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Appunti e slide - Farmacologia nello sport

Appunti e slide di nutrizione e farmacologia nello sport basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Maffei dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, Facoltà di Scienze motorie, Corso di laurea magistrale in scienze e tecniche dell'attività sportiva . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Nutrizione e farmacologia nello sport docente Prof. F. Maffei

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- emergere a qualsiasi costo;

- bisogno di vincere;

- non saper gestire la sconfitta.

Doping e morte improvvisa:

- è un evento denunciato per competizioni sportive di alto livello;

- la carenza di dati e di studi epidemiologici non consente stime affidabili sulla dimensione del

fenomeno.

Morte improvvisa: decesso che interviene entro 6 ore dall’inizio della sintomatologia, per cause naturali, in

un soggetto apparentemente sano.

L’origine può essere:

- cardiovascolare: 82%.

- eventi meccanici: chiusura o rottura di un’arteria.

- eventi ritmici: alterazione improvvisa del ritmo cardiaco, diminuzione della gittata.

- cause: aterosclerosi coronarica, anomalie congenite delle coronarie, cardiomiopatia del

ventricolo DX.

- cerebrale: 7.5%.

- polmonare: 5%.

- sconosciuta: 6%.

Diagnosi di morte da doping:

- metodologia generale:

- criterio circostanziale;

- criterio clinico;

- criterio anatomo patologico;

- criterio chimico tossicologico;

Controlli antidoping in competizione: la società ospitante e/o l’ente organizzatore individuano un proprio

responsabile per le procedure connesse all’antidoping.

Bisogna mettere a disposizione:

- locale idoneo dotato di servizi igienici: zona di attesa e sala dei controlli.

- cestini per i rifiuti;

- tavolo con sedie, per il lavoro di documentazione;

- frigorifero;

- due diversi tipi di bibite, gasate e non, in contenitori ancora sigillati.

Sala dei controlli:

- garantire privacy e riservatezza dell’atleta;

- accessibili solo al personale autorizzato;

- garantire sicurezza per il deposito dell’attrezzatura;

- essere sufficientemente ampia da contenere il personale autorizzato;

- essere ubicata in posizione idonea rispetto al campo di gioco o ad altra sede dove gli atleti

riceveranno la notifica.

- controlli antidoping fuori competizione: i locali utilizzati dovrebbero essere dotati di una zona di

attesa e una amministrativa, e consentire la privacy dell’atleta.

In questo caso potrebbe essere l’abitazione dell’atleta o una stanza d’albergo.

Atleta: - può richiedere la presenza di un proprio rappresentante diverso dal dirigente accompagnatore;

- se minorenne, il rappresentante può:

- accompagnarlo costantemente nel corso della procedura per il prelievo, fornendoli ogni

informazione necessaria;

- presenziare, se richiesto dall’atleta, alla produzione del campione;

- firmare, in aggiunta all’atleta, la modulistica dei controlli;

- presentarsi quanto prima al controllo, entro l’orario specificato nella notifica;

- deve essere sotto costante osservazione visiva e diretta del personale addetto alla sessione dei

prelievi, dal momento della notifica fino alla produzione del campione;

- è responsabile di qualsiasi cibo o bevanda assunti.

- deve conoscere le procedure per il prelievo del campione;

- è responsabile del proprio campione, fermo restando l’obbligo del contatto visivo, dal momento

della produzione fino a quando non viene sigillato;

- deve attenersi alla procedura e accertarsi che non ci siano irregolarità;

- deve dichiarare nella modulistica del controllo antidoping i farmaci e gli integratori assunti negli

ultimi dieci giorni, nonché le trasfusioni effettuate negli ultimi 3 mesi;

- presentare il certificato di esenzione a fini terapeutici;

- può fornire commenti sul processo di prelievo del campione all’interno della modulistica del

controllo antidoping.

Rappresentante dell’atleta: presenza facoltativa a richiesta dell’atleta.

- può accompagnare l’atleta presso la sala dei controlli antidoping;

- può assistere alla scelta dell’attrezzatura e alla sigillatura dei flaconi di vetro;

- può assistere l’atleta nella fase della compilazione della modulistica;

- deve firmare il verbale, come richiesto dal responsabile del controllo antidoping se presente a tutte

le operazioni;

Responsabile controllo antidoping:

- su richiesta degli atleti può autorizzarli a raggiungere o ad allontanarsi dal predetto locale al

massimo entro un’ora dall’orario di notifica;

- può autorizzare richieste di differimento oltre l’ora nelle seguenti ipotesi:

- cerimonia di premiazione;

- impegni con i mass media;

- altre competizioni;

- defaticamento;

- cure mediche necessarie;

- termine della seduta di allenamento;

- ricerca del rappresentante dell’atleta.

Gli atleti rimangono nei locali della stazione antidoping fino ad avvenuto prelievo, processazione e

conclusione delle operazioni.

Le operazioni si intendono concluse con la sigillatura dei propri flaconi di vetro, il confezionamento,

assemblaggio, compilazione della modulistica di prelievo e loro chiusura e sigillatura nelle apposite buste.

L’atleta sceglie il kit per il prelievo tra quelli messi al momento a sua disposizione dal responsabile del

controllo antidoping, verificandone l’integrità.

Kit: - contenitori per la raccolta di urina;

- contenitori parziali per la conservazione dell’urina nel caso di campione insufficiente;

- flacone di vetro contrassegnato con la lettera A;

- flacone di vetro contrassegnato con la lettera B;

- sistema di sigillatura a prova di manomissione;

- eventuali imballaggi, documentazione, modulistica.

Prelievo ematico: l’atleta sceglie un kit di controllo sigillato e un kit per il prelievo ematico. Devono essere

disponibili almeno tre kit per ciascun tipo di analisi e l’imballaggio dev’essere intatto.

L’atleta può scegliere una seconda e una terza confezione, in caso non sia soddisfatto di quella selezionata.

Kit di controllo ematico:

- contenitore A;

- contenitore B;

- contenitore senza lettera;

- etichette adesive;

- tre sacchetti di plastica a chiusura ermetica;

Verbale del controllo antidoping: la persona addetta al controllo registra ulteriori dati nel verbale, come il

codice numerico del contenitore ematico.

Al laboratorio di analisi saranno trasmessi solo i codici numerici delle provette, la data e l’ora del prelievo, la

disciplina sportiva, il sesso e le informazioni relative a farmaci assunti.

Esenzione a fini terapeutici: se l’autorizzazione non viene data, l’atleta non può assumere il farmaco.

Viene concessa per medicamenti ben specificati e per dosaggi precisi: per ogni variazione è necessario

richiedere una nuova esenzione.

- patologia cronica: 21 giorni prima della gara.

- episodi acuti: tempestivo.

DUT (Dichiarazione di Uso Terapeutico): foglio in cui si dichiara la sostanza usata con i relativi dettagli.

TUE (Esenzione a fini Terapeutici): autorizzazione concessa dal comitato a utilizzare a scopo terapeutico

sostanze o metodi inclusi nella lista WADA.

- valido per atleti professionisti

Farmaci e asma:

- broncodilatatori:

- beta 2 agonisti: proibiti in e fuori competizione.

- antinfiammatori:

- glucocorticosteroidi: proibiti in competizione.

- dichiarazione d’uso a fine terapeutico (DUT) per somministrazione non sistemica.

Broncodilatatori:

- beta 2 adrenergici e sport: somministrazione inalatoria.

- teofillina: somministrazione orale o endovena.

- trattamento dell’asma severa.

- metilxantine e sport:

- effetti sul SNC:

- aumento della percezione dello stato di allerta;

- riduce la percezione della fatica durante lo sforzo prolungato;

- migliorare la performance in eventi a lunga durata.

- caffeina e sport:

- la biodisponibilità orale raggiunge il 99%, e il picco plasmatico è presenta già dopo 15/45

minuti dall’ingestione.

Antinfiammatori: via inalatoria, orale o endovenosa.

- glucocorticoidi: proibiti in competizione.

Metodi proibiti in e fuori competizione

M1. Manipolazioni del sangue e dei componenti del sangue.

- somministrazione o reintroduzione nel sistema circolatorio:

- sangue autologo: ricevente e donatore sono la stessa persona.

- sangue omologo;

- sangue eterologo;

- prodotti contenenti globuli rossi di qualsiasi origine.

- rischi: infezioni, aumento della viscosità del sangue, coaguli, reazioni allergiche.

- potenziamento artificiale dell’assorbimento, del trasporto o del rilascio di ossigeno:

- sostanze chimiche perfluoridiche: mantengono disciolti nel plasma grandi volumi di

ossigeno e altri gas respiratori.

- persistenza: 2/4 ore;

- escreti come vapore col respiro.

- efaproxiral: somministrato per infusione endovenosa.

- effetto: 3/6 ore;

- diminuisce l’affinità dell’ossigeno per l’emoglobina.

- prodotti di emoglobina modificata: si ottengono mediante polimerizzazione, cross-linking

dei dimeri di Hb e legame dell’Hb con altre molecole.

- qualsiasi forma di manipolazione endovascolare del sangue o di componenti del sangue con

mezzi fisici o chimici:

- espansori plasmatici.

M2. Manipolazione chimica e fisica: sono proibiti i seguenti metodi.

- manipolazione, o tentata manipolazione, per alterare l’integrità e la conformità dei campioni raccolti

in occasione di controlli antidoping.

- infusioni o iniezioni endovenose di più di 50 ml per un periodo di 6 ore, a eccezione di quelle

legittimamente ricevute nel corso di ricoveri in ospedale o di indagini cliniche.

M3. Doping genetico: sono proibiti i seguenti metodi che hanno la capacità di migliorare la performance

atletica. - trasferimento di acidi nucleici o di sequenze di acido nucleico;

- utilizzo di cellule normali o geneticamente modificate.

Terapia genica: trasferimento di materiale genetico per prevenire o curare una malattia.

I geni modificati vengono inseriti nelle cellule attraverso vettori:

- virali: adenovirus.

- non virali: liposomi, DNA nudo.

- limiti: - efficienza trasferimento;

- durata espressione;

- reazioni immunitarie;

- sicurezza della procedura.

- rischi:

- reazioni immunitarie;

- reazioni infiammatorie.

Sostanze proibite in particolari sport

P1. Alcool: è proibito solo in competizione in alcuni sport (motociclismo, automobilismo, motonautica,

aeronautica).

- rilevazione effettuata mediante analisi del respiro e/o analisi del sangue;

- la soglia di violazione delle norme antidoping è di 0.1 g/l.

- effetto stimolante: disinibizione neurologica con depressione direttamente proporzionale alla

concentrazione dell’alcool nel sangue.

- riduzione del tremore muscolare:

- aumenta la disidratazione in corso di attività, agendo come potente diuretico.

- sintomi di intossicazione:

- 0.05/0.1: euforia, loquacità, socializzazione.

- 0.1/0.2: riduzione del controllo.

- 0.3/0.4: riduzione del controllo e della percezione del rischio.

- 0.5/0.8: cambiamenti dell’umore, sonnolenza, eccitazione.

- 0.9/1.5: alterazioni dell’umore, rabbia, tristezza, confusione mentale.

- 1.6/3.0: aggressività, depressione, apatia, letargia.

- 3.0/4.0: incoscienza.

- >4: sensazione di soffocamento e di morte.

- abuso cronico:

- epatopatie: steatosi, cirrosi.

- apparato gastroenterico: malassorbimenti di vitamine, rischio di emorragie.

- sistema ematopoietico: patologie concorrenti.

- cardiomiopatia alcolica: aritmie, aumento incidenza infarto.

- neoplasie: l’alcool è un cancerogeno, quindi aumenta il rischio di tumori.

- tossicità dello sviluppo: FAS e FASE sono una delle principali cause di ritardo mentale in

occidente. - sindrome alcolica fetale: insieme di segni e sintomi presenti in bambini esposti all’alcool

nel periodo prenatale.

- effetti fetali da alcool: presenza di minori alterazioni, ritardo mentale.

- consumo in gravidanza:

- aumento del rischio di aborto;

- decremento del peso del neonato;

- diminuzione del QI, deficit di memoria e di attenzione.

P2 - Beta bloccanti:

- uso terapeutico: cura per ipertensione, angina, emicrania, aritmie cardiache.

- sport: proibiti negli sport in cui è richiesto un ottimo controllo motorio, ma non in quelle discipline

che prevedono gare di resistenza o un intenso e prolungato impegno cardiaco.

- effetti: riduzione PA, FC, contrattilità, consumo di ossigeno, tremore e ansia.

- effetti negativi: ridotta capacità di prestazione, sensazione di debolezza, senso di fatica

accentuata. Bradicardia, ipoglicemia nei diabetici.

S0. Sostanze non approvate: qualsiasi sostanza farmacologicamente attiva non compresa in alcuna delle

sezioni della lista sotto indicate e che non sia stato oggetto di approvazione da parte dell’ AIFA per un

impiego terapeutico nell’uomo (farmaci in fase di sviluppo) o medicinali non più autorizzati, designer drugs,

nonché sostanze approvate soltanto a uso veterinario, è sempre proibita.

S1. Agenti anabolizzanti: steroidi anabolizzanti androgeni (AAS). Sono composti analoghi al testosterone,

che incrementano massa, forza e potenza muscolare.

Impieghi terapeutici:

- terapia sostitutiva dell’uomo e della donna;

- anemia;

- anabolismo proteico;

- stimolazione della crescita;

- assunzione alternata per via orale e via intramuscolare:

- esaltare gli effetti anabolici;

- limitare gli effetti collaterali;

- ingannare i controlli antidoping;

Assorbimento:

- somministrazione orale:

- inattivazione di testosterone: modificazione chimica.

- somministrazione iniettiva:

- soluzioni oleose o sospensioni di composti liberi: rapido assorbimento ed effetto, scarsa

durata d’azione.

- soluzioni oleose di forme esterificate: assorbimento ritardato, prolungamento dell’effetto.

Effetti ergogenici degli AAS:

- aumento del peso corporeo;

- ritenzione idrica;

- miglioramento della performance aerobica: aumento sintesi di EPO.

- aumento della performance di potenza.

AAS e comportamento: gli atleti sostengono di essere più competitivi e aggressivi.

- effetto placebo;

- percezione della propria immagine;

- meccanismi di rinforzo positivi e negativi.

Effetti avversi: è importante considerare la dose assunta e il tempo di trattamento.

- trattamento a breve termine: effetti reversibili;

- trattamenti cronici: effetti irreversibili.

Produzione endogena: la somministrazione esogena di anabolizzanti sopprime l’attività dell’ipofisi,

annullando la produzione di testosterone e epitestosterone.

Effetti collaterali:

- cardiovascolari: infarti, aritmie, morte cardiaca improvvisa, trombosi.

- epatici: cisti epatiche e tumori epatici.

- endocrini e riproduttivi: compromissione delle funzioni della tiroide, insulino resistenza,

alterazioni nella concentrazione degli ormoni sessuali.

- scheletrici: rottura dei tendini, chiusura prematura delle epifisi e ritardo nella crescita degli

adolescenti.

- psichici: sbalzi d’umore, irritabilità, aggressività incontrollata.

- ritenzione di sodio e cloro  ritenzione idrica  edema 

- aumento eritropoiesi  aumento del volume plasmatico  effetti cardiovascolari 

 morte atleta.

Somministrazione di dose elevate di androgeni nell’uomo:

- inibizione della funzione riproduttiva maschile:

- atrofia testicolare e inibizione spermatogenesi  sterilità.

Somministrazione di dose elevate di androgeni nella donna:

- alterazione della maturazione dei follicoli ovarici;

- ipotrofia dell’utero, ghiandola mammaria;

- fenomeni di virilizzazione:

- approfondimento del timbro della voce;

- crescita di peli;

- caduta dei capelli.

Controllo antidoping:

- screening antidoping: il rapporto tra testosterone ed epitestosterone in un uomo adulto è di circa

1:1. Un rapporto superiore a 4:1 è sufficiente a poter richiedere un controllo per capire se la causa di

questa variazione è fisiologica o patologia, mentre se superiore a 6:1 la commissione antidoping

deve condurre un’indagine per accertare se l’atleta è positivo.

- tecniche di conferma: IRMS (spettrometria di massa isotopica).

S2. Ormoni peptidici, fattori di crescita e sostanze correlate: a questa categoria di sostanze

appartengono ormoni di diversa natura (GH, EPO, ACTH, insulina, gonadotropina).

Ormone della crescita (GH): ormone prodotto dall’adenoipofisi. Viene prodotto autonomamente

dall’adenoipofisi e viene regolato con un sistema feedback negativo.

- stimola la produzione di IGF-1;

- stimola la crescita di tutti i tessuti del corpo capaci di crescere;

- effetti sui processi metabolici:

- incrementa la sintesi proteica in tutte le cellule;

- diminuita utilizzazione dei carboidrati da parte delle cellule;

- aumenta la mobilizzazione degli acidi grassi liberi;

- aumenta l’utilizzo degli acidi grassi per produrre energia.

- principali effetti sugli organi/tessuti bersaglio:

- apparato scheletrico:

- differenziazione e proliferazione delle cellule cartilaginee;

- apposizione ossea.

- muscolo: aumento di massa.

- fegato: rilascio IGF-1.

- tessuto adiposo: aumento della lipolisi con diminuzione del grasso corporeo.

- apparato cardiovascolare: aumento contrattilità cardiaca e FC.

- esercizio fisico e secrezione di GH: entro 20’ dall’inizio dell’attività si osserva aumento del GH.

- impieghi terapeutici:

- bambini: ritardo età ossea, crescita lenta.

- adulti: ridotta massa muscolare, osteoporosi.

- uso di rhGH da parte degli atleti: l’ormone della crescita ricombinante è una molecola simile a

quella endogena, difficile da distinguere dall’ormone naturale. Inoltre, è a rapida eliminazione.

- utilizzo di GH: non ci sono evidenze che mostrino l’efficacia dell’uso del GH.

- promozione della crescita;

- azione anabolica;

- azione lipolitica;

- deposizione di collagene.

- effetti collaterali:

- modificazioni dello scheletro;

- ingrandimento degli organi interni;

- alterazione del metabolismo glucidico;

- iperlipidemia;

- cute spessa e ruvida.

- GH e antidoping: si basa sulla misurazione di due proteine nel sangue, entrambi marcatori

dell’abuso di GH. Aumentano in risposta all’ormone della crescita.

- problemi: la sua rilevazione è difficile, in quanto possiede un’emivita di circa 30’ e viene

subito metabolizzato. Anche utilizzando dei test che vanno a misurare alcuni marker biologici

dell’assunzione di GH, questi sono possibili solo entro poche ore dall’assunzione.

Eritropoietina: glicoproteina prodotta da rene (90%) e fegato (10%). È un ormone con la funzione di

promuovere lo sviluppo delle cellule progenitrici dei globuli rossi.

- impieghi terapeutici:

- anemia da insufficienza renale cronica;

- anemia in pazienti con AIDS;

- anemie in pazienti col cancro;

- chirurgia e donazione del sangue.

- impiego sportivo: incrementa la capacità del sangue di traportare ossigeno ai tessuti.

- aumento del volume degli eritrociti e dell’ematocrito.

- effetti collaterali:

- ipertensione arteriosa;

- dolore osseo;

- convulsioni;

- iperviscosità del sangue;

- disidratazione: cefalea, vertigini, alterazione della visione, angina.

- ipossia tromboembolica;

- anemia post trattamento.

- EPO e antidoping: i due test devono dare lo stesso esito.

- test diretto su urine: fino a 3 giorni dopo l’assunzione.

- test indiretto su sangue: fino a 20 giorni dopo l’assunzione.

- cartelle cliniche dell’atleta con i valori ematochimici aggiornati semestralmente. Le

variazioni dell’ematocrito superiori alla media stagionale indica un sospetto.

- problemi:

- l’EPO farmaceutico può essere rilevato solo entro pochi giorni dalla

somministrazione, nonostante gli effetti perdurino per alcune settimane.

- vengono utilizzati dei composti che sono molto simili alla EPO naturale,

rendendone difficile il riconoscimento.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze e tecniche dell'attività sportiva
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Samuele156 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Nutrizione e farmacologia nello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Maffei Francesca.

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