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Politiche economiche internazionali - 2° modulo

Politiche economiche, commercio e sviluppo - Prof.ssa Sara Balestri

sara.balestri@unicatt.it 20 Febbraio 2020

Globalizzazione e commerci

La globalizzazione

Che cosa è la globalizzazione? È un processo, iniziato a meta degli anni ’80, che ha

portato ad una maggiore integrazione fra i soggetti nel mondo. È difficile dare una

definizione univoca perché si tratta di un processo multidimensionale, riguarda molte

dimensioni dell’essere e dell’agire umano (economia, sociologia, politica, istituzionale,

culturale). La dimensione economica è quella preponderante, perché ha fatto da traino nei

processi di globalizzazione nelle altre dimensioni ed è la più evidente.

Nel suo significato economico, la globalizzazione si riferisce alla maggiore apertura delle

economie al commercio internazionale, ai flussi finanziari e agli IDE.

Drivers della globalizzazione economica sono stati:

Diversa dotazione di risorse naturali e fattori di produzione

• Vantaggio assoluto e comparato

• Economie di scala

• Integrazione delle nuove economie di mercato nell’economia mondiale.

Facilitatori:

Minori costi delle transazioni internazionali. La Rivoluzione ICT ha modificato le

• possibilità di comunicare e dei processi di produzione, ha fornito la possibilità di gestire

grandi quantità di dati, gestiti in remoto. La rivoluzione nei trasporti, invece, in

particolare quelli marittimi, con navi cargo sempre più grandi ha permesso che volumi di

merci sempre più grandi che possono essere scambiati e anche più velocemente.

Smantellamento delle barriere commerciali

• Liberalizzazione dei mercati finanziari e abbondante disponibilità di finanziamenti.

Entrano in gioco nuovi soggetti, non solo stati, ma anche grandi multinazionali che hanno

un ruolo non secondario. Questo processo ha acceso dibattiti sulle potenzialità e i rischi

connessi.

Opportunità:

Ampliamento delle opportunità produttive;

• Efficienza;

• Diffusione di conoscenze e innovazione;

• Ampliamento del mercato del lavoro.

Cina e India sono l’esempio di quanto i nuovi processi di globalizzazione hanno

beneficiato lo sviluppo di alcuni paesi.

Rischi:

Maggiore vulnerabilità ai flussi di capitale internazionale (Crisi del 2008!). Integrazione

• maggiore significa che ci sono meno barriere, ma più anche che si è più esposti a ciò

che succede in altre parti del globo.

Disuguaglianza crescente sia interne che tra paesi;

• Degradazione ambientale (soprattutto in paesi più indietro in materia legislativa);

• Irrigidimento nelle posizioni di maggiore potere economico-politico dei paesi che già

• occupano tali posizioni.

Ad oggi il dibattito tra pro e rischi della globalizzazione si è un po’ arenato, soprattutto

perché il percorso di integrazione è troppo avanzato per tornare indietro. Ad oggi

possiamo dire che alcuni rischi paventati si sono effettivamente in una certa misura

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verificati, così come le sue opportunità. Si tratta di dover bilanciare i due piatti, ma questo

spetta alla singola volontà degli Stati.

Yunus definisce il commercio globale come l’elemento più evidente ed empirico della

globalizzazione. La globalizzazione è un’autostrada che porta ovunque nel mondo, senza

costi di entrata, ma anche senza semafori che limitano i flussi. Non ci sono regole, chi è

più piccolo rischia di rimanere schiacciati dai paesi più grandi.

Recenti dinamiche del commercio internazionale

Confronta Key Statistics and trends in international trade

Il commercio internazionale è cresciuto enormemente negli ultimi 30 anni. Il valore

dell’export è cresciuto molto più rapidamente della produzione globale (principalmente

settore manifatturiero poi servizi), di cui una parte significativa è rappresentata dal

commercio di risorse naturali, mentre solo una piccola parte riguarda i prodotti agricoli.

Figura 1 Espansione dei commerci fino al 2008

1

Figura 2

1 Il 1980 viene scelto come anno di riferimento, in cui i valori vengono normalizzati per

evidenziare meglio la biforcazione. Il rapporto EXP/GDP indica il livello di integrazione nel sistema

internazionale. Pagina 2 di 54

La crisi globale del 2008-9 ha contratto il valore del commercio internazionale per oltre il

15%. Dopo il 2008, grande rimbalzo e poi stabilizzazione ma si sta crescendo meno di

prima. unusual

Nel 2015 tuttavia, vediamo un nuovo collasso dei commerci, definito dagli analisti

patterns, dal momento che non c’è stata una nuova crisi. Anno anomalo o inizio di una

nuova fase? Possibili risposte:

Rallentamento della crescita, in particolare le economie emergenti, dal momento che le

• economie industrializzate da tempo cresce poco. La Cina è passata ad essere un paese

a medio reddito, ha espanso il mercato interno rispetto ai mercati internazionali. La

domanda interna di consumo è aumentata moltissimo.

Domanda di risorse naturali (idrocarburi e prodotti estrattivi), rilevante fino a qualche

• anno fa, oggi diminuita molto; una possibile soluzione è che chi domandava queste

materie prima erano proprio le economie in via di sviluppo. Il venir meno della loro

crescita ha fatto venir meno anche la domanda di risorse naturali.

Apprezzamento del dollaro, moneta meno competitiva e concorre alla diminuzione della

• domanda di risorse. Figura 3 Unusual patterns

Altre questioni che mettono in discussione la stabilità del sistema internazionale:

Rallentamento globale delle economie, sia delle economie industrializzate che delle

• economie emergenti, quest’ultime crescono comunque di più rispetto alle prime.

Comunque, crescita positiva. Problema di una disoccupazione crescente e stabile.

Tassi di crescita sostenuti delle developing countries ma ricorrendo a finanziamenti

• esterni, ricorrendo al debito. Ciò che è rilevante sono gli interessi da pagare sul debito.

Il livello di debito con il tasso di sviluppo ancora da perseguire non è sostenibile.

Vulnerabilità naturali e di sistema.

• Insicurezze socio-istituzionali proveniente da paesi in crisi, aree non sicure, talvolta

• anche produttrici di risorse naturali ad esempio.

Volatilità dei flussi di capitale significa ampie oscillazioni con ampia frequenza, cambi

• repentini sul valore dei prezzi o flussi di capitale. Questo perché gran parte dei capitali

sono utilizzati a scopo speculativo.

Non siamo di fronte solo nuovi fenomeni ma anche nuovi attori. La Cina è diventato il

primo esportatore mondiale, insieme ai suoi “paesi satellite” con cui produce e

Asia).

commercia (Factory L’area in cui l’export è più cresciuto negli ultimi dieci anni è

proprio l’Asia. Queste economie sono state il motore principale della crescita del

commercio internazionale negli ultimi 25 anni, e ora stanno entrando in una nuova fase di

sviluppo più focalizzata sulla domanda interna piuttosto che l’esportazione. Nel 2015 il

valore del commercio mondiale nel settore manifatturiero è diminuito del 7%, una buona

parte della quale si riferisce all’economia dell’Asia orientale.

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Va inoltre notato che oggi i commerci non si muovono più solo sulla direttrice nord-sud

ma si sta sviluppano un south-south trade. Non è più evidente che i commerci siano

basati sullo scambio tra materie prime e prodotti finiti, che sono sostituiti dagli scambi tra

economie a basso reddito. Il commercio Sud-Sud rappresenta oltre un terzo dell’export

totale proveniente da paesi a basso e medio reddito. 1° Lezione online

In che modo il commercio è collegato allo sviluppo?

Connessioni dirette:

Commercio internazionale è legato alla crescita economica, consente l’aumento della

• produzione globale e allargando i mercati può fornire accesso a nuove risorse scarse;

(gains from trade),

Guadagni dallo scambio amplia le possibilità di consumo; si applica

• anche a persone con reddito molto basso, il commercio internazionale garantisce a certi

gruppi un aumento delle opportunità di consumo;

Diversificazione delle esportazioni. I paesi possono accedere a nuovi mercati e risorse

• per la produzione stesse che una volta rese accessibili possono far fiorire nuove

tecnologie di produzione; know-how,

Incoraggia l’innovazione, scambio di conoscenze, di flussi di capitali e

• investimenti (IDE);

Relazioni positiva anche con l’occupazione, che aumenta, non solo in termini assoluti

• (aumento dei posti di lavoro, fortemente collegata con l’idea dello sviluppo), ma anche i

settori che si rafforzano diventano più efficienti.

Tuttavia… la crescita non significa necessariamente sviluppo

Quando si parla di crescita economica non significa esattamente di sviluppo, anche

quando sviluppo si intende nella sua accezione economica di maggiore reddito

disponibile. Questo perché ci sono degli effetti distributivi, ovvero se un paese cresce non

è detto che tutti i gruppi sociali sperimentano la stessa crescita, ma potrebbe che solo

alcuni gruppi ne beneficiano e altri ne sono esclusi. Nel caso del modello a fattori

specifici, chi guadagna dallo scambio è chi possiede il fattore specifico del bene

esportato. La non corrispondenza tra commercio e sviluppo è ancora più evidente

quando invece intendiamo correttamente il termine di sviluppo, ovvero in termini di

sviluppo umano, che comprende altre dimensioni, tra cui salute e il grado di istruzione,

outcome

correlato positivamente ad altri di sviluppo. Esistendo un grado di

disuguaglianza interno ai paesi, politiche di redistribuzione e compensazioni sono spesso

necessari. In un mondo globalizzato, sia i guadagni che le crisi possono essere trasmessi

velocemente e in maniera intensa tra un paese e l’altro.

Connessioni indirette:

Infine, possiamo evidenziare delle connessioni indirette;.

In generale possiamo dire che il commercio fortifica i legami tra i paesi: i paesi hanno

• incentivo a mantenerli perché sono fonte di profitto e rende le relazioni più stabili che

sono associate a condizioni di pace.

Il commercio si sviluppa laddove c’è fiducia reciproca e istituzioni simili: l’esistenza di

• questi aspetti istituzionali e non materiali sono delle variabili che l’evidenza empirica

evidenza come correlati positivamente alla riduzione del rischio di conflitto. La presenza

di commercio alimenta la necessità che le istituzioni permangano e creano fiducia

reciproca che riducono il rischio di conflitto.

Questi due elementi sono incentivi per la pace; una situazione di pace e stabilità è

• associata al perseguimento di obiettivi di sviluppo; questo non significa che sia

impossibile lo scoppio di una guerra, ma laddove dove i legami sono più forti e costanti,

il rischio di una conflittualità aperta è meno probabile.

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2° Lezione online - Confronta KOM 7 (7.5) e 8 (8.6)

Investimenti diretti esteri - Internazionalizzazione della produzione

Torniamo a parlare di globalizzazione

Esistono distinte dimensioni del processo di globalizzazione (politica, umana, socio-

culturale, militare, …), ma quella economica rappresenta un delle più evidenti e

caratterizzanti.

Tre elementi compongono la dimensione economica della globalizzazione:

1. Flussi di commercio (beni e servizi);

2. Flussi di capitale, in particolare gli Investimenti Diretti Esteri, collegati a forme di

internazionalizzazione della produzione;

3. Non-equity Modes (NEMs) di produzione internazionale, ci riferiamo all’esistenza di

licenze, franchising (collegamenti di marchio).

Investimenti Diretti Esteri

Gli Investimenti Diretti Esteri (IDE, FDI) sono un elemento chiave dell’integrazione

economica internazionale in rapida evoluzione, indicata anche come globalizzazione. Essi

sono un mezzo per creare legami diretti, stabili e duraturi tra le economie. Nell’ambito del

giusto contesto politico, possono fungere da importante veicolo per lo sviluppo delle

imprese locali e possono anche contribuire a migliorare la posizione competitiva sia del

destinatario che dell’economia di investimento. investimenti

Definizione (OCSE): Gli investimenti diretti sono una categoria di

transfrontalieri effettuati da un residente in un’economia (l’investitore diretto) con

stabilire un interesse duraturo in un’impresa

l’obiettivo di (l’impresa di investimento

diretto) residente in un’economia diversa da quella dell’investitore diretto.

L’interesse duraturo implica l’esistenza di una relazione a lungo termine e un significativo

grado di influenza sulla gestione di questa impresa. La proprietà diretta o indiretta di

almeno il 10% del potere di voto di un’impresa da parte dell’investitore residente in

un’altra economia è la prova di tale relazione.

Investimenti transfrontalieri investimenti fatti da un residente in un’economia in

• un’altra economia che ospiterà l’investimento.

• Stabilire un interesse duraturo gli investimenti speculative di breve periodo non

possono essere considerati IDE, gli IDE sono tali se vi è un interesse duraturo

nell’impresa creata o acquisita. Riconoscibile da una relazione a lungo termine, ovvero

poter prendere delle decisioni strategiche.

Residente estero —> possono essere singoli soggetti economici, stati ma nella realtà

• dei fatti il soggetto principale sono le multinazionali, che hanno avuto un ruolo

fondamentale nel disegnare questi flussi di capitali. sovranità

Il ruolo delle multinazionali ha storicamente acceso un dibattito sulla delle

attività produttive, dal momento che controllano imprese in altri paesi, la sovranità viene

meno quando vi è un controllo molto forte. Inoltre, per lungo periodo la direttrice di questi

flussi è stata Nord-Sud che oggi si è strutturalmente modificata come per il commercio,

lasciando campo alle relazioni Sud-Sud. Dietro questa direttrice possiamo leggere il ruolo

di economie emergenti, come la Cina e altri paesi del sud est asiatico. Anche i paesi

industrializzati hanno attratto volumi di capitali, mentre la direttrice Nord-Sud è stata

rilevante per quanto riguarda il dibattito sulla sovranità delle attività produttive.

Per lungo tempo gli IDE sono stati trattati, dal momento che era quella l’evidenza

empirica, come un sostituito del commercio, cioè laddove non vi erano flussi di

commercio, vi erano flussi di capitale tali per cui la produzione si delocalizzava altrove

creando altri flussi di commercio. Oggi invece sono in linea con i flussi di commercio

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perché sono entrati a far parte del processo di produzione internazionale, mediante il

quale gli investitori si trovano in un paese per produrre un bene o un servizio che fa parte

di una più ampia catena del valore globale (GVC). Gli investitori giocano ruoli da trader,

soggetti attivi in flussi commerciali.

Gli IDE incoraggiano il trasferimento di tecnologia e know-how tra le economie. Se

l’investitore vuole acquisire e aprire altrove attività produttive, egli trasferirà anche

metodologie di produzione, tecnologie per perseguire i fini che si è posto. Ci interessa

perché il trasferimento di tecnologia oggi si caratterizza per un trasferimento orizzontale

sud-sud. Possono fornire un’opportunità per l’economia ospitante di promuovere i propri

prodotti in modo più ampio nei mercati internazionali, si aprono possibilità di commercio

ben più ampie perché legati ad un investitore internazionale. Gli IDE costituiscono una

fonte di capitale per le economie destinatarie, soprattutto per economie a basso o medio

reddito, paesi soggetti ad una carenza strutturale e capitale da investire. Questi ultimi

elementi positivi legati agli IDE.

sono

Effetti sulla bilancia dei pagamenti

Ci sono effetti sulla bilancia dei pagamenti che si altera quando entrano capitali in valuta

estera nella propria economia. A priori non si può dire se l’effetto sulla bilancia dei

pagamenti sarà positivo o negativo, dipende dalla natura e finalità dell’investimento.

Se l’impresa sussidiaria è utilizzata dalla multinazionale per esportare beni e servizi in

paesi terzi, la bilancia dei pagamenti del paese ospitante ne trae beneficio

→ es. acquisizione della Skoda da parte della Volkswagen nel 1992 con fine export nel

mercato est-europeo, dal momento che la Skoda aveva un mercato di riferimento

consolidato in est-Europa. La Skoda (impresa sussidiaria) era stata usata dalla

Volkswagen per aprirsi nel mercato dell’est-Europa, ma costi materiali e non molto elevati.

La Volkswagen ha aggirato questi costi facendo propria la Skoda. In questo caso l’effetto

è stato positivo, perché a fronte di un capitale in entrata, la produzione è stata finalizzata

all’export che è esploso.

Allo stesso modo se l’impresa sussidiaria importa un ammontare sostanziale di input

dall’estero, questi vengono registrati come un debito nel conto corrente del paese di

destinazione es. investimenti giapponesi Nissan in UK nel settore automobilistico. La

Nissan ha acquisito una serie di imprese che producevano componenti e le ha

trasformate in imprese di produzione Nissan ma vi era l’obbligo di importare una certa

parte di componentistica dal Giappone. Le importazioni dal Giappone erano superiori alle

entrate rispetto alle entrate come export di prodotti nazionali con effetto un debito nella

base UK. UK ha preteso modifiche nei contratti di investimenti perché la casa madre

venisse obbligata a rispettare una componente minima di prodo

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiaaka1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politiche economiche internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Balestri Sara.
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