Economia dei settori
I confini dell’arena competitiva
Il modello di riferimento: Permette di studiare un’arena competitiva.
G li economisti pensavano che vi sia una conseguenza da sinistra verso destra (ragionamento logico
consequenziale). Non è del tutto vero, possono anche avvenire reciproche influenze (frecce).
(Ambiente esterno comune a tutti:) Comportamento delle imprese Performance (risultati)
Struttura del mercato
Analisi della domanda
Analisi dell’offerta
Arena competitiva: Un mercato/settore è una porzione del sistema economico nella quale sono
aggregate imprese simili che offrono prodotti simili e sono tra loro indipendenti.
I nomi dei sottoinsiemi che costituiscono la piramide “sistema economico”:
• Mercati o settori o industries o business area: intendono un insieme d’imprese simili in concorrenza
tra loro. Arena competitiva
Bain: Regola empirica per determinare i confini dell’arena competitiva-> regola del 50%.
Due imprese appartengono allo stesso settore quando condividono almeno il 50% della domanda (clienti
reali e potenziali) e almeno il 50% dell’offerta (fornitori reali e potenziali).
Le due condizioni devono coesistere contemporaneamente.
La lettura economica
Schema neoclassico tradizionale Walrasiano: il sistema economico viene risolto distinguendo ogni
gruppo per il tipo di merce prodotta. Il carattere fondamentale per considerare più imprese appartenenti ad
uno stesso mercato è quello della similitudine tra prodotti (similitudine tra prodotti: capacità dei prodotti di
soddisfare uno stesso bisogno dell’uomo).
• Marshall (1890): Concorrenza perfetta: mercato concorrenziale dove vi sono molti prodotti
perfettamente sostituibili tra loro, non vi è presenza di barriere all’entrata.
Chamberlin e Robinson (1933): Concorrenza monopolistica: prodotti differenziati, adempiono la stessa
funzione, ma non sono uguali tra loro. Chamberlin intuisce che possono essere evidenziate diverse
ampiezze del settore a seconda del grado di interdipendenza tra gli agenti.
Kaldor (1935): Interdipendenza ed elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo, per comprendere
il grado di sostituibilità tra prodotti (prodotti succedanei). Emerge anche il criterio d’interdipendenza tra gli
agenti, interdipendenze che deve sussistere perché due imprese/prodotti appartengono a uno stesso
contesto competitivo.
Chamberlin e Andrews (1950): Similarità dei processi produttivi, imprese che utilizzano simili processi
produttivi, se lo adottano sono nello stesso mercato/settore.
Robinson (1953): L’industria è diversa dal mercato. Distinzione tra il concetto di settore (con il suo output)
e concetto di mercato (offerta).
Triffin e Lange (fine anni 50): rimane l’insoddisfazione sulla definizione di settore.
Difficoltà nella definizione di un settore, poiché appena abbandoniamo il criterio della perfetta sostituibilità
tra prodotti nel mercato, otteniamo il problema che tutti i prodotti sono più o meno sostituibili e competono
tra di loro.
• Lange: un concetto di merci e settori non può essere classificato in maniera oggettiva.
3 criteri di aggregazione che le imprese di uno stesso settore devono avere: i “pesi” sono
soggettivi.
• Prodotti simili: sostituibilità tra beni o servizi (sostituibilità sul lato domanda).
• Imprese simili: similitudine dei processi produttivi (sostituibilità sul lato dell’offerta).
• Elevata interdipendenza tra produttori.
I contributi degli economisti industriali
Un settore è formato da imprese che sono tra loro in concorrenza diretta o indiretta.
Monomigliano (1975): alta capacità di sottrazione della domanda di mercato.
Jacqueimin (1975): il settore raggruppa beni che abbiano legami di sostituibilità o complementarietà.
Il concetto di concorrenza diretta: vi è concorrenza diretta se è rispettato il sistema in formula.
Due imprese sono in concorrenza diretta se condividono almeno un consumatore potenziale.
La concorrenza indiretta: quando esiste una catena di concorrenza tale che A concorre con B, B con
C o A con C.
La concorrenza allargata (Porter 1980)
Analisi della concorrenza:
• Potenziali entranti: concorrenti potenziali che hanno di fatto la capacità di entrare in un settore.
• Comportamento dei clienti: il loro potere contrattuale.
• Prodotti sostituiti: che soddisfano uno stesso bisogno generico dei consumatori.
• Comportamento dei fornitori: il loro potere contrattuale.
Il carattere dell’interdipendenza tra gli agenti prevale sui caratteri dell’omogeneità nella tecnologia o
sull’omogeneità tra prodotti. Dunque la reale interdipendenza tra gli agenti sta alla base dello studio
dell’arena competitiva.
Altre unità di analisi
Lo studio della competizione in una partizione del sistema economico è studiato dall’analisi di settore e/o
dall’analisi di mercato.
Analisi di settore: raggruppa imprese principalmente con il criterio della similarità del processo produttivo
e dare maggiore peso all’analisi dell’offerta.
Analisi di mercato: raggruppa imprese principalmente con il criterio della similarità tra prodotti. L’analisi di
mercato si concentra principalmente sui caratteri della domanda.
• I distretti industriali: è un'agglomerazione di imprese, in generale di piccola e media dimensione,
ubicate in un ambito territoriale circoscritto e storicamente determinato, specializzate in una o più
fasi di un processo produttivo e integrate mediante una rete complessa di interrelazioni di carattere
economico e sociale.
Ciò che accumuna gli agenti è: comunanza culturale, conoscenza tecnica, tradizione e
specializzazione produttiva.
Determinante dell’aggregazione: interdipendenza tra gli agenti, dovuta alla vicinanza geografica,
simile attività produttiva e omogeneità di competenze.
Esempi: Tessile a Prato, Marmo a Carrara, Seta a Como.
• I cluster: il concetto di cluster si rifà solo alla vicinanza geografica tra le imprese. Vi è una
specializzazione territoriale spiegabile da economie esterne, agglomerazione e da rendimenti
crescenti.
• Le filiere produttive: raggruppa una serie di stadi complementari connessi alla produzione di un
bene -> appartengono ad una stessa filiera: fornitori, produttori, distributori.
La scomposizione di un settore in una filiera è un’operazione che può rilevarsi opportuna in tutti
quei settori che mostrano una forte disomogeneità degli agenti e delle funzioni di questi all’interno di
un processo produttivo.
La domanda da fare è se aggregare parte della filiera per identificare un settore.
Ciò che accumuna gli agenti è: dipendenza della domanda finale del prodotto finito (anche se
eterogenei).
Esempi: tv o calzature.
• I mercati a più facce o più versanti (ultimi anni):
I mercati a due facce: sono un mercato in cui una piattaforma serve due domande distinte con due
diverse offerte. Il mercato (arena competitiva) è quello della piattaforma.
Es: televisione commerciale.
Problemi: Scegliere i due prezzi per le facce in modo da massimizzare il fatturato complessivo.
Peculiarità: è l’esternalità generata da ognuno dei due mercati sull’altro.
La classificazione delle attività produttive
Le istituzioni: hanno suddiviso il sistema economico in singole attività produttive.
Finalità: poter confrontare in maniera internazionale: strutture produttive, evoluzione delle strutture e
l’attività economica.
Autorità anti-trust: compito di isolare i singoli mercati all’interno di un contesto generale, per osservare un
corretto svolgimento del gioco concorrenziale.
Società di consulenza o ricerca: sono interessate a presentare le caratteristiche della competizione di
un’arena competitiva.
Istat e altri istituti di ricerca internazionali
ISTAT: ATECO: è la classificazione dell’ISTAT delle attività economiche: utile ma non sufficiente per
comprendere i confini di un’arena competitiva.
Il codice ATECO non è assegnato dall’ISTAT, ma dalle stesse imprese e quindi risulta impreciso (errori di
classificazione).
NACE classificazione europea e CITI classificazione delle nazioni unite.
• Oggetto di analisi: l’oggetto di analisi sono le imprese classificate in base alla loro attività
economica prevalente.
• Criteri di aggregazione: sezioni (21) e sottocategorie (1224)-> classificazione come un diagramma
ad albero.
Le voci: ogni voce ha un codice numerico identificativo composto da un massimo di 6 cifre:
1-2 individuano la divisione
3 individua il gruppo
4 individua la classe
5 individua la categoria
6 individua la categoria e se mancata o uno 0 significa che la categoria non si articola in sottocategorie
Le autorità antitrust
Antitrust: complesso di norme giuridiche e istituzioni che sono poste a tutela della concorrenza sui mercati
economici.
Mercato rilevente: usato dalla dottrina della giurisprudenza per:
• Identificare un contesto competitivo nel quale vi è una posizione dominante.
• Identificare un contesto competitivo all’interno del quale un’operazione di fusione potrebbe portare il
nuovo soggetto a costituire o rafforzare una posizione dominante.
Tanto più largo sarà il mercato rilevante, tanto più piccole saranno le quote di mercato delle imprese e non
ci saranno posizioni dominanti.
In Italia ed Europa
L’autorità garante della concorrenza e del mercato definisce: il mercato rilevante come il più piccolo
contesto nel cui ambito è possibile, tenere conto delle esistenti opportunità di sostituzione, la creazione di
un significativo grado di potere i mercato.
Negli USA
Oggi l’accezione di mercato rilevante è data dalla Merger Guidelines 2010.
Il test SSNIP: Se in un mercato stretto, un monopolista riesce ad aumentare il prezzo (5-10%) per un
periodo non transitorio di almeno 12 mesi e se l’operazione gli risulta vantaggiosa, quello è il mercato
rilevante.
Elementi comuni
Il mercato rilevante tiene in considerazione la necessaria interdipendenza che vi è tra le imprese di un
settore, ma se un’ impresa può alzare il prezzo per un periodo di tempo non transitorio significa che questa
è indipendente dalle altre imprese.
L’impresa quindi ha un certo potere di mercato -> grado di potere monopolistico.
Grado di potere monopolistico: Indice di Lerner= (Pm-C’/Pm); Pm: prezzo di vendita del monopolista,
C’: costo marginale.
Nessuna autorità precisa il limite quantitativo di questo indice oltre al quale scatterebbe l’esistenza
di ottenere di mercato.
Prezzo prevalente praticato: prezzo significativamente superiore a quello concorrenziale, usato per
risolvere il problema del prezzo di partenza da cui valutare l’incremento di prezzo.
Istituti di ricerca e società di consulenza
Molte delle analisi competitive sono fatte da istituti di ricerca come: Nielsen, Databank, Prometia.
Criterio d’uso: utilizzano prevalentemente il criterio merceologico ovvero quello della similitudine fra le
imprese basata sulla similitudine dei processi produttivi.
La definizione dei confini dell’arena competitiva
Processo operativo per individuare i concorrenti:
1. Scomporre il processo produttivo del prodotto/servizio da studiare in una filiera formata da stadi
differenti.
2. Decidere quali stadi aggregare insieme: il punto di partenza deve essere il punto di vista
dell’impresa (uso della regola di Bain del 50%).
3. Precisare i confini geografici del mercato: il punto di partenza deve essere quello dell’impresa,
considerando i mercati di sbocco reali e potenziali del prodotto di quell’impresa.
4. Quali prodotti sostituti andremo ad includere nel mercato, valutando la sostituibilità dal lato della
domanda.
5. Precisare le tecnologie che si considerano.
6. (Fino a questo punto abbiamo definito l’arena competitiva generale) Restringere l’arena a un
segmento più dettagliato (es. fascia di prezzo).
Ulteriori operazioni:
• Nel dubbio considerare un settore più grande per evitare errori.
• Descrivere in alcune righe iniziali qual è l’arena competitiva oggetto di indagine.
• Ricordiamo che l’arena competitiva è un artefatto teorico utile al ricercatore.
• Fotografia del mercato (Gerosky): le fotografie del mercato ci aiutano a capire il mercato e
l’ambiente. Il mercato nel sistema economico
Mercato: influenzato da:
• Sistema economico, ogni settore risente della fase che il ciclo economico sta attraversando.
• Influenza tra gli stessi settori, dove in maniera più o meno forte sono tutti collegati tra loro.
• Lo Stato, influenza con la politica, la legge e la fiscalità.
L’influenza del ciclo economico
3 domande per indagare al meglio le relazioni tra mercato e sistema economico
1. Quanto pesa il mercato all’interno del sistema economico?
Peso del settore= Valore della produzione/PIL
2. C’è una correlazione tra le variazioni del mercato e le variazioni del PIL? Il mercato è ciclico o
anticiclico?
• Un settore può essere ciclico se si muove nella stessa direzione in cui si muove il PIL o anticlico se
si muove in senso contrario.
• Uso strumento statistico: il coefficiente di correlazione semplice r tra due variabili (varia tra +-1).
• Calcolo dell’elasticità della domanda rispetto al reddito. E =(var%Qd)/(var%R), necessità la
Qd,R
“parità di altre condizioni” ossia presuppone che non vi siano nel periodo altri cambiamenti che
possano aver inciso sulle scelte dei consumatori. Ha segno positivo per tutti i beni, tranne che per
quelli inferiori (carne di maiale e carne di vitello).
• Elasticità incrociata = e = (Q -Q ) / (P -P ) * (P / Q ) = (dQ /dP )*(P /Q ), misura il grado di
Qx,Py xt xt-1 yt yt-1 yt-1 xt-1 x y y x
sostituibilità tra due beni, più è maggiore più sono sostituibili per i consumatori.
Kaldor: misura dell’interdipendenza tra imprese e settori e quindi criterio per definire i confini
del settore, non ha misura poiché è un rapporto di variazione percentuale.
<0 complementari (forse è un mercato a due facce)
o >0 sostituti
o =0 indipendenti
o
3. Quali sono le principali variabili macroeconomiche che hanno impatto direttamente sul
funzionamento del mercato che dobbiamo studiare? Quanto è rilevante l’impatto di ognuna di
queste?
• Tassi di cambio.
• Svalutazioni della moneta nazionale, favorisce gli esportatori.
• Inflazione: differenziale positivo (Inflazione Ita>Inflazione straniera) riduce la possibilità di
esportazione di tutti i settori, diventano convenienti le importazioni.
• Il costo del lavoro, Il costo delle materie prime.
• I tassi di interesse e la disponibilità al credito.
L’interdipendenza tra un mercato e gli altri mercati del sistema economico
Tipi di interdipendenza:
Interdipendenza verticale: è quella con i mercati a monte dei fornitori e a valle dei distributori. Vi è
un’influenza reciproca.
Rilevante è il potere contrattuale dei fornitori: soprattutto in mercati molto piccoli o quando l’input
del fornitore è particolarmente rilevante.
Interdipendenza orizzontale: è quella dei mercati con i prodotti sostituti e prodotti complementari.
Misurazione dell’interdipendenza: Indice dell’elasticità incrociata della domanda al prezzo:
E =(var%Qd(x))/(var%P(y)).
Qd (x),P (y)
I legami tra i settori si possono mostrare sotto forma di legami di comportamento oppure anche di
flussi di scambio tra settori.
Matrice input-output: (matrice a doppia entrata) utile strumento per l’analisi delle interdipendenze di
un sistema economico che sottolinea il fatto che l’intera economia può essere vista come n completo
sistema di settori tra loro interdipendenti.
L’interdipendenza è misurata attraverso i flussi monetari di scambio.
Utile per i governi nell’indirizzare la politica industriale (molto utilizzata nelle economie pianificate).
Coefficienti rilevanti: (tanto maggiore è un coefficiente, tanto più importante e interdipendente è un
settore con un altro):
• I coefficenti diretti: si ottengono dividendo il valore degli acquisti (xij) dal settore i da parte del
settore j per il valore complessivo di tutti gli acquisti del settore j (Xj). Mostra qual è la percentuale di
spesa direttamente effettuata dal settore j al settore i per un euro di output prodotto-> a =x /X .
ij ij j
• I coefficenti di interdipendenza o di attivazione: mostrano le percentuali dell’output dell’industria
i richiesto per una unità di domanda finale dell’output dell’industria j (Yj).
Critiche alla matrice input-output:
• L’analisi delle interdipendenze è applicabile solo ai settori già classificati dagli istituti statistici.
• Ogni tipo di coefficiente è l’espressione di rapporti di valori e non tecnici (coefficienti diretti).
• La composizione interna dei settori si deve supporre costante.
• Il prodotto medio di ogni impresa si suppone costante, come la produttività di ogni fattore.
• Si presuppongono rendimenti costanti di scala.
• Il progresso tecnico è neutrale.
Il ruolo dello Stato nell’evoluzione del mercato
Le attività dello stato incidono fortemente sul mercato:
• Le politiche economiche:
La politica fiscale: (restrittiva/espansiva) incide la spesa pubblica sulle tasse.
o Politica monetaria: (restrittiva/espansiva) incide sui tassi di interesse e sugli investimenti.
o Politiche industriali: strumento per promuovere lo sviluppo di alcun
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