Innovazione nel pensiero economico classico
Nella teoria classica, il prodotto sociale rappresenta il valore aggiunto realizzato nel periodo di tempo considerato dall’economia di uno Stato e viene distribuito tra le tre classi sociali: proprietari terrieri, capitalisti e lavoratori. Esiste quindi una relazione tra le variabili produttive e le variabili distributive che consente al sistema economico di riprodursi.
Pensiero economico di Adam Smith
Adam Smith studiava la relazione tra cambiamento tecnologico, divisione del lavoro e mutamento strutturale dell’economia in base a rendimenti marginali crescenti. Ha osservato che in un’impresa il progresso tecnico viene incorporato nei beni capitali e questo ha avuto effetti sulla produttività in quanto è stata introdotta una maggiore specializzazione e occupazione tramite la sostituzione di parte della forza lavoro.
Il prodotto sociale aumenta in ragione dell’incremento di produttività dei lavoratori, che dipende dalla divisione del lavoro, a sua volta legata alla meccanizzazione, e quindi dall’applicazione del progresso tecnico alla produzione.
Limite: dimensione del mercato
- Se ci si rivolge a un piccolo mercato, esso non supporterà la divisione del lavoro necessaria per avere dei benefici sulla produttività del lavoro stesso.
- Se ci si rivolge a un mercato grande, la dimensione del lavoro è tale da sostenere un’elevata quantità di produzione e quindi un aumento di produttività. Con l’aumento di produttività bisognerà che ogni attività verrà suddivisa e quindi ci sarà una specializzazione dei compiti in ogni attività. Quindi l’aumento della divisione del lavoro consente l’apprendimento per esperienza.
Pensiero economico di Ricardo
Ricardo studiava che i rendimenti marginali siano decrescenti secondo cui la produzione ha un solo fattore fisso: la terra. La produzione ha dei terreni fertili fino a un certo livello per poi non essere più produttivi. Se si vuole aumentare il numero dei terreni coltivati, andando anche in terreni non coltivati, è necessario l’utilizzo di strumenti tecnologicamente più avanzati.
Il ruolo del processo di accumulazione avviene tramite l’acquisto di produzione e l’utilizzo di macchinari al fine di accumulare la produzione sfruttando terre meno produttive. La produttività marginale del capitale e del lavoro decresce con l’accumulazione fino ad arrivare al punto in cui nessun profitto viene generato.
Il saggio dei profitti dipende da condizioni tecniche e dal saggio salario (in relazione inversa) quindi i rendimenti marginali sono decrescenti. Il processo di sviluppo per poter continuare ha bisogno del progresso tecnologico.
Conseguenze del progresso tecnologico
Introducendo nuovi macchinari con tecnologie più avanzate, si ha un effetto di sostituzione dell’occupazione in cui il bene per essere prodotto ha bisogno di un minor numero di lavoratori. Inoltre, si ottiene una possibile riduzione dei costi di produzione e si può produrre di più. Questi effetti vengono chiamati Labour-Saving. Essi sono stati sistemati e utilizzati nella Teoria di Compensazione, che dice che gli effetti labour-saving vengono compensati da:
- Forza lavoro necessaria per produrre le nuove macchine.
- Aumento della domanda come conseguenza della diminuzione dei prezzi dovuta al progresso tecnologico.
Pensiero economico di Marx
Marx studia come il progresso tecnico è un processo sociale in cui da un lato viene studiato il settore utilizzato in macchine e dall’altro viene studiato il ruolo che i conflitti di classe hanno come stimolo del progresso tecnico.
Focus su tecnologie digitali, servizi privati e pubblici e foresight tecnologico
Industria e servizi Italia-Germania
Osservando la quota di valore aggiunto e la quota di ore lavorate nel 1970 e nel 2014, suddivisa fra industria, servizi di mercato e servizi non di mercato per due paesi, l’Italia e la Germania, si nota che per entrambe le quote dei paesi, dal 1970 al 2014, le industrie sono diminuite mentre i servizi di mercato sono aumentati fortemente e anche quelli non di mercato, anche se un po’ di meno.
Osservando la produttività relativa, si nota che in Italia l’industria non è particolarmente aumentata ma nei servizi sono a livelli leggermente superiori rispetto a quelli dell’industria.
Cambiamento strutturale, produttività e innovazioni
I paesi sviluppati stanno sperimentando una progressiva riduzione dell’importanza del settore industriale (inclusa la manifattura) che prosegue da diversi decenni. L’innovazione è andata di pari passo con un forte aumento delle attività di servizio, cioè di accompagnamento sia nella gestione della produzione che nella fase post vendita dei prodotti. Questo è riscontrabile osservando il peso delle attività dedicate ai servizi. C’è stato un cambiamento strutturale nei paesi sviluppati e buona parte dell’innovazione tecnologica viene sviluppata in settori manifatturieri. C’è la paura che la scomparsa del settore manifatturiero porti a un rallentamento della crescita economica (Baumol disease). I paesi emergenti stanno seguendo un trend diverso da quelli sviluppati in quanto c’è una deindustrializzazione prematura, cioè "picco manifatturiero", che avviene a livelli più bassi di reddito pro-capite.
Produttività nei servizi
Nei servizi di mercato, è possibile calcolare il valore aggiunto (ricavi al netto dell’acquisto di beni intermedi). L’evoluzione del tipo di servizi rende difficile valutare le variazioni nel tempo della produzione del settore (aumento ‘reale’ o ‘nominale’? qualità o quantità?).
Nei servizi pubblici non è neppure possibile misurare il valore della produzione dei servizi perché non esiste un “fatturato”. La contabilità nazionale valuta i servizi pubblici in base al loro costo di produzione, quindi è difficile calcolare misure di produttività.
I servizi vengono utilizzati nelle innovazioni:
- Prodotto;
- Processo;
- Organizzativa;
- Marketing;
- Ambientale.
L’innovazione di prodotto e di processo nel settore dei servizi (esclusi i servizi pubblici) è presente nelle imprese con strutture più grandi e meno presenti nelle imprese con strutture più piccole. Quindi il settore dei servizi è presente in maniera graduale in base alla dimensione dell’impresa.
Se si osserva la quota di lavoratori con alte qualifiche presenti nei soliti aggregati di attività (utilities, manifattura, servizi), si nota un andamento crescente in tutte e tre gli aggregati di attività ma con un incremento più elevato proprio nei settori dei servizi.
Il settore dei servizi è spesso visto come un settore “stagnante” perché:
- Non si crea innovazione tecnologica;
- Ha limitate possibilità di aumenti di produttività.
Ciò nonostante, la produttività del lavoro nel settore dei servizi, seppur caratterizzata da una crescita relativamente lenta, tende ad essere al di sopra della media della produttività dell’economia, quindi il cambiamento strutturale porta ad aumenti di produttività. L’innovazione nei servizi c’è, ma è diversa rispetto all’innovazione nell’industria.
Innovazione del servizio
L’innovazione nei servizi “di mercato”, seppur diversa rispetto all’innovazione nell’industria, risponde a incentivi molto simili:
- Aumentare il potere di mercato e i profitti;
- Aumentare l’ingresso di concorrenti;
- Aumentare le quote di mercato.
L’innovazione nei servizi “pubblici” risponde a logiche molto diverse come l’interesse pubblico e la creazione di valore. Nell’innovazione dei servizi si ha miglioramenti di efficienza come le innovazioni di processo:
- Nell’adozione di tecnologie sviluppate e prodotte dal settore manifatturiero;
- Nella combinazione di prodotti esistenti per ridurre i costi di produzione del servizio;
- Nel ruolo fondamentale delle innovazioni organizzative per la riduzione dei costi;
- Nelle ICT che hanno contribuito a un radicale cambiamento nella tecnologia di fornitura dei servizi.
Si hanno anche servizi nuovi o migliorati nelle innovazioni di prodotto. Mentre per i prodotti tangibili è facile confrontare il “nuovo” con il ‘vecchio’ prodotto, con i servizi non c’è una distinzione netta. Le imprese nei servizi hanno “clienti attivi” nell’innovazione (es. ICT, software).
Caratteristiche dei servizi e rapporti
Alcune delle caratteristiche dei servizi (che sono presenti nei servizi pubblici) possono essere:
- La tangibilità,
- Interattività,
- Il fattore tempo,
- La natura sociale,
- Il consumo collettivo,
- I rapporti diretti e indiretti con i consumatori.
Queste caratteristiche hanno un impatto sulla produttività nei servizi di mercato. Le relazioni che si instaurano all’interno della produzione e dell’utilizzo dei servizi, in particolare sia fra fornitori di servizi sia con i clienti e con i beneficiari dei servizi stessi, sono state oggetto di studio in maniera piuttosto articolata. Mostrano che vi sono una serie di aspetti che, con un approccio multidisciplinare, sono da considerare per analizzare l’innovazione. In particolare ci si chiede:
- Perché si innova e per chi;
- Che cosa si innova;
- Come si innova;
- Che tipo di risorse vengono implementate e con quali metodi e quindi con che cosa, con chi si collabora.
In molti casi l’innovazione nei servizi consiste in un crescente contributo dell’utente nella fornitura dei servizi. Il cliente diventa co-produttore in quanto produce il servizio con il fornitore (es. prenotazioni online di viaggi, hotel, montaggio di mobili, separazione dei rifiuti). In pratica noi, come beneficiari dei servizi, realizziamo una serie di operazioni in cui possiamo sia partecipare che lasciare dei feedback che contribuiscono alla definizione di miglioramenti del prodotto o servizio.
Le caratteristiche dei servizi e diverse forme di innovazione. I servizi:
- Nel processo e prodotto sono della stessa natura intangibile e non sono rigidamente distinguibili. Sostanzialmente non c’è un prodotto del servizio che può essere immagazzinato;
- Hanno una natura relazionale che implica una partecipazione attiva del soggetto economico a cui sono destinati (es. un servizio sanitario) o vengono consumati (es. viaggio in treno);
- Sono effettuati all’interno di altre attività.
Per questi motivi diventa difficile catalogare e quantificare l’output. I servizi sono delle applicazioni di competenze specialistiche (conoscenze e abilità) che vanno a beneficio di altre identità o anche di entità stesse all’interno della quale si realizzano. Ciò consente di contestualizzare in un insieme di relazioni con altri soggetti.
Classificazione diverse dei servizi
I servizi possono essere classificati in base alla trasformazione:
- Trasformazione fisica soprattutto di beni come servizi manutenzione, logistica ecc..;
- Trasformazione dell’informazione come call center, servizi editoriali ecc..;
- Basati sulla conoscenza (Knowledge Based Services KBS) tra questi i Knowledge Intensive Business Service KIBS che sono servizi che offrono input ad alta intensità di conoscenza per processi di business di altre organizzazioni (es. servizi di ricerca);
- Trasformazione delle persone come i servizi estetici, sanitari.
Una distinzione si fa tra servizi embodied ed embedded. I servizi embodied sono quei servizi che vengono sviluppati nel processo produttivo come il processo agricolo e manifatturiero (es. fornitura, energia, trasporti, telecomunicazioni, …). I servizi embedded sono quei servizi che vengono erogati al punto di vendita (es. servizi finanziari, manutenzione, riparazione, leasing …) che poi seguono la vita del prodotto (servizi post vendita).
Questa distinzione è importante perché, soprattutto nei servizi embodied, si andrà a cercare il valore di ciascun gruppo dei servizi nel posto giusto. Nei servizi embodied si cercherà nel processo produttivo e nei servizi embedded si cercherà dalla vendita in avanti.
I servizi embodied sono molto interessanti nella valutazione della partecipazione alla generazione al valore di alcuni prodotti. Un esempio può essere lo studio IPOD fatto nel 2013: l’assemblaggio generava per gli assemblatori cinesi circa 4 dollari per unità che erano poco dell’1% rispetto a quello americano che ne valeva 300. Complessivamente, i singoli contributi che vengono descritti e valorizzati contribuiscono a un valore complessivo dell’oggetto per circa il 50%. Il resto è il concetto e la progettazione (design) dell’IPOD.
Approcci delle innovazioni nei servizi
- Le innovazioni nei servizi non seguono una traiettoria tecnologica, ma riflettono la combinazione tra la creatività della base sociale interna all’impresa (intra-firm entrepreneurship) e la strategia del management;
- Sono collegate al processo già in atto di generazione dei servizi, influenzati dall’interazione con i fornitori e con i clienti, emergono accidentalmente.
Innovazione come processo. Gallouj e Weinstein (1997) adottano un approccio cosiddetto “integrativo” e definiscono i servizi in base alle loro caratteristiche, distribuite su tre livelli: competenze, tecniche e finali, cioè il beneficio ottenuto dal cliente del servizio. Questo approccio è combinazione delle competenze (interne ed esterne) mobilitate e delle caratteristiche tecniche (materiali e immateriali) dei sistemi utilizzati.
Innovazione distribuita e modello open innovation (OI)
Il modello ID implica il superamento della sovrapposizione nella stessa organizzazione delle fasi del processo di innovazione, inclusa quella del finanziamento, che possono essere disgiunte, e quindi il passaggio da un modello “chiuso” di innovazione ad un modello “aperto” di innovazione.
Un modello in cui le imprese aumentano il rendimento dalla propria attività innovativa e proprietà intellettuale allentando il controllo su entrambe.
All’interno di questo gruppo di innovazioni distribuite trovano spazio:
- Open innovation;
- User innovation;
- Innovazione cumulativa;
- Free SW e Oss.
Chesbrough (2003) definisce il modello OI di disarticolazione che sarebbe distribuzione dei ruoli, dal punto di vista dell’impresa, in relazione al vantaggio economico (riduzione dei costi e del rischio) derivante dall’esternalizzazione delle fasi di:
- Finanziamento,
- Generazione e
- Commercializzazione dell’innovazione.
Per quanto riguarda il finanziamento, esistono due tipologie di soggetti finanziatori:
- Investitori: al bilancio di R&S dell’impresa integrata si sono aggiunti nel tempo altri soggetti intermediatori che operano il venture capital, i quali agiscono per far uscire dalle imprese o dalle università idee e progetti e condurli al mercato tramite la costituzione di imprese start-up;
- Benefattori: si tratta di organizzazioni (agenzie pubbliche di ricerca, fondazioni pubbliche e private) che in prevalenza finanziano le prime fasi della ricerca di base per coltivare un vivaio di idee da cui poi selezionare i progetti di innovazione promettenti.
Per quanto riguarda la generazione, esistono quattro tipi di organizzazioni che sviluppano innovazione:
- Esploratori: spesso spin-off di laboratori precedentemente affiliati a grandi imprese;
- Mercanti: finanziano l’innovazione esclusivamente allo scopo di percepire le royalties connesse allo sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale – IPR (ad esempio, i patent trolls);
- Architetti: forniscono servizi di collegamento tra diverse fonti di innovazione nella generazione di CoPS e in questo modo si ritagliano uno spazio che ha una sua utilità per gli operatori che non hanno messo in contatto (viene citato il caso di Nokia, che aveva acquisito una posizione di leadership nella telefonia cellulare facendo leva sulla promozione dello standard GSM e affidando all’esterno la ricerca e lo sviluppo del dispositivo adatto per implementare quello standard, che le ha poi consentito di diventare leader nel mercato mondiale dei cellulari);
- Missionari: sviluppano una tecnologia non a scopo di profitto, ma per servire una causa (ad esempio, il movimento per il software libero, lanciato da Richard Stallman nel 1983).
Per quanto riguarda la commercializzazione, esistono due tipi di soggetti che operano questa funzione:
- Innovazione marketing: questi soggetti si dedicano esclusivamente al marketing e ad identificare segmenti di domanda sul mercato verso cui indirizzare determinati risultati della R&S, traendo profitto dall’intermediazione tra ricerca e consumatori, senza svolgere compiti di R&S in proprio (“la maggior parte dei farmaci inclusi nella linea di produzione di Pfizer hanno origine all’esterno di questa impresa”);
- Centri one-stop: questi agenti offrono un insieme di servizi tecnologici ai propri clienti. L’aggregazione di servizi avviene indipendentemente dall’impresa di provenienza dell’offerta, e quindi si può trattare anche di imprese in competizione tra loro. L’innovazione consiste nella capacità di servire adeguatamente le necessità dei clienti e di trarre profitto da questa intermediazione. (Hesbrough cita il caso di IBM Global Service, che fornisce servizi IT ad altre imprese, installando hardware e software anche non IBM, allo scopo di offrire la soluzione migliore ai propri clienti).
User innovation
Questo approccio si differenzia da quello di OI in quanto mette al centro l’impresa e i suoi rendimenti commerciali perché invece adotta la prospettiva dell’utilizzatore e valuta i benefici in termini di utili.
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