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La seconda guerra del Golfo: l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq

Quella che noi conosciamo come guerra del Golfo è l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq. Nei paesi della regione del Golfo Persico, è invece solitamente indicata come seconda guerra del Golfo, in quanto per prima guerra del Golfo si intende la guerra Iran-Iraq dell'80-'88.

Contesto storico e inizio del conflitto

La prima guerra del Golfo era cominciata con un attacco a sorpresa da parte delle forze irachene del presidente Saddam Hussein contro l'Iran, commettendo l'errore di ritenere di poter assorbire l'Iran e vincere in brevissimo tempo. La situazione nella seconda guerra del Golfo è la stessa: l'Iraq attacca il Kuwait con l'intenzione di impadronirsene e porre il mondo di fronte al fatto compiuto.

Questa seconda guerra inaugura una nuova fase nella politica degli USA con l'introduzione permanente di forze americane di terra e di aria in una regione dove in precedenza vi erano forze dapprima britanniche e in seguito americane, ma comunque si trattava solo di forze navali.

La guerra inizia il 2 agosto del 1990 con un attacco a sorpresa di oltre 100.000 soldati iracheni che danno avvio all'invasione del Kuwait, incontrando una resistenza molto limitata e riuscendo ad avanzare facilmente verso la capitale, anche perché il Kuwait è un paese di dimensioni molto ridotte. La famiglia reale va in esilio e Saddam Hussein installa un governo fantoccio nel paese.

Motivazioni dichiarate e reali dell'invasione

Saddam Hussein dà due motivi a giustificazione della sua azione:

  • I confini erano stati tracciati arbitrariamente dagli inglesi e quindi geograficamente il Kuwait apparteneva all'Iraq.
  • Il Kuwait non rispettava le quote di produzione dell'OPEC per poter regolare il prezzo e per impedire che qualcuno degli stessi paesi OPEC potesse autonomamente far salire o scendere il prezzo aumentando o diminuendo la produzione.

I paesi OPEC si erano accordati sul fatto che annualmente, ciascuno doveva dichiarare le quote di petrolio che avrebbe prodotto e non si sarebbe dovuto discostare da esse. Ciò dimostra anche che gli stessi paesi OPEC non si fidavano l'uno dell'altro. In effetti, alcuni di questi paesi agivano contrariamente a quanto pattuito, ma è stato dimostrato che chi maggiormente non rispettava le quote e produceva di più era proprio l'Iraq.

I motivi reali dell'attacco al Kuwait sono abbastanza analoghi a quelli che portarono all'attacco all'Iran: l'incessante desiderio di dominare il mondo arabo e tutto il Golfo Persico, fare dell'Iraq la potenza petrolifera dominante assorbendo le risorse del Kuwait che non erano come quelle iraniane ma certamente erano notevoli, e rifarsi delle perdite causate dalla guerra con l'Iran che essendo durata molto tempo contrariamente alle aspettative di Saddam, era stata più dispendiosa di quanto preventivato.

Risposta internazionale

L'attacco iracheno al Kuwait è stato un atto di aggressione e ha comportato l'occupazione di un paese sovrano. Il modo in cui erano schierate le forze irachene, le modalità e l'entità dei rifornimenti, le ambizioni di primato di Saddam, le rivalità pregresse con la casa dei Saud e il fatto che l'Arabia Saudita fosse un paese confinante, lasciavano pensare che questa avanzata presentasse pericoli maggiori rispetto a quello che era l'obiettivo dichiarato iniziale. Si temeva insomma che l'obiettivo non fosse solamente il Kuwait, ma che le forze irachene intendessero avanzare verso i pozzi sauditi.

Per quanto riguarda la risposta internazionale, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU interviene inizialmente con due risoluzioni adottate all'unanimità, condannando l'invasione e l'annessione e chiedendo il ritiro immediato e incondizionato. Anche le risoluzioni successive passeranno all'unanimità. Accadrà perché anche l'URSS voterà a favore, nonostante per molto tempo fosse stata alleata dell'Iraq, e lo farà perché si trova alla vigilia della sua dissoluzione. Il Muro di Berlino è già caduto e il comunismo nell'Europa orientale è già in ritirata; pertanto, l'URSS non era certamente in una posizione favorevole per poter esprimere un veto, considerando anche il bisogno finanziario che Mosca si trovava ad affrontare e che poteva essere soddisfatto solo con l'apertura ai mercati occidentali.

Sotto l'egida di queste risoluzioni, il 4 agosto il Consiglio di Sicurezza Nazionale americano d...

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

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