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I processi partecipativi e l'approccio del Pra

Nel dibattito sullo sviluppo ha assunto un'importanza crescente la partecipazione, ovvero il coinvolgimento dei beneficiari dei progetti di cooperazione nei processi decisionali, che vede due distinte visioni. Nella prima, l'approccio partecipativo è promosso dai maggiori attori della cooperazione e non implica una revisione radicale dei fini e dei mezzi della cooperazione allo sviluppo; è concepito come il fine per rendere gli interventi più efficaci, come uno strumento tra gli attori per migliorare la performance dei programmi e dei progetti. Nella seconda, sostenuta dai critici radicali dello sviluppo come crescita economica, l'approccio partecipativo è concepito come uno strumento per integrare insiemi concettuali e cognitivi delle "culture altre" e far emergere una visione di sviluppo alternativa al mainstream occidentale.

L'inclusione dell'approccio partecipativo

Sul piano teorico, l'inclusione dell'approccio partecipativo nei progetti di cooperazione risale agli anni '40, nonostante si faccia spesso risalire alla pubblicazione delle opere fondamentali di Chambers e Cernea degli anni '80. Per la sua inclusione pratica, ha sicuramente esercitato un'influenza rilevante nel dibattito la formalizzazione negli anni '70 degli approcci legati alla Participatory action research (Par) derivante dall'opera di John Collier presso il Bureau of Indian Affairs dell'amministrazione statunitense e che si fa risalire a Paulo Freire e Orlando Fals Borda. Il Par appoggia un'integrazione delle esperienze radicali dello sviluppo alternativo e rappresenta una delle pietre portanti dell'approccio managerialista allo sviluppo (New management development).

A partire dai primi anni '90, l'approccio partecipativo è stato accolto dalle maggiori organizzazioni internazionali. Nel 1994, Chambers introduce il concetto di Participatory rural appraisal (Pra), che si pone l'obiettivo di definire il tipo di sviluppo desiderato dai beneficiari, in parziale antitesi rispetto a quello di Rapid rural appraisal (Rra), con lo scopo di valutare i loro bisogni e aspettative per adattare meglio i progetti definiti dall'esterno alle esigenze locali.

Concetti di partecipazione e agency

Strettamente connessa alla partecipazione è l'agency, ovvero la capacità di un attore di definire obiettivi e strategie e di mettere in atto azioni concrete al fine di perseguirli, che necessita di un'analisi delle relazioni di potere tra i diversi soggetti coinvolti ai fini della sua comprensione. In primo luogo, occorre riconoscere la natura politica di ogni processo di sviluppo. In secondo luogo, occorre considerare che l'azione dei soggetti interagisce con la formazione e il mantenimento di insiemi di relazioni sociali relativamente stabili e condivise in grado di modificare i comportamenti dei singoli individui. In terzo luogo, il territorio può essere concepito come supporto materiale all'azione umana valutandone costi e benefici o come strumento per analizzare e valutare i processi materiali e simbolici di sviluppo.

Partecipazione e agency possono risultare concetti opposti e in tal senso si parla di aporia della partecipazione. Secondo McGee, l'esercizio della agency diventa partecipazione solo quando la motivazione o il contesto di un'attività di sviluppo è esterno a dove si svolge effettivamente la vita degli individui. Il concetto di partecipazione implica infatti che in precedenza si sia verificata una perdita originaria di agency che, se ripristinata attraverso politiche di partecipazione, comporterebbe in teoria il superamento della nozione stessa di partecipazione. Dunque, si può partecipare solo a ciò che non è stato generato internamente, ovvero al processo di sviluppo di cui si è stati spossessati, al potere di agency. Nella visione di Ilan Kapoor, l'enfasi posta sulla partecipazione risponderebbe a un desiderio dei cooperanti di occultare il loro apporto alla costruzione di un ordine neo-liberista e imperialista.

Convergenza tra partecipazione e sviluppo locale

L'approccio della partecipazione e le teorie dello sviluppo locale presentano molteplici elementi di convergenza: il riferimento a una condizione pre-moderna in cui la comunità possedeva forme di agency collettiva fondate su valori e simboli condivisi, la rivalutazione dei modi in cui sono organizzate le relazioni sociali ed economiche alternative alla razionalità economica che identifica crescita e sviluppo e la loro evoluzione attraverso processi di critica delle proprie basi fondative. Hanno anche sottovalutato le relazioni di potere interne alla comunità e convalidato modelli oppressivi relativi alle differenze di genere attraverso una rappresentazione semplificata della comunità come unità omogenea e armoniosa, hanno riposto un'enfasi eccessiva sulle dinamiche alla scala locale tralasciando fenomeni e processi alle scale superiori che influenzano l'esito delle politiche di sviluppo e hanno concettualizzato lo sviluppo in maniera limitata considerando di gran lunga forme di intervento immediato piuttosto che anche quelle intrinseche che muovono il processo di cambiamento sociale.

Il concetto di partecipazione secondo Arnstein

Nella prospettiva di Arnstein, il tema della partecipazione è declinato lungo una scala di valori che va dalla manipulation al citizen control, tra i quali esiste una zona grigia detta tokenism, un insieme di pratiche e politiche con cui alcuni rappresentanti di una minoranza vengono inclusi in un gruppo per ottenere il consenso della minoranza stessa. In questo approccio, rimangono intatti i confini tra una nozione positiva di partecipazione e una sua cattiva applicazione al fine di creare consenso e far prevalere gli interessi degli attori forti. La letteratura post-development, invece, sottolinea come la nozione stessa di politiche partecipative sia pervasa da contraddizioni e che non esiste una netta linea di demarcazione tra tokenism e ciò che Arnstein definisce citizen power. Nel tokenism c'è una chiara distinzione tra un gruppo minoritario-insider che viene incluso e manipolato a fini di consenso e un gruppo-outsider dominante esplicitamente manipolatore, mentre invece le critiche post-development evidenziano la possibilità di una più ampia e complessa gamma di situazioni e relazioni in cui le pratiche di partecipazione vengono piegate per rafforzare le strutture di potere esistenti all'interno della comunità.

La contiguità tra sviluppo partecipativo e sviluppo locale

La contiguità tra sviluppo partecipativo e sviluppo locale può essere interpretata nel contesto di una più ampia convergenza in nome del ruolo della scala locale nei processi di sviluppo. In particolare, Mohan e Stokke hanno incentrato l'attenzione su quattro filoni di riflessione attraverso cui si è affermata l'idea che la riscalarizzazione verso il locale possa consentire un superamento dei limiti delle politiche di sviluppo dall'alto: Pra, decentramento e governance, capitale sociale e movimenti sociali. In tutte le prospettive, il locale viene valorizzato in antagonismo con la scala nazionale e con il ruolo che lo Stato può svolgere nel sostenere e orientare i processi di crescita e sviluppo.

Per quanto riguarda gli effetti dei processi politici su quelli dello sviluppo, negli ultimi dieci anni la depoliticizzazione e la ripoliticizzazione hanno investito le teorie dello sviluppo locale e dello sviluppo partecipativo come anche tutte le forme di sviluppo dal basso. La depoliticizzazione riguarda la separazione tra processi di sviluppo e politica, che consiste nella ricomposizione di interessi e strategie divergenti anche mediante il conflitto per gestire il bene comune con tecniche e metodologie oggettive e non conflittuali. Negli ultimi anni, lo sviluppo locale è stato sottoposto a... (testo non completo).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sandrauselli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e Sociologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Sistu Giovanni.
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