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DISTURBI DELL’INTELLIGENZA

Ricerche

Adattare le acquisizioni ottenute dalla psicologia cognitivo-comportamentale; i risultati delle ricerche di base

sul rinforzamento, l’analisi del compito, il modellaggio, l’apprendimento senza errori mostrano come

potessero essere utilizzati per mettere a punto programmi di intervento nei casi di disabilità intellettiva.

●​ è possibile aumentare la probabilità di emissione di risposte corrette se la risposta è seguita da una

gratificazione e diminuire la probabilità di emissione.

●​ È più facile ottenere risposte corrette se gli stimoli che controllano la risposta sono manipolati con

particolare cura, presentati almeno inizialmente nel modo più semplice possibile e corredati di una

serie di aiuti.

●​ Quando un compito è troppo complesso lo si può spezzare nei suoi elementi semplici e si può così

insegnare al bambino il compito non in un’unica soluzione.

●​ Quando un bambino è tanto in difficoltà da non emettere mai una risposta corretta, è ugualmente

possibile e utile gratificarlo scegliendo il comportamento meno distante dalla risposta voluta.

Aspetti legati alla metacognizione. Le ricerche di base e le loro applicazioni pratiche sono tanto più

interessanti e significative quanto meno grave è il ritardo del bambino.

-​ è chiaro che tanto meglio sono conservate sono le capacità di pensiero, tanto più è ragionevole

sperare di poter lavorare in questo campo.

Un discorso a parte riguarda il campo delle funzioni esecutive.

-​ esse possono essere definite come abilità cognitive necessarie per programmare, mettere in atto e

portare a termine con successo comportamenti finalizzati a uno scopo attraverso un insieme di

azioni coordinate e strategiche.

Ricerca che ha messo in luce l’importanza dell’inclusione. I risultati di questo isolamento sono stati la

diminuzione delle opportunità di apprendere abilità e abitudini di vita normali e l’aumento di probabilità di

sviluppare comportamenti inadeguati.

Lavoro sugli aspetti emotivi. La riabilitazione e la psicoterapia del bambino con disabilità intellettiva

debbano tenere conto di:

-​ atteggiamenti

-​ dello stile di attribuzione

-​ della sua autostima

-​ della capacità di valutare e controllare la propria ansia

L’utilizzo delle strategie cognitivo-comportamentali è stato esteso anche ai problemi emotivi di questi

pazienti.

L’utilità delle nuove tecnologie informatiche. Il computer si rivela sempre più spesso un alleato prezioso per

la riabilitazione cognitiva e l’autonomia .

Disabilità intellettiva lieve- La storia di Marco

Pomeriggio di fine Gennaio. Madre molto in ansia.

-​ 1° colloquio senza figlio, instaurata una relazione di aiuto più che un primo colloquio.

Madre preoccupata perché il figlio non legge.

●​ figlio già portato ad una visita oculistica

La gravidanza è stata molto difficile, la madre era molto infelice in quanto il nonno paterno, con cui abitava,

era un alcolista violento. Anche il parto è stato molto difficile. Durante la crescita Marco non dormiva;

l’allattamento è stato metà al seno e metà artificiale.

-​ A 14 mesi Marco inizia a camminare

-​ A 24 mesi sviluppa un linguaggio comprensibile

Durante l’inserimento nella scuola dell’infanzia non riesce ad inserirsi bene (pianti, isolamento sociale,

silenzioso, triste)

●​ Non riesce a terminare il primo anno d’infanzia

Reinserito nella scuola dell’infanzia a 4 anni e mezzo, rimane comunque isolato e poco partecipe. Marco

durante l’inserimento nella scuola primaria si mostra non scolarizzato.

-​ iniziano a diventare evidenti i primi problemi

La madre decide di consultare uno specialista . Nel 1° incontro con Marco si mostra piccolo in più ambiti

(fisicamente, nel linguaggio, nelle scelte dei giochi da fare, nei disegni ripetitivi).

Lo specialista somministra le matrici progressive in presenza della madre, la quale ha interferito e si è fatta

prendere dall’ansia, per questo rimandato l’intervento.

-​ Intervento di Modellaggio con lo scopo di far rimanere il bambino senza la madre durante la seduta.

Nelle sedute successive riproposte le matrici progressive e il test WISC. Osservati:

1.​ Autonomia

2.​ prestazioni scolastiche

3.​ linguaggio

4.​ capacità relazionali con l’esperto

Dopo un paio di mesi il bambino, a suo agio, mostra un quadro meno drammatico di quanto descritto dalla

madre.

Le prove mostrano un quadro intellettivo deficitario (WISC=65).

Marco mostra un quadro emotivo caratterizzato da:

1.​ Ansia

2.​ paura di sbagliare

3.​ consapevolezza di non essere all’altezza

4.​ buon contatto con la realtà

Incontri mensili con i genitori con lo scopo di:

●​ Rassicurare e mostrare i nuovi obiettivi

●​ Raccolta di nuove informazioni

Inquadramento diagnostico: Deficit intellettivo, difficoltà scolastiche, deficit del funzionamento adattivo=

deficit intellettivo, con ritardo di gravità lieve

Piccolo momento di crisi e assestamento familiare dopo l’annuncio della diagnosi.

Marco mostra di raggiungere le tappe con maggiore lentezza, ma in modo armonico senza discrepanze.

Il bambino domanda spesso cosa non vada in lui, instaurando una relazione d’aiuto con lo specialista.

Caratteristiche psicopatologiche di Marco sono dunque:

1.​ Capacità intellettive inferiori a ciò che ci si aspetterebbe per età cronologica;

2.​ Il deficit intellettivo è associato a un deficit delle capacità di adattamento alle richieste dell’ambiente;

3.​ L’esordio è precoce.

Intervento iniziato alla 2° somministrazione delle motrici progressive, in quanto messe in atto strategie di

modellaggio e rinforzo per motivare l’autostima.

Instaurati nella scuola primaria percorsi dell'apprendimento della lettura e abilità logico-matematiche.

-​ lavoro in continuità con quello sull’autonomia personale

Durante l’adolescenza Marco ha lavorato sull’autostima e sulle capacità di gestire emozioni e autonomie

sociali.

Disabilità intellettiva moderata - La storia di Luca

Luca bambino secondo genito con la sindrome di Down.

1° colloquio prresenti entrambi i genitori; la madre passa la gravidanza in depressione a causa della

diagnosi, mentre il padre si butta sul lavoro.

-​ Il pediatra consigliò riabilitazione motoria e linguistica e portò Luca a camminare dopo i 2 anni e

parlare dopo i 2 anni e mezzo.

La figura dello psicologo è stata introdotta sotto consiglio della logopedista, i genitori non si sono mostrati

molto contenti e infatto i primi colloqui si sono svolti alla presenza della specialista.

Luca mostra buone capacità relazionali e infatti si mostra sereno e collaborativo. Sono state sottoposte al

bambino le matrici progressive e la scala WPPSI (scala quoziente intellettivo da proporre a bambini sotto i

6 anni)

-​ Luca mostra un QI di 45

Inquadramento diagnostico: Disabilità intellettiva di gravità moderata per causa organica.

●​ Non esiste un orientamento sulla disabilità intellettiva moderata, quindi ci avvaliamo dei risultati

sulla disabilità lieve e grave. Consigliati tutti quesi metodi che sono favorevoli per lo sviluppo del

bambino. Interventi ritenuti efficaci sono quelli che tengono conto del mantenimento e della

generalizzazione.

Di particolare rilevanza risulta l’intervento dei genitori, sopratutto nei casi intermedi.

-​ Importante la gratificazione

Le problematiche legate alla sfera emotiva e relazionale sembrano legate alla “Teoria della mente”

(capacità di inferire gli stati mentali degli altri).

Nei bambini con disabilità associato a rigidità cognitiva si riscontra un comportamento simile

all’attaccamento insicuro ambivalente.

Luca ad oggi frequenta un instituto superiore, riesce a prendere l’autobus in autonomia e frequenta un

gruppo di ragazzi volontari.

Utilizzato il metodo di apprendimento senza errori in collaborazione con la terapista, le insegnanti e la

neuropsichiatra.

Bambino secondogenito con la sindrome di Down.

1° colloquio con entrambi i genitori; la gravidanza non scorre felicemente,la madre si mostra depressa per

la notizia e il padre si butta sul lavoro.

-​ Utilizzati cartoncini con parole, disegno e gratificazione. Più tardi il disegno viene tolto.

Disabilità intellettiva grave- La storia di Michela

Michela nasce da parto traumatico. Fin dai primi mesi è evidente un ritardo in tutte le aree di sviluppo.

-​ Inizio deambulazione 3 anni

-​ Inizio prime parole intorno ai 5 anni

Dai 6 mesi ha iniziato a soffrire di epilessia diminuite intorno ai 7 anni.

Affiancata l'insegnante di sostegno dalla scuola dell’infanzia, non autonoma in niente.

Michela mostra delle difficoltà nella gestione e nel riconoscimento delle emozioni, irritabile e con qualche

scoppio di collera.

Michela mostra un grave ritardo psicomotorio, ad oggi risulta attenuata, mostra ancora impaccio e

goffaggine.

-​ Produzione grafica in ritardo per età

Michela non è in grado di eseguire nessun test per il QI.

Inquadramento diagnostico: Disabilità intellettiva grave con lesione cerebrale per causa organica.

-​ Carenze sistemiche, Michela è molto indietro rispetto ai bambini di pari età.

Lo psicologo anche se non procede con interventi ha comunque un ruolo di coordinamento degli interventi

di consulenza.

Nella disabilità intellettiva grave ci si concentra sull’intervento medico- farmacologico, spesso sono presenti

plurihandicap (associati a deficit sensoriale). Ci sono varie cause:

●​ Prenatali

●​ Anomalie genetiche

●​ Alterazioni dello sviluppo embrionale

●​ cause post natali

In ambito psicologico acquistano rilevanza la ricerca a orientamento comportamentale.

L’educazione speciale mette in luce come non esitano soggetti del tutto ineducabili.

Negli anni ‘90 ci fu un cambio di direzione, i cambiamenti più importanti furono:

1.​ Concetto di educabilità, quelle abilità tipicamente scolastiche (lettura, scrittura, calcolo,…), ora

esteso anche all’autonomia personale.

2.​ Programmi individualizzati basati su:

-​ Osservazione dell’allievo

-​ Definizione degli obiettivi didattici

-​ Ambienti strutturati e controllati

-​ Successione rigorosa

-​ Rinforzamento sistemico

-​ Svantaggi delle situazioni artificiali

-​ Importanza degli aspetti emotivi

Michela presenta una dinamica complessa, infatti non ha sviluppato un linguaggio verbalizzato. La bambina

ha avuto molte difficoltà nell’inserimento nella scuola dell’infanzia e nell’allontanamento dalla madre;

Michela tendeva a non interagire con i compagni, si faceva imboccare, urla ed ha scatti d’ira.

La situazione era molto difficile, l’insegnante si mostrava sconsolata, la madre in crisi e il padre assente e

rifugiato nel suo lavoro.

Avviato un programma di lettura funzionale, il quale si renderà utile in futuro per un’esperienza di lavoro

protetto.

Utilizzate tecniche di:

-​ Rinforzamento intrinseco

-​ Rinforzamento differenziale

-​ Analisi funzionale

Funzionamento intellettivo borderline -La storia di Gabriella

Gabriella ha iniziato a leggere e scrivere con qualche mese di ritardo rispetto ai suoi compagni di classe.

La madre ha quindi richiesto un colloquio con uno psicologo, che secondo le insegnanti e il pediatra non

era necessario. La bambina nel rapporto 1:1 si mostra entusiasta ed è riuscita senza sforzi a costruire un

rapporto empatico con lo specialista.

Sottoposta alle matrici progressive, i risultati mostrano delle carenze gravi. Ma non significative. Le

insegnanti si mostrano molto disponibili e mettono in luce una madre molto ansiosa (corregge i compiti,

strappa le pagine).

Durante il 3° colloquio vengono sottoposte alla bambina delle scale di intelligenza (QI:83), la bambina si

mostra molto espansiva, non mostra invece disturbi del comportamento, nessun deficit dell’attenzione e

una buona gestione delle reazioni emotive.

Gabriella mostra:

-​ Difficoltà nella lettura

-​ Difficoltà nella scrittura

-​ Goffaggine motoria

-​ Calo di attenzione

-​ Qualche comportamento oppositivo

-​ Abbassamento della stima

Inquadramento diagnostico: Funzionamento intellettivo borderline

Un tema importante sono gli alunni BES i quali, pur non rientrando in nessuna categoria diagnostica,

necessitano di particolare attenzione.

Alla fine del 3° colloquio non si riscontra niente di grave, vengono ridotte le ore di colloquio ad una al mese.

Vengono forniti materiali didattici alle insegnanti e viene consigliato alla madre di iscrivere la figlia ad uno

sport, oltre che dare maggiore meriti ai successi della bambina.

DISTURBI AUTISTICI

Ricerche

ASD sono determinati da fattori biologici:

●​ Anomalie tra interazioni sociali e bassi livelli di serotonina e vitamina D

●​ Prevalenza di disturbi gastrointestinali

●​ Rosolia materna

●​ Convulsioni infantili

●​ Anomalie neurobiologiche

●​ x-fragile

Il 25% dei casi ha una base genetica, infatti il 15% dei casi diagnosticati è associato a mutazioni genetiche

note.

-​ Prevalenza maschile

-​ Comorbilità con sintomi cognitivi e disturbi d’ansia/dell’umore

IL DSM-5 riporta che il 70% di ASD è affetto da un disturbo mentale concomitante.

-​ Molto importanti le ricerche sul disturbo d’ansia e ASD

Le persone che soffrono di ASD hanno molte difficoltà metacognitive (TEORIA DELLA MENTE), da qui le

carenze degli autistici (es. gioco simbolico). Con la teoria della mente si cerca di insegnare emozioni e

credenze. Obiettivo:

-​ Far capire che anche gli altri hanno emozioni e credenze

Intorno al 5° mese risulta importante un’attenzione congiunta a:

●​ Triangolazione dello sguardo

●​ Monitoramento dell’azione

●​ Difficoltà nelle capacità di orientamento sociale

Intorno al 1° anno risulta importante un’attenzione congiunta a due tipologie di comportamenti:

●​ IJA, attenzione diretta (iniziativa spontanea di gesti, vocalizzazioni)

●​ RJA, attenzione del soggetto in risposta ad uno stimolo esterno (9-18 mesi)

Una carenza nell’acquisizione di JA comporta difficoltà di sviluppo del linguaggio.

Teoria della coerenza centrale: Difficoltà cogliere gli aspetti generali di una situazione. I bambini/soggetti

ASD non si lasciano influenzare dal significato d’insieme.

Disturbo dello spettro autistico- La storia di Maurizia

Vengono al colloquio la madre e Maurizia, che ha 4 anni ed è figlia unica. La madre porta molti reperti

medici, l’ultimo dei quali del neuropsichiatra che ha diagnosticato alla figlia l’autismo.

La gravidanza di Maurizia non è stata facile, infatti la madre ha sofferto di iperemesi (vomito continuo e

costante per tutta la durata della gravidanza).

La bambina nasce da parto naturale, il suo sviluppo è stato in linea, è sempre stata molto selettiva sul cibo

e aveva difficoltà ad addormentarsi.

-​ Non ha sviluppato un linguaggio verbale

Programmate 4 sedute ravvicinate poiché Maurizia non è in grado di interagire.

Durante il 4° incontro Maurizia disegna e mostra una qualità di disegno diversa da quella di un bambino

con disabilità intellettiva.

-​ La sua attenzione è destinata a durare, ma non perdura.

I genitori non accettano la diagnosi di autismo.

Inquadramento diagnostico: Disturbo dello spettro autistico (ASD), che comporta:

●​ Incapacità di stabilire un adeguato sistema di comunicazione con l’ambiente

●​ Movimenti stereotipati

●​ Comportamenti e interessi ristretto

Durante le sedute lo specialista non è riuscito a eseguire un test d’intelligenza, Maurizia mostra una

disabilità intellettiva grave.

Maurizia mostra:

-​ Esordio precoce

-​ Grave compromissione dell’interazione sociale

-​ Linguaggio verbale assente

Il DSM-5 riassume queste caratteristiche in due grandi categorie:

1.​ Deficit di comunicazione e interazione sociale

2.​ Comportamenti, interessi o attività ristrette e ripetitive

Importante la scala Leiter che permette di misurare il QI senza l’uso di linguaggio produttivo. In questa

situazione risulta molto complesso strutturare un intervento univoco:

-​ Farmacologico

-​ Rinforzamento/rinforzamento differenziale

-​ Modellaggio

Gli specialisti hanno identificato diversi strumenti per Maurizia:

●​ Approccio cognitivo-comportamentale

●​ Generalizzazione

●​ Autonomie

●​ Analisi del compito

●​ Estinzione

●​ Role playing

●​ Modellamento

●​ Video modelling

●​ Approccio TEACCH: Individualizzare e rendere flessibile ogni intervento, con attenzione

all’ambiente e al programma, con l’obiettivo di una comunicazione spontanea

●​ ACC: comunicazione alternativa e aumentativa

●​ Social stories: Brevi racconti individuali che favoriscono l’interpretazione e la comprensione dei

comportamenti

●​ ESDM: basato sugli interessi del bambino (attenzione alla relazione)

Il computer risulta uno strumento essenziale.

Maurizia classe IV ha affiancato un’ insegnante di sostegno, riesce:

-​ Esprimere bisogni fondamentali

-​ Non ha comportamenti autolesionistici

-​ Limitate stereotipie

-​ Qualche contatto visivo con la palla

-​ Autonomia nei piccoli programmi (lavare i denti)

In età adulta anche se con una ristrettezza di interessi, i soggetti ASD acquisiscono una certa

indipendenza.

Lo spettro autistico- La storia di Michele

Definizione di spettro:

1.​ Fenomeno complesso e ancora molto misterioso

2.​ Fantasma

Durante il 1° colloquio viene riportato che Michele è più indietro nella scrittura, risulta molto ansioso, parla

molto ed è capace di entrare in relazione con gli altri. Michele fino ai 3 anni ha mostrato uno sviluppo

regolare, solo qualche anomalia nel sonno.

-​ Prime parole intorno ai 2 anni

Frequenta saltuariamente la scuola dell’infanzia.

Il bambino mostra:

-​ Manifesta deficit attentivo

-​ Agitato

-​ Scarsa capacità di concentrazione

-​ Difficoltà di apprendimento (scala WISC-R, QI=81)

-​ Difficoltà relazionali

-​ Aggressività fisica

-​ Terrori immotivati

-​ Ripetitività

-​ Ipersensibilità

-​ Consapevolezza delle sue difficoltà

La neuropsichiatra mette in luce una disarmonia e per questo viene avviata un’indagine sull’ x-fragile.

Il problema risulta inquadrare Michele, il quale ha caratteristiche tipiche dell’ASD, ma non ha tutti i sintomi

(esordio precoce).

Inquadramento diagnostico: Sindrome non specificata da alterazioni globali dello sviluppo psicologico, con

menomazioni sociali associate a compromissioni delle capacità verbali e non.

Vengono proposte delle denominazioni alternative:

1.​ Autismo atipico, mancanza di sintomi completi;

2.​ Disarmonia evolutiva, capacità relazionali e cognitive disarmoniche;

3.​ Disturbi multisistemici dello sviluppo.

Con Michele il lavoro terapeutico risulta facile, vengono programmate attività semplici e calibrate (con

difficoltà crescente), molto importanti i compiti comportamentali.

Molto importante risulta la mindfulness, che aiuta a prendere consapevolezza delle emozioni/sensazioni.

Michele è riuscito ad andare in gita e inserito in una squadra di calcio.

Disturbo di asperger- La storia di Luciano

Luciano è uno studioso ordinato e che si impegna, le insegnanti in IV elementare sono preoccupate del

futuro inserimento nelle scuole medie.

Al 1° colloquio sono presenti entrambi i genitori e il padre riporta come il figlio sembri un robot, nei

movimenti, nei comportamenti e negli interessi.

-​ Sottoposte scale di WISC-R, i risultati mostrano un QI pari a 130

Luciano non mostra la flessibilità necessaria a comunicare e interagire in modo fluido Analogie con ASD:

-​ Non vuole essere toccato

-​ Sta sempre solo

-​ Utilizza TV e microscopio (e basta)

-​ Fastidio nei confronti della confusione

-​ Stereotipie nei movimenti durante momenti di stress

-​ Teme la competizione

-​ Selettivo nel cibo

-​ Enuresi notturna fino ai 5 anni

Inquadramento diagnostico: Autismo ad alto funzionamento o Sindrome di Asperger

Con Sindrome di Asperger si riscontra:

●​ Compromissione qualitativa nell’interazione sociale

●​ Rituali/abitudini inutili

●​ Stereotipie

●​ Rigidità

●​ Carenza dello sguardo diretto

●​ Postura rigida

Con i soggetti Asperger è relativamente facile lavorarci e ottenere risultati efficaci.

Sindrome disintegrativa dell’infanzia di altro tipo- La storia di Fernando

Fernando nasce prematuro da un parto difficile. Durante i due anni sviluppa capacità relazionali e relazioni

non in linea; mentre, al contempo, manifesta:

-​ Stereotipie

-​ Masturbazione

-​ Regressione delle capacità cognitive

Arrivato dallo specialita Fernando mostra:

-​ Gravi stereotipie

-​ Difficoltà comunicative

-​ Esplosioni di aggressività

Nessun tipo di terapia o trattamento ha portato miglioramenti, unica eccezione la comunicazione facilitata,

infatti con il computer riesce a scrivere frasi complete.

Questa sindrome è molto rare ed è causata da una grave anomalia neurologica.

-​ Prognosi peggiore dell’autismo

Altro disturbo che rientra nei disturbi dello spettro autistico è il disturbo di Rett, è un disturbo neuro

evolutivo che ha insorgenza intorno al 1° anno di vita

-​ Crescita rallentata del cranio

-​ Ipotonia

-​ Diminuzione della mobilità

-​ Stereotipie

-​

-​ Pediatra consigliò riabilitazione motoria e linguistica, Luca iniziò a camminare dopo i 2 anni e iniziò

a parlare dopo i 2 anni e mezzo.

Attualmente Luca ha 5 anni e frequenta logopedia, proprio la logopedista ha consigliato ai genitori di

introdurre uno psicologo nel percorso; non furono molto contenti, infatti i primi colloqui si sono svolti in

presenza dell’altra professionista.

Luca si mostra un bambino con buone capacit

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisenapacini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di psicopatologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Taddei Stefano.
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