L'ordinamento delle organizzazioni internazionali
L'ordinamento interno di un ente internazionale è formato dallo statuto che è la norma fondamentale, diretta a disciplinare il funzionamento dei diversi organi, competenze, procedure da seguire e attribuzioni reciproche, i rapporti con i funzionari, i loro status, i diritti e gli obblighi, e agli organi competenti a rappresentare l’ente nell'ambito internazionale e le modalità di individuare relazione con gli altri enti e altri soggetti della comunità internazionale.
Alcuni enti derivano la loro esistenza dagli ordinamenti degli stati nel cui contesto operano, i quali derivano la propria esistenza dall’ente stato che li pone giuridicità dal fatto stesso come indipendenti e autonomi rispetto all'ordinamento internazionale.
Tre tesi sull'ordinamento interno degli enti
Sono emerse tre tesi contrapposte sull’individuazione dei rapporti che intercorrono fra l’ordinamento interno degli enti e quello della comunità internazionale:
- 1) Ogni ente trae origine da un accordo fra Stati e tutte le norme interne dell'ente hanno natura di norme convenzionali.
- 2) Gli atti interni sono adottati unilateralmente dai suoi organi e non obbediscono a nessuna norma o principio sul diritto dei trattati. Tale tesi propone altre distinzioni, ma si sostiene che tale diritto trovando origine da un accordo non può non generare altre norme di diritto internazionale sia pure di un tipo particolare.
- 3) Afferma la piena autonomia dell'ordinamento degli enti. Nei confronti di quello internazionale assume carattere di originarietà perché le norme dell'atto di unione presuppongono la creazione dell'ente e dell'ordinamento giuridico dello stesso, ma l'efficacia obbligatoria delle norme di quest'ultimo si riconducono all’esistenza materiale dell'ente.
L’autonomia e l’originarietà trovano ulteriore riscontro nella circostanza che al di là dei singoli poteri attribuiti all'ente dal suo statuto, la prassi di molti enti, confermata dalla giurisprudenza internazionale, ha riconosciuto l'esistenza di poteri impliciti laddove questi siano ritenuti necessari per l'assolvimento dei compiti e delle finalità dell'ente. Tali poteri non possono derivare dall'ordinamento internazionale ma devono trarre origine dalla costituzione dell'ente intesa in senso materiale.
Natura degli enti internazionali
Gli stati, gli enti non territoriali e gli enti internazionali presentano una natura simile in quanto tutti ordinamenti interni di soggetti nella comunità internazionale. Stati ed altri enti non territoriali come Santa Sede e Ordine di Malta sono costituiti da una comunità di persone fisiche o giuridiche di diritto interno. L'ente internazionale è formato da una comunità di stati ed eventualmente di altri enti internazionali.
Gli ordinamenti dei primi comprendono norme di organizzazione e funzionamento e norme che disciplinano i rapporti fra soggetti dello stesso ordinamento ovvero da persone fisiche come cittadini dello Stato considerato. Negli ordinamenti dei secondi tali soggetti sono dati da stati membri e da organi dell'ente internazionale.
Poteri e atti degli enti internazionali
I poteri conferiti a un ente internazionale si concretano in attività materiali realizzate dall'ente o dagli Stati membri in esecuzione di atti adottati dall’ente. Un atto giuridico è la manifestazione di volontà contenuta in un testo scritto previsto dall'ordinamento dell'ente o da quello internazionale nel quale sono poste regole di condotta rivolte alla generalità dei membri dell'ente o da alcuni soggetti. L'emanazione di atti giuridici si rende necessaria quando l'ente compie attività in ordinamenti diversi da quello proprio.
Tipologie di atti degli enti internazionali
- Amministrativi: Adottati per prendere provvedimenti nei confronti dei destinatari, come quelli relativi a funzionari, assunzioni, revoche e licenziamenti. Questi ultimi sono semplici, emanati da un solo organo e composti, adottati da più organi.
- Tipici: Più spesso presenti come accordi, convenzioni e trattati dove l’ente si pone come soggetto contraente dell'accordo bilaterale o multilaterale e assume la qualità di parte, e atipici, relativi ad ogni ente internazionale.
- Piani e programmi d'azione: Adottati per delineare politiche, azioni e norme necessarie per attuare principi e fini dell'ente.
- Di soft law: Produttivi di effetti giuridici non vincolanti.
- Altri atti: Adottati secondo una procedura fuori dal normale canonico processo decisionale dell’ente.
- Normativi o di law making: Adottati per introdurre, modificare, integrare o estinguere norme che si indirizzano a più destinatari quali gli atti relativi allo statuto che ne integrano o modificano le norme e i regolamenti interni.
Teorie sull'adozione degli atti normativi
Il loro carattere vincolante è stato individuato attraverso l’elaborazione di tre teorie:
- Treaty Anology: Per analogia, gli atti degli enti internazionali si possono assimilare ai trattati firmati e ratificati dagli Stati. È una teoria limitata in quanto fa riferimento solo ad atti adottati all’unanimità, e ridurre la vincolatività dell’atto a una sommatoria di volontà degli Stati significa sovrapporre l’azione dell’ente alla volontà degli Stati.
- Teoria della delega dei poteri: Lo Stato delega quote di competenza all’ente, accettando di essere vincolato all’azione dell’ente nelle materie indicate nello statuto. È una teoria limitata in quanto fa riferimento solo ad atti che hanno la loro base giuridica nello statuto, comprendendo solo poteri conferiti. L’ente ha potere legislativo vincolante laddove ciò avvenga.
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