In base alla formazione del celoma distinguiamo i metazoi in protostomi e deuterostomi.
I protostomi si riproducono per schizocelia mentre i deuterostomi si riproducono per
enterocelia. Un’altra caratteristica dei deuterostomi è quella di possedere le cavità
amniotica. In base alla presenza o meno della cavità amniotica si distinguono organismi
anamni e organismi amnioti. La cavità amniotica ha reso possibile lo svincolo della
riproduzione dall’ambiente acquatico. Le caratteristiche principali dello sviluppo sono 1)
ordine e diversità e 2) continuità della vita. Ordine perché lo sviluppo è caratterizzato da
una serie di eventi che rispettano tempi precisi; la diversità è data ad esempio da tutte le
diverse cellule che si trovano all’interno dello stesso embrione; tutte queste
caratteristiche permettono la continuità della vita.
Nella vita di un organismo si distinguono 2 fasi principali: nella prima fase si assiste al
differenziamento dei tipi cellullari e quindi alla morfogenesi e all’accrescimento ossia
l’aumento in dimensioni (raggiunta una certa taglia si raggiunge la maturità sessuale);
nella seconda fase si ha invece la riproduzione. La riproduzione sessuale o gametica ha 3
fasi fondamentali: 1) la riproduzione che riguarda la formazione dei gameti, 2) la
sessualità e quindi l’unione dei gameti; 3) lo sviluppo ossia l’accrescimento dello zigote.
La sessualità non è un processo riproduttivo ma è un processo di adattamento che
garantisce una maggiore variabilità di DNA. Due batteri ad esempio possono comunicare
tra loro mediante un ponte citoplasmatico e quindi attraverso pili, ma alla fine di questo
processo non si osserverà un aumento del numero di individui. Parliamo quindi di
sessualità e non di riproduzione. Esistono poi anche altri modelli. Due parameci formano
un ponte citoplasmatico. I micronuclei vanno incontro a meiosi formando 8 micronuclei
aploidi. I macronuclei e tutti i micronuclei eccetto uno degenerano. Il micronucleo
rimasto si divide formando un micronucleo stazionario e un micronucleo migrante. I
micronuclei migranti attraversano il ponte citoplasmatico e fecondano i micronuclei
stazionari dei partner. Si forma un nucleo diploide che andrà incontro a mitosi e genererà
un nuovo macronucleo e 2 micronuclei. Un altro modello è dato dalla riproduzione
sessuata di Chlamydomonas: quando due ceppi si uniscono possono generare una cellula
diploide che può compiere meiosi formando 4 nuovi organismi aploidi. Nei batteri e nei
parameci parliamo di sessualità mentre in Chlamydomonas parliamo di riproduzione in
quanto il numero di individui aumenta. L’uovo del riccio di mare è
particolarmente complesso.
Presenta un involucro gelatinoso
che attira lo spermatozoo e offre
protezione. Subito sotto c’è
un’altra membrana chiamata
membrana vitellina a livello della
quale si fermano gli spermatozoi.
Osserviamo poi la membrana
plasmatica al di sotto della quale
si trovano i granuli corticali. Nel
citoplasma ci sono i soliti
organelli e il nucleo è centrale.
Anche nei mammiferi gli
spermatozoi si legano a livello
della zona pellucida.
Lo spermatozoo si muove grazie al flagello. Se si effettua una sezione trasversale del
flagello di spermatozoo di mammifero si osservano l’assonema centrale con le fibre
esterne. L’assonema presenta la struttura 9+2 ed è formato da 9 coppie di microtubuli
periferici e da 2 coppie di microtubuli centrali. Le 9 coppie periferiche sono costituite da
2 microtubuli uniti tra loro: un tubulo A (con 2 bracci di dineina che si protendono verso
i tubuli B) completo e un tubulo B che si associa al tubulo A per completarsi. La
fecondazione avviene ad opera di un solo spermatozoo mentre gli altri verranno
allontanati.
La riproduzione sessuale è estremamente complicata eppure è la modalità di
riproduzione che caratterizza gli organismi più evoluti. Il problema del sesso è quindi
comprendere quali benefici esso comporti a fronte dei suoi costi, in modo da poterne
giustificare la comparsa e la diffusione per selezione naturale nel corso dell’evoluzione.
L’ipotesi del Red Queen è un’ipotesi evolutiva che spiega il vantaggio della riproduzione
sessuale. Il sesso è necessario per rimanere in gara coevolutiva contro i propri parassiti. I
genomi dei microparassiti (virus, batteri) evolvono rapidamente. Un clone per la sua
omogeneità genetica e superiore potenzialità riproduttiva è un bersaglio più vulnerabile
per i microparassiti rispetto ad una popolazione sessuale rappresentata da molti genomi
diversi in quanto ricombinati, per cui quest’ultima potrebbe recuperare il costo della
sessualità in termini di fitness. Il principale beneficio del sesso sarebbe che esso consente
di contrapporre alla roulette genetica dei microparassiti, in grado di produrre sempre
nuovi genomi per mutazione, la roulette genetica della sessualità in grado di produrre
sempre nuovi genomi attraverso i meccanismi della segregazione cromosomica,
ricombinazione allelica e cariogamia. Di fronte all’attacco di un microparassita molto
aggressivo, l’estinzione di un clone può essere scongiurata solo da una nuova mutazione
efficace. In una popolazione sessuale, invece la diversificazione ricombinativa dei genomi
è già una difesa efficace contro l’estinzione, anche in assenza di nuove mutazioni.
Nella storia si sono avute 2 linee di pensiero: la linea di pensiero dell’epigenetica e la
linea di pensiero del preformismo. L’epigenetica è una branca della genetica che studia le
proprietà delle cellule che vengono modificate dall’ambiente nel quale vivono. Il
preformismo afferma che nello spermatozoo si trova già precostituito in miniatura, con
tutte le sue parti, l’animale adulto.
Nel citoplasma della cellula uovo oltre al nucleo si trovano mRNA materni. Questi sono
estremamente labili ma sono presenti fino a circa i 50 anni d’età. Ciò è possibile in
quanto questi mRNA sono protetti grazie a proteine dalle RNasi. Anche a livello dello
spermatozoo sono presenti mRNA e RNA non codificanti che intervengono nei processi
epigenetici.
L’analisi sintetica dello sviluppo tiene conto del fatto che gli eventi molecolari, le risposte
e le interazioni cellulari e lo sviluppo dell’embrione si controllano l’un l’altro in modo
ciclico.
Tra i vertebrati il principe dei modelli è il modello di Zebrafish. La fecondazione è esterna
e i gameti vengono rilasciati in acqua. Lo sviluppo embrionale avviene a carico delle
riserve presenti nella cellula uovo. La segmentazione porta lo zigote da una forma
unicellulare a una forma pluricellulare. Le cellule si formano sopra il tuorlo. La
segmentazione prosegue, inizia la gastrulazione e quindi il differenziamento dei foglietti
embrionali e infine si ha l’organogenesi. La fase embrionale termina nel momento della
schiusa e si ottiene la larva. Dalla larva si passa poi allo stato adulto e, raggiunta la
maturità sessuale, verranno di nuovo prodotti i gameti. Altro modello è quello degli
anfibi come Xenopus. In questo caso la segmentazione è totale. La fase larvale ossia il
girino è una forma di vita acquatica. Con la metamorfosi si avrà lo sviluppo degli arti e
quindi il passaggio alla terra ferma. La metamorfosi avviene grazie a dei segnali. Ultimo
modello è quello mammifero del topo. In questo caso sia la fecondazione sia lo sviluppo
dell’embrione avvengono all’interno delle vie genitali femminili. Viene
definito neotenia il fenomeno evolutivo per cui negli individui adulti di una specie
permangono caratteristiche morfologiche e fisiologiche tipiche delle forme giovanili. Tra i
caratteri neotenici nell’adulto vi sono teste proporzionalmente grandi e gambe
proporzionalmente corte.
Vediamo quali sono le tecniche classiche per lo studio della biologia dello sviluppo.
L’analisi dei frammenti di DNA è stata resa molto più veloce e potente dall’applicazione
della tecnologia dei microarray o biochip, che è stata sviluppata negli anni ‘90 del secolo
scorso. Si tratta di sottili supporti di materiale plastico o vetro su cui si trovano molte
migliaia di pozzetti, ciascuno contenente pochi picogrammi di una diversa sonda di DNA
a singola elica. I biochip vengono sfruttati per identificare la presenza e l’espressione di
un gene in un dato tipo cellulare o, più in generale, per tracciare il profilo di espressione
di quel tipo cellulare in un dato momento. Sfruttando il gran numero di pozzetti, infatti,
è possibile effettuare in un solo test la ricerca contemporanea di moltissimi geni,
realizzando in poche ore quel che un tempo avrebbe richiesto anni di lavoro di
laboratorio. Questa tecnica è stata scavalcata dalla tecnica RNA-seq. Nella tecnica Whole-
mout in situ hybridisation l’embrione viene fissato e reso permeabile alla sonda
d’interesse marcata. In questo modo si può verificare dove si trova e quanto è presente
quel gene o quella proteina.
Segnali cellulari
La membrana è un doppio strato fosfolipidico. La maggior parte delle proteine
transmembrana presentano un dominio extracellulare, uno o più domini transmembrana
e un dominio citoplasmatico. Altre proteine sono ancorate al doppio strato lipidico
mediante un lipide legato covalentemente alla proteina o direttamente o mediante uno
zucchero. Altre proteine sono legate alla membrana mediante adsorbimento a proteine
transmembrana. Molte delle proteine di membrana sono glicoproteine dal momento che il
loro dominio extracellulare è caratterizzato dalla presenza di carboidrati. Le cellule
possono ricevere un segnale detto ligando (che verrà inglobato tramite meccanismi di
endocitosi, fagocitosi ecc.) o possono esse stesse segnalare producendo delle molecole
che verranno trasportate all’esterno con diversi meccanismi (es. esocitosi). Tra le proteine
transmembrana ci sono per esempio le caderine. Le caderine, una volta organizzatesi in
dimeri, prendono connessione tramite il loro dominio extracellulare con le caderine
presenti su cellule adiacenti. A livello citoplasmatico le caderine prendono contatto con
altre proteine che regolano il citoscheletro della cellula. Le proteine di membrana
implicate nel trasporto attraverso la membrana possono agire come canali o come
proteine trasportatrici o carriers. I canali si aprono in presenza di segnali specifici e sono
responsabili di un trasporto passivo (diffusione). I carriers sono responsabili di un
trasporto attivo che invece richiede energia.
Una cellula segnale può secernere molecole segnale che si andranno a legare a livello di
un recettore presente su un’altra cellula. Si parla in questo caso di segnalazione tramite
molecole secrete e non è richiesta vicinanza tra la cellula che segnala e la cellula
bersaglio. Una cellula segnale può presentare sulla superficie molecole segnale che
verranno poi riconosciute da un recettore su un’altra cellula. Si parla in questo caso di
segnalazione tramite molecole di membrana plasmatica ed è richiesta vicinanza tra le due
cellule coinvolte. Se le cellule sono lontane tra loro il segnale entra nel torrente
circolatorio e raggiunge il target attraverso un meccanismo d’azione endocrino (ormoni).
Se le cellule sono vicine tra loro si parla di segnalazione locale che avviene mediante un
meccanismo d’azione paracrino. Se invece le cellule si autoregolano si parla di
comunicazione autocrina: è la cellula stessa che libera e risponde al segnale da essa
stessa emesso. Altra segnalazione importante ed estremamente rapida è la segnalazione
sinaptica che avviene grazie a neurotrasmettitori. Esiste anche una segnalazione
mediante giunzioni GAP. Le cellule connesse dalle giunzioni GAP condividono piccole
molecole, comprese le piccole molecole segnale intracellulari, e possono perciò
rispondere a segnali extracellulari in modo coordinato.
Le cellule che non ricevono segnali vanno incontro a morte cellulare programmata. Le
cellule sono in grado di sopravvivere se sono presenti segnali di base per le funzioni
essenziali. Se sono presenti anche segnali aggiuntivi allora le cellule sono in grado di
proliferare.
Uno stesso segnale non dà necessariamente sempre una stessa risposta. Il tipo di risposta
cellulare dipende dal bersaglio e dal recettore presente sul bersaglio. Consideriamo per
esempio l’acetilcolina. A livello del muscolo scheletrico l’acetilcolina induce l’apertura dei
canali ionici con conseguente contrazione. A livello del muscolo cardiaco l’acetilcolina ha
un effetto completamente opposto in quanto determina un rilassamento della cellula. A
livello delle cellule secretorie l’acetilcolina stimola la secrezione.
I recettori sul bersaglio possono essere recettori superficiali in caso di molecola segnale
idrofilica (proteina) o recettori intracellulari in caso di molecola segnale idrofobica
(ormoni steroidei, cortisolo). Quindi i recettori superficiali legano molecole polari che non
sono in grado di attraversare il doppio strato fosfolipidico della membrana cellulare. Per
quanto riguarda i recettori superficiali questi si possono trovare a livello del nucleo
(segnali genotropici) o a livello del citoplasma (il recettore trasloca solo successivamente
nel nucleo).
I recettori intracellulari per i segnali idrofobici sono formati da un domino che lega il
DNA, da un sito di legame dell’ormone a livello dell’estremità COOH e da un complesso
che attiva la trascrizione a livello dell’estremità NH . In assenza di segnale questo
2
recettore è legato a un complesso proteico inibitorio e non lega il DNA. Il legame del
segnale al recettore porta a una modifica conformazionale del recettore causando il
distacco del complesso proteico inibitorio. A questo punto il recettore può legarsi al DNA
a livello di sequenze specifiche che sono note. Il legame porterà alla trascrizione dei geni
target.
Le molecole segnale hanno tutte una base composta da colesterolo. Gli ormoni steroidei
inducono una risposta primaria che porta alla produzione di proteine specifiche che sono
a loro volta responsabili di una risposta secondaria. A volte affinché ci sia una risposta
sono necessari 2 segnali diversi che hanno come bersaglio la stessa proteina. La proteina
verrà fosforilata in 2 punti diversi. I 2 segnali possono anche agire su 2 proteine diverse.
Queste, una volta fosforilate, si complesseranno e si attiveranno.
Il recettore può essere legato a un canale ionico, a una proteina G o a un enzima. I
recettori che si legano a proteine G sono molto frequenti e sono definiti recettori 7-TM (7
pass transmembrane protein).
Il cAMP è un secondo messaggero molto importante. Esempi di risposte cellulari indotte
da ormoni mediate da cAMP sono: sintesi e secrezione dell’ormone tiroideo, secrezione di
cortisolo, secrezione di progesterone, demolizione del glicogeno, riassorbimento
dell’osso ecc.
La chinasi A inattiva presenta 4 subunità di cui 2 catalitiche e 2 regolatrici. Le chinasi
fosforilano proteine citoplasmatiche inducendo la risposta cellulare.
Un altro secondo messaggero molto importante è lo ione calcio. Il calcio è sempre
presente a livello cellulare. All’interno della cellula la concentrazione di calcio è di 10 M
-7
mentre all’esterno è di 10 M. Nel citoplasma il calcio è compartimentalizzato (si trova a
-3
livello dei mitocondri e del reticolo endoplasmatico). Alcune molecole sono in grado di
sequestrare il calcio (calmodulina).
Alcuni componenti della membrana, grazie a dei segnali, possono andare incontro a
modificazioni. Un esempio è dato dalle catene degli acidi grassi dei fosfolipidi. In seguito
a un segnale si attiva una specifica chinasi PI che va a fosforilare il fosfatidilinositolo (PI)
e si forma fosfatidilinositolo 4-fosfato (PIP). Un’altra specifica chinasi PIP va a fosforilare
il fosfatidilinositolo 4-fosfato e si forma fosfatidilinositolo 4,5-bisfosfato (PIP ). A questo
2
punto la fosfolipasi C-β taglia il PIP in due molecole ossia il diacilglicerolo (attiva la
2
proteina chinasi C determinando risposte cellulari) e l’inositolo1,4,5-trifosfato (IP ) (attiva
3
la via del calcio).
Esistono diverse proteine G (G , G ecc) ognuna con funzioni diverse.
s olf
Altra classe di recettori è rappresentata dai recettori dotati di attività enzimatica. Un
esempio è dato dai recettori delle efrine. Le efrine sono segnali coinvolti nella migrazione
delle cellule della cresta neurale. Il legame con le efrine media la dimerizzazione dei
recettori. Anche il recettore del GH dimerizza.
Fecondazione
Ci occuperemo di 2 modelli sperimentali: studieremo infatti la fecondazione esterna nel
riccio di mare e la fecondazione interna nei mammiferi. In generale c’è una grande
difficoltà di incontro tra i gameti maschili (spermatozoi) e i gameti femminili (cellula
uovo). Il movimento dello spermatozoo verso la cellula uovo è guidato da molecole
prodotte dall’uovo o da altre componenti della gonade, un processo noto come
chemiotassi.
Riccio di mare
Occupiamoci in primis del riccio di mare. I gameti vengono rilasciati all’esterno e si
possono trovare anche molto distanti tra loro. Inoltre non è detto che l’incontro fra i
gameti venga sempre facilitato dalle correnti d’acqua. Sono dunque necessari dei
meccanismi che facilitino l’incontro in acqua dei gameti. Dai gameti di riccio di mare sono
state isolate diverse molecole attraenti una, chiamata “resact”, un piccolo peptide
formato da 14 amminoacidi, si trova nell’involucro gelatinoso più esterno della cellula
uovo. A basse concentrazioni, resact attrae gli spermatozoi in modo specie-specifico, ad
alte concentrazioni invece gli spermatozoi perdono la capacità di rispondere alla sua
azione perché la risposta è dovuta a recetto
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