26 febbraio 2018
ESTETICA
Disciplina appartenente alla filosofia
Modalità di esame: esame scritto, 2 ore di tempo per 3 domande aperte
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Libro: buona sovrapposizione tra i contenuti del libro e le lezioni ma non una perfetta coincidenza, per questo per fare un ottimo esame
occorre studiarli entrambi
Articolazione fondata sulle 10 nozioni filosofiche, e in particolare estetologiche, ritenute essenziali per la comprensione dell’architettura:
1. Ordine
2. Natura
Attraverso le quali provare a ragionare sulla sua logica e cronologica
genesi
3. Forma
4. Utilità
5. Ornamento
6. Spazio
7. Tempo
Attraverso le quali provare a ragionare sulla sua composizione formale
8. Autonomia
9. Eteronomia
10. Civiltà
Attraverso le quali provare a ragionare sulla sua relazione con altro da se 1
INTRODUZIONE
Che cos’è l’architettura e chi è l’architetto?
Perché studiare filosofia e che uso farne?
La ragione è che non c’è niente di meglio di un corso di filosofia per allenare la CAPACITA’ DI ASTRAZIONE, ovvero la capacità fondamentale per
“sfondare nella vita, nel lavoro” (soprattutto nei lavori creativi). E’ la capacità fondamentale che allena la filosofia e la matematica.
Essa è fondata sulla CAPACITA’ DI ANALISI, intesa come distinzione delle parti di un tutto e capacità di capirne le relazioni (un po’ come
tradurre una versione di latino o greco). ®
ANALISI ASTRAZIONE
La capacità di analisi, è una capacità fondamentale utile a tutte le professioni, un po’ come lo sono lo stretching e la corsa per gli sport.
Cosa si intende, invece, per astrarre?
L’astrazione è una delle due operazioni intellettuali migliori in cui gli occidentali (intendiamo gli europei) si sono specializzati, molto differente
rispetto a quella degli orientali. ® ®
ANALISI ASTRAZIONE IDEALIZZAZIONE
Gli europei quindi in cosa si sono specializzati? Nella scienza e nell’arte, discipline che si fondano su questi meccanismi: astrazione e
idealizzazione. “Mettiamo che domani avete il primo progetto pagato come professionista, il cui tema è la casa. Da
Per spiegarlo meglio, un esempio banale:
architetto, il background culturale sarà costituito da diversi tipi di case:
- case studiate in università;
- esperienze di case reali (la propria dimora, la casa delle vacanze, la casa da fuorisede…).
Questa è l’ANALISI.
Comprendere cosa sia effettivamente La casa, e non Una casa, è ASTRARRE. Significa eliminare tutte le accezioni superflue e mantenere solo gli
elementi in comune. È un riferimento a Platone, che, dal particolare (ovvero dal reale, Una casa) idealizza e giunge a La casa.
Tornando all’esempio. La volontà sarà quella di costruire la miglior casa possibile. Le possibilità sono due: se si ha astratto, la casa sarà
inedita, ovvero nuova perché risponde a nostre nuove esperienze/esigenze (è la prima casa che ci viene richiesta. E come si risponde a
qualcosa di nuovo? Con la novità). Qualora non si sia astratto, la destinazione sarà invece quella di replicare una delle case di cui si ha
esperienza. E sarà come avere un abito su misura con tanti difetti.
Quindi solamente dopo aver individuato, astraendo, la legge fondamentale, ovvero quale sia la casa in sé, possiamo tirare fuori il nuovo.
Non è sbagliato prendere riferimenti da esempi passati, ma è corretto farlo solamente se quello è davvero l’unica soluzione possibile.
Importante è non dogmatizzare. Tali professionisti vengono ricordati come “allievi di” privi di una propria personalità, privi di una propria
firma.”.
Molto spesso, l’astrazione porta alla definizione, al definire quella cosa.
Per comprendere che cosa sia l’architettura e quindi quale specificità la distingue dalle altre arti e che relazione abbia con queste, non
possiamo non considerare il lungo dibattito storico sulla classificazione delle arti.
architettura.
Partiamo dal capire cosa (etimologicamente) significa la parola
Architettura è una parola che deriva dal greco e ha due componenti:
• Arché
ha una marea di significati, è una parola filosofica fondamentale i cui significati principali sono:
uno logico = comando, dominio, potere, autorità, eccellenza come cosa ben fatta
o uno cronologico = principio, cominciamento, origine, punto da cui tutto il resto parte
o
• Tektonía [Tekton
= costruzione = artefice, fabbro, artista]
(Arché significato logico) Quindi, in un primo caso, possiamo considerare l’architettura come la costruzione eccellente, come se l’architettura
fosse il fiore all’occhiello della capacità costruttiva umana. Quindi l’architetto sarebbe colui che ha la capacità di costruire un comando che
esercita un potere sulle altre cose, cioè un potere tecnico, che è eccellente perché produce la capacità di comando, autorità, dominio.
(Arché significato cronologico) Il secondo significato, invece, è ancora più interessante e considera l’architettura come cominciamento. Quindi
l’architetto sarebbe colui che ha la capacità di costruire un principio sul quale si fondano le altre cose.
“Immaginate di andare indietro nei secoli, nei millenni. Vedrete esseri umani vivere in uno spazio caotico minaccioso (ovvero immersi nella natura che è incontrollabile) con
capacità basilari con le quali riescono a costruirsi una capanna. Intendendo così separare lo spazio cosmico da quello caotico che non possono controllano. Ovvero separare uno
2
spazio ordinato (cosmico, ordinato) da uno caotico (quello della natura). E’ questo il significato e il senso dell’architetto: ricavare uno spazio ordinato da quello caotico, che riesco
a controllare e a ordinare sulla base delle aspirazione e necessità umane. Ti separo dal caos della vita per salvartela. Etimologicamente quindi l’architetto strappa alla natura uno
spazio per l’uomo.”.
Le due direzione etimologiche sembrano convergere: possiamo dire che l’architettura è il comando dell’essere umano di conservare per se il
principio, la sua esistenza.
Il Mito di Prometeo si presta bene come metafora letteraria della professione dell’architetto. Prometeo, semi-Dio, è noto per aver rubato il
fuoco, simbolo della tecnica costruttiva, agli Dei ed averlo portato agli esseri umani, sottolineando la loro diversità rispetto a qualsiasi altra cosa
“vivevano come larve
(azione discriminatoria nei confronti delle altre cose). E’ colui che ha quindi portato la tecnica agli uomini, che prima
sottoterra”, fornendogli le basi per vivere al riparo ed elevando la loro vita. L’architetto, in questo caso, è, colui che da la possibilità all’uomo di
rispondere ad una necessità prima, di costruire e dunque vivere. E’ colui che da agli uomini la possibilità di separare lo spazio umano,
controllabile e sicuro, da quello naturale, non altrettanto controllabile e sicuro. 5 marzo 2018
Storia della filosofia
Filosofia antica
come viene trattata l’architettura dai filosofi più antichi: Platone, Aristotele
Tekne.
Per un filosofo antico, parlare di arte significa parlare di un insieme di oggetti, chiamati Per noi, invece, l’arte è un sottoinsieme di questo grande insieme che è la tekne e
comprende l’architettura. D’ora in avanti, quindi, quando parleremo di arte la intenderemo proprio come sottoinsieme della tekne.
Platone
Platone basa la classificazione delle arti sulla tipologia della relazione che c’è tra l’arte considerata e le cose effettive (= la realtà). Tale
relazione diminuisce in modo progressivo.
• Arte alta = capacità di uso di una cosa - artigianato
• Arte media = capacità di fabbricazione di una cosa - architettura
Arte bassa = capacità di imitazione di una cosa –
• [dove per imitazione si intende riprodurre l’apparenza di una cosa e non altro] pittura, scultura
Platone riteneva che l’architettura, nel sistema della gerarchia delle arti, occupasse una posizione medio-alta, considerandola un’arte che
fabbrica, cioè produce e non riproduce. Qui la relazione tra l’arte e il suo fruitore è stretta abbastanza: l’architettura, a differenza delle arti
basse, non compromette la capacità del secondo di distinguere la verità dalla falsità. Imitando un oggetto, invece, c’è il rischio di far scambiare
la falsità per la verità.
Il criterio che lo ha spinto a scegliere questa gerarchia non è estetico, non ha a che fare con la bellezza. E’ un criterio epistemologico, ovvero
conoscitivo. Platone, infatti, si chiede questo: quanto un oggetto artistico ci da la possibilità di conoscere la realtà? La risposta è: ci sono alcuni
oggetti d’arte che a dirla tutta sono solo delle copie malfatte, ingannevoli come la pittura e la scultura. Perché? Perché, ad esempio, nella
scultura ho un corpo finto. Se dovessi studiare il corpo umano, dalla pittura e dalla scultura non conoscerei la realtà perché esse vanno ad
imitare qualcosa.
L’architettura, invece, non imita niente ma fa, fabbrica. Costruisce oggetti veri e reali e non li imita. Una casa non è una copia di una casa reale
e fisica così come un tempio non è la copia di un tempio reale e fisico. E’ dunque meno ingannevole e più reale e conoscitiva.
Aristotele
La partizione tra le arti che producono qualcosa di vero e le arti che imitano qualcosa di vero è conservata anche in Aristotele.
Aristotele riprende i principi classificatori e gerarchici di Platone, ma con meno severità.
Crede, infatti, che il dipinto di una casa possa essere uno strumento di riduzione della distanza tra il suo fruitore e lo statuto di identità della
casa effettiva.
Dell’architettura dice che è un’arte. E l’arte è una specie di disposizione ragionata secondo verità alla produzione. Mentre ciò che non è arte è,
al contrario, una disposizione accompagnata da ragionamento falso alla produzione.
Tra tutte le arti, l’architettura per Aristotele è l’emblema di questo concetto di razionalità delle arti.
Antichità: arte come disposizione ragionata secondo verità
La concezione di Aristotele sottintende un’idea dell’arte che domina l’antichità.
Se sono un artista, allora devo sapere fare un oggetto secondo regole date, con l’ambizione di identificare prima e di trasferire nell’oggetto poi,
le leggi che regolano la composizione perfetta della natura.
Fare arte significa quindi: 3
1. Identificare le leggi che regolano la composizione perfetta della natura
2. Tradurre le leggi in numeri (cioè in un linguaggio accessibile agli esseri umani)
3. Trasferire i numeri negli oggetti artistici
Antichità: arte distinzione tra vulgares e liberales
Un’altra classificazione che l’antichità ha sviluppato per le arti è data dalla tipologia dell’atto artistico.
® vulgares
§ Sforzo fisico + sforzo intellettuale arti (architettura)
Considerate inferiori proprio perché necessitano dell’atto fisico. Deriva da vulgus, che significa “popolo”, “gente qualsiasi”
® liberales
§ solo Sforzo intellettuale arti
che significa “degne di chi è libero”, inteso come liberato dalla fatica fisica
Ma cosa significa imitare la natura? Non significa imitare banalmente gli alberi o le piante.
Per natura dobbiamo intendere KOSMOS, che significa ORDINE e VOLTA DEL CIELO. Dunque un artista che voleva imitare la natura, si
apprestava a imitare la volta del cielo per dare un ordine. Ma perché imitare la volta del cielo? Per dare ordine, l’artista deve proporzionare la
propria opera sulla base del corpo umano. Ma non di un solo e particolare corpo umano, ma di tutti. Gli antichi ebbero l’intuizione di poter
trarre queste regole sulla misura umana ideale dall’osservazione della volta del cielo, perché esse è in grado di fornirci le misure spazio-
temporali dell’uomo (spazio-temporalità umana). Dall’osservazione del cielo possiamo intatti ricavare quali siano i punti cardinali che ci
orientano, se sia giorno o notte, primavera o estate.
Filosofia medioevale vulgares liberales,
Viene ripresa la distinzione tra arti e arti ma con una nobilitazione delle prime.
vugares)
§ Arti meccaniche (ex arti architettura
È proprio la parola “meccaniche” che introduce una nobilitazione rispetto al passato. I pensatori medievali nobilitano le arti pratiche perché pensano che l’utilità alla
quale sono destinate sia importante
liberales
§ Arti Arti razionali
• grammatica, retorica, dialettica
• Arti reali aritmetica, geometria, astronomia, musica
Filosofia umanista (Settecento)
Le arti si definiscono sulla base delle relazioni tra piacere e utilità. Ci sono arti in cui domina il piacere e arti in cui domina l’utilità.
Batteaux ®
§ Arti che hanno per oggetto i bisogni dell’uomo arti meccaniche
Sono arti che usano la natura
§ Arti che hanno per oggetto il piacere musica, pittura, poesia, scultura, danza
Sono arti che non usano ma imitano la natura
§ Arti che hanno per oggetto l’utilità e il piacere insieme eloquenza, architettura
L’architettura viene quindi riscattata, perché rappresenta la possibilità di un’unione tra le due polarità
Successivamente la tripartizione viene ridotta in una bipartizione, con la conseguenza che l’architettura viene ricondotta a far pare delle “belle
arti”, e non delle arti meccaniche.
Kant similmente fa riferimento al piacere
§ Arti meccaniche
§ Arti estetiche se hanno come intento il sentimento del piacere
Filosofia Ottocentesca (Idealismo tedesco)
Va citato soprattutto Hegel, che introduce un’idea rivoluzionaria che sta nel rapporto tra natura e arte.
§ Nell’antichità: NATURA > ARTE
§ Con Hegel: ARTE > NATURA
Introduce un’inversione gerarchica: L’arte è espressione di una dimensione spirituale che la natura non ha e che ne determina la superiorità e quindi,
essendo superiore, non può imitare la natura. L’arte è l’espressione degli esseri umani che secondo Hegel sono però particolari nell’ambito della macro sfera
composta anche dagli altri animali e dai vegetali perché sono l’unica cosa creata ad immagine e somiglianza di Dio, e infatti sono gli unici a poter produrre arte
quid
(hanno quel umano che gli alti esseri non hanno).
In particolare la cosa che lega gli esseri umani a Dio e che li stacca entrambi dal resto del creato, è la spiritualità. Quando l’uomo fa arte, poi, cosa fa? Esprime l’Io e
quindi esprime la propria spiritualità. Hegel concepisce l’arte come prolungamento della spiritualità umana, essa, infatti, ha bisogno di uscire dall’Io e rendersi visibile
e può farlo tramite la materializzazione dell’arte. 4
Le arti sono classificate sulla base del loro grado di espressione dello spirito:
• Arti romantiche pittura, musica, poesia
Nella quali la dimensione spirituale sovrasta quella materiale. Questi arti sono superiori perché coincidono con la liberazione della spiritualità da ogni
matericità.
• Arti classiche scultura
Materia e dimensione spirituale sono in equilibrio
• Arti simboliche architettura
Nelle quali la materia sovrasta la dimensione spirituale. L’espressione spirituale, qui, ha la necessità di passare attraverso una forma materica.
Hegel tripartisce a sua colta anche l’architettura:
§ Simbolica
§ Classica
§ Romantica
Nella quale la matericità comincia ad arretrare, perché è un’architettura che si eleva all’infinito, che non fa valere il materiale, ma anzi lo
trafora
Liberà come esito positivo di questa interpretazione
La libertà espressiva. Negli ultimi due secoli abbiamo assistito ad un’enorme produzione artistica libera e ad una sperimentazione artistica
(parliamo di Picasso…). L’arte da a sé stessa le regole e non ha bisogno di prenderle da nessuna parte. Per la prima volta anche se un’artista
non veniva riconosciuto tale dalla comunità, rimaneva artista.
Autoreferenzialità come esito negativo
Il concepire l’arte come assoluto superiore alla natura, però, può portare a delle conseguenze negative. Il sistema diventa assoluto e
autoreferenziale perché composto da un unico elemento e non più da due e il pericolo è proprio questo. Si inizia a pensare che per fare arte
non sia necessario guardare all’altro o guardare un’altra cosa, perché è sufficiente l’Io. Avere la possibilità di comparare il proprio oggetto
artistico con altri poteva portare a perfezionare il proprio lavoro. 12 marzo 2018
Definizione di arte
Ha due padri filosofici fondamentali:
®
§ Platone arte = possibilità di conoscere la realtà
perché ha a che vedere con l’astrazione e l’idealizzazione. Riflette su quanto un oggetto artistico ci da la possibilità di conoscere la realtà
®
§ Kant arte = simbolo che fa pensare
perché ci insegna che l’opera d’arte è un simbolo che ci fa pensare e non conoscere.
Ritiene che, ad esempio, la risposta ad un enigma scientifico prima o poi si riesce a trovare, mentre la risposta alle domande esistenziali o alle domande che
riguardano l’arte no… essa ci fa riflettere infinitamente. Non ci verrebbe mai in mente di rifare un’equazione che abbiamo già risolto mentre è più facile che capiti di
rileggere un libro o di riguardare un monumento, proprio pe
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