Economia aziendale: esame e struttura
Parte 1: struttura dell'esame
Esame: parte 1 – 2 domande aperte e 3 multiple, parte 2 - 2 domande aperte e 3 multiple. Le esercitazioni valgono fino a 2 punti sul voto finale.
Introduzione all'economia
L'economia studia i problemi economici che nascono a causa delle risorse limitate. Essa necessita di gestire risorse limitate rispetto a bisogni illimitati.
Classificazione dei bisogni
I bisogni si classificano secondo:
- Prevalenza, cioè a seconda della loro importanza, possono essere primari (legati alla sopravvivenza: mangiare, bere, dormire,…) e secondari (divertirsi,…).
- Ricorrenza, cioè dipendono dalla periodicità, possono essere continui (mangiare,...) o periodici (vacanze).
- Differibilità, distinguono bisogni urgenti e indifferibili che non possiamo rimandare.
- Dipendenza, indicano bisogni rigidi a cui non possiamo rinunciare ed elastici tra i criteri c'è corrispondenza.
Problemi non economici
Non sono studiati dall'economia i problemi di natura non economica che riguardano risorse illimitate o non riproducibili.
Domande fondamentali dell'economia
Tre sono le domande a cui risponde la scienza economica:
- Cosa produrre
- Come produrre
- Per chi produrre analisi del consumatore e del mercato
Tutto in maniera conveniente.
Divisione della scienza economica
La scienza economica si divide in:
- Economia politica che riguarda il funzionamento globale del sistema economico delle macro aggregazioni come paesi e regioni.
- Economia aziendale che studia nello specifico un’azienda rapportandola ad altri componenti del sistema economico.
Attività economica
Per attività economica si intendono operazioni di acquisto, produzione, vendita e scambio (in gran parte svolto dalle aziende) di beni economici. Per beni economici si intendono merci e servizi utili al soddisfacimento di un bisogno.
Definizione di azienda
Per azienda si intende un "istituto economico atto a perdurare". Indica "teso all’economicità". Per spiegare con carattere non unità economica con propria l’economicità si fa riferimento alle 3 E che stabiliscono se si procede in maniera giusta e conveniente. Per unità economica si intende un insieme di risorse aventi valenza economica.
Gestione aziendale
All’interno dell’azienda sono prese decisioni autonome (che generano gerarchie). L’azienda richiede:
- Capitale (risorse tangibili e utilizzabili) che forma l’elemento oggettivo.
- Lavoro (ruolo del personale) che è l’elemento soggettivo. Il lavoro dinamizza e attiva il capitale.
Efficienza e efficacia
Efficiente: utilizzare le risorse limitate nel modo più razionale possibile (senza scarti e con il massimo profitto). Esso esprime un giudizio quantitativo, cioè vengono valutati i risultati quantitativi di tutte le fasi del processo produttivo dell’azienda.
Efficacia: consente di ottenere il risultato/obiettivo con successo e comprende una valutazione qualitativa ex-post (posteriore, mai prima) di cui fanno parte ad esempio la customer satisfaction e il guadagno conseguito.
Tipologie di attività economiche
- Operazioni di trasformazione fisico tecnica (come creare un'automobile, assemblare settore metallurgico ad esempio).
- Negoziazione di beni privati e pubblici ( scambio).
- Negoziazione di capitale di prestito (capitale di terzi, per esempio finanziamenti e prestiti).
- Negoziazione di capitale proprio (apporto di denaro dai soci, per esempio).
- Negoziazione di rischi specifici (assicurazione per i lavoratori…).
- Operazioni di organizzazione (maniera in cui si suddivide il processo produttivo…).
- Operazioni di rilevazione e informazione (indagini di mercato).
La realizzazione e la commercializzazione del prodotto dipendono da una combinazione di attività economiche. Un'azienda è detta integrata verticalmente quando all'interno di essa si hanno tutti i processi che vanno dalla produzione alla vendita del prodotto.
Tipologie di aziende
- Produzione: trasformazione in un prodotto finale che viene poi scambiato sul mercato realizzare per poi vendere.
- Di consumo: l'intera produzione viene consumata all'interno dell'azienda (esempio la famiglia).
A scopo di lucro: hanno come fine il guadagno. Utilità generale (no profit): associazioni, fondazioni, enti politico-sociali.
Classificazione delle aziende per dimensione
- Micro (< 10 lavoratori, < 2 milioni di fatturato) e piccole (10 a 49 dipendenti e tra 2 e 10 milioni).
- Medie (tra 50 e 249 e tra 10 e 50 milioni).
- Grandi (> 250 dipendenti e > 50 milioni).
Vengono classificate in base al volume d'affari (guadagno), investimenti, numero di addetti.
Classificazione delle aziende per forma giuridica
Imprese individuali che sono portate avanti da un imprenditore e/o a conduzione familiare (sono aziende molto piccole) nelle quali soggetto economico e soggetto giuridico spesso/sempre coincidono in una sola persona.
Relazione tra soggetti economici
Per soggetto economico si intende la persona che materialmente governa l’azienda cioè chi gestisce, chi assume, chi decide le strategie e l’organizzazione dell’impresa.
Per soggetto giuridico si intende chi ha la responsabilità giuridica dell’attività d’impresa. Nel caso dell’impresa individuale, eventuali azioni giuridiche e legali sono attuate contro il soggetto giuridico (l’imprenditore) che ne risponde con una responsabilità illimitata, cioè i creditori possono rifarsi a tutto il suo capitale (case, immobili anche se non ipotecati).
Le società di persone
Sono società definite tali in quanto in esse prevale l'elemento soggettivo, rappresentato dai soci, rispetto al capitale e non acquistano mai la personalità giuridica ma è sempre presente un certo grado di separazione patrimoniale tra il patrimonio della società e quello del socio che varia a seconda del tipo considerato.
Le società di capitali
Quando più soci decidono di investire in una società di capitali sorge una nuova figura cioè soggetto economico e soggetto giuridico non corrispondono più poiché il soggetto economico è il manager dell’azienda mentre il soggetto giuridico è la società stessa (cioè i soci, che rispondono di eventuali debiti con creditori per una responsabilità limitata al capitale apportato).
Legami tra imprese
I legami tra imprese possono essere legami gerarchici (gruppi) cioè legami che portano aziende a possedere parte o l’intero capitale di un’altra azienda o società, influenzandone le decisioni come azionisti, oppure legami di mercato (reti, distretti industriali: insieme di imprese collocate nella stessa area geografica e che svolgono simili attività) dove si ha una collaborazione per vantaggi economici.
Fasi della vita aziendale
- Istituzionale o di costituzione dell’azienda, è la fase decisionale dove si istituisce l’impresa e dove si definiscono l'attività e la missione dell’azienda.
- Funzionamento, fase molto lunga che va dall’istituzione al termine dell’attività nel quale si gestisce, si organizza, si acquista, si assumono dipendenti.
- Terminale: quando viene chiusa l’azienda. Abbiamo la cessazione relativa, cioè quando cessa l’attività dell’azienda ed essa viene rilevata o presa in gestione, oppure la cessazione assoluta cioè l’azienda chiude in maniera definitiva.
Relazione tra soggetti economici
IMPRESE → PUBBLICA AMM → FAMIGLIE → IMPRESE. Beni e servizi → beni e servizi → denaro. Denaro → tasse → beni e servizi. Tasse, salari, lavoro. Servizi, lavoro, salari. Interessi, finanziamenti. Finanziamenti, interessi.
Flussi reali e monetari
Quando acquisto qualcosa di reale (flusso reale), di controparte cedo del denaro (flusso monetario) e viceversa.
Business to business (B2B) e business to consumer (B2C)
B2B: commercio interaziendale, è una locuzione utilizzata per descrivere le transazioni commerciali tra imprese (esempio: un’azienda produce un motore vende il motore ad un’azienda che produce aerei l’azienda vende l’aereo ad una società di trasporti).
B2C: viene usato in campo commerciale per indicare la versione di un particolare prodotto destinato alla vendita al pubblico, e non ad aziende (esempio: la società di prima, dopo aver comprato un aereo per il servizio trasporti, vende ad un cliente un biglietto aereo).
Settori aziendali
- Imprese settore primario: aziende di produzione originaria, fattori produttivi che provengono direttamente dalla natura aziende agricole, estrattive, caccia & pesca.
- Imprese settore secondario: aziende che operano nella trasformazione fisica delle materie prime, aziende industriali.
- Imprese settore terziario: aziende di servizi come commercio, trasporti, servizi, banche, assicurazioni.
Costi e ricavi
Categorie di costi
I costi possono essere:
- Fissi (fitti passivi, immobilizzazioni, canoni) il cui ammontare non varia al variare delle quantità prodotte.
- Variabili: variano al variare del volume di attività, cioè delle quantità prodotte (materie prime, lavoro…).
- Semivariabili: sono influenzati da una parte di costi fissi e una parte variabile (elettricità, acqua…).
- Totali: sono formati dalla somma dei costi fissi + costi variabili. La funzione del costo totale è una relazione di efficienza, infatti indica il livello più basso di costi totali da sostenere per produrre.
- Medio: è il costo per ogni singola unità prodotta e si calcola: CmedioQ = CT(Q) / Q (dove Q sta per quantità). All’aumentare della quantità, il costo medio diminuisce perché i costi fissi vengono ripartiti per sempre più quantità.
- Marginale: è il costo che l’impresa sostiene per produrre una singola unità aggiuntiva.
La distinzione tra CF e CV è valida solo entro certi limiti di variazione del volume produttivo superati i quali anche i costi detti fissi risultano variabili.
Economia/diseconomia di scala
Si intende con economia di scala la riduzione del costo medio di produzione dovuto all’indivisibilità dei fattori produttivi. Si intende con diseconomia di scala l’aumento del costo medio dovuto o a problemi di efficienza della gestione dovuti forse ad un aumento smisurato della produzione che l’azienda non è pronta a gestire, oppure a problemi di comunicazione all’interno della società. Si intende con dimensione ottima minima l’intervallo dove il costo medio raggiunge il livello minimo e ottimale.
Ricavi
Sono il nostro compenso per aver venduto un prodotto, rappresentano il prezzo unitario per le quantità totali vendute. Il ricavo totale è il ricavo su tutte le unità vendute. Il ricavo marginale ci dice di quanto incrementa il nostro ricavo totale se vendiamo un’unità in più.
È necessario rapportare il costo marginale con il ricavo marginale. Entra in gioco la funzione di domanda che rappresenta una relazione inversa cioè poiché aumenta la domanda, diminuisce il prezzo e viceversa (di solito vale per i prodotti primari).
Fattori che influenzano la domanda
- Reddito disponibile
- Prezzo del bene correlato possono essere definiti beni sostituti o complementari del bene di cui stiamo analizzando la domanda. Il bene sostituto è un bene che può sostituire un altro bene, soddisfando lo stesso bisogno (burro e margarina): in questo caso se il prezzo del bene A aumenta, aumenta la domanda di B. Il bene complementare sono prodotti che si completano (caffè e zucchero) se ad esempio aumenta il prezzo di caffè diminuirà sia la domanda del caffè che dello zucchero.
- Evoluzioni del gusto e dalle preferenze, se un bene è di moda tendo a volerlo anche se il prezzo aumenta.
- Aumento della popolazione = aumento della domanda
- Influenze personali.
Elasticità della domanda al prezzo
È una decisione fondamentale per decidere il prezzo del prodotto. Studia la reattività delle quantità domandate al variare del prezzo in %.
Se il prodotto A presenta poca elasticità e poca reattività nella riduzione della domanda, il guadagno riesce lo stesso. Se il prodotto B invece presenta una domanda marginale ed è molto elastica, e risponde prontamente all’aumento del prezzo, non conviene aumentare il prezzo perché diminuiscono i ricavi.
Fattori che incidono sull'elasticità
- Assenza di caratteri che distinguono il prodotto dalla concorrenza (esempio compagnie low cost, non importa la qualità visto che si arriva a destinazione, ma si punta alla convenienza).
- La spesa da sostenere per il consumatore rappresenta una parte importante della spesa totale (esempio un frigorifero).
- Il prodotto che i consumatori utilizzano serve a produrre un bene finale (esempio microchip per pc, sapendo che il cliente finale medio è sensibile al prezzo, chi compra i componenti deve tener conto del costo delle componenti in modo da poter gestire il prezzo finale settore B2B).
- Esistenza degli swiching cost: “costo di cambiamento” se devo passare da un Nokia ad un Galaxy tengo conto anche del cambiamento tecnologico del telefono che forse non so usare, oppure il passaggio da Windows a MAC.
- Il prodotto viene usato in associazione a un altro che il consumatore si è impegnato ad usare (esempio compro una stampante di cui mi servono per forza le cartucce, i fogli… anche se i prezzi delle cartucce e fogli aumentano, mi sono praticamente vincolata all’uso di quel prodotto e quindi non sono così sensibile al cambiamento).
Teoria dell'impresa
La teoria dell’impresa dice che il fine ultimo dell’impresa è il profitto (differenza tra ricavi e costi). Le aziende però non sfruttano tutta la potenzialità di vendita per arrivare alla uguaglianza tra ricavi marginali e costi marginali, infatti alcuni prodotti vengono tenuti limitati per una nicchia d’élite. Per gli altri prodotti invece vale la regola del guadagno, finché conviene si aumenta la quantità prodotta.
Analisi del break even
Consente di analizzare il comportamento dei costi e dei ricavi al variare del volume di attività, conoscendo così il break even point, cioè il “punto di pareggio” (BEP), punto di pareggio in cui corrisponde quella quantità di output in cui i ricavi totali pareggiano i costi totali, terminano le perdite e inizia il guadagno, è il punto 0.
Per calcolarlo va sovrapposta la linea dei ricavi totali che parte da 0 con la linea dei costi totali che parte dai costi fissi: se l’azienda produce un numero inferiore di quantità che si trovano al di sotto del BEP non porta guadagno all’impresa, vanno quindi prodotte come minimo il numero pari al valore 0 del BEP per coprire i costi, in modo da ripartire i costi fissi per più quantità di prodotto. RT = CT
Esempio di calcolo
Ricavo unitario per installazione 60.000€
Costo variabile dell’installazione 15.000€
Costi fissi 135.000€
Equazione: Qx = costi fissi / Ru-Cvu = 135.000 / 45.000 = 3 installazioni
RT=CT Ru x Q = CF + CV RICAVI (o fatturato) non è uguale a PROFITTO (o utile): Ru x Q = CF + Cvu x Q
Distinzione tra ricavo e profitto
Esempio: Paghi un prodotto 50€ lo rivendi a 70€ 70€ è il ricavo, 20€ (la differenza) è il guadagno mentre l'utile lo ottieni dalla differenza totale tra ricavi meno costi.
Profitto economico vs profitto contabile
La differenza tra profitto economico e profitto contabile:
- Il contabile deriva dalla sottrazione tra ricavi e costi che si sono manifestati esplicitamente in un determinato periodo che risulta dai bilanci.
- Il profitto economico tiene conto della differenza tra ricavi e costi detti costi espliciti ma anche dei costi opportunità che l’azienda non ha sfruttato, cioè derivanti da un utilizzo non ottimale. È quinti molto più importante del profitto contabile perché tiene conto anche di tutte le possibili variazioni.
Concorrenza perfetta
Caratteristica principale è rappresentata dalla presenza di numerosi operatori economici da parte della domanda e dell’offerta, cioè ci sono molte imprese disposte a vendere il bene che si scambia nel mercato e molti clienti disposti ad acquistare questo bene.
Caratteristiche del mercato perfetto
- Polverizzazione o atomicità del mercato moltissimi operatori sul lato della domanda e sul lato dell’offerta.
- Omogeneità del prodotto: il bene che si scambia è omogeneo, cioè per i consumatori acquistare il bene di un’azienda è uguale ad acquistare il bene di un'altra perché il bene è omogeneo.
- Trasparenza del mercato: c’è informazione perfetta, cioè io se sono consumatore riesco ad ottenerle e a sapere se il prezzo è adeguato al valore e a sapere anche le caratteristiche dei beni degli altri offerenti.
- Libertà di mercato: assenza di barriere all’entrata e all’uscita, cioè è necessario che le imprese possano entrare nel mercato liberamente e allo stesso modo decidere di fare la scelta opposta, cioè uscirne liberamente.
Barriere all'entrata
- Istituzionali: prefissate dallo stato, c’è lo stato che decide che all’interno di un settore non ci possono essere più di un tot imprese.
- Strategiche: quelle che vengono innalzate dai concorrenti da chi è già presente all’interno del settore.
- Strutturali: si riferiscono alle caratteristiche economiche dei processi produttivi all’interno del settore e sono strettamente connesse all’esistenza di costi fissi questo è un limite perché i settori caratterizzati da elevate economie di scala…
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.