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Anatomia: livelli e termini di posizione

Livelli di studio dell'anatomia

L’anatomia può essere studiata su 3 diversi livelli: anatomia macroscopica (ordine di grandezza dei cm), anatomia microscopica (ordine di grandezza dei micron) e anatomia submicroscopica (ordine di grandezza dei nm).

Termini di posizione

Il piano sagittale, detto anche piano sagittale mediano o piano di simmetria, divide il corpo in antimero destro e antimero sinistro (quasi uguali).

Il piano frontale o coronale divide il corpo in una parte anteriore e in una parte posteriore e non presenta un piano di simmetria.

Il piano orizzontale o trasversale divide il corpo in una parte superiore e in una parte inferiore e non presenta un piano di simmetria.

  • Distale: lontano dal centro del corpo
  • Prossimale: verso il centro del corpo
  • Mediale: verso il piano di simmetria
  • Laterale: più lontano dal piano di simmetria
  • Craniale o rostrale: verso il cranio
  • Caudale: verso il coccige

Ipertrofia: l’organo si ingrossa

Iperplasia: l’organo aumenta in numero di cellule

Patognomonico: caratteristico

Organi luminali

Gli organi luminali sono costituiti da una parete che si dispone a delimitare un lume. La parete è formata da diverse tonache che si giustappongono a formare strati. A partire dall’interno (vicino al lume) verso l’esterno distinguiamo:

  1. Tonaca mucosa. Permette di capire il funzionamento dell’organo ed è formata da 2/3 strati: l’epitelio è il tessuto a contatto con il lume, segue il tessuto connettivo iper-cellulare o lamina propria con funzione di protezione dall’ingresso di antigeni, infine troviamo la muscolaris mucosae ossia la muscolatura della mucosa, un tessuto muscolare liscio presente solo negli organi del sistema digerente.
  2. Tonaca sottomucosa. È la tonaca di distribuzione vascolare ed è formata da un tessuto connettivo lasso non iper-cellulare. Questa tonaca, quando presente, separa la tonaca mucosa da quella muscolare svolgendo quindi la funzione di piano di clivaggio (per scivolare meglio).
  3. Tonaca muscolare. È formata da muscolatura liscia con l’eccezione di faringe e della prima parte dell’esofago. Generalmente distinguiamo uno strato circolare interno e uno strato longitudinale più esterno.
  4. Tonaca avventizia. È la tonaca più esterna ed è formata da tessuto connettivo denso (collagene). Negli organi mobili al posto della tonaca avventizia troviamo la tonaca sierosa. Questa tonaca è formata esternamente dal mesotelio, un epitelio pavimentoso semplice (come l’endotelio che riveste tutti i vasi) e verso il lume dalla lamina propria della sierosa, un connettivale. Le 3 grandi sierose sono il peritoneo (riveste gli organi della parete addominale), il pericardio (nel cuore) e la pleura (nei polmoni).

Questa organizzazione degli organi luminali non vale per il cuore e per i vasi sanguigni e linfatici. In questi casi si parla infatti di:

  1. Tonaca intima (endocardio per il cuore). La tonaca intima dei vasi è formata dall’endotelio e da un connettivo.
  2. Tonaca media (miocardio per il cuore). La tonaca media dei vasi è formata da un tessuto connettivo ricco di fibre elastiche e da un tessuto muscolare liscio.
  3. Tonaca avventizia (pericardio per il cuore).

Organi parenchimatosi

Gli organi parenchimatosi sono organi pieni privi di lume e costituiti da parenchima. Il parenchima è il tessuto predominante, dal punto di vista funzionale, dell’organo preso in esame e può essere rappresentato da diversi tessuti: epiteliale, connettivale, muscolare o nervoso. Il parenchima è sostenuto da uno stroma connettivale (fa eccezione il timo) ancorato ad una capsula, cioè un foglietto di connettivo denso che riveste l’organo, tramite setti o trabecole connettivali (che contengono vasi sanguigni e nervi).

Allestimento dei campioni

  1. Prelievo di frammenti dell’organo.
  2. Fissazione ossia trattamento del frammento d’organo con procedimenti chimici o fisici capaci di preservare e stabilizzare i costituenti dei tessuti. In microscopia ottica il fissativo utilizzato è la formaldeide mentre in microscopia elettronica si utilizza la glutaraldeide.
  3. Inclusione consiste nel lasciar permeare il tessuto da una sostanza che solidifica a temperatura ambiente atta a consentire il taglio in sezioni sottili. In microscopia ottica si usa la paraffina mentre in microscopia elettronica si usa la resina.
  4. Sezionamento attraverso microtomo (più le sezioni sono sottili più si osserva in dettaglio).
  5. Colorazione viene praticata principalmente per mettere in risalto singoli componenti strutturali. La colorazione principale è l’ematossilina-eosina. L’ematossilina è un colorante basico blu-violetto che ha affinità per i costituenti acidi della cellula (detti basofili). L’eosina è un colorante acido rosa-rosso che interagisce con i costituenti basici della cellula (detti acidofili o eosinofili). DNA, RNA e alcune proteine interagiscono con l’ematossilina e sono dunque costituenti basofili. Le proteine del citosol interagiscono invece con l’eosina e sono quindi costituenti eosinofili.

Sistema cardiovascolare o cardiocircolatorio

È un sistema formato da più organi: cuore, vasi sanguigni e vasi linfatici. I vasi sanguigni sono di 3 tipi: arterie (vasi ad alta pressione), capillari e vene (vasi a bassa pressione).

Il cuore svolge diverse funzioni:

  • Genera la pressione del sangue;
  • Separa il sangue (infatti il cuore presenta setti che separano la metà destra contenente sangue sporco dalla metà sinistra contenente sangue ossigenato);
  • Assicura l’unidirezionalità;
  • Regola l’apporto di sangue.

Il cuore è costituito da 4 cavità: atrio destro e atrio sinistro, separati da un SOLCO INTERATRIALE e ventricoli destro e ventricolo sinistro, separati da un SOLCO INTERVENTRICOLARE.

Il piccolo circolo o circolazione polmonare o funzionale inizia dal ventricolo destro, mediante il TRONCO POLMONARE, contenente sangue sporco, che si biforca nelle 2 ARTERIE POLMONARI, che trasportano il sangue da ossigenare ai polmoni: queste arterie si risolvono in una rete di capillari addossati alla parete degli alveoli polmonari (rete anastomotica). Il sangue ossigenato nei polmoni deve poi tornare al cuore. Da ogni polmone emergono 2 VENE POLMONARI. Il sangue ritorna quindi al cuore attraverso le 4 vene polmonari, che sboccano nell’atrio sinistro, da cui inizia nuovamente il grande circolo. Il piccolo circolo inizia quindi nel ventricolo destro e termina nell’atrio sinistro.

Il grande circolo o circolazione sistemica o nutritizia origina invece dal ventricolo sinistro mediante un unico tronco arterioso, l’AORTA, che ramificandosi porta il sangue ossigenato a tutti gli organi. L’aorta nel suo decorso emette RAMI COLLATERALI e RAMI TERMINALI. I rami sono arterie di medio calibro che entrano in ogni organo. Le arterie di medio calibro all’interno dell’organo si dividono ulteriormente in arterie di piccolo calibro e infine in capillari. I capillari sono vasi unici in quanto sono gli unici ad essere permeabili. A valle dei capillari c’è il circolo venoso. Ogni organo è in genere drenato da una sola vena. Il sangue venoso non ossigenato deve essere riportato nell’atrio destro del cuore. Tutte le vene che drenano il sangue dalla metà sottodiaframmatica del nostro corpo confluiscono nella VENA CAVA INFERIORE. Tutte le vene che drenano il sangue dalla metà sopradiaframmatica del nostro corpo confluiscono invece nella VENA CAVA SUPERIORE. Il cuore è un organo sopradiaframmatico, tuttavia il cuore non è drenato dalla vena cava superiore. Le vene che emergono dal cuore confluiscono infatti nel SENO CORONARIO. Nell’atrio destro confluiscono quindi 3 vene: la vena cava superiore, la vena cava inferiore e il seno coronario. Il grande circolo inizia quindi nel ventricolo sinistro e si conclude nell’atrio destro.

Il polmone è un organo speciale che è intercalato in tutte e 2 le circolazioni (sistemica e polmonare).

Insieme al sistema circolatorio un altro sistema molto importante è il sistema linfatico. Lo spazio tra le cellule prende il nome di INTERSTIZIO. Le molecole che non entrano nelle cellule e rimangono nell’interstizio devono essere drenate altrimenti si incorre in una condizione patologica ossia l’EDEMA. Una parte di queste molecole rientra nel circolo capillare sanguigno mentre l’altra parte entra nei vasi linfatici. I vasi linfatici nascono a fondo cieco e servono a drenare il liquido interstiziale o LINFA. La linfa contiene proteine, lipidi, linfociti ma non contiene globuli rossi. Da ogni organo emerge un VASO LINFATICO. La linfa deve essere riportata al circolo sanguigno nella grande circolazione. Alla base del collo ci sono 2 grandi vasi linfatici che fanno rientrare la linfa nelle vene della grande circolazione. La linfa potrebbe però contenere degli stimoli antigenici. Per questo motivo i vasi linfatici, al di fuori degli organi, vengono fatti scorrere nei LINFONODI (circa 800). I linfonodi contengono un tessuto connettivo ricco di cellule del sistema immunitario e hanno il compito di filtrare la linfa.

Il cuore si trova nella gabbia toracica tra i due polmoni in uno spazio chiamato mediastino. Anteriormente al mediastino si trova lo sterno, un osso a forma di lancia. Posteriormente il mediastino è chiuso dalle 12 vertebre toraciche. In basso al mediastino c’è il diaframma, un organo a forma di cupola. Lateralmente il mediastino è chiuso dai polmoni. Il punto in cui la trachea si biforca divide il mediastino in mediastino superiore e mediastino inferiore. Il mediastino inferiore si divide a sua volta in mediastino anteriore, mediastino medio e mediastino posteriore. Il cuore si trova nel mediastino inferiore medio.

Il cuore è grande come il proprio pugno chiuso e ha un peso di circa 300 grammi. Ha la forma di un cono schiacciato che ha l’apice rivolto verso il basso a sinistra anteriormente e la base rivolta verso l’alto a destra posteriormente. Il cuore è ancorato al diaframma tramite il pericardio con dei legamenti. Dietro al cuore c’è l’esofago, dietro all’esofago passa l’aorta toracica. Il cuore possiede 2 facce: la faccia anterosuperiore guarda lo sterno e prende il nome di FACCIA STERNOCOSTALE, la faccia posteroinferiore prende il nome di FACCIA DIAFRAMMATICA. Il miocardio è rivestito esternamente da 2 pericardi: un pericardio fibroso più esterno e un pericardio sieroso più interno.

Osservando la faccia sternocostale posso apprezzare le espansioni dei 2 atri che prendono il nome di AURICOLE o ORECCHIETTE. Atri e ventricoli sono divisi dai SOLCHI ATRIOVENTRICOLARI (distinguo quindi il solco atrioventricolare destro e il solco atrioventricolare sinistro). Tra i 2 atri c’è il SOLCO INTERATRIALE ANTERIORE mentre tra i 2 ventricoli c’è il SOLCO INTERVENTRICOLARE ANTERIORE. Nel solco atrioventricolare passano i vasi coronari.

Osservando la faccia diaframmatica distinguo bene i 2 atri separati dal SOLCO INTERATRIALE POSTERIORE e i 2 ventricoli separati dal SOLCO INTERVENTRICOLARE POSTERIORE. Nell’atrio sinistro troviamo gli sbocchi delle 4 VENE POLMONARI.

Osservo ora l’atrio destro. L’atrio destro ha lo stesso spessore dell’atrio sinistro intorno ai 2 mm (miocardio). Gli atri servono infatti per contenere il sangue e non devono dare una grande spinta. La contrazione dell’atrio serve per portare TUTTO il sangue al rispettivo ventricolo (forza di gravità). Gli atri si contraggono simultaneamente. La stessa cosa vale per la contrazione dei ventricoli. La contrazione degli atri non è però simultanea a quella dei ventricoli. La contrazione degli atri prende il nome di SISTOLE ATRIALE. La contrazione dei ventricoli prende il nome di SISTOLE. Dopo la sistole avviene la DIASTOLE che interessa sia gli atri che i ventricoli e consiste nel riempimento delle 4 cavità del cuore. La sistole atriale avviene in fase TELEDIASTOLICA (nella fase finale della diastole). Ciascun atrio è connesso al sottostante ventricolo mediante L’ORIFIZIO ATRIOVENTRICOLARE (destro o sinistro). Ciascun orifizio è provvisto di un apparato valvolare, che impedisce il reflusso del sangue in senso opposto a quello atrioventricolare. L’orifizio atrioventricolare destro è provvisto della VALVOLA TRICUSPIDE mentre l’orifizio atrioventricolare sinistro è provvisto della VALVOLA BICUSPIDE o MITRALE. Queste valvole si aprono in diastole e si chiudono in sistole. Nell’atrio destro ci sono 3 sbocchi: lo sbocco della VENA CAVA SUPERIORE, lo sbocco della VENA CAVA INFERIORE e lo sbocco del SENO CORONARIO. Lo sbocco della vena cava superiore è diverso dagli sbocchi delle altre 2 vene in quanto presenta lembi valvolari non più funzionanti. Osservo infatti la FOSSA OVALE. Nella vita fetale al posto della fossa ovale era presente il FORO OVALE che permetteva la comunicazione tra i 2 atri.

Osservo ora il ventricolo destro. I 2 ventricoli non hanno lo stesso spessore infatti il ventricolo sinistro (15 mm) è 3 volte più spesso del ventricolo destro (5 mm). La CRESTA SOPRAVENTRICOLARE divide il ventricolo destro in 2 camere: la CAMERA DI RICEZIONE (che riceve sangue dall’atrio e ha una superficie irregolare) e la CAMERA DI EIEZIONE (o CONO ARTERIOSO che ha una superficie liscia). La camera di ricezione ha questa superficie irregolare per la presenza di TRABECOLE CARNEE. Tra le trabecole carne e quelle con forma conica prendono il nome di MUSCOLI PAPILLARI. Nel ventricolo destro i muscoli papillari sono 3. L’atrio non ha questa muscolatura. I muscoli papillari sono rivestiti internamente da tessuto endocardico. Sugli apici dei muscoli papillari si attaccano le CORDE TENDINEE anche loro composte da tessuto endocardico. L’altra estremità delle corde tendinee aderisce ai 3 lembi della valvola atrioventricolare. Le corde tendinee vengono messe in tensione grazie all’azione dei muscoli papillari per evitare il reflusso di sangue dal ventricolo all’atrio. Quando le corde tendinee sono in tensione i 3 lembi della valvola atrioventricolare si innalzano chiudendo la valvola. Osservo poi lo sbocco dell’ARTERIA POLMONARE. Anche qui troviamo i lembi valvolari. I lembi sono sempre 3 ma non sono appiattiti come quelli delle valvole atrioventricolari. Questi lembi sono a nido di rondine e per questo insieme prendono il nome di VALVOLA SEMILUNARE. Questa valvola è chiusa durante la diastole e si apre in sistole. C’è però una fase della sistole in cui entrambe le valvole sono chiuse. La sistole ventricolare è quindi divisa in 2 fasi: SISTOLE ISOMETRICA e SISTOLE ISOTONICA. Nella sistole isometrica sebbene i ventricoli si stiano contraendo, le valvole dell’arteria polmonare e dell’aorta sono ancora chiuse e dunque il volume ventricolare rimane invariato, così come il volume di sangue al suo interno. Nella sistole isotonica si verifica invece una modificazione del volume di sangue a causa dell’apertura delle valvole.

Tutto ciò che è stato visto per la parte destra del cuore vale anche per la parte sinistra. La parete dell’atrio è molto sottile. Osservando l’atrio sinistro apprezzo in alto l’AURICOLA SINISTRA. Posso osservare la convessità della FOSSA OVALE e gli sbocchi delle 4 VENE POLMONARI. Tra l’atrio e il ventricolo di sinistra c’è l’ORIFIZIO ATRIOVENTRICOLARE SINISTRO. Qui si attaccano i 2 lembi della VALVOLA MITRALICA o BICUSPIDE.

Osservo ora il ventricolo sinistro. Anche qui suddividiamo 2 camere: la CAMERA DI RICEZIONE e la CAMERA DI EIEZIONE. Il ventricolo sinistro ha uno spessore di 15 mm infatti il sangue deve fare un viaggio molto lungo e c’è bisogno di una maggiore quantità di tessuto muscolare (miocardio). Anche qui osservo le TRABECOLE CARNEE e i 2 MUSCOLI PAPILLARI. Nell’ORIFIZIO DELL’AORTA aderiscono i lembi valvolari a nido di rondine che insieme formano la VALVOLA AORTICA.

Quando una cellula miocardica viene stimolata, l’impulso si trasmette a tutti i cardiomiociti. Si dice infatti che il miocardio è un sincizio funzionale. Tra gli atri e i ventricoli c’è però una zona di isolamento elettrico di tessuto connettivo denso (o compatto o fibroso). Questo tessuto si dispone sugli orifizi valvolari e forma degli addensamenti che prendono il nome di TRIGONI. Il trigono fibroso di destra è perforato dal FASCIO ATRIOVENTRICOLARE. Il fascio atrioventricolare permette la comunicazione elettrica tra atri e ventricoli. Queste formazioni connettivali costituiscono lo SCHELETRO FIBROSO DEL CUORE. Il tessuto muscolare striato cardiaco presenta cellule cilindriche e mononucleate con nucleo centrale che prendono il nome di cardiomiociti. Tra 2 cellule contigue sono presenti complessi giunzionali detti DISCHI INTERCALARI, patognomonici del miocardio. I dischi intercalari sono costituiti dall’insieme di GIUNZIONI COMUNICANTI GAP (verticali) e DESMOSOMI (orizzontali). Le giunzioni comunicanti sono dei canali. Ciascun canale è formato da 2 connessoni costituiti da una rosetta di 6 connessine. Queste giunzioni permettono il passaggio di ioni e piccole molecole. Sulla base di ciò che è stato appena detto suddividiamo il miocardio in: MIOCARDIO COMUNE e MIOCARDIO SPECIFICO o SISTEMA DI CONDUZIONE DEL CUORE. Il miocardio specifico è diverso sia funzionalmente che morfologicamente dal miocardio comune. Entrambi i miocardi presentano cardiomiociti con capacità di autoeccitarsi ma il miocardio specifico è formato da cardiomiociti altamente specializzati che si autoeccitano e diffondono l’impulso con più rapidità.

In che zone del cuore si trovano questi cardiomiociti altamente specializzati? Vicino allo sbocco della vena cava superiore è posizionato il NODO SENO-ATRIALE. I FASCI INTERNODALI collegano il nodo seno-atriale al NO... (testo originale troncato).

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aurora.domogrossi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Morroni Manrico.
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