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ECONOMIA E MANAGEMENT DELLE IMPRESE

TURISTICHE

Prof. Marco Sorren no

IL CONCETTO DI AZIENDA E LE SUE PRINCIPALI CARATTERISTICHE

ATTIVITA’ ECONOMICHE, UNITA’ ECONOMICHE E AZIENDE

L’economia aziendale è una scienza sociale che studia l’azienda e in par colare studia le condizioni

di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, a raverso un metodo indu vo - pragma co e

quindi andando a vedere e e vamente sul campo i fenomeni e poi studiandoli.

L’azienda è un’unità economica organizzata e complessa e i suoi cara eri dis n vi sono:

• Coordinazione sistemica

• Economicità

• Autonomia

Si propone anche un’altra possibile classi cazione delle aziende in base alla quale queste si

rapportano al mercato e misurano il valore aggiunto.

L’a vità umana è volta alla soddisfazione di bisogni o desideri a raverso la ricerca di beni o

risorse di ogni po.

Alcuni bisogni sono de ni come essenziali o indi eribili in quanto lega alla stessa

sopravvivenza dell’individuo (esempio: nutrimento e riposo), mentre altri si di niscono volu uari

o di eribili in quanto possono mutare nel tempo o subire condizionamen esterni, occupano

posizioni variabili nella scala dei valori dei singoli individui o della società umana. Esempio: bisogno

di diver rsi.

Nel momento in cui l’uomo avverte un bisogno o un desiderio, si adopera per soddisfarlo, quindi

agisce e di conseguenza pone in essere una certa a vità che gli consente di o enere i beni o le

risorse indispensabili allo scopo.

Il bisogno è uno stato di so erenza psico- sico avver to dall’uomo e che può essere rimosso

procurandosi i beni idonei per soddisfarlo.

(Avverto un -> bisogno -> mi procuro un -> bene -> soddisfo il mio bisogno)

“Bisogno, in signi cato economico, non vi è ove non vi sia carenza dei mezzi che potrebbero

soddisfarlo; e non vi è nemmeno quando quei mezzi siano assolutamente inesisten . Il bisogno

presuppone il mezzo di soddisfazione e ne postula la carenza presso il sogge o che il bisogno

avverte”. [Amodeo]

Nell’ambito dei beni necessari per la soddisfazione dei bisogni è possibile individuare due macro

categorie: 1

tti ff ti ti fi ti fi ti ff

ff tti fi fi ff tti ti tt tt tt ti ti ti tt ti tt ti

fi tti ti tt ti

1. BENI NON ECONOMICI -> sono quelli disponibili in natura i quan tà illimitate e si presentano

liberamente e quindi si acquisiscono agevolmente; ques beni soddisfano senza alcuna

limitazione i bisogni di chiunque li ricerchi.

2. BENI ECONOMICI -> sono quei beni che si presentano scarsi rispe o alle esigenze dei diversi

individui, i quali non possono acquistarli facilmente; in questo caso gli individui per soddisfare i

bisogni rela vi a quei beni che si presentano scarsi in natura, devono compiere delle scelte.

(Scelte che servono a rimuovere i bisogni avver ).

Beni materiali e immateriali:

Quando parliamo di bene ci riferiamo non solo al bene provvisto della materialità ( po scrivania,

pc, macchina ecc) ma si comprendono tu i servizi possibili che appartengono alle realtà aziendali,

come: commerciali, professionali, ar gianali, sanitari, connessi alla formazione e all’istruzione ecc.

Inoltre, per beni intendiamo anche quei beni non cara erizza dalla materialità, si tra a dei

cosidde beni immateriali o, più in generale, le risorse intangibili (quindi quelle cose che non si

toccano con mano ma che hanno un ruolo di fondamentale importanza a nché un’azienda possa

avere successo). I beni immateriali sono, per esempio: conoscenze, informazioni, rappresentazioni

ar s che, manifestazioni religiose, even musicali e/o culturali, marchi, breve ; insomma tu o

ciò che può appagare sul piano sico, psichico e spirituale l’uomo moderno.

I bisogni dei giorni nostri spingono verso l’espansione della produzione di risorse immateriali e

intangibili.

L’a vità umana diventa economica quando comporta l’u lizzo di beni o di risorse scarse per la

soddisfazione di bisogni. L’a vità umana volta al soddisfacimento dei bisogni viene de nita

economica nel momento in cui usa i beni economici per la soddisfazione dei propri bisogni.

L’a vità umana è fa a di scelte e, quindi, quando l’a vità umana è di natura economica, anche le

scelte vengono de nite “scelte economiche”. Queste scelte tendono costantemente verso

l’obie vo di cogliere il miglior rapporto possibile tra mezzi scarsi (per de nizione) e bisogni da

soddisfare (secondo un ordine gerarchico che può cambiare da individuo a individuo e tra i gruppi

di società).

Un’altra precisazione: le scelte economiche, in quanto scelte umane, non sono solo il fru o di

calcoli di pura razionalità economica ma risentono dell’in uenza di fa ori extraeconomici, come:

fa ori di natura culturale, e ca, religiosa, sociali, lega all’esperienza e alle preferenze individuali o

alle convinzioni poli che (questo proprio perché sono scelte fa e dall’uomo).

Nel sistema economico svolgono un’a vità economica diversi sogge e ques sogge vengono

de ni unità economiche.

L’unità economica, quindi, può essere il singolo individuo, i gruppi di persone o en tà organizzate e

complesse. Tu e le unità economiche pongono in essere comportamen che sono vol a

minimizzare l’uso delle risorse al ne di raggiungere determina obie vi e quindi di soddisfare

determina bisogni, o a massimizzare i risulta impiegando al meglio date risorse.

Tu avia, è importante so olineare che non tu e le unità economiche possono essere quali cate

come aziende, in quanto SOLO quelle en tà economiche organizzate e complesse e che hanno

determinate cara eris che possono essere de nite e quali cate come aziende (-> aziende =

ogge o di studio fondamentale dell’economia aziendale).

Si deve riscontrare la presenza di alcune qualità che la do rina ha, nel corso della sua evoluzione,

riconosciuto necessarie.

Tu e le unità economiche (che siano o meno delle aziende) compiono determinate operazioni e i

momen pici dell’a vità economica sono 3: 2

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ti tt

tt

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1. CONSUMO di risorse/beni vol al soddisfacimento dei bisogni umani

2. PRODUZIONE di risorse

3. TRASFERIMENTO ad altri sogge (che possono essere aziende o meno) di risorse

CARATTERI DISTINTIVI E MISSIONE DELL’AZIENDA

L’azienda è un’unità economica che necessita di aver determinate cara eris che per poter esser

quali cata come tale.

Secondo il Prof. Viganò (esponente di spicco della scuola ragionieris ca napoletana), un’a vità

economica con gura un’azienda SE:

- a ua processi economici di acquisizione, di produzione, di scambio e di erogazione, misurabili o

meno monetariamente

- C’è ges one per operazioni e funzioni

- È composta da beni e persone e quindi forma un patrimonio

- C’è coordinazione spazio - temporale quindi se c’è una coordinazione sistemica

- Si pone nalità mutevoli

- La sua a vità soddisfa automa camente bisogni umani di natura economica

- È autonoma e duratura

- Tende all’e cienza del suo funzionamento e quindi si pone obie vi che tende a conseguire

- Nell’a vità economica c’è un innata componente di rischio: sia esterna quindi rela va al

mercato o all’ambienta sia interna

- C’è un sogge o economico, speci co e consapevole, in grado di incidere sul funzionamento e

sulle nalità dell’azienda senza peraltro sovver rne la forza di esistenza autonoma

- C’è un governance: dire o e in rapporto con la proprietà

- C’è una regolamentazione giuridica esplicita per il suo ves to

- Rispe a regole di condo a (e ca)

Sinte zzando queste cara eris che possiamo dare la de nizione del Prof. Po to (altro esponente

di spicco della do rina ragionieris ca napoletana):

“Un’a vità economica può considerarsi un’azienda se possiede i seguen cara eri:

coordinazione sistemica, economicità e autonomia. Solo in presenza di ques cara eri l’unità

economica riesce a garan re la con nuità del suo funzionamento in prospe va del tempo”.

Pertanto un’unità economica può considerarsi un’azienda se possiede ques requisi :

coordinazione sistemica, economicità e autonomia. Sono requisi tra loro lega e che consentono

all’azienda non solo di esser tale, ma anche di conservare la sua condizione di esistenza essenziale,

cioè la durabilità, ovvero la con nuità del suo funzionamento nel tempo.

1.COORDINAZIONE SISTEMICA

Coordinazione sistemica -> l’azienda è composta da un insieme di elemen che sono tra loro

interagen e interdipenden , cioè sono lega tra loro da relazioni e rappor di dipendenza

reciproca; in questo senso l’azienda cos tuisce un sistema.

I 2 elemen fondamentali che compongono un’azienda sono:

3

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1) il lavoro (= capitale umano, quindi le persone che sono presen all’interno dell’azienda e

svolgono il proprio lavoro)

2) il patrimonio (= il complesso di fa ori necessario per avviare la combinazione produ va e

quindi poter svolgere l’a vità volta al soddisfacimento dei bisogni che si sono pre ssa

all’inizio. SI può tra are di beni materiali presen in aziende in cui si hanno produzioni

tecniche ma anche risorse immateriali come: modelli, know how, so ware, conoscenze ecc).

Nel momento in cui nasce un’azienda, la qualità e la quan tà delle risorse (monetarie o di altra

natura) apportate sono il fru o di complesse decisioni, volte a individuare la combinazione più

conveniente in rapporto all’ambiente e ai risulta che si vogliono o enere. Questo determina che

gli elemen della stru ura aziendale e le decisioni prese siano tu in stre a correlazione tra loro.

L’azienda assume le sembianze di una coordinazione sistemica, che è la conseguenza della comune

nalità verso cui tendono tu gli elemen della combinazione. La visione sistemica è, prima di

tu o, un a eggiamento mentale di tu quelli che a vario tolo e livello partecipano alla vita

dell’azienda. Questo a eggiamento si forma lentamente, a raverso la formazione, la cultura e

l’esperienza; un’azienda, di qualsiasi pologia essa sia, risulta mal condo a se mancano le

competenze necessarie. Le decisioni e gli elemen stru urali del sistema aziendale consentono di

a uare operazioni e processi che vanno crea in maniera non casuale ma tenendo conto dei

legami che sussistono con le operazioni e i processi già avvia in precedenza e con quelli che si

avvieranno in futuro.

L’azienda è un sistema aperto perché interagisce con nuamente con l’ambiente circostante, da cui

trae gli input ( = i fa ori produ vi necessari per avviare la combinazione produ va) e a cui cede

gli output (= i risulta della propria a vità produ va).

Poiché l’ambiente è in con nuo movimento, l’azienda è chiamata a essere fortemente dinamica

e essibile, quindi adegua con frequenza e rapidità le proprie combinazioni produ ve alle

modi cazioni delle condizioni esterne. Mai come in ques anni all’azienda è chiesto di porre al

centro della sua a enzione e dei suoi comportamen le esigenze dei sogge cui il suo output è

des nato e l’ambiente in generale.

2.ECONOMICITA’

Accanto alla coordinazione sistemica, un’altra qualità essenziale a nché un’unità economica possa

essere considerata un’azienda è l’economicità.

L’economicità è un cara ere non semplice e assume connota di eren secondo il po di azienda,

la natura della sua a vità e il contesto in cui agisce.

Economicità -> L’obie vo generale perseguito dalle aziende di ogni specie è quello di operare nel

tempo in costan condizioni di equilibrio. Per questo mo vo il requisito dell’economicità è

garan to quando si pone l’azienda in una condizione di:

> Equilibrio economico

> Equilibrio nanziario

> Equilibrio monetario 4

fi tt fl tt ti fi ti ti

tt fi ti tt tt tt tti ti tti tt tt tt tti ti tti tt tti tt ti tti tti ti ti ti

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EQUILIBRIO ECONOMICO

I vari accadimen di ges one (quindi le varie operazioni aziendali) possono essere vis so o 2

pun di vista:

1. Un pro lo economico secondo cui si vanno ad analizzare gli e e che le singole operazioni

hanno sulla ricchezza complessiva dell’azienda.

Ricchezza sia di natura nanziaria come la cassa, il denaro, i credi e i debi . Ma anche sulla

ricchezza di natura non nanziaria, cioè tu quei fa ori materiali come: automezzi, impian ,

a rezzature, marchi e breve .

EQUILIBRIO FINANZIARIO

Per equilibrio nanziario intendiamo l’impa o che le operazioni aziendali hanno esclusivamente

sulla grandezza di natura nanziaria (cassa, banca, credi o debi ). A nché l’azienda operi in

condizioni di economicità è necessario che operi anche in condizioni di equilibrio monetario.

EQUILIBRIO MONETARIO

Per equilibrio monetario intendiamo un equilibrio tra entrate e uscite.

È un qualcosa di più ristre o rispe o all’equilibrio nanziario.

L’esistenza della condizione di economicità non è valutabile se non in riferimento a un periodo

temporale piu osto lungo, perché non avrebbe senso il fa o che sia una condizione raggiunta solo

momentaneamente o comunque mantenuta per un periodo di tempo limitato.

Va so olineato che questa condizione, una volta acquisita, tende, per sua natura, a non

conservarsi costante nel tempo a causa del dinamismo sia dell’ambiente sia dello stesso sistema

aziendale. Perciò è des nata a essere con nuamente compromessa da ostacoli e fa ori contrari

provenien sia dall’interno che dall’esterno dell’azienda.

Ai responsabili al governo dell’azienda si richiede, una certa consapevolezza nell’incertezza, la

capacità di percepire in tempo i rischi e saperli fronteggiare, la competere dell’individuare delle

carenze e saperle ges re con decisioni appropriate. Il principio di economicità comporta che

l’azienda sappia a rarre le risorse che meglio siano compa bili con le proprie esigenze

L’economicità è un conce o molto complesso e non univoco.

Un’altra accezione del termine è: “situazione secondo la quale un’azienda deve operare in

condizioni di e cienza opera va o e cacia strategica”.

E cienza opera va -> quando l’azienda è in grado di u lizzare nel modo più conveniente possibile

i mezzi produ vi di cui si procura la disponibilità, riuscendo a o enere dal loro impiego il massimo

risultato possibile.

E cacia strategica -> quando l’azienda è in grado di prevenire dei risulta (output) o enu dalla

combinazione produ va che soddis no al massimo le a ese dei sogge a cui sono des na .

L’azienda che opera in una situazione di e cacia strategica viene de nita anche “proa va” o

“an cipa va” in quanto agisce in maniera a va nei confron dei des natari del proprio risultato.

La presenza di un’adeguata economicità nella ges one aziendale non può esser valutata

limitandosi all’analisi dei risulta di bilancio o dei soli da economico - nanziari.

5

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3. AUTONOMIA

Autonomia -> si intende lo stato di un azienda che riesce a autodeterminarsi senza interferenze

di altri sogge in potenziale con i o di interesse.

Un’azienda è autonoma quando riesce a operare in condizioni di economicità (si ha quindi uno

stre o legame tra la condizione di economicità e quella di autonomia), evitando la sistema ca

subordinazione all’o enimento di risorse da terze economie, quindi si trova in una condizione di

indipendenza economica.

Un’azienda in equilibrio economico, equilibrio nanziario ed equilibrio monetario quindi

un’azienda che opera in una condizione di economicità è, inevitabilmente, anche un’azienda

autonoma in quanto evita la sistema ca subordinazione di risorse da terze economie.

Mai come in un periodo di crisi come quello a uale il successo di un’azienda si mostra spesso

dipendente dalle relazione che essa è in grado di is tuire con altre aziende.

Gli interven di sostegno da parte di altre economie possono anche amme ersi, anzi a volte sono

indispensabili, purché abbiano natura temporanea e non generino perdite.

In questo momento storico il conce o di autonomia è sfumato da due fenomeni che sono sempre

più frequen nel mondo economico e sono le re aziendali e i gruppi aziendali. Sono fenomeni in

cui le aziende si me ono insieme al ne di massimizzare i risulta e minimizzare le risorse

necessarie per o enerli. Grazie alle alleanze tra aziende si riesce a scambiare risorse, capacità e

conoscenze e sicuramente possono derivare, oltre ai vari vantaggi, anche vincoli più o meno

stringen nell’espletamento di alcune funzioni piche aziendali, come l’acquisto o la distribuzioine

dei prodo . Questo accade sopratu o quando l’azienda decid

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale_13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Sorrentino Mario.
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