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Politica e media nell'età contemporanea

Introduzione

Tutti i soggetti della politica (capi di stato e di governo, ministri, partiti politici, istituzioni, leader, candidati, movimenti sociali) devono comunicare. Hanno tutti quanti bisogno di informare e convincere per:

  • Gestire la cosa pubblica (istituzioni)
  • Ottenere o mantenere consenso (campagne elettorali)

Spesso i due scopi sono interconnessi. Questa esigenza fa parte da sempre della vita politica, a partire dai tempi della polis greca. Con il tempo, la comunicazione in politica è diventata ancora più pressante e, al contempo, più complessa. Fare politica significa comunicare, far circolare idee e opinioni nella forma più gradevole possibile.

Il linguaggio della politica

La politica, come specifica attività umana, adotta peculiari forme espressive per rivolgere i propri messaggi ai destinatari. In che modo la politica comunica, dentro o fuori i media?

  • Uso di un determinato registro linguistico: non solo le parole e la loro combinazione sintattica e semantica, ma, per esempio, anche i gesti. Può essere più o meno drammatico, emotivo, criptico, volto a coinvolgere o a stabilire una distanza. Dopo la Seconda guerra mondiale è nata una “nuova retorica”, che rappresenta un’estensione della retorica classica ed è segnato dall’incontro con i mass media. Oggi: successo dello storytelling.
  • Rituali politici: è un’attività regolata di natura simbolica (non pratica), che ha forti analogie con i rituali religiosi. Esempi: le incoronazioni, i giuramenti dei governi, i cortei, i comizi, i dibattiti e le votazioni parlamentari, i congressi di partito, le stesse elezioni. Possono avere diverse finalità:
    • Raccogliere solidarietà
    • Mostrare un potere, drammatizzare il dominio, rendendo tangibile la forza e la legittimità di chi esegue il rito o di chi vi viene celebrato
    • Dare un senso condiviso agli eventi della vita sociale, alle azioni che una collettività sta compiendo (es: elezioni)
    • Distruggere l’immagine pubblica di un nemico
  • Simboli: sono la parte oggettiva di un rituale. Esempi: bandiere, stemmi, segni grafici, simboli elettorali, capi d’abbigliamento. “Non c'è politica senza rituali, non si dà rituale senza simboli” (Kertzer).

La comunicazione politica, così come la conosciamo oggi, ha preso forma solo in tempi relativamente recenti. Oggi il linguaggio della politica (retorica, ritualità, simbologia) è organizzato in larga parte in funzione dei media. I riti, le cerimonie, le celebrazioni vengono ad assumere un posto nella memoria collettiva del pubblico non nella forma in cui esse sono di fatto officiate, ma in quella in cui sono trasmesse.

I precedenti

  • La polis greca: nelle agorà delle città-stato si forma un embrione di organizzazione sociale di carattere urbano e di natura democratica. I cittadini discutono, si scontrano, collaborano, deliberano sulle sorti della collettività. Nasce la retorica, l’arte della persuasione per eccellenza (Platone e Aristotele), per strutturare una successione di argomenti in una determinata forma dialettica e stilisticamente bella.
  • Roma repubblicana: il governo era retto da magistrati eletti dai cittadini. Si sviluppano tecniche di seduzione e manipolazione dell’elettorato. Vengono da lì molti termini, come “candidato” o “comizio” (Lettera a Cicerone del fratello, Quinto Tullio: Commentariolum Petitionis, manualetto di campagna elettorale).
  • Dopo la caduta della repubblica romana: dispotismo e soffocamento delle voci libere, a parte alcune brevi esperienze (città-libere nel Nord Europa, i comuni in Italia). La comunicazione politica ha soprattutto finalità manipolatorie (controllo sull’informazione, Machiavelli).
  • Illuminismo, Rivoluzione americana e Rivoluzione francese: nuovi ideali democratici, che ricordano la polis greca. La comunicazione politica non ha finalità manipolatorie, ma l’obiettivo di contrastare l’arbitrio del potere politico. Con le gazzette, si diffonde un giornalismo libero. Rappresentanza della volontà popolare, pubblicità degli atti del potere, discussione pubblica: si forma la “sfera pubblica”, i cittadini, con la conoscenza e il libero dibattito, limitano il potere assoluto dello Stato e ne diventano controllori (Hannah Arendt, Jürgen Habermas).

Continuità di lungo periodo

La comunicazione si sviluppava attraverso forme di comunicazione interpersonale. I soggetti politici controllavano la diffusione e la circolazione del proprio messaggio. Il discorso politico era un processo comunicativo a circuito chiuso tra le élite politiche, a causa dell’esclusione delle masse popolari. Il contesto è quello di una società illiberale e poco numerosa, molto differente dalla società di massa che prenderà forma in seguito.

Thompson, Mezzi di comunicazione e modernità: «i salotti, i circoli e i caffè di Londra e Parigi sono l’equivalente delle assemblee e delle piazze del mercato dell’antica Grecia. Come in Grecia, nell’Europa della prima modernità, la sfera pubblica è costituita in primo luogo dalla discussione, dal confronto tra diverse argomentazioni, opinioni e punti di vista, ossia dallo scambio dialogico di parole all’interno di un luogo condiviso», a cui partecipa un numero limitato di persone.

La svolta

Intorno alla metà del XIX secolo, due processi nuovi, connessi al crescente protagonismo delle masse:

  • Progressiva inclusione delle masse popolari nella dialettica politica
  • Nascita delle comunicazioni di massa

Le aristocrazie del potere politico sono obbligate ad aprire il circuito a input esterni, con effetti profondi sugli antichi equilibri e sulla formazione di nuovi soggetti. Nuovi fenomeni cambiano la vita politica:

  • Le campagne elettorali, con i loro rituali
  • Gli scontri fra partiti nei parlamenti d’Europa
  • Il sorgere di grandi leader politici
  • La creazione di prestigiose testate giornalistiche

Si forma una sfera pubblica mediatizzata.

La politica di massa

Estensione del diritto di voto: più larga partecipazione delle masse alla vita politica e democratizzazione.

  • Riduzione del monopolio dell’aristocrazia
  • Accesso ai diritti politici anche di strati delle classi popolari

Le tappe dell’estensione del suffragio:

  • Censitario maschile con soglia di reddito alta (in Francia universale maschile dal 1848)
  • Abbassamento della soglia di reddito, inclusione della popolazione maschile alfabetizzata
  • Universale, all’inizio solo maschile, in un secondo momento esteso anche alle donne

Il voto alle donne:

  • Rivendicazione dei diritti politici e civili
  • Crescente partecipazione delle donne alla vita politica, sociale e culturale
  • Lento inserimento nel mondo del lavoro

Cambia il rapporto tra società e politica: crescente importanza delle istituzioni rappresentative (i parlamenti). Metodi di voto più moderni e democratici:

  • Cabina, scheda chiusa, pubblicità delle liste elettorali voto segreto garantiscono la libertà di voto
  • Eleggibilità e indennità parlamentare

Nascono i partiti politici di massa: prima socialisti e cattolici, superamento del notabilato, i partiti sono i centri di educazione politica. Organizzazione:

  • Struttura organizzativa professionale con funzionari retribuiti
  • Organizzazione capillare
  • Regolamento e programma ufficiali
  • Diffusione nazionale
  • Programma politico coerente con un’ideologia forte
  • Ricorso a pubblicità e giornali

La sfera pubblica mediatizzata

Interazione fra:

  • Sistema dei media
  • Cittadini
  • Sistema politico

Stampa e politica

Libertà di stampa

Svolta decisiva nella storia della comunicazione politica: generale estensione della libertà di stampa, suffragata dal riconoscimento del diritto di libertà di opinione sancito da alcuni documenti fondamentali come la Costituzione americana (1787-91) e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1798).

Nel corso dell’800, in molti stati occidentali nuove carte costituzionali o statuti giuridici concedono la libertà di stampa. Tuttavia, anche nei paesi dove il diritto alla libertà di stampa è formalmente riconosciuto viene continuamente messo in discussione, limitato o sospeso da governi di varia ispirazione politica, attraverso minacce, norme restrittive e interventi legislativi (soprattutto in periodi di “emergenza”).

L’ampliamento della libertà di stampa è un processo fondamentale, ma graduale, diseguale, non lineare e contrastato. Su scala mondiale, il conseguimento di un’effettiva libertà di stampa è un problema ancora attuale (vedi cartina).

Le funzioni politiche della stampa

Anche grazie al riconoscimento giuridico e costituzionale della libertà di stampa in molti stati occidentali, per tutto il XIX secolo la stampa (e più in generale l’intero panorama dell’editoria) rappresenta il mezzo principale di espressione e diffusione delle idee politiche, oltre che di narrazione degli eventi politici (stretto rapporto tra storia della stampa e storia della politica).

Verso la fine dell’800, i giornali hanno ormai assunto diverse funzioni “politiche”. Si riconoscono due principali tipologie di giornale, in base al rapporto con la politica:

  • Informare e influenzare l’opinione pubblica = quotidiani e periodici d’informazione e opinione
  • Propagandare idee politiche = organi di movimenti e partiti

Informare i lettori

Fin dalla nascita delle gazzette, la vita politica (locale, nazionale, internazionale) è il tema principale per la maggior parte dei giornali. Anche se con la diffusione della stampa popolare nella seconda metà dell’800 iniziano a trovare più spazio altri argomenti (cronaca nera, spettacoli, sport ecc.), le vicende politiche rimangono al centro dell’attenzione di quasi tutti i quotidiani.

Nasce la figura del giornalista esperto di politica e conoscitore degli ambienti parlamentari, ministeriali, militari, diplomatici (cronisti, reporter, corrispondenti ecc).

Funzione civile dell’informazione

  • Educazione politica del pubblico: “democratizzazione” delle masse?
  • Azione di controllo sul potere politico: “Quarto potere”, concetto che si diffonde già nell’800, con un’accezione positiva (mito del giornalista incorruttibile, “cane da guardia” del potere).

Testo di A. de Tocqueville, La democrazia in America: La stampa esercita un immenso potere in America; mette incessantemente a nudo i segreti moventi della politica e costringe gli uomini politici a comparire, di volta in volta, davanti al tribunale dell’opinione; riunisce gli interessi intorno a certe dottrine e formula il simbolo dei partiti.

  • Formazione di un’identità comunitaria: favorire il sentimento di appartenenza a una specifica comunità (locale e/o nazionale). In particolare, la diffusione negli ultimi decenni dell’800 di testate che assumono la dimensione dello stato nazionale come proprio spazio di riferimento (e tendenzialmente di distribuzione) rappresenta un fattore di consolidamento dell’idea stessa di nazione.

Influenzare l’opinione pubblica

Qualsiasi giornale che segue le vicende politiche esprime anche, in forme più o meno esplicite, opinioni politiche. Tendenza a riprodurre l’indirizzo politico dell’editore e di chi fa il giornale, ma anche a rispecchiare le posizioni prevalenti tra i propri lettori, nel tentativo di fidelizzare un pubblico che spesso è connotato da una precisa appartenenza geografica, politica e sociale.

Si afferma la figura dell’opinionista (o editorialista), che commenta i recenti eventi politici, giudica l’operato del governo, espone il proprio punto di vista. Ogni giornale tende a collocarsi in una determinata area d’opinione.

Il panorama italiano

  • Liberale: “Stampa”, “Corriere della sera”
  • Destra conservatrice: “Resto del carlino”
  • Democratico-radicale: “Messaggero”
  • Cattolica: “Osservatore romano”
  • Nazionalista: “Regno”, “Voce”
  • Socialista: “Avanti!”

Effetti della politicizzazione della stampa

  • Circolazione di idee e punti di vista contrapposti (differenziazione ideologica del corpo elettorale).
  • Divisione tra stampa filo-governativa e d’opposizione (pluralismo).
  • Frequenti ingerenze del potere politico ed economico (complessità dei rapporti tra stampa, classi dirigenti e grandi masse).
  • Ruolo attivo nella vita politica (capacità di influire sull’esito degli eventi).

Due esempi di fine 800: guerra ispano-americana (1898) + affare Dreyfus (1894-99).

La guerra ispano-americana

La guerra ispano-americana fu combattuta nel 1898 tra gli Stati Uniti e la Spagna in merito alla questione cubana. Soprattutto la stampa del gruppo “Hearst”, allora influentissima, per mesi eccitò la popolazione americana descrivendo le crudeltà spagnole a Cuba. Dopo l’affondamento del “Maine”, un incrociatore Usa, la capacità della stampa di fomentare l’indignazione popolare fu decisiva per spingere il Congresso a dichiarare la guerra.

L'affaire Dreyfus

Nel 1894, il capitano dell’esercito francese Alfred Dreyfus, alsaziano e di origine ebraica, fu accusato di tradimento e intelligenza con la Germania. Si scontrarono, per due decenni, i “dreyfusardi”, che difendevano l’innocenza di Dreyfus (tra loro Émile Zola con il suo intervento giornalistico denominato J'accuse), e gli “antidreyfusardi”, partigiani della sua colpevolezza (tra questi, i gruppi nazionalisti e antisemiti). La stampa ebbe un ruolo decisivo: furono organizzate ampie campagne e tutti i giornali presero posizione. Dreyfus era innocente.

La disillusione

I legami con il mondo politico hanno fatto apparire semplicistica e ingenua l’immagine della stampa come “quarto potere”, inflessibile controllore del potere politico ed economico. La “disillusione” si è rafforzata nel corso del ’900, quando la proprietà dei giornali è in molti casi passata dagli “editori puri” a società conglomerate riconducibili ai grandi gruppi dell’industria e della finanza.

La stampa raccontata

  • Visione critica: Quarto potere (Orson Welles, 1941)
  • Visione eroica: L’ultima minaccia (Richard Brooks, 1952)
  • Disillusione: I tre giorni del condor (Sidney Pollack, 1975)

La stampa di movimenti e partiti politici

Con la nascita dei partiti di massa, nascono anche gli organi di partito: trasformazione di fogli e opuscoli politici (spesso con periodicità saltuaria e durata effimera) in giornali organici (spesso quotidiani, ma anche di diversa periodicità), compilati da un’apposita redazione interna al partito, diffusi tra gli iscritti e nelle sezioni locali tramite abbonamento.

Funzioni:

  • Propaganda ideologica
  • Dibattito interno e definizione della linea politica
  • Strumento identitario di affermazione dell’esistenza stessa del partito

Gli organi dei partiti socialisti

Prototipo: “Vorwärts”, giornale del Partito socialdemocratico tedesco (SPD) fondato nel 1876; modello per altri giornali socialisti, come l’“Avanti!”.

Gli organi nazionalisti

Non solo i partiti socialisti si dotano di organi di stampa, ma anche i nuovi movimenti nazionalisti.

L'informazione al cinema

I cinegiornali: cortometraggi di attualità ed informazione proiettati nelle sale cinematografiche prima dell'inizio dello spettacolo e caratterizzati da un taglio generalmente documentaristico o di reportage e da un ritmo veloce dei servizi, determinato dalla sua durata contenuta (generalmente una decina di minuti). Furono trasmessi dall’inizio degli anni Dieci fino agli anni Sessanta. I primi furono proiettati in Francia, nel 1911, ideati da Charles Pathé.

La propaganda nella prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale (1914-1918)

  • Una guerra di tipo nuovo: le tecnologie e la guerra di trincea
  • Una guerra totale (mobilitazione del fronte interno)
  • Una guerra globale
  • Stati Uniti ed Europa
  • La Rivoluzione russa
  • La fine della guerra

La stampa e la grande guerra

Cresce la diffusione di giornali. Le popolazioni hanno fame di notizie provenienti dal fronte. La stampa popolare e i grandi giornali furono favorevoli alla guerra e parteciparono dello spirito interventista. Questa era anche la posizione dei proprietari delle grandi catene. I politici attribuirono alla stampa la capacità di influenzare e indirizzare l’opinione pubblica. Crebbe anche di conseguenza il potere dei giornali e dei giornalisti.

Due opinioni degli studiosi (vere entrambe):

  • La stampa ha creato un clima d’opinione favorevole alla guerra
  • La stampa non guidò l’opinione pubblica ma ne rispecchiò le idee dominanti

Immediata risonanza mondiale dello scoppio del conflitto: articolo "La causa de Francia es la causa de la humanidad" su un giornale uruguayano (La Razón, Montevideo, 3 settembre 1914).

I governi e i media

I governi dei paesi belligeranti:

  • Da una parte, non potevano tollerare messaggi critici o non conformi al clima di unità nazionale, così come le notizie che potevano divulgare informazioni riservate.

Censura molto severa: ogni giornale doveva essere sottoposto ad approvazione prima di andare in stampa. I passaggi non autorizzati venivano tagliati e rimaneva uno spazio bianco. Alcuni giornali austriaci protestarono contro la censura, scrivendo “Zensur” negli spazi bianchi. Controllo sulla stampa: il giornale francese “Le Bonnet rouge” fu parzialmente finanziato dai tedeschi. Il 12 luglio 1917, dopo che questa situazione fu scoperta, le pubblicazioni furono sospese e i collaboratori incriminati.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alidst di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica e Media nell'età contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Pasetti Matteo.
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