Che materia stai cercando?

Appunti e schemi di diritto del lavoro Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto del lavoro basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Occhino dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di Economia, Corso di laurea in economia e gestione aziendale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto del lavoro docente Prof. A. Occhino

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

DIRITTO DEL LAVORO

PARTE 1 – INTRODUZIONE

Quali sono le fonti del diritto del lavoro?

1. ATTI NORMATIVI OIL

2. NORMATIVA COMUNITARIA (regolamenti, decisioni, direttive)

3. COSTITUZIONE (1,35,36,38,39,40...)

4. LEGGE STATALE

5. USI (normativi e aziendali)

6. CONTRATTI COLLETTIVI

7. CONTRATTI INDIVIDUALI

8. GIURISPRUDENZA

PARTE 2 – DIRITTO SINDACALE

PROFILO STORICO

- STATO LIBERALE (1861-1899 sostanziale intolleranza verso i fenomeni sindacali;

1899-fascismo: con Giolitti relativa tolleranza e sciopero legale, se non violento.

Concordati di tariffa: primi accordi collettivi, che successivamente divennero

contratti. Prime coalizioni, nascono i sindacati e la cgil)

- STATO FASCISTA (vengono limitate tutte le libertà, tra cui quella sindacale.

Potevano esistere solo sindacati fascisti. Ordinamento corporativo, legittimato

solo il sindacato che raggruppasse 10% della categoria di riferimento. Sciopero

e serrata erano considerati delitti contro l’economia).

- STATO REPUBBLICANO (riconosce spazio ai sindacati, con la promulgazione della

Costituzione i principi sindacali cambiano radicalmente – art.39 libertà sindacale

– e lo sciopero diventa legittimo. Nel 1970 fu emanato lo SL, che rafforzò in

modo rilevante la posizione dei lavoratori verso il datore, introducendo il

sindacato in azienda.)

LIBERTA’ SINDACALE

IL DIRITTO SINDACALE SI FONDA SUL PRINCIPIO DELLA LIBERTA’ SINDACALE

(riconosciuta da fonti normative internazionali, fonti comunitarie e costituzione)

Art. 39 Costituzione: comma 1, L’ORGANIZZAZIONE SINDACALE È LIBERA”. Ogni

cittadino lavoratore ha diritto a svolgere attività sindacale, nonché di costituire o

aderire a strutture sindacali.

TITOLARI: tutti i lavoratori subordinati (tranne militari e polizia di Stato), i lavoratori

autonomi (economicamente deboli o economicamente dipendenti), gli imprenditori e

le associazioni (dato che le relazioni sindacali sono negoziali, il sindacalismo degli

imprenditori è di risposta a quello dei lavoratori. È la somma di interessi individuali).

La libertà sindacale consiste: - LIBERTA’ DI ORGANIZZAZIONE (dimensione

individuale e collettiva) - LIBERTA’ NEGOZIALE (principio del reciproco

accreditamento, si possono refgolare interessi mediante la stipulazione di contratti

collettivi) - LIBERTA’ DI INQUADRAMENTO SINDACALE (sindacato è

configurato come associazione privata, e la categoria è determinata dalle parti. Prima

nell’ordinamento corporativo le categorie erano determinate dalla legge, ora la

categoria è determinata dal contratto)

- DIRITTO DEL LAVORATORE A NON ESSERE DISCRIMINATO

PER RAGIONI SINDACALI (il datore non può compiere atti idonei a limitare l’esercizio

della libertà sindacale). - LIBERTA’ SINDACALE NEGATIVA (garanzia della libertà

sindacale si estende anche al lavoratore che non aderisce ad alcuna organizzazione

sinacale)

Gli altri commi dell’articolo 39 sono rimasti inattuati, perché i sindacati hanno voluto

preservare la loro libertà d’azione, si sono apposti all’attuazione di questi commi, per

evitare forme di interferenza e limitazione del legislatore.

ORGANIZZAZIONE SINDACALE

I lavoratori possono costituire strutture sindacali:

NON ASSOCIATIVE (quindi carenti del requisito di stabilità, xes COBAS dei macchinisti

delle ferrovie)

ASSOCIATIVE: gli accordi degli associati regolano l’ordinamento interno e

l’amministrazione dell’associaz.

- Il SINDACATO è tra queste, come associazione non riconosciuta, seppur tipica. Il

sindacato ha diversi interessi, ma più di tutti è l’INTERESSE COLLETTIVO che

riguarda l’insieme dei lavoratori iscritti o che comunque si riconoscono in un

determinato sindacato (diverso da interesse pubblico, comune, individuale). È

regolato dall’atto costitutivo e dallo statuto, e gli iscritti si obbligano ad

osservare lo statuto. Non corrisponde però un’effettiva democrazia sindacale,

perché le politiche sono spesso decise dagli organismi dirigenti dei sindacati.

- ASSOCIAZIONI TRA IMPRENDITORI: per resistere alle rivendicazioni sindacali,

hanno replicato le caratteristiche dei sindacati. Organizzazioni a livello

categoriale e intercategoriale (industriale, agricolo, terziario)

- ENTI BILATERALI: enti di fatto costituiti da sindacati dei lavorati e associazioni

tra imprenditori per salvaguardare gli interessi di uni e degli altri.

STRUTTURA:

SINDACATO ESTERNO: associazioni intercategoriali

- CONFEDERAZIONI: grandi sindacati, che sono che

riuniscono a livello nazionale tutte le associazioni nazionali categoriali (CGIL,

CISL, UIL, FIOM, FIM...)

- SINDACATI DI CATEGORIA: riuniscono sindacati per ramo d’industria, prendendo

come riferimento lo specifico settore produttivo, a prescindere dalle mansioni

(segretaria, avvocato, fornitore e operaio di un’impresa metallurgica)

- SINDACATI DI MESTIERE: punto di riferimento l’attività lavorativa, non il ramo

d’industria (piloti, macchinisti, insegnanti...)

SINDACATO INTERNO ALL’AZIENDA:

- RSA: istituite con lo SL nel 1970, è un organismo di rappresentanza sindacale

eletto dagli iscritti di un particolare sindacato o dal sindacato stesso, quindi

tutela unicamente gli iscritti a tale sindacato, e non è titolare della

contrattazione aziendale. Diritto ad essere eletta se ci sono almeno 15

dipendenti. Ci sono 3 rappresentanti per ogni sindacato e possono essere

persone esterne all’azienda. Sindacati legittimati a costituire RSA (dopo le

modifiche alle leggi) sono quelli che hanno anche solo partecipato alle

trattative, senza firmare il contratto collettivo (5%)

- RSU: istituite dall’accordo interconfederale del 1993 tra CIGIL, CISL, UIL e

CONFINDUSTRIA, e va a sostituire le RSA. Viene eletto da tutti i lavoratori

presenti in azienda, indipendentemente dal fatto che essi siano o meno iscritti

al sindacato. Quindi ha la rappresenta generale di tutti i lavoratori e può

partecipare alla contrattazione aziendale. I membri sono in tutto 5 e sono eletti

ogni 3 anni.

ATTIVITA’ SINDACALE

Può essere esercitata da: singoli lavoratori (per tutelare interesse collettivo o

individuale a rilevanza collettiva) o dai dirigenti sindacali (in nome e per conto del

sindacato). rappresentatività

L’attività sindacale sia delimitata in ragione della del sindacato,

quindi ogni attività può essere considerata sindacale se il sindacato ha la forza di farla

valere.

Attività negoziale, proclamazione sciopero e attività sindacale in azienda sono gli

ambiti dell’attività sindacale. CONCERTAZIONE: governo, sindacato e imprenditori di

comune accordo determinano gli obiettivi economico-sociali generali.

Nel LUOGO DI LAVORO, si riconosce a tutti i lavoratori la libertà sindacale.

Ai SINGOLI LAVORATORI è permesso (26 SL) raccogliere contributi e fare opera di

proselitismo senza compromettere il normale svolgimento dell’attività lavorativa.

ASSEMBLEA

ALLE RSA O RSU: diritti di esercizio dell’attività sindacale: (20, generale o

settoriale, l’ordine del giorno deve riguardare un interesse sindacale, può svolgersi

durante o fuori lavoro – in questo caso max 10 h annue retr - al datore va dato

preavviso per individuare il locale, non ha diritto a partecipare salvo invitato),

REFERENDUM (21, dentro i locali aziendali, fuori dall’orario di lavoro, su materie di

sindacale), PERMESSI RETRIBUITI E NON

interesse (23,24, spettano ai dirigenti delle

,

RSA per l’espletamento del mandato e per la partecipazione a trattative sindacali)

PERMESSI RETRIBUITI AI DIRIGENTI NAZIONALI E PRIVINCIALI (30,31 per partecipare

riunioni), AFFIGGERE COMUNICATI, TESTI...

alle (in appositi spazi e bacheche

accessibili, il datore non può sindacarne il contenuto e non può rimuoverli). Inoltre il

datore deve mettere a disposizione delle RSA un locale destinato all’esercizio delle

loro attività (> 200 dip) o ogni volta che ne intervenga richiesta (<200 dip).

SINDACATO HA DIRITTO DI INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE, per informarsi e

contrastare, se no è condotta antisindacale.

Il rappresentante per dei lavoratori della sicurezza può promuovere l’elaborazione e

l’individuazione di norme di prevenzione, riceve informazioni e ha diritto alla

formazione (eletto dai lavoratori se <15 dip, dalle RSA se >15 dip).

RAPPRESENTANZA E RAPPRESENTATIVITA’ SINDACALE

RAPPRESENTANZA: istituto giuridico, determina in nome di chi il sindacato può

compiere atti.

RAPPRESENTATIVITA’: istituto socio-politico, idoneità a rappresentare in senso atecnico

gli interessi di collettività, misurata tramite indici di riconoscimento (intercategorialità,

pluricategoralità, numero iscritti, capacità di mobilitazione, effettiva attrattività...)

CONTRATTO COLLETTIVO DI DIRITTO COMUNE

il contratto collettivo di diritto comune è un contratto atipico con funzione normativa,

caratterizzato da 2 peculiarità: il soggetto collettivo che rappresenta i lavoratori e

l’idoneità a predeterminare contratti individuali futuri e in corso.

La STIPULAZIONE avviene con le trattative tra le parti. Legittimati a partecipare alle

trattative sono i sindacati che comparativamente raggiungono il 5% di

rappresentatività nel settore (dato medio tra % associativa e % elettorale). Si parte

piattaforma rivendicativa

con la (ciò che vogliono i sindacati) ipotesi di

accordoapprovazione dell’hp di accordo da parte dei lavoratori sottoscrizione delle

parti (anche per adesione, quando alcuni sindacati firmano senza aver partecipato alle

trattative).

È EFFICACE anche tra datori iscritti e lavoratori non iscritti. Se il datore non è iscritto

ma vuole applicare il contratto si procede coi rimedi di diritto comune (tacito assenso,

o clausole di rinvio), se non vuole sarà il giudice a determinare la retribuzione

sufficiente, con parametro il contratto collettivo nazionale. In presenza di più contratti

collettivi sarà il giudice a scegliere quello più adeguato.

Se il nuovo contratto prevede trattamenti peggiorativi, i lavoratori non iscritti non

possono pretendere la conservazione del trattamento più favorevole. In questo caso

dipende dalla loro forza (se riescono a strappare un contratto individuale migliore) o la

forza dei sindacati dissenzienti.

Le clausole meno favorevoli del contratto individuale risultano invalide e vengono

sostituite con quelle del contratto collettivo (INDEROGABILITA’ IN PEIUS). Le clausole

(criterio del conglobamento e del

più favorevoli prevalgono -trattamenti complessivi-

cumulo -clausole favorevoli di ognuno-).

Il CCNL ha una parte NORMATIVA (vincola i datori con i lavoratori) e una parte

OBBLIGATORIA (regola rapporti tra i soggetti collettivi).

I livelli di contrattazione sono: NAZIONALE (per tutti i lavoratori del settore, ovunque

impiegati nel territorio nazionale) o AZIENDALE (per esigenze proprie di specifici

contesti produttivi). Sono pari-ordinati, in caso di conflitto prima si applicava criterio

cronologico/specialità/competenza e autonomia. Oggi, l’efficacia del contratto

aziendale è anche nei confronti dei dissenzienti, e regolata dal TU 2014, e il contratto

aziendale può intervenire sulle materie delegate dalla legge e dal contratto nazionale.

Gli usi aziendali sono la concessione di trattamenti non previsti da altre fonti.

Il contratto collettivo può essere indeterminato (efficace finchè una delle due parti non

recede) o determinato (con clausola di ultrattività, se alla scadenza si trasforma in

indeterminato, o di rinnovo, un altro determinato). Disdetta impedisce il rinnovo.

Quando c’è un nuovo contratto c’è la sostituzione completa delle clausole del vecchio

contratto con quelle del nuovo.

LEGGE E CONTRATTO COLLETTIVO

Tra legge e contratto collettivo si instaurano rapporti di:

- GERARCHIA (inderogabilità in peius o derogabilità in melius dei cc sulla legge)

- INTEGRAZIONE FUNZIONALE quando la legge rinvia ai cc determinati ambiti. I

rinvii possono essere in funzione gestionale (limiti e condizioni del potere del

datore), regolamentare, autorizzatoria, derogatoria.

LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA

È un processo continuo, con il quale le parti regolano i propri interessi. Realizza un

progressivo adattamento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori al

contesto produttivo e alle sue esigenze economiche tende al principio di

uguaglianza. Inizialmente, dopo il fascismo, la contrattazione era solo nazionale, poi è

diventata aziendale. Diversi problemi sull’unità di intenti dei maggiori sindacati.

Il TESTO UNICO SULLA RAPPRESENTANZA DEL 10 GENNAIO 2014 sancisce i contenuti

della contrattazione collettiva.

- Ammette alla contrattazione nazionale le organizzazioni sindacali che abbiano

nel settore una rappresentatività non inferiore al 5% (media tra dato associativo

ed elettorale)

- Sancisce i regolamenti delle rappresentazioni aziendali

- CONTRATTO NAZIONALE: efficace per l’insieme di lavoratori, nonché per tutte le

organizzazioni aderenti alle parti firmatarie dell’accordo, approvato e

sottoscritto da sindacati che rappresentano almeno il 50%+1 della

rappresentanza; CONTRATTO AZIENDALE: non può rinegoziare ambiti già stabili

dai ccnl, concerne solo le materie espressamente delegate. Legittimate sono

RSU (vale per tutti) e RSA (se aggregano la maggioranza delle deleghe

conferite)

- Disposizioni sulle clausole (tregua sindacale, esigibilità), procedure di

raffreddamento e conseguenze dell’inadempimento

SCIOPERO

Art. 40 costituzione: LO SCIOPERO SI ESERCITA NELL’AMBITO DELLE LEGGI CHE LO

REGOLANO. È UN DIRITTO COSTITUZIONALE.

In principio qualificava come diritto solo lo sciopero per fini contrattuali (e interessi

economici-professionali), illegittimando quello per fini non contrattuali (xes politico).

Ora è legittimo tutto, è un diritto assoluto della persona.

Il lavoratore che sciopera non è configurabile come inadempiente, perde solo la

retribuzione.

Ora le finalità dello sciopero si sono ampliate, sono legittimi lo sciopero per fini

contrattuali, e anche quello per fini non contrattuali (se non è svolto per sovvertire

l’ordinamento costituzionale, e perfino lo sciopero di solidarietà, solo se il giudice

riconosce un collegamento tra gli interessi economici del gruppo che si astiene a

sostegno di un gruppo già in sciopero.

FORME ANOMALE DI SCIOPERO: a sorpresa (legittimo, ma deve esserci preavviso nei

servizi pubblici essenziali), a singhiozzo (in modo intermittente) a scacchiera (solo da

alcuni reparti in momenti diversi).

Lo sciopero è un diritto individuale ad esercizio collettivo: titolari tutti i lavoratori

subordinati (tranne militari e polizia) parasubordinati e liberi professionisti.

- OGGETTO E DESTINATARIO ECONOMICI = DIRITTO

- OGGETTO ECONOMICO (pensioni) DESTINATARIO POLITICO =DIRITTO

- OGGETTO E DESTINATARIO POLITIC = LIBERTA’ (inadempimento)

- SE ENTRAMBI HANNO CARATTERE RIVOLUZIONARIO = reato penale

SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI

Disciplinato dalla legge del 1990 e integrato dalla 2000, che introdusse la

COMMISSIONE DI GARANZIA, un’autorità indipendente dotata dei seguenti poteri:

- POTERE D’ORDINE: può invitare i soggetti che proclamano lo sciopero a

differirne la data o a desistere da comportamenti

- VALUTAZIONE DI IDONEITA’: valuta l’idoneità delle prestazioni indispensabili nei

servizi pubblici, ha potere di provvisoria regolamentazione

- POTERE SANZIONATORIO: per i singoli lavoratori, per le organizzazioni sindacali

e per gli enti erogatori dei servizi

- POTERE DI SEGNALAZIONE: di situazioni di pericolo e formulazione di proposte

per l’autorità competente per la precettazione

Con la terziarizzazione lo sciopero, in questi settori, provoca un impatto maggiore,

anche su un gran numero di soggetti terzi: il sindacato si è accorto che può smuovere

in modo ottimale l’opinione pubblica, perché in poche ore si possono provocare un

sacco di disagi, quindi è intervenuta la legge per regolamentare lo sciopero nei servizi

pubblici essenziali.

PUBBLICI perché devono essere rivolti al cittadino.

ESSENZIALI perché vanno a ledere dei diritti costituzionali della persona (vita, salute,

sicurezza, libertà di circolazione, istruzione ecc...). Nell’ambito di questi servizi si

individuano delle PRESTAZIONI INDISPENSABILI, che devono necessariamente essere

assicurate agli utenti.

Lo sciopero, in quanto diritto individuale, lascia libertà individuale per l’adesione,

qualunque lavoratore è legittimato a parteciparvi, anche se proclamato da un

sindacato diverso dal suo. Inoltre non si è nemmeno obbligati ad aderire allo sciopero.

REGOLE:

- Innanzitutto bisogna procedere ad un preventivo esperimento di procedure di

raffreddamento e conciliazione, per cercare di differire lo sciopero o addirittura

di evitarlo.

- OBBLIGO DI PREAVVISO, E OBBLIGO DI COMUNICAZIONE. Lo sciopero deve

essere scritto, firmato da un sindacato con la motivazione dello sciopero, della

durata, della modalità di attuazione. Deve essere comunicato ai gestori del

servizio almeno 10 gg prima e al pubblico almeno 5 gg prima. Dopo la

comunicazione al pubblico non è più possibile revocarlo, a meno che vengano

soddisfatte le richieste (2000).

- Vengono individuate delle PRESTAZIONI INDISPENSABILI, per tutelare i diritti dei

cittadini. La legge dice che le prestazioni indispensabili saranno indicate nei

singoli contratti collettivi, e la commissione di garanzia ha il potere di valutarle

ed eventualmente modificarle. I contratti collettivi inoltre devono individuare

intervalli minimi da osservare tra l’effettuazione di uno sciopero e la

proclamazione del successivo.

- Sono previste sanzioni molto articolate per chi non rispetta le regole, sia

lavoratore (sospensione fino a 10 gg), che sindacato (25000 euro) che ente che

eroga il servizio.

- Una seconda fase di controllo è la PRECETTAZIONE, in cui il Ministero, o i prefetti

almeno 48 h prima dell’inizio dello sciopero, se si ritiene fondato un pregiudizio

grave dei diritti della persona, può differire o ridurre lo sciopero, o integrare

delle regole tramite la prescrizione di misure che andranno rispettate durante lo

sciopero.

FORME DI LOTTA SINDACALE DIVERSE DALLO SCIOPERO

Non si risolvono in un’astensione dal lavoro tout court, ma sono strumenti di lotta

finalizzati a danneggiare l’imprenditore.

LEGITTIMI:

- Comportamenti propedeutici allo sciopero (propaganda, cortei)

- Sciopero bianco (permanenza sul luogo di lavoro senza lavorare) o sciopero

dello straordinario

- Ostruzionismo (applicazione pedantesca delle regole per rallentare il processo

produttivo)

- Picchettaggio non violento (lavoratori scioperanti che impediscono l’accesso al

lavoro dei non scioperanti)

INESATTO ADEMPIMENTO:

- Sciopero delle mansioni (non effettuare solo alcune mansioni che non rientrano

nella qualifica)

- Sciopero del cottimo (legittimo se i cottimisti non riducono il rendimento al di

sotto del minimo dovuto)

PENALMENTE RILEVANTI:

- Occupazione d’azienda (impossibile le prestazioni offerte dai non occupanti)

- Sabotaggio (danneggiamento)

- Blocco delle merci in entrata o uscita

- Blocco stradale, disturbo della quiete pubblica

- Boicottaggio

L’imprenditore, al di là della sanzione della legge, può procedere con provvedimenti

disciplinari e azioni di tutela

SERRATA

È un mezzo di lotta sindacale dell’imprenditore, consistente nella chiusura dei luoghi di

lavoro con conseguente sospensione dell’attività lavorativa. RESTA FERMO IL DIRITTO

DEL LAVORATORE ALLA RETRIBUZIONE.

- Serrata offensiva: conseguire una modificazione in danno ai lavoratori

- Serrata difensiva: scoraggiare iniziative dei lavoratori

- Serrata di ritorsione: reazione ai modi di conduzione della lotta sindacale

È una manifestazione del principio di libertà sindacale dell’imprenditore: costituisce

attività antisindacale se impedisce l’esercizio dell’attività sindacale. È un atto

penalmente lecito, e sul piano civile costituisce mora del creditore, con obbligo di

corresponsione del risarcimento del danno. La serrata di ritorsione può essere

civilmente lecita nello sciopero a singhiozzo e in quello a scacchiera.

TUTELA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI PER MOTIVI SINDACALI

NULLITA’ degli atti discriminatori (15 SL) volti a subordinare l’assunzione di un

lavoratore a condizione che questo aderisca o meno a un’organizzazione, o a

licenziarlo per la sua sindacalità.

Per motivi sindacali ma in generale di ogni tipo è vietata l discriminazione

Sanzione civile per il datore che applica trattamenti economici collettivi con finalità

discriminatoria; sanzione se sostiene organizzazione sindacali.

LA REPRESSIONE DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE

Il giudice è legittimato a reprimere ogni comportamento del datore di lavoro diretto ad

impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale o del diritto di

sciopero.

La condotta antisindacale può colpire l’interesse del sindacato, l’interesse collettivo

dei lavoratori o l’interesse del singolo lavoratore che svolge attività sindacale.

La procedura si conclude con un decreto motivato immediatamente esecutivo con cui

il giudice ordina al datore di lavoro la cessazione del comportamento antisindacale e la

rimozione degli effetti.

DIRITTO SINDACALE NEL LAVORO PUBBLICO

“privatizzazione del pubblico impiego”, procedimento con cui si è condotto il rapporto

di lavoro pubblico nell’are del diritto privato (codice civile).

Nel lavoro pubblico vanno costituite obbligatoriamente RSA, oppure RSU per le

amministrazioni con più di 15 dipendenti. La condotta antisindacale è giurisdizione del

giudice del lavoro.

Contrattazione collettiva nel lavoro pubblico è considerato un atto di autonomia

privata, determina diritti e obblighi. Nelle PA si distinguono:

- Accordi quadro: definiscono i comparti che regolano istituti comuni a tutte le PA

- Contratti nazionali di comparto: stipulati in ogni comparto

- Contrattazione integrativa: autonomi livelli in ogni PA, non in contrasto con i

precedenti

L’ARAN è l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle PA, una persona giuridica di

diritto pubblico che rappresenta legalmente le PA. Ammette alle trattative per il

rinnovo del contratto nazionale le organizzazioni con rappresentanza almeno del 5%

nel comparto.

DIRITTO SINDACALE NELL’UE

Il COMITATO AZINEDALE EUROPEO (CAE) è un comitato istituito da ogni impresa o

ciascun gruppo di imprese di dimensioni comunitarie, costituito dai dipendenti

dell’impresa con finalità di informare (trasmissione dati dal datore ai rappresentanti

dei lavoratori) e consultare (dialogo tra i rappresentanti dei lavoratori e la direzione

centrale) i lavoratori con modalità tali da garantire l’efficacia e consentire un processo

decisionale efficace nell’impresa/gruppo.

Impresa di dimensioni comunitarie = almeno 1000 lavoratori, e almeno 150 per stato

membro.

Il compito di istituire in via negoziale il CAE è affidato alle parti. Il legislatore individua

anche la rappresentanza dei lavoratori, denominata DELEGAZIONE SPECIALE DI

NEGOZIAZIONE

Il DIALOGO SOCIALE comprende i rapporti tra le parti sociali, e tra queste e le

istituzioni comunitarie.

La carta di Nizza riconosce espressamente ai lavoratori, datori di lavoro e alle

rispettive organizzazioni il diritto a negoziare e concludere contratti collettivi

conformemente al diritto dell’Unione e alle legislazioni o prassi nazionali.

Contrattazione collettiva ha 2 tipi di accordi:

- ACCORDI LIBERI: non hanno contenuto predeterminato, secondo prassi degli

stati

- ACCORDI ISTITUZIONALI: possono intervenire solo nell’ambito di alcuni settori

espressamente contemplati.

L’UE NON HA COMPETENZA IN MATERIA DI SCIOPERO, MA IL DIRITTO DI

NEGOZIAZIONE DI AZIONI COLLETTIVE E’ RICONOSCIUTO DALLA CARTA DI NIZZA, per

cui il diritto di sciopero si pone sullo stesso piano delle libertà economiche sancite dai

Trattati

PARTE 3 – RAPPORTI DI LAVORO

2 grandi famiglie di contratti di lavoro: SUBORDINATO – AUTONOMO

2094 cc: è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione

 a collaborare nell’impresa prestando il proprio lavoro manuale o intellettuale

alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.

Si può parlare di contratto di prestazione occasionale d’opera nelle ipotesi in cui

 un soggetto, verso un corrispettivo, si impegna a compiere un’opera o un

servizio prevalentemente attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di

subordinazione nei confronti del committente.

Per sotto la direzione si intende che l’imprenditore può modificare e determinare le

modalità esecutive della prestazione di lavoro.

Il contratto di lavoro subordinato è quindi un contratto a prestazioni corrispettive

contratto di scambio. C’è obbligo di collaborazione.

Ci sono casi di confine in cui è difficile distinguere le due tipologie, esistono criteri per

l’identificazione:

SOGGEZIONE DEL LAVORATORE, ma anche in alcuni casi di lavoro autonomo

 continuativo (mandato) ci sono casi di subordinazione e viceversa. È il criterio

più significativo

Distinzione tra OBBLIGAZIONE DI MEZZI (subordinato) e DI RISULTATO

 (autonomo), ma anche l’autonomo può atteggiarsi con obbligazioni di mezzi

INERENZA DEL RAPPORTO DI LAVORO ALL’IMPRESA

 IMPUTAZIONE DEL RISCHIO (a carico del datore nel subordinato, del lavoratore

 nell’autonomo)

SUBORDINAZIONE SOCIO-ECONOMICA, ma non può essere definito criterio

 distintivo

PERSONALITA’ DELLA PRESTAZIONE,

presi singolarmente i criteri sono inadeguati, quindi la giurisprudenza ha affermato che

devono essere valutati globalmente. Inoltre il NOMEN JURIS (dichiarazione delle parti in

ordine alla qualificazione del rapporto) è utile in questi casi. Inoltre il legislatore non

piò negare l’applicazione della disciplina del subordinato a rapporti che effettivamente

lo sono.

CONTRATTO

Parti: lavoratore (persona fisica) e datore di lavoro (fisica o giuridica)

Età minima per l’ammissione al lavoro è 16 anni (fine scuola obbligatoria), contratto

stipulabile a 18 anni.

Elementi essenziali del contratto:

ACCORDO: contratto consensuale, che si conclude con la sottoscrizione delle

 parti

CAUSA: scambio tra lavoro e retribuzione contratto a prestazioni corrispettive

 FORMA: non è richiesto requisito di forma ad subsantiam, salvo per alcune

 tipologie (patto di prova)

OGGETTO: costituito dalle MANSIONI (individuate tramite rinvio alle qualifiche o

 ai livelli previsti dai cc) e dalla RETRIBUZIONE (contratto oneroso).

Dopo la stipula il datore deve trasmettere al centro per l’impiego tramite moduli

telematici, i dati del lavoratore e la tipologia contrattuale, le qualifiche e il trattamento

economico.

LAVORO IRREGOLARE quando il rapporto viene instaurato in violazione degli obblighi

ISPETTTORATO NAZIONALE DEL LAVORO,

vigenti che attraverso l’accesso ai luoghi e

alla documentazione aziendale è dotato di potere di reprimere le violazioni.

POTERI DEL DATORE DI LAVORO

Con la sottoscrizione del contratto il datore è legittimato a

1) POTERE DIRETTIVO:

stabilisce unilateralmente i termini e i modi in cui la prestazione lavorativa deve

essere svolta, affinché sia utile per il programma produttivo. Deve adibire il lavoratore

mansioni pattuite,

alle se sono superiori (per 6 mesi) ha diritto alla promozione.

In presenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive può modificare

il luogo (trasferimento) nel territorio nazionale, all’estero deve avere il consenso del

lavoratore. Trasferta è mutamento temporaneo del luogo; distacco

temporaneamente svolge una prestazione da un altro datore.

La sospensione cautelare può essere disposta unilateralmente per assicurare lo

svolgimento ordinario ed efficiente dell’attività aziendale.

2) POTERE DI CONTROLLO

Legittima il controllo dell’imprenditore sull’operato del lavoratore, per stabilire

l’adempimento. Prima del 1970 era molto libero, con il Jobs Act si è ristretto, per

garantire la dignità e riservatezza del lavoratore.

Controllo su: PATRIMONIO AZIENDALE

SVOLGIMENTO DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA

PERSONALE, IN CASO DI ASSENZA PER MALATTIA

FATTI RILEVANTI AI FINI DELL’ATTITUDINE PROFESSIONALE

Jobs act prevede che gli impianti audiovisivi e gli strumenti che consentono controllo a

distanza possono essere utilizzati solo se installati per esigenze tecniche,

organizzative e produttive per garantire la sicurezza del lavoro e la tutela del

patrimonio, previo accordo con RSA e RSU (non necessario se sono strumenti utilizzati

dal lavoratore per effettuare la prestazione – smartphone tablet pc...)

In caso di malattia attraverso i medici è previsto obbligo di reperibilità in determinate

fasce orarie per il lavoratore.

3) POTERE DISCIPLINARE

Consente al datore di punire la violazione degli obblighi di osservanza, diligenza e

fedeltà che incombono sul lavoratore, SENZA COMPROMETTERE LA CONSERVAZIONE E

LA CONTINUITA’ DEL RAPPORTORegola della proporzionalità della sanzione

all’infrazione.

Il codice disciplinare aziendale deve indicare le infrazioni e le relative sanzioni, affisso

in luogo accessibile: il datore deve contestare il lavoratore e concedergli di difendersi

con un collegio di conciliazione; la sanzione non deve comportare mutamenti del

rapporto.

4) POTERE DI RECESSO

Potere di estinguere il rapporto unilaterlamente ex nunc

INQUADRAMENTO categorie

Assegnazione delle mansioni comporta l’inquadramento dello stesso nelle 4

legali previste dalla contrattazione collettiva:

QUADRO: lavoratore che pur non essendo dirigente svolge funzioni di

 rilevante importanza per l’impresa

DIRIGENTE: alter ego dell’imprenditore, incidenza delle sue scelte nella

 politica aziendale

OPERAIO E IMPIEGATO: col passare del tempo la distinzione ha perso

 importanza, perché la maggior parte dei contratti collettivi ha proceduto

all’inquadramento per livelli retributivi. In passato prestatori d’opera

manuale (op.) e intellettuale (imp.)

OBBLIGHI DEL PRESTATORE DI LAVORO

a) OBBLIGO A ESEGUIRE LA PRESTAZIONE LAVORATIVA

Non consente al lavoratore di farsi sostituire, deve eseguire: mansioni per cui è

assunto; mansioni dell’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito;

mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale; mansioni inferiori (nei casi

previsti dalla lege)

b) OBBLIGO DI COLLABORAZIONE

Soddisfa l’interesse del datore di lavoro all’organizzazione dell’attività produttiva

c) OBBLIGO DI DILIGENZA E DI OSSERVANZA

Il lavoratore deve svolgere la prestazione con diligenza e osservare le disposizioni per

l’esecuzione del lavoro predisposte dal datore.

d) OBBLIGO DI FEDELTA’

Il lavoratore non deve trattare affari per conto di terzi in concorrenza con

l’imprenditore (finchè dura il rapporto, ma si può estendere anche a dopo con il patto

di non concorrenza); divulgare notizie attinenti ai metodi di produzione dell’impresa.

DIRITTI ECONOMICI DEL PRESTATORE

RETRIBUZIONE

o

Compenso per l’attività svolta sotto la direzione del datore. IL LAVORATORE HA

DIRITTO AD UN COMPENSO PROPORZIONATO ALLA QUANTITA’ E QUALITA’ DEL LAVORO

SVOLTO, E COMUNQUE SUFFICIENTE A GARANTIRE AL LAVORATORE E ALLA SUA

FAMIGLIA UN’ESISTENZA LIBERA E DIGNITOSA. Tutto ciò è determinato dal contratto

collettivo (salvo più favorevoli contratti individuali). In alcuni casi compenso orario

minimo

Il corrispettivo può essere a TEMPO (decorso del tempo), a COTTIMO (quantità, vietato

nell’apprendistato e obbligatorio nel lavoro a domicilio), MISTO.

Il compenso è normalmente in denaro, la retribuzione in natura solo in funzione

integrativa, oppure la partecipazione agli utili, provvigione o emissione di azioni in

favore dei diendenti. C’è indennità di trasferta e di mensa.

I componenti della retribuzione sono: - paga base (prevista dal contratto collettivo in

base all’inquadr.) - scatti di anzianità (collegati a anni di servizio

maturati) - indennità di contingenza (somma ormai congelata

che aveva obiettivo di adeguare la retribuzione al costo della vita)


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

28

PESO

51.88 KB

AUTORE

klaas95

PUBBLICATO

7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Economia
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher klaas95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Occhino Antonella.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto del lavoro

Lezioni, Diritto del lavoro
Appunto
Appunti di Diritto del lavoro - Parte 4 di 4
Appunto
Appunti di Diritto del lavoro - Parte 1 di 4
Appunto
Appunti di Diritto del lavoro - Parte 2 di 4
Appunto