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Il Caucaso e la regione del Mar Caspio

Per diverso tempo, Baku, in Azerbaigian, è stata il centro della produzione petroliera sovietica, ruolo che poi è stato assunto dal Bacino del Volga. Con gli anni, c'è stato un deterioramento delle strutture onshore. Stalin era molto ansioso di aumentare la produzione petrolifera, e nel 1947 viene fatta costruire Oily Rocks, una vera e propria città petrolifera offshore sul Caspio davanti a Baku, che consisteva in un'enorme piattaforma comprendente le strutture petrolifere e le abitazioni degli operai che ci lavoravano. C'è un grandissimo sviluppo, tant'è che i geologi sovietici trovano altri tre campi offshore vicino a Oily Rocks ancora più ricchi e promettenti.

Secondo un rapporto della CIA del 1955, Oily Rocks era il più grande produttore di greggio dell'Azerbaigian, con 14 milioni di barili all'anno. Il futuro dell'area di Baku sarebbe dipeso dalle operazioni offshore, dal momento che i pozzi onshore erano inutilizzabili, in parte perché danneggiati durante la guerra e in parte perché i sovietici li avevano coperti col cemento per evitare che i tedeschi ne prendessero possesso. Tuttavia, questi pozzi avevano una profondità notevole di quattro miglia sott'acqua. I sovietici non disponevano della tecnologia necessaria e i ritrovamenti fatti nella zona del Volga e nella Siberia occidentale avevano finito per mettere in secondo piano Baku.

La Guerra Fredda e gli Embargo

Durante la Guerra Fredda, vigeva l'embargo nei confronti dell'URSS e del blocco comunista in generale sui macchinari e sull'equipaggiamento petrolifero, che durò circa una ventina d'anni; ad esempio, Enrico Mattei era stato criticato per aver concluso un accordo con l'URSS per avere il petrolio in cambio di attrezzature petrolifere. Con la presidenza Nixon, si passa alla distensione dei rapporti tra USA e URSS, che anche mediante Kissinger si esplica in visite e in nuovi rapporti, nella conclusione di accordi sulla limitazione delle armi strategiche, e così via. Da parte americana, la distensione mirava sostanzialmente all'apertura di nuovi mercati ed era dettata dalla volontà di uscire da una situazione economica non tanto florida caratterizzata dalla svalutazione del dollaro, l'uscita dal sistema di Bretton Woods della convertibilità del dollaro in oro, la concorrenza da parte dell'Europa occidentale dove la CEE risultava capace di concorrere con i mercati tradizionalmente di dominio statunitense e la concorrenza altrettanto agguerrita delle industrie giapponesi.

Nel giugno del '73, si ha una ripresa del mercato anche in quei settori e per quei materiali che durante l'embargo erano proibiti, con la visita di Breznev negli USA e l'istituzione dell'USTEC (US-USSR Trade and Economic Council), il Consiglio Economico e del Commercio USA-URSS. In quell'occasione, il leader sovietico avvisa anche gli USA sul fatto che in Israele sarebbe successo qualcosa a breve, ma non ricevette grande attenzione in merito. L'ARMCO Steel, un'acciaieria dell'Ohio, riesce a inserirsi in questo patto e a concludere un accordo per cinque anni sul commercio di materiali ferrosi e di attrezzature petrolifere per le attività offshore e nel 1976 arriva a Baku la prima trivella per la ricerca del petrolio in grande profondità. Faceva parte della distensione anche un accordo che consentiva agli ebrei residenti in URSS di emigrare. Sotto Nixon, ma anche sotto Ford, queste emigrazioni venivano gestite in maniera discreta perché l'URSS desiderava che non fosse data pubblicità a un fatto che non le dava molto prestigio. Sotto Carter, questi metodi poco aperti vengono eliminati, e venendo a cessare questo chiudere un occhio da parte sovietica, gli USA sono costretti a porre delle restrizioni alle esportazioni.

L'invio della trivella era quindi contrario alla legge americana. Pertanto, i componenti della trivella sono stati inviati in Norvegia e da qui a Baku. La legge è stata quindi aggirata, facendo passare la vendita americana per una vendita norvegese.

Nuovi Elementi sulla Scena Internazionale

Negli anni '80, nuovi elementi vengono a incidere sulla politica internazionale. Innanzitutto, l'avvento al potere di Michail Gorbaciov nel 1985, che si impegna subito nella perestroika, un programma di riforme economico-sociali per la cui realizzazione era necessaria la quantità maggiore possibile di capitali. Nella vicenda degli accordi petroliferi riguardanti la regione del Caucaso compare l'affarista James Giffen che ritenne di poterne approfittare per costituire un consorzio mettendo insieme una serie di compagnie americane, come ad esempio Johnson & Johnson e Eastman Kodak, in modo che commerciassero con l'URSS. Tuttavia, non risultava vantaggioso per Gorbaciov perché se fossero state aperte delle filiali per la vendita in URSS, i sovietici avrebbero potuto pagare queste ditte americane solamente con la loro valuta, il rublo. Giffen allora escogita un modo per bypassare l'ostacolo della transazione valutaria con l'ingresso di una compagnia petrolifera nel consorzio commerciale, in quanto il petrolio sul mercato mondiale è pagato in dollari e la compagnia avrebbe potuto convertire i rubli in dollari in modo che gli altri membri del consorzio avrebbero potuto incassare dollari e non rubli.

Fino agli inizi degli anni '70, la compagnia americana Chevron, che insieme ad altre tre compagnie faceva parte dell'Aramco, disponeva di grandissime quantità di greggio e non era interessata ad averne dell'altro. A metà degli anni '80, con il collasso del prezzo del petrolio, la fine della concessione da parte dell'Arabia Saudita a tutte e quattro le compagnie presenti e i poco significativi ritrovamenti di greggio in altre aree dove era presente, quali Mare del Nord, Nigeria e Angola, la portano a ritrovarsi nel disperato bisogno di avere nuove riserve di petrolio. Il luogo più promettente sembrava l'Unione Sovietica, e da qui il suo ingresso nel consorzio creato da Giffen, che venne salutato con gioia da Gorbaciov, il quale vede la possibilità di finanziamento dei suoi programmi e maggiori guadagni anche per la stessa URSS, dal momento che la compagnia avrebbe fatto le ricerche ed esportato. Il nome della Chevron era anche una sorta di garanzia perché il solo fatto dell'ingresso di una compagnia così importante, ha portato con sé molte altre grandi compagnie americane. Membro del comitato direttivo della Chevron era anche Condoleeza Rice, l'allora Consigliere per la Sicurezza Nazionale americano. La Chevron intendeva garantirsi il cosiddetto campo petrolifero perfetto.

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

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