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ECONOMIA INTERNAZIONALE

Relazione economiche che intercorrono tra un paese ed altri paesi.

Lo studio delle relazioni economiche tra paesi:

Relazioni commerciali con scambi di beni e servizi (import – export)

 

Relazioni finanziarie con scambi di capitali finanziari (risparmi in eccesso in un

 

paese verso eccessi di domanda di risorse finanziarie)

Due ‘’economie internazionali’’:

Relazioni commerciali teoria del commercio internazionale

 

Relazioni finanziarie economia monetaria internazionale

 

Commercio internazionale:

1. Qual è la dimensione del commercio? Come varia nel tempo? > convenienza che

aumenti, più si scambia e meglio si sta

2. Cosa determina la struttura delle esportazioni e delle importazioni mondiali e quelle di

un singolo paese?

3. L’apertura del commercio internazionale abbassa i salari e provoca disoccupazione (nei

lavoratori meno qualificati)?

4. Quando alcuni governi intervengono negli scambi internazionali, il benessere di quel

paese migliora?

5. Che cosa determina la frammentazione della produzione del valore? (tesi)

Oggi il commercio mondiale pesa circa il 30% del PIL globale, è in crescita dal 1970. Dalle

pandemia c’è stata una brusca caduta soprattutto in America e in Europa, in Asia invece c’è

stata una decrescita meno evidente.

Incremento ampio degli scambi di servizi dal 2019. Anni ’90 incremento sostanziale del

commercio mondiale che è cresciuto più velocemente del PIL, si parlava di eccesso di

globalizzazione soprattutto anche per lo sviluppo tecnologico. Negli anni successivi alla crisi

del 2008 è una stabilizzazione (new normal) commercio cresce in contemporanea alla crescita

del PIL. La Cina in poco tempo è diventata il principale partner commerciale con molti paesi

del mondo, ha superato gli USA.

La gran parte dei paesi tende a commerciale con il paese vicino, relazioni interregionali.

Chi commercia davvero sono le imprese e non i paesi.

Catene globali del valore > dall’estrazione delle materie prime, alla produzione ed

esportazione.

COMMERCIO INTERNAZIONALE IN CONCORRENZA PERFETTA

In un’economia chiusa il mercato di equilibrio parziale dove viene prodotto e scambiato un

singolo bene 1

Cosa succede quando il paese apre agli scambi con l’estero? si trova a subire un prezzo

internazionale P* che può essere maggiore o minore a P0. Se il prezzo è più basso ne

traggono vantaggio i consumatori tra il vecchio prezzo di equilibrio e il nuovo, che erano quelli

non disposti a pagare un prezzo pari a P0 ma uno più basso.

un paese piccolo subisce il prezzo

Cosa succede ai produttori quando il prezzo internazionale è più basso del prezzo di equilibrio

domestico? succede l’opposto di quello dei consumatori = produttori di distribuire

determinato con un prezzo compreso tra P0 e P* ed escono, rimangono quella porzione di

produttori che era disponibile ad offrire il bene ad un prezzo che arrivava ad un massimo di P*

Cosa è un modello di equilibrio generale?

Concorrenza perfetta in tutti i mercati (dei prodotti e dei fattori produttivi), non ha

 barriere all’ingresso

Imprese price taker

 Libero ingresso e uscita delle imprese dai mercati

 Omogeneità del prodotto

 Modello semplice: 2 beni (X e Y) x 2 fattori (K,L) [ x 2 paesi (1,2)]

Teoria della produzione

Funzione di produzione: Y = F (K,L)

 Produttività marginali positive ma decrescenti > introdurre un nuovo lavoratore

 fa aumentare il numero dei beni prodotti da un’impresa (output) ma in modo

decrescente con l’aumentare dei lavoratori

Funzioni di produzione a rendimenti di scala costanti (ReSCo)

CURVA DI TRASFORMAZIONE

Ipotesi:

Due beni, Y e X, con funzioni di produzione diverse

 Delimita l’insieme delle possibilità produttive dell’economia:

 La tecnologia determina la forma della curva (più o meno piatta)

o La quantità dei fattori produttivi determina la posizione dell’altezza della curva

o

È decrescente > perché per aumentare la produzione di un bene occorre liberare

 risorse dall’altro settore con conseguente diminuzione della produzione 2

È concava > per le produttività marginali decrescenti = quanto più di fattori produttivi

 aggiungiamo contribuisce sempre meno alla produzione di quel bene

Equilibrio economico generale (EEG) per le imprese

Ipotesi: assumiamo che il rapporto tra i prezzi dei due beni, (px/py) sia inizialmente dato (=

isoreddito)

La pendenza della curva di trasformazione: saggio marginale di trasformazione tecnica

 (SMTT)

Definisce la quantità Y a cui si deve rinunciare perché tecnologicamente si possa

 ottenere 1 unità di X

La pendenza dell’isoreddito dell’economia è il rapporto tra i prezzi (PX/PY)

 Definisce la quantità di Y che occorre essere scambiata sul mercato per 1 unità di X

Curve di indifferenza

Combinazioni della quantità dei nostri due beni che garantiscono ai consumatori lo

 stesso livello di utilità

Sono decrescenti quando abbiamo due beni

 Utilità cresce per curve più lontana dall’origine

 Sono convesse perché l’utilità marginale è decrescente

 Non si intersecano mai

 La più alta nel piano garantisce un livello di utilità maggiore

 3

La pendenza misura: il saggio marginale di sostituzione dei beni (SMSB) definisce la

 

quantità di Y che si è disposti a rinunciare per ottenere una unità in più di X

La pendenza dell’isoreddito dell’economia è il rapporto tra i prezzi > quantifica le unità

 che unità da scambiare

EEG per l’intera economia

Stabilire la coppia di produzione (X*,Y*) e il rapporto dei prezzi (px/py) di equilibrio

 Dal lato della produzione i dati sono:

 Tecnologia

o Quantità di fattori produttivi > curva di trasformazione

o

Dal lato dei consumatori i dati sono:

 Preferenze > curve indifferenza

o

EEG in Economia aperta

Ragione di scambio (internazionale), RdS (terms of trade): quantità di esportazioni

 che occorre per ottenere un’unità del bene importato: rapporto prezzi bene importati e

prezzi beni esportati p* = Pm/Px

Due casi:

 Paese piccolo > che considera la RdS come esogena perché non può influire sui

o prezzi internazionali 4

Paese grande >

o 2 bene (X,Y) e due paesi grandi

 Con l’apertura al commercio internazionale si ha: mercato internazionale

 del bene X, mercato internazionale del bene Y

Dal grafico equilibrio nel mercato del bene X al prezzo relativo p* (del

bene X):

Equilibrio nelle bilance commerciali:

La crescita che impoverisce 5

 Quando la crescita ha un effetto fortemente espansivo nel settore del bene di

esportazione e il conseguente aumento di offerta internazionale di tale bene provoca

un peggioramento della regione di scambio internazionale, si può avere una

diminuzione nel benessere

 Condizioni stringenti:

L’espansione influenza i prezzi internazionali in modo negativo nel caso

o concorrenza perfetta (senza comportamenti strategici)

Ma se siamo in un modello a due paesi possono innescarsi dei comportamenti

o strategici (no concorrenza perfetta)

Benefici del commercio internazionale

 Benefici del consumo (effetto sostituzione)

 Benefici di specializzazione (dal lato della produzione)

EEG per un paese piccolo > determinazione del modello di specializzazione

 EEG per un paese grande: contemporanea determinazione del modello di

 specializzazione e della RdS internazionale

I vantaggi del commercio internazionale dal alto del consumo e dal alto della

 produzione

Tutti i paesi guadagnano dallo scambio internazionale

 Il modello di specializzazione può dipendere da differenza nelle preferenze a parità di

 altre condizioni

CAPITOLO 5

Il commercio internazionale dipende dalle differenze di tecnologie che ci sono nei paesi

Commercio internazionale e tecnologia

Modelli di equilibrio economico generale con concorrenza perfetta in tutti i mercati

 tecnologia,

I parametri profondi delle economie che l’economista non può spiegare: la

 dotazioni fattoriali preferenze

le e le

Differenze nella tecnologia

 Modello del vantaggio comprato dell’800 di Ricardo che notò come all’epoca due

 paesi che possedevano tecnologie produttive diverse di UK e POR che in condizione di

autarchia producevano due beni diversi tra loro, prodotti tessili (tecnologia sofisticata)

e vino (forza lavoro e condizioni climatiche) > ai due paesi non conveniva produrre

entrambi i beni ma conveniva specializzarsi e scambiare i beni dove non possedevano

un vantaggio comparato

Le ipotesi del modello 6

La produzione avviene attraverso l’utilizzo di un solo fattore produttivo: il lavoro (L) > il

 numero di lavoratori si può spostare liberamente all’interno dei settori della stessa

economia ma non è mobile tra paesi, dunque il salario monetario deve essere lo stesso

tra i settori

Funzioni di produzione:

 A coefficienti fissi: la produzione per lavoratore è costante (produttività) e non

o cambia con la scala produttiva (se occorro 4 ore di lavoro per produrre un

microchip vuol dire che in ogni ora si produce ¼ di microchip)

Diverse tra beni e tra paesi (differenze nella tecnologia)

o

Concorrenza perfetta su tutti i mercati > ovvero sia sui mercati dei beni, nazionali e

 internazionali, sia sul mercato del fattore produttivo lavoro

Dati: ragione di scambio internazionale (RdS, come nel caso dei paesi piccoli) o

 rapporto tra i salari

Nota: in questo modo possiamo trascurare le preferenze e il lato della domanda

o (e fissarci solo sulle tecnologie)

Vantaggi assoluti e vantaggi comparati

Vantaggio assoluto: un paese H ha un v.a quando possiede una tecnologia superiore

 nella produzione di tutti i beni. In termini economici, si traduce in produttività più

elevata in tutti i settori considerati

Vantaggio comparato: un paese H ha un vc nella produzione di un bene X quando la

 produttività relativa di X rispetto a quella di altri beni è maggiore nel paese H

(ovvero il suo costo relativo è più basso)

Costi di produzione unitari (del lavoro)

Caso A In UE è più efficiente la produzione di microchip perché

UE INDIA occorrono solo 2 ore di lavoro rispetto alle 10 in India. Al

2 10 contrario per le maglie l’India è più efficiente in quanto ci

Microc mettono solo 5 ore di lavoro contro le 8 di UE.. dunque IND

hip esporta maglie e importa microchip, mentre EU export

microchip e import maglie

t-shirt 8 5 Caso B

UE ha vantaggio sia nella produzione di microchip ma anche

UE INDIA nella produzione delle maglie. UE ha una tecnologia

superiore in tutti i settori, ha i vantaggi assoluti

Microchi 2 10

p

Tshirt 4 5

I costi comparati

UE INDIA

MICRO 2/4 = 10/5=2

0.5

Tshirt 4/2 = 2 5/10 =0.5 7

In UE per procurarsi 1

maglia Scambio

Produzione internazionale

interna

4 h di lavoro 1 microchip

All’UE conviene lo scambio internazionale 2 h di lavoro

Vale per tutte le maglie da comprare > specializzazione completa

La ragione di scambio internazionale

Se sul mercato internazionale: 1 microchip = 2 t-shirt

 Le due alternative in India per procurarsi 1 microchip:

 Produzione interna > 10 h di lavoro

o Scambio internazionale > 2 maglie > 10 h di lavoro

o

L’india è indifferente

 Se il prezzo di 1 microchip superasse 2 maglie, non sarebbe più conveniente scambiare

 per l’India

Due alternative nell’UE per procurarsi 1 maglia:

 Produzione interna > 4 h di lavoro

o Scambio internazionale > 2 microchip > 4 h di lavoro

o

Il commercio internazionale

Affinchè lo scambio internazionale sia conveniente e si realizzi occorre:

 Divergenza nei costi comparati (interni,coincidenti con i prezzi di autarchia)

o RdS int deve essere compresa tra i costi comprati interni

o

I paesi si specializzano completamente nella produzione del bene il cui costo comprato

 è più basso

Costi di produzione unitari 10/2 = 5 costo comparato dei microchip in India

UE INDIA rispetto a UK

Micro 2 10 Condizione sui salari

Maglie 4 5 Condizione alternativa: il salario relativo dei due paesi

deve essere compreso tra i costi comparati settoriali

Se il salario dell’UE è più di 5 volte il salario indiano, non c’è convenienza a produrre

 microchip in UE

Se il salario dell’UE è meno di 5/4 il salario indiano, non c’è convenienza a produrre

 maglie in India

Salari e commercio internazionale

Esempio: ogni lavoratore in India e UE lavora 40h

 8

Nel caso B (vantaggio assoluto) in autarchia i lavoratori in UE hanno un maggior potere

 di acquisto in ambedue i beni grazie alle loro produttività più elevate

Nel caso B ma con scambi commerciali:

 Il lavoratore europeo ottiene 20 micro (40/2) con cui può comprare 20 maglie

o Il lavoratore indiano ottiene 8 maglie (40/5) con cui può comprare 8 micro

o

Il commercio internazionale non annulla il divario salariale

 Tanto più diversa la RdS internazionale dalla RdS di autarchia, tanto maggiori i vantaggi

 dallo scambio internazionale

Paesi più grandi condizionano di più il mercato internazionale

 I paesi più grandi hanno meno incentivo a scambiare poiché la RdS internazionale è

 meno diversa dalla loro RdS interna

Perché vige la concorrenza perfetta anche sul mercato del lavoro, il salario reale è pari

 alla produttività marginale del lavoro

UE TUNISIA

Micro (costi unitari) 2 4

Maglie (costi unitari) 4 5

Lavoratori 300k 5k

Rds in autarchia (micro x 2 0.5

maglia)

Max q di micro 150K 500

Max q di maglie 75k 1000

Se la RdS internazionale è 1.8 micro per 1 maglia:

 Eccesso di domanda dell’EU di maglie pari a 1000 per 1800 micro

o Tunisia aumenterà offerta di maglie offendono 900 per (1620 micro)

o Eccesso di domanda, che causa un aumento dei prezzi delle maglie

o Eu continua a scambiare micro per maglie

o Per produrne 10 avrebbe bisogno di (10x4) lavoratori se le importa le

 scambierebbe con 19 micro (19x2) lavoratori > guadagnando 2

lavoratori

La Tunisia invece per produrre quei 19 micro avrebbe bisogno di (19x19)

o lavoratori, scambiandoli con 10 maglie invece ne impiega solo (10x5) >

guad

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aurora2399 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Sanfilippo Marco.
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