Scienze delle finanze
Il settore pubblico in un'economia mista
Il ruolo economico dello stato
La branca dell'economia che studia gli interventi pubblici nell'allocazione delle risorse e più in generale nelle scelte economiche è denominata Scienze delle finanze. Nei sistemi a economia mista, le attività economiche sono svolte da imprese private o dal settore pubblico. Lo Stato, comunque, influenza il comportamento del settore privato attraverso regolamenti, tributi, sussidi.
I sistemi ad economia mista si trovano costantemente ad affrontare il problema di definire il confine appropriato tra attività pubbliche e private. La Costituzione italiana fissa in modo esplicito il carattere misto del nostro sistema economico: "la proprietà è pubblica e privata", "i beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati" (art. 42). Art. 41: "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana".
In passato era preponderante il ruolo dello stato, ma a partire dagli anni '80 si è affermata in Europa una tendenza verso la privatizzazione, cioè la trasformazione di imprese pubbliche in società private.
Punti di vista diversi sul ruolo dello stato
Nel XVIII secolo, il mercantilismo attribuiva un ruolo preponderante allo Stato per promozione industria e commercio. In reazione a ciò, Adam Smith (1776) sostenne il principio della mano invisibile e il laissez-faire, secondo cui lo Stato non dovrebbe interferire con il funzionamento del mercato, il che può portare a grandi disuguaglianze.
Un impulso all'intervento pubblico: i fallimenti del mercato
Negli anni '30, durante la grande crisi, Keynes sostenne la necessità di un intervento dello Stato. In Italia, nonostante politiche keynesiane, ci sono ancora molti problemi di diseguaglianze (cfr. il divario nord-sud). Dal 1974 al 1979, la stagflazione seguita alle crisi petrolifere ha messo in dubbio l'efficacia degli strumenti keynesiani.
I fallimenti pubblici
Perché gli strumenti pubblici non hanno funzionato?
- Informazione incompleta = in molti casi le conseguenze dell’intervento pubblico sono complesse e difficili da prevedere. Spesso lo Stato non dispone dell’informazione necessaria per fare ciò che vorrebbe (esempio: sussidi agli invalidi. Lo Stato non riesce a distinguere chi è davvero invalido e chi finge di esserlo).
- Controllo limitato delle reazioni del settore privato = lo Stato può controllare solo in parte le conseguenze delle sue decisioni.
- Controllo limitato della burocrazia = questo problema nasce dall'inevitabile delega a enti pubblici per l'attuazione delle norme e dei programmi, da parte dello Stato. Le contraddizioni spesso non nascono da tentativi deliberati della burocrazia, ma dalle ambiguità presenti nella formulazione della norma.
- Limitazioni imposte dal processo politico = i parlamentari tendono ad agire a favore di gruppi di interesse ecc.
L'equilibrio tra settore pubblico e settore privato
Il mercato è pienamente efficiente soltanto sotto una serie di ipotesi molto restrittive. Lo Stato deve quindi concentrarsi su quelle aree in cui le carenze del mercato sono più significative e dove c’è evidenza che un intervento pubblico possa fare la differenza. Lo Stato dovrebbe svolgere un ruolo attivo per mantenere la piena occupazione e alleviare gli aspetti peggiori della povertà, ma il ruolo centrale dell'economia dovrebbe restare prerogativa dell'impresa privata.
Chi o cosa è il settore pubblico?
Vi sono due differenze tra organizzazioni pubbliche e private:
- I responsabili della gestione di enti pubblici sono eletti o nominati da qualcuno che è stato eletto.
- Lo Stato è dotato di un potere di imperio che le organizzazioni private non hanno (cfr. esproprio di un terreno).
Economia positiva ed economia normativa
Economia positiva: descrive il sistema economico ed elabora modelli per prevedere come l’economia cambierà o quali effetti produrranno politiche diverse. Si occupa di cosa “è”, descrivendo il funzionamento del sistema economico.
Economia normativa: cerca di fornire una valutazione delle politiche alternative che potrebbero essere perseguite, soppesando benefici e costi. Si occupa del cosa “dovrebbe essere”, la formulazione di giudizi sulla desiderabilità di diverse linee di azione. L'economia normativa fa uso dell'economia positiva.
L'efficienza del mercato
Concetto della mano invisibile di Smith? Smith sosteneva che la concorrenza farebbe sì che gli individui, nel perseguire il proprio interesse privato, perseguissero anche, come per mezzo di una mano invisibile, l’interesse pubblico. Se qualche bene o servizio cui i consumatori attribuiscono un valore non viene correntemente prodotto, essi saranno disposti a pagare qualcosa per averlo.
Se il valore attribuito dal consumatore a una merce è superiore al costo di produzione, esiste un potenziale profitto per l’imprenditore, che certamente deciderà di produrre la merce. Se esiste un processo di produzione meno costoso di quello corrente, l’imprenditore che lo scoprisse potrebbe praticare un prezzo inferiore a quello dei concorrenti, conseguendo un profitto e, per di più, migliorando la sua posizione nel mercato. Quindi, la ricerca del profitto da parte delle imprese è una ricerca di più efficienti tecniche di produzione e nuovi prodotti che rispondano meglio ai bisogni dei consumatori.
In altre parole, il comportamento massimizzante dei profitti delle imprese è coerente con la massimizzazione del benessere dei consumatori. Non c’è bisogno di alcuno stato che regoli la produzione. All’interno di questa teoria non c’è bisogno di alcun organo governativo che decida quale bene deve essere prodotto e quale no. La merce sarà prodotta se supera la prova del mercato, cioè se l’ammontare che i consumatori sono disposti a pagare per acquistarla eccede i costi di produzione. Sarà la concorrenza a eliminare i produttori inefficienti.
Questo modello si basa su alcune assunzioni fondamentali:
- Le persone sono perfettamente informate. Conoscono i propri bisogni, la natura dei beni che consumano, le conseguenze dei propri consumi, eccetera.
- Le persone sono perfettamente razionali. Data la loro perfetta conoscenza dei propri bisogni e dei beni esistenti sul mercato, agiscono sempre in modo da massimizzare il loro benessere.
Economia del benessere ed efficienza paretiana
L’economia del benessere è un filone della teoria economica che affronta il modo in cui l’economia deve essere organizzata per garantire il maggior benessere possibile alla collettività.
Concetto di efficienza paretiana? Uno dei criteri più noti è quello dell’efficienza paretiana, dal nome dell’economista italiano Vilfredo Pareto (1848-1923). Una allocazione delle risorse è efficiente in senso paretiano (o Pareto-efficiente) quando non è possibile modificarla in modo tale da migliorare la situazione di qualcuno senza nel contempo e per questo peggiorare quella di qualcun altro, ovvero costituisce un “ottimo paretiano”.
Il cosiddetto “principio paretiano” prescrive che, ove possibile, qualsiasi miglioramento paretiano debba sempre essere perseguito e realizzato.
Limiti del criterio paretiano?
- Non è semplice stabilire se una scelta pubblica implica o meno un miglioramento paretiano.
- Non tiene conto di considerazioni di equità e giustizia.
- Non si possono confrontare utilità di soggetti diversi.
Criterio paretiano? Il criterio paretiano di efficienza è individualistico, per due ragioni:
- Non considera la disuguaglianza. È considerato solo il benessere di ciascun individuo e non il benessere della collettività. Una modifica nell’allocazione delle risorse che migliorasse di molto la situazione dei ricchi e lasciasse immutata la situazione dei poveri è un miglioramento paretiano.
- Quello che conta è la percezione che ciascun individuo ha del suo benessere, non la sua oggettiva condizione. Dal punto di vista paretiano, due situazioni di equilibrio in cui: (1) pochi hanno quasi tutto, e tutti gli altri hanno quasi niente (2) le risorse sono più equamente distribuite sono equivalenti. Per cui cambiare l’allocazione per avvicinarsi alla situazione (2) dalla situazione (1) NON è un miglioramento paretiano (e quindi in teoria NON va perseguito).
Teoremi fondamentali dell'economia del benessere
1. Ogni sistema economico di concorrenza perfetta in tutto il mercato è efficiente in senso paretiano.
2. Qualsiasi allocazione delle risorse Pareto-efficiente può essere ottenuta mediante il meccanismo del mercato di concorrenza perfetta, attraverso una ridistribuzione adeguata delle risorse iniziali. Se un ottimo paretiano è socialmente indesiderabile, lo stato potrebbe intervenire per ridistribuire le dotazioni iniziali. Poi, la concorrenza perfetta porterà il mercato all’efficienza paretiana. Cioè trasferendo risorse da un individuo a un altro, migliorando la posizione del secondo e peggiorando quella del primo, dopo aver ridistribuito in tale modo la ricchezza, se lasciamo fare alla concorrenza, si ottiene una nuova allocazione pareto-efficiente migliore rispetto a quella originaria.
Il secondo teorema implica che ogni allocazione efficiente in senso paretiano può essere ottenuta mediante un meccanismo di mercato decentralizzato cioè un sistema in cui le decisioni di produzione e di consumo sono prese dalla miriade di persone che formano il sistema economico. Le imprese concorrenziali, nel tentativo di massimizzare i loro profitti, ottengono risultati migliori del più bravo e benevolo dei pianificatori sociali. Il teorema fornisce quindi una giustificazione teorica all’idea che, per risolvere ogni problema, basta affidarsi al mercato, con un pizzico di redistribuzione da parte dello stato.
Limiti dei due teoremi: presuppongono che:
- Vi sia una moltitudine di piccole imprese che sono talmente piccole da non poter influenzare i prezzi.
- Tutti hanno informazione perfetta sui beni disponibili e sui loro prezzi.
- Agenti razionali e massimizzanti.
- Assenza di esternalità.
L'efficienza in un singolo mercato
È possibile comprendere perché la concorrenza è efficiente utilizzando la curva di domanda e di offerta. La curva di domanda di un individuo indica la quantità di un bene che l’individuo è disposto ad acquistare per ogni livello del prezzo. La curva di domanda dell’intero mercato si ottiene sommando le curve di domanda individuali. La curva di domanda è inclinata negativamente: se il prezzo cresce, gli individui domanderanno una quantità minore.
Nel decidere quanto acquistare, ciascun individuo uguaglia il beneficio marginale che riceve dal consumo di un’unità addizionale del bene con il costo marginale (cioè il prezzo) che sostiene per l’acquisto di tale unità.
La curva di offerta della singola impresa indica la quantità del bene che l’impresa è disposta a offrire per ogni singolo livello del prezzo. La curva di offerta di mercato si ottiene sommando le curve di offerta di tutte le imprese. La curva di offerta è inclinata positivamente: al crescere del livello del prezzo, le imprese offriranno una quantità maggiore del bene.
Nel decidere quanto produrre, in concorrenza perfetta le imprese uguagliano il beneficio marginale che ottengono producendo un’unità addizionale di un bene (cioè il prezzo del bene) al costo marginale che sostengono per produrre tale unità addizionale.
L’efficienza richiede che il beneficio marginale associato alla produzione di un’unità di un bene uguagli il suo costo marginale. Se il beneficio marginale fosse superiore al costo marginale, la collettività starebbe meglio se si producesse un ammontare maggiore del bene. Se il beneficio marginale fosse inferiore al costo marginale, la collettività starebbe meglio se si riducesse la produzione.
Il mercato è in equilibrio nel punto in cui domanda e offerta si eguagliano. Qui beneficio marginale = costo marginale = prezzo.
Analisi dell’efficienza economica
Ci sono 3 aspetti dell’efficienza, tutti necessari perché ci sia efficienza paretiana:
- Efficienza nello scambio: i prodotti devono essere destinati ai consumatori che attribuiscono loro il valore più elevato.
- Efficienza nella produzione: date le risorse di cui dispone la collettività, la produzione di un bene non deve poter essere aumentata se non diminuendo la produzione di un altro bene.
- Efficienza nella composizione del prodotto: i diversi beni prodotti corrispondono a quelli desiderati dai consumatori. Se i consumatori attribuiscono al gelato un valore maggiore rispetto alla pizza, e se il costo del gelato è basso rispetto a quello della pizza, allora per rispettare il principio di efficienza si dovrebbe produrre maggiore gelato.
La curva delle possibilità di utilità
In realtà non esiste un modo per misurare l’utilità, né un modo per misurare l’effettiva soddisfazione che viene procurata all’individuo dal consumo di un determinato bene. La curva delle possibilità di utilità descrive il livello massimo di utilità che può essere ottenuto, nell’insieme, da 2 consumatori. Lungo la curva, date le risorse, non è possibile aumentare l’utilità di uno senza diminuire quella dell’altro. Si tratta di una “frontiera”, nel senso che l’utilità complessiva è al livello massimo. La frontiera è Pareto-efficiente.
Il primo teorema fondamentale dell’economia del benessere afferma che un’economia perfettamente concorrenziale è situata su un punto della frontiera delle possibilità di utilità. Il secondo teorema fondamentale dell’economia del benessere afferma che è possibile raggiungere qualsiasi punto della frontiera delle possibilità di utilità mediante il meccanismo del mercato di concorrenza perfetta, purché si ridistribuiscano adeguatamente le risorse iniziali.
L’efficienza nello scambio
Il saggio marginale di sostituzione (SMS) è la quantità di un bene che un individuo è disposto a cedere in cambio di 1 unità di un altro bene, mantenendo costante l’utilità. Formalmente, il SMS è dato dal rapporto tra le utilità marginali dei due beni:
ux / uy = SMS
L’efficienza nello scambio richiede che il SMS sia lo stesso per tutti gli individui. Il vincolo di bilancio è l’ammontare di reddito che l’individuo può spendere per acquistare i vari beni. Ha un’inclinazione decrescente. L’inclinazione del vincolo di bilancio è uguale al rapporto tra i prezzi. Ci dice a quante unità del bene x dobbiamo rinunciare per avere un’unità addizionale del bene y, dato il livello dei prezzi.
Le curve di indifferenza individuano le combinazioni dei due beni x e y rispetto alle quali l’individuo è “indifferente” o, in altri termini, che gli garantiscono lo stesso livello di utilità. A ogni curva di indifferenza corrisponde un livello di utilità. La curva di indifferenza mostra anche quanto di un bene x il consumatore è disposto a cedere per avere un’unità addizionale di un bene y, ferma rimanendo la sua utilità complessiva. Tale quantità che l’individuo è disposto a cedere è il saggio marginale di sostituzione. Quindi, il saggio marginale di sostituzione è l’inclinazione della curva di indifferenza.
Combinazioni situate su una curva di indifferenza più alta danno un più elevato livello di utilità. Quindi il consumatore sceglierà di posizionarsi nel punto E, cioè sulla curva di indifferenza più alta possibile dato il vincolo di bilancio. E è il punto di tangenza tra il vincolo di bilancio (la cui pendenza è il rapporto tra prezzi) e la curva di indifferenza (la cui pendenza è il SMS). Nel punto di tangenza, l’inclinazione della curva di indifferenza è uguale a quella del vincolo di bilancio. Ma l’inclinazione della curva di indifferenza è pari al saggio marginale di sostituzione e l’inclinazione del vincolo di bilancio è il rapporto tra i prezzi dei beni.
Ciò significa che per gli individui è conveniente scegliere una combinazione dei due beni in corrispondenza della quale il saggio marginale di sostituzione uguaglia il rapporto tra i prezzi. Poiché in concorrenza perfetta i prezzi sono gli stessi per tutti i consumatori, e per ipotesi tutti i consumatori eguagliano il proprio SMS al rapporto tra i prezzi, allora tutti i consumatori avranno lo stesso SMS. Dato che la condizione per l’efficienza nello scambio è che l’SMS sia uguale per tutti gli individui (altrimenti sarebbe ancora possibile migliorare la posizione di qualcuno senza peggiorare quella di qualcun altro), allora i mercati di concorrenza perfetta sono caratterizzati da efficienza nello scambio.
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