APPUNTI ELEMENTI DI PSICOPATOLOGIA DELLO SVILUPPO
Prof: Yura Loscalzo
CFU: 8
“Psicopatologia cognitiva dello sviluppo. Bambini difficili o relazioni difficili?”
Libri: M. G.
Strepparava & E. Iacchia, Raffaello Cortina Editore.
La PSICOLOGIA CLINICA si basa sul concetto di "prendersi cura" (to care) piuttosto che di
"guarire" (to heal). Di conseguenza, la psicologia clinica trova applicazione anche nelle
disturbi psicologici, in particolare con l’obiettivo
situazioni di assenza di di facilitare e
il benessere e lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dell’individuo,
sostenere avendo
quindi anche uno scopo preventivo. natura, l’evoluzione e il trattamento dei
La PSICOPATOLOGIA è la disciplina che studia la
disturbi psicologici. È una branca della psicologia clinica.
Il DISTURBO PSICOLOGICO è l'oggetto di studio della psicopatologia
La definizione di DISTURBO PSICOLOGICO comprende alcune caratteristiche, le quali non
sono sufficienti, da sole, a definire il concetto di disturbo psicologico:
1. Distress personale: quando il comportamento è causa di profondo malessere per la
persona.
DISTRESS: componente negativa dello stress che genera malessere; nello stress è
presente anche una parte positiva detta “EUSTRESS”
• Si tratta di una Caratteristica presente nella maggior parte dei disturbi psicologici
(es. ansia e depressione).
• Non tutti i disturbi psicologici però causano distress (es. disturbo di personalità
antisociale).
• Inoltre non tutti i tipi di distress derivano da comportamenti dovuti a un disturbo
psicologico (es. malessere dovuto alla fame)
2. Disabilità: quando il disturbo psicologico causa la compromissione di qualche area
importante della vita dell’individuo.
• È una caratteristica presente nella maggior parte dei disturbi psicologici (es. ansia
sociale, abuso di sostanze)
• Non tutti i disturbi psicologici causano disabilità (es. bulimia nervosa)
• Non tutti i tipi di disabilità derivano da comportamenti dovuti a un disturbo
psicologico (es. grave difetto della vista)
3. Violazione delle norme sociali: Il disturbo psicologico è caratterizzato da
comportamenti che violano le norme sociali.
• È una caratteristica presente in molti disturbi psicologici (es. disturbo ossessivo
compulsivo, quindi AREA INTERNALIZZANTE.
Ma anche ESTERNALIZZANTE, ad esempio il disturbo della condotta o il disturbo
oppositivo provocatorio) 1
• Non tutti i disturbi psicologici si associano alla trasgressione di norme sociali (es.
disturbi d’ansia)
• Non tutte le violazioni delle norme sociali derivano da un disturbo psicologico (es.
criminali)
4. Disfunzione: Il disturbo psicologico è caratterizzato da una disfunzione a livello
organico che produce un danno.
Non sono ancora conosciuti molti dei meccanismi alla base dei disturbi psicologici. È
più opportuna una definizione di disfunzione ampia: le disfunzioni comportamentali,
psicologiche e biologiche sono fra loro interrelate.
Tali caratteristiche non sono applicabili indiscriminatamente e invariabilmente ad ogni
diagnosi.
PSICOPATOLOGIA e STIGMA
l’insieme di convinzioni e
Lo STIGMA è atteggiamenti deleteri che la società sviluppa nei
confronti dei gruppi considerati in qualche modo diversi dal gruppo dominante, come ad es.
le persone con disturbo psicologico.
Nello studio della psicopatologia, dobbiamo essere consapevoli del rischio di mettere in atto
processi di stigmatizzazione nei confronti della persona/bambino con una diagnosi
psicopatologica, poiché lo stigma spesso porta alla DISCRIMINAZIONE.
CARATTERISTICHE DELLO STIGMA:
• Attribuzione di una particolare ETICHETTA ad un gruppo di persone che le distingue
dalle altre (es. “pazzo”)
• L’etichetta fa riferimento a QUALITÀ INDESIDERATE da parte della società (es. i pazzi
sono pericolosi)
• –
Individui con una data etichetta sono considerati DIVERSI DAGLI ALTRI NOI versus
LORO (es. noi non siamo come quei pazzi)
• Individui con una data etichetta sono oggetto di DISCRIMINAZIONE ingiustificata (es.
una clinica per pazzi non vicino casa mia)
Oggi, la malattia mentale resta ancora una delle condizioni più stigmatizzate nonostante i
di una maggiore consapevolezza circa l’origine di questi
progressi compiuti nella diffusione
disturbi. È importante quindi fare attenzione agli atteggiamenti e ai comportamenti che
abbiamo nei confronti dei bambini con cui lavoriamo, e cercare di stabilire un clima di classe
sull’accettazione e non sulla discriminazione
basato
IDEE PER PREVENIRE STIGMA E DISCRIMINAZIONE IN CLASSE:
• Creare storie sul disturbo del bambino mettendo il rilievo il vissuto emotivo ed i pensieri
del protagonista di fronte alla discriminazione dei compagni. Ovviamente la storia deve
essere inserita in un’unità/attività didattica, senza fare emergere il riferimento al bambino.
• Favorire il contatto tra pari attraverso attività in cui il bambino è competente e possa
integrarsi con i compagni. 2
Un’insegnante sensibile a capace può fare la differenza in un periodo sensibile come quello
della scuola dell’infanzia e della primaria. Inoltre le insegnanti sono spesso le prime
nell’identificazione di un problema.
allo stesso modo un’ETICHETTA,
La DIAGNOSI è un processo di etichettamento.
PROCESSO ATTRAVERSO IL QUALE L’INSIEME DEI SINTOMI
Definizione: il
OSSERVATI VIENE RICONDOTTO AD UNA SPECIFICA PATOLOGIA CHE SPIEGA LE
CARATTERISTICHE DELLA MALATTIA E I MECCANISMI CAUSALI CHE POTREBBERO
AVERLA DETERMINATA.
È utile poiché consente di avere alcuni dati (basati su evidenze scientifiche) utili per la
comprensione, il trattamento e il sostegno alla persona che soffre di un dato disturbo, ma
ridurre l’altro al disturbo stesso,
dobbiamo evitare che questa conoscenza porti a e ai
significati associati all’etichetta, evitando quindi di attivare i processi di STIGMA e
DISCRIMINAZIONE
CONCETTI DI BASE DELLA PSICOPATOLOGIA
• DIAGNOSI DIFFERENZIALE: ogni sintomo non è associato in maniera univoca a un
dato disturbo psicologico.
È il processo mediante il quale DIVERSE IPOTESI DIAGNOSTICHE VENGONO
CONFRONTATE attraverso la raccolta di INFORMAZIONI che consentono di
INDIVIDUARE GLI ELEMENTI CHE DISTINGUONO DUE DIAGNOSI apparentemente
SIMILI. Es: disturbo depressivo maggiore e persistente
La diagnosi differenziale viene fatta anche su base organica; è un processo molto lungo.
• PROGNOSI: ASPETTATIVE RELATIVE ALLA GUARIGIONE/sopravvivenza e alla
QUALITÀ DI VITA DEL SOGGETTO.
Si guarda anche alla qualità della vita e al grado di autonomia.
Si va a vedere qual è la possibile evoluzione del disturbo nel tempo, quanto è probabile
che si verifichi una remissione del disturbo, un mantenimento dei sintomi oppure un
aggravamento mediante la presenza di altre diagnosi psicologiche nel tempo, oltre a
valutare quanto è probabile che la persona sopravviva in base ad esempio al rischio di
suicidio associato alla diagnosi stessa.
• FATTORI DI RISCHIO: CARATTERISTICHE INDIVIDUALI, AMBIENTALI,
RELAZIONALI, E SOCIO-CULTURALI CHE PREDICONO LA PROBABILITÀ CHE UN
INDIVIDUO SANO SI AMMALI nel corso della sua vita.
che l’individuo possa sviluppare un disturbo.
Tutto ciò che fa sì
Un fattore di rischio aumenta la probabilità che emerga il disturbo, non è detto che il
disturbo abbia esordio.
Inoltre non tutti i fattori di rischio hanno lo stesso peso. 3
• FATTORI PROTETTIVI: Caratteristiche individuali, ambientali, relazionali, e socio-
culturali che RIDUCONO LA PROBABILITÀ DELLA COMPARSA DI UNA
DETERMINATA PATOLOGIA.
• FATTORI DI RISCHIO CUMULATIVO: La relazione tra fattori di rischio ed esito
l’accumularsi di fattori di rischio aumenta in
negativo (psicopatologia) non è lineare;
modo esponenziale la probabilità di esito negativo.
N.B. Non tutti i fattori di rischio hanno lo stesso peso; inoltre lo stesso fattore di rischio
può avere un’influenza diversa in base al periodo dello sviluppo in cui si presenta.
A seconda del periodo dello sviluppo in cui di presenta, un fattore di rischio può non
avere un peso nei termini di favorire lo sviluppo della psicopatologia più o meno
presente.
• MULTIFINALITÀ: A partire da uno stesso punto di partenza si possono verificare esiti
diversi.
Ad esempio, a partire da un dato fattore di rischio (es: aver subito un lutto importante)
si può verificare sia un esito estremamente negativo (es: l'esordio di un disturbo
psicopatologico) ma si può anche verificare un esito positivo in cui non insorge un
disturbo psicopatologico.
Oppure disturbi psicopatologici diversi.
• EQUIFINALITÀ: Percorsi diversi (punti di partenza diversi) possono portare allo stesso
esito.
Esempio: sia uno stile educativo rigido sia uno stile educativo estremamente permissivo
sono associati a una maggiore probabilità di esordio del disturbo della condotta.
• CONTINUITÀ ETEROTIPICA: Un dato processo patologico si manifesterà in modo
diverso a livello comportamentale nel corso dello sviluppo, ma il significato del
comportamento e il disturbo sottostante non cambiano.
Cambia il comportamento, ma il risultato sottostante del disturbo è lo stesso.
• funzionamento in un’area interagisce
EFFETTO A CASCATA: Il con (e influenza) ciò
che avviene in altre aree, plasmando il percorso evolutivo della persona.
Ovvero, le difficoltà in un dominio hanno conseguenze cumulative sullo sviluppo
sull’adattamento all’ambiente.
individuale e
• DISTURBI INTERNALIZZANTI: Sono CARATTERIZZATI DA SINTOMI CHE NON
VENGONO ESIBITI IN DIREZIONE DEGLI ALTRI, MA RIPIEGATI SU SÉ STESSI e
UN ECCESSO DI AUTOCONTROLLO (es: ansia e somatizzazioni).
Con questo tipo di disturbo si ha un eccessivo autocontrollo. Infatti la persona tende a
non esprimersi, a non dire quello che pensa “a mordersi la lingua” e di conseguenza va
ad interiorizzare tutto. 4
• DISTURBI ESTERNALIZZANTI: Sono caratterizzati da SINTOMI CHE SONO DIRETTI
ESPLICITAMENTE VERSO L’AMBIENTE E ALTE PERSONE (es: aggressività e
impulsività), e da uno SCARSO AUTOCONTROLLO.
STORIA DELLA PSICOPATOLOGIA (dalla demonologia agli attuali paradigmi)
LA DEMONOLOGIA
della nascita dell’indagine scientifica,
Prima tutte le manifestazioni al di fuori del controllo
umano (eclissi, terremoti, malattia) erano considerati eventi soprannaturali.
Anche i comportamenti psicopatologici erano quindi attribuiti a cause soprannaturali, ed in
particolare allo sfavore degli dèi o alla possessione demoniaca.
DEMONOLOGIA: DOTTRINA SECONDO CUI UN DEMONE O UNO SPIRITO MALIGNO
PUÒ ABITARE NEL CORPO DI UNA PERSONA E CONTROLLARNE LA MENTE E IL
CORPO. l’ESORCISMO,
Di conseguenza, il trattamento previsto per i disturbi psicologici era ovvero
pratiche e rituali volti a scacciare gli spiriti maligni dal corpo del malato.
Questi riti prevedevano preghiere, pozioni dal sapore disgustoso, e talvolta misure estreme
come la fustigazione e il digiuno, volte a rendere il corpo inadatto ad ospitare i demoni.
IPPOCRATE: Le prime spiegazioni biologiche
Nel V secolo a.C. Ippocrate separò la medicina dalla religione, dalla magia e dalla
superstizione.
Fu il primo a sostenere che le malattie psicologiche sono dovute a cause naturali, e che
quindi devono essere trattate come qualsiasi altra malattia (es. raffreddore).
Poiché il cervello era ritenuto l’organo della coscienza, della vita intellettiva e delle emozioni,
all’origine
sostenne che dei disturbi psicologici ci fosse una patologia del cervello.
Ippocrate classificò i disturbi psicologici in tre categorie:
1. Mania: aspetti esternalizzanti
2. Melanconia: aspetti internalizzanti
3. Frenite (o febbre cerebrale): aspetti deliranti dall’equilibrio tra quattro fluidi
Inoltre, sostenne che la salute mentale dipendesse corporei
(o umori): sangue, bile nera, bile gialla, flegma.
Di conseguenza, il disturbo psicologico era dovuto a un disequilibrio umorale, e più nello
specifico alla preponderanza di uno degli umori, se prevaleva:
• Flegma: persona indolente e fiacca (astenia: rallentamento)
• Bile nera: melanconia
• Bile gialla: temperamento irritabile e ansioso
• Sangue: temperamento instabile e volubile. 5
I trattamenti prevedevano tranquillità, abitudini di vita sobrie, scelta accurata di cibi e
astinenza dall’attività sessuale.
bevande,
Grazie ad Ippocrate i disturbi psicologici diventano competenza dei medici e non più
dei sacerdoti.
Sebbene le teorie di Ippocrate non abbiano resistito alla valutazione scientifica condotta nei
secoli successivi, hanno il merito di aver proposto l’idea secondo cui il disturbo psicologico
possa essere dovuto a uno squilibrio o danno organico.
IL RITORNO DELLA DEMONOLOGIA: I secoli bui
si ha l’inizio
Con la morte di Galeno, nel II secolo d.C., dei secoli bui della medicina
occidentale. riacquistarono l’autorità per il
La Chiesa aumentò il suo potere, e i monasteri cristiani
trattamento dei disturbi psicologici, sostituendo i medici.
Sebbene i monasteri conservassero i manoscritti della cultura medica precedente, i
sacerdoti non sempre facevano ricorso a quelle conoscenze; preferivano infatti un
trattamento basato su preghiere, pozioni e contatto della persona con sacre reliquie.
Ritornò in auge anche la credenza secondo cui i disturbi psicologici fossero dovuti a cause
soprannaturali.
A partire dal XIII secolo, si diffonde la caccia alle streghe. Si riteneva che la perdita della
ragione fosse un sintomo di possessione demoniaca e che bruciare sul rogo la persona
fosse il metodo più certo per scacciare dal suo corpo il diavolo.
Durante la caccia alle streghe, durata per alcuni secoli, centinaia di migliaia di persone, in
particolare donne e bambini, vennero accusate di stregoneria, torturate e messe a morte.
IL RITORNO DELLA MEDICINA e LA NASCITA DEI MANICOMI
Fino al XV secolo gli ospedali per persone con disturbi psicologici erano pochi in tutta
Europa, mentre erano numerosi i lebbrosari.
Con la scomparsa della lebbra, i lebbrosari furono trasformati in manicomi per la custodia e
l’assistenza di persone con disturbi psicologici.
I manicomi nascono perché si svuotano degli edifici che erano utilizzati per altri scopi.
(Il convento di Saint Mary of Bethlehem nel 1403 ospitava sei uomini con disturbi psicologici.
Nel 1547 Enrico II lo cede alla municipalità di Londra, e diviene un ospedale destinato
solamente alle persone con malattie mentali, nonché una delle più grandi attrazioni turistiche
di Londra.)
Sebbene il trattamento fosse tornato di competenza medica, questo non si associò a un
trattamento più umano o a cure più efficaci.
• nella seconda metà del ‘700, ritenendo che il
Benjamin Rush, disturbo psicologico
fosse dovuto a un eccesso di sangue nel cervello, prelevava come trattamento grandi
quantità di sangue.
Inoltre, riteneva che un forte spavento dovuto alla credenza di stare per morire fosse un
trattamento efficace. 6
Quindi raccomandava alle persone che lavoravano nel manicomio di spaventare a
morte gli internati.
• alla fine del ‘700
Si deve a Philippe Pinel, nel manicomio parigino da lui diretto,
l’abolizione delle catene agli internati e la sostituzione delle celle con camere ariose e
illuminate.
In seguito a queste riforme, molti internati divennero più tranquilli e alcuni furono
addirittura dimessi dall’ospedale.
Tuttavia, Pinel utilizzava questo trattamento umanitario soprattutto con i pazienti delle
classi più ricche, mentre gli altri erano ancora soggetti a rigido controllo e alla camicia
di forza, che aveva sostituito le catene.
Nonostante questa differenziazione di trattamento tra classi sociali, Pinel aveva comunque
posto le basi per il TRATTAMENTO MORALE negli ospedali psichiatrici europei e
statunitensi, i quali erano piccoli e finanziati con fondi privati.
Il TRATTAMENTO MORALE prevedeva contatti con il personale, che leggeva storie e
incoraggiava gli internati ad occuparsi in attività utili, oltre a prevedere un numero massimo
di 250 internati per ospedale.
• metà dell’800,
Nella seconda il trattamento morale viene però abbandonato,
paradossalmente, in seguito agli sforzi di Dorothea Dix volti a fornire assistenza alle
persone con disturbi mentali in centri specializzati per il loro trattamento.
Dix riuscì ad ottenere l’istituzione di 32 ospedali psichiatrici statali; tuttavia, il personale
era scarso e quindi non in grado di seguire i principi del trattamento morale.
In Italia, sarà la LEGGE BASAGLIA 180 del 1978 ad imporre la chiusura dei manicomi e
a regolamentare il trattamento sanitario obbligatorio istituendo i servizi di igiene mentale
pubblici.
Ad oggi la richiesta di T.S.O. avviene in casi veramente estremi.
L’EVOLUZIONE DEL PENSIERO CONTEMPORANEO.
❖ GLI APPROCCI BIOLOGICI
La nascita degli approcci biologici si deve alla scoperta del microrganismo che causa la
sifilide.
• fine del ‘700
Sin dalla era noto infatti che molte persone con disturbi psicologici
presentavano una sindrome caratterizzata da deterioramento delle capacità fisiche e
mentali, deliri di grandezza e paralisi progressiva (paresi generale, mai associata a
recupero).
• metà dell’800
Nella era ormai accertato che molti pazienti affetti da paresi generale
avevano anche la sifilide.
Fu solo nel 1905, tuttavia, che venne scoperto il microrganismo che causava la sifilide,
stabilendo quindi una connessione tra infezione (distruzione di aree cerebrali) e
paresi ge
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