Estratto del documento

Prof: Ceraolo Silvia, riceve nella stanza 217 il venerdì dalle 18 alle 19.30

(chiave d’accesso: Ceraolo7361, economia e tecnica degli scambi internazionali)

Testi: su e-learning si trovano le slides

+ Antonio di Meo, “Manuale pratico del commercio internazionale” ed. 2011 (cap. 1, 2 fino al paragrafo 2.3.2 incluso),

fotocopiabile in biblioteca + Maurizio Favaro “Manuale delle operazioni con l’estero” ed. 2011 (tutto tranne cap. 2, 4,

9, 12)

Esame: scritto a pc. 21 gennaio, 14 febbraio.

Ci occupiamo delle complessità connesse ai diversi aspetti delle operazioni internazionali e la scelta delle soluzioni

tecniche giuste, che è importante per il buon esito di un accordo commerciale all’estero.

L’obiettivo è di acquisire la conoscenza delle tecniche e comprendere i riferimenti alla vita reale. 20/09/2019

PERCHE’ OPERARE CON L’ESTERO

L’economia internazionale studia la natura, le cause e gli effetti delle relazioni internazionali.

Dove, come, quando e perché internazionalizzarsi?

→ passaggio da un mondo “a blocchi

-30 anni dalla caduta del muro di Berlino contrapposti” (Paesi sottoposti

all’influenza statunitense e a quella sovietica) ad una apertura fisica (comunque esistono ancora le frontiere);

-21 anni dalle compagnie low cost incremento dei trasporti internazionali e maggior accessibilità economica del

servizio aereo, quindi apertura logistica; →

anni dall’ingresso della Cina nel WTO il WTO è l’organizzazione mondiale del commercio e serve per

-14

liberalizzare il commercio internazionale, quindi apertura commerciale;

anni dall’ultima crisi finanziaria mondiale

-9 in seguito ad essa sono stati presi grossi provvedimenti che hanno

portato ad una apertura finanziaria; →

anni ca. dall’avvento massiccio del web

-25 possibilità di comunicare con maggior efficienza anche a distanza, quindi

c’è stata una apertura dell’informazione. in un’ottica internazionale. L’apertura al

In un mondo così interconnesso, non possiamo prescindere dal ragionare

mondo può rappresentare moltissime opportunità, basta saperle cogliere e agire consapevolmente, senza improvvisare.

Si parla di globalizzazione, che significa integrazione economica planetaria, in costante crescita.

Un’impresa operante in un simile contesto è internazionalizzata e coinvolge:

-beni, servizi e fattori produttivi (commercio);

-capitali (IDE);

-informazioni;

-competenze.

Il confine tra mercato interno ed estero è sempre più labile: esiste il mercato, non più la demarcazione tra mercato

domestico e mercato estero. Mercato: luogo in cui i soggetti economici stringono accordi e concludono operazioni

finalizzate a originare quei flussi di beni, servizi o mezzi finanziari che alimentano la loro attività.

Il commercio internazionale esiste per ottenere dai Paesi esteri prodotti a minori costi, di diverso tipo o di maggior

qualità rispetto a quelli interni: questi sono tutti fattori di competitività aziendale.

È stata esponenziale la crescita dell’export negli ultimi decenni, inoltre la crescita delle transazioni internazionali è

sempre stata di molto superiore alla crescita della ricchezza (PIL), anche se prima della crisi la crescita era molto più

significativa.

Internazionalizzarsi consente quindi di cogliere e sfruttare opportunità di business provenienti dai mercati esteri.

23/09/19

FATTORI CHE HANNO INFLUITO SUL CAMBIAMENTO INTERNAZIONALE all’estero;

1. Politica internazionale dei diversi paesi (WTO), dunque una politica di forte apertura commerciale 1

dell’affluenza

2. Sviluppo dei sistemi della logistica, rendono accessibile il traffico commerciale e dunque aumento

degli scambi;

3. Tecnologie dell’informazione: dati, informazioni, operare con nuovi strumenti e secondo nuove logiche;

4. Paesi emergenti, che rappresentano soggetti “pericolosi” in quanto hanno un tasso di crescita molto elevato, pressione

all’apertura dei mercati (luoghi di delocalizzazione,

competitiva, presentano un mercato molto ampio e hanno portato

fattori). con l’estero della strategia competitiva dell’impresa, scegliendo

Internazionalizzazione: apertura nuove combinazioni

di posizionamento (segmenti di mercato-prodotti-servizi-canali distributivi) e vantaggi (riproducendo il vantaggio

nazionale e/o creando nuovi vantaggi).

Si utilizza una logica proattiva cioè strategica, diretta a vendere i propri prodotti ai nuovi mercati e alla nuova clientela.

Globalizzazione: apertura dei mercati (volume degli scambi).

→mondializzazione (estensione geografica dell’operatività dell’impresa, ovvero l’incremento del raggio d’azione).

3 fattori collegati tra di loro: trasferimento/realizzazione all’estero di tutto o parte delle fasi

1. Internazionalizzazione produttiva: del processo

produttivo. Esistono:

parti del processo produttivo vengono realizzate all’estero tramite

-Frammentazione: join venture, outsourcing,

perfezionamenti attivi o passivi; all’estero.

-Delocalizzazione: produzione del bene finale integralmente

Es. acquisto e vendita all’estero di beni semilavorati, acquisto know-how e brevetti all’estero, accordi e partnership in

aziende estere e lavorazioni di parti all’estero.

internazionalizzazione dei capitali. Consiste nell’acquisto o vendita all’estero di

2. Internazionalizzazione finanziaria:

asset finanziari (azioni, obbligazioni); inoltre, può attuarsi indipendentemente dalle altre forme di internazionalizzazione

3. Internazionalizzazione commerciale: è la più comune forma di internazionalizzazione. Esistono:

-e commerce

-franchising all’estero di prodotti e servizi

-acquisto/vendita (import/export)

-acquisto/vendita di know-how, marchi, brevetti commerciali

-istallazione site di impianti chiavi a mano

-realizzazione di opere infrastrutturali (dighe, strade, ferrovie)

LINGUAGGIO TECNICO Beni e servizi di produzione estera venduti all’interno del paese

Importazioni (extra UE o UE): venduti all’estero

Esportazioni: Beni o servizi di produzione nazionale

Bilancia commerciale: Differenza tra valore delle esportazioni-importazioni

Avanzo (surplus) commerciale: Un paese esporta di più di quanto importa

Disavanzo (deficit) commerciale: Un paese importa più di quanto esporta

L’importanza del commercio internazionale per l’economia mondiale:

→ →

Globalizzazione Declino importanza degli Stati aumento ruolo delle unioni

Il commercio internazionale si organizza attorno a diversi poli d’attrazione strutturati sulla base di accordi di

integrazione commerciale ed economica:

-Unione europea (UE)

-NAFTA (Nord America e Messico)

-MERCOSOUR (America latina)

-ASEAN (Asia e Pacifico) →

Accelerazione della progressiva liberazione del commercio internaizonale WTO (World Trade Organization):

armonizzazione delle regole, gestione dei rapporti commerciali.

-164 paesi membri;

-Riduzione dazi medi dal 40% al 5%;

-Aumento 20 volte del volume del commercio mondiale dei beni manifatturieri:

-Regole di:

-Non discriminazione: La concessione fatta ad un paese va via via garantita a tutti

-Reciprocità: Chi ottiene una riduzione tariffaria deve parimenti concederla 2

-Divieto di ricorso quote, per limitare le importazioni

-Concorrenza leale: Non si possono intraprendere ritorsioni senza autorizzazione del WTO

-Trasparenza delle pratiche commerciali: Uso di tariffe doganali invece di altre barriere (tecniche, normative)

APERTURA DEL COMMERCIO UE

-UE: Ha un imponente programma di apertura con i nostri maggiori partner commerciali bilaterali

-28 accordi in vigore

-Se tutti i negoziati attualmente in corso si concluderanno positivamente, saranno coperti i 2/3 degli scambi UE. Tra gli

altri: India, Mercosour, Giappone, Asean.

-Incognita TTIP (transatlantic trade and investment partnership) 27/09/19

Le penalità hanno carattere progressivo per coloro che infrangono le regole del WTO. (es. interruzioni delle

trattative, provvedimenti politici).

Internazionalizzazione commerciale→ Realizzazione impianti: perché acquisto e vendo impianti (core

business)

INTERNAZIONALIZZAZIONE: VANTAGGI, RISCHI, RISORSE

L’internazionalizzazione è un’imprescindibile condizione strategica di sviluppo (e di sopravvivenza) aziendale.

Sulla base di questo presupposto, l’impresa decide:

- quante e quali RISORSE destinare allo sviluppo dei mercati internazionali;

- scegliendo gli obiettivi;

- valutandone COSTI e BENEFICI attesi (business plan).

LE RISORSE (pag. 42 a 46)

-Umane, che devono essere competenti (multilingue, conoscenze e capacità tecniche, abilità informatiche e

comunicative), flessibili e dinamiche (problem solving, improvvisazione, risposte in tempi brevi), motivate

mentalità aperta orientata all’estero,

(orientamento al risultato), capacità di lavorare in team; (check-up pag. 44)

-Finanziarie, interne e esterne (private: prestiti dai finanziatori, pubbliche: agevolazioni), da formalizzare in un piano.

Per effettuare operazioni di internazionalizzazione bisogna obbligatoriamente investire ingenti somme. (check-up p.45)

-Tecniche, infrastrutture (fisiche e virtuali), impianti, attrezzature, strumenti, materie prime, fonti energetiche. (tabella

check-up pag. 46)

-Organizzative, procedure, logistica, servizi (post sales), gestione documentale cioè operando a distanza la forma

diventa sostanziale, struttura ad hoc.

PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

BUSINESS PLAN

Serve per pianificare, riassumere e valutare le risorse per un progetto di internazionalizzazione, quindi valutarne la

fattibilità finanziaria. Si tratta di previsioni del progetto e analisi della realtà aziendale in termini di risorse,

organizzazioni, funzioni.

Contiene una serie di informazioni quali:

-Analisi del settore di attività e del mercato target, anche in riferimento alla concorrenza

-Presentazione del progetto

-Investimenti e costi correlati

L’obiettivo è quello di trasformare il rischio generico in rischio calcolato (gestione del rischio), cioè dobbiamo sempre

calcolare i rischi del nostro operare per utilizzare gli strumenti tecnici che ci consentano di minimizzare che ciò avvenga

e in subordine avere gli strumenti e risorse finanziarie, umane, tecniche, organizzative per minimizzarne gli effetti e

ridurre la probabilità.

Rischio: situazione di incertezza o possibilità che possa verificarsi un evento indesiderato, il cui accadimento può

provocare danni all’azienda che lo subisce.

➔ Informazioni per esportare e fonti normative: da pag. 47 a 64.

➔ DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE

I RISCHI

Sono amplificati dalla diversità dei mercati esteri, a causa di:

- Culture, lingue, consumi, costumi, gusti; 3

- Usi e consuetudini;

- Gestione & tecnologie;

- Incertezza, insicurezza;

- Tecniche di negoziazione e business practices;

- Livelli di reddito pro-capite (capacità di spesa);

- Concorrenza;

- Forme di governo;

- Differenze istituzionali;

- Quadro normativo;

- Valute, banche, pagamenti;

- Regimi doganali, normative tecniche, di conformità e sicurezza e garanzia.

I rischi si dividono in: di impresa, economico, di credito, monetario, paese, gestione documentale (revoca ordine,

aumento costi, preventive escussioni del credito).

Rischio d’impresa: (legato all’attività d’impresa) alea che caratterizza ogni attività d’impresa. Sui mercati esteri è

aggravato dalla diversità, dalla minore conoscenza del mercato, dei concorrenti, della distribuzione, della normativa,

sostanziale svantaggio che l’azienda si trova a dover

delle tecniche e consuetudini ecc, oltre che dalla posizione di

affrontare nella fase iniziale di approccio.

(variabili macroeconomiche) Relativo all’andamento della domanda sui mercati

Rischio economico: internazionali,

alcuni dei quali caratterizzati da un alto grado di incertezza e di volatilità (specialmente quelli caratterizzati dai maggiori

tassi di crescita, e come tali, più appetibili). Possibili contrazioni repentine della domanda diversificazione (offerta

prodotti + mercati) pagamenti dilazionati. Al momento del pagamento, può verificarsi un’insolvenza

Rischio di credito: tipico dei di diritto

Insolvenza di diritto: mancato pagamento accertato da un’autorità giudiziaria;

o di fatto (rischio commerciale).

insolvenza di fatto: non accertato da un’autorità, non è materialmente possibile incassare (es. irreperibilità del debitore).

Caratterizza ogni relazione economica ma la valutazione in ambito internazionale di questo rischio è più complicata per:

-Rischi non noti;

- Rischi non presenti nel mercato domestico;

-Difficoltà o non convenienza o impossibilità di fatto di intraprendere azioni legale per il recupero del credito (soprattutto

extra UE).

Tale rischio si caratterizza principalmente in un rischio di natura commerciale o/e politica.

Per tutelarsi bisogna:

→Profilare (informarsi) preliminarmente la controparte (misure estere e/o database specializzati)

→Scegliere il mezzo di incasso più adeguato

→Avvalersi di strumenti tecnici, cioè garanzie bancarie

→Avallo crediti (garantire)

→Scegliere il tempo di pagamento

→factoring pro soluto

→assicurazione crediti export

Rischio monetario/di cambio: deriva dalle fluttuazioni dei valori monetari. Dal momento che il prezzo e la valuta in

cui dovrà avvenire di pagamento sono stabiliti al momento del contratto, in presenza di dilazioni di pagamento

significative l’azienda è esposta al rischio di riduzione di valore della transazione dovuto alla svalutazione della moneta

rispetto all’euro. Può essere sia positivo sia negativo (è l’unico rischio).

estera

Ci conviene quindi effettuare transazioni in valuta nazionale, per essere certi di quanta moneta si dovrà utilizzare

(acquisti) o si incasserà (vendite) al momento di effettuare o ricevere un pagamento.

L’introduzione della moneta unica europea ha eliminato il rischio per le imprese dei Paesi UE.

→ Operazioni pronti c/termine su divise: acquisto (o la vendita, se sono l’acquirente) a termine con “prezzo a pronti” di

dell’operazione + o –

una valuta contro valuta differente ad una futura ad un cambio fissato, pari al cambio alla data il

della valuta è inferiore a quello dell’Euro (= euro si svaluta =

delta di interesse tra euro e valuta. In sintesi, se il tasso

Paesi a basso rischio o economie in recessione), il cambio a termine sarà superiore a pronti. 4

Scopo: Sterilizzare le variazioni del cambio facendo un’operazione di segno contrario

→ Operazioni di copertura sul cambio (compravendita di swap, opzioni, call/put), simile all’operazione di

sterilizzazione (quella sopra).

→ l’impresa ha ricavi in valuta configurativi e in una certa misura

Finanziamenti in valuta quando stabili su una certa

area. Solitamente si apre un conto corrente valutario con cui ci si indebita a b/ e si ripaga con gli introiti (sterilizzazione

attraverso un finanziamento bancario). 30/09/19

Rischio di tasso/finanziario: in caso di dilazioni di pagamento, può derivare dal differenziale tra i tassi (variabili)

praticati dal mercato/banche e i tassi (fissi e più bassi) applicati nelle dilazioni ai clienti internazionali, quindi ci si trova

in una situazione di esposizione finanziaria. tassi d’interesse commerciale

Questi ultimi si chiamano CIRR: commercial interest reference rates, e sono di

riferimento segnalati dall’OCSE. Non è obbligatorio utilizzarli. Quelli praticati dalle banche si chiamano Euribor o

Libor.

Questo rischio ha effetti sull’equilibrio finanziario: se il costo del denaro è estremamente alto nel mio mercato e se non

si è accorti con la gestione finanziaria nell’azienda, si possono creare forti squilibri finanziari nell’impresa, arrivando a

comprometterne salute e sopravvivenza. all’export.

Per ovviare a questo rischio: assicurazioni dei crediti

Rischi di revoca dell’ordine: quando in cui si avvia una trattativa commerciale per finalizzare un ordine, può capitare

che dal momento del perfezionamento del contratto a quello della consegna, tale ordine venga revocato dal cliente o egli

non lo prenda in consegna, mentre il venditore ha già subito diversi costi (es. produzione, assicurazione), per cui

l’acquirente deve risarcirlo. È un rischio particolarmente grave in caso di:

-produzioni su commessa (il prodotto è realizzato per quel particolare cliente, per cui difficilmente si riuscirà a venderlo

ad altri clienti);

-merce già spedita (mancato ritiro), con la conseguenza di un possibile mancato incasso + spese (immagazzinaggio,

rientro della merce nel Paese…).

Per minimizzare questo rischio, è opportuno:

-profilare la controparte, cioè accertarsi con chi si sta concludendo un affare e verificarne la serietà;

-avere informazioni normative e tutele giuridiche (contratto) del Paese a destino. Non posso dare per scontate le mie

condizioni senza considerare che il mio contratto avrà effetti anche in un Paese diverso dal mio, devo essere molto

accorto nello stabilire le clausole dell’accordo (elementi essenziali, legge applicabile, foro competente per eventuali

controversie;

un’attenta

-fare scelta del mezzo di pagamento (modalità e tempistiche di riscossione). Devo slegare il pagamento dalla

che l’acquirente non paghi, quindi

possibilità porre più attenzione se non conosco bene la controparte (es. paga prima

della consegna, copertura assicurativa), in caso contrario posso invece permettermi di essere più elastico.

l’acquirente,

Per il rischio di traduce nel rischio di non ricevere la merce o che essa non sia conforme a quella or

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher letiziaarmanni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e tecnica degli scambi internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Ceraolo Silvia Adele.
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