Alice Fink-Jensen Economia Aziendale 2020
ECONOMIA AZIENDALE
INDICE
Le aziende e le
imprese………………………………………………………………………………………………………
…………..…1
Obbiettivi dell’impresa e logiche di corporate
governance…………………………………………………………………3
Le variabili organizzative che costituiscono il sistema-
azienda…………………………………………………………..6
L’ambiente generale e specifico in cui opera
l’impresa……………………………………………………………………...10
Il modello economico e finanziario della gestione
dell’impresa…………………………………………………………12
Principi, struttura e contenuti del
bilancio……………………………………………………………………………………….16
Dal ciclo delle operazioni di gestione al
bilancio……………………………………………………………………………….27
Indici economico-
finanziari………………………………………………………………………………………………………
……36
Valutazioni di bilancio secondo criteri
civilistici……………………………………………………………………………….41
Principali classificazioni di
costo……………………………………………………………………………………………………..45
Il modello prezzi-costi-
volumi………………………………………………………………………………………………………...
48
Modello del punto di
pareggio………………………………………………………………………………………………………
…51
Schemi
riassuntivi……………………………………………………………………………………………………
…………………….54 12/3/2020
AZIENDE E IMPRESE
AZIENDE: secondo l’economia aziendale, se si riduce tutto ai minimi termini, ciò che
hanno in comune tutte le aziende è il fatto di utilizzare delle risorse (input: mezzi
tecnici o persone) per trasformarle e ottenere dei prodotti, beni e servizi realizzati al
soddisfacimento dei bisogni di qualcuno. Ciò avviene attraverso un complesso di
attività che trasformano le materie prime in qualcosa che soddisfa i bisogni delle
persone, attraverso la produzione vera e propria, ma grazie anche a tutte le azioni a
questa annesse.
Esempi
Aziende come la Barilla s.p.a, comune di Moncalieri e tutte quelle nelle slide 5.
Tutte queste aziende sono caratterizzate dalla stessa logica: sono a scopo di lucro,
nonostante questo non sia rilevante nella definizione di azienda è comunque
necessario per prendere le risorse, elaborarle e per renderle usufruibili attraverso beni
e servizi per il soddisfacimento di qualcuno.
Nell’ambito dell’economia aziendale si adottano diversi profili di analisi per valutare
un’azienda. 1
Un primo profilo di analisi che può essere considerato il baricentro di osservazione
considera il fatto che l’azienda utilizza degli input per ottenere degli output. Dunque,
un primo profilo di osservazione è la presa in considerazione del rapporto input-output:
quante risorse sono utilizzate per ottenere il prodotto. Questo prende il nome di
efficienza.
EFFICIENZA: in termini generali quindi è il rapporto tra input e output, la
capacità di ottenere il prodotto con un input che deve essere il più ottimizzato
possibile. L’efficienza riguarda la relazione tra quantità di risorse impiegate e
quantità di risultati produttivi ottenuti.
Un secondo profilo di analisi che accomuna tutte le aziende è quello che si concentra
sull’attitudine che l’output (bene, servizio, prodotto) ha a soddisfare in termini
quantitativi e qualitativi i bisogni di mercato (i bisogni del singolo individuo), questa
attitudine si riflette sul valore dell’output. Tanto più si è bravi a soddisfare i singoli
bisogni, tanto più l’output acquisterà un valore elevato, il quale non si riflette per forza
su un prezzo anch’esso elevato. Questo secondo parametro prende il nome di
efficacia.
EFFICACIA: ogni azienda deve cercare sia l’efficienza, un concetto di natura
economica che riguarda il mero rapporto input-output, ovvero l’uso ottimale
delle risorse sia l’efficacia, ovvero il soddisfacimento delle esigenze e dei
bisogni dei singoli clienti. L’efficacia riguarda il livello qualitativo e quantitativo
dell’output, cioè dei beni o servizi prodotti ceduti al mercato.
Ciò che è importante per un’azienda, di qualunque tipo essa sia, sono dunque
efficienza ed efficacia anche se queste in una prospettiva a breve termine possono
essere tra loro confliggenti (in contrasto), poiché al fine di migliorare una, potrebbe
essere necessario agire a scapito dell’altra.
Le aziende si differenziano anche per alcuni fattori, esse possono operare in diversi
contesti, infatti alcune operano su un mercato rivolgendosi direttamente ai clienti. Sui
mercati si creano dei prezzi che rispecchino il valore che il cliente dà al prodotto (i
clienti esprimono le loro esigenze e in base a queste si stabilisce un prezzo di vendita
del prodotto), altre aziende invece non operano sul mercato e ciò comporta
un’assenza di prezzi “veri”, in questo specifico contesto i clienti prendono il nome di
utenti. Il servizio di queste aziende non ha un vero e proprio formato sul mercato e
non rispecchia l’espressione della risposta domanda-offerta unita al valore attribuito
dal cliente al prodotto. Molto spesso in questo caso si tratta di tariffe.
Nel primo caso le aziende sono anche imprese, mentre nel secondo sono solo aziende
e non possono essere definite come imprese. Nell’insieme delle aziende che non si
possono configurare come imprese troviamo:
Aziende pubbliche
Aziende no profit
Esempio
Nei tipi di attività dove può essere richiesto un ticket di ingresso (tassa universitaria,
ticket che si paga per le analisi sanitarie ecc…) esso non rispecchia il valore attribuito
dal mercato, ma rispecchia un contributo richiesto al cittadino.
In riferimento alle imprese la ricerca di equilibrio è misurabile mediamente in
confronto tra le due grandezze economiche: ricavi e costi. La differenza tra ricavi è
costi si chiama reddito o profitto o risultato economico. Più precisamente:
I ricavi di vendita dei prodotti sono una misura parziale ma significativa di
efficacia commerciale.
I costi di produzione sono una misura dell’efficienza dimostrata dall’impresa ad
acquisire e impiegare risorse.
Quindi nel mondo delle aziende ci sono:
2 Imprese: particolare tipo di azienda, che si differenzia in diverse categorie a
seconda di questi parametri:
Macro-settore di attività
o Sistema di produzione
o Dimensione (piccole e medie imprese)
o Natura del controllo proprietario
o Natura delle relazioni con le altre imprese
o
Le caratteristiche fondamentali sono quelle di operare in un sistema di prezzi per
misurare il valore dell’output in modo univoco (ai fini della valutazione dell’efficacia,
certe volte si inventano dei sistemi di prezzi virtuali che consentono di determinare il
valore dell’output) sono influenzate dalla presenza di un mercato concorrenziale, dalla
minaccia di fallimento, dalla speranza di fare profitti ecc…
AA.PP: aziende pubbliche, come ad esempio l’azienda sanitaria. Le sue
caratteristiche sono:
- Il destinatario dei servizi è un utente, che non paga un prezzo per il servizio
che riceve.
- I ricavi sono surrogati del trasferimento di risorse finanziarie da parte delle
Regioni.
- Non vi sono stimoli per cui l’impresa voglia creare valore o accrescere un
interesse economico.
- Avere un orientamento all’utente, cioè garantire un servizio corrispondente a
dati criteri e a certi standard.
Aziende no profit: di natura privata, i cosiddetti enti del terzo settore. Possono
fare profitto, ma questo profitto non andrà distribuito tra i soci, bensì sarà
impiegato nelle attività successive dell’azienda.
Quando un’azienda giustifica la sua esistenza?
Quando il valore degli input (costi) è minore o uguale al valore dell’output. Il valore
dell’input è calcolabile senza grosse difficoltà in tutte le aziende, attraverso le analisi
dei costi. Codesti costi sono infatti la monetizzazione degli input utilizzati, ovvero la
forza lavoro, materie prime, macchinari, costi di produzione ecc… Il valore dell’output
invece non è calcolabile per tutte le aziende, esso si può calcolare solo per le aziende
che sono anche imprese, attraverso i ricavi di vendita.
Nelle imprese misuriamo l’input attraverso i costi (efficienza), l’output attraverso i
ricavi (efficacia), in particolare l’efficacia commerciale con cui l’impresa ha operato.
Attraverso la differenza tra ricavi e costi si misura il reddito/profitto che misura
l’equilibrio economico dell’impresa.
IL SISTEMA IMPRESA E I SUOI STAKEHOLDERS
Le imprese sono dei sistemi costituite da parti diverse (persone, gruppi formali, gruppi
informali, strumenti tecnici, attrezzature ecc…), queste diverse componenti devono
interagire tra loro e creare un sistema funzionante, chiamato sistema sociotecnico.
Infatti l’impresa può essere identificata come un sistema aperto, all’interno del quale
si istaurano relazioni con molteplici soggetti o gruppi di soggetti, che avendo degli
interessi specifici, interagiscono con essa. Questi soggetti o gruppi sono riconducibili
alla figura di stakeholder: tutti coloro che sono titolari di una posta collegata all’attività
e che pertanto sono da essa condizionati e a loro volta la condizionano. In altri termini,
tutti coloro che corrono un rischio, cioè hanno qualcosa da perdere. Dunque gli
stakeholder sono i gruppi verso i quali l’impresa è responsabile. Inoltre si può dire che
il benessere degli stakeholder nel lungo periodo rappresenta la chiave per la
sopravvivenza e per il successo duraturo dell’impresa. Tale condizione è valutabile sia
in termini di benefici economici, sia di natura differente: una buona reputazione, un
clima non conflittuale ecc…
3
Le imprese sono anche inserite in un sistema più ampio: ambiente specifico (settore
per cui l’impresa opera) che determina i mercati di approvvigionamento e i mercati di
vendita. Questo si può definire come il terreno competitivo in cui l’impresa opera, ma
anche l’ambiente specifico a sua volta è inserito in un ambiente generale.
Gli stakeholder sono i soggetti che -a diverso titolo- hanno interessi nelle vicende delle
imprese, come ad esempio: clienti, erario, imprenditore, soci e azionisti, manager,
fornitori, concorrenti, lavoratori, finanziatori e molti altri. Gli stakeholder sono
caratterizzati da delle diversità. Imprenditori, soci ed azionisti hanno un interesse
dominante perché corrono il rischio generale d’impresa, ovvero se l’impresa va bene
loro guadagnano profitti, mentre se va male sono coloro che devono sostenere le
perdite fino ad arrivare al fallimento. Questi soggetti dominanti detengono le leve
delle decisioni fondamentali e quindi rappresentano il soggetto economico
dell’impresa. 19/03/2020
Tuttavia, non è detto che chi rischia il proprio capitale corrisponda a chi prende le
decisioni più importanti. Esiste una separazione tra proprietà e gestione, poiché il
proprietario sarà colui che ha apportato il capitale a titolo di rischio, mentre la
gestione è data al soggetto dominante ovvero colui che prende le decisioni chiave.
Basti pensare ad una società azionaria composta da azionari stabili che avranno un
interesse di lungo periodo, così le scelte strategiche dovranno tenere conto di tale
esigenza, mentre gli azionisti sono orientati ad uno smobilizzo dei propri titoli nel
breve periodo, allora l’azienda dovrà privilegiare una strategia di breve periodo.
Questa possibile distinzione tra i due soggetti determina i Modelli di Governance.
Con il termine Corporate governance si fa riferimento al complesso di strumenti e
meccanismi volti a tutelare gli interessi dei soci/azionisti non direttamente coinvolti
nella gestione dell’impresa, rispetto all’operato degli amministratori. Si tratta di regole
di governo societario dirette a favorire la correttezza della gestione, il controllo delle
operazioni, la trasparenza dell’operato degli amministratori e dei manager, la tutela
dei diritti degli azionisti e di tutti gli stakeholder aziendali. I modelli oggetto di analisi
sono: la public company, l’impresa padronale, l’impresa consociativa.
MODELLI DI GOVERNANCE= modalità attraverso le quali sono disciplinati i
rapporti tra la proprietà d’impresa e gli altri stakeholder, in particolare il
management.
Questi sono vari, difficili da standardizzare e esistono svariati modelli differenti.
Tre macro-modelli da analizzare sono:
Proprietà chiusa (l’impresa padronale): si intende un modello nel quale sia
la proprietà sia la gestione sono concentrati in un unico soggetto,
l’imprenditore. Questa figura finanzia l’impresa per cui è il proprietario
fondatore ed è anche colui che prende le decisioni fondamentali per il suo
funzionamento. Questo modello è tipico di realtà aziendali di dimensioni
contenute ed è molto sviluppato in Italia, sotto forma di imprese a
gestione familiare.
L’impresa familiare può essere ricondotta al modello di governance
padronale.
Proprietà concentrata (impresa conoscitiva): viene condiviso il potere tra i
soci di maggioranza che portano capitale e possiedono anche potere
gestionale e i soci di minoranza che invece apportano solo capitale.
Nell’impresa italiana dove dominano le imprese familiari questi sono
anche detti familiari attivi (soci magg.) e familiari passivi (soci min.). Il
capitale è sostanzialmente diviso tra un numero limitato di stabili
azionisti, che detiene una quota qualificata di lungo periodo ed un elevato
numero di azionisti che opera sul mercato. È un processo in cui non vi è
un’equilibrata distribuzione del potere, tuttavia la presenza di più soggetti
4 aventi interessi differenti può richiedere un’attività di mediazione che
potrebbe rallentare i processi decisionali, anche per l’eccessiva prudenza.
Proprietà diffusa (public company): è opposta alla proprietà chiusa, i
soggetti si dividono tra azionisti -cioè coloro che investono il loro capitale-
distinti dai management, che invece prendono le decisioni. Inoltre
l’azionista ha la possibilità di limitare il rischio dell’investimento e di
accontentarsi di una minore redditività, affidando il proprio capitale ad un
management avente elevate capacità professionali. In questo caso è
difficile identificare il soggetto dominante.
I modelli precedentemente analizzati hanno sia lati positivi, sia lati negativi: la public
company è caratterizzata da un management competente, ma che sovente tende a
inseguire i propri interessi rispetto a quelli dell’azienda e degli stakeholder; l’impresa
padronale è capace di sviluppare delle efficienze nei processi decisionali, ma con
fragilità nel lungo periodo; mentre l’impresa consociativa è sicuramente orientata a
risultati di lungo periodo, ma a volte rischia di avere tempi decisionali eccessivamente
lunghi.
Family business
Con il termine family business si intende un’impresa controllata da una famiglia o da
un numero ristretto di famiglie, gestita con l’intento di garantire la sostenibilità di
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