Sommario
Concetti di base 2
Elasticità e domanda di mercato 4
Il comportamento del consumatore 14
Teoria della produzione 18
Monopolio 23
Il sistema tributario italiano 30
IRPEF - Determinazione dell’imposte 32
Oligopolio 38
Teoria dei giochi 43
Concetti di base
Microeconomia: si occupa del comportamento dei singoli agenti economici (consumatori, lavoratori,
investitori, imprese) e dei mercati da essi costituiti.
Macroeconomia: si occupa di grandezze economiche aggregate (es. livello e tasso di crescita del Pil,
disoccupazione, inflazione).
→
Confini sfumati macroeconomia richiede anche studio di mercati
I temi della microeconomia (1.1)
Buona parte della microeconomia ha a che fare con dei limiti (reddito limitato, know-how limitato, ore
→
limitate di lavoro...) e studia come gestire al meglio questi limiti allocazione delle risorse scarse.
Trade-off ottimale
Scelte o compromessi che occorre compiere tra possibilità che si pongono in alternativa tra loro.
• consumatori: redditi limitati che possono spendere o risparmiare (trade-off tra consumo presente e
→
consumo futuro). vedi teoria consumatore
• lavoratori: decidere se e quando entrare a far parte della forza lavoro, affrontare il trade-off tra
lavorare subito e proseguire gli studi, il trade-off nella scelta del posto di lavoro e il trade-off tra lavoro
e tempo libero.
• →
imprese: limiti tra tipi di beni che possono produrre e limiti delle risorse disponibili. vedi teoria
dell’impresa.
Prezzi e mercati
I trade-off si basano sui prezzi che gli agenti devono fronteggiare; la microeconomia descrive il modo in cui
i prezzi vengono determinati: in un’economia di mercato i prezzi vengono determinati dalle interazioni
degli agenti, interazioni che hanno luogo in un mercato (insieme di acquirenti e venditori che determinano
il prezzo di un bene).
Teorie e modelli
Le spiegazioni e le previsioni si basano su teorie che si basano su una serie di regole e postulati di base (es.
teoria dell’impresa – massimizzazione profitto).
Le teorie possono essere utilizzate per costruire modelli (rappresentazione matematica, basata sulla teoria
economica, di un’impresa, di un mercato o di un’altra entità).
Analisi positiva e analisi normativa →
Analisi positiva: descrive le relazioni di causa ed effetto spiegazioni e previsioni.
→
Analisi normativa: analisi volta a individuare le scelte migliori ciò che dovrebbe essere.
Cos’è un mercato? (1.2)
Si suddividono gli agenti economici in base al ruolo in acquirenti o venditori che tramite le loro interazioni
danno vita al mercato.
NB: la maggior parte delle persone e delle imprese operano sia come acquirenti sia come venditori.
Mercato: insieme di acquirenti e venditori che, attraverso le interazioni effettive o potenziali, determinano il
prezzo di un prodotto o di un gruppo di prodotti.
Industria: insieme di imprese che vendono lo stesso prodotto o prodotti strettamente correlati (offerta).
Definizione del mercato: individuazione degli acquirenti, dei venditori e della gamma di prodotti inclusa in
→
un dato mercato. importanza anche delle interazioni potenziali (es. mercato oro). →
Arbitraggio: acquistare a prezzo basso in un luogo per vendere a prezzo maggiore altrove opportunità
creata se vi sono differenze significative dei prezzi.
Mercati concorrenziali e non concorrenziali →
Mercato perfettamente concorrenziale: molti acquirenti e venditori nessuno singolarmente può
influenzare significativamente il prezzo (es. mercati agricoli – grano).
Eccezioni:
− mercati in cui opera numero esiguo di produttori possono essere considerati concorrenziali se la
concorrenza è piuttosto aspra (es. compagnie aeree USA);
− mercati che pur avendo molti produttori non vengono considerati concorrenziali perché i produttori
sono in grado di accordarsi tra loro (es. OPEC – petrolio).
Prezzo di mercato
In un mercato perfettamente concorrenziale si impone un unico prezzo che in genere è facilmente
→
misurabile prezzo di mercato (es. prezzo dell’oro a nyc).
In un mercato non perfettamente concorrenziale i produttori potrebbero applicare prezzi differenti per lo
→
stesso prodotto. prezzo di mercato: media dei prezzi.
I prezzi di mercato, per la maggior parte dei beni, fluttuano nel tempo; in alcuni casi (es. mercato azionario)
le fluttuazioni possono essere rapide.
Definizione ed estensione nel mercato
Prima di poter procedere alla definizione del mercato è necessario determinare l’estensione del mercato:
confini geografici e in termini di gamma di prodotti.
Ragioni per cui è importante definire il mercato:
1. Le imprese devono capire quali sono i concorrenti effettivi e potenziali per i vari prodotti che vendono
o prevedono di vendere in futuro.
Devono conoscere i limiti geografici per fissare i prezzi e i budget pubblicitari o prendere decisioni di
investimento;
2. Per le decisioni di politica pubblica.
Elasticità e domanda di mercato
L’analisi della domanda e dell’offerta è uno strumento applicabile al fine di:
− comprendere e prevedere come le variazioni delle condizioni economiche influiscono sul prezzo di
mercato e sulla produzione;
− valutare l’impatto di interventi pubblici (regolamentazione dei prezzi, salari minimi...);
− determinare gli effetti sui consumatori e sui produttori di tasse, sussidi, dazi... .
Domanda e offerta (2.1)
Il modello di domanda e offerta è uno strumento fondamentale che ci aiuta a capire come e perché i prezzi
variano e cosa accade quando il governo interviene in un mercato.
La curva di offerta
Relazione tra la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere e il prezzo del bene, tenendo
costante ogni altro fattore di influenza.
Una variazione del prezzo provoca spostamenti lungo la curva di offerta.
Spostamenti della curva di offerta
La quantità che i produttori sono disposti a vendere può dipendere anche dai costi di produzione: salari,
interessi passivi e costo materie prime.
Una variazione di questi fattori provoca lo spostamento della curva di offerta.
La curva di offerta è crescente: più alto è il prezzo più i produttori
desiderano produrre e vendere.
La curva si sposta verso destra (O’) se i costi di produzione
diminuiscono e le imprese possono produrre la stessa quantità a
un prezzo inferiore o quantità maggiori allo stesso prezzo.
La curva si sposterebbe verso sinistra se i costi di produzione
aumentassero e quindi sarebbe possibile produrre quantità inferiori allo
stesso prezzo o la stessa quantità ad un prezzo superiore.
La curva di domanda
Relazione tra la quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare e il prezzo del bene.
Spostamenti della curva di domanda
Qualora il reddito dei consumatori vari avviene uno spostamento della curva di domanda.
La curva di domanda è decrescente: più basso è il prezzo più i
consumatori sono inclini ad acquistare (ceti paribus).
La curva si sposta verso destra (D’) se il reddito del consumatore
aumenta: per lo stesso prezzo il consumatore ora riesce ad
acquistare una maggiore quantità.
La curva si sposterebbe verso sinistra se il reddito diminuisse e quindi
sarebbe possibile acquistare quantità inferiori allo stesso prezzo o la stessa
quantità ad un prezzo inferiore.
Beni complementi e beni sostituti
Beni sostituti: si dicono sostituti due beni per cui l’aumento del prezzo dell’uno conduce all’aumento della
quantità domandata dell’altro.
Beni complementi: si dicono complementi due beni per cui l’aumento del prezzo dell’uno conduce alla
diminuzione della quantità domandata anche dell’altro.
Casi estremi:
• →
Perfetti sostituti (identici) curva di indifferenza lineare, compro solo il bene che costa meno e ho
una soluzione d’angolo (sull’asse del bene che costa meno);
• →
Perfetti complementi (scarpa dx e sx), i due beni vanno comprati in una proporzione fissa soluzione
sull’angolo della curva d’indifferenza.
Il prezzo è irrilevante, se cambia il rapporto dei prezzi il punto di ottimo rimane lo stesso.
= ( , )
Il meccanismo di mercato (2.2)
Il mercato è la combinazione di domanda e di offerta.
Equilibrio
È detto punto di equilibrio il punto in cui le due curve si intersecano.
→ a questo prezzo (P ) la quantità domandata e offerta si equivalgono
0
=
Meccanismo di mercato: è la tendenza di un mercato libero a spingere
il prezzo verso il livello di equilibrio, ovvero verso il punto in cui Q =Q .
D O
Situazioni diverse dall’equilibrio:
− >
eccedenza - , il prezzo (P ) è superiore a quello di equilibrio;
1
− <
scarsità , il prezzo (P ) è inferiore a quello di equilibrio.
2
Casi in cui possiamo utilizzare il modello domanda-offerta
Questo modello presuppone che ad ogni prezzo venga prodotta e venduta una certa quantità; questa
→
ipotesi è sensata soltanto se il mercato è approssimativamente concorrenziale. sia venditori che
acquirenti hanno uno scarso potere di mercato e quindi scarse possibilità di influire sul prezzo di mercato
se agiscono in maniera individuale.
Variazioni dell’equilibrio di mercato (2.3)
Come cambia l’equilibrio in risposta agli spostamenti di domanda e offerta.
− uno spostamento della curva di offerta verso destra, per esempio dovuto alla diminuzione del costo
delle materie, prime provoca uno spostamento del punto di equilibrio verso basso-destra: il prezzo
diminuisce e la quantità aumenta;
− uno spostamento della curva di domanda verso destra, per esempio dovuto all’aumento del reddito,
provoca un aumento del prezzo e un aumento della quantità, quindi il punto di equilibrio si sposta
verso alto-destra.
− uno spostamento di entrambe le curve verso destra determina un aumento modico del prezzo e un
aumento della quantità abbondante; ciò dipende dall’entità dello spostamento delle curve e dalla loro
forma.
2.4 L’elasticità della domanda e offerta
Elasticità: variazione percentuale di una variabile prodotta dall’incremento di un punto percentuale di
un’altra variabile. Misura la sensibilità di una variabile alle fluttuazioni di un’altra
Elasticità della domanda al prezzo
Variazione percentuale della quantità domandata di un bene prodotta da un aumento dell’1% del prezzo.
Variazione percentuale = variazione assoluta divisa per il valore iniziale della variabile e moltiplicata per
100.
Il valore solitamente è negativo: all’aumentare del prezzo la quantità domandata diminuisce.
▪ > 1 si dice che la domanda è elastica rispetto al prezzo (la diminuzione percentuale della quantità
domandata è maggiore rispetto all’aumento percentuale del prezzo);
▪ < 1 si dice che la domanda è anelastica (rigida) rispetto al prezzo.
In generale l’elasticità della domanda al prezzo dipende dalla disponibilità di beni sostituti.
∆
∆% ∆
= = = ∗
, ∆
∆% ∆
Curva di domanda lineare
L’elasticità della domanda al prezzo varia quando ci si muove
→
lungo la curva di domanda si riferisce a un punto preciso.
L’inclinazione è costante (è una retta) però il prezzo e la quantità Tratto elastico
variano per ogni punto della curva e sono inversamente
proporzionali. = − ( ∗ ) → Tratto rigido
= −∞
Nel punto di intersezione con l’asse del prezzo p = 0 → = 0
Nel punto di intersezione con l’asse della quantità q = 0
NB: se la curva di domanda è inclinata negativamente l’elasticità
della domanda è negativa.
NB: se confronto due o più curve di domanda diverse una sarà più
rigida e una sarà più elastica.
Più inclinata è la curva meno elastica è la domanda
− Curva di domanda infinitamente (perfettamente) elastica
Situazione in cui i consumatori acquistano la maggior quantità possibile di
un bene a un determinato prezzo, ma per ogni prezzo superiore la domanda
scende a zero e per ogni prezzo inferiore la quantità domandata sale senza
limite.
L’elasticità è infinita in ogni punto della curva di domanda.
È una curva perfettamente orizzontale.
L’impresa è price taker, l’impresa non può influenzare i prezzi (concorrenza
→
perfetta) il prezzo è definito dai costi.
− Curva di domanda completamente anelastica (perfettamente rigida)
Situazione in cui i consumatori acquistano una quantità fissa di un bene
indipendentemente dal prezzo.
L’elasticità è nulla in ogni punto della curva di domanda.
La curva di domanda è perfettamente verticale.
I consumatori consumano la stessa quantità di prodotto a prescindere dal
prezzo (beni strettamente necessari).
Curva di domanda isoelastica
L’elasticità della domanda al prezzo è costante lungo la curva.
Esempio
Curva di domanda di mercato di un bene è Y= A/p
−
= ′ − = ∗ = −1
,
2
Distinzione tipologia di beni:
• →
beni ordinari: l’elasticità della domanda al prezzo è sempre negativa all’aumentare del prezzo la
quantità consumata diminuisce;
• →
beni di Giffen: l’elasticità della domanda al prezzo è positiva all’aumentare del prezzo la quantità
→
consumata aumenta curva di domanda inclinata positivamente.
NB: in caso di qualità la curva non è inclinata positivamente perché il confronto deve avvenire a pari qualità.
Elasticità della domanda al reddito
Variazione percentuale della quantità domandata prodotta da un incremento di un punto percentuale del
reddito. ∆ ∆
= = ∗
, ∆ ∆
Distinzione tipologia di beni:
• →
beni normali: elasticità al reddito positiva al crescere del reddito aumenta la quantità consumata
o beni di lusso: elasticità al reddito > 1 (variazione più che proporzionale)
o beni necessari: elasticità al reddito < 1 (variazione meno che proporzionale)
• →
beni inferiori: elasticità al reddito negativa al crescere del reddito la quantità acquistata
→
diminuisce può avvenire per effetto di sostituzione (es. patate).
Un bene può passare da una categoria all’altra a seconda delle fasce di reddito.
Elasticità della domanda incrociata
Variazione percentuale della quantità domandata di un bene prodotta dall’aumento di un punto
percentuale del prezzo di un altro bene. ∆ ∆
= = ∗
, ∆ ∆
Distinzione tipologia di beni:
• →
beni sostituti: elasticità incrociata positiva al crescere del prezzo dell’altro bene il bene che
stiamo osservando viene consumato in quantità maggiori;
∞
perfetti sostituti – elasticità
• →
beni complementari: elasticità incrociata negativa al crescere del prezzo dell’altro bene la anche
quantità consumata del bene osservato diminuisce.
• beni indifferenti: elasticità incrociata nulla; non si influenzano tra di loro.
Es. carne e pesce sia sostituti che complementi (sono una via di mezzo).
Importanza dell’elasticità
Interessa sia imprese che decisori politici in quanto determinante dell’andamento dei ricavi oppure del
gettito fiscale in caso di tassazione.
Relazione tra elasticità e ricavi
L’impresa si aspetta un impatto diverso sui ricavi in base all’elasticità della curva di domanda di mercato.
• →
= ∆= 0;
punto in cui i ricavi sono massimi, variazione dei prezzi non incide sui ricavi;
,
• →
> all’aumentare del prezzo i ricavi diminuiscono;
,
• →
< all’aumentare del prezzo i ricavi aumentano.
,
Se vogliamo fare previsioni sul gettito fiscale ottenibile dalla tassazione di quei beni, oltre alle informazioni
sull’elasticità della domanda abbiamo bisogno anche di quelle relative all’elasticità dell’offerta.
NB: La relazione tra elasticità e variazione dei ricavi totali vale per una qualsiasi impresa non in
concorrenza perfetta, quando l’elasticità si riferisca solo a quella parte della domanda di mercato che si
→
rivolge specificamente all’impresa vale sempre in caso di monopolio.
Elasticità dell’offerta rispetto al prezzo
Variazione percentuale della quantità offerta prodotta da un incremento di un punto percentuale del
prezzo.
Di solito è positiva: il maggior prezzo costituisce un incentivo all’aumento della produzione.
Si può considerare rispetto a variabili quali i tassi di interesse, i livelli salariali e i prezzi delle materie prime
o semilavorati.
Elasticità di breve e di lungo periodo (2.5)
Bene non durevole
Nel breve periodo la domanda è meno elastica rispetto al prezzo (si consuma più o meno la stessa →
quantità) mentre nel lungo periodo l’ela
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