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Appunti economia politica

Economia politica

L'economia politica è la scienza che si occupa dello studio e dell'analisi del funzionamento dei sistemi economici. È la scienza che studia l'attività umana nei rapporti economici e il comportamento umano come relazione tra il soddisfacimento dei bisogni in condizioni di scarsità delle risorse.

La microeconomia

La microeconomia è lo studio dei comportamenti economici individuali (del singolo agente economico). Il campo d'indagine della microeconomia si occupa dello studio delle scelte del consumatore, delle decisioni dell'impresa, del mercato e dell'equilibrio di mercato. Studia il comportamento razionale del singolo agente economico (consumatore, impresa) nelle scelte economiche, si occupa di analizzare il processo mediante il quale i consumatori e le imprese effettuano le proprie scelte in condizioni di scarsità di risorse disponibili. Queste risorse scarse devono essere allocate in modo efficiente.

Definizione: un sistema economico produce in modo efficiente quando non è in grado di migliorare le condizioni economiche di un individuo senza peggiorare quelle di un altro. L’efficienza può essere definita come il rapporto tra il risultato ottenuto e le risorse impiegate.

La frontiera delle possibilità produttive (FPP)

La FPP è lo strumento che rappresenta sul diagramma cartesiano le combinazioni di beni prodotti in modo efficiente al pieno utilizzo delle risorse e della tecnologia. In altre parole, indica la produzione massima di un bene X per ogni ammontare prefissato di un altro bene Y. Essendo ogni punto della curva di trasformazione al pieno utilizzo dei fattori, l'aumento della produzione di un bene può essere ottenuto soltanto con la riduzione della produzione dell'altro bene, per questo la FPP ha pendenza negativa. Ad esempio, in un sistema economico ipotetico le risorse possono essere utilizzate per produrre solo 10 automobili (bene Y), solo 10 trattori (bene X) o diverse combinazioni (x, y) dei due beni.

I punti al di sotto della curva sono combinazioni possibili della produzione dei due beni ma, essendo al di sotto della frontiera delle possibilità produttive, sono combinazioni non efficienti (sub-ottimali) poiché ottenute senza impiegare tutte le risorse a disposizione nel sistema economico. Ad esempio, nel punto sub-ottimale A sono prodotte soltanto 4 automobili e 4 trattori, contro le 9 automobili e i 5 trattori del punto di ottimo C. I punti al di fuori della curva sono, invece, combinazioni irraggiungibili poiché implicano un consumo di risorse superiore a quelle a disposizione nel sistema economico (es. punto B). I punti lungo la curva, come il punto C, sono combinazioni efficienti (o ottimali) della produzione poiché implicano l'utilizzo di tutte le risorse a disposizione.

Ad ogni punto di efficienza produttiva della curva è associato un determinato costo-opportunità che misura a quale tasso può essere sostituita la produzione del bene X con quella dell'altro Y in condizioni di efficienza. Il saggio marginale di trasformazione (anche detto costo opportunità) è determinato dalla derivata di x in y e rappresenta la pendenza della curva della FPP. SMT xy = dy / dx. La curva è concava, anziché lineare, per effetto della legge dei rendimenti di marginali decrescenti.

Spostando i fattori produttivi dalla produzione di un bene X all'altro Y, aumenta la quantità di produzione del bene X in termini assoluti ma con un incremento di produzione proporzionalmente decrescente. Ciò equivale a dire che, a parità di altre condizioni, la produzione di entrambi i beni consente di ottenere una situazione preferibile a quella della produzione di uno solo dei due beni. Il costo-opportunità in altre parole può essere definito come il sacrificio che un operatore economico deve compiere per effettuare una scelta economica. L'alternativa a cui si deve rinunciare quando si effettua una scelta economica è il costo opportunità. Ogni decisione umana implica una scelta tra diverse possibilità alternative. Il costo opportunità è il valore dei beni economici o dei servizi a cui si rinuncia quando un soggetto economico sceglie un'alternativa, ossia un altro bene o servizio economico.

Alla base del costo opportunità troviamo la stessa origine che dà luogo ai beni economici ossia la scarsità delle risorse. In condizioni di scarsità delle risorse, ciascun operatore economico per soddisfare i propri bisogni deve ricorrere alla produzione e allo scambio, allocando le risorse limitate allo scopo di massimizzare l'utilità. Quando un soggetto economico sceglie di acquistare un bene, impiega una parte della sua ricchezza per pagare il suo prezzo e, indirettamente, rinuncia a comprare altri beni o servizi. Ogni scelta economica implica un sacrificio. Ad esempio, Tizio non ha sufficienti soldi per comprare sia il bene A che il bene B. In tali circostanze il soggetto deve scegliere di acquistare soltanto un bene (es. A) e, così facendo, sacrifica l'utilità derivante dall'acquisto dell'altro bene (es. B) che non potrà acquistare. Ciò a cui si rinuncia facendo una scelta differente è detto costo opportunità.

Le risorse scarse: i beni e i servizi

  • Le risorse servono per soddisfare i bisogni. Esse possono essere beni o servizi. Ma cosa si intende esattamente con questi termini?
  • Le risorse sono lo strumento utilizzato per soddisfare i bisogni dell’uomo. In tal senso, le risorse si dicono utili, proprio in quanto sono in grado di soddisfare, seppure talvolta solo momentaneamente o solo parzialmente, un bisogno umano.
  • L’utilità è dunque la capacità di una risorsa di soddisfare un bisogno umano.
  • Un bicchiere d’acqua per una persona assetata è una risorsa utile, in quanto gli consente di soddisfare la propria sete.
  • Le risorse possono essere materiali o immateriali. Si definiscono beni le risorse materiali e servizi quelle immateriali, prive cioè di consistenza fisica. Sono dei beni, per esempio, l’acqua, il pane, la pasta, una casa, un’automobile, un quaderno, un PC, ecc. Sono invece dei servizi una conferenza, una lezione, un concerto, una visita medica, una consulenza di un avvocato, il trasporto con taxi, ecc.

Domanda e offerta: equilibrio di mercato

Domanda

Definizione: La curva di domanda è la relazione tra il prezzo di mercato di un bene e la rispettiva quantità richiesta, quando tutti gli altri elementi rimangono costanti. La teoria del prezzo considera la domanda dei consumatori come una curva decrescente posta su un grafico i cui valori sono il prezzo (P) e la quantità (Q). Questo significa che la domanda di un determinato bene, qualunque esso sia, è una funzione inversa del prezzo alla quantità Q = f(P). In altre parole la condizione che è alla base del ragionamento è che la quantità domandata diminuisce all’aumentare del prezzo e aumenta al diminuire del prezzo. Questa relazione inversa è rappresentata graficamente da una curva decrescente e, da un punto di vista matematico, dal segno negativo di una delle due variabili Q = f(-P). Al crescere di una variabile l’altra diminuisce e viceversa.

  • Il ragionamento che porta ad una domanda inclinata negativamente è abbastanza intuitivo: è infatti verosimile ritenere che i consumatori riducano la quantità domandata di un certo bene se il suo prezzo aumenta, mentre sono portati a domandarne di più se il prezzo si riduce.

Offerta

Definizione: La curva di offerta è la relazione esistente tra il prezzo di mercato di un bene e la quantità che i venditori sono disposti a vendere, quando tutti gli altri elementi rimangono costanti. Quanto abbiamo detto a proposito della domanda lo possiamo ripetere per l’offerta da parte delle imprese di un certo prodotto, qualunque esso sia.

Qui però notiamo che l’andamento della curva di offerta è crescente, perché esprime una relazione diretta tra la quantità offerta dai produttori ed il prezzo del bene. Più aumenta il P e più i venditori sono incentivati ad aumentare la quantità offerta sul mercato e viceversa. Anche questo è un ragionamento abbastanza intuitivo, perché il produttore che vede salire il P del suo bene è stimolato ad offrirne di più sul mercato, per aumentare il suo guadagno e viceversa in caso di diminuzione del P. Da un punto di vista strettamente matematico la relazione diretta tra P e Q nell’offerta di un bene è espressa dalla funzione Q = g(+P).

Sia la curva di domanda sia quella di offerta sono funzioni continue, cioè relazioni che affermano che per ciascun livello di prezzo ci sarà una corrispondente quantità che si è disposti ad acquistare o a vendere.

  • A questo punto per giungere alla situazione di equilibrio del mercato è sufficiente mettere insieme le due curve di domanda e offerta nello stesso grafico, ma prima definiamo il concetto di equilibrio di un mercato qualsiasi.

Secondo questa teoria della domanda e dell’offerta, un mercato è in equilibrio quando si determinano un P ed una Q scambiata che sono stabili, cioè destinati a perdurare nel tempo. Ogni altro valore, non di equilibrio, di queste due variabili (P e Q) comporta un’instabilità del sistema, perché le forze di mercato spingeranno sempre P e Q verso i valori di equilibrio. Vediamo ora in concreto come si forma l’equilibrio di mercato. Nella figura vediamo sia la funzione di domanda (decrescente), sia la funzione di offerta (crescente). Ricordiamo che i punti sulla curva di domanda indicano le quantità domandate dai consumatori, in quel mercato, per ogni livello di prezzo del bene, mentre i punti sulla curva d’offerta individuano, per ogni prezzo, le quantità che i venditori sarebbero disposti ad offrire. Ebbene, si dimostra, che la situazione di equilibrio si realizza nell’unico punto del grafico (E) dove la quantità domandata dai consumatori è uguale alla quantità offerta dai venditori a parità di prezzo. Ovvero c’è equilibrio quando il P è tale per cui le due quantità domandate e offerte sono esattamente le stesse. Solamente quando le due grandezze prezzo e quantità assumono i valori P* e Q* il mercato è in equilibrio, cioè stabile, senza tendenze alla modificazione.

  • Il punto E è l’unico punto che uguaglia la Q domandata e la Q offerta, determinando il prezzo (P*) e la quantità scambiata (Q*) d’equilibrio. Dal punto di vista grafico questo punto E è quello d’intersezione delle due curve, mentre in ottica matematica è quello per il quale le due funzioni di domanda e offerta si uguagliano:

(Q = f(-P)) = (Q = g(P)).

  • Ma perché l’equilibrio del mercato si forma proprio in quel punto?

Se il prezzo fosse più alto di quello di equilibrio, per es. P1, ci sarebbe nel mercato un eccesso di offerta, pari alla differenza tra Q2’ e Q1’, corrispondente alla distanza tra B e A. In questa situazione si accumulerebbero le scorte di magazzino a causa della merce invenduta, costringendo i venditori ad ordinare (o produrre) minor quantità di quel bene, per mancanza di domanda da parte dei consumatori. La restrizione della quantità offerta, accompagnata dal minor prezzo a cui gli offerenti sarebbero disposti a vendere pur di eliminare le giacenze di magazzino, spingono il mercato verso un prezzo più basso e precisamente verso il prezzo di equilibrio P*. Il discorso è analogo, ma speculare, nel caso in cui il mercato avesse un prezzo più basso di quello di equilibrio, per es. P2. Nel caso prospettato ci sarebbe un eccesso di domanda, pari alla distanza tra Q2 e Q1. Al prezzo P2 una parte dei consumatori non avrebbe la possibilità di acquistare il bene e vi dovrebbe rinunciare, per cui questi consumatori, pur di avere il bene che domandano, sono disposti a spendere un po’ di più. L’eccesso di domanda porta quindi a spinte al rialzo del prezzo, causate dalla mancata soddisfazione di alcuni consumatori. I venditori assecondano questi consumatori accompagnando l’aumento del prezzo con una maggiore offerta. Tutto ciò porta il mercato ad aumentare il prezzo, fino a raggiungere quello di equilibrio P*. In ambedue i casi, le tendenze del mercato si arrestano quando si raggiunge il punto d’intersezione tra le due curve di domanda e offerta.

Elasticità della domanda e dell’offerta

Un importantissimo concetto è quello di elasticità della curva di domanda o d’offerta. Diciamo subito che quello che affermeremo sull’elasticità della domanda vale anche per l’elasticità dell’offerta, tuttavia la più importante in assoluto è sicuramente la prima.

Cominciamo con la definizione: L'elasticità della domanda rispetto al prezzo misura la reattività della quantità domandata ad una variazione percentuale del prezzo, cioè indica di quanto varia la quantità domandata di un bene se il suo prezzo aumenta o diminuisce di una certa percentuale. In termini matematici l’elasticità è rappresentata dal coefficiente davanti alla variabile che si modifica (il prezzo). Per es. se questa è la funzione della domanda Q = a - bP, l’elasticità è data dal valore di b. In termini grafici l’elasticità è la pendenza della curva di domanda. Se, per es., aumentando il prezzo di una unità si determina, sulla curva di domanda, una diminuzione della quantità domandata...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lara.santini_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di fondamenti di economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Soregaroli Claudio.
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