

vuole fotografare il portale, la fotografia è l’esito tra il fotografo e il soggetto che ha davanti

che è un soggetto principale nella fotografia dell’800. Il cielo dietro è piatto e uniforme.

Jules Itier fotografa lo stesso portale da un altro punto di vista con un dagherrotipo. 13

Antonio Beato le temple d’hator a denderah, egypt: fotografa il portale ma non il passaggio,

si è spostato a sinistra e riprende il tempio sullo sfondo pur avendo la colonna in primo

piano, lasciando dentro il portale una cornicetta di cielo bianca. È un fatto formale e di

eleganza.

Spostarmi lateralmente significa cambiare la configurazione delle cose che stanno dislocate

davanti a me. È anche un forma di censura fotografica, spostandosi nello spazio si

nasconde dall’ inquadratura mostra cose e ne nasconde altre.

Thomas Jones, (a wall in naples), olio su tela: punto di vista frontale, ombra portata molto

forte sotto la finestra. La frontalità dell’oggetto risuona con la frontalitá dell’oggetto

fotografico. Schiaccia la prospettiva, diventa astratta. C’è una profondità resa grazie alle

ombre portate dei panni stesi e del balconcino.

Le fronde dell’albero sono bidimensionali sono più scure e più chiare in diversi punti, c’è uno

spazio tra albero e muro anche se non è ben visibile. L’ombra dovuta alla luce frontale ci

scandisce un tempo.

Joseph Nicephore Niepce (1765-1833)

Di mestiere fa l’inventore, capisce che c’e un potenziale nell’argento. Parte dall’idea di

dell’immagine grafiche, produce una eliografia su lastra di metallo, i primi

riproduzione

risultati sono orrendi, ma continua i suoi esperimenti.

Qual è la più antica fotografia giunta fino a noi? Di Niepce “veduta dalla finestra a le gras”

1826-27 anche se in realtà Niepce la definisce più una eliografia.

È l’esito di lungo tempo di esposizione e di esperimenti con sale e catrame per vedere

come reagiscono alla luce; tecnicamente è una fotografia realizzata in uno studio controllato,

un gabinetto scientifico con luce e temperature controllate. La veduta è fotografata dalla

finestra da questo studio. Produce un negativo da cui poi trarre un positivo. 14

Louis Jacque Mandè Daguerre (1787-1851)

A Parigi gli ottici creano strumenti utili per i pittori e futuri fotografi, Daguerre è un

imprenditore che sente che Niepce sta facendo esperimenti.

Diorama: è una forma di spettacolo che consiste in una struttura circolare o semicircolare

che prevede una piattaforma centrale per gli spettatori attorno alla quale si sviluppa un

dipinto di grandi dimensioni iperrealistico, azionato e messo in modo e illuminato con luci

variabili, che rappresenta vedute di città o rappresentazioni di battaglie famose, in modo da

simulare lo spettacolo.

Daguerre è imprenditore dei diorami e pittore dei diorami.

Si fa progettare dallo stesso ottico di Niepce delle lenti per i suoi dipinti realistici, viene così a

sapere del lavoro di Niepce e decide di proseguirlo.

Fotografa fossili di conchiglie su lastra di metallo in positivo, il dagherrotipo su lastra di

metallo con sale e argento è visibile solo con determinate condizioni di luce, con il tempo

tendono a ossidarsi. Il dagherrotipo è in positivo diretto in copia unica.

Fossili e conchiglie: precisione dei bordi, al centro c’ un’ammonite, sembra il bersaglio della

fotografia.

Elemento autobiografico implicito: l’archivio del fotografo è il suo diario visivo.

Huit heures du martin: più antica foto in cui compare un umano. Daguerre fotografa dal suo

studio.

Nella fotografia dell’800 le cose che si muovono non si riescono a rappresentare. La

fotografia dell’800 è di cose o persone che si possono fermarsi davanti la macchina

fotografica. Di sicuro non i lavoratori.

Si vedono le macchine, i palazzi, ma non i lavoratori,p che sono sempre in movimento.

Charles negre, chimmey sweeps walking: tre persone messe in posa di cammino per

rendere l’idea di movimento.

William Henry Fox Talbot

Lavora nella campagna inglese, proprietario terriero, è un intellettuale inglese, poligrafo: con

la matita delinea dei contorni.

Disegno fotogenico: Sensibilizza delle carte producendo un negativo e usando questo

all’infinito. Dal punto di vista dei dettagli è povera,

come negativo come matrice riproducibile

ma tempisticamente è più rapida, in particolare nel momento in cui Talbot capisce che non è

necessario aspettare tot tempo che la carta si annerisca, capisce che avviene anche in un

tempo breve “scoperta dell'immagine latente”, rendendo molto più rapidi i tempi di

esposizione.

Oggi i negativi su carta li chiamiamo “carte salate”.

The open door: scopa da sola, rimanda alla pittura fiamminga. La scopa è precaria. Crea

una diagonale nell’inquadratura, parallela all’ombra che sta sulla porta aperta. La fotografia

è statica, istantanea.

Vanga e scopa sono forse rappresentazioni della morte. 15

Hippolyte Bayard

1801-1887

Fotografo parigino nei anni 30-40.

Si distingue perché lavorò a una idea tecnica che prevedeva la produzione di positivo su

carta.

Fotografia: la boutique d’epicier. Più chiara e precisa dato che il negativo veniva cerato.

Le noye (l’annegato), fotografia con titolo. È un autoritratto che evoca il dipinto

dell’assassinio di Marat. Il titolo descrive quello che noi vediamo. Il soggetto si trova in uno

studio, avvolto da una coperta, accanto al corpo un cappello, un grosso elemento circolare

che occupa una parte importante di foto. Dialettica tra figura organica e geometrica,

Il cappello è in penombra. La luce sul corpo è intensa, in modo da esaltare il pallore.

C'è una lunga descrizione sul retro della fotografia, dove il titolo viene soiegato attraverso

nel quale Bayard spiega chi è l’annegato.

una messa in scena. È un racconto di finzione

L’annegato è Bayard, un fotografo, che per non aver visto riconosciuto il proprio lavoro si è

gettato nella Senna ed è annegato. Critica il governo che ha dato troppo a Daguerre e nulla

a Bayard.

-Impersonalità della fotografia tema molto importante.

Nel tempo però i fotografi iniziano a fare opere molto più personali. Il tema della corporalità è

emerso nella cultura fotografica. -

Bayard si autoritrae nel suo giardino con gli attrezzi da giardinaggio sparsi per terra.

Doppio autoritratto: il tempo di esposizione è molto lungo, dopo che si colloca la macchina e

si apre l’otturatore uno si mette in posa. Bayard ha impressionato la lastra due volte per

simulare due volte la sua persona.

Hill & Adamson

David Octavius Hill e Robert Adamson (1800)

Negli anni 40 nasce una scuola del calotipo francese, mentre in gran bretagna attorno a

talbot una scuola del calotipo inglese.

David Octavius Hill è stato un fotografo e pittore scozzese. Lavorò con Robert Adamson,

producendo notevoli ritratti per il procedimento della calotipia.

Hill: the disruption painting. Grande convention, Hill deve ritrarre tutti le persone, e per farlo

realizza foto con il calotipo. Lui e Adamson collaborano per ritrarre le persone. Usano la luce

naturale, fotografano le persone singolarmente.

Costruire una immagina: dare all’immagine una struttura visiva.

Mrs Elisabeth: moglie di un pescatore con abiti tipici e elementi tipici (tiene una cesta). La

gonna è a righe, in modo da esaltare le pieghe e le ombre. Volto tre quarti guarda a destra,

cesta e mani verso sinistra.

Ritratto di tre uomini: contrasto dei pantaloni sporchi con il resto della foto. Incide molto nella

rappresentazione delle classi del lavoro.

Fotografia realistica, ma sposta il peso su una tonalità più scura, rendendoli più sporchi della

realtà.

Mr Laing or Laine: tennista del 43, nella posa in cui si mette si registra dinamicità.

L’inventore: elementi del compasso e del libro. Paragone con Lissitzky, fotografa anche lui

un inventore, compasso e mano sono fuse con il viso e lo sguardo.

Rovine di St. Andrews di Adamson: con il calotipo le foto di rovine sembrano più romantiche.

sono dentro la cultura romantica, fotografano rovine, cimiteri…

I calotipisti 16

Gli anni 40 periodo del dagherrotipo e calotipo. Anni 50 passo avanti significativo dal punto

di vista tecnologico. Sviluppo di materiali sensibili che realizzano negativi più sensibili

(tramite la tecnica del collodio che prevede una gelatina che sensibilizza quello che si

vuole). Si sensibilizza il vetro. Negli anni 50 si arriva anche al collodio secco. Si arriva alla

stampa albumina.

La fotografia inizia così a documentare i viaggi.

// Immagine fotografica: rappresentazione smaterializzata con un bordo, una didascalia e

una dimensione. Dimensioni della fotografia: elemento fondamentale che stabilisce un dato

dell’oggetto fotografico, più le dimensioni della fotografia sono grandi più l’immagine sarà

grande.

Oggetto materiale: include l'immagine e la biografia della fotografia. Oggetto materiale con

un bordo, una dimensione, uno spessore, con una determinata carta e altri dati analizzabili

visivamente e tattilmente che esiste nello spazio.

Punto di vista: luogo materiale dove mi posiziono io per fare la fotografia e creare una

prospettiva. (Ad es. frontale o accidentale) la situazione concreta che vive un fotografo è la

realtà spaziale.

Inquadratura: è un problema successivo del fotografo. Inquadrare significa mettere dentro il

quadro cioè cosa mettere dentro il bordo. Il bordo divide ciò che sta dentro, che diventa un

sistema di segni in relazione tra loro a seconda di come è posta l’inquadratura, da quello che

sta fuori.

Delacroix: rapporto fotografi e artisti. Questione di fondo: la fotografia è arte?

Che cosa è arte?

Gli artisti iniziano a farsi ritrarre con fotografie per rappresentarsi.

I pittori utilizzano la fotografia per sostituire i modelli per gli studi dal vero. Studiano da

fotografie.

Messa in scena teatrale fotografica della fotografia inizia a partire dall’800. 17


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia e conservazione del patrimonio artistico e archeologico
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisaralin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della fotografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Frongia Antonella.

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