Laboratorio di scrittura argomentativa
Scrivere: questioni preliminari
Scrittura funzionale = scrittura non-creativa. Rispetto alla scrittura creativa (romanzi, poesie, ecc.) è maggiormente pianificata (non è spontanea), controllata, vincolata (ha dei propri tratti distintivi). La scrittura funzionale è finalizzata alla produzione di testi di uso quotidiano nello studio e nelle professioni.
Cosa è un testo
Un testo è un'entità linguistica unitaria dotata di coesione e coerenza (riguarda la dimensione semantica). I testi vengono classificati in base allo scopo primario che perseguono: dare istruzioni, descrivere, informare, raccontare, esprimere un'opinione, ecc.
Tipologie di testo
- Regolativo: regolamentare azioni o comportamenti.
- Descrittivo: descrivere un "oggetto" in modo neutro, distaccato.
- Informativo: fornire notizie/conoscenze senza soggettività.
- Narrativo: raccontare una storia o una sequenza di eventi (rientra nella scrittura creativa).
- Argomentativo: convalidare o confutare una tesi servendosi di ragionamenti volti a convincere l'interlocutore.
Come si scrive un buon testo
- Facendo in modo che sia corretto dal punto di vista della norma linguistica. (La mancanza di correttezza indispone il lettore, fa cadere nel ridicolo, fa perdere credibilità e efficacia comunicativa al testo, crea ambiguità nel messaggio).
- Deve essere adeguato rispetto a tre elementi fondamentali, che vanno tenuti in considerazione prima di iniziare a scrivere:
- Obiettivo comunicativo = perché sto scrivendo? (informare/domandare/offrire/ordinare/comunicare/richiedere – l'obiettivo non è necessariamente legato alla tipologia di testo).
- Destinatario = a chi sto scrivendo? (età, posizione sociale, posizione relativa a noi, preconoscenze).
- Contesto comunicativo = dove sto scrivendo? (inteso come strumento fisico e ambiente comunicativo).
- Tuttavia, è necessario provare a fare scelte opportune affinché il testo risulti adeguato sul piano espressivo e del contenuto. Può esserci correttezza senza adeguatezza: il testo non risulta efficace.
Esempio: e-mail al professore L’aspetto visivo è importante sia su carta che su schermo: servono punti di ingresso nel testo. Per questo motivo si usa la paragrafazione. Il testo non deve sembrare un "muro di parole", è importante mettere il lettore nella condizione di poter rispondere in modo veloce. Scelta lessicale: si può scegliere un registro lessicale sostenuto solo se si è in grado di mantenerlo in ogni parte del testo; è bene evitare l’oscillazione di registro e le frasi fatte, che fanno perdere di originalità. È consigliato arrivare al punto velocemente, ma non troppo presto (per mantenere le distanze giuste). Evitare l’uso delle virgolette perché fanno sembrare che non si riesca a trovare le parole più adatte.
Generalmente, le persone non leggono o prestano meno attenzione a ciò che sta scritto tra parentesi. Le date vanno scritte sempre in un modo solo all’interno dello stesso testo e le scelte redazionali vanno mantenute costanti. In un’e-mail: “salve” non mantiene abbastanza le distanze, “buongiorno/buonasera” crea un effetto estraniante. Usare “gentile/gentilissima”.
Esempio: avviso agli studenti
Testo informativo nell’ambito della comunicazione digitale che ha come destinatari alcuni studenti. All’inizio del testo non si riesce a individuare gli effettivi destinatari (è necessario restringere il campo). Sostituire frasi esplicite con frasi implicite per rendere il testo più incisivo. È fondamentale costruire una gerarchia delle informazioni usando parentesi, frasi brevi, due punti. Frasi evitare frasi matrioske perché si perde il controllo del flusso di scrittura e rende più difficile il lavoro del lettore. Parentesi: solo per informazioni gerarchicamente secondarie.
L’uso della doppia negazione “se non si supera […] non si può […]” è pesante e crea ansia; meglio messa in chiave positiva come “solo superandola […] si potrà […]”. Le frasi brevi devono essere usate per informazioni importanti perché aumentano l'incisività. Correttezza e adeguatezza sono requisiti imprescindibili per aspirare a scrivere testi efficaci.
Il processo di scrittura
Il processo di scrittura è ricorsivo (si può passare attraverso uno stesso punto più volte poiché alcune fasi si ripetono) e si divide in tre fasi:
- Pianificazione
- Redazione
- Revisione
Passare e ripassare da queste fasi differenzia la scrittura spontanea da quella pianificata.
1. Pianificazione
- Portare alla luce idee e preconoscenze
- Reperire informazioni (fase quantitativa)
- Dare un ordine e una gerarchia alle informazioni (fase qualitativa)
2. Redazione/stesura
- Scrivere seguendo gli appunti
- Scrivere anche idee che non erano emerse nella fase di pianificazione
- Tralasciare la forma e la lunghezza di quanto si è scritto
3. Revisione
- Esaminare e correggere il testo (strutturarlo, modificarlo, ecc.)
- Lavoro dell’editor e del correttore di bozze
Durante il processo di scrittura vengono coinvolti entrambi gli emisferi del cervello:
- Il sinistro, l’emisfero della logica, lavora in base a schemi e regole
- Il destro è regolato dall’impulsività e dalla creatività
Ciascuno ha un emisfero dominante (ma che non è esclusivo!). Il processo di scrittura va seguito in base all’attitudine personale. Testo = prodotto del processo di scrittura Composizione = risultato di una serie di componenti.
Tecniche per ottimizzare il processo di scrittura
1. Pianificare meglio il testo
Reperire le informazioni sulla base della pertinenza e della rilevanza rispetto all’argomento da trattare. Tecniche per far venire fuori idee:
- La lista
- Gli schemi
- Il flusso di scrittura
a. La lista
Buon metodo per far affiorare le idee e richiamare le conoscenze intorno a un dato argomento:
- Leggere con attenzione e comprendere bene la consegna
- Trascrivere la consegna
- Scrivere ogni idea che viene in mente
- Non scartarne nessuna (principio del brainstorming)
La scaletta è diversa dalla lista; in quest’ultima le idee si susseguono senza un criterio che le tenga insieme.
b. Gli schemi
- Grappolo associativo: si uniscono le idee semplicemente collegandole per associazione in base alla loro affinità. Ogni idea richiama l’altra e basta.
- Mappa: si collegano le idee partendo da quelle più generali (più vicine al centro) per andare progressivamente verso idee più particolari (che si trovano in periferia).
Entrambi permettono di collegare le idee raccogliendole in maniera più ordinata e coerente.
- Disegnare al centro di una raggiera l’argomento di partenza
- Raccogliere attorno le idee man mano che vengono in mente
- Unire nello stesso raggio quelle che hanno qualcosa in comune
c. Il flusso di scrittura
Consiste nel concentrarsi solo sul contenuto e non sulla forma, sulla struttura, sulla punteggiatura, ecc., scrivendo tutte le idee che vengono in mente in modo discorsivo. Può essere utile per sbloccarci.
- Si scrive immediatamente ogni idea così come viene in mente
- Si lasciano scorrere in modo libero e incontrollato le informazioni
- Non si torna indietro a cambiare una parola o a correggere un errore di battitura (per non interrompere il flusso)
2. Mettere in ordine
Si fa con la scaletta: l’insieme dei punti principali di discussione di un testo così come si svolgeranno dall’inizio alla fine. Restituisce l'importanza delle idee, ovvero la gerarchia e l'ordine. Tutte le frasi di un testo sono lo sviluppo particolare di alcune idee generali. La scaletta indica quali sono queste idee più generali e in che modo si susseguono nel testo le informazioni che le sviluppano. Alla distribuzione spaziale corrisponde un’analoga ripartizione di significato, nel senso che ogni ulteriore sotto articolazione rappresenta una precisazione sempre più specifica degli argomenti. L'aspirazione di ogni scrivente è quella che la scaletta assomigli il più possibile all'indice.
3. Come redigere meglio il testo
Dialogando con noi stessi e ponendoci le domande giuste:
- Questa è la parola/espressione giusta?
- Sto tralasciando qualche informazione importante?
- Questa parte del testo è ben collegata con le altre?
- Ho già trattato questo tema/aspetto?
4. Come revisionare meglio il testo
La revisione è una fase cruciale. Scrivere vuol dire soprattutto riscrivere, cioè rileggere e riorientare il proprio testo verso i 3 elementi chiave (ovvero destinatario, contesto e obiettivo comunicativo).
- Mettere una certa distanza (temporale e spaziale) tra sé e il proprio testo
- Più tempo si lascia passare, più si avrà uno sguardo fresco sul proprio testo
- Per l’ultima revisione, in caso di mancanza di tempo e spazio, cambiare carattere e spaziatura al testo
- Procedere per livelli di revisione
I livelli di revisione sono:
- Morfologico = ortografia
- Lessicale = scelta delle parole
- Sintattico = lunghezza delle frasi, correttezza dei nessi, ecc.
- Testuale = divisione in paragrafi, titoli, ecc.
- Pragmatico = organizzazione delle informazioni
- Semiotico = la modulazione delle informazioni
La revisione morfologica
Riguarda, per esempio, la correttezza di apostrofi e accenti. L’apostrofo si utilizza quando vi è l’elisione di una porzione di parola (e non quando la parola si regge da sola). L’accento mette in rilievo l’intensità di una vocale e si usa per la sua funzione disambiguante (né/ne, dà/da/da’, dì/di/di’).
La revisione lessicale
Prevede di controllare di aver scelto le parole giuste, appartenenti al registro giusto (relativo al destinatario e all’obiettivo comunicativo). È importante ricordare che nel tempo, le parole che appartengono ad un certo registro possono variare. Le parole si classificano in base a frequenza d’uso e ambito.
La revisione sintattica
Riguarda la sintassi, e in particolare la lunghezza dei periodi. Si consiglia di non scrivere periodi di più di 20 parole (a causa delle risorse cognitive limitate), di non andare oltre la subordinazione di secondo grado, di limitare gli incisi (perché spezzano il flusso di pensiero) e di accertarsi sempre che i nessi logici (i connettivi) siano chiari.
Siti utili:
- Treccani
- Dizionario "si dice/non si dice" del Corriere
- Consulenza linguistica dell’Accademia della Crusca
La revisione testuale
È volta a ottimizzare l’organizzazione delle informazioni. Ad esempio, a controllare che ci sia corrispondenza tra paragrafo, unità concettuale di senso conchiuso, e capoverso, unità fisica del testo compresa tra due "a capo".
La revisione pragmatica
Ha come scopo la riorganizzazione delle informazioni in modo coerente rispetto all’obiettivo comunicativo. Ad esempio, decidere se è il caso di inserire subito le informazioni più salienti o prima quelle che occorre dire subito (l’importante è andare dritti al punto).
La revisione semiotica
Serve a ragionare sulla rimodulazione delle informazioni con una certa connotazione (≠ denotazione – il più freddo e distaccato possibile); ovvero cambiare le parole, le espressioni o le frasi che esprimono un concetto ma evocano o ne suggeriscono il contrario al fine di evitare l’effetto “non c’è nessuna bomba su questo aereo”. Usare la parola “bomba” in quel contesto provoca un effetto comunicativo indesiderato a causa dei collegamenti semantici. Altro esempio: “non sei per nulla ingrassata” (è un complimento, ma il termine “ingrassata” attiva una serie di meccanismi mentali che porta negatività).
È consigliato revisionare il testo analizzando un livello alla volta.
Correttezza linguistica
1. Gli aspetti lessicali
I sinonimi: non esistono. Esistono termini il cui significato si avvicina così tanto da sembrare intercambiabili. A volte è meglio la ripetizione di una parola, piuttosto che essere imprecisi o ambigui. Bisogna fare attenzione all’ambito d’uso (es: anziano/vecchio/vegliardo/ottuagenario) e alla diversa tonalità emotiva e affettiva (es: fanciullo/bambino/pupo/piccino).
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