Sociologia del benessere
Caratteristiche della postmodernità
La postmodernità è caratterizzata da tre punti fondamentali:
- Indeterminazione, essendo essa ricca di ambiguità e rotture dal punto di vista della conoscenza e dei linguaggi;
- Frammentazione, in quanto il postmoderno sconnette le precedenti sintesi sociali e culturali;
- Delegittimazione, processo che investe tutti i codici dominanti, autorità e istituzioni;
- Condizione di difetto del sé: il senso del sé risulta infatti mancante, con confini fluidi e una pluralità di sfaccettature meno durature e profonde;
- Impresentabilità dell'arte: che rifiuta la rappresentabilità del reale, preferendo il mistero;
- Ironia, strumento con cui il postmoderno si presenta, oltrepassando silenzio e morte nell'allegoria e nel dramma;
- Ibridazione tra generi e rappresentazioni;
- Performance, in quanto i testi presentano una forte dimensione teatrale;
- Costruzionismo della realtà grazie all'espressione dei soggetti;
- Immanenza, in quanto l'uomo estende sé stesso diffondendo i propri sensi percettivi in linguaggi, media e nuove tecnologie, in continuità con il concetto di media come prolungamento dei nostri sensi teorizzato da McLuhan.
Prospettive culturali secondo Habermas e Debord
Secondo Habermas, la cultura postmoderna è caratterizzata da una propensione alla spettacolarizzazione che investe tutte le attività, guidate dalla moda e dal culto del nuovo. Per Debord, infatti, lo spettacolo rappresenta la struttura portante della società dei consumi, sempre più immateriali. L'immagine prende il sopravvento anche nella comunicazione didattica e scientifica, prevalendo sui testi o rendendoli più coinvolgenti grazie alla multimedialità, generando tuttavia un sovraccarico simbolico nei soggetti, che da parlanti diventano parlati.
Teoria sociale di Bauman
Bauman sostiene invece che l'ordine sociale sia lo spazio controllato contro la devianza attraverso posizioni di status e ruoli codificati, ma anche una pianificazione urbana di luoghi simmetrici, in linea con una società che controlla le mosse degli abitanti e produce così omologazione. Il disagio del passaggio da modernità a postmodernità consiste quindi nell'aumento della libertà che produce insicurezza al momento dell'assemblaggio e dell'auto-costituzione, riconducibile alla fine della suddivisione del mondo in blocchi e dell'indebolimento delle relazioni interpersonali improntate ora al consumismo sregolato. La crisi dell'individualismo moderno consiste infatti nell'indebolimento delle strutture solide, che rende impossibile la ricostruzione dell'identità: da ciò deriva un nuovo senso di incertezza, rafforzato da relazioni che non vanno oltre la soddisfazione immediata e non comportano diritti e doveri durevoli. Mentre l'identità moderna del pellegrino era finalizzata a vivere verso un progetto, in un tempo lineare dotato di passato e futuro, l'identità postmoderna non è solida o cumulabile, ma si sviluppa in una successione di eventi senza consequenzialità, motivati dalla logica di evasione e leggerezza.
Tipologie di spazi urbani postmoderni
Nelle città postmoderne distinguiamo:
- Luoghi etnici, in cui si fronteggia la diversità separandosene (es.: ghetto);
- Luoghi fisici, in cui si è indifferenti alla differenza, evitando di interagire con alter (es.: supermercati);
- Non luoghi, in cui non ritroviamo simboli di identità e storia (es.: aeroporti), in quanto si tratta di luoghi di passaggio vissuti passivamente che si somigliano ovunque si trovino;
- Luoghi antropologici (teorizzati da Augé), deputati a relazione, memoria e soddisfacimento dei bisogni degli individui anche in termini di crescita. Essi presentano caratteristiche: identitarie (in quanto definiscono chi vi abita), relazionali (poiché individua i rapporti reciproci tra i soggetti che vi appartengono) e storiche (rammentando ad essi le proprie radici);
- Infine, gli alti luoghi sono spazi urbani di socialità plasmati da affetti che favoriscono l'espressione delle comunità che li abitano, in quanto in essi vengono celebrati i culti.
Il nomadismo secondo Maffesoli
Maffesoli analizza la condizione di nomadismo come stile di vita postmoderno. Il nomade sceglie la sua condizione errante e tende alla de-costruzione del senso di identità fissa e assimilazione o omologazione, preferendo fluidità, frammentazione ed eterno divenire. L'io si esprime quindi nei luoghi che abita e nelle relazioni che instaura attraverso le esperienze, in cui si affida volontariamente al prossimo non possedendo una identità fissa.
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