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Concetto di azienda e sue tipologie

Il problema economico

Riguardo l’essere umano, che ha dei bisogni teoricamente illimitati, evolvendo l’umano ha cambiato bisogni, ma i mezzi sono limitati. Si ricerca un rapporto tra bisogni e mezzi e porta anche tra utilità e sforzo. In un’economia individuale, ad esempio, Robinson Crusoe deve fare tutto da solo; l’umano si basa su due fasi: produzione e consumo. L’umano non è sempre stato in isolamento, ma è un animale sociale; in questo ambiente ci si specializza, c’è una divisione del lavoro, per cui interviene lo scambio: una prima forma di scambio è stato il baratto, bene contro bene. Dal baratto c’è il bisogno di un bene comune per gli scambi, la moneta (pecunia ---> pecus ---> pecora), inizialmente si cercava un bene che soddisfacesse tutti, come una pecora o il sale.

La funzione della moneta

Strumento di scambio in quanto idonea ad essere scambiata con tutti i beni; bene intermediario, denominatore comune degli scambi.

Misura del valore dei beni in quanto consente la misurazione del valore dei diversi beni.

Riserva di valore in quanto bene desiderato e richiesto che ha valore in sé; il suo possesso consente di accumulare valore.

La moneta rappresenta l’elemento originario in funzione del quale si può attribuire un valore misurato ai diversi beni.

Problema economico nello spazio e nel tempo

Il problema economico va inquadrato nelle categorie di spazio e tempo; per fare un acquisto consideriamo i dati storici passati e una previsione per il futuro per l’utilizzo di quel bene. Facciamo un acquisto oggi basandoci su informazioni passate e future. Le informazioni passate sono certe o relativamente certe, mentre le informazioni future sono incerte, di natura probabilistica; nonostante previsioni accurate, c’è sempre una parte indeterministica, effetti sfavorevoli inaspettati come il COVID-19.

  • Spazio: Il soggetto compie la scelta considerando le scelte simultanee degli altri operatori ---> domanda.
  • Tempo: Scelta condizionata da una successione di dati storici passati e da dati prospettici futuri.

Il problema economico aziendale

L’uomo ha pensato di risolvere il problema economico creando organizzazioni sovraindividuali, l’azienda, che non ha bisogni, ma obiettivi e mezzi a disposizione. Per raggiungere gli obiettivi l’azienda conta su risorse limitate: mezzi propri e mezzi terzi. I mezzi propri sono capitalisti, i soci, condividono un capitale, mentre i mezzi terzi sono, ad esempio, la banca che chiede interessi per remunerazione. Si fa tutto questo per massimizzare l’obiettivo e si svolge tutto in spazio e tempo, minimizzando anche l’utilizzo di mezzi limitati di cui dispone.

L'azienda è oggetto di studio di scienze diverse

  • Macroeconomia: Vede l’azienda come parte del più grande sistema economico, studia le leggi alla base del sistema macroeconomico.
  • Microeconomia: Si osserva l’azienda come unità di cui si studia il comportamento, il quale è effetto di un funzionamento complesso che non è tuttavia indagato direttamente.
  • Economia aziendale: Studia le aziende, nelle loro manifestazioni di vita e condizioni di esistenza con finalità conoscitive e di controllo.

L'origine dell'economia aziendale

L’economia aziendale venne fondata da Gino Zappa agli inizi del ’900. Nel 1926 nella prolusione (discorso di apertura dell’anno scolastico) all’università Ca' Foscari, affermò che bisogna fondare una scienza dell’amministrazione economica dove organizzazione, gestione e rilevazione sono rami complementari dell’economia aziendale.

  • Organizzazione: Determinazione e coordinamento strutturale delle forze economiche del sistema aziendale.
  • Gestione: Si occupa di studiare le decisioni che l’azienda compie e le sue operazioni.
  • Rilevazione: Si occupa della raccolta di informazioni alla base delle decisioni aziendali.

Gino Zappa unisce in una scienza queste tre discipline dove nessuna prevale sulle altre; sono discipline coordinate unitariamente.

Il concetto di azienda

La definizione di azienda riflette l’evoluzione intervenuta nella realtà, in particolare il passaggio da un’economia agricola (fino all’‘800) a un’economia fondata sulla grande impresa affermatasi a partire dalla fine dell’‘800. Gli autori classici danno definizioni che riflettono anche la loro trattazione della teoria contabile dell’azienda.

Giuseppe Cerboni appartiene ai fondatori della ragioneria, divenne ragionier generale di Stato, elabora un metodo contabile detto logismografia (molto simile alle aziende pubbliche), la sua idea di azienda è caratterizzata da una serie di diritti e obblighi. In particolare, dice che oggettivamente è la sostanza amministrabile e l’azione amministrativa, soggettivamente il proprietario, l’amministrazione, gli agenti e i corrispondenti.

  • La sostanza amministrativa in relazione al suo proprietario.
  • L’azione amministrativa, svolta dall’amministratore, coadiuvato dagli agenti e dai corrispondenti.

Fabio Besta dice che l’attenzione non deve andare sui soggetti, ma sul patrimonio, che è un insieme di valori; fondatore della ragioneria scientifica. L’azienda è l’insieme dei beni che forma il capitale, il patrimonio dell’azienda. Autore de “La ragioneria” che è stato di riferimento in ragioneria, punta l’attenzione sulla ragioneria.

Gino Zappa studia con Besta, per lui l’azienda è una “coordinazione economica in atto, istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani”. Per lui è quindi un’organizzazione basata sul reddito, ma in senso dinamico degli accadimenti economici, deve misurare come varia il patrimonio, con la teoria del reddito. L’azienda da somma statica di beni diventa un sistema dinamico.

Aldo Amaduzzi dice che l’azienda è un sistema di forze economiche di diversa natura, che si muove nell’ambiente e lo influenza e ha un processo di produzione, di consumo o di produzione e consumo; tutto questo fenomeno è a favore del soggetto economico, ma a favore anche degli individui che vi cooperano. Amaduzzi elabora in seguito un sistema contabile in linea con quello dello Zappa ma a favore anche delle aziende di erogazione, il sistema del capitale e del risultato economico.

Due tipi di aziende

  • Fabio Besta: Il ruolo svolto dalla ricchezza
    • Azienda di produzione: La ricchezza è mezzo e fine.
    • Azienda di erogazione: La ricchezza è solo mezzo.
  • Gino Zappa: Modalità diretta e indiretta di soddisfacimento dei bisogni umani
    • Azienda di produzione: Modalità indiretta.
    • Azienda di erogazione: Modalità diretta.
  • Aldo Amaduzzi: Il fine dell’azienda
    • Azienda di produzione: Svolgimento di un processo produttivo finalizzato all’ottenimento del profitto in senso economico.
    • Azienda di erogazione: Svolgimento di un processo di consumo per il soddisfacimento dei bisogni.

Azienda di produzione (impresa): Hanno il fine di creare ricchezza. Esempi: Brembo, Ferrero.

Aziende di erogazione (o di consumo): Hanno il fine di erogare ricchezza per il soddisfacimento dei bisogni umani. Esempi: Associazioni, lo Stato, ospedali.

  • Aziende di pura erogazione: Acquisiscono ricchezza esclusivamente da elargizioni, sussidi, contributi.
  • Aziende composte a fine erogativo: Acquisiscono ricchezza anche attraverso attività economiche, gestioni lucrative. Esempio: lo Stato che ha anche degli investimenti immobiliari.

Concezione sistemica di azienda

Sistema: Caratterizzato da un’unità (ad esempio, nel sistema matematico l’unità è rappresentata dalla graffa che contiene le parti, ovvero le equazioni, c’è un coordinamento tra le parti). Un sistema è un insieme di elementi legati gli uni con gli altri e formano un’unità organizzata. Abbiamo come elementi le parti, il tutto e una coordinazione fra queste parti. (Ad esempio, le forbici sono un sistema: composte da due lame, una vite ed un bullone, per ottenere il sistema dobbiamo unire queste parti secondo una determinata logica ottenendo un tutto organizzato che ha caratteristiche che le singole parti non hanno, il sistema che ne deriva ha caratteristiche nuove grazie ad una coordinazione che diamo alle parti).

Parlando di azienda, si combinano sempre le singole parti mediante una coordinazione al fine di creare ricchezza andando così a formare l’azienda, per questo consideriamo l’azienda un sistema.

Teoria dei sistemi (anni '50)

Ludwig von Bertalanffy ed altri studiosi vogliono trovare un modo multidisciplinare per studiare un sistema con una comune metodologia d’indagine, per cui fonda la teoria dei sistemi.

Approccio metodologico nello studio di un sistema:

  • Quantificazione degli elementi che lo compongono
  • Qualificazione di questi elementi
  • Analisi delle relazioni che si instaurano tra gli elementi quantificati e qualificati

La teoria di Jay W. Forrester

La teoria nota come dinamica dei sistemi elaborata da Jay W. Forrester e altri studiosi presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) contribuisce allo studio dei sistemi complessi e ultracomplessi. Questi sistemi sono caratterizzati da:

  • Elevato numero di variabili
  • Complesse relazioni tra le parti del sistema
  • Pluralità di circuiti di retroazione (feedback loop)

Forrester considera l’azienda un sistema con retroazione che recupera i risultati delle azioni passate e sulla base di queste indirizza le azioni future. Forrester concepisce la gestione dell’azienda come un processo di conversione dell’informazione in azione, attraverso la decisione. Informazione - Decisione - Azione.

Questi circuiti hanno un gap temporale di cui dobbiamo tenere conto; se non alimentiamo il sistema di informazioni, ci possono essere dei ritardi. Forrester concepisce il sistema aziendale come dinamico, che tiene conto di ogni azione passata per indirizzare quelle future.

L'azienda come sistema

La concezione sistemica dell’azienda permette di:

  • Collocarla nel sistema macroeconomico
  • Esaminare le caratteristiche del sistema
  • Studiare i sub-sistemi che la compongono

L'azienda nel sistema macroeconomico

Andiamo a formare un’impresa allo scopo di creare ricchezza a favore del soggetto decisore, ma a vantaggio anche degli altri soggetti che partecipano all’impresa, raccogliendo capitale. Ora grazie al capitale bisogna contattare i fornitori e pagare i lavoratori; se il capitale iniziale non basta si possono usare i finanziatori come le banche, a cui vengono dati degli interessi per tutelarla. Noi che abbiamo investito nell’azienda con rischio ci aspettiamo che ci venga dato un profitto, che è una parte particolare del reddito, che è ricchezza intesa in senso dinamico. Ci sono una serie di persone che beneficiano del fatto che l’azienda produce ricchezza, come i fornitori, i lavoratori, i finanziatori, i proprietari degli immobili e gli erari dello stato ed enti pubblici. L’azienda produce ricchezza a favore di soci ma a favore anche di altre persone coinvolte nell’attività aziendale. Nel caso di aziende erogative dobbiamo soddisfare beni o servizi, per cui la ricchezza di cui disponiamo viene utilizzata per acquistare beni o servizi. Nella maggioranza dei casi non acquistiamo le materie prime dal produttore, ma c’è un’altra azienda, un’impresa commerciale, la grande distribuzione, che fa da mediatore. La parte di ricchezza che non utilizziamo diventa risparmio. Il capitale è un fattore generico di produzione, esso può provenire da mezzi propri, remunerati attraverso il profitto, e mezzi a titolo di finanziamento, remunerati attraverso gli interessi. Se si decide di investire in fondi statali, la ricchezza va allo stato.

Considerando l’azienda come sistema ci permette di considerare l’azienda all’interno del campo macroeconomico; si può ragionare su ciò che lega le imprese con le aziende di erogazione.

Le possibili classificazioni dei sistemi

I sistemi possono essere:

  • Fisici o socioeconomici: classificazione posta in relazione alla natura del sistema ed al suo grado di astrazione.
  • Deterministici o indeterministici/stocastici: tale classificazione dipende dalla natura delle relazioni esistenti tra le parti del sistema, e tra questo e l’esterno. Se posso conoscere informazioni con certezza è deterministico, mentre è indeterministico o stocastico se la raccolta di informazioni richiama l’incertezza o l’indeterminatezza.
  • Aperti o chiusi: un sistema aperto instaura relazioni con l’ambiente di cui fa parte, come l’azienda, mentre il sistema chiuso non interagisce con l’ambiente esterno.
  • Semplici, complessi o ultracomplessi: tende a graduare la complessità del sistema; tanto più un sistema è complesso, più sarà un sistema inesplorato, è in relazione con sistemi esplorati, parzialmente esplorati ed inesplorati; l’azienda è un sistema complesso o ultracomplesso, per cui è parzialmente esplorato, c’è sempre una necessità di esplorare l’azienda stessa.
  • Statici o dinamici: un sistema è statico quando le sue condizioni di equilibrio non variano nel tempo, un sistema è dinamico quando le sue condizioni di equilibrio variano nel tempo, cambiano continuamente le sue condizioni, come l’azienda.
  • Stabili o instabili: il sistema è stabile, ovvero ritrova l’equilibrio quando lo perde, mentre se è instabile non ritrova l’equilibrio da solo quando lo perde. Esempio stabile è una pallina, mentre il sistema aziendale è un sistema instabile in quanto per ritrovare l’equilibrio c’è bisogno di soggetti che fanno in modo di riportare l’azienda in equilibrio.
  • Discreti o continui: in relazione alla rappresentazione matematica della struttura del sistema.
  • Cibernetico o non cibernetico: sistema cibernetico se è stato creato dall’uomo, come l’azienda o le forbici, lego gli elementi per ottenere uno specifico fine, sistemi non cibernetici sono ad esempio quello solare.
  • Totale o sub-sistema: è in relazione allo spazio del sistema, si tratta di un rapporto tra quello di insieme e sottoinsieme.

Il sub-sistema organizzativo è costituito dallo schema di relazioni e di comunicazioni istituito tra le parti componenti l’unità aziendale.

Il sub-sistema gestionale è rappresentato da un complesso di decisioni e dalle conseguenti operazioni aziendali.

Il sub-sistema informativo è il complesso delle procedure che consentono all’azienda di disporre delle informazioni necessarie per prendere le decisioni di gestione. Si basa su rilevazioni che, se tenute in modo sistematico secondo appropriate regole, danno origine alla contabilità.

Le aziende non profit

Recenti ridefinizioni di azienda la considerano come un fatto di produrre qualcosa utile a qualcun altro.

Aziende pubbliche: diretto o indiretto riferimento al...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PagaGio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Servalli Stefania.
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