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Appunti economia aziendale Contabilità (PD) Appunti scolastici Premium

Appunti di economia aziendale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Rossi dell’università degli Studi di Bergamo - Unibg, della facoltà di Economia, Corso di laurea in economia aziendale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia aziendale docente Prof. C. Rossi

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Partita doppia (PD) e le sue leggi

P er rappresentare contabilmente i fatti aziendali è necessario dare un ordine e delle regole

predefinite per redigere queste annotazioni. Queste regole riguardano l’ordine, la forma,

il collegamento dei dati e dei valori posti nei conti, e vengono definite metodo di

rilevazione.

Le registrazioni contabili sono finalizzate a misurare un determinato oggetto, seguendo le

variazioni che subisce.

La dottrina definisce il metodo di rilevazione come il complesso delle regole riguardanti la

redazione delle annotazione; il sistema di scritture come l’insieme di scritture riguardanti un

determinato oggetto, composto da un insieme di conti.

Le due nozioni di metodo e sistema di scritture sono tra loro correlate nella reciproca relazione

di aderenza che deve esistere in forma (metodo) e contenuto (sistema).

La PD è un metodo di scritture teorizzato nel 1494 da Luca Pacioli. Questo metodo si basa su una

duplice annotazione dei fenomeni attraverso due ordini di conti che funzionano in modo

antitetico.

Essa è un metodo di portata logica generale, che risulta idoneo a collocare le grandezze che la

caratterizzano attraverso una duplice serie di conti, a funzionamento antitetico, la cui natura

cambia ea seconda del sistema considerato. Essa si fonda su 3 leggi fondamentali che devono

essere rispettate e verificate.

sempre

1- In ogni momento la somma degli importi in dare di tutti i conti è uguale alla somma degli

importi in avere di tutti i conti

2- In ogni momento la somma dei saldi in dare di tutti i conti è uguale alla somma dei saldi in

avere di tutti i conti

3- In ogni momento la somma algebrica dei saldi di una parte dei conti è uguale e di segno

opposto alla somma algebrica dei saldi della restante parte dei conti.

Il sistema di scrittura è un insieme di conti tra loro collegati al fine di quantificare la consistenza e

le variazioni di un certo oggetto complesso.

VFP (variazione finanziaria passiva) = VFN (variazione finanziari negativa – avere)

VFA (variazione finanziaria attiva) = VFP (variazione finanziaria positiva – dare)

*la prima dicitura è quella civilistica e riportata in questi appunti; la seconda dicitura è quella riportata dal libro di testo

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A seconda dell’oggetto indagato dall’insieme delle rilevazioni si configurano 3 diverse tipologie di

sistemi contabili:

1- Sistema patrimoniale (Fabio Besta) usa conti elementari e conti al netto per studiare ed

evidenziare l’oggetto “patrimonio”. E’ applicabile in tutti i tipi di aziende

2- Sistema del reddito (Gino Zappa) usa conti numerari, di reddito e di capitale per studiare

ed evidenziare l’oggetto “Reddito”. E’ applicabile sono nelle aziende di produzione

3- Sistema del capitale e del risultato economico (Aldo Amaduzzi) usa

[usato più di frequente]

conti finanziari ed economici per studiare ed evidenziare l’oggetto “Capitale” e l’oggetto

“Risultato economico”. E’ applicabile a tutti i tipi di azienda

Il sistema del capitale e del risultato economico

L ’applicazione del metodo della PD al sistema del capitale e del risultato economico porta

alla rilevazione di fatti di gestione in due ordini di conti a funzionamento antitetico:

FINANZIARI & ECONOMICI.

Le variazioni finanziarie si riferiscono al denaro (E e U), ai crediti, ai debiti.

Le variazioni finanziarie positive (attive) (VFA) sono accolte in conti aventi natura finanziari in

dare; le v. finanziarie negative (passive) (VFP) sono accolte in conti aventi natura finanziaria in

avere.

Le variazioni economiche si riferiscono ai costi, ai ricavi e al capitale.

Le variazioni economiche positive (VEP) sono accolte in conti aventi natura economica in avere;

le v. economiche negative (VEN) sono accolte in conti aventi natura economica in dare.

I conti finanziari si classificano in:

- CERTI: accolgono il denaro

- ASSIMILATI: accolgono i conti temporanei di sostituzione del denaro (crediti v/clienti – debiti

v/fornitori) e crediti-debiti di finanziamento

- PRESUNTI: accolgono i conti finanziari presunti che misurano costi-ricavi di competenza

dell’esercizio, ma con manifestazione finanziaria futura (es. rateo attivi-passivi, fondi oneri e

rischi futuri)

VFP (variazione finanziaria passiva) = VFN (variazione finanziari negativa – avere)

VFA (variazione finanziaria attiva) = VFP (variazione finanziaria positiva – dare)

*la prima dicitura è quella civilistica e riportata in questi appunti; la seconda dicitura è quella riportata dal libro di testo

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I conti economici si dividono in

- REDDITO

- accesi ai costi e ricavi d’esercizio

- accesi ai costi pluriennali

- accesi alle rimanenze

- CAPITALE

- accesi al capitale (C.S.)

- accesi alle parti ideali del netto (utili-perdite d’esercizio, riserve, utili-perdite a nuovo)

Le operazioni aziendali nella loro rappresentazione

L e diverse operazioni aziendali danno vita a variazioni finanziarie e/o economiche le cui

combinazioni sono classificate nei 4 seguenti casi:

1- una o più variazioni finanziarie negative (VFP) misurano una o più variazioni economiche

negative (VEN)

2- una o più variazioni finanziarie positive (VFA) misurano una o più variazioni economiche

positive (VEP)

3- una o più variazioni finanziarie positive (VFA) corrispondono ad una o più variazioni finanziarie

negative (VFP) PERMUTAZIONI FINANZIARIE

4- una o più variazioni economiche negative (VEN) corrispondono ad una o più variazioni

economiche positive (VEP) PERMUTAZIONI ECONOMICHE

1- VFP = VEN

es. acquisto di fattori della produzione

2- VFA = VEP

es. vendita di beni-servizi

3- PERMUTAZIONI FINANZIARIE (NO VE)

a. VFA = VFP PERMUTAZIONI FINANZIARIE (totali)

es. pagamento di un debito

b. VFA = VFP + VEP PERMUTAZIONI FINANZIARIE NON TOTALI (VFA > VFP)

es. pagamento di un debito ottenendo un abbuono

c. VFP = VFA + VEN PERMUTAZIONI FINANZIARIE NON TOTALI (VFA < VFP)

es. incasso di un credito concedendo un abbuono

4- VEP = VEN PERMUTAZIONI ECONOMICHE

accantonamento di utile a riserve

VFP (variazione finanziaria passiva) = VFN (variazione finanziari negativa – avere)

VFA (variazione finanziaria attiva) = VFP (variazione finanziaria positiva – dare)

*la prima dicitura è quella civilistica e riportata in questi appunti; la seconda dicitura è quella riportata dal libro di testo

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ASPETTO FINANZIARIO (ORIGINARIO)

Il ramo finanziario comprende delle grandezze finanziarie (denaro, crediti, debiti) che danno vita

a conti finanziari

RAMO FINANZIARIO – GRANDEZZE FINANZIARIE – CONTI FINANZIARI

ASPETTO ECONOMICO (DERIVATO)

Il ramo economico comprende delle grandezze economiche (costi, ricavi, capitale netto) che

danno vita a conti economici

RAMO ECONOMICO – GRANDEZZE ECONOMICHE – CONTI ECONOMICI

Il passaggio dai valori di conto ai valori di bilancio

N

ella rilevazione delle operazioni di gestione l’azienda segue il principio della

manifestazione finanziaria, secondo cui un fatto di gestione viene rilevato contabilmente

se dà origine a variazioni finanziarie.

Questo principio, alla fine del periodo amministrativo dà vita a valori di conto, che per essere

inseriti in bilancio devono essere trasformati in valori di bilancio. Questa trasformazione è

necessaria in quanto il bilancio segue il principio della manifestazione economica (un costo è di

competenza dell’esercizio se ha il suo rispettivo ricavo, e viceversa).

VFP (variazione finanziaria passiva) = VFN (variazione finanziari negativa – avere)

VFA (variazione finanziaria attiva) = VFP (variazione finanziaria positiva – dare)

*la prima dicitura è quella civilistica e riportata in questi appunti; la seconda dicitura è quella riportata dal libro di testo

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A causa di questa differenza si crea un gap tra manifestazione economica e finanziaria, con

conseguente gap tra valori di conto e di bilancio. Per questo bisogna, al termine del periodo

amministrativo, ricorrere alle scritture d’assestamento (si dividono in 4 gruppi: completamento,

rettifica, integrazione, ammortamento).

Le scritture di completamento sono quelle scritture che si rendono necessarie in quanto rilevano

costi e ricavi che sono individuabili e sorgono solo al termine del periodo amministrativo (es.

interessi su c/c, interessi v/clienti-fornitori, liquidazione IVA, liquidazione TFR)

Le scritture di rettifica sono quelle scritture che rettificano costi-ricavi non di competenza

dell’esercizio in quanto è già avvenuta la manifestazione finanziaria, ma non hanno avuto

manifestazione economica (es. ratei, fatture da emettere-ricevere, fondi a oneri e rischi futuri)

Le scritture di integrazione sono quelle scritture che imputano costi-ricavi di competenza

dell’esercizio in quanto è già avvenuta la manifestazione economica, ma non è ancora avvenuta

la manifestazione finanziaria e quindi non sono stati iscritti nei valori di conto (es. ratei, fatture

da emettere-ricevere, fondi a oneri e rischi futuri es. risconti, rimanenze

Le scritture di ammortamento riguardano i costi e gli oneri pluriennali, che vanno iscritti al netto

del proprio fondo am.to.

L’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto)

I l Valore Aggiunto assume differenti definizione a seconda se ci si riferisce al senso

Economico-Aziendale o al senso Fiscale.

In senso economico-commerciale il valore aggiunto è costituito dall’eccedenza dei ricavi

rispetto alla somma dei costi di produzione, al netto dei costi per personale e degli oneri

finanziari.

In senso fiscale il valore aggiunto è la differenza tra volume delle vendite e il volume degli

acquisti.

L’IVA è stata introdotto nel 1972 con D.P.R 633/1972 (decreto del Presidente della Repubblica

nr. 633 del 26/10/1972).

Si applica sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi effettuate nel territori dello Stato

nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti o professioni e sulle importazioni da chiunque

effettuate.

L’IVA è un’imposta indiretta in quanto non colpisce direttamente il reddito (come invece fanno le

imposte dirette –es. IRPEF imposta sul reddito delle persone fisiche) ma colpisce direttamente i

consumi che sono espressione e impiego del reddito, che quindi viene colpito indirettamente.

E’ anche un imposta proporzionale e non progressiva in quanto al variare dell’importo non varia

l’aliquota, che varia invece a seconda della tipologia di bene.

VFP (variazione finanziaria passiva) = VFN (variazione finanziari negativa – avere)

VFA (variazione finanziaria attiva) = VFP (variazione finanziaria positiva – dare)

*la prima dicitura è quella civilistica e riportata in questi appunti; la seconda dicitura è quella riportata dal libro di testo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alecolle96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Rossi Claudia.

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