Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

(7) DIVISIONE DEI POTERI

DIVISIONE DEI POTERI: La separazione delle funzioni fondamentali dello Stato (potere legislativo, esecutivo e

giurisdizionale) tra vari organi è solitamente ricondotta a Montesquieu, il quale ebbe come principale obiettivo

quello di tutelare la libertà politica dei cittadini che non dovevano venire oppressi del potere statale, ora controllato

anche dagli altri poteri. Il principio era quello di creare degli organi nello Stato che detenessero una parte del potere

politico e che si trovassero in posizione autonoma rispetto agli altri.

*Dunque la divisione dei poteri garantisce il corretto esercizio del potere in quanto si basa su un sistema di pesi e

contrappesi in modo che nessuno lo eserciti in modo assoluto. A decidere a chi spettano i differenti poteri, che non

sono tuttavia nettamente divisibili, è il complesso normativo.

POTERE LEGISLATIVO: Rappresenta la forza e l’efficacia dei singoli atti posti in essere dal Parlamento (o

dall’assemblea legislativa in una Federazione, o da un’autonomia regionale..) in relazione ad altri atti proveniente

dallo stesso o da altri organi/soggetti giuridici.

POTERE GIURISDIZIONALE: Rappresenta l’idoneità degli atti posti in essere dal potere legislativo di giungere ad una

decisione dotata di forza ed efficacia. L’elemento caratterizzante è la possibilità di arrivare ad una pronuncia

definitiva nel corso di un procedimento.

POTERE ESECUTIVO: Potere del governo (Presidente del consiglio dei ministri, ministri,consiglio dei ministri) che si

occupa di tutte le materie (economiche,pubbliche..), proprio perché dà esecuzione alla Costituzione. Viene eseguito

in funzione del gruppo politico di maggioranza (iniziativa legislativa): per questo motivo il presidente non dovrebbe

parteggiare né ostacolare l’indirizzo della maggioranza senza motivo, non può bloccare un disegno di legge. Può

emettere regolamenti (Art. 17 legge 400 del 1988).

Il controllo del potere esecutivo avviene per conto del Parlamento: nel caso di un decreto legge di necessità ed

urgenza (conversione entro 60 gg) provvede al controllo; nel caso di un decreto legislativo il Parlamento ha la

funzione di autorizzarlo preventivamente stabilendo oggetto e tempo di applicazione (se non ci sono oggetto e

tempo si parla di Eccesso legislativo); Art. 72,73.

(8) FORME DI GOVERNO

FORMA DI GOVERNO: Differente dalla forma di Stato, questa indica il modo in cui viene ripartito il potere tra gli

organi costituzionali e i rapporti che esistono tra essi. Si distinguono quindi forme di governo assolute o autoritarie e

forme democratiche, distinte a loro volta in base al modo in cui è distribuito il potere sovrano (costituzionali,

parlamentari –assembleari, presidenziali, direttoriali). Secondo i costituzionalisti la forma di governo che in astratto

funziona meglio è quella con una sola figura al potere, ma in realtà ciò che rende efficiente uno Stato è il corretto

funzionamento dei sistemi e non la forma di governo scelta.

▪ GOVERNO PARLAMENTARE: Non si basa sulla forma di Stato (monarchia o repubblica) ma bensì sul rapporto

fiduciario* che deve sussistere tra il governo e il Parlamento. Questo accade perché il governo, essendo espressione

della maggioranza parlamentare, deve ricevere l’approvazione del suo programma politico: in caso di mancanza di

fiducia è necessario ricorrere alle dimissioni (se, ad esempio, non passano 10 provvedimenti non significa che non ci

sia fiducia), anche se la carica viene mantenuta per fatti ordinari durante il periodo di creazione del nuovo governo, o

a pieni poteri in caso di difficoltà.

Il governo parlamentare viene distinto a sua volta in base all’omogeneità delle forze sociali e politiche e della

presenza di partiti politici, che può dare luogo ad un sistema politico bipartitico (o bipolare) costituito da coalizioni di

partiti contrapposte. Il bipartitismo può dipendere dall’adozione di un sistema elettorale maggioritario per l’elezione

dei parlamentari; in questi casi si ritiene che il popolo, dando il consenso maggioritario ad un partito (o coalizione),

intende darlo anche al governo che scaturisce dalla maggioranza dei voti per l’elezione dei parlamentari (primo

ministro influenzato dalla presenza dei partiti, differentemente dalla posizione preminente che assume nel Regno

Unito o in Germania).

Se non viene attuato un sistema bipartitico, risulta meno semplice costruire maggiorante stabili di governo,

mettendo così in difficoltà l’esecutivo, il cui programma politico potrebbe incontrare difficoltà nel mantenimento di

un consenso da parte della maggioranza parlamentare.

*La Fiducia del Parlamento è obbligatoria ma in momenti di difficoltà si ha la fiducia precostituita per i Governi di

Salute Pubblica (Monti)** nei quali il Parlamento non può negare la fiducia in quanto si tratta di un governo imposto

dal presidente. In questo caso il Presidente può decidere di sciogliere le camere (Art.88), ma non è obbligatorio (se

non a fine legislatura, in cui la carica può essere mantenuta solamente in caso di guerra, momento nel quale non si

arriva alle elezioni).

**Prende provvedimenti tragici per evitare eventi tragici (bancarotta: blocco stipendi, blocco conti bancari, blocco

debito pubblico). Art. 41,42,43 veloce nazionalizzazione: lo Stato acquisisce territori e mezzi di produzione presenti

sul territorio per la preservazione.

▪ GOVERNO ASSEMBLEARE: Forma di governo Parlamentare in cui si sono formate improvvise maggioranze

parlamentari formatesi per cambi di posizione. Si ha in assenza del meccanismo della fiducia. Questa forma di

governo era contemplata nella costituzione francese (1793) ma mai entrata in vigore.

▪ GOVERNO PRESIDENZIALE: Tipico degli Stati Uniti, si fonda sul dualismo tra parlamento e governo e sulla

mancanza del rapporto fiduciario. Il Capo del governo, anche Capo dello Stato, viene eletto direttamente o

indirettamente dal popolo tramite sistema maggioritario o dal Parlamento; il popolo elegge anche il Parlamento. Il

governo presidenziale è assimilabile a quello delle regioni.

▪ GOVERNO SEMI-PRESIDENZIALE: Tipico della Francia, ha caratteristiche intermedie tra governo parlamentare e

presidenziale. Il Capo dello Stato può essere eletto dal popolo, ha ampi poteri politici e di intervento nei confronti di

Parlamento, di cui deve godere la fiducia, e Governo, che egli stesso nomina. In Francia il presidente della Repubblica

è eletto direttamente dal popolo e nomina il Primo ministro e, su consiglio di questo (condivide con lui l’attività di

governo), i ministri e presiede il Consiglio dei ministri.

▪ GOVERNO DIRETTORIALE: Caratterizzato dalla presenza di un potere esecutivo collegiale eletto dal parlamento

che concentra in sé le funzioni di governo e di Capo dello Stato; è assente il rapporto fiduciario tra il collegio e il

Parlamento. Questa forma di governo si riscontra solamente nella Confederazione Elvetica (dal 1798).

* FORMAZIONE DEL GOVERNO: Il presidente da l’incarico di formare il nuovo governo, che si forma tendenzialmente

sulla spinta del risultato elettorale, ma non è obbligatorio. La costituzione da infatti libertà al Presidente della

Repubblica che può affidare il governo a chi non ha legami con i partiti (Governo Tecnico: apolitico; appoggio

parlamentare; destinato a durare più a lungo).

In Inghilterra non è la regine che scioglie le camere ma il Premier, che decide di sciogliere in anticipo se ha la certezza

di essere rieletto; non lo fa in caso contrario. In Inghilterra il premier ha più potere che in Italia, così come il supporto

parlamentare (9) LO STATO ITALIANO E LE SUE FONTI

DAL REGNO DI SARDEGNA ALLA COSTITUZIONE ITALIANA: Prima dell’entrata in vigore della Costituzione della

Repubblica Italiana (1948), l’ordinamento costituzionale italiano ha attraversato diverse fasi. La prima costituzione

del Regno d’Italia (proclamato del 1861 con Vittorio Emanuele II di Savoia) fu lo Statuto Albertino, ossia lo Statuto

del Regno di Sardegna (promulgato nel 1848) [..]

COSTITUZIONE, LEGGI COSTITUZIONALI E DI REVISIONE: L’ordinamento italiano conosce una molteplicità di fonti

che trovano disciplina nella Costituzione, intesa come legge fondamentale, e nella legislazione ordinaria. Nella

piramide delle fonti, accanto alla costituzione,sullo stesso livello, si trovano le leggi costituzionali (adottate per le

materie riservate dalla Costituzione) e le leggi di revisione costituzionale (modificano o integrano il testo della

Costituzione). Entrambi i tipi di legge vengono adottate con il procedimento aggravato previsto dall’Art.138 che

prevede due delibere del Parlamento (ciascuna camera deve approvare il progetto di legge o revisione) e l’eventuale

ricorso al referendum popolare nel caso in cui la legge non venga approvata con la maggioranza dei 2/3 (come

nell’Art.75 non è richiesto un quorum di partecipazione).

I limiti alla revisione costituzionale sono l’Art.139, che sancisce l’impossibilità di modificare la forma di governo

repubblicana , così come non possono essere oggetto di revisione le disposizioni sui diritti inviolabili dell’uomo e i

principi fondamentali (I parte della costituzione).

FONTI PRIMARIE E SECONDARIE: A differenza dello Statuto Albertino (che conteneva solo alcune disposizioni sul

potere legislativo), la Costituzione italiana comprende diverse fonti del diritto oltre quelle costituzionali senza però

contenere una disciplina di queste. Prima dell’entrata in vigore la disciplina generale sulle fonti del diritto era

contenuta nelle disposizioni preliminari al codice civile del 1942, tutt’ora in vigore, che indica come fonti del diritto le

leggi e gli atti aventi forza di legge (II), i regolamenti, le consuetudini (III).

* Fonti secondarie: regolamenti governativi, ai sensi dell’articolo 17 della legge 400 (1988): delegificazione,

organizzazione ministeriale

*Usi: base della piramide, meno importanti; atto ripetuto nel tempo senza validità giuridica

Consuetudine: vale solo se richiamata dalla legge. Ripetizione nel tempo di un comportamento. C’è un elemento

psicologico, ossia la convinzione di vincolatività legislativa (si pone in essere sempre lo stesso comportamento nella

convinzione di applicare/rispettare la legge). Se in ambito costituzionale la consuetudine prende il nome di

convenzione costituzionale, convinzione che il comportamento rispetti un obbligo legislativo che in realtà non c’è (es.

consultazioni).

POTESTA’ LEGISLATIVA STATALE E REGIONALE: Leggi formali possono essere quelle dello Stato, delle regioni o delle

province autonome di Trento e Bolzano. Dopo la modifica al titolo V, la legge dello Stato non ha più competenza

generale per qualunque materia ma una competenza limitata alle materie indicate dal II e III comma dell’Art.117. Il II

comma stabilisce le materie di potestà esclusiva dello stato (a-s). Il III comma prevede una potestà concorrente tra

Stato e Regioni, in cui lo stato ha il compito di determinare i principi fondamentali.

Le regioni, oltre alla competenza concorrente,hanno un competenza legislativa generale per ogni altra materia non

espressamente riservata allo stato (IV comma). Le regioni a statuto speciale hanno poi competenza esclusiva per

materie previste dagli statuti (*interpretazione estensiva; inconveniente: anche in assenza di principi la regione può

emettere legislazione).

* Limiti potestà legislativa regionale: Unità e indivisibilità della Repubblica (art. 5) e Art.120 (divieto di dazi e

frontiere tra regioni, in quanto la regione non è uno stato a sé).

*Il controllo statale è successivo (Art.127), prima della modifica era preventivo

Atti avene valore e forza di legge:

a) DECRETI LEGISLATIVI: Gli atti aventi valore di legge e forza di legge fanno riferimento ai decreti legislativi e decreti

legge, che sono atti normativi adottati dal governo e promulgati dal presidenza della repubblica, equiparati alle leggi

per quanto riguarda il loro rapporto con le altre fonti dell’ordinamento. Sono quindi atti in grado di abrogare altri atti

e di essere abrogati soltanto da altri atti.

Il valore di legge corrisponde al decreto legislativo, che viene parificato alla legge in quanto dopo l’emanazione del

decreto il Parlamento non può intervenire su di esso, a meno che non si produca una legge successiva.

La forza di legge viene invece attribuita al decreto legge, che è un provvedimento provvisorio preso in casi di urgenza

e necessita; per farlo diventare effettivo occorre che tale decreto venga convertito in legge.

I decreti legislativi sono quindi atti avente valore di legge ordinaria (Art.77)adottati dal governo solo in presenza di

delega del parlamento (Art.76), e costituiscono il potere normativo che la costituzione attribuisce al governo.

Il decreto legislativo può essere emanato solo in presenza di delega del parlamento, mentre il decreto legge può

essere adottato anche senza delega proprio perché emanato in casi straordinari e con provvisoria efficacia.

L’Art.70 stabilisce che la funzione legislativa è esercitata dalle due Camere, ma l’Art.76 consente di delegare la

funzione al Governo per tempo limitato

*Legge delega: fatta dal parlamento (principi, oggetto definito, tempo determinato); operativo subito perché non deve essere

convertito in legge.

*Il decreto legislativo è un atto normativo avente valore di legge emanato dal governo su delega del parlamento; è previsto

dall’art.76 ed è il mezzo con il quale la camera decide di non disciplinare una determinata materia per motivi di inadeguatezza

tecnica, stabilendo però i limiti entro i quali il governo deve legiferare.

*Anche se previsti dalla costituzione i regolamenti non sono atti aventi valore o forza di legge (tranne Referendum abrogativi)

b) DECRETI LEGGE: Sono atti provvisori con forza di legge adottati dal Governo, sotto sua responsabilità, in casi di

necessità e urgenza (Art.77). Il decreto legge entra subito in vigore e deve essere presentato alle Camere il giorno

dell’emanazione affinché il decreto possa essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla

pubblicazione (altrimenti non produce effetti); in mancanza di conversione il decreto cade. La valutazione

dell’esistenza di casi di necessitò e urgenza spetta al Parlamento, che può non procedere alla conversione in caso

non li ritenga tali, o alla Corte Costituzionale in sede di controllo.

* Se il decreto cade, cadono tutti gli effetti da questo prodotto ad eccezione dei diritti quesiti

STATUTI REGIONALI: Hanno diverso valore e forza di legge in caso si tratti di Regioni ordinarie o a Statuto Speciale.

Gli Statuti delle Regioni speciali sono adottati con legge costituzionale e assicurano autonomia particolare a queste

regioni, prevalendo quindi sulla legge statale e regionale. Devono comunque rispettare la costituzione. Gli Statuti

delle regioni ordinarie, dopo la modifica dall’Art.123, non sono può adottati con legge dello Stato ma direttamente

da ciascuna Regione con legge regionale approvata dal Consiglio regionale. La legge non viene subito promulgata in

quanto è necessario attendere un eventuale ricordo del Governo per la legittimità costituzionale. La statuto legge di

approvazione dello Statuto prevale sulle leggi ordinarie regionali per le materie a essa riservate (forma di governo,

principi di organizzazione e funzionamento, provvedimenti amministrativi).

REFERENDUM ABROGATIVO: Strumento di democrazia diretta attraverso il quale si esercita la sovranità popolare

previsto dall’Art.75 per gli atti legislativi dello Stato . Può essere considerato atto avente valore di legge ma non

equiparato alla legge in quanto innova l’ordinamento in via negativa. L’art. 75 prevede che il referendum deve essere

indetto quando viene richiesto da 500mila elettori o 5 consiglieri regionali. L’indizione avviene con Decreto del

Presidente della Repubblica. Il referendum è escluso per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di inulto, di

autorizzazione a approvare trattati internazionali, leggi finanziarie. E’ valido se partecipa la maggioranza degli aventi

diritto al voto. In caso di esito favorevole il PR con decreto dichiara l’abrogazione, altrimenti lo comunica sulla

Gazzetta Ufficiale e il referendum non può essere riproposto se non dopo 5 anni.

REGOLAMENTI: Atto normativo la cui potestà è attribuita alla Costituzione o dalla legge a determinati soggetti ed

organi. Ci sono regolamenti di organi costituzionali per i quali è stabilita una riserva (regolamenti delle Camere), così

come è riconosciuta autonomia organizzativa regolamenti degli organi costituzionali (CC e PR). Nell’Art.117 è

stabilito che lo Stato ha potere regolamentare solo nelle materie di legislazione esclusiva (salvo deleghe), mentre le

Regioni hanno potestà regolamentare generale.

Tipologia di regolamenti: Il codice civile stabilisce la prevalenza gerarchica della legge sui regolamenti, e quella dei

regolamenti del Governo sui regolamenti di altre autorità. Ci sono regolamenti :

▪ di esecuzione: adottati dal governo per assicurare l’applicazione della legge e degli atti venti forza di legge

▪ di attuazione: attuazione e integrazione di fonti primarie

▪ indipendenti: consentono al governo di intervenire in materie in cui non c’è disciplina legislativa

▪ di organizzazione: organizzazione della Pubblica Amministrazione

▪ di delegificazione: consentono al governo di intervenire in materie disciplinate dalla legge, sostituendo la disciplina

legislativa con una disciplina regolamentare.

STATUTI: Sono atti normativi con i quali si determinano l’organizzazione e l’attività del soggetto. La potestà statuaria

può appartenere allo stesso soggetto, autorizzato a darsi un proprio statuto, o ad un altro soggetto/organo che

determina il contenuto e lo approva con atto normativo.

ORDINANZE: Sono atti generali o particolari adottati dall’autorità amministrativa per far fronte a situazioni di

necessità o di urgenza.

TESTI UNICI (Codici): raccolte di prescrizioni normative relative a determinate materie con il fine di facilitarne la

ricerca e l’applicazione. Possono contenere norme legislative o regolamentari, riconosciuti come fonte del diritto .

Altri testi unici possono contenere disposizioni legislative ma privi di valore normativo in quanto adottati dal

governo, da singoli ministri.

MODIFICAZIONI TACITE: Pur non essendo modificabile, la Costituzione può vedere delle modificazioni tacite, ossia

non palesi, causate da comportamento che danno luogo a consuetudini costituzionali. Quando ci si accorge di una

modificazione tacita è necessario il consenso delle istituzioni costituzionali.

FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: Accanto alle fonti prodotte all’interno dell’ordinamento italiano vi sono le

fondi del diritto internazionali, che diretta e immediata applicazione nel diritto interno grazie agli Art.10

(l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale) e Art.11.

FONTI COMUNUTARIE : (File: procedura consultazione) Grazie all’Art.11 l’Italia è stata riconosciuta

costituzionalmente legittima all’adesione alla comunità europea, con gli effetti sulle limitazioni di sovranità che essa

comporta. Per questo il diritto comunitario entra direttamente a far parte dell’ordinamento Italiano prevalendo su

quello prodotto dalle fonti intere. Il criterio che regola il rapporto tra diritti comunitario e diritto interno è quello

della competenza, per cui nelle materie di competenza della comunità si applica il diritto comunitario e non quello

interno. La normativa comunitaria può derogare anche alle norme costituzionali, ma non ai principi fondamentali

della costituzione.

* Se un giudice comune interno si accorge dell’illegittimità costituzionale di un provvedimento europeo non può

modificarlo (mandando richiesta alla corte costituzionale) ma può disapplicarlo, ossia non lo applica nelle sue cause.

REGOLAMENTI COMUNITARI: atti normativi con efficacia diretta e immediata negli ordinamenti degli stati membri.

Prevalgono sulle orme interne.

DIRETTIVE COMUNITARIE: atti di giudizio che contengono principi vincolanti per gli stati membri cui sono rivolti per

quanto riguarda il raggiungimento di un obbiettivo entro un certo tempo, ma i mezzi al raggiungimento di questi è di

competenza delle singole nazioni

* ≠ regolamenti: le direttive non vengono immediatamente recepite dai paesi membri;

(10) PRINCIPI FONDAMENTALI E DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO

DIRITTI FONDAMENTALI: Il riconoscimento giuridico dei diritti iniziò a partire dal XIX secolo nelle costituzioni

europee, per arrivare alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, approvata dall’assemblea generale delle

nazioni unite, nel 1948. In seguito vennero approvate in Europa la convenzione per la salvaguardia dei diritti

dell’uomo e delle libertà fondamentali - CEDU (1950) e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000).

Nella costituzione italiana i diritti fondamentali vengono esposti nei primi 12 articoli e in tutta la prima parte.

EGUAGLIANZA FORMALE: L’eguaglianza tra uomini e cittadini costituisce uno dei diritti fondamentali riconosciuti

nelle dichiarazioni dei diritti e nelle costituzioni. Il ruolo fondamentale dell’eguaglianza viene fuori davanti alla legge,

per cui non esiste differenza tra uomini o cittadini, così come non esistono posizioni di favore o sfavore riservate a

determinate categorie di persone, sesso, religione,opinioni politiche … (art.3, I comma). Tuttavia il principio

dell’eguaglianza non impedisce al legislatore di attuare il giudizio di “ragionevolezza”, ovvero di dare vita a differenti

trattamenti in corrispondenza di particolari esigenze o situazioni (comportamenti uguali in situazioni uguali,

comportamenti differenti in situazioni differenti). Il principio dell’eguaglianza davanti alla legge è sancito dagli art.97

e art.101, dove viene affermato il dovere di legalità e l’imparzialità dell’amministrazione nell’applicazione del diritto

e la soggezione del giudice solamente alla legge.

EGUAGLIANZA SOSTANZIALE: Nel II comma dell’Art.3, viene affermato che è compito della Repubblica rimuovere

ostacoli economici e sociali che non consentono in pieno sviluppo dell’individuo e l’effettiva partecipazione di tutti i

lavoratori all’organizzazione politica,economica e sociale del proprio paese. E’ per questo possibile considerare

legittimi trattamenti che favoriscono, con privilegi e benefici, o sfavoriscono, con l’imposizione di oneri, determinati

individui in situazioni delicate che necessitano di particolare protezione. L’eguaglianza sostanziale garantisce infatti

la possibilità di una piena affermazione della personalità, escludendo quindi una generale uniformità di trattamento

dipendente da determinati aspetti sociali e/o economici.

ART. 3: Il principio dell’eguaglianza vale per ogni aspetto della personalità:

▪ Sesso: Vieta le differenziazioni di sesso nel trattamento; ad esso sono collegati l’art.29,II comma (eguaglianza dei

coniugi nel matrimonio); l’art.30,I (eguali diritti e doveri ai genitori per il mantenimento dei figli); l’art.37,I (assicura

alla donna lavoratrice stessi diritti e stessa retribuzione a parità di lavoro nonché una particolare protezione in

quanto viene riconosciuta l’essenzialità della sua funzione famigliare); art.48,I (stesso diritto di elettorato); art.51

(eguaglianza nell’accesso a pubblici uffici e cariche elettive).

▪ Razza: La norma vieta la distinzione, come avvenuto in passato, in base all’etnia di appartenenza, colore di pelle o

altri profili caratterizzanti determinate popolazioni

▪ Lingua:

▪ Religione:

▪ Opinioni politiche

▪ Condizioni personali e sociali:

[DIRITTI INVIOLABILI]: L’art.2 afferma che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo,sia come

singolo sia nelle formazioni sociali dove si sviluppa la sua personalità, oltre ad prescrivere di adempiere ai doveri di

solidarietà politica, economia e sociale. Quindi l’art.2 tutela i diritti fondamentali, inviolabili sia da poteri pubblici che

da privati, che godono delle caratteristiche di assolutezza (validi per tutti), inalienabilità e indisponibilità (non

trasferibili), imprescrittibilità (il non esercizio non porta all’estinzione), irrinunciabilità.

L’art.2 , inoltre, stabilisce i due principi fondamentali della costituzione: il principio personalista, secondo il quale

esiste una sfera fisica e morale dell’individuo che non può essere lesa, e il principio pluralista che tutela l’uomo nelle

relazioni sociali che intraprende, così che le formazioni sociali godano degli stessi diritti dell’individuo.

Il secondo articolo della costituzione è un articolo a fattispecie aperta in quanto assicura la tutela anche a nuovi

diritti inviolabili (facendo parte della prima parte della costituzione non è modificabile ma ampliabile).

Tuttavia, un limite alla libertà è costituito dal gruppo politico dominante in un certo momento storico, che può

decidere di portare avanti determinate libertà rispetto ad altre. Può essere anche una conseguenza di gravi

sentenze. Il sistema italiano non prevede solamente la limitazione temporanea dei diritti fondamentali, infatti si basa

sul principio di rieducazione dell’individuo (non c’è l’ergastolo), mirante a far rientrare e rieducare il colpevole

nell’ordinamento giuridico.

Tra i diritti inviolabili si può trovare il diritto a:

▪ Vita: non espressamente previsto ma tutelato tramite le leggi civili che ammettono la donazione di sangue e il

trapianto di organi, dalla legge penale che punisce i delitti contro la vita e l’incolumità, e anche dall’art. 27 che

vieta la pena di morte. Il diritto alla vita è garantito anche ai non ancora nati, infatti l’interruzione della

gravidanza, ove consentito, ha condizioni precise.

▪ Onore: cioè la tutela dell’integrità morale e della reputazione dell’individuo

▪ Identità personale: cioè il diritto a manifestare la propria personalità, essere sé stessi, inteso come convinzioni

ideologiche, religiose, sociali, così come il diritto al cognome, strumento identificativo, e il diritto di un figlio al

riconoscimento del suo stato e all’accesso al sistema patrimoniale, che non ha limiti costituzionali.

▪ Libertà Sessuale: ossia della libera disposizione della propria sessualità che è uno dei modi di espressione della

persona umana; la libertà sessuale è ovviamente collegata anche al diritto al libero orientamento sessuale,

collegato all’obiettivo del pieno sviluppo dell’individuo garantito nell’art.3.

▪ Riservatezza: ossia alla riservatezza e intimità della vita privata. Non è espressamente previsto, ma viene

garantito attraverso l’inviolabilità di domicilio e di comunicazione. Per questo è stato istituito anche il

Garante per la protezione dei dati personali sensibili (origine etnica, abitudini sessuali..) collegato con il diritto

alla privacy.

LIBERTA’ COSTITUZIONALI: La libertà viene intesa come pretesa di autodeterminazione del singolo, che esclude gli

altri dalla propria sfera personale. Non può tuttavia essere intesa in senso assoluto poiché l’uomo viene considerato

come “socius”, quindi la sua libertà incontra il limite nella libertà degli altri.

ART.13- PERSONALE: Diritto di ogni individuo di autodeterminarsi in ogni forma, escludendo costrizioni fisiche,

psichiche e morali; ha la libertà di circolare, soggiornare, stabilire il proprio domicilio…

Può essere violata solamente nei casi previsti dalla legge (riserva assoluta) e con provvedimento dell’autorità

giudiziaria, oppure in casi di necessità ed urgenza (momento del delitto) che consentono all’autorità pubblica

l’adozione di provvedimenti provvisori e restrittivi della libertà personale.

ART.14 –DI DOMICILIO: E’ garantita come proiezione spaziale della libertà personale. La tutela non si estende

solamente al luogo sede dei propri affari o al luogo in cui si dimora, ma a qualunque luogo in cui viene svolta

un’attività che esclude la partecipazioni di altri (quindi anche una macchina). Non possono essere eseguite ispezioni,

perquisizioni o sequestri nel domicilio, se non nei casi previste dalla legge.

ART.15 – SEGRETEZZA COMUNICAZIONI: Viene tutelata la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra

forma di comunicazione intesa come manifestazione della libertà personale. La tutela è assicurata a tutti, quindi sia

ai privati che ai soggetti pubblici, così che l’intercettazione viene riconosciuta come reato; l’art.68 prevede

l’autorizzazione della Camera per sottoporre i membri del Parlamento alle intercettazioni. Le limitazioni a queste

libertà sono stabilite dal II comma e possono avvenire solamente con atto motivato dell’autorità giudiziaria. La tutela

è assicurata anche al segreto di ufficio, nel senso che costituisce reato la diffusione di notizie durante un processo

penale.

ART.16 – CIRCOLAZIONE: La possibilità di circolare e soggiornare è estesa su tutto il territorio; è inoltre consentito

uscire e rientrare nel territorio, salvo obblighi di legge. Tuttavia, questa libertà è assicurata ai soli cittadini, anche se

non vi sono limitazioni per i cittadini dell’unione europea.

La limitazione è prevista solamente per motivi di sicurezza (pericolo per l’ordine pubblico) e sanità (pericolo per la

salute pubblica,epidemie) e viene esclusa ogni restrizioni determinata da ragioni politiche. La limitazione è estesa

anche alla proprietà privata e alle zone militari, in quanto il domicilio gode dell’immunità (non si può essere

perseguiti da una forza pubblica). L’art.120 esclude l’intervento in materia delle Regioni (riserva assoluta di legge).

ART.17 – RIUNIONE: E’ assicurata a tutti i cittadini la libertà di riunione, per qualsiasi motivo e in qualunque luogo,

purché sia pacifica e senz’armi (non sussiste la tutela per i non cittadini che possono però riunirsi ugualmente). Per i

luoghi privati, aperti al pubblico o pubblici, non e’ prevista alcuna autorizzazione, e solamente per quelle in luogo

pubblica è previsto il preavviso che va presentato al questore (3 giorni prima con indicazione di tempo,luogo e

oggetto). Il divieto di riunione può essere imposto solamente per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica (on per

mancanza di preavviso) e deve essere motivato, così come previsto dal Tulps. La riunione non fa riferimento ad

incontri privati, ma a gruppi organizzati (corteo).

ART.18 – ASSOCIAZIONE: La libera associazione è garantita ai soli cittadini, ma altre norme affermano il diritto, dei

cittadini e di tutti, di costituire associazioni tipiche (religiose, sindacati). Le associazioni si distinguono dalle riunioni

poiché prevedono un’organizzazione stabile e durevole, oltre a prevedere dei vincoli per gli associati (patto

associativo, rispetto regole e pagamento quota associativa). Ci si può associare liberamente per qualunque scopo,

ma la costituzione vieta le associazioni per delinquere, quelle segrete, e quelle che perseguono scopi politici con

organizzazioni a carattere militare. Per le associazioni collegate a partiti politici è inoltre vietata la dotazione di divise

o uniformi (se non sportive o culturale/educativo). Alcune volte per l’esercizio di determinate attività è necessaria

l’appartenenza ad un’associazione (ordini e collegi di medici avvocati …).Lo scioglimento di un’associazione richiede

una sentenza irrevocabile.

ART.19 – FEDE RELIGIOSA: E’ tutelato il diritto di manifestare liberamente la propria fede religiosa (o di non

manifestarla se non viene scelta una religione), sia individualmente che in associazione, di farne propaganda e di

esercitarne il culto, sia in pubblico che in privato (risulta quindi essere legittima la preghiera in strada). L’unico limite

previsto è quello legato al buon costume. L’art. 20 stabilisce inoltre che le associazioni religione non possono essere

limitate giuridicamente o oggetto di gravami fiscali.

ART.21 – MANIFESTAZIONE DI PENSIERO: E’ garantita la libertà alla libera manifestazione del proprio pensiero con

la parola, con lo scritto e con ogni altro mezzo possibile (anche se esisterà in futuro).La stampa non può essere

oggetto di autorizzazioni o censure, ma ne può essere disposto il sequestro (solamente tramite atto motivato

dell’autorità giudiziaria) in caso di violazione dei limiti o di altre norme. E’ tutelata dalla possibilità di querela e i limiti

al godimento di questa libertà sono dati da:

▪ Buon costume: sono infatti vietate le pubblicazioni stampa, spettacoli e altre manifestazioni contrarie a questo; il

buon costume non è leso in caso di manifestazioni e rappresentazioni artistiche/scientifiche del pensiero in quanto

l’arte e la scienza sono tutelate dalla Costituzione (Art.33)

▪ Tutela della dignità della persona umana: la manifestazione del pensiero non può ledere il prestigio, l’onore, la

reputazione della sfera privata dell’individuo, così come il prestigio delle istituzioni e di chi svolte funzioni pubbliche;

è dunque previsto il reato di diffamazione, ingiuria, oltraggio e vilipendio.

▪ Tutela del segreto, in quanto una diffusione di notizie potrebbe compromettere la reputazione di persone o

ostacolare lo svolgimento di pubbliche funzioni

▪ Tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico (vietate diffusioni di notizie false ), per il quale è previsto il reato di

procurato panico.

DIRITTI POLITICI DEI CITTADINI: In costituzione non sono previsti modi di acquisto o perdita della cittadinanza, ma è

stabilito che nessuno può esserne privato. L’essere cittadini consente di essere titolare di vari diritti di libertà, civili e

politici, ma anche i vari doveri. I diritti politici, così come i doveri, sono disciplinati dall’art 48, che attribuisce il diritto

di elettorato a tutti i cittadini maggiorenni, ed è un diritto sia attivo che passivo, attribuito egualmente sia a uomini

che a donne. Esso rappresenta un diritto-dovere imprescrittibile. Essendo collegato alla cittadinanza è un diritto non

attribuibile agli stranieri, ma una deroga all’art.48 consente ai cittadini dell’unione europea, indipendentemente

dalla cittadinanza che hanno, il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali e a quelle del Parlamento

europeo negli stati in cui risiedono; tuttavia è possibile effettuare consultazioni della popolazione che comprendono

anche agli stranieri. Il diritto di elettorato può essere limitato solamente per incapacità civile o a causa di una

sentenza irrevocabile. L’Art.50 stabilisce che tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere

provvedimenti legislativi.

STRANIERI E CITTADINI EUROPEI: La condizione giuridica degli stranieri è condizionata dall’art. 10. Il III comma

stabilisce inoltre che lo straniero al quale venga impedito, nel suo paese, l’esercizio delle libertà ha diritto di asilo e,

come stabilito dal IV comma, non è ammessa l’estradizione per reati politici, salvo per delitti di genocidio. Per

quanto riguarda gli stranieri si deve distinguere tra cittadini comunitari e non. Agli stranieri si applicano comunque i

principi attribuibili a tutti previsti dalla costituzione.

DOVERI COSTITUZIONALI: La seconda parte dell’art.2 stabilisce l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà

politica, economica e sociale. Altri doveri previsti dalla costituzione sono: la partecipazione al progresso materiale e

spirituale della società attraverso lo svolgimento di un’attività (Art.4); il mantenimento dei figli, l’istruzione e

l’educazione di questi (Art.30); il dovere civico del diritto di voto (Art.48, II); il dovere alla difesa della Patria (art.52);

il dovere di concorrere alle spese pubbliche (art.53); il dovere alla fedeltà della Repubblica, al rispetto della

Costituzione e delle leggi (art. 54).

DIRITTI SOCIALI: Accanto ai diritti di libertà, la costituzione garantisce ai singoli i diritti sociali e la tutela delle

formazioni sociali, essenziali affinché possa realizzarsi lo stato sociale di diritto basato su libertà, eguaglianza e

solidarietà, in quanto è qui che gli uomini possono manifestare la loro personalità. I diritti sociali assicurano prestai

soni specifiche ai cittadini,e non, da parte delle istituzioni e l’art.117 (II,m) attribuisce alla competenza legislativa

esclusiva dello stato la determinazione dei livelli minimi delle prestazioni che devono essere garantiti.

CONFESSIONI RELIGIOSE: I rapporti tra Stato e confessioni religione possono essere di tipo confessionale (lo stato

assume come propria una religione e si adegua alla sua dottrina), o di tipo laico (lo stato è neutrale rispetto alle varie

confessioni). I rapporti tra Stato e Chiesa sono regolati dai Patti lateranensi del 1929, costituiti da un Trattato (che

riconosce la sovranità della Santa sede sulla città del vaticano e quella internazionale), da una Convenzione

finanziaria (che regola le dipendenze finanziare con lo stato italiano) e da un Concordato (che regola rapporti tra

stato e chiesa). L’ art. 7 stabilisce che Stato e Chiesa sono indipendenti e sovrani e conferma la validità dei patti

lateranensi (tutelati quindi costituzionalmente). E’ possibile procede alla modifica dei patti anche con legge

ordinaria, purché ci sia il consenso della chiesa. L’ art.8 stabilisce che confessioni diverse da quella cattolica hanno

diritto di organizzarsi secondo propri statuti, purché non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano, grazie alla

laicità dello stato italiano.

FAMIGLIA: tra le formazioni sociali, la famiglia è riconosciuta dall’Art.29 come società naturale fondata sul

matrimonio *, senza diretto riferimento ad una distinzione di sessi (nell’art. 12 della CEDU è espressamente definita

l’unione tra uomo e donna; nell’art.9 della Carta di Nizza no). La costituzione non disciplina le modalità con cui si

contrae matrimonio, né l’indissolubilità,che spetta al legislatore. Viene garantita l’eguaglianza dei coniugi a garanzia

dell’unità famigliare (ad entrambi spetta la potestà sui figli, entrambi hanno l’obbligo di mantenerli, stessi obblighi

nei confronti di figli nati fuori dal matrimonio art.30* )

L’art.31 stabilisce che la Repubblica agevola economicamente la formazione della famiglia e l’adempimento dei

compiti relativi, con riguardo alle famiglie numerose; nel II comma stabilisce che è compito della Repubblica

proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù.

* Famiglia: unione di affetti e intenti (protezione dei componenti), nucleo originario della società; espressione sociale

* Matrimonio: non si intende la funzione religiosa ma condivisione (contratto alla base di un rapporto affettivo)

* Legge unioni civili: contratto che stabilisce diverse cose (condivisione beni, staccare macchina..); vengono raggiunti

gli stessi risultati del matrimonio; eliminato l’art.5 che prevedeva l’adozione del figlio del partner. Parente finto a 6°

grado.

* Diritto di collazione: i figli nati al di fuori del matrimonio hanno gli stessi diritti dei figli nati nel; hanno diritto ad

avere tutto ciò che non hanno avuto prima del riconoscimento, momento nel quale possono accedere anche al

patrimonio. Non ci sono limiti alla ricerca.

SALUTE: Tutelata come diritto fondamentale e interesse alla collettività dall’Art.32. La tutela è affidata a gli enti che

fanno parte della repubblica, qui quali è imposto anche l’obbligo di apprestare cure gratuite agli indigenti.

La materia della salute fa parte della legislazione concorrente (in assenza di regole precise la legislazione è della

regione) tra Stato e Regioni, come previsto dall’art. 117. L’art.32 stabilisce che nessuno può essere obbligato ad un

determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge, e che la legge in ogni caso non può violare i

limiti imposti dal rispetto della persona umana: in caso di lesione dell’integrità fisica o psichica dell’uomo spetta

infatti il risarcimento dei danni subiti (danno esistenziale). Trattamenti sanitari obbligatori possono essere disposti

dalle autorità per esigenze pubbliche (vaccinazioni) o per casi di necessità (pericolo di vita). Sono vietate imposizioni

di cure per la salute dei singoli individui poiché contrario alla libertà di scelta individuale.

* Giuramento di Ippocrate: devono essere adottate misure per salvare la vita a persone non in grado di intendere.

AMBIENTE ED ECOSISTEMA: Collegato alla tutela della salute vi è il diritto all’integrità e salubrità dell’ambiente e

del’ecosistema, patrimonio comune dell’umanità, così come previsto dall’Art.41. Questa tutela, dopo la riforma del

titolo V, come stabilito dall’Art.117 (II,s), spetta alla potestà legislativa esclusiva dello stato (governo territorio e

valorizzazione beni potestà concorrente). A loro tutela è previsto il risarcimento del danno ambientale, così come è

stata prevista la responsabilità dei funzionari e degli amministratori pubblici. Nell’ambiente viene considerato anche

il paesaggio, che gode di una specifica tutela nell’art.9, tra i principi fondamentali della repubblica, e così come per

l’ambiente è diritto dei cittadini difenderne il patrimonio. A tutela del paesaggio possono essere posti vincoli di

ordine generale limitando la facoltà di godimento dei proprietari.

CULTURA E ISTRUZIONE: Tra i principi fondamentali della costituzione è prevista la tutela della cultura e della ricerca

scientifica. Nell’Art.9 si stabilisce che è compito della Repubblica la promozione e lo sviluppo di questi, nonché la

tutela del patrimonio storico e artistico, in quanto alla potestà legislativa esclusiva stabilita dall’art.117. L’art.33

afferma le libertà dell’arte e della scienze e del loro insegnamento (manifestazione di pensiero). Compito della

repubblica è quello di istituire scuole statali per tutto gli ordini e gradi, corrispondente ad un potere-dovere di

provvedere alla pubblica istruzione. Per le scuole non statali deve essere assicurata la parità di trattamento

scolastico rispetto agli alunni delle scuole statali; il controllo sulle scuole viene assicurato dall’esame di stato con il

quale la pubblica amministrazione può accertare il grado di istruzione e il possesso dell’idoneità per il proseguimento

degli studi. L’istruzione è un diritto fondamentale concesso a tutti (Art.34) in quanto è un mezzo per sviluppare la

propria personalità, e dunque le istituzioni devono rimuovere ogni ostacolo che limiti l’esercizio di questo diritto.

Oltre ad un diritto l’istruzione è un dovere per i singoli, infatti viene affermato l’obbligo di istruzione inferiore per

almeno otto anni. (obbligo di gratuità, istituzione borse di studio e assegni per concorso).

* L’art. 33 non pone alcun limite alla ricerca scientifica: è quindi possibile fare tutto, ma sorgono limiti morali ed etici

(bioetica) come per esempio quelli sulla clonazione (ora vengono conservate cellule staminali e cordone ombelicale

per replicare alcune strutture genetiche dell’individuo).

LAVORO: Il lavoro, come stabilito dall’art.1, è posto a fondamento della repubblica. Per lavoro si intende qualsiasi

forma di attività lavorativa che concorra al progresso spirituale e materiale della società (Art.4) ed è riconosciuto

innanzitutto come diritto del cittadino,e per questo è vietato a chiunque di ostacolarne l’esercizio,(ma non può

pretendere di ottenere un determinato posto di lavoro), ma anche un dovere proprio per l’imposizione di concorrere

al progresso della società. L’Art 35 impone alle istituzioni la tutela del lavoro e l’intervento della repubblica per

curare la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori; viene inoltre affermato il principio di libertà di

emigrazione e quello della tutela del lavoro italiano all’estero. La costituzione afferma poi nell’Art 36 stabilisce il

diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro, e in ogni caso

sufficiente a d assicurare a sé e alla sua famiglia una sopravvivenza libera dignitosa, principio che ha lo scopo di

evitare lo sfruttamento del lavoratore, e che viene applicato anche al trattamento di fine rapporto. L’art. 36 afferma

ancora il compito del legislatore nella decisione della durata massima della giornata lavorativa e il diritto

irrinunciabile del lavorato al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite. L’Art.37 riafferma la parità tra i sessi

stabilito dall’Art.3 aggiungendo ch alla donna sono riconosciuti gli stessi diritti e la stessa retribuzione a parità di

lavoro dei lavoratori maschi; a lei è inoltre assicurata una tutela particolare per le condizioni lavorative connesse con

la sua essenziale funzione famigliare. L’art 37 tutela anche il lavoro minorile, e il limite minimo per il lavoro salariato

è 15 anni. L’Art.38 assicura il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale ai cittadini inabili al lavoro; stabilisce

inoltre che devono essere assicurato mezzi adeguate alle esigenze di vita in caso di infortunio, malattia,

disoccupazione involontaria, vecchiaia. Ai sensi dell’Art.117 (II comma), la potestà legislativa della provvidenza

sociale spetta allo Stato, mentre le materie di tutela e sicurezza del lavoro spettano alla potestà concorrente.

* Costituzione economica (35-47): insieme di articoli, norme. Per il governo dell’economia. E’ formato da diverse

istanze (popolare,socialista,comunista) ed è articolata in diverse sezioni.

SINDACATI : L’Art.39 stabilisce che l’organizzazione sindacale è libera e rappresenta uno strumento di tutela

collettiva dei lavorati nei rapporti economici e sociali. L’unico obbligo che può essere imposti ai sindacati è la

registrazione presso gli uffici locali. Sono associazioni non riconosciute e per questo sottratte al controllo

sull’organizzazione.

SCIOPERO: La tutela dei lavoratori è assicurata anche dall’Art.40 con la garanzia del diritto di sciopero (astensione

dal lavoro stabilita in base ad una decisione collettiva) e al diritto di serrata per i dirigenti.

RAPPORTI ECONOMICI: La costituzione, dall’Art.41 al 47 contiene un’ampia regolazione dei rapporti economici che

costituiscono un ordine frutto di un “compromesso” tra le due posizioni ideologiche, ossia quella orientata verso la

libera iniziativa economica e quella orientata verso la proprietà pubblica.

INIZIATIVA ECONOMICA PRIVATA: L’Art.41 garantisce la libertà di iniziativa economica privata che non deve però

svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da creare danno alla sicurezza,alla libertà, alla dignità umana.

AUTORITA’ INDIPENDENTI: Le autorità amministrative sono nate per l’esigenza di regolare e controllare i vari settori

economici, e per questo godono di indipendenza e di autonomia dal potere politico e amministrativo e di neutralità

rispetto agli interessi in discussione. Indipendenza e autonomia sono assicurate dall’assenza di vincoli gerarchici e di

subordinazione rispetto ad altri organi (Art. 97). Es. Banca d’Italia.

* I provvedimenti che possono prendere sono atti amministrativi generali a contenuto normativo, che prevedono

quindi il ricorso amministrativo. Le autorità indipendenti non hanno valore nella scala gerarchica in quanto non

emettono leggi.

TUTELA DEL CREDITO E RISPARMIO: L’Art.47 stabilisce che la Repubblica tutela e incoraggia il risparmio in tutte le

sue forme ed attribuisce ad essa il compito di disciplinare, coordinare e controllare (min dell’economia) l’esercizio

del credito. L’Art.117 attribuisce alla competenza esclusiva dello Stato la tutela del risparmio, mentre alla

legislazione concorrente la materia delle casse di risparmio.

PROPRIETA’ E LIMITI: Nell’Art.42 viene stabilito che la proprietà è pubblica o privata e che i beni economici ossono

appartenere allo stato, ad enti o a privati. Essendo considerato un diritto fondamentale, è la legge che la disciplina e

ne determina i modi di acquisto, godimento e i limiti (stabiliti dal gruppo politico dominante); i limiti costituzionali

sono dati dall’espropriazione. Il concetto di proprietà prevede il diritto di godere e disporre delle cose in modo

pieno ed esclusivo, quindi il proprietario può utilizzare il bene escludendo gli altri dal suo godimento. L’art.42

riconosce poi anche la trasmissione ereditaria della proprietà; possono essere posti limiti o autorizzazioni e

imposizioni alla facoltà di godimento, può prevedersi la possibilità di trasferimenti coattivi di determinati beni.

* I comma istanza liberista, comunista ; II comma istanza social – comunista.

* Proprietà: nuda proprietà, usufrutto (legati alla vita del singolo), abitazione

* Acquisto proprietà: Compravendita, donazione, successione testamentaria, tesoro.

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA’: Trasferimento coattivo di beni immobili. Per procedere alle

espropriazioni occorre che l’opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico, che vi sia la dichiarazione di

pubblica utilità dell’opera e che sia determinata l’indennità di esproprio (corrispettivo stabilito dalla legge per un

certo bene di cui deve essere determinato il valore; ≠ dal risarcimento). Se l’opera pubblica non è realizzata o non

iniziata nei 10 anni dopo l’esecuzione dell’espropriazione si può chiedere la retrocessione del bene e il risarcimento.

NAZIONALIZZAZIONI: L’Art.43 consente la nazionalizzazione delle imprese che può essere disposta con legge per fini

di utilità generale nei confronti di imprese di servizi pubblici essenziali o a fondi di energia. La legge può riservare

originariamente o trasferire mediante espropriazione e salvo indennizzo tali imprese allo Stato, ad enti pubblici o a

comminuti di lavoratori o utenti.

BENI PUBBLICI: I beni pubblici si distinguono in beni demaniali, beni patrimoniali disponibile e beni patrimoniali

indisponibili. Il demanio può essere necessario (lido del mare ,spiagge, fiumi) appartenente allo stato, o eventuale

(strade,autostrade) che può appartenere ad altri enti territoriali. I beni demaniali sono inalienabili, impignorabili, non

usucapibili e non ipotecabili anche se possono essere costituiti diritti su di essi in favore di terzi.

I beni del patrimonio indisponibile dello stato sono individuati in base alla destinazione pubblicistica (foreste,

miniere…) e non possono essere sottratti alla loro destinazione. Gli altri beni sono patrimonio disponibile.

TRIBUTI: Beni pubblici distinti in imposte e tasse. Le imposte sono pagamenti dovuti all’amministrazione per far

fronte alle spese pubbliche e sono legate alla capacità contributiva delle famiglie. Si distinguono imposte dirette (se

colpiscono direttamente la capacità contributiva o il patrimonio) e indirette (quando colpiscono rapporti economici

come il trasferimento di beni).

Le tasse sono prestazioni pecuniarie dovute per utilizzare determinati beni e servizi pubblici. Non sono costituzionali

in senso assoluto perché non tengono conto della capacità contributiva. Un esempio è l’IVA (imposta sul valore

aggiunto. L’Art.53 prevede il dovere di tutti di concorrere alle spese pubbliche.

(11) ISTITUZIONI DELLO STATO

I (FORMA DI GOVERNO)

ATTIVITA’ DI GOVERNO E INDIRIZZO POLITICO: L’indirizzo politico espressione del potere e si manifesta attraverso

la funzione di governo; può risultare sia dal programma sottoposto all’approvazione del parlamento dal governo

(quando ottiene la fiducia), sia dagli atti politici che questo adatta per affrontare le diverse situazioni politiche, che

se dovessero cambiare consentono al governo anche di discostarsi dal programma presentato. La forma di governo

Italiana è parlamentare (deve godere della fiducia del parlamento) e la nomina del governo, come previsto

dall’Art.92 è affidata al presidente della Repubblica e, dopo 10 giorni dalla sua formazione, deve presentarsi alle

camere per ottenere la fiducia (Art.94). La fiducia può essere revocata con una mozione di sfiducia da parte di una

camera che comporta l’obbligo di dimissioni del governo e l’apertura della crisi di governo; questa può verificarsi

anche indipendentemente dalla votazione di una mozione di sfiducia, ad esempio per dimissioni spontanee (perché

non gode più della fiducia). La questione della fiducia non è prevista dalla Costituzione, ma fu introdotta a seguito di

una convenzione tacita tra Governo e Parlamento; si è quindi formata una consuetudine costituzionale.

IL GOVERNO: Il governo italiano è basato sull’attività di tre organi costituzionali: Parlamento, Governo, Presidente

della Repubblica. Il sistema politico vede al centro il parlamento , il governo (formato da Presidente del consiglio dei

ministri,Consiglio dei ministri e Ministri) responsabile politicamente dinanzi al parlamento e il presidente della

repubblica in posizione di garante del funzionamento del sistema, neutrale rispetto alle conflittualità politiche.

II (PARLAMENTO)

PARLAMENTO: Il Parlamento è un organo costituzione, rappresentativo del popolo e legittimato democraticamente

dal voto popolare, che dà immediata e diretta esecuzione alla costituzione. Il parlamento elegge il presidente della

repubblica. E’ un organo complesso costituito da due camere (Camera dei deputati e Senato della Repubblica) con

parità di funzioni (bicameralismo perfetto). Al presidente del senato spetta la supplenza * del presidente della

repubblica, mentre al presidente della camera dei deputati spetta la presidenza del parlamento in seduta comune.

I membri del Parlamento sono eletti dal popolo a suffragio universale diretto. I deputati sono 630 e i senatori 315;

del senato fanno parte di diritto e a vita gli ex presidenti della repubblica e 5 senatori a vita nominati dal presidente

della repubblica, che abbiano illustrato la patria per altissimi meriti *

* riforma…

ELETTORATO ATTIVO E PASSIVO: Il diritto di elettorato attivo è attribuito ai cittadini che hanno compito 18 per

l’elezione dei deputati, e a cittadini di 25 anni per l’elezione dei senatori (con riforma si vota a 18). L’elettorato attivo

di esercita tramite il diritto-dovere del voto, dal quale si può essere esclusi per incapacità morale.

L’elettorato passivo spetta a cittadini che hanno compiuto 25 anni per la camera dei deputati e 40 per il senato.

Possono esserci dei limiti all’eleggibilità, come l’ineleggibilità (presidente giunta provinciale, sindaco, capo polizia..),

l’incompatibilità (non si consente ad un deputato o senatore di coprire determinate cariche) o la non candidabilità

per chi ha subito condanne penali.

SISTEMI ELETTORALI: Per l’elezione delle assemblee rappresentative, il sistema elettorale può essere maggioritario,

se i seggi vengono attribuiti ai candidati che ottengono la maggioranza di voti, assoluta o relativa (assicura la

massima governabilità ma minima democraticità) o proporzionale, se i seggi vengono attribuiti in proporzione ai voti

ottenuti da gruppi di candidati riuniti in liste (assicura la massima democraticità in quanto viene rappresentata anche

la minoranza). In Italia vige il sistema proporzionale , che prevede la presentazione da parte dei gruppi politici di liste

con l’indicazione del leader della coalizione; è previsto un premio di maggioranza per la coalizione prevalente. Non

sono previsti voti di preferenza per un candidato, quindi le schede contengono solo i simboli delle forze politiche.

ELEZIONE DELLE CAMERE: Ad indire le elezioni delle Camere e a fissarne la prima riunione è il Presidente (Art.61).

DEPUTATI: Il territorio è diviso in 26 circoscrizioni che eleggono 617 deputati (1 in valle d’Aosta e 12 nella

circoscrizione estero), secondo il metodo proporzionale e con soglie di sbarramento che consentono l’accesso solo

alle coalizione che conseguono almeno il 10% dei voti su base nazionale

SENATORI: L’elezione del Senato avviene su base regionale e i 315 (1 seggio in valle d’Aosta, 7 in trentino alto Adige

e 301 nelle 18 regioni). Se alla prima votazione nessuno da lista raggiunge il 55% dei voti, si passa al metodo

proporzionale con soglia di sbarramento al 20% dei voti validi.

SISTEMA ELETTORALE E GARANZIA DELL’OPPOSIZIONE: Nel sistema di governo parlamentare italiano, caratterizzato

da coalizioni partitiche contrapposte e dal sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza,è sorto il

problema del ruolo dell’opposizione e la necessità di organi di garanzia indipendenti dal governo. Questo a causa

della contrapposizione tra maggioranza parlamentare e il governo,da una parte, e le minoranze del parlamento,

dall’altra, ch esige maggiori tutele delle minoranze e un rafforzamento del ruolo di controllo sull’operato del governo

e della maggioranza parlamentare.

DURATA E SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE: Entrambe le camere vengono elette per 5 anni, e la loro durata può

essere propagata solo in caso di guerra e con legge, ma in realtà la carica è prorogata fino alla riunione delle nuove

camere (entro 20 giorni dalle elezioni).

L’Art.88 prevede che, prima della scadenza naturale, le Camere (o una) possano essere sciolte in anticipo. E’ un

potere attribuito al Presidente e non condizionato ad alcuna proposta o richiesta proveniente da altri organi. La

controfirma, però, assume il controllo sulla legittimità costituzionale per assicurare che non sia stato commesso un

attentato alla costituzione. Il presidente copre una ruolo super partes, quindi è escluso che lo scioglimento possa

essere disposto per favorire maggioranza o opposizione, e deve essere giustificato da oggettive esigenze istituzionali

allo scopo di garantire il corretto funzionamento del sistema parlamentare. Solitamente si ricorre allo scioglimento in

casi di crisi governativa non risolvibile, quando non si riesce a formare un governo in grado di ottenere la fiducia del

parlamento, quando le camere non sono in grado di lavorare perché in contrasto tra loro. Il rischio del presidente è

quello di essere smentito dall’elettorato, chiamato ad eleggere il nuovo parlamento, e di essere accusato di

attentato alla costituzione da parte dei partiti in contrasto con lo scioglimento. Per questo motivo è sorto il problema

relativo alla migliore scelta tra scioglimento delle camere o la formazione di un Governo del Presidente, ossia la

formazione di nuove coalizioni e maggioranze all’interno del parlamento.

PARLAMENTARI: Come disposto dall’Art.67, i deputati e i senatori rappresentano la Nazione ed esercitano le loro

funzioni senza vincolo di mandato: viene infatti sottolineato il divieto di mandato imperativo che assicura

l’indipendenza dei rappresentati sottraendoli da ogni vincolo da parte di chiunque (elettori, partiti..).

ORGANIZZAZIONE DELLE CAMERE: L’organizzazione e il funzionamento delle camere è stabilito da alcune norme

della Costituzione, trovando dettaglio nei rispettivi regolamenti (Art.64), che sono adottati da ciascuna camera a

maggioranza assoluta dei componenti e non sindacabili da nessun organo giurisdizionale. Le camere godono di

autonomia finanziaria e contabile, cioè ciascuna approva il proprio bilancio e il proprio consuntivo sulla base di un

fondo erogato dal ministero dell’economia e delle finanze. E’ quindi escluso ogni controllo (anche quello della Corte

dei Conti) in quanto non previsto dalla legge. Le camere godono anche della Autodichia, ossia una potestà

giurisdizionale domestica nei confronti dei propri dipendenti, che esclude l’intervento dei normali organi

giurisdizionali.

*I regolamenti di Camera e Senato si trovano sullo stesso libello della legge e non sono per questo modificabili (sovra

ordinati alla legge ordinaria)

ORGANI DELLE CAMERE: La costituzione prevede alcuni organi essenziali dell’organizzazione interna, come il

presidente e l’ufficio di presidenza, le commissioni legislative(e di inchiesta, commissione, questioni regionali,). I

presidenti di Camera e Senato vengono nominato subito dopo le elezioni.

Le giunte sono organi collegiali composti da parlamentari. Le commissioni sono organi collegiali (che rispecchiano le

proporzioni dei gruppi parlamentari) e possono essere permanenti (13 per ciascuna camera; la 14° è competente per

politico europee e assicura il raccordo tra Parlamento nazionale e istituzioni europee), con il compito di formare le

leggi, o speciali che vengono istituite di volta in volta per specifiche questioni.

* E’ prevista l’immunità per la copertura del ruolo e il loro scopo è quello di accelerare i provvedimenti parlamentari.


ACQUISTATO

12 volte

PAGINE

32

PESO

920.41 KB

AUTORE

vale163

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale163 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Marotta Egidio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto pubblico

Diritto Pubblico
Appunto
Appunti diritto pubblico (appunti lezione+Riassunti)
Appunto
Diritto Pubblico - Domande e risposta
Appunto
Riassunti diritto privato (lezioni in classe+riassunti)
Appunto