Economia delle attività terziarie
Claudio Ferrari (6 CFU)
Le attività terziarie comprendono attività molto diverse le une dalle altre. Trovare argomenti unitari per discutere della produzione di servizi è difficile. Dal commercio ai servizi pubblici, alla scuola, ecc., rientra nelle attività terziarie. È un comparto che ha quasi l'80% degli occupati. Quasi lo stesso vale per il valore aggiunto. L'economia dei paesi più ricchi è composta in netta prevalenza da attività terziarie.
Siamo fortemente spinti sulle attività terziarie e sono molto diverse le une dalle altre. Sono molto diverse nel modo in cui sono prodotte, e molto diverso anche il modo in cui si scambiano questi servizi. È un comparto molto variegato. Troviamo sia attività produttive fatte da imprese piccole sia fatte da imprese grandi. Molti servizi vengono scambiati sul mercato (domanda-offerta, l'incontro fornisce il prezzo del servizio); ci sono poi una serie di altri servizi che vengono scambiati diversamente: i servizi pubblici che non hanno un prezzo (la difesa, il sistema sanitario – ticket quota modesta del reale valore del servizio che noi utilizziamo).
Caratteristiche generali delle attività terziarie
Ci sono diverse forme di produzione. Ci sono alcune caratteristiche comuni: i servizi si erogano soltanto a fonte di una domanda. Un servizio si produce se c'è una domanda. Noi non possiamo produrre per il magazzino se produciamo un servizio (cosa che si farebbe per la produzione di beni). Posso usare il prezzo per invogliare la domanda, quindi uso il prezzo come leva. Due caratteristiche che accomunano questi servizi: presenza dell'utente e non poter accantonare la produzione. La produzione dei servizi è molto più complicata perché si trovano a dover scegliere quale dimensione della domanda soddisfare: quella di picco o quella normale.
Per la produzione di servizi hanno più di un output da un unico impianto (mezzo di trasporto per le imprese del trasporto; macchinario per la sanità, sale operatorie che non sono specializzate per una sola attività ma possono essere usate per più attività; ecc.). Quella di avere impianti multiprodotto è sempre più diffusa, e ha un certo interesse dal punto di vista economico perché aiuta a capire come ripartire la capacità di impianto, a quale prodotto dedicare di più. Tipologie di costo nuovo: costi comuni, cioè non immediatamente attribuibili a una specifica produzione. Es. polo universitario di Via delle Fontane edificio utilizzato per due servizi diversi: corsi magistrali e triennali, alcuni costi però sono comuni come la portineria, le pulizie, questo può presentare un problema perché noi possiamo chiederci come ripartire quel costo nelle diverse produzioni.
Se ci sono le stesse ore di corso... non esiste una regola migliore di un'altra per ripartire i costi. Quando abbiamo costi comuni la regola di ripartizione è artificiosa che possiamo cambiare in ragione dell'obiettivo che vogliamo conseguire, quindi qualunque regola potrebbe essere corretta. Io potrei cambiare la contribuzione a seconda dell'anno di iscrizione (la tua domanda rispetto al servizio universitario è più rigida – alzo le tasse e tanto non rinunci) ed è un modo per distribuire un costo comune. In base alla regola che applico avrò anche un cambiamento della domanda. Io potrei tarare questa distribuzione in base all'elasticità della domanda.
Distinzione tra servizi scambiati sul mercato e beni pubblici
Per beni pubblici si intendono i beni per i quali non vi è rivalità nel consumo e non vi è escludibilità nel consumo, cioè è difficile evitare che un soggetto fruisca di un determinato servizio (lampione ci illumina la strada e quel servizio è utilizzabile da tutti). Sia che io paghi le tasse, che non le paghi o le paghi in un altro paese, quel servizio è offerto a tutti indistintamente. Per non rivalità si intende il fatto che quando un utente consuma un'unità di quel servizio non sottrae quell'unità a qualcun altro. Non è detto che tutti i servizi offerti da un servizio pubblico siano beni pubblici.
Evoluzione della struttura economica dei paesi più ricchi
Sviluppo delle catene globali del valore e perché oggi sono importanti. Processo di servitizzazione delle attività produttive, cioè il crescente sviluppo dei servizi anche nel mondo della manifattura. Esternalità sociali come influiscono sui comportamenti d'acquisto dei singoli, pricing statico e dinamico; caso della disoccupazione tecnologica.
Caratteristiche generali delle attività terziarie
Come è cambiata la percezione del significato della produzione terziaria nel pensiero economico. Questo insieme di attività produttive, questo insieme di industrie (usiamo il termine industria in senso marshalliano: come insieme di attività economiche che producono un bene sostanzialmente simile, quindi anche in riferimento al settore del terziario). Il terziario prende questo nome perché tradizionalmente il sistema produttivo viene diviso in tre settori principali: primario, secondario (industria manifatturiera) e terziario. Di fatto è un settore definito in maniera residuale. Questa caratteristica emerge nel vedere la composizione delle attività economiche di questo settore, sono attività molto diverse tra di loro. Diverse caratteristiche dei beni rendono complicato dare un'unità al settore.
Distinzione tra lavoro produttivo e improduttivo
Per molto tempo gli economisti hanno fatto distinzione tra lavoro produttivo e quello improduttivo e in quello improduttivo rientrava quello dei servizi in quanto non si realizza nulla di nuovo. Quindi questo tipo di produzione viene considerato non interessante dal punto di vista di arricchire il sistema economico. In questo momento storico per gli economisti era importante che facessero arricchire la comunità.
Agli inizi del 1700, i fisiocratici pensano a un ordine economico naturale basato su leggi fisiche e leggi morali che l'uomo deve seguire. Il compito dell'economia e degli economisti è quello di scoprire queste leggi. Bisogna evitare di disturbare tale ordine, quindi non ci deve essere un ente esterno tipo lo stato che configura un equilibrio diverso. Solo la natura produce ricchezza e moltiplica i beni, e conseguentemente solo l'agricoltura è un'attività economica produttiva, tutte le altre attività sono considerate improduttive (cioè sterili perché si limitano a trasformare i beni prodotti, non si crea nulla di nuovo secondo la visione dei fisiocratici).
Dopo i fisiocratici arrivano gli economisti classici, il primo è Adam Smith. Lui introduce anche la manifattura tra le attività produttive perché riconosce che attraverso il lavoro dell'artigiano, del manifatturiero si ottiene un prodotto il cui prezzo è maggiore della somma della spesa supportata per acquisire gli input di produzione. Di conseguenza porta a un aumento della ricchezza. L'obiettivo di Smith era comprendere le ragioni che portavano alla ricchezza degli stati.
Il settore terziario resta lavoro improduttivo perché il lavoro incluso non si applica in genere nei servizi. Marx ha una visione simile a quella di Smith, secondo lui il lavoro produttivo è quello che produce il plus valore.
Baumol, una caratteristica distintiva del secondario e del terziario sta nel livello di produttività. Secondo lui la produttività nel manufatturiero aumenta molto più velocemente rispetto al terziario, e poiché il livello di salario è legato alla produttività, spiegherebbe perché i salari nelle attività manifatturiere sono più alti rispetto alle terziarie. Poi questo ragionamento vale in generale, potrebbe anche esserci un'attività terziaria con salari più alti. Rapporto tra capitale e lavoro.
Anni 80 del ‘900, the coming of post-industrial society, si introduce per la prima volta il concetto di società post-industriale, ovvero dove prevalgono le attività terziarie rispetto a quelle manifatturiere. Si è di fronte a una modifica delle economie più ricche, c'è sempre meno manifattura. Alla fine degli anni 70/80, la condizione di lavoro salariato non è più la condizione prevalente, ovvero non è anche quella che definisce anche i rapporti sociali.
Diversi tipi di utilizzi del termine servizio e terziario in economia
Una prima definizione ricorrente è quella di industria del terziario come industria il cui output è un output immateriale, cioè non è un bene fisico. Un'altra definizione dice che sono tutte le forme di lavoro che non coinvolgono direttamente la produzione fisica di beni. Per funzione terziarie si intende l'utilità che i consumatori traggono dal consumo di beni e servizi.
A volte c'è confusione tra servizi e attività manifatturiere anche perché alcune attività terziarie possono contribuire a produrre beni fisici (franchising, un servizio direttamente applicabile a un bene fisico). Quali sono le principali attività terziarie? Attività finanziarie, assicurative, immobiliari, servizi all'impresa, architettura, pubbliche relazioni, consulenze, il settore dei trasporti, tutta l'attività commerciale, industria dell'intrattenimento, la pubblica amministrazione, attività no profit (quelle che producono con finalità che non è un profitto).
Da questo elenco emerge la diversità di attività presenti in questo comparto, sia per la presenza di finalità diverse sia perché cambia a chi si rivolgono.
Servizi alla persona vs servizi alla merce
- Fattore produttivo prevalente è il lavoro, la componente capitale è relativamente modesta. Sono gli utenti di questi servizi ad essere i diretti beneficiari. Servizi per il consumatore e i servizi al consumatore (diagnostica, università, servizi sanitari).
- Insieme di attività in cui il diretto beneficiario è un bene fisico.
I servizi si possono classificare in base a:
Lavoro:
- Intensità di lavoro che comporta diverse tipologie di servizi. Possiamo distinguere a seconda che utilizzino dei professional, dei skilled labour o degli unskilled.
White e blue collars. La retribuzione del lavoro ha a che fare con le attività e le capacità del lavoratore. È più facile sostituire un lavoratore che non richiede particolari abilità.
Servizi di mercato e di non mercato
- Servizi scambiati sul mercato con prezzi unitari.
- Servizi non trattati dal mercato per le particolari condizioni di questi servizi.
Dipende dalla possibilità che vengano o meno trattati dal mercato e ancora i servizi non di mercato sono offerti dal servizio pubblico, possono dare luogo a comportamenti opportunistici da parte degli utenti.
Due modi diversi per misurare i servizi:
- Producer side approach: misura dei servizi data dalla somma del valore aggiunto, o da un altro aggregato macroeconomico, degli occupati di un'impresa. Secondo questo approccio i servizi non scambiati sul mercato entrano in questa valutazione (PIL) con un valore pari al costo dei fattori. Questo introduce una differenza significativa in questo comparto: quando noi guardiamo i servizi scambiati sul mercato il valore del servizio è dato dal prezzo di scambio, ma può non coincidere con il prezzo di produzione. Nei servizi non scambiati sul mercato si misura il valore con il costo, ma dove il costo di produzione aumenta noi leggiamo l'incremento di costo come incremento della produzione, ma non sempre è così, potrebbe anche solo essere che è aumentato il costo di un servizio.
- Final user-side approach: guarda come viene speso il reddito. Si cerca di risalire a come i consumatori usano il reddito disponibile. La gran parte del reddito dei consumatori finali si rivolge ad attività di servizio, anche quando si vuole acquistare un bene fisico. Quindi il valore del terziario è ancora maggiore se si usa questo approccio.
Le slide 14 e 15 riportano un'ulteriore suddivisione dell'attività terziaria di Jansson. Servizi per il tempo libero, servizi sanitari, diretti al consumatore come persona fisica. Servizi che si rivolgono o al consumatore o alle imprese (servizi legali). Servizi alla merce come i servizi B2B. settore housing quello di affitti e utenze. Infine, la distribuzione commerciale, trasporto, logistica. Tutti i servizi sono trattati dal mercato tranne i servizi al consumatore che sono finanziati attraverso la fiscalità.
Caratteristiche comuni alle attività terziarie
- Non cumulabilità: non possono lavorare per il magazzino, il servizio si produce a seguito di una domanda. Non lo si può accumulare, c'è un problema della variabilità della domanda e c'è necessità di adattarsi alla domanda.
- Localizzazione gerarchica: possiamo individuare per diverse categorie di servizi diversi livelli di importanza e di pregio. Servizio scolastico, elementari molto diffuse, man mano che il livello si alza i punti di offerta si diradano e si riducono.
- Non trasportabilità: in molti casi il servizio viene offerto in un posto e occorre che la domanda si manifesti nel posto in cui c'è il servizio.
- Presenza del cliente: se non c'è il cliente non può esserci il servizio.
- Economie di rete: feedback positivi. Caratteristica particolare che fa sì che il valore del bene offerto aumenti all'aumentare della diffusione del bene sul mercato. Hanno a che fare con la domanda, dipendono dalla diffusione del servizio sul mercato.
Il terziario avanzato
Attività ad alto contenuto di conoscenza rivolte alle imprese. Servizi particolarmente spinti dal punto di vista della conoscenza che includono.
Relazione reddito-servizi
Come è cambiata nel tempo in relazione agli occupati e al reddito. Riporta quello che è storicamente successo: a seguito dell'incremento del reddito medio pro capite si è avuto a seguito di una contrazione netta del settore dell'agricoltura, iniziale incremento della manifattura cui segue una progressiva riduzione e una continua crescita dell'attività terziaria. Oggi ci troviamo nella parte destra di questo schema.
Si potrebbe pensare che in futuro ci sarà un'economia basata solo sui servizi. Alcuni economisti sono stati abbastanza critici: Jansson – illusione statistica: quello che si osserva oggi come crescita enorme delle attività terziarie è in parte un risultato illusorio perché è cambiato il processo organizzativo delle imprese. Alcuni decenni fa era normale che un'azienda manifatturiera si occupasse della distribuzione del suo prodotto. Ora si fa in modo diverso perché ci sono due cose diverse che si occupano della cosa, quindi aumentano i servizi.
Soilen – problema della crescita enorme del settore pubblico. Altra critica è l'eccessiva finanziarizzazione dell'attività produttiva e terziaria.
Altre critiche all'economia dei servizi
Servizi spesso visti come qualcosa di positivo perché in materiali sostenibili. Ma anche la produzione dei servizi può avere questa caratteristica. Servizi alla produzione per definizione si applicano alla produzione e se questa viene a mancare possono sparire i servizi alla produzione. I servizi sono più facilmente copiabili, non si possono proteggere con brevetti o copyright. Le economie basate sui servizi tendono a subire una maggiore competizione.
Enorme crescita del comparto terziario dalla seconda guerra in avanti. I servizi da soli non sono forse sufficienti a garantire il benessere o la ricchezza delle nazioni.
La curva di Engel
Esplosione della domanda di servizi conseguente ad un raggiungimento di un livello di benessere della società generale a partire dal secondo dopoguerra. Questa migliore condizione economica, quindi un maggior reddito medio pro capite porta a domandare una maggiore quantità di servizi rispetto ad altri beni. Questa osservazione ci introduce ad una relazione chiamata curva di Engel. Le curve di Engel rappresentano le relazioni causali tra livello di reddito e le spese di consumo per un certo bene.
La quantità consumata di un certo bene è funzione di r, cioè il reddito disponibile. Questa relazione può assumere diverse forme. Il nome delle curve deriva dal nome di uno statistico tedesco che inizia a studiare queste relazioni nell'800. Osserva un fenomeno strano, inatteso rispetto alle relazioni causali, questo a significare che queste relazioni cambiano in funzione della tipologia di beni.
Due relazioni tipiche: beni normali e beni di lusso
- Beni normali: la relazione causale è una relazione crescente, all'aumentare del reddito aumenta la quantità consumata, con tasso del reddito decrescente. Cioè per incrementi costanti del reddito, le quantità acquistate di quel bene aumentano in misura via via più piccola. Si dovrebbe arrivare a una stazionarietà. Relazione detta normale: quantità aggiuntive di uno stesso bene generano un'utilità via sempre più piccola fino ad annullarsi o diventare addirittura negativa. A parità di incremento del reddito l'incremento di acquisto aumenta ma sempre meno.
- Beni di lusso: aumenta il reddito e aumentano le quantità acquistate, ma qui aumentano in modo via via crescente, all'aumentare del reddito la domanda sarà via via crescente. Relazione che caratterizza i beni di lusso, cioè quei beni che si acquistano solo da un certo livello di reddito in poi. Alcune attività terziarie rappresentano una relazione con il reddito di questo tipo. Alcuni servizi sanitari per esempio, maggiore è il reddito maggiore è la spesa per controlli.
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