Bilanci aziendali primo parziale
Azienda
Definizione di azienda
Che cos'è un'azienda?
- Fabio Besta: la definisce come somma dei fenomeni, o negozi, o rapporti da amministrare relativi ad un cumulo di capitali che formi un tutto → bisogna dare ruoli.
- Gino Zappa: coordinazione economica in atto, istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani → evidenzia l'importanza delle relazioni che si instaurano all'interno di essa; esse sono dinamiche e complesse → bilancio d'esercizio = relazioni azienda con il mondo esterno → utilizzando la teoria dei sistemi (teoria che permette di rappresentare problemi di complessità organizzativa).
Il concetto di sistema è quello di combinazione di parti o elementi riuniti in un tutto; definizione talmente generale da poter essere utilizzata per vaste categorie di aggregati → sistema aziendale significa un insieme organizzato di elementi e relazioni aziendali, separati mediante confini da un ambiente, che è sempre più complesso del sistema stesso.
Gli elementi che compongono il sistema azienda sono le persone e i beni, o meglio le risorse intese come fattori produttivi in un’accezione più ampia di quella che si limita a considerarli come onerosi.
Possiamo quindi definire l’azienda come un sistema socio-economico, in cui elementi di varia natura sono organizzati dinamicamente e razionalmente, per il raggiungimento di un fine ultimo, prevalentemente individuabile nel soddisfacimento dei bisogni umani; è un sistema che, nel suo operare finalizzato, pone in essere, in via continuativa e perdurante, processi volti alla produzione e/o al consumo di beni e servizi, attraverso l'azione congiunta e preordinata dei suoi sottosistemi componenti.
Caratteristiche del fenomeno azienda
- Perseguimento fine/obiettivo: possiamo avere 3 diversi tipi di azienda:
- Produzione: il cui obiettivo è massimizzare il profitto, che viene poi diviso tra gli investitori.
- Consumo: il cui obiettivo è la ricerca del benessere (es. famiglia).
- Miste produzione/consumo: intermedie tra le altre due → di solito erogano servizi (es. ospedale).
- Perdurano nel tempo: l’azienda deve mantenere un equilibrio dinamico per perdurare nel tempo; questo è dato da un equilibrio finanziario, nel senso che l’azienda deve essere solvibile, e da un equilibrio economico, ovvero l’azienda deve generare un surplus.
Caratteristiche sistema azienda
- È aperto: ha relazioni con l'ambiente esterno (questo influenza l'azienda, per esempio l'instabilità politica può portare ad una crisi economico-finanziaria e ad una successiva crisi dell'azienda; ed è influenzato da essa, per esempio l'azienda può distruggere l'ambiente, quindi è tenuta a redigere il bilancio di sostenibilità).
- È dinamico: esiste e funziona.
- È complesso: al suo interno ci sono molte relazioni, correlate l'une con le altre → per questo esistono diverse discipline che riguardano e si occupano di studiare le relazioni stesse.
- È finalizzato (impresa = azienda for profit; aziende miste -> not for profit).
- È probabilistico, ovvero rischioso → perché è complesso e aperto.
Società
Società = riconoscimento giuridico azienda può essere:
- Di persone: patrimonio soci non è separato da quello della società, non acquistano soggettività giuridica.
- Di capitali: prevedono separazione patrimonio soci-società obbligo pubblicazione bilancio di esercizio, perché danno vita a un nuovo soggetto dal punto di vista giuridico. Ve ne sono di diversi tipi tra cui:
- A responsabilità limitata (SRL): capitale sociale diviso in quote; queste possono solo essere cedute all’altra parte.
- Per azioni (SPA): capitale sociale diviso in azioni (titoli di credito che possono essere venduti o scambiati).
Sistema circuiti operazionali
Circuito finanziamenti a titolo di capitale proprio
Si hanno quando i soggetti rinunciano ad una parte del loro denaro e la mettono nell’azienda per massimizzare il profitto. Le caratteristiche di questo circuito sono:
- È rischioso: differenza tra mettere soldi nell’azienda e acquistare titoli è che nel primo caso il rischio è maggiore, ma lo è anche il rendimento.
- Ha rendimento incerto: non so se esiste e a quanto ammonta il rendimento, può rimanere nell’azienda ed essere reinvestito o essere distribuito ai soci.
- Possono portare a remunerazioni molto più elevate, ma anche molto più basse, rispetto ad investimenti alternativi; infatti la remunerazione è aleatoria, dipende dagli esiti gestionali.
- Generano entrate per effetto dei conferimenti da parte dei soci; generano uscite per effetto del pagamento dei dividendi, della distribuzione di riserve, dello scioglimento della società.
- Non è soggetto a restituzione: quando metto denaro perdo il diritto che mi torni indietro. Inoltre non hanno una durata predefinita e quindi non si può stabilire un momento di rimborso.
Circuito finanziamenti a titolo di capitale di terzi
Attraverso questo circuito l’impresa ricerca l’ottenimento di finanziamenti diretti da altri soggetti, tipicamente costituiti da istituti di credito, negoziandone le condizioni di ottenimento e di rimborso, nonché le condizioni di onerosità dello stesso.
Oggetto delle operazioni in esame è quindi l’ottenimento diretto di disponibilità di denaro, a fronte delle quali l’impresa si impegna a restituire le somme ricevute in prestito e a corrispondere a titolo di remunerazione gli oneri finanziari con le modalità e nella misura contrattualmente stabilite.
Questi possono essere diretti, quando l’oggetto di scambio è il denaro e l’interesse è esplicito, stabilito nel contratto; oppure indiretti, quando dietro ad un rapporto di fornitura esiste una dilazione di pagamento e l’interesse è implicito.
Per quanto riguarda la durata possono essere brevi, con durata minore di 12 mesi (es. fido → apertura di credito per elasticità di cassa, anticipo su fatture), oppure medio-lunghi, con durata superiore ai 12 mesi (es. mutui ipotecari, prestiti obbligazionari).
Circuito investimenti caratteristici
L’aggettivo “caratteristico” sottolinea la connessione esistente fra l’investimento effettuato e i processi produttivi che qualificano l’impresa in quanto tale.
Attraverso il circuito in oggetto l’azienda si procura quindi i fattori produttivi specifici che le sono necessari all’avvio ed al successivo mantenimento/sviluppo di quei processi produttivi che la qualificano come impresa. I fattori produttivi possono essere di uso singolo, quindi utilizzabili per un solo processo produttivo, o di uso durevole, quindi utilizzabili n volte.
Al suo interno si possono scomporre tre fasi:
- L’acquisto dei fattori produttivi specifici;
- Il loro impiego nel processo produttivo;
- La vendita dei beni o servizi così ottenuti. Nella prima e nella terza fase si hanno operazioni “esterne”, mentre nella seconda sono “interne”, non si scambia con altri sistemi.
L’evolversi dell’ambiente fa sì che l’attività caratteristica dell’azienda possa nel tempo diversificarsi, sfociando in processi produttivi complementari o alternativi.
Circuito investimenti accessori
Il termine accessori fa riferimento al fatto che non sono direttamente correlati all’attività dell’azienda, ma hanno un fine speculativo.
L’investimento dovrà essere considerato accessorio se le finalità di questo possono essere ricondotte alla ricerca di una più alta redditività rispetto a quella che si otterrebbe lasciando sostanzialmente in forma liquida le eccedenze di denaro di cui si tratta, senza che vi sia alcun vincolo di connessione con l’impresa che qualifica in quanto tale.
Se c’è una disponibilità di denaro temporanea può essere utilizzata nel circuito di questi investimenti, mentre nel caso di una disponibilità di denaro di tipo strutturale questa può essere utilizzata negli investimenti caratteristici, per rimborsi anticipati su finanziamenti o distribuita ai soci.
Questo tipo di investimenti dipende da fattori esterni, infatti mi espongo al rischio di mercato, non a quello imprenditoriale, come nel caso di quelli caratteristici.
Gli investimenti accessori possono essere mobiliari (es. titoli del debito pubblico, obbligazioni emesse da altre imprese, certificati di deposito, azioni quotate, ecc.) o immobiliari (es. fabbricati civili, terreni, ecc.).
Da sistema operazioni a sistema valori
Ogni valorizzazione va espressa in termini di variazione. I valori sono utili alla costruzione del bilancio di esercizio, ossia alla quantificazione del risultato di periodo → risultato economico differenza algebrica ricavo-costi.
| Valori finanziari (VF) | Valori economici (VE) | Valori di capitale |
|---|---|---|
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Metodo partita doppia
Metodo: gestione dei valori del sistema partita doppia
Fatti di gestione
- Osservazione (cosa osserviamo)
- Valorizzazione (cosa dobbiamo misurare)
- Sistema reddito (regole da seguire): è un metodo contabile, ovvero si avvale come strumento del conto, che è uno strumento che permette di conoscere quanto vale un oggetto di osservazione in un istante temporale e come è variato nel tempo.
3 regole:
- Duplice prospettiva di osservazione per ogni accadimento gestionale.
- Ad ogni osservazione devono corrispondere una o più variazioni.
- Totale importi in dare deve essere uguale a totale importi in avere.
Saldo = differenza algebrica tra totale in dare e totale in avere.
Libro giornale = libro che contiene tutti i movimenti contabili.
Partitari = insieme dei conti.
| Dare | Avere |
|---|---|
| VF+ | VF- |
| VE- | VE+ |
Matrice = rilevazione contabile vanno nel libro giornale.
Documenti contabili di sintesi che compongono il bilancio di esercizio
- Conto economico: documento con i flussi economico-reddituali del periodo (12 mesi), misura il reddito come differenza ricavo-costi (utile se +, perdita se -); ci vanno solo i valori economici di reddito di periodo.
- Rendiconto finanziario: documento con flussi finanziari per misurare cosa è rimasto in cassa.
- Stato patrimoniale: ci fa una fotografia di un patrimonio in un preciso istante temporale.
Rilevazioni contabili
Prima rilevazione
L’emissione Si costruisce in data 2/10 società Felix SPA, con emissione di 1000 azioni di valore nominale 500, emesse a 510.
- Capitale sociale = numero azioni x valore nominale (500000)
- Quanto incasseremo = numero azioni x valore emissioni (510000)
- Riserva sovrapprezzo = numero azioni x (val. emissioni - val. nominale) (10000)
In data 2/10 sorge credito nei confronti degli azionisti
| Descrizione | Importo | Conto |
|---|---|---|
| VF+ Azionisti | 510000 | SP C/Sottoscrizione |
| VE+ Capitale sociale | 500000 | SP |
| VE+ Riserva sovrapprezzo | 10000 | SP |
In data 29/10 azionisti versano denaro su c/c (conto corrente) società si estingue il debito
| Descrizione | Importo | Conto |
|---|---|---|
| VF- Azionisti | 510000 | SP C/Sottoscrizione |
| VF+ Banca C/C | 510000 | SP |
Seconda rilevazione
In 3/10 si costituisce Matrix SRL con capitale sociale di 80000, diviso in 4 quote da 20000.
2 soci versano in data 15/10 denaro sul c/c bancario, un socio apporta un impianto, un socio apporta un automezzo in data 18/10.
| Data | Descrizione | Importo | Conto |
|---|---|---|---|
| 3/10 | VF+ Soci | 80000 | SP C/Sottoscrizione |
| 3/10 | VE+ Capitale sociale | 80000 | SP |
| 15/10 | VF- Soci | 40000 | SP C/Sottoscrizione |
| 15/10 | VF+ Banca C/C | 40000 | SP |
| 18/10 | VF- Soci | 40000 | SP C/Sottoscrizione |
| 18/10 | VE- Impianti | 20000 | SP |
| 18/10 | VE- Automezzi | 20000 | SP |
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