Che materia stai cercando?

Appunti esame Pedagogia speciale

Appunti di pedagogia speciale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Pavone dell’università degli Studi di Torino - Unito, facoltà di Scienze della formazione, Corso di laurea in scienze della formazione primaria. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Pedagogia speciale docente Prof. M. Pavone

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Allievo di Itard, Eduard Seguin educatore dentro un istituto, direttore per

disabili con problemi mentali

Differenza tra i 2: esperienza di Itard isolata (un solo allievo), Seguin si occupa

degli adolescenti del suo istituto e inventa un metodo per coltivare la loro

intelligenza e ha inventato i materiali didatti x educazione materiale e

sensoriale. I suoi materiali hanno ispirato quelli della Montessori.

Per le sue idee repubblicane è dovuto fuggire da Parigi (periodo napoleonico).

La sua esperienza ha avuto 2 fasi ed è durata 5-6 anni.

Film: curiosità sociale verso questi bambini selvaggi. Alto tasso di abbandono

dei b. alcuni sordi comunicano verbalmente altri con i gesti. 2 ipotesi sul

bambino:

Pinelle: è stato abbandono perché era idiota

Itard: è stato abbandonato perché era un figlio illegittimo, hanno tentato di

ucciderlo ed è diventato disabile perché non ha vissuto in una società

Può capitare che dei medici diversi diano dei responsi diversi.

Avviene la classificazione dei disturbi, entrano dei criteri scientifici per

indentificarli.

19/02/2018

Epoca contemporanea (xx secolo)

Verso la parità dei diritti (dal 1900 ai giorni nostri)

In molti paesi obbligo scolastico x i bambini (legge coppino 1977)

Alla fine degli anni 80 affermate leggi x cui i b devono andare a scuola

Allora si capisce che non tutti imparano allo stesso modo, difficoltà

nell’imparare ‘’misurata’’

Compare la pedagogia sperimentale studia come funziona la mente dei b

2 protagonisti che hanno inventato i test per la misurazione dell’intelligenza:

(1910 circa)

- BINET

- SIMON

Propongono i loro test per giustificare come mai alcuni b non imparavano 

emergono le fasce con difficoltà

IMPOSTAZIONE DELLE SCUOLE

Nascono le SCUOLE NUOVE (fine 1800) in cui vengono rinnovati i metodi di

studio 10

Si adottano metodi che sollecitano l’attività dell’allievo, ribaltano l’ottica,

dalla scuola in cui l’insegnante è al centro dell’offerta formativa ad una

scuola in cui l’allievo è al centro della didattica (Francia, regno unito)

ATTIVISMO PEDAGOGICO movimento forte, nuove pratiche pedagogiche

(1920 circa)

- Dewey nord America

- Maria Montessori altri Europa

- Freinet

Nuove teorie secondo cui al centro della scuola c’è il b. Si afferma il principio

dell’ INDIVIDUALIZZAZIONE ( bisogna partire dall’interesse del b. , la scuola

deve essere a misura dei bambini.

Movimento si è rivolto all’infanzia normale, non direttamente a quella

disabile. Indirettamente molti hanno cominciato i loro studi con b. con ritardi

mentali (disabilità)

Decroli, montessori

Poi hanno esteso le idee ai b normali

Att. Ped ha portato dei condizionamenti positivi all’educazione dei b con

disabilità

INFLUENZA INDIRETTA

- Attenzione all’infanzia disabile – nuovi saperi

- Scuole Nuove e Attivismo pedagogico

- Asili- scuole e scuole speciali classi differenziali (primo ‘900)

- Obbligo scolastico per i disabili sensoriali e con problemi fisici

- Formazione degli insegnanti specializzati

- Anni ’50 – ’70: verso l’integrazione scol.

- La stagione dei diritti sociali e civili

Montessori quando era allieva di de santis

De santis (prof universitario della montessori e della montesano ) ha aperto i

primi asili – scuola per bambini con ritardo mentali o problemi nella

socializzazione

Non sono asili – scuola come quelli aperti nel 1800 (erano rivolti agli adulti)

In essi si propone un’educazione globale

Si sviluppa l’attenzione medico- psico – pedagogico verso i b con problemi

Asili- scuola precursori delle SCUOLE SPECIALI

Prima metà 900 in europa scuole speciali (1930)

 11

Con l’affermarsi delle scuole speciali si è ridotto il potere degli istituti che non

sono scomparsi ma si sono svuotati della popolazione (in particolare infantile)

Scuole diurne (senza ricovero), erano più diffuse

Avevano dei programmi di studio

Funzioni delle scuole speciali: Apprendimento, scolarizzazione e riabilitazione e

il mantenimento dei b nel proprio tessuto sociale (frequenza giornaliera)

Assoluto progresso rispetto agli istituiti

Scuole speciali x sordi, x ciechi x b con problemi intellettive ecc

Da anni 30 fino alla metà del 1970

Essendo scuole avevano bisogno di insegnati, con il 1900 vengono istituite le

prime scuole per la formazione degli insegnanti specializzati

1 scuola magistrale a Roma Giuseppe Montesano e Maria Montessori (scuola

magistrale ortofrenica per la correzione di b con problemi di ritardo mentali)

Fra le categorie di disabili nei confronti dei quali si è deciso che dovevano

andare a scuola sono i b con problemi fisici e sensoriali (legge italiana)

Nelle scuole normali venivano aperte delle classi speciali

ISTITUTI – SCUOLE SPECIALI – CLASSI SOCIALI (dagli anni ’30) fino alla metà

anni ‘70

CLASSI DIFFERENZIALI idea di Montesano , ci andavano i ragazzi difficili

Con problemi di DISADATTAMENTO AMBIENTALE ,con difficoltà sociale e

difficoltà nello studio. Oggi b con HDP

Ci andavano insegnanti normali

Negli altri paese ad esempio francia ci sono ancora ad esempio x gli stranieri)

Abolizione per fattori socio- sociali

- Idea che le scelte che riguardano la scuola devono essere gestite dalla

famiglia (carattere democratico della scuola)

Organi collegiali ( consiglio di classe, di istituto, assemblea studentesca

sono nati nel 1974

Le famiglie con figli con disabilità si sono aggregati in associazioni di

disabili( unione italiana ciechi ecc)

Alle famiglie stanno strette le scuole speciali e vogliono che frequenti le

scuole normali

Adriano Milani Comparetti fra i protagonisti del momento

Si aggregano medici , famiglie e associazioni hanno fatto saltare le ‘’scuole

speciali’’ 12

Molte scuole speciali non garantivano più un’ottima istruzione, c’era dello

scontento. Degrado dei servizi soprattutto a livello dell’istruzione

1971 si stabilisce con una legge che i b con disabilità dovessero frequentare

le scuole normali dell’obbligo (elementari e medie all’epoca) UNICO PAESE AL

MOMENTO

PROCESSO DELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA

Una buona parte però è diffidente , i genitori dei b con problemi sensoriali

temevano che i b non venissero più seguiti

Tuttavia le scuole normali non erano ancora preparate, c’erano classi

numerose, non c’era l’insegnante di sostegno non si parlava di

individualizzazione. Così si è parlato di inserimento selvaggio, di b buttati allo

sbaraglio

Ma tuttavia finalmente grazie ad una gran donna , Franca Falcucci,

ha cambiato nelle scuole normali, e nel 1977 vengono date alle scuole

strumenti concreti per l’integrazione scolastica:

1) Insegnanti speciali di sostegno escono dalle scuole speciali ed entrano

nelle scuole normali

Strumenti didattici e organizzativo

2) Piano educativo individualizzato PEI (obbligatorio per b con disabilità)

3) Scuole comprano attrezzature necessarie

4) Sono diventate possibili le attività di laboratorio per classi o gruppi. Utilità

dei gruppi essere in pochi, collaborazione nel lavoro, attività

integrative (teatro, musica) curriculo scolastico più flessibile (ne hanno

beneficiato tutti gli studenti)

Novità organizzativa

5) Responsabilità del PEI non solo degli insegnanti ma anche del medico e

dei genitori del bambino (rivoluzione nella scuola perhcè nel progetto

educativo si occupano i suoi insegnanti insieme ai genitori e allo

specialista che lo segue)

Come mai l’esigenza di una triade? (franca falcucci) bisogni di

scolarizzazione (insegnanti) bisogni educativi, di autonomia personale,

rispetto delle regole ( genitori) bisogno del medico se non parla, se non

si controlla nel comportamento ecc

Legge del 1971 non chiude le scuole speciali che non sono mai state chiuse (ne

abbiamo alcune in Italia), sono state più che altro svuotate

Prima del 1977 i bambini non potevano lavorare in gruppi, il lavoro di gruppo

non era autorizzato

1974 riguarda l’organizzazione della scuola 13

STORIA DELL’EDUCAZIONE DEI CIECHI

Antichità ai ciechi attribuivano poteri divinatori (Omero, oracoli)

Doppio approccio o venivano eliminati o suscitavano interpretazioni magiche

Mancanza vista rapporto privilegiato con le divinità (non si è distratti dagli

eventi del mondo , quindi può avere dei contatti diretti con gli dei, poteri

divinatori (di prevedere il futuro)

Dal medioevo (società rurale) alla società urbana, la caritas si esprime con la

segregazione

nel XVII secolo, interesse filosoficorazionalistico verso i ciechi (Diderot)

come mai? Per giustificare come mai ad una perosna che manca un organo può

conoscere il mondo che lo circonda e può sapere

1796: primo tentativo di istruzione dei ciechi (V.

Haüy); scrittura in rilievo, con il punteruolo

- Si scommette sulla possibilità di una loro educazione

- Questi tentativi negli istituti

- Haüy si pronuncia Avi, ha inventato la scrittura in rilievo con il punteruolo

(ma è un metodo non sufficiente)

metà del 1800 Braille inventa il metodo; si moltiplicano gli istituti per l’istruzio

ne dei ciechi

- Metodo Braille sistema x scrivere e leggere adatto ai ciechi che ha

come unità di misura il punto in rilievo e attraverso l’organizzazione di

puntini fa scirvere ai suoi compagni tutte le lettere dell’alfabeto e le

parole (metodo che apre le porte per l’istruzione dei ciechi) tastiera in

braille

I CIECHI scrivono da destra a sinistra

A = UN PUNTINO A DESTRA

B= 2 PUNTINI A DESTRA

fine anni Venti del secolo scorso: obbligo di istruzione

dal 1976 in Italia: integrazione scolastica

20/ 2/ 2018

1928 stabilito in Italia che i ciechi e i sordi e i b con problemi fisici

viene

dovevano andare a scuola (andavano negli istituti e nelle scuole speciali)

1971 Italia unico paese, b con disabilità dovessero andare a scuola (scuole

normali) legge 118 che parla di minorati e invalidi (vale per tutti tranne ciechi e

sordi) 14

1977 si sono trovati elementi per migliorare l’offerta formativa e entrano i

ciechi nel 76 e i sordi nel 77

STORIA DELL’EDUCAZIONE DEI SORDI

origini: al tempo di Greci e Romani, nessuna educazione, venivano reclusi a

casa. Si ignora la differenza tra sordità e mutismo

sordo problemi all’apparato uditivo, ma non ha problemi alla vocalizzazione

(non ascoltando emette suoni sgradevoli)

XVIXVII secolo: istruzione privata ai nobili. Vicarianza sensoriale; utilizzo

della scrittura (Cardano 1500), lettura labiale (Padre P. Ponce) e alfabeto

manuale (Bonet 1500/1600)

- Figli di nobili con sordità

- Una delle cause : matrimonio tra consanguinei

- Veniva convocato un recettore

- In questi secoli nascono le prime esperienze di VICARIANZA

SENSORIALE vicarianza = sostituzione di un organo di senso con un

altro, potenziando i sensi residui (compensare ciò che mi manca)

- La vista in particolare viene potenziato

- La vicarianza si acquisisce con l’educazione

Medici o sacerdoti fanno da recettori

Cardano utilizza la scrittura per farlo imparare, sostituzione della

medico,

parola parlata con quella scritta

Ponce vede che il sordo presta attenzione al movimento delle

religioso,

labbra, oltre alla scrittura usa la lettura labiale (metodo oggi ancora utilizzato)

Bonet religioso anche lui, inventa l’alfabeto manuale scansione delle

 

lettere dell’alfabeto utilizzando le dita, utilizzato soprattutto per i nomi propri

DATTILOLOGIA nome scientifico, per dire alfabeto manuale

XVIII secolo: 1774, C. de L’Epée inventa il metodo dei gesti, opposto all’oralism

o.

Direttore religioso de L’Epée nota che fra i sordi vi è una comunicazione con

i gesti, si interessa alla gestualità dei sordi (la + naturale)

Ha codificato i gesti dei sordi, ha inventato il metodo gestuale 

comunicazione alternativa

Ha insegnato la grammatica con il metodo gestuale

Alla fine del 1700 e inizio 1800 vengono utilizzati 2 metodi per insegnare:

1) Il più diffuso, secondo cui il sordo si deve adattare agli altri dattilologia,

lettura labiale ecc

2) In altri istituti si privilegiava il gesto, si abbandona la scrittura e la lettura

labiale 15

Nasce un dibattito per i metodi

Medici scrittura,moralismo

Religiosi gestualità, + spontanea

Fine 1880: la controversia dei metodi prevale il metodo oralismo che ha

avuto dalla sua parte il progresso della scienza

In Italia, proliferano le iniziative private, l’oralismo (Pendola) e la

dattilologia (Assarotti)

Nel 1928 obbligo scolastico per i sordi in istituti e scuole

speciali. Dal 1977 in Italia, integrazione scolastica

Nei paesi occidentali prevale il metodo oralista.

Nel nord America c’è una grande diffusione del metodo gestuale portato da

Seguin

Oggi si chiama lingua italiana dei segni LIS

La scelta del modo di comunicare appartiene alla famiglia

ENS ente nazionale sordi, difende la cultura dei segni

EPOCA DEI DIRITTI riconosciuti anche a livello mondiale

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (2006)

- Tappa fondamentale

La convenzione Onu è un pronunciamento di alto livello e vale pin tutti i paesi

che riconoscono l’ONU ma deve essere poi riconosciuti nel proprio

2009 italia fa diventare la convenzione onu legge dello stato italiano

Il set di tutele da garantire di Martha Nussbaum

aspettativa di vita

 salute corporea

 diritto all’integrità del corpo (no violenze; esercizio delle funzioni

 corporee)

diritto all’esercizio del pensiero, dell’immaginazione (istruzione, arti,

 libertà di espression

espressione delle emozioni

 pianificazione della propria vita

 appartenenza comunitaria e socialevivere nel mondo della natura (ambie

 nte, animali, piante)

gioco e tempo libero

 16

controllo sull’ambiente (cittadinanza attiva, lavoro, possesso di beni

 materiali)

CONCETTO VITA INDIPENDENTE

Anche i disabili hanno rivendicato questo diritto in California e nel Regno Unito

Studenti con disabilità o professori

Questo concetto è diventato poi un movimento e con la globalizzazione e con

l’affermarsi dei social media si è esteso a tutti i paesi

Vita indipendente = non significa non ho bisogno degli altri, di supporti

materiali

Rapporto tra autonomia e indipendenza

Autonomia associata all’adulto matura, ma oggi l’adolescenza si è prolungata

La vita affettiva comporta dipendenza

Concetto di autonomia legato alle dipendenze, concetti correlati, si esercita

autonomia in circostanze con dipendenze

Autonomia avere la possibilità di scegliere tra tante dipendenze

Anche x un disabile autonomia vuol dire poter scegliere rispetto alla propria

vita personale

Oggi ci sono molto più disabili che hanno un lavoro, si sposano, hanno una casa

e una vita propria.

RICOEUR ri – conoscere

Lui dice che l’individuo attraverso la quale ognuno di noi si presenta al mondo

può anche presentarsi come portatrice di un peso ma la persona è sempre

oltre; dunque la dignità umana non intacca la dignità originaria e originale

Individuo concreto (aspetto fisico ecc) / persona

All’interno dell’individuale c’è una dignità umana, una persona con capacità di

relazione

Persona individuale, relazionale e ha un progetto di esistenza ( dimensioni che

appartengono a tutti)

In un disabile noi impattiamo in un individuale (‘’difettoso) ma oltre c’è la

persona di quell’individuo

Invito all’etica anteriore, a considerare la persona , alla ricerca del contatto

La diversità non intacca la persona, la dignità personale

21- 02- 2018 17

Il concetto di vita indipendente significa:

significa poter esercitare il controllo nella vita quotidiana come le

 persone ‘’normali’’

diritto a vivere una vita normale, nei luoghi comuni a tutti: famiglie,

 scuole, trasporti, tempo libero, lavoro ecc

non discriminazione, azione di empowerment verso il minore e l’adulto

 con disabilità: autonomia, autodeterminazione

equilibrio realistico tra competenze

empowerment: iniziativa personale, determinazione

una p con disabilità deve fronteggiare maggiore ostacoli rispetto ad una

persona normale

processo generativo ovvero dinamico che si esprime attraverso la

 capacità di prendere delle iniziative e prendere delle scelte proprie

(l’autonomia personale è legata all’empowerment fondamentale x

tutti, x quanto riguarda i disabili bisogna aiutarli a prendere delle scelte

come si capisce? indicatori: senso di autoefficacia e autostima,

 

gestione del potere o mancanza di potere; attivismo nella comunità,

ottimismo, capacità di controllo sul futuro (oggi fragile x tutti) (dimensioni

psicologiche e politico- sociali)

significato realistico avere dei desideri e delle aspettative, aspirare a

qualcosa

Dati sulla disabilità nel mondo

• Un miliardo di individui vive la condizione di disabilità (OMS e Banca

Mondiale, 2011)

Un miliardo ha a che fare con la disabilità, la disabilità tocca la vita di 1

miliardo di persone (inclusi anche familiari e parenti); gli anziani si avvicinano

alla disabilità

• Nei paesi dell’Occidente:

- cresce la considerazione sociale verso i disabili

- approccio dei diritti umani (“Niente su di noi, senza di noi”)

- progressi nelle scienze mediche e psicopedagogiche, contributi

importanti dallo sviluppo delle tecnologie su diversi versanti sia sul

versante della vicarianza (l’apparecchio permette di sentire) , di

riabilitazione, per la comunicazione

- …ma… disabilità = ancora povertà

- l’80% dei disabili vive nei paesi in via di sviluppo, in condizioni di

povertà e fragili aspettative di vita (le guerre producono disabilità)

aziende obbligati ad assumere disabili 18

filogenesi ontogenesi quello che è stato nella storia riproduce i nostri

rapporti

Dati sul processo di integrazione sociale in Italia

di integrazione sociale

in Italia • In Italia, circa 3 milioni di individui con disabilità (5% della

popolazione) di tutta le età

• Censis: la disabilità è tema poco presente nell’agenda istituzionale, ancora

molto a carico delle famiglie

• Oltre 230.000 studenti con disabilità nelle scuole; principali strumenti per

l’integrazione scolastica: tecnologie informatiche e personale; pluralità di figure

a supporto dell’integrazione

- poco meno di 120.000 insegnanti per il sostegno nelle scuole (rapporto 1:

2)

- oltre 186.000 studenti con DSA nelle scuole ( a. s. 2014/15)

DSA = disturbi specifici di apprendimento

DALLA DISABILITA’ AI BES (bisogni educativi speciali)

Sottocategorie OCSE organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo

economico o OECD

3 tipologie di problemi differenti, le tipologie di BES

disabilità – disturbi:

- fisici

- psichici

- sensoriali

- intellettivi

DSA (disturbi specifici di apprendimento)

- dislessia

- disortografia, disgrafia

- discalculia

disagio- disadattamento

- difficoltà linguistico-economico-culturali

- problemi comportamentali

in Italia fino al 2010 erano disabili sono b con problemi intellettivi fisici e

psichici

per altri paesi i disabili stanno nelle scuole speciali, nelle scuole normali DSA

All’università i bes non vengono presi in considerazione come tutela

Queste categorie valgono in tutti i paesi che aderiscono all’ OCSE 19

COME SIAMO ARRIVATI STORICAMENTE AI BES NEI DIVERSI PAESI

Distinzione tra Italia e gli altri paesi OCSE

ITALIA = 1992 legge quadro sull’ handicap

Ha stabilito che i minori con disabilità devono andare a scuola in tutto il

sistema scolastico, dal nido fino all’università, frequentando gli ambienti

normali.

Fino al 1992 pensavamo alla categoria A, siamo andati avanti così fino al 2010

Negli altri paesi i disabili non frequentavano la scuola normale e quelli che

chiamano disabili erano b con problemi di comportamenti, dsa, iperattivi

(problemi personali o sociali ma non x causa di disabilità)

Fine anni ’70 franca Falcucci

Fine anni ’90 regno unito Mary Warnock è stata identificata la categoria dei

special education needs (SEN)

Italia 2010 DSA

Altri paesi 1978 b della classe non imparavano come gli altri

In Italia: DSA dal 2010 e BES dal 2012/13

Utilità sociale questi b meritano di essere aiutati, preoccupazione socio-

politica

La scelta: centrare più obiettivi insieme

- identificare una macro-categoria eterogenea di studenti a rischio

educativo (1 obiettivo identificarli)

- prevedere il diritto a interventi didattici individualizzati/personalizzati,

come aiutarli

- garantire pratiche più inclusive in classe, come aiutarli tenendoli in classe

con gli altri

Come aiutare i b che vanno male a scuola? Una volta compresa la loro difficoltà

unica strategia importante che la scuola ha: individualizzare (progetto

specifico, seguirli uno x uno, adattare le attività di insegnamento) e offrire una

didattica potenziata (strumenti in più, misure dispensative e strumenti

compensativi) tempo in più , mappe concettuali, libri digitali, compiti più

semplici, possibilità di scegliere tra prova scritta e orale)

Se il b ha delle difficoltà a studiare trasformo i suoi problemi in maggiori

opportunità scolastiche

Traduco l’idea del bisogno personale facendolo diventare un’opportunità di

aiuto che la scuola mi da

Aiuto offerta formativa differenziata

PASSAGGIO Dal modello medico a quello sociale 20

Dislessia problema nella scrittura e nella codifica

Spesso un b dislessico è anche disortografico, non rispettare le regole

E disgrafico non riesce a scrivere bene nello spazio del foglio

26 – 02- 2018

Macrocategoria BES: bisogni educativi speciali nell’attenzione dei

entrata

governi alla fine anni 70 secolo scorso

1978 Regno Unito, se ne parla non pensando alla disabilità

L’Italia ci arriva nel 2012

A disabilità

B DSA

C disagio, disadattamento difficoltà nello studio, problemi secondari ad altri

problemi socio – familiari

Punto di vista storico – epistemologico (cosa intendiamo per bisogno speciale) –

alcuni tipologie

Discalculia

Come si manifesta a scuola:

quando ci si può accorgere che un b ha un problema di DSA: disabilità +

evidente, esami prenatali

rilevazione di un disturbo specifico di apprendimento (problemi lettura,

scrittura calcolo -di base per scrivere leggere e far di conto, funzioni

propedeutiche per lo studio, abilità basiche, che si apprendono in prima

primaria)

1-2 primaria gli insegnanti capiscono queste possibili difficoltà

Se gli insegnanti hanno dei dubbi di dislessia, discalculia e …. È bene che

informino i genitori i quali poi porteranno il figlio a fare degli accertamenti.

Prima c’è la diagnosi meglio è. Statisticamente 2 primaria. Consultare psicologo

o neuropsichiatra infantile. Succede ancora che la diagnosi di DSA venga

formulata più in avanti, succede anche che arrivi nel passaggio dalla scuola

superiore all’università. Nella scuola è aumentato in modo esponenziale gli

alunni con DSA. In Italia oltre il 10% di bambini con problemi

nell’apprendimento.

Accade che il b sia soltanto discalculico e non soltanto dislessico, ma può

avvenire anche la situazione con i problemi associati. Ci sono gradi diversi di

DSA. 21

DISCALCULIA non distingue unità, decina ecc , non sa incolonnare i numeri,

nei temi bisogna distinguere i voti sulla grafia e la creatività ecc,

- i ‘’centri di interesse’’ di Decroly

- la mente assorbente e l’autoeducazione di Montessori

- il principio di individualizzazione

- la gerarchia dei bisogni nella Psicologia umanistica

il sistema scolastico ha iniziato a preoccuparsi di b con problemi nello studio

alla fine anni 70. E li ha chiamati bambini con special educational needs;

attenzione media e primaria.

A chi si fa riferimento? Matrice epistemologica è il funzionalismo con le sue

teorie che ci rimandano all’attivismo pedagogico - Dewey, Claparède – matrice

+ immediata.

DEWEY : fra i tanti aspetti del suo pensiero, concezione dell’intelligenza come

funzione mentale , intelligenza funzionale quando il soggetto deve risolvere

una situazione di problem solving, intelligenza ha una funzione pratica.

Funzione personale che serve a sviluppare se stesso e per portare il proprio

contributo alla società. Funzione mentale al servizio dell’esperienza, che mi

porta ad adattarmi sempre meglio e serve al benessere della comunità.

Claparède: concetto collegato al bisogno organico (di tutta la persona), è

un’esigenza primaria, bisogno primario che esprime la mia necessità di

adattamento all’ambiente sempre migliore possibile. Intelligenza 

trasposizione fisica del bisogno. Bisogno = attenzione organica. Bisogno

organico – bisogno educativo speciale

Ciascuno di noi ha bisogno di alimentarci, vestirci, protezione dell’intemperie

ecc

Funzionalismo nel senso che la reazione personale e l’intelligenza si attivano

soltanto per rispondere ad un bisogno. Interesse manifestazione del bisogno

Belga : teoria dell’istruzione partendo dal concetto di interesse, se non sono

interessanti x i bambini, i bambini non impara

Centri d’interesse secondo Decroly: bisogno di alimentarsi, vestirsi, socializzare

interesse: manifestazione psichica del bisogno

La mente assorbente: alla Montessori interessa soprattutto l’idea della

menta del bambino che non è passiva, la mente si attiva quando il bambino

riceve dall’ambiente degli stimoli, mente molto generativa, mente assorbente.

Sottolinea la creatività e originalità del bambino. Il bambino non è passivo. In

lei ritornano le idee di Dewey e Decroly. L’aula deve essere organizzata: arredi

a misura del bambino, materiali adatti. Insegnante= regista che monitora la

situazione

Disturbi di matrice organica, particolare conformazione cerebrale. 22

Misura di ogni offerta formativa: il bambino. Se l’apprendimento è individuale è

evidente che anche l’insegnamento dovrà essere individualizzato, riferito alle

specificità di ciascuno. Concetto di BES si sposa con il concetto di

individualizzazione.

LA PIRAMIDE DEI BISOGNI DI MASLOW

Dopo la parentesi dell’attivismo pedagogico (primo 900) .

Maslow psicologo, in analogia con Decroly che indaga sugli interessi del

bambino. Gerarchia dei bisogni.

1) autorealizzazione (bisogno più sofisticato)

2)bisogni di stima (prestigio, rispetto, riconoscimento)

3) bisogni sociali (amore, appartenenza, accettazione)

4) bisogno di sicurezza (protezione, certezze, tranquillità) non avere

preoccupazione sulla propria esistenza

5) bisogni primari: cibo, salute, riposo (disabilità gravi)

Prima si soddisfano quelli che stanno sotto, ma x fortuna questa rigidità è stata

superata.

RIFERIMENTO PSICO-PEDAGOGICO DEI BES, BASE MEDICA- PSICO PEDAGOGICA

La diversità nel pensiero post-moderno e in educazione

Concetto di BES come idea di diversità ha trovato spazio e legittimazione nel

pensiero filosofico e nella cultura del secondo 900

“Doppio binario” scolastico durante la prima metà del Novecento

 Modello della “modernità” (razionalità, progresso, poteri della scienza): la

 differenza come anti-valore

Postmodernità critica il pensiero della modernità

Conoscenza scientifica ci permette di spiegare tutti gli eventi con la ragione,

potere assoluto

- Convinzione che tutto prima o poi potesse essere spiegato e che il potere

della scienza garantisse il progresso se non che in filosofia, linguistica,

ambito pedagogico in cui emerge il pensiero della postmodernità

secondo cui non tutto può essere spiegato con la ragione, viene

valorizzata l’idea della diversità, contesto che mette in discussione

l’ammirazione incondizionata nella razionalità. Idea del diverso

valorizzata.

- In ambito filosofico, artistico si fa strada al concetto di diverso che deve

avere uno spazio. La diversità deve essere accolta. Quello che sembrava

un antivalore diventa un valore.

- Anche nei sistemi scolastici deve entrare il principio di individualizzazione

(principio molto enfatizzato nella seconda metà del 900) 23

- L’idea di BES ha trovato posto in altri contesti filosofia, arte ecc

Il principio pedagogico di “individualizzazione”, ispirato dal movimento

 dell’Attivismo- Il

Mastery Learning

Enfatizzare l’importanza delle diversità e delle differenze. Dopo le 2

guerre, anni 60 del 900 bisogna ricostruire e tutti i paesi si sono dedicati

all’opera di ‘’ricostruzione’’. Sistemi scolastici devono essere funzionali

alle esigenze sociali. Bisogno di controllare i sistemi scolastici

TEORIE DEGLI OBIETTIVI E DEI CURRICOLI: pedagogisti elaborano delle

teorie per rendere controllabile il sistema scolastico

- BRUNER

- BLOOM

Pensarono ad individuare gli obiettivi, l’idea di programmazione (strumento per

razionalizzare l’insegnamento)

Altri si sono occupati di come funziona la mente del bambini, di come conosce

in età evolutiva, come aiutare la mente a funzionare, studi di METACOGNIZIONE

studiare il funzionamento mentale, ragionare su come funziona la mente

Mastery Learning: apprendimento per la padronanza, dare dei supporti a

questi allievi perché imparino a gestire meglio il proprio studio. E’ una forma di

piano educativo personalizzato. IDEA DI BLOCK. Per ragazzi con bisogni

educativi speciali dobbiamo differenziare alla base idea di individualizzazione.

Differenziare il tempo, i metodi, attività pratica, esperienza concreta (bruner),

semplifichiamo a volte anche i traguardi e gli obiettivi, strumenti aggiuntivi

(numeri in colore, oggetti che aiutano a svolgere un’attività), voti con criterio

diverso

E’ un modello di didattica per allievi con bisogni educativi speciali. Sta dentro le

teorie dell’istruzione, è razionale. Didattica potenziata.

Tasso elevato di dispersione scolastica. Potenziare l’offerta formativa,

percorsi di apprendimento + qualificati, migliori

Con il post-modernismo e l’ermeneutica si affermano come valori i

 principi di differenza, alterità, pluralismo; la “differenza” può essere

“pensata” e valorizzata

Comincia a farsi strada l’esigenza di garantire anche agli allievi

tradizionalmente marginali con Bes, parità di diritti ad imparare.

Fine 900= STAGIONE DELL’EQUITA’ (di + a chi ha di meno) di più =mastery

learning

27- 02 – 2018

DSA = DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO

Alla 2 categoria appartengono anche i FIL= funzionamento intellettivo limiti 24

ADHI = disturbo dell’attenzione e dell’iperattività

Il DSA deve essere diagnosticato accompagnata da una certificazione LEGGE

170 del 2010

A differenza della disabilità il DSA non è una disabilità

Quando si parla di DSA dal punto di vista del sistema corporeo le persone non

presentano delle alterazioni, ma un funzionamento diverso nel sistema nervoso

che non presenta deficit. sono sani.

Devono mettere in campo delle strategie cognitive diverse per

l’apprendimento.

Linee guida 2011che dicono che DSA hanno una componente evolutiva, si

nasce con un funzionamento diverso che si trasmette, ma il modo in cui si

manifesta lo si scopre man mano che la persona cresce e deve adottare

strategie di apprendimento. Non lo si può diagnosticare prima della 2/3 anno di

primaria

Esistono diverse tipologie di DSA non presenti in maniera pura

Legge 170 ha riconosciuti diritti alle persone con DSA

DSA:

- Dislessia (disturbo di lettura) + diffusa

- Disortografia (disturbo all’ortografia), disgrafia (disturbi della scrittura dal

punto di vista costruttivo ed esecutivo)

- Discalculia (disturbo del calcolo)

Ci sono sempre stati ma prima non venivano date strategie di apprendimento.

Interessano alcune specifiche abilità di apprendimento scolastico in un contesto

di funzionamento intellettivo adeguato all’età anagrafica.

Video stelle sulla terra

Se le strategie compensative possono aiutare le persone con DSA esse senza

motivazione non portano buoni risultati.

Secondo le ricerche più recenti i DSA sono di origine neurobiologica.

Le aree del nostro cervello dedicate alla scrittura lettura calcolo funzionano in

maniera differente senza che vi sia disabilità. Intelligenze multiple.

Difficoltà che manifestano i DSA non sono legate alla poca volontà o scarso

impegno; in realtà si impegnano maggiormente rispetto ai bambini ‘’normali’’.

Prima dispersione scolastica.

L’incremento di efficienza atteso non si manifesta nonostante la ripetuta

esposizione agli stimoli ma attraverso strategie e metodologie funzionali.

I DSA – CAUSE

- Scarso impegno 25

- Traumi di vario genere

- Problemi relazionali NO

- Problemi comportamentali

- Problemi familiari

- Didattica errata

3 fascia BES problemi a livello contestuale

DSA

CAUSE: genetiche, congenite (ereditarietà), neurobiologiche è una

caratteristica tipica del sistema nervoso dell’individuo

CARATTERISTICHE DIAGNOSTICHE

La diagnosi può essere formulata con certezza alla fine della 2 classe

 primaria

Durante la scuola dell’infanzia è possibile individuare la presenza di DSA che

possono estrinsecarsi come difficoltà di organizzazione e integrazione spazio-

temeporale, di memorizzazione, lacune percettive, di linguaggio verbale ecc

Viene effettuata sulla base dei risultati in test standardizzati,

 somministrati individualmente, su lettura, calcolo, o espressione scritta

che risultano significativamente al di sotto di quanto previsto in base

all’età, all’istruzione e al livello di intelligenza (QI > 85)

Tempo di raggiungimento obiettivi più alto rispetto ai loro pari

LA DISLESSIA EVOLUTIVA

Evolutiva perchè si manifesta man mano che la persona cresce, disturbo

evolutivo

- Difficoltà selettiva nella lettura

- Si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità nella lettura a

voce alta rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata,

istruzione ricevuta

- Inefficace automatizzazione del processo di lettura (che dovrebbe

strutturarsi in 2/3 primaria ma anche dopo)

- L’attenzione è di tipo focale, cioè i dislessici si concentrano

specificatamente sulla decodifica del testo, stancandosi rapidamente e

commettendo errori

- Difficoltà a copiare alla lavagna e a prendere nota delle istruzioni

impartite oralmente

- Errori tipici: -di tipo visivo: scambio di lettere che hanno tratti visivi simili

o speculari (es. b con d)

- Di tipo fonologico: scambio di lettere che hanno la stessa ‘’radice’’ (es. f

con v)

Spesso il bambino con dislessia evolutiva 26

- Non riesce ad imparare le tabellone e alcune info in sequenza come le

lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno;

- Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali

(destra /sinistra; ieri/domani ecc)

- Può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa

In alcuni casi sono presenti difficoltà in alcune abilità motorie, nel calcolo,

nella capacità di attenzione e di concentrazione.

DISORTOGRAFIA

- Difficoltà nel rispettare le regole di trasformazione del linguaggio parlato

in linguaggio scritto

- Vengono commessi molti errori e di varia tipologia

Errori fonologici:

- Scambio grafemi

- Omissioni o aggiunte di lettere o sillabe

- Inversioni

- Grafema inesatto

Errori non fonologici:

- Separazioni illegali

- Fusioni illegali

- Scambio grafema omofono

- Omissione o aggiunta di h

Altri errori:

- Accenti

- doppie

Molto spesso si presentano in situazioni di comorbilità, alla dislessia sono

associati gli altri 2. I4 disturbi si presentano combinati tra loro.

- Difficoltà nella grafia (è collegata al momento motorio – esecutivo della

prestazione)

- Scrittura irregolare x dimensione e/o pressione, scarsa capacità di uso

delle spazio nel foglio (a mantenersi orizzontali, spazio tra i grafemi)

DISCALCULIA

- Riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente

dell’organizzazione della cognizione numerica (intelligenza

numerica basale), sia in quella delle procedure esecutive e del

calcolo

- Difficoltà nel fare i calcoli, nel ricordarsi i procedimenti delle operazione;

confondere un numero x un altro (es: 345# 354), oppure i simboli

aritmetici (operazione associata al segno), non capire l’esatto valore di

un numero, difficoltà nell’associare il numero alla quantità o a capire che

2, II e la parola DUE hanno lo stesso valore ecc

Strumento fondamentale: uso della calcolatrice che porta a saltare la scrittura

del numero

I DSA: aspetti psicologici, affettivo – emotivi, relazionali 27

Influenzano in modo determinante il benessere dell’alunno, il suo

apprendimento e le possibilità di una socializzazione soddisfacente. Risulta

fondamentale valutare:

- l’immagine che il bambino ha di sé,

- le sue idee sul lavoro scolastico

- il senso di autoefficacia

- il livello di autostima

- le sue motivazioni

- la maturità relazionale

- i comportamenti problematici

28 – 02 – 2018

LA PERSONA SORDA/ IPOUDENTE

Difficoltà nella comunicazione nel fattore primario e possono comportare anche

nello studio e nell’apprendimento.

LA SORDITA’ sordità profonda non si sentono suoni è possibile avvertire

alcuni rumori, non si identificano i suoni, percezione dei rumori accompagnti

dalle vibrazioni a cui noi non facciamo caso. Non tutte le persone con problemi

di udito sono sordi profondi.

IPOACUSIA comporta una riduzione della capacità uditiva, ma c’è la

possibilità di udire

Le sordità profonde non sono molto frequenti, + frequenti soggetti con

ipoacusia e soggetti con ipoudenti. Il disturbo dell’udito può essere a vari livelli

e qualitativamente diverso. Ci sono persone ipoacusiche non percepiscono

suoni acuti, altri gravi. Loro capiscono di non sentire bene e non riescono a

spiegarsi specialista, otorino

Differenza sia nel livello di gravità sia nella qualità dei suoni percepiti ce li

identifica l’otorino con l’esame audiom3trico con cui capisce sia la gravità che

la qualità dei suoni percepiti. Disturbi localizzati in settori diversi dell’orecchio.

In base a dov’è il disturbo sordità profonda o lieve meglio ipoacusia. Organo

udito parti esterne con il padiglione e poi c’è il canale uditivo. Situazione più

seria nell’orecchio medio al di là di quello che possiamo vedere, và oltre il

padiglione, in lui ci sono degli ossicini (incudine, staffa, martello) delicati e se il

problema è lì ci può essere una sordità lieve – media ma la situazione si risolve

anche con un apparecchio acustico (nella vecchia si sclerotizzano). Questione

diventa + severa quando i problemi si collocano nell’orecchio interno (coclea

collegata al nervo acustico). Se i problemi sono nell’orecchio interno sordità

profonda, grave. Perché questi sono organi che trasformano le onde sonore che

entrano nel condotto uditivo percuotono il padiglione, si attivano gli ossicini e

trasmettano gli impulsi meccanici alla coclea che li trasforma in impulsi nervosi

e il nervo acustico le riconosce come parole. 28

La sordità può essere bilaterale o monolaterale o addirittura non si ha lo stesso

problema nei 2 orecchi. E’ importante sapere: la località delle lesioni, la gravità,

le cause (ereditarie, anomalie genetiche, acquisite) e il periodo di insorgenza

(pre, peri (durante la gravidanza) o post natale incidente, esposizione a

rumori particolarmente intense, malattie come il morbillo). Rosolia e

toxoplasmosi in gravidanza possono provocarla. E’ bene evitare matrimonio tra

consanguinei. Le sordità profonde sono limitate; sono più frequenti le sordità

parziali. Bisogna distinguere se la sordità interviene prima o dopo che il

linguaggio è stato appreso sordità pre - linguale o post -linguale. Prima di

parlare avrà problemi a imparare a parlare. Le sordità profonde si manifestano

quasi sempre prima dell’acquisizione del linguaggio. Molti sordi non imparano a

parlare, imparano il linguaggio orale. Sordo oralista sordo che ha imparato la

lingua degli udenti. Incontri con il logopedista. Se il disturbo interviene dopo

l’acquisizione si può risolvere con delle protesi e l’incontro con logopedista

serve x mantenere la memoria del linguaggio.

LA COMUNICAZIONE

In generale vi sono problemi di comunicazione soprattutto verbale (orale e

scritta). Modalità comunicative possibili:

oralismo (protesi acustiche che si applica dietro l’orecchio, impianto

 cocleare, novità degli ultimi due decenni)

la nostra costituzione affida alla famiglia la decisione di come educare i

figli

lingua italiana dei segni (LIS) congresso di Milano 1980

 metodo bimodale: educare il bambino ad utilizzare entrambi i linguaggi.

 Ha il vantaggio di permettere al bambino nel privato di usare la lingua dei

segni e di inserirsi e di integrarsi nel tessuto sociale dove tutti parlano e

scrivono.

La scelta appartiene all’interazione tra famiglia, curante, riabilitatore. Oggi

suggeriscono il metodo bimodale e nei primi anni si utilizzi la lingua italiana dei

segni, tanto più è piccolo, meglio è usare i segni. Nell’acquisizione del

linguaggio (3 anni) si introduce anche l’educazione oralista.

PROTESI ACUSTICA di suono

amplificatore

Le protesi acustiche (anche apparecchi acustici, audioprotesi, ausili acustici)

sono apparecchi elettronici in miniatura che ricevono, amplificano e

successivamente trasmettono i vari suoni ai soggetti affetti da ipoacusia,

termine che indica una riduzione dell’udito; riduzione che può essere di lieve,

media o grave entità.

IMPIANTO COCLEARE trasformare i suoni ad impulsi elettrici, sostituisce la

coclea

Dispositivo elettronico che sostituisce – in gran parte – il funzionamento

dell’orecchio interno. Anche a fronte di una grave o totale distribuzione della

coclea (e delle cellule deputate alla ricezione degli stimoli sonori, alla loro

29

trasformazione in impulsi bioelettrici e alla trasmissione al nervo acustico), le

informazioni acustiche trasformate in segnali elettrici dall’impianto cocleare

vengono inviate direttamente al nervo acustico e da questo cervello.

La parte esterna comprende:

- un piccolo computer (elaboratore dei suoni) con microfono;

- una antenna trasmittente.

La parte interna: sostituisce la coclea e va a colpire il nervo acustico

- un ricevitore di suono

- gli elettrodi (in numero variabile, a seconda del modello dell’impianto)

si mette da piccoli 1 – 2 anni ed è necessaria un’operazione chirurgica.

QUESTIONI EDUCATIVE

Compiti della scuola

accettare la scelta familiare e adeguarsi, offrendo il servizio richiesto.

 Vicarianza sensoriale: è importante allenare la vista

 Educare all’ascolto attivo

 Ricordare: nell’apprendimento, difficoltà di attenzione, di concentrazione

 e di astrazione. Soprattutto un sordo parlante ha bisogno di vedere le

cose, problema di astrazione legata alla difficoltà nel linguaggio.

Facilitare e mediare il rapporto tra il bambino e i traguardi di

 apprendimento, di autonomia comunicativo – relazionale, di integrazione

sociale

Difficoltà nelle lingue opache: si scrivono in un modo ma si leggono in un

altro.

L’AUTISMO: disturbo molto attenzionato, molto studiato, è stato conosciuto nel

primo 900, 1909 studiato da karner , non ancora del tutto esplorato. Non si può

parlare di autismo come se fosse un unico disturbo, ma si parla di disturbi dello

spettro autistico. Tanti e diversi autismi, con sintomi diversi. Specialista:

neuropsichiatra infantile a volte affiancato dallo psicologo. Ipersensibilità ai

rumori, alla luce.

E’ un disturbo generalizzato dello sviluppo biologicamente determinato, con

esordio nei primi 3 anni di vita. Lo colpisce in maniera plurima, può

condizionare la comunicazione, la socializzazione, il comportamento e a volte

anche l’intelligenza. Aree interessate diverse. Le aree interessante: interazione

sociale, comunicazione di idee e di sentimenti, capacità di stabilire relazioni

con gli altri – comportamento. E’ una disabilità permanente, che accompagna il

soggetto nel suo ciclo di vita, anche se le caratteristiche del disturbo possono

modificarsi nel tempo.

6 – 03 – 2018

Oggi: disturbi dello spettro autistico (ultima accezione) 30

Può invadere in maniera ampia le funzioni personali

Possiamo trovare problematiche che riguardano le sfere della socializzazione,

nella sfera della manifestazioni di interessi, nella sfera relazionale = rapporti

affettivi ed emotivi, problematiche del comportamento, problematiche nella

comunicazione (linguaggio orale e scritto, ma può anche essere gestuale) i

codici del linguaggio possono essere verbali, iconici e gestuali possiamo

comunicare con diversi linguaggi. Autismo lieve o autismo severo. A ad alto

funzionamento hanno isole di abilità molto accentuate (es abilità

matematiche)

E’ una disabilità permanente, che accompagna la persona anche se le

caratteristiche del deficit possono modificarsi nel tempo.

ORIGINALITA’ DELLA PERSONA, DIVERSE MODALITA’ DI

INTERPRETAZIONE E DI COMPRENSIONE DEL MONDO

La conoscenza dell’autismo risale al ‘900, disturbo evidenziato tardo e ancora

studiato. Alcuni studiosi, esclusivamente medici che rappresentano dei punti di

riferimento nella storia dell’autismo.

BLEULER 1908 psichiatra, ha notato stesse manifestazioni

KANNER 1943 hanno notato l’autismo in soggetti in età evolutiva 6/ 11 anni,

ha identificato x primo l’autismo infantile

ASPERGER 1943 Austria, ha notato l’autismo ad alto funzionamento.

Sindrome di asperger

Hanno evidenziato i sintomi + che le cause

Cause che provocano l’autismo BRUNO BETTELHEIM fine anni ’60 del ‘900

Libro: la fortezza vuota

Causa legata al cattivo rapporto tra madre e il bambino causa psico –

genetica, teoria superata

MADRE FRIGORIFERO madri colte, che non riuscivano ad avere un rapporto

di reciproca identificazione con il figlio. Questa teoria, oggi superata, ha messo

in cattiva luce molte famiglie soprattutto la figura materna

- Separazione figli dalle madri, ricovero nelle cliniche

- Oggi, con la consapevolezza che sono necessari ancora degli studi, Cause

organiche (teoria prevalente) :

- Cause psicodinamiche

- Fattori genetici (sindrome della x fragile)

- Evidenze chimiche (in alcuni soggetti autistici mancherebbero delle

componenti chimiche)

- Infezioni prenatali (rosolia ecc)

- Alterazioni strutturali e funzionali del sistema nervoso centrale

Autismo più frequenti nei maschi 31

Ancora oggi rimangono attuali le considerazioni che possono esserci più cause

Tra i sistemi e i modelli di conoscenza i medici (che attestano l’autismo)

tendono a trascurare le cause e a descriverne i sintomi soprattutto per

impostare un programma educativo a scuola.

CONOSCERE L’AUTISMO

Ipotesi sul funzionamento mentale:

- Deficit della teoria della mente: significa che il b con autismo non è

capace di decentrarsi ovvero di mettersi dal punto di vista di chi sta

parlando, vede soltanto il suo punto di vista

- Debolezza della coerenza centrale: anziché concentrarsi sulla

situazione in generale, si focalizza su un particolare e non vede l’insieme

(b concentrava la sua attenzione sui tombini)

- Deficit delle funzioni esecutive: spesso i bambini con autismo non

sono capaci di pianificare il futuro, non riescono a vedere altro che non il

presente, bambino con autismo gradisce molto la ripetitività, non ama gli

imprevisti che lo mandano in crisi; non è in grado di riadattarsi agli

imprevisti. In classe tutte le azioni della giornata vengono rese in

immagini e allora il bambino non va nel panico.

Il bambino autistico parla di sé in 3 persona.

MANIFESTAZIONI

Particolarità in:

Percezione e attenzione, motricità, memoria, comunicazione e linguaggio

 ( ecolalia (ripetizioni di suoni, parole, versi senza significato a volte

associati al dondolamento), stereotipie – comportamenti ripetitivi - ,

comprensione letterale – non capiscono il significato metaforico,

comprensione letterale- , difficoltà di prosodia – se parla può capire che lo

faccia senza tonicità nella comunicazione - , linguaggio non

contestualizzato – si soffermano su dei particolari della conversazione e

non capiscono niente -). Non è detto che tutti questi sintomi siano

presenti.

Forme di ritardo intellettivo, difficoltà nell’apprendimento, in affettività ed

 emozioni, socialità. Forme di ritardo mentale

Segnali di autismo nelle aree: socialità, comunicazione, comportamento

Diagnosi formulate tra 3-4 anni

COSA SI PUO’ FARE CON UN BAMBINO AUTISTICO?

Osservazione, poi ci sono programmi educativi di intervento.

METODI DI RECUPERO EDUCATIVI , utilizzati ancora oggi

Ci sono diverse teorie per quanto riguarda l’educazione dei b autistici 32

- TEACH: di tipo sistemico, non è solo il b con l’autismo che deve adattarsi,

ma il programma di educazione che riguarda sia il bambino che la

famiglia e l’insegnante, ambiente da modificare, da adattare. Metodo più

diffuso

- ABA: orientamento di tipo comportamentista, Skinner, modello stimo 

risposta. Anni 40 del 900

- CAA (COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA) : con i b è opportuno

adottare diversi canali comunicativi (parola, gesto, immagini sia ferme

che in movimento), comunicazione deve essere aumentata, potenziata

da tutti i canali comunicativi.

INTEGRAZIONE DELL’ALLIEVO IPOVEDENTE / NON VEDENTE

I CONCETTI DI CECITA’ E IPOVISIONE (come ipoudente. Vede qualcosa)

Due parametri distintivi per l’ipovedente:

- Acuità visiva (visus): capacità di cogliere o percepire i dettagli di un

oggetto lontano o vicino

- Campo visivo: porzione di spazio che un occhio immobile percepisce di

fronte a sè

Ipovedente perché non vede gli oggetti lontani MIOPIA, oggetti vicini,

mancato riconoscimento delle tonalità dei colori DALTONISMO

7 – 3 – 2018

La capacità visiva dipende anche dall’interazione di più fattori: l’età

Se il problema subentra prima della nascita c’è una qualche gravità

Se insorge durante il corso della vita, rimane una memoria visiva a cui si può

fare appello, quindi intervento educativo insiste sulla memoria visiva. Danno

maggiore quanto più piccolo è il bambino. La capacità di esplorazione, il

bambino cieco sta fermo per paura di farsi male, è importante non bloccare

l’iniziativa motoria del bambino cieco, intelligenza ed esperienze personali,

presenza di altre patologie.

Ipovisione: grave, medio – grave, lieve

Conseguenze sul piano educativo:

- Uso dei sensi vicarianti

Organo di senso + esercitati da un b cieco: udito, tatto, olfatto

- Percezione tattile # percezione visiva

Organo della vista ci permette una visione immediata, sintetica e globale di ciò

che ci circonda. La conoscenza tattile è analitica, richiede il tempo e non è

immediata. Dai rumori possiamo cogliere distanze inoltre c’è la conoscenza

tattile. È necessaria tanta pazienza. Per gli oggetti più piccoli si usa parlo delle

mani, x pareti o oggetti grandi si usa tutto il corpo, ad es braccia allargate.

33

Un’altra modalità è quella di muoversi toccando gli oggetti e comprendendone

la quantità e come sono disposti. Psicomotricità utilizza il corpo in movimento

come strumento per conoscere sé stessi e il mondo che lo circonda.

- Scarso contatto con l’ambiente; impossibilità di apprendere per

imitazione. È possibile che il b cieco abbia fatto meno esperienze rispetto

agli altri. Tutto deve essere verbalizzato.

- Offrire occasioni di mobilità e di orientamento

- Predominanza dell’apprendimento verbale. Trasferimento emozioni in

parole.

Come insegnare la differenza tra i colori? Emozioni, calore, tessuti ecc

Plastici per altitudine delle montagne ecc e lunghezza fiumi.

IL VERSANTE SOCIALE DEI BES

Problemi comportamentali (es.: demotivazione, aggressività, passività,

 timidezza, problemi relazionali)

Difficoltà secondarie a problemi famigliari economico – linguistico –

 culturali

Difficoltà scolastiche secondarie a problemi socio – famigliari (es.:

 famiglie disgregate, conflittuali; affido famigliare; adozioni)

Nel caso dell’adozione condizione particolare perchè di solito il bambino nella

maggior parte dei casi conosce la sua storia. Forse è la fascia più numerosa.

per loro non ci sono diagnosi. Il progetto educativo e didattico è deciso dagli

insegnanti. È la scuola ad occuparsi di questi bambini.

12 – 03 – 2018

BES

Possono essere individuati attraverso le risorse aggiuntive in supporto alla loro

educazione: dai bisogni dell’allievo all’offerta formativa scolastica. + bisogni =

+ servizi. Logica di WELFARE STATE da parte dell’amministrazione

scelta

politica x cui i servizi dei cittadini devono essere al carico dello stato. Progresso

positivo di rendersi conto che i bambini speciali hanno bisogno di +servizi.

Tuttavia in classe si rischia l’esasperazione di piani PDP PIANO DIDATTICO

PERSONALIZZATO che va preparato con alunni con BES di categoria B e C.

Disposizioni 3 che tutelano gli alunni con difficoltà. Caso specifico Italia, la più

vecchia riguarda la disabilità: la LEGGE QUADRO SULL’HANDICAP (n. 104 /

1992)

Punto di rifermento non solo per la scuola, ma per tutta l’esistenza.

- Segna la transizione dallo Stato assistenziale allo Stato sociale (welfare

state), riconosciuti come cittadini che hanno dei diritti che appartengono

loro durante tutta la vita e se non sono riconosciuti si fanno scioperi ecc.

stato sociale= stato che si fa carico dei servizi

- Si rivolge all’individuo con disabilità lungo l’arco dell’esistenza 34

- In questa legge quadripartizione (sensoriali, motori ecc) poi dice chi deve

stabilire che una persona è disabile servizio sanitario nazionale,

specialista

- I disabili devono stare nelle famiglie che vanno aiutate ad allevarli e ad

educarli

- Diritto all’istruzione e all’educazione, la parte + interessante riguarda

l’integrazione nella scuola e prevede la frequenza dal nido all’università

- Piano educativo individualizzato PEI

- Valutazione adeguata alle loro capacità

- Per favorire l’integrazione scolastica è bene che gli insegnanti si

accordino con la famiglia e con i specialisti

Integrazione scolastica dall’art 12 al 16. Età adulta:

- diritto ad una casa con agevolazioni, abitazione priva di barriere

architettoniche, diritto al lavoro, le aziende sia pubbliche che private

devono assumere un certo numero di disabili, diritto ai trasporti, diritto

alla comunicazione accessibile, permessi lavorativi per il padre o la

madre

perché si chiama legge quadro? perché raccoglie una serie di norme,

circolari e le mette tutte insieme

LEGGE 170 / 2010

- Gli studenti con DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti

dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli

d’istruzione e formazione e negli studi universitari

- A differenza 104 riguarda solo la scuola, perché queste difficoltà si

notano soltanto nella scuola e non in altri luoghi

- Diritto all’integrazione scolastica DSA

- Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di

formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di

valutazione, anche per quanto concerne gli esami di stato e di

ammissione all’università nonché gli esami universitari

dispensativi

Misure compensative hanno una caratteristica qualitativa, tempo in +,

dispensativa perchè in realtà non è uno strumento, inoltre dispensa dal tempo

normale. Altre misure dispensative: semplificazione del compito, verifica orale

anziché scritta, semplificazione della verifica, frammentazione verifica in +

prove. LINEE GUIDA SUI DSA 2011, dopo la legge del 2010 si è sentito il

bisogno di indicazioni pratiche, ci sono suggerimenti dettagliati di quello che

deve fare l’insegnante in classe. Chi decide che un bambino è un DSA 

specialista, psicologo o neuropsichiatra infantile. Tecnico diverso da dottore per

diagnosi

LE NORME SUGLI ALLIEVI CON BES (direttiva M dicembre 2012 e marzo 2013)

X categoria C non è uscita una legge ma una direttiva del ministro PROFUMO 35

- 3 sotto- categorie di allievi: disabilità, disturbi evolutivi specifici di

apprendimento, svantaggio socio – economico – linguistico – culturale

- Interventi personalizzati (progetti didattico individualizzato /

personalizzato)

- Potenziamento della tradizione culturale, dall’integrazione verso

l’inclusione scolastica

Chi riconosce i bambini con difficoltà? gli insegnanti che stabiliscono

anche come aiutarli. Suddivisione in 3 categorie dopo 20 anni rispetto agli

altri.

Convivono diversi modelli di approccio alla disabilità, come li possiamo

considerare, approcci, diversi modi attraverso cui vengono considerati

Medico, + diffuso nel tempo e fra le persone, modello scientifico

 Sociale meno diffuso, modello politico

 Bio – psico – sociale modello tecnico

 Modello della ‘’capacità’’

MODELLO MEDICO medici, più predisposti a questo atteggiamento

La disabilità è una caratteristica individuale secondo questo modello. La

persona è disabili in quanto ‘’incapace’’ di funzionare come persona

‘’normale’’. La prima conoscenza del disabile p attraverso la diagnosi clinica, il

cui ruolo viene enfatizzato lungo tutto il percorso.

Dalla diagnosi al trattamento: il ri-adattamento procede dall’individuo verso il

contesto; poichè le condizioni di vita possono migliorare. Idea che il bambino

deve adattarsi agli altri. L’ambiente formativo aita lo studente con strumenti e

misure, per compensare la disabilità.

Modello medico appartiene alla medicina. Modello ok, ma nascono dei problemi

nel versante sociale quando condizione l’esistenza e anche per il modo di

considerare l’esistenza, ovvero quando la disabilità e la diagnosi diventano il

modo di guardare un soggetto.

Modello medico disabilità = problema personale, modello a componente

unica

MODELLO SOCIALE

La disabilità è una rappresentazione sociale modello a componente unica

Chi ha sostenuto questo modello? I disabili stessi e le loro famiglie, origini alla

fine degli anni 70

- La persona non può cambiare; è l’ambiente formativo che deve

modificarsi per accoglierla. Se la società non va incontro diventa una 2

causa della disabilità. Molte disabilità trovano delle cause sociali. Guerre

fonte più ampia di disabilità, uso di droghe. 36

- La disabilità non è una tragedia personale, ma conseguenza delle

barriere sociale: culturali, politiche, comportamentali. È la condizione di

una persona che vive in un ambiente ‘’sfavorevole’’

- L’ambiente formativo deve mettere in campo le condizioni per favorire

l’agency personale Entrambi i modelli considerano come causa della d. 1

sola: o problema medico/ individuale o problema sociale.

Disabilità prodotto relazione uomo e ambiente, MODELLI RELAZIONALI

ICF modello bio – psico – sociale, modello tecnico

Concepisce il funzionamento e la disabilità in relazione con l’ambiente di vita

della persona. Disabilità è un prodotto, esito di alcuni fattori. Alcune cause sono

bio ovvero stanno dentro la persona stessa, ma la sua d non dipende solo da lui

xk entra in gioco anche l’ambiente (insegnanti, genitori). D più o meno severa

anche in base a come l’ambiente gli va incontro. Quelo sociale dipende da

come la società si organizza. Aspetto psico chi sta intorno alla disabilità

come la considera, pregiudizio sulla malattia e sulla persona. Considerazione,

rappresentazione mentale.

Fornisce modalità x descrivere l’impatto dei fattori ambientali, in termini di

facilitatori o di barriere, rispetto alle attività ed alla partecipazione di quella

persona, con una particolare e originale condizione di salute. Facilitatori, tutto

ciò che nell’ambiente aiuta il b ad integrarsi e barriere, tutto ciò che contrasta

il b. fisiche / psicologiche.

MODELLO CAPABILITY APPROACH, DELLE CAPACITA’, modello relazionale xk

sorte del disabile dipende dalla società che ponga in essere la possibilità che lui

possa fare delle scelte che dipende anche dalla capacità di iniziativa del

disabile. Modello + recente e meno diffuso.

È molto collegato al modello sociale, anche questo va ad indicare sia la persona

che l’ambiente. È una esperienza relazionale (rapporto uomo ambiente).

Modello più recente, è nato non nell’ambiente educativo, né medico, ma su

ispirazione di alcuni studiosi 1 giurista premio nobel SENN x l’economia 1

filosofa MARTA NUSSBAUM. Normalmente persona con disabilità = persona che

funziona con un livello più e non si ci concentra sulle abilità che potrebbe

sviluppare, possibilità di essere. Se valorizziamo le loro capacità potenziamo il

loro sviluppo umano, ragionamento che prende in considerazione i valori umani

in tutte le persone. Capability = possibilità di essere

13 – 3 – 2018

Ai modi di pensarla corrispondono delle azioni pratiche ma anche conseguenze

il fatto che se ne occupino di più determinate figure piuttosto che altre. Figura

prevalente: medico. Modello medico prevalente tanto che x dei supporti è

necessaria la diagnosi. All’opposto modello sociale al quale interessa ‘’come

funziona’’ il bambino x organizzare un ambiente. L’ottica si sposta sulla

modificazione dell’ambiente. Questi 2 modelli hanno avuto delle evoluzioni:

medico > m. bio psico sociale che amplia le vedute considerando la disabilità

37

come un prodotto di 3 fatto ‘’ componente personale, psicologiche e degli altri

nei suoi confronti’’ visione pi+ realistica. Modello sociale > modello della

capacità. M relazionale xk si preoccupa di considerare i contesti che la società

mette in campo x far realizzare il disabile, ma anche la persona deve diventare

attiva. È difficile trovarli in maniera singola.

FAMIGLIA E DISABILITA’

Famiglia = 1 ambiente educativo, 1 ambiente accoglienza del bambino. La

famiglia è l’ambiente di vita che + ci appartiene. L ‘identità familiare lo

portiamo sempre con noi. La cura che la famiglia ha verso i suoi componenti è

stata chiamata GENERATIVITA’ FAMILIARE Erikson. La famiglia è una

organizzazione di relazioni, un sistema organico, in cui i componenti hanno una

vita propria e una vita di famiglia e ciò che accade su uno si riflette su tutta la

famiglia. Legame familiare è il più forte. Generatività = non tanto il fatto che i

genitori sono in grado di procreare, ma intendiamo la capacità di cura e di

accudimento non solo verso i figli, ma reciproci tra i componenti anche nel

tramandare le tradizioni e i rituali familiari. Relazione primaria finalizzata al

benessere di ciascuno dei componenti. Portatrice del progetto di vita di ciascun

componente. È proiettata nel futuro ma è ancorata nel passato. LE 4 FUNZIONI

DELLA FAMIGLIA:

1. Generare amore, tanto + i bambini sono amati tanto + sono capaci di

amare all’esterno

2. Contenere la sofferenza

3. Infondere speranza

4. Stimolare il pensare, introduce il bambino nella scuola aiutandolo e

supportandolo nei suoi obiettivi

Tuttavia queste funzioni positive si possono generare in modo negativo. La

famiglia ha un ciclo vitale poiché un sistema che evolve, è relazionale, aperto,

in interazione dinamica con il suo ambiente. Dovrebbe avere in sé le risorse sia

per garantire il senso di appartenenza sia per promuovere l’autonomia dei

componenti. Evolve anche come sistema relazionale dovrebbe favorire le

relazioni dei singoli con l’esterno, nonostante mantiene una sua identità. Alcuni

eventi possono mandare in crisi il sistema familiare, mandandolo in crisi

(divorzio, morte di uno dei componenti). Famiglia non statica, ma dinamica che

si sviluppa nel tempo prospettiva diacronica e nello spazio poiché ha delle reti

di contatto, evolve anche in dimensione sincronica per quanto riguarda gli

affetti dentro e fuori. Sistema organico, di relazione primarie che integra la vita

di ogni componente.

TAPPE DEL CICLO VITALE DELLA FAMIGLIA

- Formazione della coppia

- Nascita 1 figlio

- Dinamiche con i fratelli

- Scolarizzazione del bambino (3 e 6 anni) 38

- Adolescenza dei figli tappa molto importante poiché l’adolescenza porta

con sé rifiuto dei genitori, desiderio da una parte di andarsene ma

dall’altro di restare ‘’ DESATELIZZAZIONE’’

- Formazione di una nuova coppia

FAMIGLIA E DISABILITA’

Ultimi decenni studi psicologici e medici mettevano in evidenza che tutta la

famiglia allargata è colpita dalla nascita di un figlio disabile anche se la

disabilità interviene in un momento successivo. Metafora del big bang,

consapevolezza disabilità cambia la famiglia; sensazione di arresto nel tempo,

di siderazione, situazione di blocco. QUALE PROGETTUALITA’ PER IL FIGLIO E’

POSSIBILE ELABORARE? Occorre di un sostegno per favorire l’adattamento alla

nuova situazione.

1. Reazione di shock, incredulità, depressione, dolore e senso di impotenza

alla comunicazione della diagnosi

2. Reazioni difensive del genito: passività, chiusura, senso di fallimento e di

impotenza, abbandono – oppure reazioni aggressive

3. Azioni concrete rivolte alla riduzione dell’handicap: alla crescita del figlio

e al benessere dei genitori e della famiglia nel complesso

La letteratura scientifica in passato ha privilegiato la considerazione della

famiglia con handicap come nucleo in difficoltà permanente (teoria dello stress,

reazione psicologica del lutto)

TAPPE CICLO VITALE FAMIGLIA CON FIGLI DISABILI

- Formazione della coppia

- Nascita del figlio / Il momento della diagnosi

Se la diagnosi si manifesta dopo questo momento è comunque sempre una

tappa importante.

- La ricerca dei programmi, specialista più fiducioso, terapeutici

‘’risolutori’’

- Il confronto con fratelli e sorelle, importante l’età se nasce prima il

fratello disabile l’altro si abitua subito, viceversa ci sono dinamiche fuori

dal comune. Associazione sibli di fratelli e sorelle che hanno fratelli o

sorelle disabili

- Tappe della scolarizzazione

- L’adolescenza del figlio disabile, fragilità a causa delle disabilità

- La ricerca di un istituto per adulti, il dopodinoi , preoccupazione che i

genitori si pongono perché devono prevedere chi si occuperà del figlio

disabile quando non saranno più in grado di farlo. È stata approvata una

legge per ciò.

Il superamento della criticità dipende da tanti fattori:

- Dal significato che la famiglia attribuisce all’evento (aspetti emotivi,

razionali, etici, socio – culturali) 39

- Da come la famiglia ha affrontato i compiti evolutivi nelle fasi precedenti,

se c’è coesione tra i coniugi è meno difficoltoso adattarsi alla disabilità

- Dalle capacità della famiglia di organizzare le risorse disponibili

- Dalle relazioni con l’ambiente esterno, aiuti sanitari, avere educatori che

sostengono i genitori

GLI EFFETTI POSITIVI dell’handicap sulla famiglia

Nascita di un figlio disabile:

- Rende più tolleranti verso le diversità individuali

- Modifica la propria gerarchia di valori, la priorità va ad altro

- Migliora il senso di autostima ed autoefficacia nella coppia e in tutta la

famiglia

- Insegna tolleranza, sensibilità e pazienza

- Potenzia le reti sociali, non tutte le famiglie sono in grado di mantenerla

- Aumenta le conoscenze sulle patologie e sull’handicap

Studi ultimi 25 anni secolo scorso.

14 – 03 – 2018 L’esperienza di stress dovuta alla nascita di un figlio disabile è

in grado di produrre effetti positivi. Stress= stimolo alla reazione. Un ambiente

familiare ‘’arricchito’’ è di stimolo allo sviluppo dell’intelligenza del bambino / il

contrario vale per un ambiente familiare ‘’impoverito’’. Non significa potenziare

gli aspetti organici, ma il funzionamento dell’intelligenza. Prof Renzo Vianello.

Ambiente familiare arricchito = non c’entra la situazione economica, quello in

cui i genitori hanno apertura mentale, fanno fare al figlio disabile esperienze

non isolandolo, quando hanno un certo livello culturale. Ambiente impoverito:

povero di stimoli, non c’è interazione. La qualità dell’ambiente familiare fa la

differenza nel soggetto. Capacità di attivarsi in maniera effettiva x emergere da

situazioni di crisi persistenti = RESILIENZA FAMILIARE. Il concetto di resilienza

nasce nelle scienze dei materiali, nella fisica. Concetto utilizzato in psicologia x

capire come dopo gli eventi bellici alcuni soggetti resilienti sono riusciti a

recuperare la loro esistenza e di avere speranza. Poi è stato utilizzato x studiare

come alcune famiglie che hanno fatto esperienza della disabilità si rigenerano.

2 caratteristiche, capacità: adattamento alla situazione nuova, capacità di

mantenere i propri modelli, elasticità; la galleggiabilità: saper rielaborare un

progetto di vita, paragonabili a quelle antecedenti all’evento critico. Ma come si

fa ad aiutare una famiglia ad essere resiliente? Fattori importanti:

- capacità di integrazione (senso di appartenenza)

- orientamento della famiglia verso il mantenimento di una condizione di

benessere

- capacità di master ovvero controllo e organizzazione

- sostegno di comunità alla famiglia, da parte degli altri

Così come la disabilità è un concetto relazionale, allo stesso modo la resilienza

dipende dai supporti che offre l’ambiente.

RISORSE PER LA RESILIENZA 40

Esterne (oggettive, materiali) continuità interne (soggettive,

cognitive, emozionali)

- livello di benessere e risorse economiche

- evoluzione positiva della gravità della disabilità

- stato di salute del figlio e disponibilità di cure e terapie fisiche efficaci

- disponibilità di operatori sensibili ai bisogni familiari

- disponibilità di una rete informale di rapporti sociali di supporto, i nonni

ad esempio

- sensibilità della comunità

- livello di cultura dei genitori, non si intende il titolo di studio, devono

coltivare le abilità del figlio

- qualità della relazione coniugale e livello di reattività emotiva, come i

genitori vivono la situazione

- livello di autoconsapevolezza delle proprie risorse e limiti, management

fattori studiati dalla letteratura scientifica

19 – 3 – 18 la famiglia e la disabilità

La storia della famiglia ha un impatto sulla disabilità. Due tappe importanti

sull’esistenza della persona con disabilità: la nascita e la prima infanzia /

adolescenza. Non è scontato che alla nascita di un bambino disabile i genitori

siano naturalmente disponibili ad accoglierlo, potrebbero avere delle difficoltà.

È comprensibile e bisogna che i servizi prevedano come intervento e azione

quello del supporto alla genitorialità.

Prima infanzia disabile

valorizzare la progettualità educativa fin dal momento della nascita

 importanza della ‘’comunicazione’’ della diagnosi, prima comunicazione

 negli ambiente ospedalieri. Comunicazione riservata da spazio, tempo da

essa dipende la loro possibilità di aspettarsi qualcosa dal futuro, la loro

RESILIENZA.

umanizzare i reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN), in questi reparti

 ci sono i bambini che nascono con disabilità, immaturi o che hanno avuto

problemi alla nascita

sostenere la capacità generativa e la ‘’familiarizzazione’’ con il neonato,

 da parte della famiglia

oltre alla competenza tecnica è importante la relazione di cura interpersonale,

il contatto umano. Azione di sostegno ai genitori. È importante accudire i

genitori alla nascita di un figlio disabile x favorire la relazione. Oggi si cura la

transizione dall’ospedale all’ambiente familiare x favorire la capacità di reagire.

Adolescenza disabile

la dimensione sociale del sé

 i 4 mondi dell’adolescente (la famiglia, il Sé, i coetani, il lavoro)

 il disabile: adolescente senza adolescenza (mediatori sociali e riti di

 passaggio) 41

il difficile incontro con il limite

 il viaggio imperfetto verso l’adultità e il lavoro (maturità immatura)

ad ogni fase di cambiamento si presentano delle condizioni di disagio per i

genitori soprattutto se la transizione non è preparata (nido/asilo,

asilo/primaria ecc). la transizione deve stare in un rapporto di continuità. I

segnali dell’adolescenza cominciano alla fine della scuola media, momento

particolare x tutti i giovani, di crisi con connotazione positiva nel senso di

cambiamento, in cui il minore prende le distanze dalla famiglia dal punto di

vista dell’autonomia; l’adolescente si desatellizza, contrasta la famiglia

d’origine. Adolescenza ricca di riti di passaggio, tempo in cui si prepara

l’ingresso nel mondo del lavoro, un po’ particolare quando c’è disabilità.

Desiderio di piacere e di stare bene con gli altri, gruppo mondo importante

per gli adolescenti, anche la famiglia, rapporto dialettico. Il Sé, l’adolescente

si piace e vuole piacere agli altri, è alla ricerca di soddisfazioni. Per un

disabile il distacco dalla famiglia è + complicata, rimane un legame stretto

meno conflittuale, rapporto di dipendenza del figlio verso i genitori. Il

disabile frequenta gruppi di pari? Tra i riti di passaggio c’è il poter uscire di

sera e rientrare tardi, patente, denaro a disposizione; riti difficili che siano

concessi ad un disabile. Rispetto ai suoi compagni, è carente dei riti di

passaggio dell’adolescenza. La rappresentazione di sé stesso dipende dalle

esperienze che ha fatto, la mancanza di autostima è alleggerita o incalcata

dagli altri. Il proprio sé corporeo può portare delle limitazioni. Un disabile

deve fare conto con le rappresentazioni di sé stesso, con un sé corporeo che

non corrisponde con i canoni dell’adolescenza, rispetto al sé l’adolescente

con disabilità ha delle esperienze di disagio rispetto agli altri. Prospettive di

lavoro sono molto meno rispetto ai ‘’normali’’. L’adolescente disabile ha

l’incontro con il limite, proprio ma anche della società. Viaggio imperfetto

verso l’adultità (davide montovvio) gli mancheranno molti riti di passaggio,

ma in ogni caso l’adolescente arriva ad una condizione di adultità seppure

con caratteristiche impoverite rispetto agli adolescenti normali. Si arriva al

lavoro magari con degli accompagnamenti.

Differenza famiglia di gabi e famiglia di fernando.

20-3

L’aggregazione fra famiglie di bambini con le stesse problematiche,

associazionismo fra famiglie. Gruppi di mutuo aiuto diverso da associazioni. Il

cercarsi fra famiglie nel nostro paese è attivo da poco meno di 100 anni.

Storiche associazioni di disabili sensoriali, cechi e sordi, invalidi e mutilati di

guerra. Queste ci dicono come sono nate, sono nate in seguito alle guerre

mondiali. Dopo le guerre incremento dei disabili, 1920-30 unione italiani cechi,

unione nazionale sordi, unione nazionale invalidi. Associazione italiana piccoli

mongoloidi. Associazione nazionale famiglie subnormali, aias associazione

italiana assistenza spastici. Non nascono come associazioni, ma gruppi

spontanei di mutuo aiuto. Piccoli gruppi di 2-3 famiglie che si riuniscono

spontaneamente x il principio che l’unione fa la forza e opportunità in + di

42


PAGINE

74

PESO

120.05 KB

AUTORE

mary.ris

PUBBLICATO

5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico - 4 anni)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mary.ris di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Pavone Marisa.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Pedagogia speciale

Riassunto esame pedagogia speciale,prof. Pavone, libro consigliato Inclusione Educativa, Pavone
Appunto
Riassunto esame pedagogia speciale,prof. Pavone, libro consigliato Inclusione Educativa, Pavone
Appunto
Riassunto esame geografia, prof. Giorda, libro consigliato "Il mio spazio nel mondo" di C. Giorda
Appunto
Riassunto esame Storia dell'educazione e della letteratura per l'infanzia, prof. Valiani, libro consigliato La Grammatica della fantasia, di Rodari
Appunto