RIASSUNTO PER ESAME MOLITERNI
LETTERATURA CONTEMPORANEA
Tra gli anni ’50 e ’60 finisce l’ITALIA AGRESTE con il boom economico.
Negli anni ’70 e ’80 ci fu la RIVOLUZIONE DELLE MENTI,
DELL’INFORMATICA E DELL’ELETTRONICA. Parliamo di POSTMODERNO o
POSTMODERNITA’, periodo in cui si innesca il processo del CAPITALISMO
identificato con la globalizzazione e si assiste ad un informatizzazione,
ovvero ad un’esplosione dell'informatica e del digitale.
Ciò porterà ad un'intensificazione della produzione immateriale. Questa fase
produce un nuovo modo di vedere e percepire spazio e tempo. La nuova
cultura frutto di quest’epoca è il POSTMODERNISMO.
IDEOLOGIA DEL POSTMODERNO = perdita della profondità storica, non solo
legata alle emozioni ma anche all’interesse; Perdita della capacità di collégare
fenomeni contemporanei con il passato. II Postmoderno professa la superficie e
predica che il nostro tempo sia quello del PRESENTE.
PASOLINI + CALVINO, seppure in modi versi, hanno la stessa idea di
letteratura come conoscenza del mondo diversa da quella delle scienze esatte.
La Letteratura da loro viene intesa come interrogazione morale anche su
aspetti drammatici. La loro morte infatti segna la scomparsa dell'intellettuale
moderno e il declino dell'idea di letteratura
Più o meno dagli anni ‘80, la letteratura tende a diventare un consumo tra gli
altri, un ornamento. ECO, autore del “ NOME DELLA ROSA”, disse che i romanzi
danno sentire più colti chi li leggono. Notiamo quindi con lui un velo di
ottimismo evidenziato dall’uso di battute, coazione al buonumore, a differenza
di Pasolini e Calvino, con i quali abbiamo Una ricerca della verità drammatica e
tragica.
SCIASCIA è invece una delle figure dei reduci, in quanto dopo la morte di
Pasolini (‘75) continuò a scrivere al suo pasto.
Con gli anni ‘80 riprende la NARRATIVA ITALIANA; Il 1980 è quindi una DATA DI
PARTENZA PER L’ESPLOSIONE DEL POSTMODERNO = LOGICA CULTURALE DEL
JEAN-FRANCOIS LYOTARD “Il
CAPITALISMO. II sociologo francese in
postmoderno" dice che l’uomo degli anni ‘80 deve considerare finite le grandi
narrazioni a causa di tutte le ideologie della modernità che contrappongono
idee diverse da quella del presente. Inizia a penetrate un sapere che crea
consenso, un apparato di filosofia ed estetica che ci droga.
Pulp reportage
Con gli anni ‘90 abbiamo i e i (Gomorra). La letteratura tende
quasi a somigliarci, è elusiva e schiva il tragico. Parliamo di LETTERATURA
CABARET , caratterizzata dal gusto dell'esistenza come teatro (es Francesco
Piccolo). Si tende ad imitate gli altri paesi e generi letterari fatti altrove. Vi è l’
inclinazione all’uso di una MASCHERA, attraverso la quale spesso ci si finge più
radicali e mistici. Vi è il gusto per il racconto, con un prevalente della
Commedia.
Da ricordare la presenza della GUERRA negli anni ’80 e ’90 (guerra fredda , di
contenimento). Nell’89 crolla il MURO DI BERLINO e si arriva a teorizzare la fine
della storia a causa della fine dei conflitti, definiti a bassa intensità perché non
coinvolgono le masse. Vi è un apparente calma e si cerca di promuovere una
storia senza più guerre; ma ciò non era del tutto possibile.
2001 = USCITA DAL POSTMODERNO con la CADUTA DELLE TORRI GEMELLE
= evento avvolto dai media; da quell’anno si scatenano varie guerre e crisi
economiche che durano ancora oggi. Con le immagini dell’11 settembre ci si
rende conto che non è possibile stare senza conflitti. Il postmoderno entra in
crisi con l’emergere di nuove problematiche (TERRORISMO GLOBALE).
2007/2008 = CRISI ECONOMICA EUROPEA = focolare americano, ma poi si
estende ovunque diventando globale e facendo crollare il LIBERISMO (fondato
sul PENSIERO UNICO = MENO STATO + MERCATO).
Comincia a farsi strada IL RITORNO ALLA REALTA' della letteratura
attraverso un dibattito provocatorio, perchè si tende ad occuparsi della
realtà invece che evadere, anche se drammatica.
TEMA LAVORO presente in Molti libri (commerciali), che mettono al centro
intrecci e temi di cronaca sul lavoro precariato o sulla disoccupazione.
RITORNO AL ROMANZO STORICO
ANNI ZERO = le categorie del postmoderno sono insufficienti per affrontare la
realtà. Cambia l'immaginario e si arriva in netta discontinuità rispetto agli anni
‘80/90. II mercato segue dei meccanismi propri che con l'avvento del
capitalismo sono sempre stati lasciati a se stessi. La concezione secondo cui
l'ideale sarebbe “lasciar agire questi meccanismi in maniera spontanea” è
detta appunto LIBERISMO. Si deve però fare attenzione a non confondere il
liberismo con il LIBERALISMO, e nemmeno ci si deve ingannare a credere che
il secondo sia parte integrante del primo. La teoria liberale è riferita alla
politica, quella liberista al sistema economico.
Gli intellettuali funzionali di questo sistema economico del Liberismo, dicevano
che lo STATO era un problema e che bisognava affidarsi al MERCATO per
rientrare nella fase del benessere. LUPERINI dice che avanza un pensiero unico,
una filosofia dominante ovvero un PENSIERO DEBOLE che celebra la fine della
storia; è inutile pensare che ci possa essere ancora un progresso perché siamo
arrivati all'apice delle contraddizioni.
Penetra il NICHILISMO nell'immaginario comune; un’ ideologia, un sapere che
produce il NULLA (non c’è più nulla di cui parlare ). Ma non è un NICHILISMO
TRAGICO, ma MORBIDO in quanto accetta il trionfo della superficialità, non
della profondità.
Tommaso Pincio, pseudonimo di Marco Colapietro (Roma, 19 maggio 1963), è
uno scrittore italiano che nel 2015 ha vinto il primo premio degli editori
indipendenti Sinbad della città di Bari, con il romanzo PANORMA. Dopo aver
frequentato l'Accademia delle Belle Arti, ha esordito come fumettista ed ha
diretto per 10 anni Una galleria d'arte internazionale. Ha vissuto tra la fine degli
anni ‘80h e l'inizio dei '90 a New York come assistente di un famoso pittore;
proprio in questo periodo che cominciato ad avvicinarsi alla scrittura.
Tommaso Pincio collabora regolarmente con la rivista Rolling Stone con pagine
culturali della Repubblica e il Manifesto, occupandosi perlopiù di letteratura
statunitense.
Dice di essersi avvicinato alla scrittura perchè aveva bisogno di raccapezzarsi a
causa del mond troppo ingarbugliato. La letteratura, di fronte a degli intoppi
della vita, sembra essere rassicurante e
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