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Economia aziendale! A. A. 2013/14

Corso di Economia degli Intermediari

Finanziari

Gli intermediari finanziari

Gli intermediari finanziari sono principalmente:

Banca

✓ Assicurazioni

✓ Fondi comuni di investimento

✓ Fondi pensione

✓ SIM

✓ SGR

✓ SICAV

Il corso si suddivide in tre blocchi principali:

1. Il sistema finanziario e le sue caratteristiche fondamentali

2. Mercati (abbrev. Mk) finanziari:

Mk monetario

➡ Mk obbligazionario

➡ Mk azionario

➡ Mk valutario

3. Intermediari finanziari (parte normativa/regolamentare)

Il sistema finanziario

Il sistema finanziario é l’insieme organizzato di tre componenti:

1. I mercati

2. Gli strumenti

3. Gli intermediari

Il mercato é un luogo (fisico o telematico) su cui si scambiano gli

strumenti finanziari.

Lo strumento finanziario é un contratto il cui oggetto é un diritto e/o un

dovere finanziario (es. Banconote, assegni, obbligazioni...). Spesso tali

strumenti sono creati e gestiti (quindi scambiati) dagli intermediari

finanziari. 1

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Le funzioni del sistema finanziario

Le funzioni del sistema finanziario possono essere sintetizzate in tre

punti chiave:

1. Regolamentazione degli scambi di beni e servizi, detta anche

funzione monetaria

2. Trasferimento di fondi dai soggetti che si definiscono in surplus (o

in avanzo finanziario) ai soggetti in deficit (o in disavanzo

finanziario)

Esempio:

La famiglia é un soggetto in surplus, mentre l’impresa e la Pubblica

Amministrazione (PA) sono in deficit

Relativamente a questa funzione si parlerà di Saldi Finanziari (SF)

e di datore e prenditore di investimenti

3. Gestione del rischio, diviso in rischio finanziario e in rischio puro.

Esempi:

Il rischio finanziario é quello del tasso variabile di un mutuo: se

esso sale il contraente é infelice e viceversa. Lo stesso discorso

vale per un credito in $: se il $ si deprezza il creditore é infelice e

viceversa

La copertura del rischio finanziario é possibile grazie agli

strumenti finanziari derivati.

Il rischio puro é un rischio che ha solo conseguenze negative.

Esempio:

La possibilità che a casa vada in fiamme, o che ci venga rubata la

macchina

I rischi puri si coprono con le polizze assicurative.

La funzione monetaria

Partiamo analizzando la funzione monetaria. Per farlo occorre

ripercorrere brevemente la storia della moneta.

Un tempo si usava il baratto, ma quest’ultimo presentava diversi problemi:

Definire la controparte

➡ Risultava difficile reperire i beni di cui si necessitava per

effettuare lo scambio. Infatti, era problematico trovare un

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soggetto in possesso della merce di cui si necessitava e soprattutto

se era interessato a scambiare tale merce

Definire il controvalore

➡ Risultava problematico definire il valore delle merci oggetto di

scambio. Non si riusciva a definire con precisione il valore dell’una e

dell’altra merce

La distanza

Per via di questi motivi il baratto é stato abbandonato (anche se nel

terzo/quarto mondo si usa ancora) in favore della “moneta merce”: il sale

é l’esempio più evidente di questo sistema, ed era impiegato come

riferimento in quanto in tempi passati era un bene prezioso.

Infine si é passati alle monete in metallo prezioso. Tuttavia, anche in

questo caso vi é un problema: il valore estrinseco (VE, ossia il valore

“stampato” sulla moneta) é uguale al valore intrinseco (VI, ossia quello

determinato dal materiale con cui é fatta la moneta stessa). Tale

eguaglianza tendeva a sparire se, per esempio, si scoprivano nuovi

giacimenti di metallo prezioso. Inoltre, vi era un altro problema: i vecchi

delinquenti sottoponevano le monete a “tosatura”, processo consistente

nell’asportazione, mediante limatura, di metallo dalle monetine. Così se, ad

esempio, in una moneta inizialmente vi era 100 oro, per un VE di 100, a

seguito della tosatura la moneta valeva ancora 100, ma conteneva solo più

95 oro; il restante 5 veniva rivenduto.

Si é poi passati alla “moneta segno”: si porta l’oro dal cambiavalute che, in

cambio, rilascia un certificato di deposito nominativo (o CD), attestante il

valore del deposito. Successivamente, si iniziò ad emettere CD “al

portatore”, ossia CD sui quali non era riportato alcun nome, i quali

venivano consegnati personalmente al creditore. Tuttavia, non avendo un

nome scritto sopra, potevano essere riutilizzati dal creditore stesso per i

suoi ulteriori acquisti. Tale tipologia di CD é l’antenata della moderna

banconota.

Man mano che il sistema dei titoli di credito si evolveva, i cambiavalute

hanno trasformato il deposito di oro da regolare (che viene conservato

interamente, ad es., in cassaforte) ad irregolare (una % del deposito viene

prestata a terzi; ad es., su 100 oro depositato 40 veniva prestato): é così

che il cambiavalute diventa banchiere.

Una differenza fondamentale col passato é che allora vigeva la

convertibilità, ossia chiunque avesse un CD poteva andare dal

cambiavalute per convertirne l’ammontare in oro/argento. Al giorno d’oggi

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non é più possibile in quanto é stato dato alla moneta un corso forzoso: ciò

significa che la convertibilità é abolita, ciò perché non vi é più sufficiente

oro per coprire il controvalore delle banconote.

Le banche e la moneta in italia

All’inizio, ogni banca sul territorio poteva stampare moneta. Tuttavia, nel

1874, la legge bancaria diede la possibilità di emissione a 6 soli istituti:

Banca Nazionale nel Regno d’Italia (BNRI)

✓ Banco di Napoli (BN)

✓ Banca Nazionale Toscana (BNT)

✓ Banca Romana (BR)

✓ Banco di Sicilia (BS)

✓ Banca Toscana di Credito (BTC)

Nel 1893 la BNRI, la BNT e la BTC si fondono per dare vita alla Banca

d’Italia (BI), alla quale é attribuito l’incarico di liquidare la Banca Romana.

Nel 1894 rimangono quindi la BI, il BN e il BS. Nel 1926 venne deciso di

lasciare solo alla BI la possibilità di stampare moneta (unico istituto di

emissione). Il BN é poi stato acquisito dal gruppo Intesa San Paolo,

mentre il BS da Unicredit.

Le Banche Centrali Nazionali (BCN, per l’italia la BI), sono le “braccia”

della BCE, ed attuano le politiche monetarie dettate dalla BCE. Le

banconote, dunque, sono emesse dalle varie BCN in europa sotto le

direttive della BCE. Le monete, invece, sono prodotte dalla Zecca. Le BCN

sono inoltre responsabili del trasporto del denaro tra i paesi comunitari, e

per farlo impiegano i blindati della Mondialpol.

La moneta bancaria

La moneta bancaria, o moneta scritturale, é quella basata su scritture

contabili (es. Il bonifico bancario). Si divide in 3 tipologie:

Utilizzabile da imprese e privati

➡ Rientrano in questa categoria:

Cambiali

✓ Assegni Bancari (A/B)

✓ Assegni Circolari (A/C)

✓ Rapporti Interbancari Diretti (RID)

✓ 4

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Bonifici

Utilizzabili solo dalle imprese

➡ Si tratta di:

Incasso mediante avviso di versamento (MAV)

✓ RiBa

Solo private

➡ In questa categoria troviamo:

Carte di debito

✓ Carte di credito

✓ Carte prepagate

Le cambiali

Le cambiali sono titoli di credito. I titoli di credito sono immediatamente

eseguibili e incorporano il credito stesso. Ciò significa che se il debitore

non paga il creditore può rivalersi immediatamente su di esso (tramite

procedimento giudiziale ed eventuale pignoramento dei beni). Tuttavia, se

il debitore risulta insolvente, il creditore può anche rivalersi sui debitori

di regresso (anche detti obbligati di regresso) mediante l’atto di

protesto. Questi ultimi sono coloro che hanno garantito per l’obbligazione

mediante l’atto di avallo.

Colui che non paga finisce sul bollettino dei protesti (reperibile nelle

camere di commercio), ed i soggetti in esso indicati di solito si vedono

preclusa la possibilità di futuri finanziamenti.

Le cambiali sono di due tipi:

Pagherò

➡ É una promessa di pagamento

Tratta

➡ É un ordine di pagamento

Le parti coinvolte nella cambiale tratta sono il traente, ossia colui che da

l’ordine di pagamento, il trattario, cioè chi contrae l’ordine, ed infine il

beneficiario, che é colui che viene pagato. Di solito la cambiale tratta si

fa perché il traente ha un credito nei confronti del trattario, ma é a sua

volta in debito nei confronti del beneficiario. Condizione indispensabile

per la validità della cambiale tratta é l’apposizione della firma da parte

del trattario per accettazione, la quale funge da riconoscimento, da parte

del trattario stesso, del debito che esso ha con il traente. 5

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La cambiale ha un termine in giorni e può circolare, ossia può essere usata

dal beneficiario per pagare i suoi debiti: tale metodo di circolazione é

definito “per girata” (ossia si gira fisicamente la cambiale e, sul retro

della stessa, si effettua una delle scritture di cui sotto). Esistono 2 tipi

di girata:

In pieno, cioè se il beneficiario indica il nome della persona da

➡ pagare al posto suo

In bianco, cioè se il beneficiario si limita a firmare. In tal caso la

➡ cambiale diventa un titolo “al portatore”, cioè può circolare

liberamente

Chi effettua la girata é il girante, mentre il nuovo beneficiario é il

giratario.

Le cambiali non si usano più per alcuni motivi principali:

Per renderle valide occorre pagare l’imposta di bollo (pari al 12%

➡ del Valore Nominale)

A nessuno piace essere obbligato cambiario

Gli assegni bancari (A/B)

Un assegno bancario é un titolo di credito, per cui valgono tutte le regole

sopra elencate per i suddetti titoli. Somiglia alla cambiale tratta: é un

ordine di pagamento impartito dal correntista (ossia colui che ha un conto

corrente, o c/c, presso una banca) alla propria banca per pagare un

beneficiario. Vi sono alcuni presupposti per l’emissione:

Deve esistere un c/c

✓ La banca deve aver rilasciato la convenzione di assegno, il che si

✓ concretizza con il rilascio del carnet

Devono esistere fondi sul suddetto c/c

Se i soldi non ci sono si dice che l’A/B é scoperto: era un reato fino a poco

tempo fa, ora invece costituisce solamente un illecito amministrativo,

punito con una multa, la revoca di sistema (ossia viene revocato il carnet

per minimo 6 mesi) e con l’iscrizione nei registri della CAI (Centrale

Allarme Interbancaria; il nome dell’interessato viene reso noto a tutte le

banche). Per evitare questa situazione si può effettuare il pagamento

tardivo dell’A/B entro 60 giorni dal termine di presentazione all’incasso:

ciò comporta il pagamento dell’A/B (valore nominale) più una penale del

10% ed il rimborso delle eventuali spese di protesto (il quale va

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effettuato non contro la banca ma contro l’emittente), nonché il

pagamento degli interessi legali sul ritardo (tasso al 2,5%).

L’A/B si compone di due parti fondamentali, e viene schematizzato qui

sotto.

La madre é a compilazione facoltativa, ed é una specie di promemoria per

chi ha emesso l’A/B; rimane sempre nel carnet.

La figlia é a compilazione obbligatoria, e contiene le seguenti

informazioni:

Data di emissione e luogo

✓ Importo, indicato in cifre ed in lettere (in caso di incomprensione

✓ prevale sempre la scritta in lettere)

Nome del beneficiario

✓ Firma del contraente

L’A/B deve essere presentato all’incasso entro:

8 giorni se pagabile su piazza, ossia pagabile nello stesso comune di

➡ emissione

15 giorni se pagabile fuori piazza, ossia se pagabile in un comune

➡ diverso da quello di emissione

Se si va oltre i termini sopra indicati, il creditore non ottiene i soldi, a

patto che il debitore ricordi alla sua banca di non pagare l’assegno

presentato oltre i termini.

Se il debitore non ha soldi sul c/c per pagare di solito emette un assegno

postdatato. Se invece l’emittente lo fa retrodatato, il creditore perde la

possibilità di ottenere i soldi, in quanto sicuramente il debitore indicherà

una data oltre i termini di cui sopra.

Spesso il nome del beneficiario non viene scritto: in tal caso l’A/B diventa

un titolo al portatore, ed il beneficiario potrà usarlo a sua volta per

pagare i suoi debiti.

Sugli A/B compare la clausola di non trasferibilità, la quale fa si che l’A/B

non possa circolare, cioè non possa essere girato. Tale clausola é legata

all’antiriciclaggio, riguardo al quale l’attuale limite per il pagamento in

contante é 1000 €. Se la clausola non é esposta, occorre indicarla

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ogniqualvolta l’importo dell’A/B superi i 1000 €. É possibile richiedere un

carnet senza la clausola di non trasferibilità automaticamente stampata

sopra, tuttavia si applicano le seguenti restrizioni:

L’importo sull’A/B deve essere inferiore ai 1000 €

✓ Si paga un’imposta di bollo di 1,50 € per assegno

Anche se c’è la clausola di non trasferibilità, si può, anzi, si deve fare la

girata (di solito in bianco) alla banca per l’incasso dello stesso A/B: ciò

avviene quando il beneficiario gira l’A/B alla propria banca. A seguito

dell’incasso, la banca accredita il c/c del beneficiario, ma con la sigla SBF

(Salvo Buon Fine): la banca deve infatti verificare che sul c/c nella banca

del debitore ci siano i fondi necessari. Se l’accredito va a buon fine, la

banca ritaglia un triangolino dall’angolo dell’A/B: ciò serve per evitare che

l’A/B appena incassato possa essere riutilizzato da terzi.

Gli assegni circolari (A/C)

L’A/C somiglia, a differenza del precedente A/B, alla cambiale pagherò. É

anch'esso un titolo di credito. É una promessa di pagamento rilasciata

dalla banca. Colui che lo usa é il richiedente. L’emissione prevede

l’esistenza di tre presupposti:

L’emittente deve essere una banca ai sensi del TUB (Testo Unico

✓ Bancario)

L’emittente deve avere l’autorizzazione all’emissione degli A/C

✓ rilasciata dalla BI

Devono esistere i fondi

L’A/C é spesso richiesto quale mezzo di pagamento per le autovetture.

Se la propria banca non é autorizzata dalla BI non serve avere un c/c

presso un’altra banca, ma basta dare i soldi allo sportello di un’altra banca

che sia autorizzata. 8

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A differenza dell’A/B, l’accredito di un A/C avviene senza SBF, in quanto

é sicuro che la banca pagherà. Un esempio di A/C é schematizzato sotto.

La matrice viene compilata e trattenuta dalla banca, in quanto si tratta di

un documento contabile.

Il talloncino viene rilasciato al richiedente.

L’A/C, come per l’A/B, contiene numerose informazioni:

Luogo e data di emissione

✓ Importo in numeri e lettere

✓ Nome del beneficiario

✓ Firma della banca

✓ Clausola di non trasferibilità

L’A/C deve essere presentato all’incasso entro 30 giorni; successivamente

all’incasso viene ritagliato il triangolino.

I RID

I RID sono i Rapporti Interbancari Diretti. Consistono nel delegare una

propria funzione o attività alla banca.

Esempio: delegare alla banca il pagamento delle bollette (di norma in

questo caso si riceve una ft 15 giorni prima del pagamento)

I bonifici

Sono ordini di pagamento dal debitore al creditore per mezzo della banca.

I MAV

É il primo dei due metodi di pagamento utilizzabile dalle sole imprese. I

due soggetti indicati nello schema come creditore e debitore sono, quindi,

imprese. É un metodo senza scadenza. 9

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RiBa

É la sigla per “ricevuta bancaria”. A differenza del MAV ha una scadenza,

e sono necessarie le coordinate bancarie del debitore.

La RiBa quietanzata é sempre bene conservarla. 10

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Globalmente, conviene usare le RiBa al posto del MAV perché:

Ha una scadenza, e se si va oltre i termini si può procedere per vie

➡ legali

Sono richieste le coordinate bancarie del debitore

➡ C’è più comunicazione

Le carte di debito

Le carte di debito prevedono l’inserimento di un PIN. Si possono usare

presso le cosiddette ATM (Automated Teller Machine) o presso i POS

(Points Of Sale, ossia i negozi). Si ha l’addebito immediato del proprio c/

c.

Bancomat é il nome del circuito interbancario cui le banche si allacciano

per far funzionare le proprie carte di debito presso le ATM. Esiste anche

PagoBancomat che fa la stessa cosa per i POS.

Infine, vi é Postamat, che é il circuito interpostale equivalente al

Bancomat e al PagoBancomat.

Quelli sopra elencati sono tutti circuiti italiani, ma ce ne sono anche di

internazionali: tra i più famosi abbiamo Maestro e Cirrus.

Carte di credito

A differenza delle carte di debito, in questo tipo di carta l’addebito su c/

c é posticipato al mese successivo, in un giorno stabilito da contratto.

L’accredito sul c/c del creditore, tuttavia, non é posticipato.

Di fatto, quindi, la carta di credito utilizza

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francimari2001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Scienze economiche Prof.
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