STRATEGIA D’IMPRESA (PIANIFICAZ. STRATEGICA)
la strategia d’impresa si pianifica mediante:
1. Missione aziendale
2. Obiettivi aziendali
3. Strategie aziendali
1) MISSIONE = per definire la missione 2) 3)
OBIETTIV
bisogna considerare: STRATEGIE
I
Idendità dell’organizzazione (o obiettivo dell’impresa= aspetti
1. AZIENDALI
umani, storia dell’impresa, motivo dell’esistenza dell’impresa, idea) AZIENDAL • Serve un
2. Competenze distintive = diversificazione = differenziale I= punto di
qualitativo, prodotti di diversa qualità, poiché la qualità crea piano
arrivo delle
reddito. d’impresa
missioni, cio che
3. Ambiente di riferimento (mercato o consumatori) si pensa di per metterle
realizzare a in pratica.
DEFINIZIONE missione lungo termine
descrizione delle ragioni dell’esistenza dell’impresa
- (l’azienda deve
(per capire l’ammortamento per ripagare
- Visione a lungo termine •
crearsi la Identifica
gli investimenti nel tempo) di ciò che l’azienda si sforza di essere domanda di l’AREA
mercato)
definirla (la propria missione) l’impresa deve
Che nel tenere in STRATEGI
Devono essere
considerazione i seguenti tre elementi chiave…. CA DI
specifici,
quantificabili e
La storia (identità, motivazioni) dell’organizzazione AFFARI
1. .
coinvolgenti (ASA)
2. Le sue competenze distintive
L’ambiente di riferimento
3.
….significa affermare che la missione, e i derivanti obiettivi operativi
(concreti) d’impresa, si riflettono nella strategia aziendale (concretizzata nel
processo di identificazione delle ASA target).
Identificazione delle ASA = identificazione dei mercati
• L’identificazione di un’Area Strategica di Affari serve ad identificare con precisione un prodotto-mercato.
• nell’identificazione di una o più ASA
La strategia aziendale (di impresa) consiste
• All’interno delle singole ASA viene operata una certa strategia di marketing.
• La strategia di marketing (che sarebbe argomento di un modulo di marketing) si può così sinteticamente
definire: procedura di identificazione di uno o più gruppi target di potenziali clienti (i target sono una
delle 3 dimensioni di una ASA).
posizionamento
• dall’azienda
Il , in estrema sintesi, riguarda tutte le azioni intraprese al fine di
«vincere» la concorrenza (prodotti/servizi simili) a cui i gruppi di clienti target potrebbero orientare le
proprie scelte di consumo.
Per rafforzare il POSIZIONAMENTO cè bisogno del MARKETING MIX (o ambiente decisionale)
---Ci sono 4 ambienti decisionali (4 marketing mix):
1. PRODOTTO
2. PREZZO
3. COMUNICAZIONE (fondamentale, si ricollega alla ASIMMETRIA INFORMATIVA=
differenza che separa qualità erogata da qualità percepita
l’asimmetria informativa non esiste nel mercato in concorrenza perfetta
il DIFFERENZIALE QUALITATIVO lo individuo creando un DIFFERENZIALE
INFORMATIVO verso il consumatore (rapporto di fiducia del contatto diretto= marketing
relazionale
4. DISTRIBUZIONE
DEFINIZIONE DI AZIENDA
• Sistema socio tecnico APERTO, DINAMICO E INSTABILE
• Importante l’ambiente interno dell’impresa
• Amministrazione= è formata da 3 momenti:
momento Funzione Finalità
Far vivere l’azienda
1. Gestione Momento decisionale,
momento esecutivo e
momento del controllo Far vivere l’azienda in
2. Organizzazione Assegnare funzioni
specifiche agli organi modo efficiente
d’impresa
3. Rilevazione Osservare la realtà e Ottenere le informazioni
elaborare i dati osservati utili per le prime due
finalità
COME SI TRADUCE UN’AZIENDA DI PRODUZIONE IN
UN’ATTIVITA GENERATRICE DI REDDITO (VALORE)?
TRASFORMAZIONE EFFICIENTE (è basata su 3
indicatori:)
Efficienza economica=
1. non dipende dalla dimensione aziendale
2. sarebbe la creazione di valore = risultato positivo
Efficacia economica=
se si ha un sistema efficacie non è detto che questo generi
reddito, perche è l’efficienza che si traduce in creazione di valore
PRODUTTIVO ECONOMICO FINANZIARIO
L’indicatore = produttività Indicatore = Indicatore =
(P) Economicità Redditività
(rapporto tra quantità di produzione (rapporto tra ricavo di
ottenuta e quantità di fattori impiegati) (ROI) (rapporto tra
produzione e costo di
È efficiente quando gli output > input remunerazioni di
produzione)
Misura l’efficienza capitale (RO) e il
(P= economica
(à () capitale investito)
(à − à =
=
Se aumenta il rapporto,
aumenta l’economicità
dell’azienda ma non è detto che
aumenti il reddito
RO (reddito operativo)= RP-
–
CP (ricavi costi)
1 Creare valore:
costruzione di un processo decisionale al fine di creare valore (valutare se una idea imprenditoriale è capace di creare
valore): idea/project
1) Cominciare con una
2) Una impresa/azienda è la risultante di un insieme di idee.
3) La creazione di valore (value creation) è conseguenza di valide idee.
4) Come decidere se una idea/progetto è buona o non è buona
Vale ciò che serve. Quale valore si richiese oggi all’agricoltura?
e/o complessi può l’agricoltura trasformare in valore?
Quale utilità, quali bisogni, semplici
per definizione a “disegnare” un’idea progettuale
Business Plan (BP), piano di impresa, volto (E NE
DEFINISCE LA FATTIBILITA’)che si dovrà trasformare in valore nel mercato.
CHE DEFINISCONO UNA
PROPRIETA’ BUONA IDEA PROGETTUALE.
1) Avere senso economico: BF (BENEFICI/RICAVI) > CT (COSTI).
Il fatto che i benefici (ricavi) superino i costi è una rara situazione in agricoltura, in particolare se si internalizza
nella contabilità dell’impresa il costo opportunità del lavoro familiare (auto-impiego) che come risaputo non
viene quasi mai pienamente remunerato dal valore aggiunto agricolo. Di conseguenza, il valore di
trasformazione e/o di conservazione della materia prima (vino, olio) sarà necessario al fine di generare un
all’impresa agricola.
reddito sufficiente
2) Avere punti di riferimento, di paragone e di confronto (indicatori, benchmark) chiari.
3) Essere facile da comunicare nei confronti dei finanziatori.
4) Essere facile da comparare con altre idee/progetti. Ricordate che ogni scelta economica va sempre confrontata con
il proprio costo opportunità e cioè con il valore (beneficio, reddito) a cui si rinuncia rinunciando ad investire nella
migliore alternativa a quella oggetto di analisi.
5) Essere facile da calcolare (il valore deve emergere non come una forzatura ma come una conseguenza naturale di
una BUONA idea imprenditoriale. O meglio, forse il contrario, se il valore emerge con facilità dal processo di
valutazione significa che l’idea è buona (fatta salva la presenza dei quattro precedenti punti/condizioni di bontà.
6) Avere una unità di misura chiara Chiara dimensione (in euro) di un investimento (oltre ad utilizzare indicatori
di redditività in % è necessario valutare a livello monetario il reddito netto derivante da un investimento, esempio
dell’investimento con ROI minore ma che produce maggiore reddito netto rispetto ad un altro investimento che ha un
ROI maggiore del primo ma che produce reddito netto minore. In questo caso è meglio il primo).
1.1 Creare valore nel tempo
PIANIFICAZIONE DECISIONALE DELL’IMPRESA tradurre una problematica in un ampio spazio temporale.
Il “dover decidere” (decision-making), è fortemente influenzato dall'incertezza associata al tempo che trascorre.
I processi decisionali dell'impresa devono essere letti in:
• Funzione del tempo :
VALUTAZIONE E CONFRONTO DI SCELTE ECONOMICHE (INVESTIMENTO) NELLO STESSO
Si parla di “valore temporale” del denaro (time value of money) poiché
ORIZZONTE TEMPORALE. 1 euro al tempo
tn.
t0 non può essere comparato con 1 euro al tempo t1, t2,…..,
DEVONO COINCIDERE GLI ARCHI TEMPORALI DI 2 INVESTIMENTI ALTERNATIVI (PIANO D’IMPRESA)
affinchè abbia senso il confronto.
• Funzione del rischio :
La rischiosità del mercato agricolo è molto elevata in funzione della globalità del mercato stesso e a causa della
questione ambientale (cambio climatico e degrado dei sistemi naturali ed ecologici.
Il tempo si muove nello spazio e dunque lo spazio a sua volta influisce sulla dimensione temporale.
> Spazio considerato (dimensione del mercato), > il tempo necessario a percorrerlo, > maggiore sarà la “quantità”
di incertezza, > maggiore il rischio associato al mercato stesso .
2 Net Present Value (NPV) VAN (valore attuale netto) o NPV (net present value) =
• Metodologia usata per valutare il valore di un investimento= valore generato da un progetto imprenditoriale da noi scelto
(o pacchetto di investimenti congiunto, ovvero dell’idea imprenditoriale.
• È un criterio decisionale per valutare la bontà di un investimento al tempo zero.
NPV
= valori presenti (PV) + flussi di cassa (cash flow= differenza tra le entrate e le uscite di un azienda) previsti
nell’orizzonte temporale dall’investimento (OGGETTO DI VALUTAZIONE)
NPV = - Io (investimento al tempo 0) + PV (valore presente)
( )
Dove PV = n= anni
(+) R= costo opportunità capitale investito
(1 + r)^n = coefficiente di posticipazione
TASSO DI RENDIMENTO (Tasso Interno di Rendimento) (TIR o IRR), (Internal Rate of Return) (tasso
di sconto o tasso di interesse) (r ->RATE OF RETURN) importante nella valutazione di un investimento di
una buona idea imprenditoriale. (esso è considerato su base annuale)
= da un investimento nell’unità di tempo considerata(1
profitto(in %)generato ANNO)[ rendimento di un
è il
investimento].
=
COSTO OPPORTUNITA’
esso rappresenta il della nostra idea imprenditoriale va definito in funzione di
rendimento “medio” nel settore produttivo di appartenenza (dunque anche a “parità” di
una stima sul tasso di l’idea imprenditoriale
rischio). Dunque se ad esempio se riguarda una cantina, il tasso di rendimento va definito
nel quale l’idea imprenditoriale si va ad inserire.
in funzione del rendimento stimato del mercato vinicolo
r dell’idea imprenditoriale
è il punto di riferimento su cui si basa la valutazione della creazione di valore
dunque è fondamentale decidere quale r usare e soprattutto è fondamentale considerare un range nel quale far
dell’investimento in funzione di scostamenti di r da un valore centrale (centrale
variare r (per capire la solidità
nel range) di riferimento).
3 Contabilità: una definizione sintetica
CONTABILITA’ = registrazione quotidiana, continua e completa, delle transazioni economiche e
finanziarie (compravendite, operazioni bancarie, ecc...) dell'impresa.
°La contabilità va studiata ai fini della costruzione di un BP.
°La contabilità ha una sola "regola grammaticale" fondamentale: l'equazione fondamentale di contabilità
costituente il Balance Sheet (BS).
°Nelle aziende agricole per pianificare serve registrare (serve la contabilità) la vita economica dell'impresa stessa
mentre spesso e volentieri le aziende agricole trascurano in parte o completamente questo aspetto della loro
esistenza. Non sempre ovviamente, altrimenti non parleremo di business planning (BP) in agricoltura.
4 I rendiconti
La rilevazione continua delle transazioni economiche dell'impresa (contabilità) va sistematizzata in specifici rendiconti
finanziari.
I rendiconti finanziari sono:
BILANCIO O STATO PATRIMONIALE (balance sheet) è l'insieme dei documenti
1. contabili che un'impresa deve redigere periodicamente, ai sensi di legge, allo scopo di rendere chiara la
propria situazione patrimoniale e finanziaria, al termine del periodo amministrativo di riferimento.
CONTO ECONOMICO
2. (income statement) evidenzia il risultato economico d'esercizio del periodo
di riferimento del bilancio.
RESOCONTO DEI FLUSSI DI CASSA
3. (statement of cash flow) (CFS)
5 Income Statement (conto economico) (IS) v.s. Cash Flow
Statement (resoconto dei flussi di cassa) (CFS)
• Il CFS da informazioni relative alla liquidità (disponibilità finanziaria, monetaria) di
una impresa per un certo periodo.
Ai fini del business plan (BP) bisogna innanzi tutto valutare se il CF periodico (mensile,
annuale) crea abbastanza liquidità da compensare i costi per tutto l'arco di vita
dell'impresa.
• L'IS da informazioni sulla capacità dell'impresa, per lo stesso periodo, di creare reddito.
In un secondo momento, l'IS ci servirà per verificare se, oltre a coprire i costi (esborsi
monetari, flussi negativi, in uscita di moneta) monetari in tutti i periodi considerati
(informazione che deriva dal CFS), l'impresa genera anche un reddito positivo.
La valutazione delle performance, che vedremo essere una valutazione riferita
sostanzialmente al reddito netto (o profitto netto) generato dall'idea imprenditoriale
oggetto di BP, viene sviluppata servendosi in maniera sostanziale dell'IS, non del CFS.
5.1 Il CFS del nostro agriturismo