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Appunti e riassunti di Scienze delle finanze, prof. De Santis

Appunti e riassunti delle lezioni per l'esame di scienze delle finanze della Prof.ssa De Santis.
Argomenti trattati: mano invisibile di Smith, teoremi fondamentali dell'economia del benessere, sistema tributario, esternalità, produzione di beni privati e pubblici

Esame di Scienza delle finanze docente Prof. R. De Santis

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• Imposta uniforme = tutti devono pagare lo stesso ammontare,

indipendentemente dal reddito.

L’effetto reddito prevarrà sull’effetto sostituzione e il più ricco

chiederà un livello maggiore di spesa per beni pubblici.

livello preferito di spesa per l’individuo si ha nel punto G*

Il

che corrisponde alla tangenza della curva di indifferenza col

vincolo di bilancio, dove l’individuo ha utilità massima. Tanto

più la quantità di beni pubblici è lontana da G*, in un senso o

minore è l’utilità dell’individuo.

nell’altro, Per livelli di spesa

più elevati, il beneficio marginale della maggiore spesa

pubblica è inferiore al costo marginale che l’individuo deve

sostenere in termini di maggiore imposta da pagare. Il

contrario accade per livelli di spesa pubblica inferiori rispetto

al livello preferito. Ogni gruppo sociale ha il suo livello di

spesa preferito, in base al suo vincolo di bilancio e alle sue

preferenze .

A causa della presenza di preferenze divergenti, le decisioni pubbliche si prendono sulla base del voto.

Un meccanismo di voto per essere efficiente deve avere le seguenti caratteristiche:

• Transitività = se A è preferito a B e B è preferito a C, allora A deve esser preferito a C.

• Scelta non dittatoriale = gli esiti non devono riflettere le preferenze di un singolo individuo.

• Indipendenza da alternative “irrilevanti” = la scelta dovrebbe ricadere su due cose, non ci deve essere una

terza alternativa che influenza la scelta.

• il meccanismo delle funzionare indipendentemente dall’insieme delle preferenze e

Dominio non ristretto =

alla gamma di alternative possibili.

Il voto a maggioranza non soddisfa la proprietà di transitività.

teorema dell’impossibilità di Arrow,

Per il non esiste alcun meccanismo che soddisfi tutte e quattro le proprietà.

Perciò a meno di non voler attribuire poteri dittatoriali a una persona, non ci si deve aspettare che lo Stato agisca con

lo sesso grado di coerenza dì e razionalità di un singolo individuo, per cui può prendere decisioni contrastanti tra loro.

Preferenze uni-modali e bi-modali? Grafico?

Il voto a maggioranza produce un risultato ben definito in presenza di preferenze uni-modali.

= quando la preferenza presenta “una sola punta”, cioè quando il

Preferenza uni-modale livello di utilità in funzione

del livello di una determinata azione politica di governo ha un solo picco.

Le preferenze riguardanti un singolo bene pubblico sono di solito uni-modali. Per ottenere preferenze uni-modali è

necessario limitare la votazione a una sola questione alla volta.

L’individuo mediano è quello che, in circostanza di preferenza uni-modale, si trova esattamente a metà

dell’ordinamento, tra coloro che preferiscono un livello di spesa più alto e chi lo preferisce più basso. 17

si hanno per esempio nel caso della spesa per l’istruzione pubblica. Se il livello di spesa è

Preferenze bi-modali

inferiore a una soglia minima, una persona ricca preferisce che i figli studino in una scuola privata. In tal caso,

qualsiasi aumento della spesa per le scuole pubbliche

non fa che aumentare il carico tributario per questa

persona, senza arrecare alcun beneficio. La sua utilità

diminuisce con l’aumentare della spesa pubblica, fino

ad un livello critico, oltre il quale decide di mandare i

figli alla scuola pubblica.

In altre parole il voto a maggioranza potrebbe non

avere equilibrio nel caso di preferenze bi-modali

perché un livello elevato di spesa è preferito rispetto ad

una spesa nulla, ma una spesa nulla è preferita ad un

livello basso di spesa.

Voto a maggioranza determina un livello di spesa pubblica inefficiente?

Per un’ampia gamma di beni pubblici, se la tassazione è proporzionale o progressiva, il voto a maggioranza

determinerà un’offerta eccessiva di beni pubblici, quindi inefficiente.

del reddito simmetrica, il reddito dell’elettore mediano coincide con il reddito medio. Tuttavia,

Con una distribuzione

nella maggior parte dei casi la distribuzione del reddito è asimmetrica per cui il reddito medio è solitamente maggiore

del reddito dell’elettore mediano, perché ci sono individui molto ricchi che fanno alzare la media.

allora l’elettore mediano ottiene 1/N dei benefici sociali totali.

Se i benefici marginali sono uniformi,

l’elettore mediano vota per un livello efficiente

Con una imposta uniforme, di spesa.

Con un’imposta la quota del costo che l’elettore mediano deve sopportare sarebbe

proporzionale o progressiva,

inferiore a 1/N e quindi alla quota del beneficio. L’elettore mediano tenderà a votare per un livello di spesa tale che il

livello dei costi marinali complessivi supera il livello dei benefici marginali complessivi. Perciò il livello di spesa che

si determina con il voto a maggioranza è inefficiente.

La soluzione di Lindahl risolve il problema della non esistenza e della non efficienza di un risultato univoco.

Nell’equilibrio di Lindahl, l’equilibrio esiste sempre, è Pareto-efficiente e gli individui non sono incentivati rivelare le

loro vere preferenze. 18

PRODUZIONE PUBBLICA E BUROCRAZIA

Caso in cui è frequente la produzione pubblica di beni privati è il monopolio.

In caso di monopolio lo Stato:

• controllo diretto dell’industria

Assunzione del e fornisce direttamente i servizi di pubblica utilità. In questo

caso il settore pubblico sembra essere un produttore inefficiente.

• regolamentazione le imprese private, per esempio controllando i prezzi per evitare che le imprese abusino

della posizione dominante.

• per incoraggiare l’impresa a fornire servizi la cui produzione per un privato

Usare sussidi potrebbe non

essere profittevole, ma che sono di pubblica utilità

• Combinazione di regolamentazione e sussidi = è una politica più coerente ed efficiente. Permette di avere

una stima più chiara dei costi e anche l’impresa ha maggiori stimoli all’efficienza.

Cause del monopolio naturale?

Motivi della presenza del monopolio:

• Rendimenti crescenti di scala, per cui il costo medio di produzione diminuisce all’aumentare dell’output.

• Efficienza economica che richiede un numero limitato di imprese , all’intersezione tra

La massima produzione sostenibile si ha in Q

1

curva di domanda e curva del costo medio. Il prezzo da praticare per

. Ma l’efficienza

non andare in perdita è P richiede che il prezzo sia

1

uguale a P , cioè al costo marginale. In presenza di costo medio

0

decrescente, il costo marginale è inferiore al costo medio. Per cui il

farebbe andare in perdita l’impresa.

prezzo di efficienza P 0

Come può intervenire lo Stato?

Lo Stato può intervenire fornendo un sussidio che permetta

all’impresa di fissare il prezzo pari al costo marginale. Quindi il

sussidio è pari a P P .

1 0

Problemi:

• Informazione: lo Stato non può conoscere l’ammontare

esatto del sussidio necessario, perché i costi di monitoraggio sono

molto elevati

• Costi: per il reperimento delle risorse finanziarie

• Equità: non è giusto che il contribuente generico paghi per

sussidiare un bene privato consumato solo da una parte della

popolazione.

Il punto di intersezione tra domanda e costo medio è il punto di

profitto nullo, per cui i monopoli naturali operano come se vi

fosse concorrenza. Ma in realtà il monopolista tende a produrre

una quantità ancora più bassa ad un prezzo più alto, in

corrispondenza della quale eguaglia costi marginali con ricavi

marginali.

Il profitto corrisponde all’area P*ABC.

= costi che un’impresa che esce dal mercato non può recuperare (es: spese in R&S). Creano

Costi irrecuperabili

asimmetrie tra le imprese che sono già sul mercato e quelle che vorrebbero entrare. Funzionano come barriera

all’entrata e conferiscono all’impresa già impiantata un grado di potere monopolistico che altrimenti non potrebbe

esercitare. 19

Sussidi incrociati = favoriscono determinati gruppi di consumatori e penalizza altri. Permettono di sussidiare la

produzione di un bene attraverso il prezzo maggiore di un altro bene.

Modo efficiente di attuare un sussidio incrociato?

Se l’impresa pubblica fissasse, per tutti i beni che produce, un prezzo superiore per la stessa percentuale rispetto al

(con l’obiettivo di sussidiare determinare produzioni) il consumo dei beni con domanda elastica si

costo marginale

ridurrebbe rispetto al consumo dei beni con domanda inelastica.

Gli svantaggi si concentrerebbero sui consumatori che si rivolgono maggiormente ai beni con domanda inelastica.

Pertanto è desiderabile fissare prezzi tali che la riduzione del consumo (rispetto a quello che si avrebbe se il prezzo

fosse uguale al costo marginale) sia la stessa per tutti i beni. Quindi si dovrà aumentare, rispetto al costo marginale,

maggiormente il prezzo dei prodotti la cui domanda è inelastica rispetto a quello dei prodotti con domanda elastica.

Fonti di inefficienza del settore pubblico?

Rispetto al settore privato vi sono:

• Differenze organizzative

o Pochi incentivi a massimizzare la produttività perché le organizzazioni pubbliche non hanno

l’obiettivo di massimizzare i profitti.

o Non esiste il rischio di fallimento per cui non ci si preoccupa troppo del bilancio.

o Restrizioni nelle politiche del personale, secondo cui vi è difficoltà di licenziare un dipendente

inadempiente e vi è il fallimento dei concorsi pubblici in Italia.

o Restrizioni nelle politiche degli acquisti, per cui lo Stato paga di più gli acquisti.

• Differenze nei comportamenti individuali

o Manca un adeguato sistema di incentivi perché i dipendenti pubblici non possono essere licenziati né

premiati per i buoni risultati

o Gli incentivi dei burocrati sono di natura non direttamente economica come potere e prestigio.

o Obiettivo del burocrate è massimizzare le dimensioni del proprio ente per aumentare il proprio potere.

o Presenza del problema principale-agente

• Procedure burocratiche e avversione al rischio

o Il burocrate teme che siano notati di più i suoi errori che i successi,perciò tende a delegare le

responsabilità seguendo procedure burocratiche che garantiscono un maggiore controllo. I burocrati

sono avversi al rischio.

A pagare sono i cittadini che, per l’avversione al rischio del burocrate, devono sostenere i costi di

o personale aggiuntivo.

o Le procedure burocratiche massimizzano la trasparenza, minimizzano la discrezionalità e riducono le

opportunità di corruzione.

Livelli di maggiore efficienza si possono ottenere anche senza ricorrere alla privatizzazione istituendo forme

organizzative intermedie tra gli enti pubblici e le imprese private, come le s.p.a di proprietà pubblica. In essi vi p

l’eliminazione delle restrizioni per la gestione del personale e vi è un adeguato sistema di incentivi per cui i dirigenti

sono remunerati in base ai risultati raggiunti.

Enti pubblici economici = enti pubblici dotati di propria personalità giuridica, proprio patrimonio e proprio personale

dipendente. Rimane legato alla Pubblica Amministrazione in quanto gli organi di vertice sono nominati dai Ministeri

competenti per il settore in cui opera l’ente. 20

INTRODUZIONE AL SISTEMA TRIBUTARIO

Caratteristiche del sistema tributario ideale?

• = il sistema tributario non deve interferire con l’efficiente allocazione delle risorse

Efficienza economica

• Semplicità amministrativa = deve essere semplice e poco costoso dal punto di vista amministrativo

• Flessibilità = deve poter reagire con facilità al mutamento delle condizioni economiche

• Trasparenza politica = deve essere formulato in modo tale che i contribuenti siano consapevoli delle imposte che

pagano e possano valutare quanto il sistema riflette le loro preferenze.

• Equità

Le imposte fanno cambiare i prezzi relativi e ciò comporta un perdita di efficienza economica in vari modi:

• Distorsioni macroscopiche nei comportamenti del consumo

• Effetti sul comportamento individuale = le imposte possono influenzare la durata della vita scolastica di una

e l’assunzione del rischio imprenditoriale, la gestione delle spese

persona, il lavoro, il pensionamento, il risparmio

in R&S, il tasso di crescita economica.

• effetti sulla propensione al rischio nell’economia a secondassi attua un sistema tributario

Effetti organizzativi =

contro o a favore delle società di capitali.

• Effetti finanziari = es. individuo che decide di investire da sé il denaro in più ricevuto in busta paga è tassato.

Effetti sulla struttura finanziaria delle società di capitali.

Gli effetti finanziari sono collegati a quelli organizzativi. Es. avvantaggiare o svantaggiare le banche porta le

imprese ad aumentare o diminuire il denaro raccolto tramite banche piuttosto che tramite mercato azionario.

• Effetti di annuncio e capitalizzazione = un imposta può avere degli effetti anche prima della sua introduzione al

momento dell’annuncio. Perciò imposte future su beni patrimoniali sono incorporate (capitalizzate) nel prezzo del

bene al momento dell’annuncio dell’imposta.

Imposta neutrale o non distorsiva = il soggetto interessato non può fare nulla per modificare il su debito di imposta.

Perciò non causano alcuna modificazione del comportamento o di riallocazioni delle risorse (eccetto quelli derivanti

dall’effetto reddito che diminuisce).

Le distorsioni sono collegate al tentativo da parte degli agenti di diminuire il loro debito di imposta. Qualsiasi imposta su

beni di consumo e reddito sono discorsive.

= per correggere l’insufficienza del mercato, ad esempio nel caso di esternalità. Procurano gettito e al

Imposte correttive

tempo stesso migliorano l’efficienza dell’allocazione delle risorse.

Problema dell’equità di un sistema tributario?

sistema tributario presenta problemi dal punto di vista dell’equità, sia quella orizzontale che verticale.

Il

Si ha equità orizzontale quando individui identici sotto tutti gli aspetti rilevanti sono trattati allo stesso modo. Ma

problematico è stabilire cosa significhi esattamente che due persone sono identiche sotto tutti gli aspetti rilevanti e cosa

significhi l’uguaglianza di trattamento.

Si ha equità verticale quando i soggetti che sono in grado di pagare imposte maggiori di altri, le pagano. Ma problematico

è stabilire chi effettivamente goda di in benessere maggiore, maggiore capacità contributiva, o che godi di più dei servizi

pubblici.

Problemi nel tassare il reddito: il reddito è commisurato al lavoro, perciò un aumento dell’imposta sui soggetti con reddito

più elevato può portare a diminuire il lavoro e quindi ad una diminuzione del gettito d’imposta.

Problemi nel tassare il consumo: implica discriminazioni nel senso dell’equità orizzontale e i consumi sono più difficili da

tracciare. l’equità?

Cosa fare per conseguire

Per conseguire l’equità si possono applicare gli schemi dell’economia del benessere.

• Valutare l’efficienza in senso paretiano dei sistemi tributari, considerando sia le distorsioni sia le risorse utilizzate

per implementare l’imposta

• Identificare i sistemi di imposta efficienti in senso paretiano, per cui nessuno può migliorare la propria situazione

senza peggiorare quella di qualcun altro.

• Scegliere le strutture di imposta efficienti in senso paretiano ricorrendo a una funzione del benessere sociale, che

indica in modo sintetico l’attitudine della società verso il benessere dei singoli individui. 21

L’INCIDENZA DELLE IMPOSTE IN MERCATI PERFETTAMENTE CONCORRENZIALI

Onere dell’imposta?

Onere dell’imposta = differenza tra il redito reale di un individuo prima e dopo l’imposta, calcolata in modo da

tenere conto delle variazioni dei prezzi e dei salari che si generano in seguito al’imposta.

I soggetti su cui grava effettivamente grava l’imposta non coincidono necessariamente con coloro su cui l’imposta

grava legalmente.

Coloro che sopportano effettivamente l’onere dipende, non dall’intenzione del legislatore, ma dalle proprietà di

domanda e offerta e dalla struttura del mercato.

a i quali l’imposta è prelevata legalmente, su cui “in teoria” dovrebbe gravare

I contribuenti di diritto = coloro

l’onere. = coloro su cui effettivamente grava l’onere dell’imposta.

I contribuenti di fatto

Esempi in cui l’imposta non incide sui soggetti che secondo la legge dovrebbero sopportare l’onere?

Esempio dei contributi sociali a carico del datore di lavoro:

per reagire all’imposta il datore di lavoro può traslare l’imposta all’indietro, sui fattori di produzione diminuendo i

salari, o traslarla in avanti aumentando i prezzi (a scapito dei consumatori). La maggior parte dei contributi sociali a

carico delle è traslato all’indietro andando a gravare sui lavoratori, nonostante l’imposta sia concepita per colpire i

datori di lavoro. La traslazione avviene grazie al potere contrattuale.

Esempio dell’imposta sul reddito delle società:

in riposta all’imposta le imprese o aumentano i prezzi o decidono di produrre di meno (ricaduta sui lavoratori).

Perché ciò viola i criteri secondo cui un sistema tributario è ideale?

tributario desiderabile deve essere equo e trasparente. L’equità

Un sistema

dipende da chi effettivamente paga le imposte. Perciò se un sistema tributario

prevede la possibilità di traslare le imposte, allora non è equo. Il sistema è

trasparente solo se l’incidenza effettiva coincide con quella legale.

IN CONCORRENZA PERFETTA

Supponendo un’imposta formulata in termini di aliquota fissa per unità del bene e

formalmente posta a carico dell’impresa produttrice, quest’ultima sceglierà un

livello di produzione che le permetta di

eguagliare il prezzo ai costi marginali.

Con l’imposizione dell’imposta, il costo marginale aumenta dell’aliquota fissa

per unità del bene. Ciò porta ad uno spostamento della curva di offerta verso

sinistra e la quantità prodotta si riduce.

Attraverso la curva di offerta si può stabilire qual è il prezzo di mercato a cui

l’impresa sarebbe disposta ad offrire la stessa quantità di bene ante-imposta. Il

prezzo è più alto dell’esatto ammontare dell’imposta, perciò vi è una

traslazione in avanti e viene

pagata dai consumatori.

Come si ripartisce l’imposta in concorrenza perfetta?

Se si considera la curva di offerta dell’intero mercato,essa si sposta

verso sinistra di un ammontare pari all’imposta e il prezzo cresce.

Poiché all’aumentare del prezzo la quantità domandata del bene

diminuisce, i produttori non possono traslare l’interno onere

dell’imposta sui consumatori.

in concorrenza perfetta l’imposta è ripartita nella stessa

Pertanto

misura (non è per forza in modo equo) tra consumatori e produttori

indipendnetementedai soggetti cui il legislatore ha attribuito

l’onere legale del pagamento dell’imposta. Non cambia nulla se

l’imposta viene fatta gravare sui produttori oppure sui consumatori. 22

l’imposta è:

Inoltre in concorrenza perfetta non cambia nulla se

• ad valorem = prelevata in una data percentuale del prezzo

• specifica = ha un ammontare fisso per ciascuna unità di output

In mercati perfettamente concorrenziali, l’incidenza delle imposte dipende dall’elasticità della domanda e

dell’offerta. L’inclinazione di una curva di domanda è misurata dall’elasticità della domanda, cioè la variazione

percentuale del consumo di un bene provocata da una variazione percentuale unitaria del prezzo.

Un curva di domanda orizzontale, dove piccole riduzioni di prezzo provocano enormi incrementi della domanda, è

perfettamente elastica.

Una curva di domanda verticale, dove la domanda non si modifica in corrispondenza di una variazione dl prezzo, ha

elasticità pari a zero.

Stesse considerazioni valgono per la curva di offerta.

L’imposta sarà sopportata maggiormente dai consumatori:

• quanto più è inclinata (rigida) la curva di domanda

• quanto più è piatta (elastica la curva di offerta.

L’imposta sarà maggiormente sopportata dai produttori:

• quanto più e piatta (elastica) la curva di domanda

• quanto più è inclinata (rigida) la curva di offerta. 23

L’INCIDENZADELLE IMPOSTE IN MERCATI NON CONCORRENZIALI

Nel caso in cui non ci sia concorrenza perfetta, l’effetto dell’imposta

dipende dalla natura del mercato.

di monopolio, l’imposta può essere vista come un aumento del

Nel caso

costo marginale di produzione (la curva del costo marginale si sposta

verso l’alto). Il monopolista usa il suo potere di mercato per traslare

l’imposta, non interamente, ma nei limiti consentiti dalla curva di

domanda. In presenza di una curva lineare l’aumento del prezzo risulta

esattamente pari a metà dell’imposta.

La curva di domanda ha pendenza costante, ma l’elasticità varia:

Se l’elasticità è

costante, un

aumento del prezzo provoca una riduzione della domanda sempre della

stessa percentuale (e viceversa).

Se si suppone la curva del costo marginale non orizzontale, quanto

maggiore è l’inclinazione della curva del costo marginale, tanto minore

sarà la variazione dell’output e quindi l’aumento del prezzo che si

verifica in seguito all’imposta. Se la curva del costo marginale è

perfettamente verticale il prezzo rimane immutato e l’imposta è

sostenuta completamente dal monopolista.

In regime di monopolio, la ripartizione dell’imposta dipende

dall’elasticità della domanda.

Se la curva del costo marginale è orizzontale, la ripartizione

dell’imposta dipende dalla forma della curva di domanda.

Se la curva di domanda è lineare (elasticità che varia in ogni suo

l’imposta

punto) viene ripartita uniformemente tra monopolista e

consumatore.

Se la curva di domanda ha una elasticità costante, allora il prezzo

aumenta di un multiplo dell’imposta (se elasticità =2 allora il prezzo

aumenta di 2 volte l’imposta).

L’incidenza delle imposte varia, oltre che per le proprietà della curva di

domanda e di offerta e della struttura del mercato, anche da fattori che

si possono individuare con un’analisi di equilibrio generale.

= per esaminare gli effetti dell’imposta si ipotizza che i

Analisi di equilibrio parziale prezzi dei beni e le remunerazioni dei

fattori produttivi rimangano costanti.

Analisi di equilibrio generale = si contempla la possibilità che i prezzi dei beni che sono scambiati su mercati diversi da

quello che si sta prendendo in considerazione e i prezzi dei fattori produttivi possano variare. Prende in considerazione

l’intera economia e non soltanto le industrie su cui grava l’imposta.

EQUILIBRIO GENERALE

Le imposte influenzano vari mercati.

Se si introduce un’imposta sulle automobili, la diminuzione della produzione provocherà una diminuzione della domanda

del lavoro; si determinerà un eccesso di offerta di lavoro e una riduzione del salario. Diminuirà quindi anche la domanda e

si abbasseranno i prezzi. Le imprese che hanno dovuto contrarre la produzione chiederanno meno capitale, il rendimento si

riduce, sono influenzate le scelte di risparmio e consumo.

Analogamente l’imposta ha effetti diversi nel breve periodo e lungo periodo.

Per lo Stato non è possibile modificare un’imposta per volta, perché la politica fiscale è più complessa. Lo Stato è tenuto a

rispettare il vincolo di bilancio, per cui le entrate + disavanzo (finanziato dal debito pubblico) devono essere uguali alla

spesa.

Se si vuole introdurre un’imposta mantenendo invariato il vincolo di bilancio, o si aumenta la spesa pubblica o si

riducono/aboliscono altre imposte. 24

IMPOSTE ED EFFICIENZA ECONOMICA

Nell’immediato ogni aumento di imposte fa diminuire il benessere dei contribuenti.

Nel lungo periodo, tale diminuzione è compensata dai benefici che derivano dalla spesa pubblica.

A parità di gettito, imposte diverse riducono il benessere dei contribuenti in misure diverse.

IMPOSTA SUL CONSUMO

Supponendo che venga introdotta una imposta sulla birra e che l’onere

sia supportato intermanete dal consumatore, il vincolo di bilancio

aumenta la sua inclinazione spostandosi da SB a SB’. Prima dell’imposta

il consumatore consumava combinazioni di aranciata e birra collocandosi

sulla più alta curva di indifferenza nel punto E. Dopo l’introduzione

il consumatore si sposta in E*,

dell’imposta dove consuma una minore

quantità sia di birra che di aranciata.

Il consumatore vede diminuire il suo potere d’acquisto e consumerà non

solo una quantità inferiore di birra ma anche meno aranciata, perché

dovrà finanziare il consumo di birra.

La diminuzione del consumo di birra in seguito all’imposta è l’effetto

reddito.

L’effetto sostituzione è dato dalla variazione dei prezzi relativi.

Il reddito del consumatore diminuisce di pari ammontare dell’imposta e a

parità di prezzo relativo, il vincolo di bilancio si sposta verso sinistra. Il

nuovo punto di equilibrio si sposta in E** sulla curva di indifferenza I .

1

Questo spostamento è l’effetto reddito.

L’effetto sostituzione corrisponde ad uno spostamento lungo la curva di

indifferenza I , da E** a E*.

1

La dimensione dell’effetto sostituzione dipende dalla facilità con cui si

può sostituire il consumo del bene su cui grava l’imposta con quello di

un altro bene.

Nel caso di elevata sostituibilità tra beni le curve di indifferenza sono

piatte e l’effetto sostituzione è lo spostamento da E** a E*.

relativamente

In caso di impossibilità di sostituzione le curve di indifferenza sono a

forma di L e non vi è alcun effetto sostituzione.

Un’imposta è efficiente se minimizza la perdita di benessere per unità

di gettito fiscale. Ma anche una imposta efficiente genera effetti

discorsivi.

Per comprendere la portata discorsiva di un’imposta, bisogna

confrontare gli effetti con quelli di un’imposta a somma fissa.

Per eccesso di pressione si intende la perdita di benessere che, a parità i

gettito, l’introduzione di un’imposta non a somma fissa provoca rispetto

a un’imposta a somma fissa.

Un’imposta a somma fissa comporta semplicemente uno spostamento

vincolo di bilancio pari all’ammontare dell’imposta.

verso il basso del 25

Perdita di benessere legata a un’imposta sul consumo?

Nel caso di imposta su un bene, il vincolo di bilancio ruota verso sinistra l’equilibrio si sposta verso la curva di

gettito dell’imposta

indifferenza più bassa nel punto E*. Il è la distanza verticale tra il vincolo di bilancio prima

dell’introduzione dell’imposta e dopo l’introduzione dell’imposta in corrispondenza di E*.

Per misurare la perdita di benessere si calcola l’eccesso di pressione.

Bisogna trovare il gettito fiscale in meno che provoca il fatto di avere

introdotto un’imposta su un bene piuttosto che in somma fissa.

Con l’introduzione di un’imposta in somma fissa il vincolo di bilancio si

sposta verso il basso e l’equilibrio si sposta in E**. Il gettito fiscale è la

distanza verticale tra il vecchio vincolo di bilancio e il nuovo in

corrispondenza di E**.

Tale gettito è dato dalla somma del gettito fiscale che si avrebbe con

l’imposta su un bene più un altro ammontare che corrisponde alla

perdita di benessere associata all’imposta sul bene.

L’entità della perdita di benessere dipende dall’effetto sostituzione. Se non

vi fosse sostituibilità tra i due beni, non ci sarebbe alcuna perdita di

benessere, cioè che l’imposta su un bene specifico determina lo stesso

gettito di un’imposta a somma fissa. Nel breve periodo la maggior parte delle curve di offerta ha

un’inclinazione positiva, per cui l’onere di un’eventuale imposta è

sopportato anche dai produttori.

Supponendo che inizialmente l’impresa riceva un prezzo P, i suoi ricavi

ammontano all’area DBP sopra la curva di offerta che è uguale a ricavi

– costo variabile totale. Con l’introduzione di un’imposta

totali su un

per cui l’area dei profitti si riduce a DGP-t.

bene il prezzo scende a P-t

La diminuzione dei profitti è pari all’area EGPHB. L’area PHGE è il

gettito dell’imposta e l’area HBG è la perdita di benessere.

Nel caso di imposta a somma fissa il gettito fiscale avrebbe compreso

anche l’area HBG.

Quanto minore è l’elasticità dell’offerta, tanto minore sarà l’eccesso di

pressione dell’imposta. Con curva meno elastica l’area del triangolo

HBG si riduce. 26

IMPOSTA SUL RISPARMIO

Rinunciando a 1€ di consumo nel periodo corrente, l’individuo può ottenere nel periodo futuro un consumo

addizionale pari a (1+r)€ dove r è il tasso di interesse. Perciò 1 /(1+r) è il prezzo relativo del consumo di domani in

termini del consumo di oggi.

Le curve di indifferenza sono decrescenti in quanto l’utilità marginale del consumo futuro è decrescente.

Effetto reddito ed effetto sostituzione di un’imposta sul risparmio?

un’imposta sul reddito da interesse, vi sono due effetti:

Considerando

• siccome l’effetto reddito dell’imposta è negativo, implica un aumento del risparmio, dato che diminuisce il

consumo corrente.

• Ma data la riduzione dell’interesse dovuta all’imposta, il consumatore riceverà un rendimento minore dal

risparmio. Il prezzo 1/(1+r) aumenta (perché r è diminuito) e pertanto l’effetto sostituzione scoraggia il

risparmio.

L’effetto netto dell’imposta sul consumo corrente è incerto. In teoria i due effetti potrebbero compensarsi e l’imposta

lascerebbe invariato il risparmio, ma crea comunque degli effetti distorsivi.

Distorsione di un’imposta sul risparmio che abbia un effetto “neutro” sull’ammontare del risparmio?

l’effetto reddito esercitato dall’imposta

Infatti considerando il caso in cui su risparmio sia esattamente bilanciato

dall’effetto sostituzione, il consumo corrente e il risparmio sono invariati. Tuttavia, si crea ugualmente una perdita di

benessere come si può calcolare dall’eccesso di pressione, confrontando l’effetto imposta sul risparmio con quello di

un’imposta a somma fissa.

Un’imposta a soma fissa concepita in modo tale da lasciare immutato il benessere dell’individuo, avrebbe spostato

l’equilibrio in E . L’imposta sul risparmio concepita

R in modo tale da lasciare immutato il livello complessivo di

risparmio (sempre a c0) cambia i prezzi relativi ed esercita un effetto sostituzione. Spostando l’equilibrio in E*. In E*

di consumo futuro, C1. L’entità della

si ha lo stesso livello di consumo corrente (C0) ma un livello più basso

distorsione dipende dall’effetto sostituzione.

La perdita di benessere, che può essere calcolata dall’eccesso di pressione, è la distanza verticale tra il vincolo di

bilancio dopo l’introduzione dell’imposta sul risparmio e il vincolo di bilancio dopo l’introduzione dell’imposta in

somma fissa. IMPOSTA SUL REDDITO DA LAVORO

In questo caso i due beni sono il consumo (che corrisponde al lavoro) e

il tempo libero.

Un’imposta sul reddito da lavoro implica i seguenti effetti:

• Effetto reddito per cui il lavoratore si impoverisce e a parità di

lavoro potrà consumare meno, quindi cercherà di lavorare di più.

• Effetto sostituzione per cui lavorare è meno remunerativo,

pertanto il lavoratore cercherà di sostituireil lavoro con il tempo libero.

L’effetto complessivo è incerto.

Supponendo però che effetto reddito ed effetto sostituzione si bilancino,

un’imposta sul reddito provoca uno spostamento del vincolo di bilancio

27

per cui l’equilibrio si sposta in E* dove la quantità di tempo libero è la stessa ma il consumo è più basso.

Per misurare la distorsione si confronta l’effetto dell’imposta sul reddito con quello di un’imposta in somma fissa,

prima dell’imposta.

concepita in modo tale da garantire al lavoratore lo stesso livello di benessere che si aveva

L’imposta in somma fissa sposta parallelamente il vincolo di bilancio verso il basso. L’equilibrio si sposta in E**, si

offre più lavoro e si consuma di più. La perdita di benessere è data dalla distanza verticale tra i due vincoli di bilancio.

Va ricordato che tutte queste analisi sono di equilibrio parziale, perché non sappiamo quali miglioramenti del

benessere potrebbero essere apportati dalla spesa pubblica finanziata con l’imposta, o dal fatto che l’imposta

sia sul consumo, risparmio, reddito o salario, piuttosto che in somma fissa.

EFFETTI DELL’IMPOSIZIONE PROGRESSIVA

Nel caso di imposte progressive è contemplato il credito di imposta, per

cui vi sono dei trasferimenti dello Stato al lavoratore povero.

Il vincolo di bilancio del lavoratore nel caso in cui non ci sia alcuna imposta è LL.

Con l’introduzione del credito di imposta cambia il vincolo di bilancio:

• Tratto LA = molto tempo libero e poco consumo. Il lavoratore può permettersi delle combinazioni di tempo

libero e consumo più convenienti: in corrispondenza dello stesso livello di lavoro, può permettersi un

consumo più elevato. = spinge a diminuire l’offerta di lavoro, perché grazie al credito d’imposta si è più

o Effetto reddito

ricchi

o Effetto sostituzione = spinge a lavorare di più, perché il rendimento del lavoro è aumentato.

• Tratto AB = vecchio e nuovo vincolo di bilancio sono paralleli. Le combinazioni possibili di consumo e

tempo libero sono più convenienti, ma un po’ meno di prima

o Solo effetto reddito = il prezzo relativo di consumo e tempo libero non è cambiato, ci si può

permettere un consumo più elevato quindi si tende a lavorare di meno.

• Tratto BC = le combinazioni possibili sono più convenienti ma sempre meno.

= spinge a diminuire l’offerta

o Effetto reddito di lavoro

o Effetto sostituzione = il rendimento del lavoro è più basso rispetto al tratto AB, perciò si tende a

diminuire l’offerta di lavoro

• il lavoratore raggiunge un reddito tale da dover pagare un’imposta sul reddito da lavoro.

Tratto CD = = spinge a lavorare di più perché l’imposta ha diminuito il potere d’acquisto

o Effetto reddito

o Effetto sostituzione = spinge a lavorare meno perché il rendimento del lavoro è più basso.

In generale dal tratto LA fino al punto C, il lavoratore povero preferisce aumentare sempre e comunque la sua

offerta di lavoro, nella speranza che ciò lo faccia uscire dalla povertà.

L’offerta di lavoro è comunque un concetto multidimensionale, per cui nel caso in esame non si stanno tenendo conto

di molti fattori come l’età dell’ingresso nel mercato del lavoro, la scelta di andare in pensione, le differenze di genere

ecc. 28

TASSAZIONE OTTIMALE

Anche perle scegliere tra diverse strutture impositive tutte efficienti in senso paretiano si ricorre alla FBS.

imposizione ottimale è l’insieme delle imposte che consente di massimizzare il benessere sociale. A

Il sistema di

seconda della FBS presa in considerazione cambia la struttura ottimale di tassazione.

Un obiettivo della teoria della tassazione ottima è stabilire se vi siano proprietà generali che valgono per tutti i sistemi

di imposizione Pareto-efficienti, cioè che siano indipendenti dalla FBS

usata.

Lo Stato ricorre a imposte distorsive a causa dell’informazione imperfetta,

per la quale non è in grado di conoscere la capacità di ciascun individuo.

Nel porre la progressività dell’imposta ci si trova davanti ad un trade-off:

tanto più progressiva l’imposta tanto più sarà ridotta la disuguaglianza,

ma tanto maggiore sarà la perdita di benessere, intesa come inefficienza

dall’imposta.

generata

Con l’imposta proporzionale, il debito di imposta è pari sempre alla

stessa percentuale del reddito.

Con l’imposta si applica un’aliquota uniforme alla

progressiva

differenza tra il reddito del contribuente e una data soglia critica. Chi

percepisce un reddito inferiore alla data soglia critica riceve un sussidio

dallo Stato pari al prodotto: aliquota*(soglia critica reddito).

Nel caso di imposta progressiva l’aliquota marginale è costante, ma

l’aliquota aumenta all’aumentare del reddito. L’aliquota

media

marginale dell’imposta progressiva è più alta perché oltre a finanziare la

spesa pubblica per la fornitura di beni e servizi pubblici e privati, lo Stato

deve anche trovare le risorse per finanziare il sussidio.

Se l’aliquota marginale dell’imposta è più alta, la perdita di benessere è

maggiore. Più l’imposta è progressiva, maggiore è l’aliquota marginale e

maggiore è la perdita di benessere. Un’imposta progressiva induce maggiore eccesso di pressione.

Considerando un’imposta proporzionale e una progressiva, si

suppone che entrambe lasciano l’individuo sullo stesso livello di

benessere, cioè sulla stessa curva di indifferenza.

Il gettito fiscale è la distanza verticale tra il vincolo prima

dell’imposta e quelli successivi

dell0introduzione

all’introduzione dei due tipi di imposta. Il gettito dell’imposta

è E’A’. Quello del’imposta progressiva è EA.

proporzionale

Il gettito dell’imposta proporzionale è superiore rispetto a quello

dell’imposta progressiva. Per ogni livello di utilità dell’individuo,

l’imposta progressiva consente alo stato di ottenere un

ammontare più basso di gettito fiscale, quindi è meno efficiente

dell’imposta proporzionale.

Vi è un problema di efficienza ed equità.

In generale, il valore sociale di una maggiore eguaglianza può

essere considerato superiore al valore sociale della

diminuzione di efficienza, perciò anche se distorsive, si tende ad applicare imposte progressive.


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judy29

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in gestione d'impresa
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher judy29 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof De Santis Roberta.

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