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La prima guerra del Golfo: la guerra Iran-Iraq (1980-1988)

Nel mondo occidentale, la guerra Iran-Iraq non viene identificata come prima guerra del Golfo, ma viene chiamata semplicemente guerra Iran-Iraq. La prima guerra del Golfo viene intesa come l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq nel 1991. Nei paesi della regione interessata invece, la prima guerra del Golfo è proprio questa, ovvero quella Iran-Iraq.

Cause del conflitto

Tra i paesi dell’Iran e dell’Iraq vi era un’inimicizia, un’ostilità di lunga durata sia di tipo etnico che religioso. Dal punto di vista etnico, l’Iraq è un paese arabo, mentre l’Iran non lo è. Sul piano religioso, in Iran prevalgono i musulmani sciiti, come prevalevano anche in Iraq, ma in particolare l’affermazione del partito Baath, con la classe dominante di Saddam Hussein, è invece musulmana sunnita. Inoltre, vi erano questioni di confine irrisolte per i confini tracciati in modo arbitrario dalle potenze occidentali dopo la caduta dell’impero ottomano, rivalità ideologiche, di tipo personale, politiche ed economiche in relazione soprattutto alla comune ambizione di esercitare un ruolo leader nella regione del Golfo. Era quindi in atto una lotta per il primato nel Golfo Persico.

La questione del delta dello Shatt-al Arab

Risultava critica anche la questione del delta dello Shatt-al Arab creato dalla confluenza dei fiumi Tigri ed Eufrate con alcuni fiumi più piccoli che dall’Iran andavano verso il Golfo. Questo territorio costituiva il confine di circa 200 km tra i due paesi e la questione di dove tracciare l'effettivo confine era stata controversa.

L’Iran ha una linea costiera di oltre 2.000 km e aveva più accessi al Golfo, ma questo territorio rappresentava uno dei più importanti dal momento che la grandissima raffineria iraniana di Abadan si trovava proprio sul delta. L’Iraq ha una linea costiera di circa 40 km e avere la sovranità su questa zona aveva un grande significato dal momento che costituiva invece l’unico accesso al Golfo. In aggiunta, gran parte delle infrastrutture petrolifere di entrambi i paesi erano concentrate proprio intorno a questa zona.

L'Accordo di Algeri

Gli iracheni insistevano da lungo tempo per spostare il confine tra i due paesi sul lato iraniano del fiume e di conseguenza considerare il delta di proprietà irachena. Tuttavia, nel 1975 fu raggiunto un accordo. Lo scià e Saddam Hussein firmano l’Accordo di Algeri in base al quale l’Iraq cedeva la sovranità del delta all’Iran, ponendo il confine nel punto medio del canale navigabile, calcolato in base alla profondità più vicina alla riva iraniana. In cambio, lo scià acconsentiva a tagliare l'aiuto che tradizionalmente l’Iran dava ai curdi. Questi ultimi costituivano il 20% del totale della popolazione irachena, rivendicavano l'autonomia dal partito dominante e si trovavano in una regione ricchissima di petrolio. A sole sei ore dall’accordo, venne infatti lanciata da Baghdad una violenta offensiva contro i curdi.

L'espulsione di Khomeini

Nel 1978, su richiesta dello scià, l’ayatollah Khomeini viene espulso dall'Iraq dove si trovava in esilio da 14 anni. In realtà, non si trattò di un semplice favore all’Iran; anche Saddam Hussein era infastidito dalla presenza di Khomeini sul territorio iracheno in quanto trovava seguito anche fra gli sciiti che costituivano circa la metà della popolazione irachena, e poteva essere quindi dannoso per i disegni del partito Baath al potere, relativi al primato nella regione e nel mercato del petrolio.

Questa espulsione ha avuto però luogo prima che Saddam assumesse i pieni poteri, ma Khomeini che lo chiamava il faraone nano, lo riteneva il principale responsabile e il suo terzo nemico in ordine di importanza dopo lo scià e gli USA, che occupavano rispettivamente il primo e il secondo posto.

Inizio delle ostilità

Il 22 settembre 1980, nello stesso giorno in cui i ministri dei paesi OPEC erano riuniti a Vienna per organizzare i festeggiamenti per il 20° anniversario dell’organizzazione creata nel 1960, si ha l’attacco dell’Iraq contro l’Iran, via terra ed aria, due paesi OPEC appunto.

Il 23 settembre, il secondo giorno, comincia un attacco aereo da parte dell'Iraq sulla raffineria di Abadan, che all’epoca era la più grande del mondo, su porti e su altre strutture petrolifere iraniane. L’Iran contrattacca cercando di soffocare le esportazioni di petrolio iracheno attraverso il Golfo e riesce a convincere la Siria a interrompere le esportazioni di greggio verso l'Iraq che avvenivano attraverso una serie di oleodotti. A questo punto all’Iraq rimane solo un altro oleodotto per le proprie esportazioni, ovvero quello che passava attraverso la Turchia.

L’Iraq credeva di poter condurre una guerra lampo grazie al quantitativo di armamenti immenso fornito dall’allora alleato URSS, contro l’Iran che appariva isolato e indebolito a causa della rivoluzione terminata da poco. Gli effetti immediati di queste prime fasi della guerra sul mercato del petrolio sono dunque la drastica riduzione delle...

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

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