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CORREZIONE DELLE BOZZE

1

La correzione (CORRIGENS) va in margine, con richiamo presente e nel testo. Il

CORRIGENDUM deve essere segnalato e connesso con un segno di richiamo al

corrigens in margine. Tutto ciò che non è corrigens va circondato. Il corsivo va sottolineato

una volta indicando “corsivo” dentro ad un cerchio nel margine. Il grassetto va sottolineato

due volte indicando “grassetto” dentro ad un cerchio nel margine. Il maiuscoletto va

sottolineato tre volte indicando “M.Letto” dentro ad un cerchio nel margine.

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CITARE

Citazione di un libro:

Autore in tondo, titolo in corsivo, Luogo, Editore, Anno (se devo scrivere una citazione a

meno il titolo lo sottolineo).

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2 FONOLOGIA

Il fono è un dato acustico prodotto dall’apparato fonatorio e udito dall’apparato uditivo.

Esso è oggetto della fonetica.

Il fonema è un suono significativo che, con un altro fonema, dà luogo ad una coppia

minima.

L’allofono è una variante fonetica, spesso determinata dal contesto, che NON dà luogo ad

una coppia minima.

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MORFOLOGIA

Persone e diatesi verbali:

La persona del verbo determina il morfema finale.

In italiano la diatesi del verbo può essere:

Attiva  Il soggetto grammaticale coincide con l’agente dell’azione verbale.

Passiva  Il soggetto grammaticale subisce l’azione verbale.

Riflessiva  Il soggetto compie e subisce allo stesso tempo l’azione verbale. (Giorgia si

pettina)

Reciproca  Il soggetto è plurale o composto e si riferisce a individui che compiono e

subiscono allo stesso tempo l’azione verbale (I cani si azzannano).

Diatesi passiva:

La diatesi passiva di un verbo può essere resa in diversi modi:

Ausiliare essere + participio passato del verbo  L’alunno è stato lodato.

 Ausiliare venire + participio passato  L’alunno viene lodato.

4 Particella si (detta passivante) + voce del verbo alla terza persona singolare o

 plurale di forma attiva  Si accetta qualsiasi aiuto.

Ausiliare andare/stare/restare/rimanere/finire + participio passato del verbo  Il

 diario è andato perduto.

Aspetto verbale:

La categoria grammaticale dell’aspetto esprime la dimensione temporale interna descritta

dal verbo stesso. Essa indica se l’evento indicato dal verbo è abituale, concluso, non

concluso o in corso di svolgimento, con effetti sul presente, ecc…

L’aspetto verbale può essere indicato:

Morfologicamente dal tempo del verbo

 Passato remoto  azione conclusa senza riflessi sul presente.

 Passato prossimo  Azione conclusa con effetti che durano nel presente.

 Imperfetto progressivo  Processo colto nel suo svolgimento e sul cui

 proseguimento non possiamo operare alcuna congettura.

Imperfetto continuo  Processo in cui non si percepisce un istante preciso

 in cui si metta a fuoco l’evento espresso.

Imperfetto abituale  Occorrenza ripetuta, regolare di un determinato

 processo.

Dal significato lessicale del verbo  L’azione indicata può essere momentanea

 (colpire, entrare, sbattere), duratura (lavorare, dormire, viaggiare), progressiva

(vivere, crescere, impallidire).

Da perifrasi con verbi aspettuali (o fraseologici) come stare, stare per, cominciare a,

 continuare a, finire di, che formano predicati con altri verbi infiniti, participi o

gerundi.

Modi verbali:

Il modo del verbo indica il tipo di comunicazione e l’atteggiamento del mittente verso di

essa.

In italiano ci sono quattro modi finiti:

Indicativo  esprime la realtà, la certezza, l’affermazione

 Congiuntivo  esprime il dubbio, l’incertezza, la speranza, il timore

 Condizionale  esprime un’eventualità subordinata a una condizione

 Imperativo  esprime un comando

E tre modi indefiniti (senza persona):

Infinito  si usa in proposizioni infinitive o in forme nominali

 Participio  si usa in proposizioni subordinate, in forme nominali o in forme

 oggettivali

Gerundio  si usa in proposizioni subordinate (temporali, causali, modali…)

Tempi verbali:

Il tempo verbale esprime il rapporto cronologico tra l’azione espressa dal verbo e il

momento in cui viene comunicato l’enunciato. Il tempo verbale può essere semplice,

ovvero senza ausiliare, o composto, ovvero formato da un ausiliare accompagnato dal

participio passato del verbo.

Indicativo  Presente, imperfetto, passato remoto, futuro semplice; passato

 prossimo, trapassato remoto, trapassato prossimo, futuro anteriore.

Congiuntivo  Presente, imperfetto, passato, trapassato.

 Condizionale  Presente, passato

5 Imperativo  Presente

 Infinito  Presente, passato

 Gerundio  Presente, passato

 Participio  Presente, passato

Forme nominali:

In certi casi, alcuni verbi al modo infinito o participio, possono cambiare la loro funzione

grammaticale:

Infinito sostantivo  Il verbo all’infinito presente viene utilizzato come nome in

 sintagmi he possono svolgere nella frase il suolo di soggetti o complementi. (Sono

infastidito dal tuo russare)

Participio sostantivato  Il verbo participio presente o passato, preceduto da un

 articolo diventa nome (Il cantante, il dirigente..)

Participio attributivo  Il verbo participio, presente o passato, affiancato da un nome

 al quale si riferisce, diventa un aggettivo con funzione attributiva (La bambina

sorridente)

Participio predicativo  Il verbo participio, presente o passato, che completa la

 predicazione del verbo essere o di verbi copulativi, dichiarativi, estimativi, elettivi,

diventa un aggettivo con funzione predicativa (Luca è brillante)

Verbi aspettuali e modali:

Verbi aspettuali  Sono i verbi e le locuzioni che, oltre ad avere significato proprio,

 segnalano l’aspetto di un altro verbo all’infinito, al participio o al gerundio (es. sta

per partire).

Verbi modali  Dovere, potere, volere sono verbi modali perché, oltre ad avere

 significato proprio, possono accompagnare altri verbi al modo infinito aggiungendo

alla loro predicazione l’idea di dovere, possibilità e volontà.

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SINTASSI DEL PERIODO

Periodo o frase comples

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Hunny-G di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di lingua e scrittura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Bocchi Andrea.
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