Secondo Machiavelli la politica è un disordine, è un problema. Il problema è
che la politica è come in bilico, da una parte è ripetitiva, in decadenza e
conservatrice, sono fenomeni più o meno uguali, ma dall'altra ci sono momenti
in cui la politica migliora.
Vuole spiegare come opporsi alla decadenza ed alla corruzione. Crede che se
abbiamo qualcosa di bello lo rovineremo, perché siamo pigri e serve uno
sforzo. La politica serve a rendere i cittadini virtuosi, qualcosa che possa
portare gli avidi, egoisti e pigri a diventare altruisti ed eroici.
La risposta a come ci si oppone alla decadenza è: con le armi, con la guerra.
Se un sovrano deve chiedere ad un altro le sue truppe, non ha libertà d'azione.
Secondo lui un buon sovrano deve fare una scelta rischiosa, ma che paghi:
arruolare i cittadini, la leva in massa. È colui che rende i cittadini virtuosi
costringendoli a combattere.
Politica significa partecipare perché non è solo strumento del sovrano, ma è
parte integrante della vita sociale, un cittadino con le armi difende la propria
libertà e quella della sua città.
A Roma i cittadini avevano il diritto di possedere ed usare le armi. La Roma
repubblicana era forte perché aveva un connubio tra leggi ed armi, ognuno
poteva esercitare violenza, per l'appunto Giulio Cesare è stato il più grande
criminale della storia.
La violenza è necessaria per permettere ai cittadini di esercitare la propria
virtù.
Fare la guerra è l'essenza della politica.
Sebbene il modello di Hobbes sia il più diffuso, il modello di Machiavelli, in
alcuni momenti (rivoluzione francese), viene adottato: il popolo si impegna ad
una violenza creativa (ghigliottina ecc) e porterà alla figura di un sovrano
principe (Napoleone) e porterà tutti gli uomini adulti a combattere.
Le tre facce della politica, la politica come scienza
• Politics (Organizzazione dei rapporti politici)
• Polity (Comunità politica)
• Policy (Politica pubblica)
Differenze tra filosofia politica e scienza politica
• Verifica empiricamente le affermazioni
• Spiega, non indica cosa sia meglio (filosofia)
• La scienza deve rimanere avalutativa
A cosa serve una definizione empirica?
• Indicare caratteristiche necessarie e ricorrenti (essenza)
Ci sono due condizioni necessarie: l'essenza della politica sta nella convivenza,
nel gruppo. La convivenza deve essere organizzata in base a rapporti di potere
(relazione verticale comando-obbedienza). Il gruppo, nel momento in cui
costituisce un "io collettivo" deve stare dentro a dei confini e deve lasciare
fuori qualcuno, si crea infatti anche il "non io": chi è dentro e chi è fuori. La
politica è Unione, ma allo stesso tempo è anche esclusione. Una relazione è
politica quanto più si avvicina alla contrapposizione tra amico e nemico (due
Stati che si confrontano in crisi diplomatica, si avvicinano all'assenza politica,
mentre due Stati che si fanno la guerra sono l'essenza della politica). Non
esiste una via di mezzo, o sei amico oppure nemico (Termini Manichei).
La politica ordinaria è quella delle istituzioni, quella straordinaria (momento
fondante della politica) è il momento di eccezione dove non ci sono ne regole
ne pace.
• Stabilire confini con altri ambiti (autonomia)
Quando un comportamento è politico anziché economico? L'impresa che
delocalizza può essere studiato dall'economia, ma anche dalla politica perché
ha conseguenze politiche.
La politica è diventata un ambito d'azione diverso dagli altri attraverso 4
tappe (Evoluzione storica): questa non è stata programmata.
• 1º tappa: Medioevo, potere temporale si separa da quello spirituale (politica,
economia e religione erano praticamente la stessa cosa)
• 2º tappa: il potere politico si libera dall'etica e dalla moralità. Ha regole ed
ha un'etica, che però è diversa da quella delle persone. Tutti hanno un
codice etico, ma il sovrano, come politico, deve rispettare anche delle
regole diverse. La responsabilità etica può entrare in conflitto con la
moralità personale (uno stato entra in guerra, ma i cittadini sanno che
uccidere è sbagliato, ma se è necessario va fatto).
• 3º tappa: sancisce l'indipendenza della politica dell'economia. La politica
stabilisce un confine molto chiaro tra l'attività economica (società civile,
sfera privata), e la sfera pubblica. L'economia è un ambito in cui la politica
può o non interferire, ma la politica può fare quello che vuole: lasciare
l'economia stabilendo un libero mercato, oppure può decidere di partecipare
stabilendo delle linee guida nel mercato e porre delle regole nel suo
funzionamento.
• 4º tappa: emancipazione della politica dal diritto. Il rapporto tra i due è
molto stretto (il parlamento, politica, legifera le leggi), ma per quanto
possano fare i parlamentari il presidente ecc, la politica ha la precedenza,
ammette l'eccezione alla regola in circostanza straordinaria, in cui la
politica impone lo stato d'eccezione. Ci sono ragioni particolari per cui le
leggi ordinarie non funzionano abbastanza bene (periodo brigate rosse, o
dopo 11/09 in America i cittadini vengo privati di alcuni diritti fondamentali).
Politics
Chi guadagna cosa? Da chi e come?
Che tipi di rapporti esistono tra gli attori politici?
In realtà non c'è una sola risposta, ma tanti processi.
Rapporti tra decisori politici, gli attori politici a volte tra loro si scambiano
favori, non corruzione, infatti alla base della democrazia c'è uno scambio (voto
per sedia). In altri sistemi i rapporti di potere sono di dominio (dittatura)
Centrale è nella politics la ricerca del potere. Chi ci partecipa sostanzialmente
ricerca il potere. Ma cos'è il potere? Nella forma più semplice è la capacità di
cambiare il comportamento di un altro (A ha potere su attore B, ed è in grado
di far fare a B cose che altrimenti non farebbe)
In politica avere potere significa instaurare una relazione di comando (alcuni
comandano ed altri obbediscono)
Come si fa ad ottenere l'obbedienza? Nella nostra società così variegata le
relazioni sono tendenzialmente conflittuali e bisogna mantenere il potere
quanto più a lungo possibile: se qualcuno ha il potere deve garantirsi la
conformità e deve fare in modo che chi deve obbedire lo faccia sempre, deve
rendere duratura la propria posizione di comando.
La prima relazione per farlo è la relazione di dominio: quando chi comanda
detiene il monopolio di una risorsa (esercizio del potere è a senso unico), il
problema però è che questa relazione dura finché chi comanda perde il
controllo della risorsa (violenza ad esempio).
Il secondo tipo di rapporto è basato sullo scambio: due parti dispongono di
risorse che servono reciprocamente (chi è dominato ha una capacità di
esprimere la propria opinione, democrazia) chi comanda deve comunque
sottostare a dei limiti, senza le risorse dei dominati, chi comanda non può
comandare. Il rapporto può durare a lungo, ma fino a quando le parti hanno
interessi congiunti, appena si hanno alternative migliori termina lo scambio.
Il terzo tipo è il rapporto di egemonia: quando la parte comandata accetta il
dominio perché lo ritiene legittimo, in sostanza si basa sul consenso di chi è
governato e fin quando c'è il consenso, il rapporto può continuare.
Chi comanda deve disporre di queste tre risorse fondamentali:
• Risorse economiche: comanda chi ha i soldi, trasformano la ricchezza
economica in ricchezza politica. Chi ha risorse economiche può premiare e
dare incentivi, ma è impossibile che un rapporto politico possa basarsi solo
su risorse economiche
• Risorse coercitive: il rapporto si basa sulla capacità di esprimere violenza
(non esiste sistema politico che non si basa su questa risorsa: in
democrazia abbiamo carceri, polizia ecc)
• Risorsa ideologica: si basa sulla capacità di avere delle idee, di dire cosa
è giusto e cosa è sbagliato, ciò che normale e ciò che non lo è. (Oggi la
schiavitù è inaccettabile, ma 100 anni fa era una prassi sociale che
permise di stabilire una relazione di potere)
Nessuna di queste risorse però è in grado di durare nel tempo.
L'autorità è quel principio che rende possibile l'accettazione del potere,
bisogna fare in modo che chi ha il potere venga riconosciuto come legittimo
(finché la mafia non ha autorità, rimarrà solamente un'organizzazione
criminale).
Principio carismatico: Napoleone ottiene poteri che nemmeno il re ha avuto
(generale diventa imperatore), leader autoritari si leggitimano in base al culto
della personalità (Hitler si attribuisce la figura di Fuhrer). Se il leader è solo
uno, l'amministrazione dello stato sarà scelta da lui stesso in base ad un
semplice criterio di fedeltà ed amicizia (convinzione eccezionalità del leader).
Di conseguenza il leader può fare ciò che vuole, se è straordinario, e la
struttura amministrativa dello stato è scelta dal leader, è composta dai suoi
fedeli. È un meccanismo di consenso di autorità
Principio tradizionale: il re sole riceve obbedienza perché è il re, ed il re
rappresenta la tradizione (potere politico viene tramandato in base alla
successione, si obbedisce a lui perché si obbediva al re precedente (suo
padre).
Diverse monarchie del golfo sono comandate da un sovrano che dispone di
una ricchissima rendita che fornirà benefici alla popolazione ed eredita la
corona, quindi la gestione pubblica, rimane privatistica, il sovrano userà
l'apparato legislativo per svolgere le funzioni così come gli pare. Le finanze
dello stato e le finanze del sovrano sono le stesse (può costruire un ospedale
pubblico con i suoi soldi). Regimi sultanistici
Principio legale: la legge (costituzione) stabilisce i ruoli, i poteri ed i limiti al
potere di un governo. Perché dovremmo obbedire a qualcuno che non abbiamo
eletto? Perché colui che comanda ha un'autorità di tipo legale e deve
sottostare a dei limiti. Le democrazie contemporanee sono basate su questo
principio (presidente USA ad esempio ha il limite di governare per Massimo 4
anni).
Polity
• Identità
• Confini
• Stato
Identità:
Confini: ogni comunità esclude chi è fuori rispetto a chi è dentro, ha un valore
imprescindibile
Stato: invenzione moderna dopo un processo durato secoli ed ancora in
evoluzione
Identità
Il concetto di nazione fa sì che delle persone si riconoscano come parte di
una comunità (Kurdistan non crede di essere parte dell'Iraq, ma non ha uno
stato). La Scozia ha un caso analogo: c'è un elemento unificatore ovvero la
convinzione che esista un legame comune che unisca una nazione (tradizione,
condivisione di usi e costumi), questa visione ci è stata imposta in modo forte
nell'ottocento da filosofi che dissero che abbiamo un problema a causa di
numerosi stati in Germania frammentati che vollero unire per via della
tradizione. Le nazioni nascono dalle guerre.
Si dà per scontato che ogni nazione abbia la sua lingua. Il riferimento
nazionale è utilizzato per legittimare l'esistenza di uno stato
La Religione può tenere insieme una comunità (stato d'Israele, creato
artificialmente basato sul criterio religioso). India (Hindu) vs Pakistan (Islam).
Osama bin Laden voleva costruire un califfato, una grande comunità di
credenti. La religione ha un impatto in politica e definisce i soggetti politici.
La Linguistica definisce una comunità (Belgio), anche se vivono
pacificamente insieme.
Diversi principi, a volte incoerenti. Di base ogni comunità si deve basare su
Eccezione: imperi multinazionali (Austroungarico) e multilivello (Unione
Europea).
Confini
Sacralità dei confini: sono parte costitutiva di una comunità, determinano
l'ampiezza dell'autorità. L'obbedienza e l'autorità sono valide solo all'interno di
determinati confini. Hanno una funzione costitutiva, determinano chi è dentro
e chi è fuori.
I confini sono chiusi o aperti? Corea del Nord molto chiusi: difficile entrare e
difficile uscire, difficile sapere ciò che accade all'interno. Bisogna attraversare
i confini se si vuole commerciare oggi. I confini possono essere fortificati
(muro di Berlino)
Due eccezioni: USA non avevano confini, ma frontiere.
Grandi imperi dell'antichità (romano)
Oggi è importante ricordare che non c'è comunità politica che non abbia uno
stato, ed è importante perché se si guarda la mappa politica troveremo 590
Stati riconosciti dall'ONU (non raffigura dubbi etnici, l'autorità politica più
importante oggi è lo stato). Il secondo motivo è qualitativo: qualsiasi autorità
politica chiede di essere riconosciuta come stato dalla comunità internazionale
(ONU), non come nazione. Chi fa parte di questo club ha poteri importanti, chi
non ne fa parte può avere religione, tradizioni eccetera, ma non potrà
governare lo stato.
Definizioni di stato
• La più alta espressione di potere politico
• Istituzione che detiene il monopolio legittimo della violenza
• Arbitro di ultima istanza nella soluzione delle controversie: si rende
indispensabile perché ci serve per vivere in pace e, basandosi sulla legge è
arbitro di controversie in modo migliore rispetto al passato e può far valere
le sue decisioni (se sei colpevole, vai in galera)
• Organizzazione che controlla la popolazione su un dato territorio: non
esiste stato virtuale, che viva senza territorio, oppure uno stato che abbia
un territorio senza popolazione. Il territorio dev'essere contiguo e gli Stati
tendono ad occupare delle superfici che sono facilmente delimitati, ma
l'identità nazionale pone in conflitto gli Stati (dove bisogna tracciare i
confini?)
Caratteristiche dello stato
• Diverso dalle altre organizzazioni: diverso da chiesa, mafia, ong... Lo stato
si considera superiore perché a differenza loro, è l'unica autorità politica, lo
stato svolge esclusivamente ed unicamente funzioni politiche (riguardanti la
sfera pubblica). Questioni private che riguardano la vita delle persone, le
condizioni le decide lo stato e bisogna obbedire.
• Lo stato è autonomo, quindi sovrano: non dipende da nessuno. Il suo potere
politico non dipende da altri attori. Si riconosce come massima autorità
politica, è sovrano e perciò non accetta alcuna interferenza. Il principio di
sovranità è importante sia all'interno, sia internazionale (di conseguenza gli
Stati sono liberi di fare ciò che gli pare al loro interno, dato che la sovranità
non accetta altra autorità, e internazionalmente, gli Stati vivono tra loro in
uno stato di anarchia, come degli uomini selvaggi). Gli Stati fanno accordi
tra loro, e se non vogliono rispettare gli accordi non c'è nessuno che può
punirli, se non gli Stati stessi.
• Centralizzato: la titolarità del potere è unica ed indivisibile. Abbiamo un
punto, istituzione che rappresenta il potere. Lo stato può essere
rappresentato da una sola autorità (nell'arena internazionale lo stato è
rappresentato da una sola autorità). Il vertice del potere è uno solo. La
Svizzera è un esempio di stato poco centralizzato (ogni cantone prende le
sue decisioni), mentre il tipico esempio di stato estremamente centralizzato
è la Francia (decisioni vengono prese a Parigi)
Evoluzione dello stato
È un processo che nasce in Europa. Lo stato è moderno, nasce alla fine del
feudalesimo e proprio in Europa per una serie di circostanze forse causali: il
feudalesimo si era evoluto su una base comune in tutto il continente (sulla
base dell'impero romano, tutti bene o male parlavano latino, diritto romano ed
una base economica comune: agricoltura di sussistenza). Alla fine del
Medioevo non si produce solo quello che si mangia, si produce di più. Questo
sì monetizza, diventa soldi, la moneta ha capacità di avere valore (nascono
banche ecc). Non a caso il processo di statalizzazione in Europa orientale
avverrà più tardi.
Lo stato è un'invenzione europea e dell'epoca moderna, tre grandi fasi:
• Consolidamento amministrativo e territoriale: ci sono autorità che si
allargano a scapito di altre (pdv geografico) e si consolida dal pdv
amministrativo. Lo stato ha bisogno di soldi, che tira fuori dalle tasse. Lo
stato cresce nel tempo (Francia, nasce più o meno in zona parigina che poi
si espande conquistando altri territori). La genesi dello stato non è pacifica,
avviene con conquiste e guerre (processo di espansione). Può essere
anche un processo d'integrazione (caso tedesco) per cui c'è una fusione
volontaria tra entità politiche diverse. Processo di frammentazione (ex
Yugoslavia). Il controllo del territorio avviene eliminando le fonti del potere
che potrebbero minacciare il sovrano. Questo processo avvenne sui binari
territoriale ed amministrativo perché avviene tramite guerre (i grossi
mangiano i piccoli, gli Stati hanno bisogno di fare la guerra, è un elemento
costitutivo) ciò perché i sovrani avevano bisogno di un esercito migliore per
poter vincere
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