L'epoca dell'illuminismo
Nel XVIII secolo si sviluppa l'illuminismo, un nuovo modo di vedere la realtà, che rifiuta le visioni teologiche o trascendentali (alchimia) e riconduce l'origine della conoscenza alla razionalità, che distingue l'uomo dagli animali. La ragione deve essere connessa all'utilità, sempre più si inizia a fare riferimento a modelli di indagine che iniziano a tenere conto della realtà empirica osservabile, alla ricerca di un metodo di indagine scientifica unico. La visione della società si orientò sempre più verso il futuro, in cui il modo di produzione capitalistico si espandeva all'intero sistema mondo.
Montesquieu e Rousseau
Nel campo scientifico del sapere sociale si distinsero particolarmente due intellettuali, che poi tanta parte avranno nella costruzione della disciplina sociologica: Montesquieu e Rousseau.
Montesquieu (1689-1755)
La figura intellettuale di Montesquieu è stata riconosciuta come rilevante nella formazione del pensiero sociologico e politico futuro. Indaga le problematiche sociali della Francia del suo tempo; nell'opera Lettres persanes mette in evidenza la necessità di considerare il clima di un territorio per rilevarne le influenze socio-economiche. Il clima influenza la natura umana e la società.
Nella sua opera più conosciuta, L'esprit des lois, attraverso lo studio delle leggi, esplicita i principi e la logica delle differenti istituzioni, considerando le leggi come una codificazione dei rapporti che si instaurano tra gruppi di natura sociale e politica. Montesquieu nell'analisi del sistema politico distingue tre poteri: legislativo, giudiziario, esecutivo, che devono essere separati e indipendenti. Con l'obiettivo di comprendere quale sistema politico sia migliore per il benessere della società e dello stato, analizza le caratteristiche dei governi allora conosciuti: monarchia, repubblica democratica e aristocratica, e dispotismo. Ne deduce che la monarchia di tipo parlamentare, come quella inglese nata dopo la rivoluzione del 1642, permetterebbe più libertà della repubblica, poiché in essa si hanno leggi che non la vietano.
La visione della società e della politica di Montesquieu è alla ricerca di un equilibrio sistemico che sottolinea l'interrelazione fra le diverse componenti sociali, classi sociali, politiche, facendo riferimento ai tipi di governo e naturali, il clima.
Jean Jacques Rousseau (1712-1778)
Rousseau può considerarsi un illuminista sui generis, in quanto si distacca dalle idee generali degli altri intellettuali. Infatti, accanto all'esaltazione della ragione, affianca il sentimento, cioè il sentire di appartenere alla natura. Contrariamente ad Hobbes, presuppone che nello stato di natura gli uomini si caratterizzano per il loro essere aperti verso i propri simili e verso la natura, facendo prevalere il senso della pietà e della comunità. Secondo Rousseau l’aumento del sapere e della conoscenza porta l’aumento dei bisogni individuali; l’uomo diventa sempre più egoista e, quando decide di prevalere sugli altri, si viene a creare la proprietà privata. Questo atto distrugge l’essere naturale e fa nascere l’essere sociale, gli uomini cominciano a combattere tra loro per il possesso delle cose corrompendo l’animo umano.
Rousseau indica due strade per recuperare il rapporto naturale originario fra gli uomini: da un lato costruire per i fanciulli un tipo di educazione naturale, utilizzando lezioni all’aperto, dall’altro attuare una riorganizzazione sociale e politica che passa per un ritorno al passato, tenendo conto del presente, tramite l’istituzione di un contratto sociale (atto giuridico-politico) basato sulla volontà generale, un ente sovradimensionale che rappresenta un ente di tipo morale, una sorta di “religione dell’umanità” che instilla con l’educazione, nel tempo, un nuovo modo di essere socialmente uniti e concordi.
Le idee di Rousseau costituiranno il punto di riferimento di posizioni anarchiche e socialiste, tendenti alla distruzione dello stato, inteso come organo regolatore della società, per la piena realizzazione dell’uomo.
Sistematicità equilibrata e progresso razionale
Durante l'illuminismo in Francia viene posta la necessità di un modello di “uomo razionale” per progettare una società orientata al progresso. Per fare questo, si indagano le relazioni che sussistono fra l’uomo e la natura, considerandone le componenti fisiologiche e fisiche. In pratica si cerca di costruire una nuova science de l’homme. Le opere L'homme machine e L'homme plante di La Mettrie si inseriscono in questo settore di studi.
La Mettrie (1709-1751)
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