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IL PREGIUDIZIO
Il pregiudizio è un'antipatia fondata su una generalizzazione falsa e inflessibile.
Può essere diretto verso un gruppo nel suo complesso o verso un individuo in quanto membro di un
gruppo.
Il pregiudizio ha tre componenti:
1. Componente Affettiva
2. Componente Cognitiva: stereotipi ovvero credenza sugli attributi personali dei membri di un gruppo
(positive o negative). Sono sovra generalizzati, imprecisi e resistenti alle nuove informazioni (bias di
conferma)
3. Componente Comportamentale: discriminazione ovvero comportamento negativo ingiustificato
verso i membri di un gruppo.
Lo Stereotipo è una rappresentazione schematica sugli attributi personali dei membri di un certo gruppo
sociale (sono difficili da cambiare per colpa del bias di conferma). Sono principalmente di tipo negativo ma
esistono anche quelli positivi.
Evoluzione storica
• 800 o primi del 900
razzismo scientifico: con la diffusione del darwinismo sociale si crede normale che ci siano razze più evolute
e razze meno evolute e quindi, in base a specifiche caratteristiche, ci sono razze superiori e razze inferiori (la
massima rappresentazione di questa idea è la selezione radicale dei nazisti).
• anni 20/50
Il pregiudizio viene visto come un processo anomalo e espressione di una personalità patologica. Questa
concezione deriva da tutti gli eventi che sono accaduti durante la Seconda guerra mondiale. Si pensava che
tutto ciò fosse correlato da patologie
•anni 60/90
Il pregiudizio viene visto come qualcosa di ordinario, frutto di normali processi cognitivi e motivazionali.
Ci sono delle situazioni che possono esplicare il nostro pregiudizio in quanto siamo tutti portatori di
pregiudizio.
- Intergroup Bias: quando distinguo due categorie mi viene automatico avere pregiudizi verso l’altro gruppo
•concezione attuale
Il pregiudizio è un processo automatico e assume numerose forme e può essere quindi più o meno
manifesto, indiretto e ambivalente (ovvero pregiudizi anche di tipo positivo ma che dimostrano sempre i lati
deboli)
•Il pregiudizio come caratteristica di personalità
- Carattere autoritario di Adorno
Il pregiudizio è frutto di una personalità antidemocratica caratterizzata da adesione rigida ai valori della
classe media, tendenza a ragionare rigidamente in termini di ingroupe e outgroup.
C’è quindi una personalità specifica che ha come caratteristica il pregiudizio, e nasce in ambienti familiari
composti da genitori punitivi, rigidi, esageratamente interessati al potere che esigono un’obbedienza
assoluta. Padre dominatore e madre restrittiva. Il bambino percepisce un conflitto interno caratterizzato dal
risentimento nei confronti dell’autorità (odio verso padre e madre) ma allo stesso tempo da un bisogno di
sottomettersi a tale autorità in quanto figura di riferimento.
La frustrazione che deriva dalla severità educativa conduce l'individuo a cercare uno sfogo che, non potendo
indirizzare verso l'autorità, si indirizza verso chi è inferiore.
Queste teorie si sono state criticate attraverso l’osservazione del fatto che la diffusione dei pregiudizi
vari in base ai contesti storici
Es. ebrei e nazisti: impennata in un determinato periodo, non posso essere nate solo persone con
caratteristiche di personalità autoritaria
•Pregiudizio contemporaneo
A partire dagli anni 70 l'espressione pubblica del pregiudizio nelle società democratiche è diminuito, in
quanto le norme sociali lo rendono non socialmente accettabile. Da questo punto in poi si è cisto come
possano esistere due forme di pregiudizio:
- Pregiudizio manifesto: classiche forme e espressione di pregiudizio
- Pregiudizio latente: forme di pregiudizio maggiormente accettate dal punto di vista sociale. Viene esaltato
il primato del proprio gruppo di appartenenza e rimarcato, anche in modo esagerato, le differenze culturale
tra ingroup e outgroup (pregiudizio benevolo)
Inoltre, si crede che alcune componenti del pregiudizio si attivino in maniera automatica: se abbiamo uno
stereotipo radicato nella nostra cultura, avremo dei pregiudizi automatici anche se poi, ragionandoci
sopra, non li condividiamo.
Secondo il modello della dissociazione di Devine persone con alto o basso pregiudizio sono ugualmente a
conoscenza di stereotipi ma differiscono nella motivazione a controllare l'attivazione automatica.
Razzismo riluttante: ambiguità tra ciò che si pensa consapevolmente e ciò di cui non si è consapevoli.
- Nello studio di Gaertner e Dovidio, i partecipanti, dopo aver letto il profilo di un candidato, decidevano se
raccomandarlo per una determinata posizione lavorativa. In una condizione, il candidato veniva presentato
come fortemente qualificato, in una seconda condizione come poco qualificato, in una terza condizione il
profilo era ambiguo. Il candidato poteva essere un bianco o un afroamericano.
Non c’era differenza nella valutazione di candidati bianchi e neri (no bias razziale) quando il profilo era forte
o quando era debole; si raccomandava in misura maggiore il candidato bianco rispetto al nero, quando il
profilo era ambiguo.
Quindi il pregiudizio comprende qualcosa di consapevole e qualcosa di automatico, e può essere composto
da valutazioni positive e negative del gruppo bersaglio.
Il modello del contenuto degli Stereotipi tiene conto dell’ambivalenza degli stereotipi che caratterizzano i
gruppi sociali: infatti secondo questo modello gli stereotipi si caratterizzano per due macro-dimensioni che
si possono valutare in base alle relazioni che il nostro gruppo ha con i componenti dell’altro gruppo:
1. Calore: socievolezza. Dipende dal fatto che io percepisca un gruppo come in competizione con me o
meno: un gruppo con cui il mio gruppo si trova in competizione non avrà mai dei tratti di calore,
mentre un gruppo che mi questa indifferenza avrà dei tratti di calore.
2. Competenza: Capacità di essere efficiente nei compiti ecc. Si lega allo status dei gruppi in quanto
gruppi di alto status vengono percepiti come competenti e gruppi di basso status sono incompetenti.
(es. quelli del nord sono competenti, quelli del sud incompetenti)
Molti stereotipi hanno un carattere misto. (es. le persone del nord pensano dei napoletani che sono
incompetenti, che non hanno voglia di fare nulla ma sono molto allegri e gentili)
Questi due livelli danno vita a 4 tipi di pregiudizi:
1. Gruppi di alto status non in competizione: alta competenza alto calore (principalmente pregiudizi
totalmente positivi)
2. Gruppi di basso status in competizione: basso calore e bassa competenza (principalmente pregiudizi
totalmente negativi)
Questi due tipi di pregiudizi non hanno carattere ambivalente
3. Gruppi di alto status in competizione: basso calore ma alta competenza (sia pregiudizi negativi che
positivi)
4. Gruppi di basso status non in competizione: alto calore ma bassa competenza (si hanno pregiudizi
sia positivi che negativi: principalmente pregiudizio di tipo paternalistico es. migranti visti da
persone di alto status “poverini, non è colpa loro, sono simpatici, dobbiamo aiutarli. Però valgono di
meno ma li dobbiamo proteggere”)
Caratteristiche individuali che influenzano la nostra predisposizione al pregiudizio
• Caratteristiche di personalità
-Big 5: modello che cerca di riassumere le principali caratteristiche delle personalità attraverso 5
dimensioni: Estroversione (extraversion); Gradevolezza o amicalità (agreeableness); Coscienziosità
(conscientiousness); Stabilità emotiva o nevroticismo (neuroticism); Apertura mentale (openness to
experience).
Le persone che sono più aperte alle nuove esperienze (apertura mentale), sono quelle che hanno più
amichevolezza e quindi hanno solitamente meno pregiudizio. All’opposto, le persone più chiuse son più
diffidenti nei confronti delle altre persone e sono quelle che possiedono più pregiudizio.
La coscienziosità viene associata positivamente con il pregiudizio, quindi ne sono più inclini.
- Teoria degli anni 60
Le persone che sono più inclini al pregiudizio sono quelli che accettano troppo le norme, che hanno un
pensiero rigido e che credono che tutto debba essere chiaro e rigido, e quindi non tollerano che
qualcuno appare come diverso da quello che sono le altre persone
• Caratteristiche Ideologiche
Atteggiamenti individuali che le persone sviluppano nel corso della socializzazione
- Autoritarismo di destra: (no orientamento ideologico) Tendenza a dare ragione e supporto ad autorità
legittima. Apprezzare gli autoritari e gli autoritarismi (sia di destra che di sinistra).
Durante la socializzazione (teoria dell’apprendimento sociale) e tramite la comunicazione,
principalmente con i padri e con la famiglia, i bambini imparano determinati atteggiamenti che possono
portare a sviluppare una tendenza all’autoritarismo. Le 3 componenti che lo determinano sono:
1. Sottomissione autoritaria: grado di accettazione delle decisioni prese dalle autorità legittime.
L’autoritario si contraddistingue per la tendenza a pensare che se un autorità legittima decide
qualcosa, questa deve essere accettata incondizionatamente; quindi non guarda di buon occhio
chi critica l’autorità leggittima.
2. Convenzionalismo: le idee tradizionali e della maggioranza sono giuste e bisogna conformarsi.
Non devono essere messe in discussione. Si tratta di una maggiore tendenza al conformismo.
3. Aggressività autoritaria: tendenza ad essere aggressivi dal punto di vista sia fisico che verbale
nei confronti dei gruppi “devianti” (minoritari, fuori dalla maggioranza e non convenzionali) che
vengono percepiti come minacce per l’autorità dominante. Inoltre, si tende a pensare che
l’autorità approvi questo comportamento.
Questi si sviluppano durante l’infanzia e l’adolescenza, ma si possono modificare e possono variare
di grado in base alle varie situazioni. Vari studi dicono che in situazione in cui le persone si sentono
minacciate la tendenza all’autoritarismo aumenta. Diventare più autoritari significa maggior
sottomissione all’autorità, maggior conformismo e tendenza ad essere più aggressivi verso coloro
che vengono percepiti come diversi.
- Orientamento alla dominanza sociale: la maggior parte delle società umane si caratterizzano per una
stratificazione gerarchica (non sono mai tutte sullo stesso piano, ci sono delle differenze di status)
perché questa stratificazione sociale è più funzionale e per questo motivo è più o meno accettata da
tutti. Ci sono però delle differenze individuali nel grado di accettazione di questa situazione, e questo
grado dell’accettazione è l’orientamento della dominanza sociale.
Queste du