Riassunto esame sociologia generale – Prof. D’Andrea
TESTO Il mondo a spirale autore D’Andrea
Università di Perugia - Lezioni Prof. D’Andrea - Testo di riferimento, Un mondo a spirale di D’Andrea
ESAME – Sociologia Generale
Università - Perugia - Unipg
Corso di Laurea – Scienze per l’investigazione e la sicurezza (Narni)
SSD Scienze politiche e sociali SPS/07 SOCIOLOGIA GENERALE
Rielaborazione di appunti dalle lezioni, studio e approfondimenti personali relativi al testo di riferimento
Un mondo a spirale
Spirale = combinazione di retta e cerchio, una delle figure simboliche più antiche. La retta indica il progresso razionale e lineare, il cerchio tutte le altre componenti dei processi sociali che sono più dinamici e si influenzano a vicenda. La spirale non è un’immagine statica, si può avvolgere all’infinito, ed in questo senso rappresenta il mondo e la realtà sociale nei suoi continui ed infiniti cambiamenti.
Michel Maffesoli è un filosofo e sociologo francese la cui opera si caratterizza per l’analisi della società occidentale moderna, in cui evidenzia la crisi del modello cartesiano di razionalità e l’emergere di nuove forme di socialità da lui definite post-moderne. Secondo la sua definizione il post moderno nasce dalla sinergia tra lo sviluppo tecnologico attuale ed il ritorno a forme di relazione, comunicazione arcaiche, caratteristiche delle società tradizionali. Secondo M. i riti tipici della società moderna, come il consumismo, lo sport, la comunicazione di massa sono di fatto slegati dai paradigmi tipici della società occidentale, costituiti dalla razionalità, dal progresso, dalla centralità dell’individuo, dalle ideologie e dalla politica.
In questo nuovo universo agli ideali della ragione si sostituiscono sentimenti ed emozioni, diminuisce l’individualismo e si fa strada il nuovo concetto di Tribù, cioè la creazione di reti e piccoli gruppi di persone che sono aggregazioni effimere ed in continuo movimento.
Cap. I - Via Lattea
La spirale è uno dei simboli più antichi. Deriva dall’unione tra la linea retta ed il cerchio, due modi simbolici di rappresentare graficamente lo scorrere del tempo. La spirale è poi la figura base su cui sono costruiti i labirinti, anch’essi simbolicamente legati al discorso dell’iniziazione e della conoscenza di sé.
Ogni capitolo del libro fa riferimento ad una costellazione. Costellare vuol dire essere presenti qua e là su una superficie a mo’ di abbellimento, come le stelle in cielo. Costellare un tema, un argomento vuol dire vederne le varie dinamiche che operano in quel tema a livello sistemico.
Via Lattea – originata dal latte sgorgato dal seno di Hera mentre nutriva Ercole e schizzato in cielo. Il richiamo al latte è fatto perché nell’antichità il latte era una bevanda sacra, ancor prima del vino poi fatto conoscere agli uomini da Dioniso, e veniva bevuto anche in modo rituale miscelato al miele nei culti misterici.
Via (cammino) Lattea (segnato e compreso attraverso il latte come bevanda rituale) è un cammino che permette di comprendere la realtà non attraverso la razionalità cartesiana imperante nella nostra cultura, ma recuperando quegli aspetti fatti di intuito, immaginazione ecc. che invece erano predominanti nelle culture antiche.
Sapere e potere
Gestire il sapere, la cultura è un modo fondamentale per mantenere il controllo sulla società. Per gestire il sapere è necessario frammentarlo, separarlo a compartimenti stagni, iperspecializzarlo, in modo che ogni cosa si muova su basi definite e razionali.
Questo modo di organizzare il sapere risale al periodo della Rivoluzione industriale, fino ad allora c’era stata molta più “contaminazione” fra le varie branche della conoscenza. Specializzare il sapere porta a pensare che esista una SOLA cultura, quella appunto scientifica e razionale di matrice cartesiana basata sull’assunto cogito, ergo sum.
Tutte le innovazioni, le scoperte, i cambiamenti sociali che hanno preceduto e seguito la rivoluzione industriale hanno influenzato il sapere in quanto progresso scientifico e portato a far sì che il sapere servisse anche al potere, cioè al rafforzamento del potere statale e religioso.
Da questa concezione nasce la grande separazione tra potere/sapere da una parte ed il resto del mondo immerso in una quotidianità senza qualità.
Tra l’altro le prime scoperte tecnologiche, come il microscopio, fanno capire come la realtà sia diversa da quella che normalmente percepiamo. Quindi si comincia a cercare un metodo scientifico per stabilire fatti certi. Ma questo non è possibile. Per quanto si vada a fondo nella ricerca e nella conoscenza si trova sempre un ulteriore livello da indagare e non si sa mai se è quello “finale”.
Per quanto si scompongano gli atomi in particelle sempre più piccole alla ricerca di quella che è alla base di tutto, poi ci si accorge che queste misurazioni, questi esperimenti non possono mai essere perfetti, c’è sempre qualcosa che sfugge e finisce per influenzare tutto il resto in modo imprevisto. L’effetto farfalla (di cui parla il matematico Lorenz, tecnicamente definito come dipendenza sensibile dalle condizioni iniziali) è proprio questo: la capacità di non poter determinare quale sarà l’effetto finale ed imprevisto di una certa azione, di un esperimento, perché man mano che l’esperimento va avanti ci sono piccoli punti di crisi, piccoli mutamenti che non vengono percepiti, che però fanno sì che alla fine il risultato finale sia diverso da quello atteso e possono avere effetti assolutamente imprevisti.
Invece in genere gli scienziati non si curano di questo e continuano ad usare un metodo basato esclusivamente sull’approccio razionale.
Sapere e fiducia
Nel XVII sec. il sapere non è più solo appannaggio della chiesa, ma comincia a diffondersi anche fra i laici, vengono create le prime società scientifiche, si fanno molte scoperte e così la scienza nel senso di sapere scientifico e razionale diventa il modello di ogni forma di sapere.
Si rafforza quindi la divisione tra il sapere degli “esperti” (gli scienziati) ed opinione comune, che man mano diventa sempre meno importante, sempre meno seguita, mentre gli scienziati diventano un punto di riferimento da cui non si può prescindere; c’è un ottimismo generale nei confronti del progresso (si pensa che tutto migliorerà sempre, pur senza averne nessuna certezza).
In conseguenza di ciò le persone comuni – non avendo accesso agli strumenti culturali che gli permetterebbero di capire cosa sta succedendo nella realtà – sono sempre più insicure circa la loro vita ed il futuro. Quindi nel nostro mondo da una parte assistiamo ad un grande aumento dell’autorevolezza scientifica e dall’altro a grande sfiducia e diffidenza nei suoi confronti. Perché prima si è pensato che la scienza potesse risolvere tutti i problemi e poi ci si è resi conto che non era così.
Fino ad un certo punto nel mondo esisteva un sapere diffuso per cui tutti sapevano fare un certo numero di cose (conoscenza ordinaria di Maffesoli). Con la specializzazione del sapere questo si è perso ed ora ci troviamo a vivere in un mondo in cui si pensa che occorrano professionalità particolari per ogni compito che si deve svolgere.
Ma nella realtà quotidiana si pensa, si agisce e si vive non secondo questo schema. L’uomo fa molte più cose di quanto pensi e le fa meglio di quanto non creda.
La vita è contraddittoriale.
Soggetto/Tribù
Da una parte secondo Maffesoli c’è l’individuum, quello che non è ulteriormente separabile, (atomo), portatore del sapere specialistico e specializzato. In questa figura si cerca un solido fondamento culturale alla visione del mondo, che sia anche rassicurante. Però ben presto si vede che non è così, l’uomo, il suo IO è un groviglio di serpenti (Nietzsche), cioè qualcosa di incontrollabile, pieno di pulsioni, immagini, desideri, insomma di tutto ciò che non è razionale.
Secondo Maffesoli bisogna tener ben presente l’interazione (WECHSELWIRKUNG) tra uomo e ambiente. In quest’ottica bisogna recuperare la corporeità umana, il concreto, il piacere dei sensi, l’emozionalità, tutti aspetti contraddittoriali con il concetto di individuum, ma invece ben presenti nella realtà e nella vita di ogni giorno. L’uomo è contemporaneamente dentro e fuori della natura, e ne deve essere consapevole.
Per Maffesoli individualismo e tribalismo sono due facce di una realtà complessa. Il tribalismo (gruppi che cercano un ritorno ai valori arcaici della società senza però scopi ben definiti come erano quelli della tribù in origine, come per es. stare insieme per cacciare o proteggersi dai nemici) è per Maffesoli una visione post-moderna (post moderna nel senso di sinergia tra lo sviluppo tecnologico tipico della nostra epoca ed il contemporaneo ritorno a forme arcaiche di vita) della Tribù. Il soggetto post moderno è impegnato in una formazione infinita che lo lega al mondo pur conservando allo stesso tempo le sue caratteristiche specifiche.
Formismo
Altra teoria di Maffesoli che dice che la nozione di forma (che si esprime appunto nel formismo) ci fa accedere a una struttura specifica che ci fa considerare la realtà come una globalità, con una stretta connessione tra contenuto e contenente. Ci permette di individuare il quadro generale di riferimento, pur lasciando la possibilità di manifestare all’interno di questa cornice le proprie pulsioni, emozioni, sogni.
Secondo Maffesoli il sapere da ricercare è ben diverso da quello “ufficiale” che la rivoluzione scientifica ci fa ritenere l’unico possibile. L’uomo deve quindi affrontare un movimento a spirale, un percorso per cui si passa e ripassa dagli stessi punti, in modo che ritornando su certi contenuti è come se li si osservasse (e comprendesse nuovamente) da un livello diverso e superiore.
Il progresso non procede in linea retta da A a B, è un cammino variegato, irregolare di avanzate, fermate, retrocessioni che alla fine portano alla conoscenza ed alla consapevolezza. Maffesoli afferma che questa comprensione è possibile grazie anche alle immagini, che, preesistenti alla parola, hanno permesso e permettono di comunicare secondo questa struttura variegata (labirintica).
Cap. 2 – Capricorno
A volte ciò che sembra incomprensibile diventa comprensibile se si guarda da un altro punto di vista, utilizzando strumenti culturali diversi da quelli abituali.
Il Capricorno è un animale di fatto inclassificabile (metà capra e metà pesce, a mezzo fra cielo e terra) e confrontarsi con esso vuol dire cercare di ignorare le parti più confuse e nascoste del nostro essere. Il mito del Capricorno rimanda alla nascita di Zeus, sfuggito alla morte che il padre voleva dargli, allevato dalla ninfa Amantea con il latte di capra, che poi Zeus renderà immortali.
In molte situazioni più che “leggere” le storie con razionalità vanno “sentite” con tutti gli altri sensi, per ritrovare un’esperienza in cui corpo, spazio e luogo si uniscono a creare un legame affettivo che è il legame della vita.
Ragione
Molto spesso nella storia della cultura un determinato punto di vista diventa egemone, mentre in realtà la cultura è un processo in continuo divenire, una forma di comunicazione in cui chi parla e chi ascolta devono usare lo stesso
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